BastaBugie n°616 del 12 giugno 2019

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1 LA SPAZZATURA E' UN GRANDE BUSINESS... E IL FESSO CHE PAGA SEI TU!
Un tempo la spazzatura, in pratica, non esisteva, invece ora, per smaltire ciò che produce l'industria, paghi e devi lavorare per loro, separare materiali e guai se sbagli!
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 L'ISLAMIZZAZIONE DELL'EUROPA PASSA DALLA SCUOLA
Come volevasi dimostrare l'esperimento di inserire corsi di arabo nella scuola pubblica francese per favorire l'integrazione è miseramente fallito
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana
3 LA PREGHIERA IN FAMIGLIA, ANTIDOTO CONTRO IL DISORDINE POST MODERNO
San Benedetto nella sua Regola si preoccupa di ordinare la giornata dei monaci... questi consigli si possono applicare anche nelle famiglie di oggi
Autore: Don Massimo Lapponi - Fonte: Il Timone
4 FINALMENTE IN ITALIANO IL FILM SULL'HOLODOMOR, LO STERMINIO PER FAME IN UCRAINA PROVOCATO DA STALIN
''Raccolto amaro'' racconta uno dei più grandi crimini del comunismo: il genocidio di milioni di kulaki (contadini) con la carestia del 1932-33 indotta dal regime sovietico (VIDEO: trailer del film)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 LA CORTE COSTITUZIONALE DICHIARA CHE LA PROSTITUZIONE NON E' MAI UN ATTO TOTALMENTE LIBERO
E diciamola tutta... per combattere efficacemente la prostituzione, occorre punire il cliente
Autore: Don Aldo Buonaiuto - Fonte: Interris
6 NON BASTAVANO LE DRAG QUEEN... ORA CI SONO I DRAG KIDS (BIMBI FATTI ESIBIRE VESTITI DA DONNA)
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): il sottosegretario cinquestelle Spadafora vuole il reato di omofobia, gay pride a Disneyland Paris, nessun aiuto psicologico per i minori gay in Massachusetts
Autore: Chiara Chiessi - Fonte: Osservatorio Gender
7 NOA, LA 17ENNE OLANDESE CHE HA CHIESTO E OTTENUTO L'EUTANASIA
Alla ragazza bisognava semplicemente ridare la speranza impedendole di ''suicidarsi'', anche con la forza se necessario (VIDEO: Dat ed eutanasia)
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 QUATTRO NUOVI QUADERNI DEL TIMONE E DELLA BUSSOLA: ANGELI E DEMONI, I DODICI APOSTOLI, CRISTIANESIMO, PORNOGRAFIA CALAMITA' IGNORATA
Inoltre il bel libro di Roberto Marchesini ''Per la libertà vostra e nostra. La Polonia raccontata agli italiani''
Fonte: Redazione di BastaBugie
9 OMELIA SANTISSIMA TRINITÁ - ANNO C (Gv 16,12-15)
Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - LA SPAZZATURA E' UN GRANDE BUSINESS... E IL FESSO CHE PAGA SEI TU!
Un tempo la spazzatura, in pratica, non esisteva, invece ora, per smaltire ciò che produce l'industria, paghi e devi lavorare per loro, separare materiali e guai se sbagli!
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 31/03/2019

Si diventa vecchi quando si comincia una frase dicendo «ai miei tempi». Bene: ai miei tempi la spazzatura, in pratica, non esisteva. I vestiti si riciclavano, così come gli imballaggi (borse, bottiglie di vetro, involti di carta e stagnola...); per la «frazione organica» c'era l'orto. L'oratorio passava a raccogliere, casa per casa, carta e rottami; e ci faceva dei bei soldi.
Poi è arrivato l'ecologismo. Senza che me ne accorgessi, sono passato a produrre così tanta spazzatura da non poterla più accumulare in casa. Sono, soprattutto, imballaggi di ogni genere. A me gli imballaggi non servono, servono all'industria; perché la vendita al minuto è praticamente scomparsa. Grazie agli imballaggi riducono i costi di stoccaggio e trasporto. E io ho la casa piena di spazzatura che non mi serve.

UN BUSINESS GENIALE
Ma l'industria ha la soluzione: i «servizi ambientali». Passano a raccogliere carta, plastica, vetro e lattine a domicilio; persino la «frazione organica». Ma dev'essere ben separata e pulita. Non solo: devo pagare. Parecchio, sempre di più. Cioè: io gli fornisco preziosi materiali e glieli devo pure pulire. E devo pure pagare. Una volta pagavano loro: soldi in cambio di materiali. Ora do sia i soldi che i materiali; e li devo pure separare e pulire.
Non solo. Recentemente ho ricevuto dei «sacchi personalizzati»: se sbaglio a separare i preziosi materiali che regalo alla «industria del riciclo», mi multano. Grazie al codice a barre personalizzato sono facilmente individuabile. Non capisco. Io pago questa azienda che mi fornisce servizi: dovrei essere io a controllare. Invece è l'azienda che controlla me.
Poi, un giorno, ho capito. Un mio amico ha svuotato il garage e ha portato la risulta in discarica (pardon: piattaforma ecologica). Ha distribuito tutto tra vari container ma, arrivato al rotolo di catrame è stato fermato. «No, questo no». «Perché no?» ha chiesto stupito il mio amico. «Perché non lo possiamo vendere». Mi ha raccontato l'episodio piuttosto sconfortato: «Cosa me ne dovrei fare? Se non lo posso portare in discarica dove dovrei portarlo? Ti istigano ad abbandonare i rifiuti ai bordi delle strade... Me lo terrò ancora nel garage e poi... boh...». Però io ho capito. Non è un servizio. È un business. Un business geniale. Non pagano il materiale, non pagano la separazione né il trasporto alla loro sede. Se la manovalanza (cioè io) si sbaglia, fanno pure le multe (cioè prendono altri soldi). E la gente è anche entusiasta: lavora gratis, regala del materiale, paga ed è pure felice. Geniale.

GRETA E I GRETINI CHE GLI VANNO DIETRO
Poi arriva questa ragazza di 17 anni acconciata come una bambina e partecipa al World Economic Forum di Davos. E dice: «Sul clima voglio che andiate nel panico, dovreste agire come se la vostra casa fosse in fiamme». Lo dice davanti ai rappresentanti dei membri del World Economic Forum cioè davanti a coloro che mi hanno riempito la casa (e il mondo) di spazzatura per aumentare i ricavi. Greta dice che vuole vederli nel panico, ma loro non sembrano nel panico. Sorridono e si atteggiano davanti a questa ragazza acconciata da bambina come se fosse davvero una bambina. Non hanno l'idea di chi vuole smettere di inquinare. Poi ho capito.
Leggo una notizia sul sito dell'ANSA. Per abitudine vado alla fonte e trovo la conferma: «Il passaggio a questo percorso di crescita sostenibile a basse emissioni di carbonio potrebbe fornire un guadagno economico diretto di 26 trilioni di dollari fino al 2030 rispetto agli affari normali». Anche in questo caso: non è un servizio, e un business. Un business geniale. Perché se le companies guadagnano 26 trilioni di dollari in dieci anni... chi li spende? «[...] tutte le economie dovrebbero porre maggiore enfasi sugli investimenti in infrastrutture sostenibili come motore centrale del nuovo approccio alla crescita. [...] Ciò comporterà un lavoro a stretto contatto con i governi e gli investitori privati per sbloccare gli investimenti e potenziare le finanze miste». Risposta: io.
Greta non vuole vedere nel panico le companies, coloro che inquinano: vuole vedere nel panico me. Perché continui a regalare materiale, a selezionarlo, a trasportarlo e a pagare. Senza pensare. Chi è nel panico non pensa. Geniale.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 31/03/2019

2 - L'ISLAMIZZAZIONE DELL'EUROPA PASSA DALLA SCUOLA
Come volevasi dimostrare l'esperimento di inserire corsi di arabo nella scuola pubblica francese per favorire l'integrazione è miseramente fallito
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana, 05/06/2019

Come volevasi dimostrare. Esperimento fallito. Inserire corsi di arabo nella scuola pubblica francese, per occidentalizzare l'islam ha prodotto l'effetto esattamente contrario ovvero sta islamizzando l'Occidente.
L'ultima riforma scolastica d'Oltralpe, che pretendeva di arginare così la radicalizzazione negli allievi "a rischio", ingenuamente non ha tenuto conto di diversi fattori:
1) che i corsi della République sarebbero andati pressoché deserti, perché i figli delle famiglie musulmane l'arabo non lo imparano certo in classe bensì nella madrasa;
2) che, nella madrasa, la lingua viene loro insegnata su testi non censurati, tali pertanto da istigare, senza filtri, all'odio verso gli «infedeli»;
3) che qualsiasi tentativo fatto in classe, ad esempio dai professori di storia, di spiegare le origini dell'islam viene recisamente respinto dagli alunni islamici, che nella madrasa han ricevuto ben altra versione, inculcata loro come vera.

AGGRESSIONI NEI CONFRONTI DEI DOCENTI
Col risultato, già verificatosi, di vere e proprie aggressioni nei confronti dei docenti. Come è avvenuto a Bordeaux, in una quinta superiore. Nella madrasa ed in moschea circolano opuscoli, spesso scaricabili anche da Internet, con cui si squalificano totalmente le leggi di uno Stato, ritenendo ch'esse non possano "competere" con la legge di Allah, ritenuta l'unica autentica.
In un suo libro, Principal de collège ou imam de la République, il prof. Bernard Ravet, 66 anni, ex-preside di tre istituti superiori in quella sorta di Bronx francese, che è Marsiglia, tra il 1999 ed il 2012, ha raccolto alcune delle "perle" udite con le sue orecchie a scuola, ov'era semplicissimo esser considerati «infedeli», era sufficiente credere nelle regole fissate dal Parlamento e non ritenere ad esse superiore la sharia islamica oppure partecipare alle elezioni. In una fatwa, pronunciata dal Gran Mufti dell'Arabia Saudita, finanziato dalla famiglia reale, si spiega come «Allah abbia spezzato il filo dell'amicizia e dell'amore tra i musulmani e gli infedeli», ponendo tra gli uni e gli altri «inimicizia ed odio eterno, finché non si creda ad Allah ed a lui solo». Ciò, in risposta ad un musulmano, che chiese come dovesse comportarsi nei confronti di un cristiano, che lo chiamava «fratello».
A lanciare l'allarme è ora la professoressa Lina Murr Nehmé, storica e politologa franco-libanese, specialista del mondo arabo contemporaneo e docente all'Università di Beirut: lei ha precisato come «il problema in Francia sia che si giudicano i terroristi, ma non coloro che li hanno formati». Un problema non solo della Francia, a dir la verità, bensì di tutto l'Occidente in generale.

FRANCIA RECIDIVA
Ma la Francia, già ferita dagli efferati attentati degli ultimi anni, dimostra, questo è vero, di non aver ancora capito la lezione. Così ecco la decisione della facoltà di Medicina dell'Università di Parigi Diderot di rinviare di due giorni gli esami, poiché la data fissata coincideva con la festa di Aïd-el-Fitr ovvero con la conclusione del Ramadan. In un Paese europeo a maggioranza cristiana tante ossequiose attenzioni verso le ricorrenze islamiche - e solo verso quelle - non sono solo fuori luogo, ma vengono anche male interpretate come segni di debolezza e di sostanziale apostasia. Così non stupisce che, ad esempio, in una scuola elementare di Winterthur, nella vicina Svizzera, ora gli alunni musulmani pretendano che i compagni di classe «infedeli» ovvero cristiani osservino il digiuno come loro durante il Ramadan, senza risparmiare pressioni psicologiche ed atti di stalking verso quanti non si adeguino. Ciò, nell'indifferenza più totale ovvero senza che nessuno senta la necessità di agire, di intervenire, nemmeno le organizzazioni di categoria degli insegnanti, del tutto zitte in merito, secondo quanto denunciato dall'agenzia on line austriaca Heute.
Franziska Peterhans, segretario generale dell'Lch, associazione elvetica dei docenti, ritiene che, in realtà, nessuno al momento venga "mobbizzato" e che pertanto, qualora degli alunni intendano digiunare per motivi religiosi propri, tale scelta debba essere «rispettata, conformemente a quanto previsto dalla Costituzione federale». Dipende da cosa si intenda per mobbing, pare che le definizioni siano molto elastiche in Svizzera. E nel resto d'Europa. Intanto, l'islamizzazione del Continente continua.

Nota di BastaBugie: Souad Sbai nell'articolo seguente dal titolo "Infine Trump metterà fuori legge i Fratelli Musulmani" fa capire che se l'Europa sta accettando passivamente che l'islam trionfi, dall'altra parte dell'oceano il presidente degli Stati Uniti intende mettere fuori legge i Fratelli Musulmani come organizzazione terroristica. Si tratta di una vera rivoluzione nella politica estera americana e può aprire un nuovo spiraglio di speranza nella lotta al jihad internazionale.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 2 maggio 2019:
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intende mettere fuori legge i Fratelli Musulmani come organizzazione terroristica. Già prima di varcare la soglia della Casa Bianca aveva lasciato trapelare questa possibilità tramite il suo staff, ma una volta insediato e prese in mano le redini dell'amministrazione si è trovato di fronte al parere contrario di un numero significativo e influente di "officials" del Dipartimento di Stato, del Pentagono e degli apparati di sicurezza.
In seguito all'embargo lanciato nel giugno 2017 dal Quartetto anti-terrorismo arabo contro il Qatar, il principale sponsor dei Fratelli Musulmani in tutto il mondo insieme alla Turchia di Erdogan, fu l'allora Segretario di Stato in persona, Rex Tillerson, ad escludere che Washington potesse bandire la Fratellanza nella sua totalità come organizzazione terroristica, poiché esponenti e partiti politici ad essa affiliati erano parte integrante di diversi governi e parlamenti in paesi del Medio Oriente con cui gli Stati Uniti avrebbero dovuto necessariamente mantenere relazioni e contatti.
Tillerson si limitò a menzionare Turchia e Bahrein, nel primo caso per dimostrare l'impraticabilità della messa fuori legge dei Fratelli Musulmani, che avrebbe implicato la rottura pressoché totale dei rapporti con uno stato membro della NATO con cui una forma di dialogo e cooperazione andava gioco forza mantenuta, nonostante Erdogan e le sue politiche di supporto all'estremismo. Nel secondo, invece, probabilmente per delegittimare l'embargo nei confronti del Qatar da parte del Quartetto, di cui il Bahrein è membro insieme ad Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto.
In Bahrein in effetti si trovavano in parlamento esponenti islamisti, ma affiliati a gruppi minoritari e reputati dal governo di Manama non sovversivi o collegati a organizzazioni terroristiche, contrariamente ai Fratelli Musulmani in Egitto, Tunisia, Siria, Libia e in altri paesi di Medio Oriente, Nord Africa e Golfo che Tillerson dimenticò (o omise) di ricordare, Qatar in testa. Di conseguenza, se l'ex Segretario intendeva far risaltare la presunta incoerenza del Bahrein, che con il Quartetto aveva dichiarato illegali i Fratelli Musulmani, il suo tentativo è stato alquanto malmirato e lasciava trapelare una malcelata propensione per Doha che non deve aver giovato al suo rapporto con Trump.
Le dimissioni di Tillerson, rimpiazzato da Pompeo, e la successiva fuoriuscita di Mattis dal Pentagono, ancora non ufficialmente sostituito, hanno liberato il campo da figure apicali e carismatiche che si erano frapposte tra il presidente americano e l'obiettivo di dichiarare la Fratellanza organizzazione terroristica per gettarla in uno stato d'illegalità internazionale.
Tuttavia, come fa notare il New York Times, anche il più recente rilancio dell'idea di bandire i Fratelli Musulmani, incoraggiata dal Presidente egiziano Al Sisi in visita alla Casa Bianca, deve fronteggiare l'opposizione della rete trasversale dei summenzionati "officials", con la sponda di think tanks e giornaloni americani sul libro paga di Doha (si vedano rispettivamente i casi Brookings Institute e "Qatar Newspapers", quest'ultimo collegato all'uscita del film Blood Money, che mostra come il Qatar abbia infiltrato i media americani ricorrendo alla minaccia di "hackerare" i giornalisti per intimidirli quando non intendevano mettersi al servizio della causa islamista neppure sotto pagamento).
Trump riuscirà questa volta nel suo intento? Pur riconoscendo l'effettiva complessità dell'attuazione di un bando integrale, l'imposizione da parte di Washington di sanzioni internazionali mirate nei confronti di attività economiche e di altra natura legate alla Fratellanza, e nei confronti dei suoi militanti maggiormente coinvolti in attività d'indottrinamento e radicalizzazione, ridurrebbe significativamente la capacità dell'organizzazione islamista di diffondere l'estremismo che ha generato il terrorismo jihadista contemporaneo di ISIS e Al Qaeda.
Si tratterebbe di un'autentica rivoluzione della politica internazionale, che aprirebbe nuove prospettive di pace, stabilità e sviluppo in Medio Oriente. La capacità del Quartetto di respingere il tentativo dei Fratelli Musulmani di stabilire dittature fondamentaliste in tutta la regione, come già accaduto durante la cosiddetta Primavera Araba, risulterebbe enormemente rafforzata dal sostegno della superpotenza americana. Trump va pertanto sostenuto e incoraggiato nel portare avanti questa iniziativa, che dovrebbe essere abbracciata anche in Europa, specie dopo l'uscita dei "Qatar Papers", libro che documenta come il Qatar abbia impunemente finanziato le moschee radicali dei Fratelli Musulmani in tutta Europa, Italia compresa.
Proprio l'Italia che ha un rapporto privilegiato con il Qatar, è il paese dove gli emiri di Doha hanno investito maggiormente in progetti e iniziative di proselitismo condotte dai Fratelli Musulmani, ed è quindi il paese dove l'urgenza di colpire con provvedimenti sanzionatori le realtà legate alla Fratellanza è più urgente. Mettere fuori legge i Fratelli Musulmani come organizzazione terroristica: l'Occidente deve unirsi al mondo arabo moderato per fermare il progetto di conquista dei Fratelli Musulmani e degli stati canaglia che li sponsorizzano, Qatar e Turchia. Forza Trump e forza Europa, segui l'esempio del Presidente degli Stati Uniti.

Fonte: Corrispondenza Romana, 05/06/2019

3 - LA PREGHIERA IN FAMIGLIA, ANTIDOTO CONTRO IL DISORDINE POST MODERNO
San Benedetto nella sua Regola si preoccupa di ordinare la giornata dei monaci... questi consigli si possono applicare anche nelle famiglie di oggi
Autore: Don Massimo Lapponi - Fonte: Il Timone, febbraio 2019 (n.181)

«A tempo opportuno si diano le cose da dare e si chiedano le cose da chiedere, cosicché nessuno sia né turbato né contristato nella casa di Dio».
Questo breve versetto della Regola di San Benedetto ne esprime tutto lo spirito. Agli occhi del santo, infatti, il monastero è veramente la casa di Dio, in cui ogni cosa deve avere il suo modo, luogo e tempo, perché vi regni il dono divino della pace.
San Benedetto non indugia in discorsi teorici, ma si preoccupa di organizzare santamente l'intera giornata dei monaci, in modo da non lasciare nulla al caso. Nessuno, infatti, vive da solo e tutti siamo condizionati dal nostro gruppo di appartenenza. Se, dunque, nel nostro ambiente imperano costumi non buoni, il nostro personale impegno non basterà a vivere cristianamente senza essere turbati e rattristati. Già gli apostoli, nelle loro lettere e istruzioni, non si rivolgevano ai singoli ma intendevano formare i costumi di tutta la comunità.
Anche San Benedetto si rivolge ad una comunità ed è stato dichiarato patrono degli architetti perché ha "architettato" come nessun altro la vita quotidiana dei cristiani che vivono insieme. Se con le nostre famiglie impareremo questa santa "architettura", il Signore si degnerà «di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni» (Lc 1, 74-75).
E quale dignità hanno due genitori che si impegnano a plasmare giorno per giorno la vita delle loro famiglie seguendo la via, esigente ma dolce, tracciata da San Benedetto! Soltanto loro sanno quanto sudore e angustia del cuore costi che ogni cosa si faccia a tempo e modo opportuno, «cosicché nessuno sia né turbato né contristato nella casa di Dio».

OGNI COSA A SUO TEMPO
La prima cosa che dobbiamo imparare da San Benedetto è il fatto di "architettare" la preghiera quotidiana delle nostre famiglie, dalla quale tutto il resto dipende. Il disordine imperante nella vita moderna ci ha fatto dimenticare che non tutti i tempi sono uguali e che le ore della giornata richiedono il rispetto di un ritmo e di una gerarchia delle azioni.
«Il mattino ha l'oro in bocca», dice il proverbio, perché le prime ore del giorno sono particolarmente preziose per dare il "tono" a tutta la giornata. Oggi non è di moda alzarsi volontariamente per tempo la mattina, e quanti possono permetterselo - e perciò, aimè, soprattutto i giovani - si concedono senza tanti scrupoli l'autoindulgenza di restarsene a lungo a sonnecchiare. Ma quale tono prenderà la giornata che incomincia con tanta fiacchezza e prosegue tra stanchi sbadigli e colazione consumata nel letto con lo sguardo intorpidito fisso sulla televisione accesa?
Le conseguenze di questa diffusa indolenza potrebbero essere gravissime. Dobbiamo, perciò, prendere l'impegno che, in qualsiasi giorno o stagione dell'anno, tutta la famiglia si alzi in tempo e dopo aver adempiuto i necessari doveri igienici, si raccolga insieme per la preghiera mattutina. Questa sana abitudine darà il giusto tono a tutta la giornata, quali che siano le diverse incombenze di ognuno.
Ovviamente questa regola del rispetto dei tempi non vale soltanto per la preghiera. Ad esempio, è importantissimo rispettare rigorosamente gli orari dei pasti comuni, in modo da essere tutti presenti ad atti così importanti di comunione fraterna. E anche qui vi è il momento della preghiera. San Benedetto ci viene in aiuto, stabilendo che chiunque giunge alla mensa dopo che è incominciata la preghiera iniziale, commette una grave mancanza e perciò deve fare penitenza.
Sembrano norme esteriori, ma, se ci pensiamo bene, vediamo che soltanto grazie ad esse la preghiera può avere vero diritto di cittadinanza nelle nostre case e così contribuire più di ogni altra cosa ad imprimere nella vita comune della famiglia l'impronta della vita celeste. Analogamente, è di fondamentale importanza valorizzare la grazia propria delle ore serali. I moderni stravolgimenti dei costumi ci hanno abituati a considerare la sera - sempre, aimé, soprattutto per i giovani - l'occasione per le uscite notturne senza rientro fisso o l'allucinante e interminabile dipendenza da schermi e strumenti elettronici.
Anche qui la saggezza benedettina deve condurci a riarchitettare le nostre abitudini e a saper ritrovare la pace della sera trascorsa in famiglia in preparazione al riposo notturno. Se Dio stesso si riposò, vuol dire che il riposo ha qualche cosa di sacro, che lo accomuna alla poesia e alla preghiera. Per questo la nostra riorganizzazione santa della giornata familiare prevederà, dopo un tempo conveniente dedicato alla comunione fraterna, che la famiglia si riunisca per la preghiera comune. Lo stesso ambiente preparato per il culto quotidiano dovrà aiutare ciascuno a raccogliersi in se stesso e a unirsi a Dio nel silenzio delle ore notturne.

ANCHE L'OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE
Se, come abbiamo detto, ogni tempo della giornata ha i suoi propri doni, allo stesso modo, anche ogni spazio ha qualcosa da donare, come sa bene il sapiente architetto. La stessa presenza di un ambiente dedicato alla preghiera, nel quale siano raccolti i segni e le espressioni che la pietà cristiana ha accumulato attraverso i secoli, costituisce un invito a non permettere che la vita della famiglia si estranei dalla presenza di colui che ha promesso: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).
La famiglia dovrebbe, perciò, dedicare un impegno costante ad arredare, custodire ed arricchire costantemente il luogo della casa dedicato alla preghiera comune. Tutti gli ornamenti, immagini e suppellettili adatti ad accompagnare la preghiera potranno essere impiegati, come anche libri liturgici con una sapiente scelta di preghiere e un'accurata estetica nella scrittura e nel canto. La preghiera, infatti, deve commuovere profondamente gli animi, in modo da imprimere, nel sentimento dei partecipanti, un'impronta indelebile, che li preservi dalle funeste impressioni che durante il giorno possano pervenire dal mondo secolarizzato e durante la notte possano insinuarsi nei pensieri segreti. Questo "sacrario" dello spazio e del tempo non è un puro involucro: la sua anima vivente è la comunità familiare che condivide l'intimo impegno di ciascuno perché nessuno si turbi o si rattristi e tutti possano gioire della sempre rinnovata lode di Dio nella sua casa.

Nota di BastaBugie: Don Massimo Lapponi, autore di questo articolo, ha pubblicato nel 2009 con la Società editrice fiorentina un libro di 124 pagine dal titolo "San Benedetto e la vita familiare: una lettura originale della regola benedettina".
L'autore mostra la vitalità della Regola benedettina e della Tradizione della Chiesa e dell'Ordine di San Benedetto, spiegando all'uomo e alla famiglia d'oggi regole e indicazioni per la vita di tutti i giorni. D'altronde è proprio nella vita di tutti i giorni, nel preparare il pasto comune, nel pregare insieme e da soli, nel giusto utilizzo del tempo libero, che la famiglia si santifica. Questo testo è un prezioso sussidio per tutti coloro che vogliano approfondire il tema della santità familiare, leggendo qualcosa di concreto e breve (ogni parola è calibrata!).
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Fonte: Il Timone, febbraio 2019 (n.181)

4 - FINALMENTE IN ITALIANO IL FILM SULL'HOLODOMOR, LO STERMINIO PER FAME IN UCRAINA PROVOCATO DA STALIN
''Raccolto amaro'' racconta uno dei più grandi crimini del comunismo: il genocidio di milioni di kulaki (contadini) con la carestia del 1932-33 indotta dal regime sovietico (VIDEO: trailer del film)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10/06/2019

Finalmente è stato tradotto in italiano un film canadese di due anni fa: Raccolto amaro. Il titolo, tanto per cambiare, non rende giustizia all'argomento. Infatti, il titolo originale è Holodomor, che è il nome che gli ucraini hanno dato alla loro più grande tragedia nazionale; un po' come gli armeni che chiamano Metz Yeghern («il grande male») il genocidio del loro popolo operato dai turchi prima e durante la Grande Guerra. Il film (sottotitolo Bigger Harvest) ambienta la sua storia al tempo della grande carestia, artificiale, che il regime sovietico provocò in Ucraina e che cagionò la morte per fame di sette o dieci milioni di persone (naturalmente, la cifra esatta forse non si saprà mai), una tragedia di proporzioni immani.
Sono documentati anche casi di cannibalismo. Nel film si dice chiaramente che tra il 1932 e il 1933 Stalin mise in atto la soluzione finale che già Lenin aveva escogitato per risolvere definitivamente la questione dei kulaki, i contadini-proprietari. La maggior parte di questi era ucraina, perché l'Ucraina era il «granaio d'Europa». La collettivizzazione coatta portò ovviamente, al crollo della produzione, così come in altri settori. E i comunisti conoscevano una sola soluzione ai problemi economici: la fucilazione dei «nemici del popolo». Solo che né decimazioni né deportazioni in Siberia bastavano. Allora, il grano ucraino requisito venne venduto all'estero a prezzo stracciato per battere la concorrenza e procurarsi valuta pregiata. E l'Ucraina divenne una gigantesca prigione da cui non si poteva uscire e in cui si poteva solo aspettare la morte.
Ma ai dettagli storici ha già provveduto il nostro Stefano Magni [vedi nota in fondo a questo articolo, N.d.BB]. Il film ben descrive il crescendo della tragedia partendo dalle colorate e religiosissime usanze di un popolo di antica cultura (è proprio dal principato di Kiev, capitale ucraina, che comincia la cristianizzazione della Russia). Poi arriva il commissario del popolo e l'unica preoccupazione dei protagonisti è quella di nascondere l'icona di San Yuri (Giorgio), protettrice della famiglia. Il giovane Yuri, pittore, è andato a cercare fortuna a Kiev, ma il direttore dell'accademia di belle arti boccia le sue opere citando il Manifesto dei Surrealisti e Picasso (tutti comunisti).
E pronuncia la frase che perfettamente descrive l'ideologia del regime, anzi tutte le ideologie di derivazione giacobina: «La realtà è il nemico». Yuri si ingegna di accontentarlo ma, qualche tempo dopo, scopre che quello è finito nel gulag. Contrordine, compagni: bisogna dipingere trattori, operai, soldati. Insomma, manifesti di propaganda politica, l'arte sovietica è tutta qui e non deve essere altro. Ma non vogliamo qui narrare tutte le peripezie di Yuri, che assaggerà le carceri e le torture del paradiso dei lavoratori e poi scappa per tornare a casa dalla moglie. Quando torna e trova il deserto (la moglie insidiata dal commissario del popolo, che ha ucciso i suoi genitori, le fosse comuni e le cataste di cadaveri che nessuno ha la forza di seppellire) si unisce alla resistenza. Ma anche questa, senza armi e munita della sola forza della disperazione, non ha futuro.
L'unica a quel punto è la fuga verso la Polonia e, da lì, verso l'Occidente. Il film non dice se la fuga è riuscita, rimane il finale aperto. Saranno i titoli di coda a dirci quanti ucraini riuscirono a espatriare in quegli anni: quasi nessuno. La produzione, canadese, ha fatto ricorso ad attori hollywoodiani, tra cui i più noti sono Barry Pepper e Terence Stamp, rispettivamente il padre e il nonno di Yuri, fieri guerrieri dalla caratteristica acconciatura tradizionale (cranio interamente rasato tranne un lunghissimo ciuffo). Il film è avvincente, e merita la visione. Anche perché, per quanto ne so, è l'unico a trattare il tema.

Nota di BastaBugie: ecco il trailer del film sull'Holodomor "Raccolto amaro". A seguire, l'approfondimento su cosa è stato l'Holodomor, nell'articolo di Stefano Magni che Rino Cammilleri ha citato nel suo articolo.


https://www.youtube.com/watch?v=LxPTNjx7rDc

HOLODOMOR, LO STERMINIO PER FAME IN UCRAINA ORDINATO DA STALIN

Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Da Napoli a Kiev, in ricordo dello sterminio per fame" parla dell'Holodomor, lo sterminio per fame in Ucraina ordinato da Stalin.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 novembre 2018:
Ieri è stata una giornata importante per la Chiesa cattolica ucraina. [...] Si ricordano gli 85 anni dall'Holodomor, letteralmente: sterminio per fame, voluto da Stalin, che ha colpito soprattutto il popolo ucraino nel 1932 e 1933.
Provocando un numero ancora sconosciuto di vittime, fra i 4,5 e i 7 milioni nella sola Ucraina, fu uno dei più grandi crimini del comunismo e nonostante questo (o forse proprio per questo) è ancora considerato un argomento "controverso", poco studiato, mai commemorato al di fuori della repubblica ex sovietica. Ancora pochi Stati al mondo, fra cui il Vaticano, lo riconoscono come un atto di genocidio. Non l'Italia, benché per anni associazioni cattoliche fra cui soprattutto la Fondazione Don Sturzo, ne abbiano chiesto il riconoscimento ufficiale al Parlamento italiano. La Russia non nega l'esistenza storica dello sterminio per fame, ma non lo considera come un genocidio deliberato del popolo ucraino, bensì come un crimine di Stalin contro tutti i popoli sovietici. Anche milioni di russi nel Don e nel Kuban vi perirono, in effetti. Ma su un numero di vittime che va complessivamente dai 7 ai 10 milioni di cittadini sovietici, la stragrande maggioranza (dai 4,5 ai 7 milioni, appunto) sono ucraini. E lo sterminio per fame venne condotto dal regime di Stalin anche e soprattutto per stroncare l'orgoglio nazionale dell'Ucraina e piegarla alla "sovietizzazione", alla rinuncia della nazionalità nel nome di una unità nel comunismo. Dunque non è arbitrario parlare di genocidio, cioè di un tentativo di eliminare del tutto o in parte un popolo dalla faccia della terra.
Come avvenne e perché, l'Holodomor? Perché la prima mossa politica di Stalin per concentrare tutto il potere nelle mani dello Stato sovietico fu l'abolizione della proprietà privata sulla terra. Con la Nuova Politica Economica varata da Lenin nella metà degli anni '20, la collettivizzazione della terra venne resa volontaria e solo un'esigua minoranza di contadini, circa l'1% in Ucraina, accettò di vivere e lavorare in fattorie collettive. Stalin decise di accelerare il processo e procedere con la collettivizzazione forzata. Negli anni delle ultime riforme zariste e anche in quelli della Nuova Politica Economica, si era però formata una classe sociale di contadini relativamente agiati, possessori dei loro appezzamenti di terreno ed erano i più produttivi di tutti. Li chiamavano i "kulaki" (da "kulak", pugno). Non erano certo dei grandi proprietari terrieri. Per rientrare in quella classe sociale bastavano "l'utilizzo di un operaio agricolo per una parte dell'anno, il possesso di macchine agricole un po' più perfezionate del semplice aratro, di due cavalli e quattro mucche", come sintetizza lo storico Nicolas Werth. Stalin decise di annientare quella classe. Prima i kulaki vennero tassati oltre ogni loro capacità economica. Al tempo stesso, dal 1927, iniziarono ad essere vessati anche fisicamente dalle organizzazioni giovanili comuniste, che aizzavano loro contro i contadini più poveri. Infine incominciarono gli arresti e le requisizioni di prodotti agricoli e bestiame. E poi vennero tutti deportati, anche nelle regioni più remote e impervie dell'Unione Sovietica. Tutte le terre di loro proprietà vennero collettivizzate. E la realtà presentò subito il conto: la perdita degli unici contadini che sapevano mettere a frutto la terra e la mancanza di incentivi nel lavoro delle fattorie collettive provocò un drastico abbattimento della produzione. Il regime staliniano, che non ammetteva errori, diede la colpa ai contadini ucraini, ai cosacchi e ai russi del Don e del Kuban, li accusò di pigrizia, inefficienza ed egoismo, ipotizzando che nascondessero il raccolto e il bestiame per sé.
Da qui nacque la decisione, portata a termine con zelo e metodicità, della punizione finale: la morte per fame di intere regioni agricole. Fu un atto deliberato, perché la polizia politica, le organizzazioni comuniste e l'esercito sovietico requisirono sistematicamente i raccolti fino all'ultimo chicco e il bestiame fino all'ultimo vitello. Ai contadini non lasciarono nulla, sia per rispettare assurde quote di produzione, sia con l'intento di punirli per il loro "egoismo". Non solo: le zone così depredate vennero anche chiuse, con l'introduzione di un regime rigido di passaporti interni. I prigionieri delle aree depredate impararono a sopravvivere in tutti i modi possibili, spesso regredendo fino allo stato ferino e abbandonandosi all'antropofagia. La leggenda nera secondo cui "i comunisti mangiano i bambini" deriva anche dalla carestia del 1932-33. E non è corretta, perché semmai furono i disperati a mangiare i bambini, anche i loro figli, a causa della repressione comunista. Chi provò a ribellarsi incontrò la morte istantanea dei plotoni d'esecuzione, o quella lenta della deportazione nei gulag.
Il numero di vittime di questo immane crimine è ancora del tutto impreciso. Lo storico Gabriele De Rosa, presidente della fondazione Sturzo, lo spiegava così in una sua intervista al Corriere della Sera rilasciata in occasione del 70mo anniversario dell'Holodomor: "Uomini e donne vennero processati, deportati, fucilati o mandati a morire di freddo e di stenti nei gulag artici più lontani, agli estremi confini orientali della Siberia. A milioni furono completamente cancellati, senza che né nomi né tombe fossero rimasti a testimoniare il loro passaggio sulla terra". [...]


VIDEO SULL'HOLODOMOR

The soviet story (un documentario di History Channel)


https://youtu.be/fe5HsMEZzCU?t=205

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10/06/2019

5 - LA CORTE COSTITUZIONALE DICHIARA CHE LA PROSTITUZIONE NON E' MAI UN ATTO TOTALMENTE LIBERO
E diciamola tutta... per combattere efficacemente la prostituzione, occorre punire il cliente
Autore: Don Aldo Buonaiuto - Fonte: Interris, 07/06/2019

Prostituirsi non è mai un atto totalmente libero. E' questa la motivazione con cui la Corte costituzionale ha confermato il favoreggiamento della prostituzione stabilito dalla legge Merlin.
Già nell'Egitto dei faraoni le schiave del sesso erano le prigioniere di guerra. E ancora oggi un aspetto particolarmente ripugnante del mercimonio coatto è l'ipocrisia di descrivere il fenomeno come un "male minore" per la società; quasi si trattasse di una valvola di sfogo - indirizzato verso le donne più fragili e vulnerabili - quasi per voler stemperare il tasso collettivo di aggressività ed evitare danni peggiori al bene comune e comunque sempre mettendosi, spudoratamente dalla parte di chi vuole sfogare i propri istinti maschili, più che schierarsi nel difendere le giovanissime donne trafficate. Eppure questi maschi che ogni notte incontro sulle strade della prostituzione coatta, sono, per la maggior parte dei casi, papà e nonni spietati perché ben consapevoli di comprare il corpo di una schiava. Chiedo alle tante donne, a partire dalle parlamentari, di scegliere le vie per promuovere la liberazione delle schiave senza temere i rischi di strumentalizzazioni partitiche. E mi rivolgo anche a tutti i genitori che hanno figlie adolescenti in casa. Guardatele negli occhi e immaginatevele per le strade o nei locali in balia delle pulsioni peggiori di chi vuole farne una macchina per il proprio tornaconto monetario.

PUNIRE IL CLIENTE PER TOGLIERE ALLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI LA FONTE DI GUADAGNO
La tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale hanno come cause profonde la diseguaglianza tra uomini e donne e la povertà, aggravate dalle disparità etniche e da altre ingiustizie come i conflitti armati. Malgrado ciò, in oltre un secolo e mezzo di storia unitaria, l'Italia non ha mai avuto una legge che, sull'esperienza di altre legislazioni europee, punisca direttamente il cliente dello sfruttamento sessuale, per togliere così alle organizzazioni criminali la fonte di guadagno e per combattere lo sfruttamento di persone vulnerabili. Oggi, in Italia, la prostituzione non è un reato, lo sono però il favoreggiamento, il suo sfruttamento e quindi istigare qualcuno a prostituirsi. Già nel 1949 la Convenzione internazionale contro la tratta aveva stabilito che la "prostituzione e il male che l'accompagna, vale a dire la tratta degli esseri umani ai fini della prostituzione, sono incompatibili con la dignità ed il valore della persona umana".
In Italia, la legge del 1958, ridusse notevolmente questo sfruttamento che, però, è riemerso a partire dagli anni '90 con lo sviluppo dei flussi immigratori assumendo connotati ancora più terribili perché le vittime sono completamente alla mercé di trafficanti e sfruttatori.
E' arrivato il momento di effettuare un pressing senza più tregua, contro i trafficanti e gli sfruttatori di donne, inasprendo notevolmente le pene; è ora di fare un salto di qualità: bisogna fermare la domanda.

L'EREDITÀ DI DON ORESTE BENZI
Ciò, gradualmente, porterà anche a un cambiamento culturale e di mentalità a favore delle nuove generazioni che avranno la possibilità di comprendere che le relazioni più intime non si acquistano ma, casomai, si possono solo conquistare con un confronto alla pari.
L'urgenza oggi è data da oltre centomila donne sulle strade. Don Oreste Benzi fondatore dell'Associazione Giovanni XXIII ci ha insegnato a non tacere dinanzi a quelle che, di fatto, sono delle ingiustizie insopportabili. Sì, perché vedere una quindicenne o una ventenne su un marciapiede, calpestata, violentata ogni notte, comprata, usata e gettata peggio di una cosa è sconvolgente.
Eppure abbiamo personalità di diverse e alte categorie sociali che vorrebbero risolvere il tutto legalizzando la prostituzione. A qualcuno farebbe comodo per alzare il Pil, come proposero precedenti governanti, ad altri piacerebbe investire su queste ragazzine realizzando, per conto dello Stato, i propri turpi guadagni.
Una vergogna che grida al Cielo la propria disumanità!

Fonte: Interris, 07/06/2019

6 - NON BASTAVANO LE DRAG QUEEN... ORA CI SONO I DRAG KIDS (BIMBI FATTI ESIBIRE VESTITI DA DONNA)
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): il sottosegretario cinquestelle Spadafora vuole il reato di omofobia, gay pride a Disneyland Paris, nessun aiuto psicologico per i minori gay in Massachusetts
Autore: Chiara Chiessi - Fonte: Osservatorio Gender, 29 gennaio 2019

Non bastavano le drag queen, uomini travestiti da donne che si esibiscono in spettacoli volgari (alcuni di loro anche in biblioteche pubbliche a leggere favole LGBT  a bambini con il plauso dei genitori): la nuova frontiera sono i drag kids, bambini trasformati in fenomeni da baraccone, fatti esibire travestiti da donna in locali e contesti allucinanti.
Uno dei più famosi è Desmond Naples, in arte Desmond is Amazing, un bambino di New York di dieci anni che dall'età di sette viene fatto esibire nei locali gay degli Stati Uniti. Divenuto una vera e propria icona ispiratrice, secondo il cantante drag RuPaul, Desmond rappresenta "il futuro dell'America". Il bambino avrebbe fondato inoltre la Haus of Amazing, la prima casa in cui ragazzi drag kid possono esibirsi e travestirsi senza timore di essere giudicati.
Ecco una frase a lui attribuita: «La gente dovrebbe avere la possibilità di ballare, cantare o vestirsi in qualunque modo. Puoi esprimerti come vuoi. Non importa se ti piace il jazz o il rap, il balletto o la sala da ballo, gli abiti da donna o i completi da uomo. Puoi semplicemente farlo. A me piace Diana Ross. Forse piace anche a te».

LA STORIA DI DESMOND
In età prescolare, Desmond si divertiva a vestirsi con gli abiti della madre, mettendo in testa asciugamani per creare delle parrucche. A sei anni, dopo aver visto il cartone animato Frozen,  chiese alla madre di comprargli un costume come quello di Elsa.
A nove anni, il bambino dichiarò la sua omosessualità ai genitori, dicendo inoltre di desiderare di vestirsi da donna. Il suo essere gay si identificava nella certezza di non essere attratto dall'altro sesso e dal fatto che, in futuro, avrebbe voluto accanto a sé un compagno maschio.
Per comprendere meglio il livello di sessualizzazione precoce a cui questo bambino viene sottoposto, ricordiamo una notizia riportata dal Daily Wire, in cui a dicembre il piccolo Desmond, travestito da donna in maniera sessualmente esplicita, avrebbe ballato in un locale gay a Brooklyn mentre uomini adulti gli lanciavano dei soldi.
Uno dei presenti ha così commentato: "Me ne sono andato dopo aver visto un bambino ballare sul palco mentre gli gettavano dei soldi, era sabato sera e questa cosa mi ha disturbato"
Il fenomeno di Desmond is Amazing rappresenta nient'altro che la strumentalizzazione da parte della lobby LGBT della fragilità di una ragazzo di dieci anni, creando un inquietante business che sta sdoganando condotte pedofile. E allora ci chiediamo: i genitori del piccolo Desmond dove sono? O sono troppo impegnati a battere le mani durante le esibizioni raccapriccianti del figlio?
L'altro drag kid balzato sui media è Nemis Quinn, canadese di dieci anni, meglio conosciuto come Queen Lactatia. È diventato una star dopo essere apparso, alcuni anni fa, sul palco con la volgare drag queen "Bianca Del Rio" all'ultima data del "Werq The World Tour".

VITTIMA INNOCENTE (ANCHE) DEI SUOI GENITORI
I genitori di Nemis, che supportano pienamente il figlio nel voler essere una drag queen, hanno così commentato: "Quando Nemis è fuori dal personaggio, si identifica in un maschio e quando è una drag si identifica in una femmina. Per Nemis la drag è una performance, un personaggio. Quando diventa Lactatia, diventa il suo personaggio, diventa una ragazza col pene. Per quanto riguarda i ruoli di genere, abbiamo dato ad entrambi i nostri bambini l'ideale che non c'è niente solo per femmine e niente solo per maschi. È cresciuto indossando i costumi da principessa e scarpe fantasia di sua sorella mentre giocavano con le monster trucks e andavano sullo skateboard"
Continuano dicendo che Nemis "comprende che la maggior parte dei drag queen sono gay; è qualcosa di cui abbiamo parlato molto a lungo perché (Nemis) ha espresso la sua preoccupazione che la gente non lo creda una "vera" drag o non lo prenda seriamente perché non è gay. Forse adotterà un'identità gay nel futuro? Chi lo sa?"
Alle telecamere, Nemis ha dichiarato: "Penso che chiunque può fare ciò che vuole nella vita. Non importa cosa pensano gli altri... Se vuoi essere una drag queen e i tuoi genitori non vogliono, necessiti di nuovi genitori".
All'epoca della dichiarazione, Nemis aveva otto anni. C'è da rabbrividire nel pensare alla diseducazione mostruosa che gli è stata impartita, alla terribile violenza psicologica che sta subendo.

SAREBBE MEGLIO UNA MACINA AL COLLO...
"Stiamo assistendo all'abbraccio della comunità LGBTQ+ alla violenza minorile coltivando la malattia mentale nel promuovere il "drag" nel bambino. Non serve un ingegnere missilistico per sapere che questo alla fine porterà al gioco sessuale", ha dichiarato Stephen Black, vittima di abusi sessuali nell'infanzia, prima omosessuale ed ora uomo cristiano di famiglia.
Continua raccontando a LifeSiteNews: "Oggi vediamo - veramente, proprio davanti ai nostri occhi - un declino morale come non abbiamo mai assistito, un mentalità demenziale che chiama il male bene ed il bene male. La Bibbia aveva previsto che questi giorni sarebbero arrivati e li stiamo sicuramente vivendo".
Come non rabbrividire vedendo queste vittime innocenti della lobby LGBT sacrificate e diventate delle pedine totalmente asservite al gender diktat? Le parole evangeliche risuonano chiare e terribili: "Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare." (Matteo 18,6)

Nota di BastaBugie
: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).

IL SOTTOSEGRETARIO CINQUESTELLE SPADAFORA VUOLE IL REATO DI OMOFOBIA
Il sottosegretario alla Pari opportunità Vincenzo Spadafora viene intervistato da La Stampa. Spadafora vuole che l'"omofobia" sia considerata reato. «Ci sono già diverse proposte di legge depositate in Parlamento - afferma il sottosegretario - e questo vuol dire che c'è una volontà larga da parte dei partiti. [L'approvazione della legge] non è stata inserita nel contratto di governo e quindi non verrà considerata una priorità, di questo ne dobbiamo prendere atto. Non dobbiamo prendere in giro le associazioni Lgbt dicendo che arriverà in pochi mesi. La mia battaglia è per riuscire ad approvarla entro fine legislatura».
Poi Spadafora rende noto che la diffusione dell'ideologia gender deve essere ancor più incoraggiata nelle scuole e fa pressing sul Ministro dell'Istruzione: «Il ministero dell'Istruzione è il partner più importante per noi e per le associazioni Lgbt. Dobbiamo avviare progetti di informazione con i ragazzi e di formazione sul giusto approccio da avere nei loro confronti. Questo deve andare al di là delle stupidaggini che ho sentito dire sulla "teoria gender" o altre cose meschine di questo tipo che possono solo alimentare l'odio. Per questo lanciamo un appello: bussiamo alla porta di Bussetti tutti i giorni, per riuscire a scavalcare quel muro e poter collaborare con il Miur a progetti che noi porteremo comunque avanti».
In breve Spadafora vuole limitare la libertà di parola con il reato di omofobia - in carcere dunque chi osa criticare l'omosessualità - e vuole indottrinare i bambini secondo il credo gender.
(Gender Watch News, 20 maggio 2019)

GAY PRIDE A DISNEYLAND PARIS
Il 1° giugno 2019 si svolgerà un Gay Pride presso il Disneyland Paris e si chiamerà Magical Pride. E' la prima volta che capita in un parco a tema della Disney. La località è stata scelta per aprire il mese mondiale del Pride, al fine di "celebrare la diversità nel luogo in cui i sogni diventano realtà!". Dalle ore 20 di quel giorno le persone potranno partecipare alla Magical March of Diversity Parade.
Questo Gay Pride non è il primo evento gay friendly che avviene in un parco Disney. Infatti dal 1991 ogni anno al Walt Disney World di Orlando, in Florida, vengono organizzati i Gay Days.
Il Gay Pride disneyano da una parte fa avvicinare anche le anime innocenti dei bambini al mondo dell'omosessualità e su altro fronte presenta la stessa omosessualità con i toni incantati e sognanti di una fiaba Disney.
(Gender Watch News, 6 febbraio 2019)

NESSUN AIUTO PSICOLOGICO PER I MINORI GAY IN MASSACHUSETTS
Il governatore Baker ha approvato una legge del Massachusetts che vieta qualsiasi aiuto psicologico a favore di quei minori omosessuali che vogliono abbandonare la propria condizione omosessuale. È il 16° stato ad introdurre una legge simili. All'opposto se il  minore vuole essere aiutato per continuare a vivere tal condizione l'aiuto è permesso.
La legge viola la libertà educativa dei genitori che, anche se lo desidereranno, non potranno ricevere aiuto dagli psicoterapeuti affinché loro figlio abbandoni questo suo orientamento. Parimenti viola la libertà professionale degli psicologi e psicoterapeuti: sono infatti i politici ad indicare a questi ultimi quali percorsi terapeutici far seguire ai loro pazienti.
(Gender Watch News, 10 aprile 2019)

Fonte: Osservatorio Gender, 29 gennaio 2019

7 - NOA, LA 17ENNE OLANDESE CHE HA CHIESTO E OTTENUTO L'EUTANASIA
Alla ragazza bisognava semplicemente ridare la speranza impedendole di ''suicidarsi'', anche con la forza se necessario (VIDEO: Dat ed eutanasia)
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06/06/2019

A volte arriva l'inverno prima che sia sbocciata la primavera. La diciassettenne olandese Noa Pothoven è morta domenica scorsa nel salotto di casa sua, dopo aver deciso di non mangiare e bere più. Noa era gravemente depressa e aveva sofferto di stress post-traumatico e anoressia dal momento che aveva subito violenze sessuali all'età di 11 e 12 anni e poi a 14 anni: si è tolta la vita perché altri, anni prima, le avevano tolto la vita dell'anima. La ragazza non si era più ripresa da quell'indicibile trauma e aveva pubblicato la sua storia nel 2018 nel libro autobiografico "Vincere o imparare".
Aveva iniziato una battaglia legale per vedersi riconosciuto il diritto all'eutanasia, dato che in Olanda anche i minori dai 12 anni in su possono essere uccisi. Ma i suoi sforzi erano risultati vani. Ciò detto, per una depressa grave a cui viene rifiutata l'eutanasia legale, c'è una decina di persone nelle stesse condizioni in Olanda che invece riescono a ottenerla. Nel 2017 il 4,4% di tutti i decessi avvenuti nel Paese dei tulipani è da addebitarsi a pratiche eutanasiche.
Noa, in un'intervista al quotidiano Ad, aveva dichiarato: «Volevo morire. Non ne potevo più di vivere. Per anni sono passata da un ospedale all'altro a causa di gravi problemi psichici. Depressione, tentativi di suicidio, anoressia, autolesionismo. Trenta ricoveri in centri specializzati dove indossavo solo un abito di una stoffa che non si poteva strappare. Disperata, mi sono rivolta alla Clinica per la fine della vita chiedendo l'eutanasia. Mi hanno risposto di no perché sono troppo giovane: devo superare il trauma a causa di una violenza subita con un completo tragitto di cura, sino a quando il mio cervello sarà completamente sviluppato, non prima dei 21 anni. Sono devastata perché non posso aspettare così a lungo».

UN TRISTE ULTIMO POST
Una settimana fa su Instagram il suo ultimo post: "Un triste ultimo post. Ho esitato a lungo, ma ho deciso di pubblicarlo. Il mio piano era pronto da molto tempo quindi non è impulsivo. Vado dritta al punto: entro un massimo di 10 giorni morirò. Dopo anni di battaglie, il combattimento è finito. Ora ho smesso di mangiare e bere e dopo molte discussioni e conversazioni è stato deciso che sarò lasciata andare perché la mia sofferenza è insopportabile. È finita. Non sono stata davvero viva per così tanto tempo, sopravvivo, e nemmeno quello. Respiro ancora, ma non sono più viva. Sono ben curata, ottengo sollievo dal dolore e sono con la mia famiglia tutto il giorno (sono in un letto d'ospedale nel soggiorno). Sto salutando le persone più importanti della mia vita". E infine: "Va tutto bene. Non cercare di convincermi che questo non è buono, questa è la mia decisione ed è definitiva. L'amore è lasciare andare, in questo caso... Amore da Noa".
C'è ancora mistero sulle modalità concrete che hanno permesso a Noa di morire. Forse parallelamente al processo di decadimento prodotto dalla mancanza di idratazione e nutrizione, che poi l'ha portata a morire, c'è stata l'assistenza palliativa dei medici, presenti al momento del decesso. Dunque, dal punto di vista morale si tratterebbe di aiuto al suicidio, perché le pratiche palliative sarebbero state prestate proprio per rendere meno doloroso il trapasso e quindi agevolarlo. Il suicidio assistito è una delle molteplici modalità per praticare l'eutanasia.
Ma alla fine sono solo tecnicismi. Gli aspetti dolorosamente importanti di questa vicenda sono altri. Primo: al di là di ciò che prescrive la legge olandese, alla ragazza doveva essere impedito di realizzare il proposito suicidario. Vero è che i parenti e i medici hanno tentato di tutto, cercando di persuaderla, ma, dato che la persuasione non aveva funzionato, sarebbe stato giustificato l'intervento coattivo per mantenere in vita la ragazza. Parimenti, ad esempio, si forzano giustamente le ragazze anoressiche a mangiare. Se una persona depressa vuole lanciarsi nel vuoto da un cornicione è lecito e, nella stragrande maggioranza dei casi, doveroso impedire anche con la forza quel gesto insano. Ovviamente questo è valido anche se il tentato suicida non è depresso, perché ogni gesto suicida è irragionevole.

I MEDICI L'HANNO "AIUTATA" A MORIRE
Secondo aspetto da mettere in luce: i medici non solo non sono intervenuti per evitare la morte di Noa, ma addirittura l'hanno agevolata nel suo proposito. Veniamo al terzo aspetto. Nella percezione collettiva ciò che ha impressionato in questa storia sono alcuni fattori tra loro congiunti: i motivi di carattere psicologico e la non presenza di patologie che riguardavano il corpo, la giovane età della ragazza, il fatto che non avesse i requisiti di legge per morire, le cause della sua depressione, cioè le violenze subite.
Riguardo al primo aspetto occorre sottolineare che nella stragrande maggioranza dei casi la richiesta di eutanasia è motivata da sofferenze psicologiche e non da dolori fisici. Infatti questi ultimi con le cure palliative e le terapie antalgiche possono essere debellati o comunque resi assai tollerabili, come ha testimoniato la stessa Noa: "Ottengo sollievo dal dolore", ha scritto prima di morire. Dunque, anche il paziente oncologico terminale chiede l'eutanasia perché prostrato psicologicamente dal suo stato e perché non vuole consumarsi la mente nell'attesa dell'ora fatale. Questo vuol dire che, se proviamo sconcerto per le motivazioni che hanno portato Noa a suicidarsi, dovremmo assumere il medesimo atteggiamento anche nei confronti della maggior parte di coloro che vogliono chiudere gli occhi per sempre.
In merito all'età, come accennato, anche i minori possono accedere all'eutanasia, occorre però che siano affetti da sofferenze intollerabili, senza prospettive di miglioramento e senza altre soluzioni per eliminare le sofferenze: requisiti, questi ultimi due, forse ritenuti assenti nel caso di Noa. Dai 16 anni in su non serve nemmeno il consenso dei genitori per poter morire. Perciò il turbamento che ha colto molti nel leggere questa notizia, dovrebbe riguardare non solo il caso di Noa, ma anche altri analoghi legittimati dall'ordinamento olandese e la stessa legge sull'eutanasia lì vigente (a margine: anche la nostrana legge 219 permette l'eutanasia dai zero anni in su). In altri termini, perché inorridire per Noa e non per l'anziano, anch'egli depresso perché malato terminale di cancro, che chiede e ottiene l'eutanasia? Non si tratta sempre di voler morire?
Questa diversa risposta emotiva delle persone ci fa comprendere che nella testa di molti alberga l'idea che ci sia un'eutanasia cattiva, quella praticata su belle ragazze sane fisiologicamente ma malate nell'anima, e quella buona, quella praticata su macilenti anziani o deformi disabili. Pare che il giudizio morale sia influenzato non poco dal giudizio estetico sulla vita dei richiedenti la "dolce morte".

I PALETTI NELLE LEGGI INGIUSTE SARANNO RIMOSSI PRIMA O POI
Relativamente alla mancanza dei requisiti, i paletti nelle leggi ingiuste sono fatti per essere divelti. Infatti, perché negare la morte a una ragazza solo perché potrebbe riprendersi? Se il principio cardine è l'autodeterminazione intesa in senso assoluto, laddove la persona abbia deciso di morire nonostante ci sia la possibilità, come per Noa, di vivere un domani migliore, perché non accogliere questa sua decisione? La prospettiva del giudizio morale dovrebbe in realtà essere diversa: poco importa che il caso di Noa presentasse o non presentasse i requisiti per poter morire, ciò che fa problema è consentire l'eutanasia. Accettato questo principio, anche i casi come quelli di Noa prima o poi avranno le carte in regola per accedere all'eutanasia.
In merito alle violenze sessuali, c'è da rammentare che gli abusi su minori ed eutanasia sono fratelli della stessa madre: il concetto di libertà intesa in senso assoluto, cioè senza limiti. Come la mia libertà sessuale non deve conoscere limiti, né in merito all'orientamento, né in merito alle pratiche sessuali, né in merito ai soggetti con cui ho una relazione - semaforo verde dunque anche a pedofilia ed efebofilia - così anche la mia libertà su cosa fare della mia vita biologica non deve conoscere ostacoli. Inoltre, abusi su minori ed eutanasia hanno un altro tratto in comune: come l'abuso segna indelebilmente la persona per tutta la vita, ma nonostante questo un percorso di recupero è sempre possibile, così la decisione di Noa di uccidersi, contro la volontà dei genitori, segnerà per sempre le vite di costoro.
Chiudiamo indicando il balsamo necessario per i casi analoghi a quello di Noa, chiudiamo con le parole del Papa che così ha commentato questa triste vicenda: "L'eutanasia e il suicidio assistito sono una sconfitta per tutti. La risposta a cui siamo chiamati è non abbandonare mai chi soffre, non arrendersi, ma prendersi cura e amare per ridare la speranza".

Nota di BastaBugie: l'autore dell'articolo, Tommaso Scandroglio, nel seguente video (durata: 100 minuti) critica la legge italiana sul testamento biologico che obbliga medici e infermieri a praticare l'eutanasia cioè, in pratica, a uccidere un innocente.
Ecco il video completo dell'interessante conferenza di Tommaso Scandroglio tenuta a Staggia Senese il 23/02/2018.


https://www.youtube.com/watch?v=Rsq2twYPYIY

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06/06/2019

8 - QUATTRO NUOVI QUADERNI DEL TIMONE E DELLA BUSSOLA: ANGELI E DEMONI, I DODICI APOSTOLI, CRISTIANESIMO, PORNOGRAFIA CALAMITA' IGNORATA
Inoltre il bel libro di Roberto Marchesini ''Per la libertà vostra e nostra. La Polonia raccontata agli italiani''
Fonte Redazione di BastaBugie, 12 giugno 2019

ANGELI E DEMÒNI
Claudio Crescimanno - Quaderno del Timone - pagine 68 - € 6,00 - giugno 2019

Chi sono gli angeli buoni? E chi sono i demòni? Che cosa fanno? Come ci aiutano a compiere il bene o ci tentano a diventare schiavi del peccato? Quali forme assume oggi il culto perverso elevato ai demòni, il satanismo? Una trattazione ordinata, sintetica, fedelissima alla dottrina insegnata dalla Chiesa, scritta con un linguaggio facilmente comprensibile, risponde a queste domande che interessano innumerevoli persone, credenti e non credenti. Alle prime, questo Quaderno del Timone offre le più elementari verità rivelate in materia dalla Sacra Scrittura e dalla Sacra Tradizione e fedelmente custodite e insegnate dalla Chiesa. Alle seconde, il Quaderno offre uno spunto di riflessione che può aiutarle a prendere atto di una realtà creata buona da Dio e che coinvolge la nostra vita quotidiana.
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I DODICI APOSTOLI
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La vita - tanto avventurosa e affascinante quanto sconosciuta ai più - del Dodici Apostoli durante l'esistenza terrena di Gesù di Nazareth e nel tempo successivo la sua Morte e Resurrezione. Chi erano? Che cosa hanno fatto? In quali Paesi e regioni del mondo hanno portato il messaggio del vangelo? Quale contributo hanno dato alla Chiesa? E quali difficoltà e ostacoli hanno dovuto superare? Chi di loro ha incontrato il martirio? Un Quaderno, scritto con linguaggio semplice e accessibile a tutti, che risponde a queste domande e ha il pregio di svelare una storia ricchissima di umanità e di fede, utile ad accrescere la consapevolezza di quanto dobbiamo essere grati al Figlio di Dio per avere scelto questi uomini dalla cui opera la Chiesa ha tratto la linfa per giungere fino a noi.
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Il cristianesimo è spesso accusato di avere prodotto oscurantismo, arretratezza culturale, civile e scientifica, discriminazioni, violenze e guerre. Al contrario, anche in confronto col mondo pagano e con quello contemporaneo, questo Quaderno mostra come l'intero genere umano, compresi i non credenti, abbia un debito inestimabile verso il Cristianesimo. Che ha promosso la libertà e la dignità di ogni essere umano, comprese le donne (in precedenza disprezzate) e i bambini (in precedenza spesso uccisi, venduti, abusati), che ha promosso il progresso, la vittoria della ragione e la sua applicazione in tutti i campi dello scibile e dell'agire, che ha incentivato la scienza, la sensibilità ecologica, la laicità, la dignità di ogni lavoro, l'arte, la cultura e l'economia.
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La Polonia raccontata agli italiani
Roberto Marchesini - D'Ettoris Editore - pagine 112 - € 11,90 - maggio 2019

Quanto conosciamo realmente la Polonia? Quanto è arrivato, e arriva, a noi della reale storia del Paese di San Giovanni Paolo II? Probabilmente troppo poco, sostiene Roberto Marchesini nella sua ultima fatica "Per la libertà vostra e nostra. La Polonia raccontata agli italiani" (D'Ettoris Editori, 2019), una raccolta di articoli in parte già pubblicati (alcuni anche su La Nuova Bussola Quotidiana) e in parte inediti.
La Polonia, afferma l'Autore nell'Introduzione, «è un luogo nell'anima». Infatti, nel corso dei secoli è «scomparsa dalla carta geografica, non ha avuto uno stato né un governo», nel Novecento ha resistito sotto la dittatura del comunismo marxista e «non ha confini naturali e quelli amministrativi sono cambiati moltissime volte nei secoli»… eppure esiste ancora perché alberga nell'anima del popolo polacco. La Polonia è, insomma, un'identità; e un'identità fortemente "europea" e saldamente radicata in quelle che sono le vere radici dell'Occidente, oggigiorno così calpestate.
Lo scopo di Marchesini, con il suo libro, è proprio quello di far conoscere agli italiani l'anima polacca, che lui per primo - approfondendone vari aspetti - ha imparato ad amare. Nel fare questo, il Lettore viene accompagnato in un viaggio articolato in brevi ma incisivi spaccati che riguardano alternativamente la storia, la politica, la sociologia, la religione, il mondo del cinema... per chiudere poi con un'Appendice con alcuni appunti, anche molto pratici, per un eventuale viaggio nel Paese dell'Est che, a dispetto dei pregiudizi, riserva un sorprendente patrimonio storico-culturale.
Ecco quindi che, pagina dopo pagina, si impara a conoscere un popolo capace di testimoniare, con coraggio e senza censure di stampo ideologico, la storia che è stata, ma che nel contempo ha saputo rialzare la testa e trarre, proprio da quel passato affatto facile, insegnamenti preziosi. Un popolo che, nel 2019, ripete con fierezza slogan patriottici quali «Bóg, Honor, Ojczyzna» («Dio, onore, patria») e che, come dimostra l'adesione sempre crescente alla Marsz Niepodleglości, la Marcia per l'indipendenza, che si tiene ogni anno l'11 novembre a Varsavia per celebrare la rinascita della Polonia del 1918, mostra uno straordinario attaccamento alla propria bandiera nazionale.
Un popolo inoltre che non si vergogna delle proprie radici cristiane, come si evince dagli sfuggevoli segni di croce delle persone che passano davanti a una chiesa, o dai frequentati pellegrinaggi alla Madonna di Częstochowa, così come dal Rosario recitato nell'ottobre del 2017 da un milione di persone sui confini nazionali («Come bimbi obbediamo a Maria pregando per la pace, contro l'islamismo e l'ateismo, in riparazione delle offese contro Dio e Maria e per la conversione dei peccatori»). Un popolo, infine, che non si fa remore nell'essere etichettato, agli occhi del mondo, come una nazione di "conigli", ma che anzi va fiero dell'investimento sulla natalità, ovverosia sul futuro.
Con questo, è importante specificarlo, Marchesini non vuole far intendere che la Polonia non presenti criticità e zone d'ombra, com'egli stesso è il primo a sottolineare in determinati passaggi. Eppure, quest'anno durante il quale si dovrebbe celebrare la fine del regime comunista in Polonia e dell'intera "cortina di ferro", potrebbe essere una buona occasione per approfondire la conoscenza del Paese di San Giovanni Paolo II, lasciandosi interrogare dalla storia, dalla fede e dall'identità di un popolo che, forse, è più vicino a noi di quel che sembra. (Giulia Tanel, La Nuova Bussola Quotidiana, 10-06-2019)
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IL SALVADANAIO
Manuale di sopravvivenza economica
Riccardo Pedrizzi - Guida Editore - pagine 407 - € 18,00 (scontato € 15,30) - maggio 2019

Il volto feroce dell'economia globalizzata, gli sciacalli della finanza, le trappole delle banche, i trucchi dei poteri forti, le insidie dell'Europa egoista e arrogante. In un mondo piegato al dio del denaro dove è difficile distinguere i buoni samaritani dai demoni tentatori, esiste però una strada virtuosa per coltivare la crescita personale ed economica del cittadino, delle famiglie e delle imprese: un percorso orientato dalle stelle polari della "solidarietà" della "partecipazione" e della "sussidiarietà", in cui l'ancoraggio ai grandi valori incarnati dalle massime autorità morali, a cominciare dalla Chiesa cattolica, deve essere il punto di partenza. Le riflessioni di Riccardo Pedrizzi, saggista, docente, ex parlamentare già ai vertici delle istituzioni italiane, suonano come una denuncia del vuoto etico che domina i mercati e che scarica a pioggia i suoi effetti sui soggetti più deboli, ma forniscono anche uno strumento costruttivo per cercare soluzioni ai grandi quesiti posti dall'economia dell'anarchia e del "lasseiz faire" selvaggio. Dalla centralità della famiglia alla dottrina sociale della Chiesa, dai temi dello sviluppo solidale, alla necessità di ritrovare uno spirito identitario nazionale ed europeo fino ai richiami etici alla finanza che ci avvolge e spesso ci sfrutta, ecco un "manuale" di sopravvivenza civile per chi crede che il Pil non sia solo un numeretto con decimali ma il resoconto finale dell'eterna lotta tra la caccia spasmodica al profitto e la ricerca del benessere. Nelle appendici, un'analisi dell'attività svolta dalla Commissione d'inchiesta sulle banche. L'introduzione è di Giuseppe De Lucia Lumeno, Segretario Generale dell'Associazione Nazionale fra le Banche Popolari e la prefazione è del Cardinale Muller, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede.
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Fonte: Redazione di BastaBugie, 12 giugno 2019

9 - OMELIA SANTISSIMA TRINITÁ - ANNO C (Gv 16,12-15)
Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Un giorno sant'Agostino passeggiava su una spiaggia cercando di comprendere il mistero di Dio. Mentre era immerso in queste meditazioni, vide un bambino che con una conchiglia prendeva l'acqua del mare e la versava in una piccola buca. Incuriosito, il Santo lo interrogò chiedendogli cosa stesse facendo. «Voglio mettere il mare dentro la buca», rispose il piccolo. Sant'Agostino, con parole semplici, cercò di spiegare al bambino che questo era impossibile. Allora il piccolo aggiunse: «Prima che tu comprenda il mistero di Dio, io avrò messo tutto il mare nella buca». Detto questo il bimbo disparve.
Allora sant'Agostino pensò che quel bambino poteva essere un angelo inviatogli da Dio per fargli comprendere che il mistero della Santissima Trinità è il più grande e il più importante della nostra Fede e noi, con la nostra mente, non riusciremmo mai e poi mai a capirlo interamente. Come quella piccola buca sulla spiaggia era troppo piccola per contenere tutta l'acqua del mare, così, e ancora di più, la nostra intelligenza è oltre modo limitata per afferrare un Mistero così grande.
Noi sappiamo che Dio è Trinità solo perché Gesù ce lo ha rivelato nel Vangelo. Egli ha parlato del Padre, del Figlio, ovvero di Lui stesso, e dello Spirito Santo. Il Padre è Dio, il Figlio è Dio, lo Spirito Santo è Dio; insieme, le tre Divine Persone non sono tre dèi, ma l'unico vero Dio. Per riuscire un po' a comprendere questo grande Mistero bisogna partire dalla più bella definizione che è stata data di Dio. La definizione, se così possiamo dire, ce l'ha data san Giovanni apostolo in una sua lettera. Egli dice: «Dio è amore» (1Gv 4,8). In questa piccola frase è racchiuso tutto il mistero di Dio Uno e Trino. Se Dio è amore, ciò significa che vi è una comunione di Persone. Il Padre ama il Figlio, il Figlio ama il Padre, e l'Amore reciproco tra Padre e Figlio è anch'esso Persona ed è lo Spirito Santo.
Noi, che siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, siamo chiamati a riflettere questo Mistero dell'amore eterno di Dio nel mondo. Innanzitutto la famiglia è chiamata a questa altissima missione. Nella famiglia vi sono più persone riunite in un solo amore. Così è poi per ogni comunità umana: l'amore reciproco deve essere riflesso dell'amore di Dio.
Nell'Antico Testamento non si aveva ancora la rivelazione di questo mistero. Tuttavia ve ne era qualche piccola intuizione, come quella che risulta dalla prima lettura di oggi. L'autore del libro dei Proverbi parla della Sapienza, che è da sempre, generata fin dall'eternità (cf 8,24-26). La Sapienza era presso Dio quando Egli fissava i cieli, quando stabiliva al mare i suoi limiti, quando disponeva le fondamenta della terra (cf 8,27-30). Nella Sapienza di Dio, di cui parla l'Antico Testamento, i cristiani hanno riconosciuto il Figlio eterno del Padre. È molto bello notare che, in ogni opera creata da Dio, la Sapienza era presso di Lui. Quando poi si parla dell'uomo, la lettura dice che la Sapienza ha posto in lui le sue delizie (cf 8,31). Ciò significa che tutte le creature, e in modo particolare il genere umano, sono riflesso della perfezione della Sapienza, ovvero del Figlio eterno del Padre.
La seconda lettura di oggi ci parla invece dello Spirito Santo, la terza Persona della Santissima Trinità. San Paolo ci dice che «l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5). Lo Spirito Santo è l'Amore tra il Padre e il Figlio e questo amore eterno dimora nei nostri cuori dal giorno del nostro Battesimo. Purtroppo, con il peccato mortale, noi tante volte cacciamo via dal nostro cuore l'Amore di Dio e, ad esso, preferiamo magari l'illusorio piacere di un momento. Pentiamoci dunque, di tutto cuore, e chiediamo perdono a Dio di tutti i nostri peccati. Confessiamoci sinceramente e cambiamo vita, allora lo Spirito Santo tornerà a riversare nei nostri cuori il suo amore. Così, resi nuove creature, noi potremo diventare testimoni dell'amore di Dio.
Un giorno, un avvocato anticlericale andò ad Ars sperando di ridere a spese di «quell'ignorante del parroco» che era san Giovanni Maria Vianney. Ma, contro ogni sua aspettativa, quell'uomo tornò a casa convertito. Agli amici che gli chiesero: «Ma dunque che cos'hai visto ad Ars?», rispose: «Ho visto Dio in un uomo».
Quanto più ameremo Dio e il prossimo, tanto più comprenderemo il mistero di Dio e lo faremo comprendere ai nostri fratelli.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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