BastaBugie n°630 del 18 settembre 2019

Stampa ArticoloStampa


1 IL GOVERNO CONTE BIS E IL VIZIO DEI POLITICI ITALIANI DI ALLEARSI CON GLI STRANIERI CHE UMILIANO IL NOSTRO PAESE
A cui fa da sponda il vizio degli europei di invadere l'Italia: da Carlo VIII a Hitler (e oggi: Merkel e Macron)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
2 IL CRISTIANO NON E' BUONO, MA FURBO
La parabola del figlio prodigo spiega perché è giusto che Dio perdoni i suoi tanti peccati (mentre basta un solo peccato mortale non confessato per andare all'inferno)
Autore: don Stefano Bimbi - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 CARA GRETA, MI SPIACE DIRTELO, MA NEI PAESI SVILUPPATI L'INQUINAMENTO E' GIA' IN DIMINUZIONE
Le politiche di sviluppo sostenibile non hanno come obiettivo la diminuzione dell'inquinamento, bensì il controllo delle nascite nei paesi poveri e il freno alla crescita economica dei paesi ricchi
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
4 DIECI DOMANDE DA PORVI PRIMA DI SPOSARVI
Ci sono conversazioni che non possono essere rimandate al futuro (VIDEO: ''Mollalo prima che sia tardi'' di Crystalina Evert)
Autore: Roberta Sciamplicotti - Fonte: Aleteia
5 BANCHE DEL SEME IN CRISI... ED ECCO ANCORA PIU' ABUSI
I nati in provetta non si rassegnano all'anonimato di chi li ha messi al mondo e così stanno mettendo in crisi l'industria degli esseri umani
Autore: Caterina Giojelli - Fonte: Tempi
6 I MIRACOLI CI SONO SOLO NELLA CHIESA CATTOLICA
Nelle altre religioni e spiritualità al massimo ci possono essere dei prodigi (spesso causati dal diavolo)
Fonte: I Tre Sentieri
7 SE UN LIBRO DICE CHE LA MAMMA LAVA E STIRA VIENE DEFINITO ''SESSISTA'' E ''DISCRIMINATORIO''
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): il Dalai Lama dice no e poi sì all'omosessualità, l'ex Spice Girl Victoria Beckham e la sua maglietta LGBT, la virilità adesso è un male da curare
Autore: Manuela Antonacci - Fonte: Provita & Famiglia
8 LETTERE ALLA REDAZIONE: LE BALLE DI SUPER QUARK SULLA SACRA SINDONE
Piero Angela promuove la sua visione del mondo atea e materialista facendola passare per ''scientifica'' e indiscutibile
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di Bastabugie
9 OMELIA XXV DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 16,1-13)
Chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - IL GOVERNO CONTE BIS E IL VIZIO DEI POLITICI ITALIANI DI ALLEARSI CON GLI STRANIERI CHE UMILIANO IL NOSTRO PAESE
A cui fa da sponda il vizio degli europei di invadere l'Italia: da Carlo VIII a Hitler (e oggi: Merkel e Macron)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 16 settembre 2019

"Sono acerbe parole queste ch'io scrivo, lo so. Ma anche so che per un popolo che ha nome dell'Italia non è vita (...) non avere né un'idea né un valore politico, non rappresentare nulla, non contar nulla, essere in Europa quello che è il matto nel gioco de' tarocchi: peggio (...), essere un cameriere che chiede la mancia a quelli che si levano satolli dal famoso banchetto delle nazioni, e quasi sempre, con la scusa del mal garbo, la mancia gli è scontata in ischiaffi".
Fa impressione rileggere queste righe che Giosuè Carducci  scrisse nel 1882, nella prefazione a "Giambi ed Epodi".
Perché sembra la tristissima cronaca dei nostri giorni, quella che si ripresenta adesso con la nuova legge di bilancio (con l'Italia in cerca di mance per il deficit), quella che ha sempre caratterizzato l'Italia a guida Pd, sottomessa al "partito straniero" e trattata come un cameriere che chiede mance e si prende schiaffi.
Quella che esulta perché hanno assegnato un importante posto di commissario europeo a Gentiloni senza avvedersi che non ci è stato regalato nulla (essendo nostro diritto) e soprattutto senza capire che Ursula von der Leyen, ha "commissariato"  il commissario con il vicepresidente all'economia, il falco Dombrovskis. Il quale rappresenta un Paese, la Lettonia, che è l'ultimo arrivato e che ha meno abitanti della Calabria.
Cionondimeno sarà Dombrovskis che darà gli ordini e Gentiloni ubbidirà. Loro lo sanno quanto è "europeista" (cioè ubbidiente) Gentiloni. Per questo lo hanno voluto.

UN PAESE SOTTOMESSO
Solo un Paese sottomesso come l'Italia a guida Pd poteva avere un premier - appunto Gentiloni - che il 7 febbraio 2018 arrivò a Berlino per un incontro bilaterale con la Merkel e fu lasciato fuori dalla porta dalla cancelliera tedesca che poi gli farà sapere di tornare dopo una settimana perché ha da fare.
È la stessa Merkel che si è permessa di telefonare al Pd - durante la crisi di governo - per dire che doveva essere fatto ad ogni costo il Conte Bis con il M5S (del resto pesante è stata anche l'intromissione di Trump, di Macron e perfino del Vaticano).
Quale Paese che ha un minimo di dignità e di indipendenza può permettere che siano gli stranieri a determinare il suo governo per impedire agli italiani di votare? E quale sistema mediatico esulta  di fronte a una così chiara ingerenza straniera acclamando questa "Europa che ha steso una cortina di ferro contro la destra sovranista"?
Chi non ricorda, d'altronde, l'umiliazione  inflitta al nostro Paese da Sarkozy e dalla Merkel nel 2011 al tempo del governo Berlusconi (dopo la quale arrivò Monti)?
Per non dire dell'umiliazione alla nostra dignità nazionale inflitta da Giuseppe Conte quando, premier di un governo fra Lega e M5S, durante un vertice internazionale, s'intratteneva servilmente a colloquio (in anglo pugliese) con la Merkel per sottolineare la propria affidabilità ("Angela non ti preoccupare, sono molto determinato"), per screditare Salvini ("è contro tutti", intendendo Francia e Germania) e chiedere consiglio e aiuto contro di lui, cioè contro quella Lega i cui voti permettevano a lui - non votato da nessuno - di recarsi a quei vertici internazionali.
Dove, per mandato del governo gialloverde, avrebbe dovuto fare l'esatto contrario, ovvero, difendere energicamente e con dignità i nostri interessi nazionali. Ed è lo stesso Conte che in Senato ha pomposamente preteso di impartire lezioni professorali di lealtà e di serietà istituzionale.
Fra l'altro chiedere l'aiuto straniero contro i propri nemici interni (e Salvini non sapeva che Conte, che a lui doveva Palazzo Chigi, lo considerasse nemico) è storicamente la tragedia italiana. Da secoli.

LA STORIA CHE SI RIPETE
Cominciò, com'è noto, Ludovico il Moro, signore di Milano, che per contrastare le mire di Ferrante, re di Napoli, chiamò in Italia, in suo aiuto, il re di Francia Carlo VIII.
Quello invase  la penisola col suo esercito nel 1494 e aprì la strada a tutti gli altri eserciti stranieri (l'Europa sì, cioè i barbari invasori) che approfittarono delle divisioni fra i regni italiani per saccheggiare lo splendido Belpaese.
Il Sismondi, nella sua "Storia delle repubbliche italiane", scrive: "Alla fine del secolo XV i signori delle nazioni francese, tedesca e spagnola furono tentati dall'opulenza meravigliosa dell'Italia, dove il saccheggio di una sola città prometteva loro a volte più ricchezze di quante ne potessero strappare a milioni di sudditi. Con i più vani pretesti essi invasero l'Italia che, per quaranta anni di guerra, fu di volta in volta devastata da tutti i popoli che poterono penetrarvi. Le esazioni di questi nuovi barbari fecero infine scomparire l'opulenza che li aveva tentati".
Gli italiani essendo governati da regnanti mediocri e divisi risposero col genio e inventarono il Rinascimento, il Barocco e il Classicismo, diventando la capitale culturale e spirituale  del mondo in quei tre secoli in cui venivano sottomessi e invasi.
E anche quando si arrivò finalmente a concepire l'unità d'Italia, nell'Ottocento, quei regnanti non si misero d'accordo per costruire una confederazione italiana (la cosa più ovvia e suggerita da grandi menti), ma uno dichiarò guerra agli altri e li conquistò militarmente ancora una volta  grazie all'aiuto straniero.
Così le potenze straniere diventarono decisive e condizionarono pesantemente il Regno d'Italia determinando la sua tragica entrata in guerra nel primo conflitto ("un'inutile strage") e quindi il fascismo che prima ci tolse la libertà e poi ci asservì ai tedeschi che tornarono ad invaderci.
Nel dopoguerra, pur a sovranità limitata per aver perso la guerra e con il più grosso Pc d'occidente agli ordini di Mosca, la classe dirigente, da De Gasperi a Mattei e Moro, riuscì a dare all'Italia margini di indipendenza che poi non ha più avuto.
Il grande errore fu la rinuncia alla piena sovranità monetaria, che è "uno dei poteri fondamentali di uno Stato" (Luciano Gallino), il primo dei "beni pubblici".
Anzitutto col "divorzio" fra Bankitalia e Tesoro del 1981, dopo il quale "decollarono il debito pubblico e la disoccupazione e si fermò il potere d'acquisto delle famiglie" (Alberto Bagnai, "Il tramonto dell'euro").
Poi con l'adesione a Maastricht e all'euro con cui ci asservimmo del tutto a quell'Unione Europea che era diventata una "grande Germania". Così abbiamo smantellato la nostra economia, il nostro benessere e la nostra piena sovranità politica.
Il resto è cronaca. E al di là dell'avvilente trasformismo di queste settimane (fenomeno vecchio delle élite italiche su cui sempre Carducci scrisse parole di fuoco) la grande questione di oggi e del futuro prossimo è la seguente: il conflitto fra "partito straniero" e "partito italiano".
È possibile per l'Italia avere una classe di governo che finalmente si batta per i nostri interessi nazionali, per la nostra indipendenza, il nostro benessere e la nostra libertà?

Fonte: Libero, 16 settembre 2019

2 - IL CRISTIANO NON E' BUONO, MA FURBO
La parabola del figlio prodigo spiega perché è giusto che Dio perdoni i suoi tanti peccati (mentre basta un solo peccato mortale non confessato per andare all'inferno)
Autore: don Stefano Bimbi - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 15-09-2019

La famosa parabola del figlio prodigo e del padre misericordioso rischia di non essere neanche ascoltata in quanto "la sappiamo già". E invece la Parola di Dio stupisce sempre in quanto ricca di insegnamenti e soprattutto parla a ciascuno di noi proprio nel momento in cui la leggiamo.
Tanto più questa parabola che ci ricorda che non si diventa cristiani perché più bravi degli altri. Questo sarebbe un comportamento farisaico. Invece il figlio prodigo che torna a casa ci spiega bene chi è il cristiano.
Basta chiedersi: perché il figlio torna a casa? Perché è diventato più bravo e diligente? Perché ama il babbo? No, il figlio prodigo non torna a casa perché è diventato magicamente bravo e buono e nemmeno perché finalmente ama il babbo. Semplicemente torna a casa perché ha fame e facendo due conti dice: "Chi me lo fa fare di morire di fame, mentre se torno a casa un piatto di minestra me lo danno di sicuro?".
Se invece di ragionare così fosse rimasto con i porci a morire di fame non sarebbe stato cattivo. Sarebbe stato semplicemente stupido. In pratica il figlio torna a casa perché è furbo. Capisce che ha perso molto andando via di casa e, quindi, torna sui suoi passi.
Essere cristiano, andare alla Messa, pregare ogni giorno, sforzarsi di ubbidire ai dieci comandamenti, ecc. non è sinonimo di bravo o santo, ma semplicemente furbo. Per chi ha scoperto che Gesù è via, verità e vita, sarebbe stupido stargli lontano visto che con Lui c'è gioia, pace e, alla fine, il Paradiso.
Il giovane ricco che se ne va via triste senza seguire Gesù non è più cattivo del figlio prodigo, semplicemente ha buttato via l'occasione della sua vita. Come il mercante di pietre preziose che trovando una perla di tanto valore non la comprasse, sarebbe semplicemente poco intelligente.
Il cristiano si trova nella stessa condizione ed è chiamato a cogliere al volo l'occasione di seguire Gesù. Infatti chi crede non è più buono di chi non crede... semplicemente è più furbo perché ha capito che stare con Dio è la sua salvezza. Il cristianesimo in definitiva non è questione di bontà (infatti solo Dio è buono), ma è questione di furbizia e convenienza.

Nota di BastaBugie: questo commento al vangelo, pubblicato nella rubrica quotidiana "Schegge di Vangelo", si riferisce alla parabola del Figliol prodigo tratta dal capitolo 15 del vangelo di San Luca. Ecco il link alla rubrica "Schegge di Vangelo" che quotidianamente commenta il vangelo del giorno:
http://lanuovabq.it/it/schegge-di-vangelo

BASTA UN PECCATO MORTALE PER DANNARSI PER L'ETERNITÀ
Il seguente articolo dal titolo "Un aneddoto per capire perché Dio non è ingiusto quando perdona all'ultimo momento della vita" è stato pubblicato su I Tre Sentieri il 20 agosto 2019 e narra un breve episodio che fa capire la grandezza della misericordia di Dio, ma anche la reale possibilità di dannazione dell'uomo perfino per un solo peccato mortale non confessato. Ecco l'articolo nella sua interezza:
Il re pagano Milinda disse ad un vecchio sacerdote cattolico che lo istruiva nella Fede: "Tu dici che l'uomo che ha compiuto tutto il male possibile per cent'anni e prima di morire chiede perdono a Dio, otterrà di rinascere in Cielo. Se invece uno compie un solo peccato e non si pente, finirà all'inferno. E' giusto questo? Cento delitti sono più leggeri di uno?" Il vecchio sacerdote rispose al re: "Se prendo un sassolino grosso così (e indicò una piccola misura) e lo depongo sulla superficie del lago, andrà a fondo o galleggerà?". "Andrà a fondo." Rispose il re. "E se prendo cento grosse pietre, le metto in una barca e spingo la barca in mezzo al lago, andranno a fondo o galleggeranno?". "Galleggeranno". "Allora cento pietre e una barca sono più leggere di un sassolino?" Il re non sapeva come rispondere. Il vecchio sacerdote spiegò: "Così avviene degli uomini. Un uomo, anche se ha molto peccato ma si appoggia a Dio, non andrà all'inferno. Invece l'uomo che fa il male anche una volta sola, e non ricorre alla misericordia di Dio, andrà perduto."

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 15-09-2019

3 - CARA GRETA, MI SPIACE DIRTELO, MA NEI PAESI SVILUPPATI L'INQUINAMENTO E' GIA' IN DIMINUZIONE
Le politiche di sviluppo sostenibile non hanno come obiettivo la diminuzione dell'inquinamento, bensì il controllo delle nascite nei paesi poveri e il freno alla crescita economica dei paesi ricchi
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09-09-2019

Se c'è un argomento che oggi appare indiscutibile è che il mondo è sempre più inquinato e la causa di questo inquinamento sono i Paesi sviluppati, con le loro industrie con relativo consumo di combustibili fossili, e anche con la loro agricoltura. I paesi poveri ovviamente sono le vittime, sia perché sarebbero depredati delle risorse sia perché pagano le conseguenze dell'inquinamento. Da qui anche tutte le politiche globali, invocate e in parte realizzate, che prevedono il "risarcimento" dei paesi ricchi verso i paesi poveri, con relativo flusso di denaro.
La questione dell'inquinamento sta però in tutt'altro modo. Ci riferiamo anzitutto a quello atmosferico, il più citato negli allarmi, ma il discorso è generale. il problema vero dell'inquinamento, infatti, non è lo sviluppo ma il sottosviluppo. L'equivoco non è certo nato per caso, e un contributo importante a questa manipolazione della verità lo ha dato sicuramente la massiccia propaganda anti-CO2, condannata come inquinante - quando non lo è - e di cui abbiamo parlato nella scorsa puntata.
Vediamo dunque la questione dell'inquinamento. A spiegare sinteticamente come stanno le cose ci ha pensato l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che, nella più completa inchiesta sull'inquinamento atmosferico mai effettuata, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2018, afferma che oltre il 90% delle morti correlate all'inquinamento atmosferico avvengono in paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa e in Asia. L'indagine si basa sui dati raccolti in 4300 città di 108 paesi e spiega come la maggior parte dell'inquinamento nei paesi a basso reddito si produca all'interno delle abitazioni.

NEI PAESI SVILUPPATI L'INQUINAMENTO È IN COSTANTE DIMINUZIONE
Per cucinare e per scaldarsi, infatti, ben 3 miliardi di persone usano legname, carbone o letame, sprigionando gas altamente inquinanti. Peraltro c'è un legame tra questo tipo di inquinamento e la deforestazione, anche questa in gran parte provocata dalla pratica di una agricoltura primitiva e dalla povertà. Si ricorderà, ad esempio, la grave crisi del Sud Est asiatico del 1997-1998, quando per diverse settimane bruciarono le grandi foreste del Borneo: dieci milioni di ettari di terreno furono avvolti dalle fiamme, soprattutto in Indonesia, e una grande nube per mesi coprì diversi paesi, dal Sud Est asiatico fino alla Cina. Gli incendi furono innescati come conseguenza della grave crisi finanziaria della regione che lasciò senza lavoro milioni di persone, in gran parte immigrati che, tornando nei loro villaggi, avevano bisogno di legna per cuocere cibo e di terreno da coltivare.
Al contrario nei paesi sviluppati l'inquinamento atmosferico, malgrado la propaganda dica il contrario, è in costante diminuzione. E non certo da quando sindaci illuminati si sono inventati le zone C o a traffico limitato. Il processo è iniziato molto prima, anzi si tratta di un processo che accompagna naturalmente lo sviluppo. Quando la principale preoccupazione delle persone è mettere insieme un po' di cibo quotidiano, non c'è né tempo né risorse per preoccuparsi di altro. È quando i bisogni primari sono soddisfatti che si comincia a guardare alle altre condizioni di vita; è quando aumenta il benessere che cominciano ad esserci risorse per migliorare le condizioni igieniche, sanitarie e ambientali. È una osservazione elementare, ma che è confermata ovviamente dai dati: già nel 2002, il rapporto ambientale dell'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico, Oecd nell'acronimo inglese), denominato Oecd Environmental Outlook, affermava che nel suo insieme l'inquinamento atmosferico nei paesi industrializzati era diminuito del 70% in quaranta anni, e le previsioni erano di una ulteriore significativa diminuzione nei successivi venti anni. Previsione peraltro confermata dalla realtà: basterebbe consultare i rapporti annuali delle varie Arpa regionali (le agenzie per la protezione dell'ambiente) per avere la conferma di una continua diminuzione dell'inquinamento atmosferico nel corso degli anni.

LO SVILUPPO GENERA RICCHEZZA E TECNOLOGIE MENO INQUINANTI
Ciò peraltro non dovrebbe stupire: l'inquinamento nelle città è principalmente provocato dai sistemi di riscaldamento e dal traffico automobilistico (soprattutto quello pesante). In questi decenni, i vecchi sistemi di riscaldamento a kerosene sono stati quasi completamente sostituiti da sistemi meno inquinanti: nel 2016 il Politecnico di Milano calcolava che nel capoluogo lombardo i 3500 impianti a gasolio ancora in funzione (appena il 2% di tutti gli impianti di riscaldamento) inquinavano dieci volte più di tutto il resto dei sistemi, centrali a gas. E anche le emissioni inquinanti delle automobili sono drasticamente diminuite: basti pensare che un'auto di media cilindrata costruita negli anni '70 del XX secolo, inquinava quanto più di cento auto dello stesso segmento costruite oggi.
Tutto questo è stato ed è possibile perché lo sviluppo permette di generare quella ricchezza che da una parte rende possibile la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione di tecnologie meno inquinanti, e dall'altra permette ai cittadini di acquistarle.
Qualcuno potrebbe obiettare che comunque tutto questo è soltanto una parziale riparazione all'inquinamento globale causato dalla rivoluzione industriale, con il relativo uso dei combustibili fossili. Che è come dire che, quanto a inquinamento, si stava meglio nel 1700. Ma anche questo non è corretto. Sono tante le testimonianze dell'epoca che ci dicono esattamente il contrario e basterebbe leggere una significativa poesia di Giuseppe Parini, scritta nel 1759, La salubrità dell'aria. C'è una descrizione realistica dell'aria nauseabonda che si respira a Milano, che al confronto la Milano di oggi appare come una località di montagna.
Ma anche questo non dovrebbe sorprendere: laddove non ci sono sistemi fognari, non si seppelliscono gli animali morti, dove il sistema di trasporto comune è rappresentato dai cavalli (per la cronaca un cavallo adulto produce circa 15 kg di escrementi al giorno e 20 litri di urina), si può ben capire che la situazione dell'inquinamento può ben diventare drammatica. Ma questa è anche la condizione generale dei paesi attualmente in condizioni di sottosviluppo.
Se davvero si vuole diminuire l'inquinamento perciò, non si deve fermare lo sviluppo, come oggi l'ecologismo dominante pretenderebbe, e come le politiche per il clima sono indirizzate a fare. Al contrario, è proprio lo sviluppo che va incoraggiato e accelerato: per far uscire i popoli dalla povertà e al contempo migliorare le condizioni ambientali grazie alla possibilità di usufruire di nuove tecnologie meno inquinanti.

Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Riccardo Cascioli, nell'articolo seguente dal titolo "Sviluppo sostenibile, un inganno contro l'uomo" spiega perché il concetto di "sviluppo sostenibile" nasce da una concezione negativa dell'uomo e le politiche globali di sviluppo sostenibile hanno come reale obiettivo il controllo delle nascite nei paesi poveri e il freno alla crescita economica dei paesi ricchi.
Ecco l'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 16 settembre 2019:
La concezione dello sviluppo è un elemento chiave per comprendere come una propaganda ideologica ambientalista abbia indotto una così grave deformazione della realtà che porta oggi il cittadino comune ad avere un'idea errata dei meccanismi della natura e del rapporto degli uomini con la natura e fra loro stessi. Abbiamo visto nelle precedenti puntate come si sia arrivati a considerare lo sviluppo (e quindi i paesi industrializzati, che usano combustibili fossili) come causa di tutti i mali attuali, ambientali in generale e per il clima in particolare. Quando è invece vero che è il sottosviluppo, con tutte le sue implicazioni, ad essere casomai un problema per l'ambiente.
Questo è però il retroterra - e la falsa credenza - da cui nasce la presunta "terapia", lo sviluppo sostenibile. È un dato di fatto che oggi il concetto di "sviluppo sostenibile" sia diventato una parola d'ordine globale. [...]
Comunemente si fa riferimento a sviluppo sostenibile per intendere una crescita economica che tenga conto dell'ambiente. Il che la fa suonare come cosa buona e desiderabile. Ma detta così l'affermazione è talmente generica che teoricamente potrebbe intendere scelte concrete anche molto diverse. In realtà bisogna andare all'origine del concetto per capire quale sia il fine vero.
Intanto, si deve dire che il concetto di sostenibilità è mutuato dalla biologia: lo si usa ad esempio negli anni '50 del XX secolo nello studio dei tassi di riproduttività dei pesci per stabilire la sostenibilità della pesca. È quindi un classico esempio di traslazione di teorie scientifiche dal mondo animale al mondo umano secondo uno schema tipico della cultura riconducibile al darwinismo sociale, che tende a negare l'unicità della specie umana rispetto alle varie specie animali.
I primi tentativi di promuovere il concetto di sviluppo sostenibile applicato agli uomini sono negli anni '70, ma la consacrazione vera e propria si ha con la Commissione Internazionale Onu su Ambiente e Sviluppo, detta anche Commissione Brundtland dal nome dell'ex premier norvegese Gro Harlem Brundtland che la presiedeva. La Commissione, istituita nel 1983 dall'allora segretario generale dell'Onu Perez de Cuellar, termina i suoi lavori con la pubblicazione nel 1987 del Rapporto intitolato "Our Common Future" (Il nostro futuro comune). Qui sviluppo sostenibile viene definito come «lo sviluppo che incontri i bisogni del presente, senza compromettere le possibilità per le future generazioni di incontrare i loro bisogni».
È una formula che potrebbe apparire di buon senso, ma il vero obiettivo di quel rapporto è dimostrare che la crescita della popolazione è la vera responsabile di sottosviluppo e degrado dell'ambiente. Citiamo ad esempio dal capitolo dedicato a "Popolazione e risorse umane": «Ogni anno il numero di esseri umani aumenta, ma l'ammontare di risorse naturali con cui sostenere questa popolazione, e migliorare la qualità di vita nonché eliminare la povertà di massa, resta definita... Gli attuali tassi di crescita della popolazione non possono continuare. Essi già compromettono la capacità di molti governi di provvedere l'istruzione, i servizi sanitari e la sicurezza alimentare per la popolazione, per non parlare della possibilità di elevare il tenore di vita. Questa divisione tra numeri e risorse è oltretutto rafforzata dal fatto che la maggior parte della crescita della popolazione è concentrata in Paesi a basso reddito e in regioni ecologicamente svantaggiate".
Su questa linea si svolgerà anche il Vertice sull'Ambiente a Rio de Janeiro nel 1992, richiesto proprio dalla Commissione Brundtland. Lì i capi di Stato e di governo di oltre 170 paesi firmano l'Agenda 21 (il riferimento è al 21mo secolo) e il Piano di Azione che si fondano su due obiettivi chiari: controllare le nascite nei paesi poveri, frenare lo sviluppo dei paesi ricchi. È proprio su queste due direttrici che si innestano tutte le politiche ambientali globali attuali, incluse quelle specificamente centrate sui cambiamenti climatici. Ad esempio, il numero 5.3 dell'Agenda 21 così recita: «La crescita della popolazione mondiale e la produzione combinata con livelli di consumo insostenibili mette sotto una dura e crescente pressione le capacità del nostro pianeta di sostenere la vita».
È per questa concezione negativa dell'uomo che la Chiesa ha fin dall'inizio respinto l'uso del concetto di sviluppo sostenibile. Basti pensare a un documento del 1994, pubblicato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, "Dimensioni etiche e pastorali delle tendenze demografiche": «Secondo questa corrente di pensiero - afferma il documento al no. 24 -, il controllo delle nascite è la pre-condizione indispensabile per lo sviluppo sostenibile dei Paesi poveri.  Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo dove i diversi fattori (cibo, salute, educazione, tecnologia, popolazione, ambiente, ecc.) sono armonizzati in modo da evitare una crescita sbilanciata e uno spreco di risorse. I Paesi sviluppati definiscono per gli altri quello che deve essere, dal loro punto di vista, sviluppo sostenibile. Questo spiega perché certi Paesi ricchi e importanti organizzazioni internazionali vogliono aiutare questi Paesi, ma a una sola condizione: che accettino programmi per il sistematico controllo delle nascite». [...]


DOSSIER "GRETA THUNBERG"
L'adolescente sfruttata dalle lobby ecologiste

Per vedere tutti gli articoli, clicca qui!

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09-09-2019

4 - DIECI DOMANDE DA PORVI PRIMA DI SPOSARVI
Ci sono conversazioni che non possono essere rimandate al futuro (VIDEO: ''Mollalo prima che sia tardi'' di Crystalina Evert)
Autore: Roberta Sciamplicotti - Fonte: Aleteia, 7 Novembre 2016

Un problema generalizzato alla base delle crisi matrimoniali è la mancanza di conoscenza reciproca tra i coniugi. Si sposano perché sono innamorati, e quando la passione svanisce vogliono "disposarsi". Non sanno semplicemente che fare di quel rapporto diventato "strano".
Per questo, insieme a un denso rafforzamento della catechesi prematrimoniale e successiva al matrimonio, gli sposi hanno bisogno di dialogare per prevenire e minimizzare il rischio delle crisi.
In questo senso, ci sono domande da porre chiaramente prima del matrimonio. [...]

1. COMPRENDIAMO DAVVERO IL DONO E IL MISTERO DEL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO?
Il matrimonio è un sacramento, ovvero un segno sensibile ed efficace della grazia. E qual è la grazia propria del sacramento? Il perfezionamento dei coniugi! Ciò non vuol dire che l'obiettivo di un coniuge sia perfezionare l'altro, ma che ogni coniuge conta sull'aiuto di una grazia speciale di Dio, che è la grazia propria del sacramento del matrimonio, per perfezionare se stesso in relazione al coniuge. Tutti vogliono sposarsi con il partner perfetto, ma pochissimi sono disposti a trasformarsi nel partner perfetto per il proprio coniuge. È proprio in questo che aiuta la grazia sacramentale.

2. SIAMO DAVVERO IMPEGNATI?
Il fidanzamento è il periodo privilegiato di preparazione al matrimonio, e questa preparazione è per essere fedeli, amare e rispettare nella salute e nella malattia, nella prosperità e nell'avversità, per sempre (o almeno "per tutti i giorni della mia vita"). Questa ferma volontà di assumere l'impegno per sempre dev'essere un tema di conversazione obbligatoria prima di prendere la decisione di sposarsi. Poi, quanto arriveranno le difficoltà (e arriveranno), ci sarà forza per affrontarle grazie alle basi su cui è stata presa quella prima decisione: "Le supereremo, perché siamo determinati a perseverare nel nostro matrimonio per sempre".

3. COM'È LA NOSTRA AMICIZIA?
Sembra incredibile, ma poca gente vede il proprio futuro coniuge come il suo "migliore amico". Ci sono molte idee superficiali e infondate sul presunto "rischio" che l'amicizia "spenga la passione". È evidente che l'amicizia coniugale sia un tipo di amicizia particolare, ma ha molte caratteristiche in comune con l'amicizia intesa in senso "comune": anch'essa ha bisogno di essere arricchita tutti i giorni, coltivata mediante il dialogo, l'attenzione, la gentilezza, la fiducia. E dopo il matrimonio bisogna coltivare questa amicizia ancor più intensamente!

4. QUANTI FIGLI AVREMO?
Tema fondamentale! E ancor di più: come li educheremo? Come li formeremo nella vita cristiana? E se non riuscissimo ad avere figli? Li adotteremo? Quanti? Queste domande portano a un'altra ugualmente essenziale: la visione della sessualità matrimoniale.

5. COMPRENDIAMO LA SESSUALITÀ ALL'INTERNO DEL MATRIMONIO?
Può essere una questione difficile da affrontare per alcuni fidanzati prima del matrimonio, ma è fondamentale! Bisogna studiare, comprendere e saper spiegare gli insegnamenti della Chiesa relativamente alla trasmissione della vita. La serie di catechesi di San Giovanni Paolo II che compone la cosiddetta "Teologia del Corpo" è straordinaria. Se non è possibile conoscerla a fondo, è necessario almeno leggere cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica sulla sessualità. Il suo rapporto diretto con la virtù della castità è un altro elemento essenziale da comprendere, perché è molto comune cadere nell'errore di interpretare la castità come assenza di una sessualità attiva, mentre in realtà la castità è il modo cristiano di orientare e vivere la dimensione sessuale umana, e non la negazione del sesso. Questa comprensione è imprescindibile perché non solo si sappia aspettare fino al matrimonio per esercitare cristianamente la sessualità coniugale, ma anche perché si capisca come e perché aspettare.

6. COME PROTEGGEREMO IL NOSTRO MATRIMONIO DALL'INFEDELTÀ, DALLA PORNOGRAFIA E DALLE ALTRE TENTAZIONI COLLEGATE AL VIVERE LA SESSUALITÀ?
La castità coniugale può e dev'essere scoperta e coltivata prima del matrimonio, e parlare di queste minacce contro di lei aiuterà a prevenire e perfino a "blindare" il matrimonio. Viviamo in un'epoca ipersessualizzata, che banalizza i rapporti affettivi e attacca il matrimonio con una valanga di pornografia dalla quale è praticamente impossibile allontanarsi completamente. Il ricorso frequente ai sacramenti e la conversazione aperta e trasparente come coppia aiutano ad affrontare gli attacchi con meno rischi.

7. COME RAPPORTARSI ALLE PROPRIE FAMIGLIE?
Nella Genesi, nei Vangeli e nella Lettera di San Paolo agli Efesini, la Bibbia ripete questa idea almeno tre volte: "Per questo, l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie". Mantenendo sempre il dovuto rispetto e l'affetto per i genitori e i familiari, una distanza salutare ed equilibrata è necessaria per cementare la pace coniugale. Non si tratta, ovviamente, di abbandonare i genitori, ma di difendere l'intimità della coppia da eventuali intromissioni.

8. E LE FINANZE?
È un altro tema delicato, ma che proprio per questo va affrontato prima del matrimonio per evitare conflitti. Se i fidanzati vogliono vivere un progetto in comune, devono stabilire insieme a cosa vogliono dare priorità con le loro risorse materiali. Le risorse che verranno dedicate alla famiglia sono della famiglia, non di ogni coniuge: ciascuno, quindi, dovrà rinunciare a certe abitudini della vita da single.

9. COME REAGIREMO QUANDO AVREMO DELLE DISCUSSIONI?
È importante conoscere il temperamento e il grado di autocontrollo sia proprio che del futuro coniuge. Bisogna sapere quali sono gli "indici" di rancore, violenza, capacità di perdono... I disaccordi sorgeranno quasi inevitabilmente nella vita da sposati, e per superarli i due coniugi devono saper cedere, ascoltando e comprendendo l'altro - e comprendendo anche le circostanze che possono portare ai disaccordi.

10. COME VIVREMO LA NOSTRA VITA DI PREGHIERA?
"La famiglia che prega unita rimane unita". Il dialogo tra i coniugi sarà tanto più solido quanto più è solido il loro dialogo con Dio, sia personale che di coppia. Ed è molto importante abituarsi fin dal fidanzamento a conversare insieme con Dio. Più staremo vicini a Dio, più i coniugi saranno vicini l'uno all'altro. Promuovendo la vita di preghiera, la partecipazione alla Santa Messa e una vita piena di integrazione nella Chiesa, la casa della nuova famiglia si trasforma in "Chiesa domestica" in cui i figli consolidano una fede sicura e forte - e anche i loro genitori!

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 4 minuti) Crystalina Evert spiega quali sono i sintomi di una relazione malata per cui se si presentano durante il fidanzamento è meglio mollare il fidanzato... prima che sia troppo tardi!


https://www.youtube.com/watch?v=DyvdWmTwN6g

Fonte: Aleteia, 7 Novembre 2016

5 - BANCHE DEL SEME IN CRISI... ED ECCO ANCORA PIU' ABUSI
I nati in provetta non si rassegnano all'anonimato di chi li ha messi al mondo e così stanno mettendo in crisi l'industria degli esseri umani
Autore: Caterina Giojelli - Fonte: Tempi, 13 settembre 2019

«Penso che sia un atto molto egoistico cercare di individuare un donatore sconosciuto. Soprattutto quando ti ha aiutato con cortesia e altruismo a ottenere il dono più grande del mondo: tuo figlio». Con queste parole il portavoce della Northwest Cryobank ha liquidato la vicenda di Danielle Teuscher, una trentunenne di Portland che voleva scoprire qualcosa sulle origini di sua figlia Zoe.
Teuscher fa parte dell'enorme schiera di americani, nati o ricorsi a fecondazione assistita, che con l'avvento dei test dei dna fai-da-te stanno provando a dare un'identità al proprio padre biologico. Non senza conseguenze: a fine agosto una corposa inchiesta del New York Times aveva raccontato decine e decine di casi di persone che negli Stati Uniti e in Europa, attraverso i test genetici, hanno scoperto di essere figlie del medico che aveva condotto le procedure. È il caso dello specialista olandese Jan Karbaat, 56 bambini nati con i propri spermatozoi, o del medico dell'Indiana Donald Cline, padre di 61 bambini. Stati come l'Indiana, la California e il Texas hanno varato leggi ad hoc per punire i medici ma quando si parla di mercato - perché di questo si tratta, mercato di spermatozoi, ovuli, gameti - la truffa è sempre dietro l'angolo.

FIGLI DI UNA TRANSAZIONE FINANZIARIA
Eli Baden-Lasar, intervistato a luglio dal Corriere della Sera, ha giurato di essersi sentito come un prodotto industriale al centro di un perverso esperimento sociale quando ha digitato il numero del donatore di sperma utilizzato dalle sue due madri sul sito Donor Sibling Registry: il ventunenne americano ha scoperto che il numero di identificazione combaciava con quello indicato da altre 32 persone, 32 fratelli, tra questi, anche un suo ex compagno di scuola.
Eli li ha incontrati tutti, «è stata la paura a motivarmi, volevo cercare di capire il sistema che ci ha creati», fotografandoli nel «tentativo di "curare" il malessere provocato dalla sensazione di essere il prodotto di una rapida transazione finanziaria». Storie come quelle di Eli sono sempre più frequenti e stanno disintegrando un'industria dominata fin dal suo esordio dall'anonimato dei donatori.
Non era mossa da paura ma da curiosità Teuscher il giorno in cui si è connessa alla piattaforma 23andMe (uno dei siti più in voga insieme ad Ancestry.com per reperire tutti gli indizi di cui un utente ha bisogno per identificare un genitore biologico) per scoprire di più su sua figlia Zoe, concepita sei anni prima grazie agli spermatozoi acquistati presso una sede della Northwest Cryobank. Quando 23andMe l'ha "collegata" al padre della bambina, la donna ha immediatamente cercato di contattare la sua famiglia. Ma invece di una disponibilità a un contatto ha ricevuto una risposta brusca, un richiamo dalla clinica che le intimava di desistere minacciando multe da 20 mila dollari per «flagrante violazione» del suo contratto nonché la revoca dell'accesso alle "scorte" dello sperma del donatore che la donna aveva già acquistato programmando di dare a Zoe un fratello.

LA BALLA DELL'ANONIMATO E LE CONSEGUENZE DEL MERCATO
L'anonimato da pilastro è diventato il segreto di pulcinella delle banche del seme americane: 15 anni fa nessuno dei donatori che frequentavano il college avrebbe immaginato le implicazioni della diffusione dei test genetici che avrebbero spopolato fra i figli di una generazione espertissima di tecnologia. Secondo uno studio dell'Harvard Law School condotto nel 2016, il 29 per cento dei potenziali donatori di spermatozoi si sarebbe rifiutato di donare se il proprio nome fosse stato inserito in un registro. Lo studio sottolineava che proibire le donazioni anonime di spermatozoi avrebbe presto portato a un calo del numero di donatori (cosa che è già successa in paesi come l'Australia, la Nuova Zelanda e il Regno Unito) e a un aumento del compenso richiesto nel caso in cui il donatore accettasse di venire identificati. Da qui il moltiplicarsi degli abusi: meno gameti a disposizione e più cari significa più sfruttamento.
Secondo Wendy e Ryan Kramer, fondatori del Donor Sibling Registry, lo stesso registro a cui si è rivolto Eli Baden-Lasar per entrare in contatto con i suoi fratellastri, i donatori non avranno mai la certezza di quanti bambini metteranno al mondo attraverso il loro seme: «Al mio donatore era stato promesso "non più di 10 bambini" e ne abbiamo raggiunti almeno 20 la scorsa settimana», ha assicurato Wendy Kramer, che dopo aver concepito Ryan con lo sperma acquistato alla California Cryobank è stata la prima a risalire all'identità del padre biologico nel 2005, «questa è un'industria che crea esseri umani, potremmo credere vi sia una maggiore responsabilità ed etica invece la mancanza di regolamentazione ha avuto conseguenze reali».
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, conseguenze di un mercato di ovociti, zigoti, embrioni, uteri, foraggiato da adulti che firmano contratti, per vendere gameti, acquistare gameti, far fruttare i gameti, regolamentare il commercio di gameti. E queste conseguenze si chiamano figli: non paghi di essere nati da sola "cortesia e altruismo", le domande sull'origine intrinseche al prodotto di tali gameti - il «dono più grande del mondo» - stanno mettendo in crisi l'industria degli esseri umani.

Fonte: Tempi, 13 settembre 2019

6 - I MIRACOLI CI SONO SOLO NELLA CHIESA CATTOLICA
Nelle altre religioni e spiritualità al massimo ci possono essere dei prodigi (spesso causati dal diavolo)
Fonte I Tre Sentieri, 16 settembre 2019

Dinanzi al dirompente sincretismo religioso (ogni religione vale l'altra) è bene sapere che non tutto ciò che è naturalmente inspiegabile viene da Dio. C'è  chi vuol confondere le anime: il diavolo!
Al demonio non interessa il mezzo ma il fine. E il fine è Gesù Cristo e il "luogo" in cui solo poterlo incontrare che è la Chiesa Cattolica.
Spesso si dice che il diavolo spinga all'irreligiosità. Sciocchezze. Certo, a chi ha una certa predisposizione per l'ateismo il diavolo cercherà di convincerlo ancora di più sull'inesistenza di Dio; ma a chi non ha queste predisposizioni il diavolo farà tutt'altro.
Oggi trovare delle persone che si dicono atee non è facile. Meno male! Verrebbe da dire. Fino ad un certo punto. Perché così com'è difficile trovare delle persone che si dicono atee è purtroppo altrettanto facile trovare persone che vedono Dio dappertutto; nel senso che credono che Dio sia in ogni religiosità e che ogni religiosità sia di per sé buona. Ancor meglio se si prende il frullatore e si mettono ingredienti presi un po' dal cristianesimo, un po' dall'Islam, un po' dal Buddismo, dall'Induismo e... chi  più ne ha più ne metta; e ognuno si fa il "frullato" religioso che vuole.
Per raggiungere questo scopo - che è la confusione - il diavolo cerca di far apparire lo straordinario dappertutto. E molti ci cascano. Ma ci cascano anche per colpa nostra, perché non vogliamo più dire le cose come stanno realmente, forse per un malinteso spirito di dialogo interreligioso.

VEDIAMO DI ESSERE CHIARI
Prima di tutto per quanto riguarda lo straordinario bisogna tener presente una differenza molto importante, ovvero quella tra miracolo e prodigio.
Per miracolo s'intende un evento sensibile, straordinario e meraviglioso che trascende le leggi della natura e che, pertanto, può fare solo Dio, padrone e signore di queste leggi e di tutto l'universo.
Per prodigio, invece, s'intende un evento sensibile, straordinario e meraviglioso ma che non trascende (se non apparentemente) le leggi della natura. Il prodigio lo può compiere anche il demonio.
Va detto che il miracolo può sì avvenire anche in altre religioni, ma mai Dio ne  può permettere la conoscenza, se non privatamente. Pensiamo ad una povera mamma non cattolica, che nella sua semplicità non può capire dove sta la verità e dove l'errore, ebbene se chiede a Dio una grazia per un suo figlio, Dio può aver compassione e venirle in aiuto. Ma per un miracolo del genere Dio non può permetterne la conoscenza pubblica. Altra cosa è il miracolo cosiddetto apologetico, cioè il miracolo in difesa della dottrina. Ebbene, questo tipo di miracolo (anche se può far dispiacere a qualcuno) esiste solo nella Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Il prodigio invece, che può venire da Dio, ma che può essere operato anche dal diavolo, lo possiamo trovare anche in altre religioni.

COSA PUÒ E COSA NON PUÒ FARE IL DIAVOLO
Ma vediamo più precisamente cosa il diavolo non può fare e cosa può fare.
Il demonio non può fare:
- Creare una sostanza.
- Resuscitare veramente un morto. Potrebbe, però, far sembrare resurrezione un semplice risveglio da uno stato di letargo da lui provocato.
- Guarire istantaneamente ferite.
- Conoscenza perfetta del futuro. Anche se il demonio, con la sua intelligenza, può ipotizzare con una certa esattezza il futuro.
- Conoscere i cosiddetti "futuri liberi", cioè le scelte libere di ogni uomo.
Il demonio, invece, può fare:
- Produrre visioni.
- Falsificare estasi.
- Produrre soavità sensibili.
- Guarire, anche istantaneamente, certe strane malattie prodotte dalla sua azione (pensiamo alla sedicente efficacia di maghi e guaritori da strapazzo).
- Produrre stimmate e altri fenomeni corporali e sensibili della mistica.
- Può sollevare oggetti e persone (levitazioni).
- Può sottrarre i corpi alla nostra vista, interponendo tra essi e la nostra retina un ostacolo che devia la rifrazione della luce.
- Può produrre l'incombustione di un corpo interponendo un ostacolo invisibile tra esso e il fuoco.
C'è ne da riflettere!

Fonte: I Tre Sentieri, 16 settembre 2019

7 - SE UN LIBRO DICE CHE LA MAMMA LAVA E STIRA VIENE DEFINITO ''SESSISTA'' E ''DISCRIMINATORIO''
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): il Dalai Lama dice no e poi sì all'omosessualità, l'ex Spice Girl Victoria Beckham e la sua maglietta LGBT, la virilità adesso è un male da curare
Autore: Manuela Antonacci - Fonte: Provita & Famiglia, 5 luglio 2019

Incredibile ma vero: oggi, nell'era che esalta l'indipendenza della donna più che mai, saper cucinare, lavare, stirare, insomma badare a se stesse, è paradossalmente considerato un punto a svantaggio del genere femminile, anzi, una vera e propria forma di "sessismo". Di che stiamo parlando? Del cortocircuito ideologico di chi vede nelle diverse responsabilità che competono all'uomo e alla donna, al giorno d'oggi, tra l'altro, divenute, per necessità, completamente interscambiabili a causa dei ritmi e degli impegni lavorativi che gravano sulle spalle sia dell'uno che dell'altra, un elemento di discriminazione verso il gentil sesso.
È questa la causa del polverone che ultimamente si sta sollevando contro un libro di testo adottato in alcune scuole elementari. In particolare, la "pietra dello scandalo" sarebbe un innocente esercizio in cui veniva richiesto, per insegnare il corretto utilizzo e significato dei verbi ai discenti, di collegare un soggetto a più opzioni verbali. Ad esempio, tra le azioni collegabili alla parola "cavallo", troviamo "correre", "nitrire" e "cantare", tra le quali il bambino è chiamato a scegliere quelle più logiche e corrette e così anche per altri soggetti e predicati verbali. Ma, arrivati alla parola "mamma" e "papà", apriti cielo... ci si imbatte in quella che è stata considerata una grave forma di "discriminazione" e cioè, mentre collegati alla parola papà, ci sono i verbi "lavorare" e "leggere", accanto alla parola mamma ci sono, invece, "lavare" e "stirare": questo il motivo di tanto clamore.
Viene da fare giusto un paio di considerazioni a riguardo: innanzitutto lavare e stirare è davvero roba da negrieri o da terzo mondo o piuttosto, banalmente, si tratta di azioni quotidiane che chiunque voglia uscire di casa in condizioni dignitose, senza essere scambiato per uno spaventapasseri, è chiamato a svolgere? Inoltre, se davvero vogliamo dirla tutta, confrontando le due frasi, chi non ne viene fuori proprio benissimo e suscita una certa simpatia, è proprio il "papà" che, rispetto alla mamma, non viene descritto esattamente come "multitasking"! Ma poi verrebbe da chiedere alle donne disposte ad aggiungersi al coro di queste inutili polemiche, se si rendano conto del grave errore che commettono nel voler censurare le attività domestiche nelle quali sono impegnate, ovvero quello di sottovalutare enormemente il loro lavoro, la loro fatica, il loro carico di responsabilità che va, oggi, molto oltre la propria professione stessa.
Insomma un "super lavoro" che rende le donne ulteriormente indispensabili e che andrebbe sottolineato e valorizzato ma che in questo modo, invece, per una sorta di "eterogenesi dei fini", finiscono esse stesse per disprezzare dandosi tristemente la zappa sui piedi. E se proprio la si vuol mettere sulla questione dei diritti e dell'emancipazione femminile, anche su questo punto, il ragionamento di chi protesta risulta fallimentare: "emanciparsi", rendersi indipendenti, è possibile innanzitutto se si è capaci di badare a se stessi, a partire dalle cose più pratiche e basilari, perciò ben vengano quelle attività domestiche di cui un tempo, tra l'altro, la donna era gelosa detentrice, pensiamo ad esempio all'arte di saper cucinare (una volta anche piatti difficili e laboriosi); diversamente si è capaci solo di battaglie ideologiche che non fanno che distogliere l'attenzione dai problemi reali e quotidiani che l'uomo e la donna, oggi, spesso in perfetta solitudine e in un clima di totale individualismo, sono costretti ad affrontare.

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).

IL DALAI LAMA DICE NO E POI SÌ ALL'OMOSESSUALITÀ
Il Dalai Lama intervistato nel 2006 dal The Telegraph affermò in merito alle relazioni omosessuali: «No assoluto. Senza sfumature. Una coppia gay mi è venuta a trovare, cercando il mio appoggio e la mia benedizione. Ho dovuto spiegar loro i nostri insegnamenti. Una donna mi ha presentato un'altra donna come sua moglie: sconcertante. Al pari dell'uso di certe pratiche sessuali fra marito e moglie. Usare gli altri due buchi è sbagliato».
Gli anni passano e il politicamente corretto corrompe anche l'anima dei monaci tibetani e così al medesimo giornale il leader tibetano relativamente alle "nozze" gay dichiara che «se è consensuale, è OK».
(Gender Watch News, 19 agosto 2019)

L'EX SPICE GIRL VICTORIA BECKHAM E LA SUA MAGLIETTA LGBT
L'ex Spice Girl Victoria Beckham, ormai datasi alla moda da tempo, ha creato una maglietta con su scritto "Everyone deserves love -Tutti meritano l'amore" con caratteri color arcobaleno. Il 25% del ricavato andrà ai senzatetto LGBT britannici tramite l'associazione benefica LGBTQI Albert Kennedy Trust.
La Beckham ha dichiarato: "In commemorazione del 50° anniversario dei moti di Stonewall, ho voluto celebrare la comunità LGBTQ  e il loro continuo messaggio di cambiamento positivo e inclusività. Quest'anno, per la prima volta, ho creato una maglietta con i proventi che beneficiano l'Albert Kennedy Trust che promuove i diritti umani. Ho sempre sentito un profondo legame con la comunità LGBTQI e sono orgogliosa di contribuire a sostenere la loro lotta per l'uguaglianza".
A noi sorge una domanda: ma quanti saranno i senzatetto gay e trans? Infatti le persone omosessuali sono tra il 2 e il 4% della popolazione e i transessuali lo zero virgola qualcosa. Quindi sono assai pochi. Tra questi saranno pochissimi i senzatetto. Davvero un'emergenza sociale. E poi viene da pensare: che dirà il senzatetto etero che non si vedrà aiutato perché non è gay? Infatti pensate che clamore susciterebbe una iniziativa per aiutare i senzatetto cattolici e solo loro. Verrebbe bollata come iniziativa discriminatoria.
(Gender Watch News, 6 settembre 2019)

LA VIRILITÀ ADESSO È UN MALE DA CURARE
Così, l'American Psychological Association (APA) ha deciso che la virilità è un problema da curare. Un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista della più importante associazione professionale di psicologi al mondo asserisce che «Tredici anni di lavoro, attingono a oltre 40 anni di ricerca che dimostrano che la mascolinità tradizionale è psicologicamente dannosa». È così: in tredici anni di lavoro gli psicologi hanno scoperto che gli uomini virili non vanno volentieri dal medico e che indulgono in comportamenti pericolosi: fumare, bere e... «evitare le verdure» (testuale). Sembra di sentire la mamma: «Mangia la verdura! Ti fa bene, è per la salute! Se non mangi la verdura ti mando dallo psicologo!». Un momento... in effetti l'articolo sulla pericolosità della virilità tradizionale... è scritto da una donna. Incidentalmente impegnata nel sostenere i diritti dei gay, ma è sicuramente un caso. Non solo: hanno anche appreso che «gli uomini sono spesso riluttanti ad ammettere vulnerabilità». Se solo sapessero che la Bussola incoraggia questo comportamento...
Il dato utilizzato per avvalorare l'ipotesi che la virilità fa male è dato dal tasso di suicidi. Fino alla pubertà non ci sono differenze tra maschi e femmine; dopo il tasso di suicidi tra gli uomini si distacca enormemente da quello delle donne. Dunque la virilità uccide. La faccenda, tuttavia, è seria e merita qualche ulteriore riflessione. Innanzitutto notiamo che il tasso di suicidi, tra gli uomini, mostra un'impennata con la terza età. Se fosse vero che è la virilità, con il suo carico di aspettative di genere tra le quali il lavoro, uccide... gli uomini dovrebbero smettere di suicidarsi smettendo di lavorare. Invece sembra proprio l'opposto: sembra che il ruolo stereotipato dell'uomo lavoratore faccia bene agli uomini, che gli dia un motivo per vivere. È il grande insegnamento dello psicologo ebreo Viktor Frankl (1905-1997): l'essere umano, per vivere, ha bisogno di un significato, di un senso. E se il lavoro fosse realmente uno dei significati della vita dell'uomo, e non una semplice costruzione sociale?
Secondariamente, se l'ipotesi fosse vera, ci aspetteremmo che il tasso di suicidi tra gli uomini diminuisca nel tempo. Gli ultimi decenni, infatti, hanno messo in discussione gli «stereotipi di genere» e c'è una crescente pressione mediatica e sociale perché gli uomini si prendano cura della loro salute, esprimano i loro sentimenti e mangino verdura. Invece no: dagli anni Cinquanta del secolo scorso il tasso di suicidi tra gli uomini sembra crescere costantemente. Sembra che, con la distruzione degli stereotipi di genere, l'uomo sia più incline al suicidio.
Possiamo avanzare delle ipotesi? Abbiamo detto che l'essere umano (uomo o donna) ha bisogno di un significato nella vita; e che, forse, il lavoro dà senso alla vita dell'uomo. Potrebbe essere così anche per la capacità di mantenere la famiglia e di provvedere al suo sostentamento? Sembrerebbe di sì. Osserviamo questo grafico: indica l'andamento del salario degli uomini negli Usa negli ultimi trent'annni. Abbastanza desolante, in effetti. Confrontiamolo con quest'altro, che si riferisce all'andamento del salario delle donne. È sicuramente una bella cosa che il salario delle donne sia aumentato negli ultimi decenni, ma sarebbe ancora meglio che fosse aumentato anche quello degli uomini. Invece no. E se questo fattore avesse contribuito ad aumentare il tasso di suicidi tra gli uomini? Se il politicamente corretto e le battaglie per la «uguaglianza» di genere avessero avvantaggiato le donne indipendentemente dall'andamento dell'economia reale e, soprattutto, a scapito degli uomini? Se la nostra società avesse tolto all'uomo anche un altro motivo per vivere, il compito di provvedere ai bisogni della famiglia? Non c'è traccia di queste riflessioni, nell'articolo dell'APA.
Il rimedio proposto al malessere degli uomini - malessere che ha un senso attribuire al gender e al politicamente corretto - è omeopatico: più gender, più politicamente corretto. L'articolo, infatti, presenta un nuovo documento APA: le Linee guida per il lavoro clinico con ragazzi e uomini. Ne volete un assaggio? Ecco la prima: «Gli psicologi si sforzano di riconoscere che le mascolinità [plurale] sono costrutti basati su norme sociali, culturali e contestuali». E se così non fosse? E se il lavoro e la capacità di mantenere la famiglia non fossero «basati su norme sociali, culturali e contestuali» ma un compito iscritto nell'essenza della virilità, senza i quali gli uomini si sentono inutili? Ecco la terza: «Gli psicologi comprendono l'impatto di potere, privilegio e sessismo sullo sviluppo dei ragazzi e degli uomini e sulle loro relazioni con altri». Credo che non abbia bisogno di commento. La quinta? «Gli psicologi si sforzano di incoraggiare il coinvolgimento positivo del padre e relazioni familiari sane». Già, perché - così vuole la vulgata liberal - gli uomini non sono buoni genitori, si disinteressano dei bambini: passano il tempo a uccidere, a picchiare le donne, a ubriacarsi e a fuggire dalla verdura. Eppure l'articolo di presentazione delle linee guida lo dice chiaramente: «gli uomini amano prendersi cura dei propri figli tanto quanto le donne»! E allora? Non sarà forse, l'idea che gli uomini non siano buoni genitori, uno stereotipo di genere? Evidentemente ci sono stereotipi e stereotipi: alcuni vanno bene, altri no...
Concludo con una osservazione. Si noti che queste sono «linee guida», sono cioè indicazioni sulla base delle quali il comportamento clinico del professionista è giudicato appropriato, professionale, idoneo. Questo significa che, se uno psicologo vuole essere un bravo psicologo, serio e professionale, è tenuto a osservare tali linee guida. In questo modo diventa un (volonteroso) strumento al servizio della Rivoluzione. Un giorno qualche buon'anima scriverà una seria storia della psicologia, e metterà in evidenza che la psicologia contemporanea non è altro che un'arma nella guerra culturale che il mondo sta combattendo contro il Logos.
(Roberto Marchesini, La Nuova Bussola Quotidiana, 10-01-2019)

Fonte: Provita & Famiglia, 5 luglio 2019

8 - LETTERE ALLA REDAZIONE: LE BALLE DI SUPER QUARK SULLA SACRA SINDONE
Piero Angela promuove la sua visione del mondo atea e materialista facendola passare per ''scientifica'' e indiscutibile
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di Bastabugie, 18 settembre 2019

Spettabile redazione di Bastabugie,
sono un vostro fedele lettore, non mi perdo nessuno dei vostri articoli settimanali. Siete un faro nel buio che attanaglia la cultura ma soprattutto le coscienze di oggi.
Non voglio dilungarmi a lungo in adulazioni (anche se strameritate) e vengo subito al sodo. Questa estate, per l'esattezza mercoledì 24 luglio, stavo guardando sulla rete nazionale il ben noto programma di Piero Angela ovvero, per essere più preciso, mentre facevo zapping sono capitato per caso nella rubrica del suddetto programma dedicata alle bufale, gestita dal presidente del Cicap Massimo Polidoro.
L'argomento verteva su Leonardo da Vinci e l'intento era quello appunto di smentire le varie leggende che sono nate nel corso degli anni sul famoso personaggio, come quella nata attorno al cenacolo e che ha dato spunto per il famoso libro-film il Codice da Vinci e qualche altra su presunte ciocche di capelli appartenute al genio, di possibili biciclette alla bersagliera disegnate sul codice atlantico e perfino passati giovanili di gestore di locande con Botticelli.
Fin qui niente da obiettare... a un certo punto però il signor Polidoro si è messo a parlare della Sacra Sindone in quanto anche questa reliquia è stata attribuita al genio toscano, ma nello smentire giustamente il fatto ha attribuito il tutto alla famosa radiodatazione al carbonio che riporterebbe la sindone al 14° secolo mentre Leonardo è vissuto circa cento anni dopo, affermando pacificamente che il Sacro Lino è stato riconosciuto come un manufatto del 14° secolo!!! Sono letteralmente balzato in piedi, avevo una gran voglia di rompere il televisore o quantomeno di smettere di pagare il canone Rai.
Io sono un semplice operaio ma ritenendomi un uomo di fede in questi anni mi sono adeguatamente informato su una reliquia che ritengo sia di fondamentale importanza per la cristianità, scoprendo che molti scienziati anche non credenti hanno tranquillamente affermato che la Sindone può anche non aver contenuto il corpo di Nostro Signore, ma comunque ha contenuto un corpo umano che ha subito le stesse torture e la stessa morte di Gesù e che il corpo è rimasto nel lino per lo stesso tempo riportato dai Vangeli, la conclusione quindi, accettata dalla maggior parte della scienza (onesta), è che NON SI TRATTA ASSOLUTAMENTE DI UN ARTEFATTO UMANO.
Come può affermare una simile cosa il signor Polidoro, come può permettersi di trascurare decenni di seri studi scientifici e affermare una bufala (quelle che lui ritiene poi di dover smascherare ) del genere su un canale nazionale e per di più in prima serata.
Io non ho i mezzi e le capacità per controbattere tale assurda affermazione. Vi prego pensateci voi...
Con stima.
Marco

Caro Marco,
innanzitutto grazie per l'affetto con cui ci segui.
Ti stupisci come simili affermazioni antiscientifiche e antistoriche possano essere divulgate "su un canale nazionale e per di più in prima serata". Beh diciamo che BastaBugie nasce proprio per questo. Dopo tutte le balle che ci siamo dovuti sorbire a scuola, sui giornali, in televisione, il nostro sito nasce proprio con lo scopo di riportare un po' di verità sui temi che ci stanno più a cuore. Non opinioni, quindi, ma fatti sui quali vogliamo basare quello che noi pensiamo. Insomma un po' di sano realismo.
Sulla Sindone e sui tentativi del CICAP di screditarla avevamo già parlato in questo articolo che puoi leggere andando al link (se vuoi puoi anche vedere l'esaustivo video riportato in fondo a tale articolo.

LA FAKE NEWS CHE LA SINDONE SIA UNA BUFALA
Esperimenti bizzarri e anti-scientifici... ma soprattutto gli autori della ricerca sono finanziati dal CICAP, l'associazione di atei e agnostici di cui il presidente onorario è Piero Angela (VIDEO: la Sacra Sindone)
di Emanuela Marinelli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5259

Del resto Piero Angela non è nuovo a uscite simili. Lui vuole diffondere la sua visione del mondo atea e materialista facendola passare per "scientifica" e indiscutibile. Ecco alcuni esempi sulla propaganda che questo giornalista (perché solo di questo si tratta: un abile imbonitore) ha diffuso in questi anni. Clicca sul link per leggere l'articolo (che è risultato, non a caso, l'articolo più letto di tutto il 2017).

ANGELA PIERO CI INGANNA SU GAY, MIGRANTI E VACCINI
Superquark è da sempre allineato alle menzogne della cultura dominante al grido di ''Lo dice la Scienza'', ma adesso è troppo
di Alessandro Rico - Fonte: La Verità
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4782

Continua a seguire il nostro sito e a diffonderlo tra i tuoi amici in modo che possano anche loro informarsi correttamente.
Grazie della tua fiducia. Ogni nostro lettore è prezioso e ci spinge ad andare avanti con coraggio e determinazione.

DOSSIER "LETTERE ALLA REDAZIONE"
Le risposte del direttore ai lettori

Per vedere tutti gli articoli, clicca qui!

Fonte: Redazione di Bastabugie, 18 settembre 2019

9 - OMELIA XXV DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 16,1-13)
Chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti
Fonte Il settimanale di Padre Pio

L'evangelista Luca, di cui è la pagina del Vangelo di oggi, ha tra i suoi argomenti preferiti il pregio della povertà e il pericolo della ricchezza, al punto che il suo Vangelo potrebbe essere definito il Vangelo dei poveri. Come spiegare allora la parabola di oggi, che effettivamente, è tra le più difficili di tutto il Nuovo Testamento? Apparentemente, sembra che Gesù lodi la disonestà di quell'amministratore che si era procurato amici imbrogliando. Nella parabola si legge che «il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza» (Lc 16,8).
Gesù non loda la disonestà, bensì la scaltrezza. In poche parole, noi dobbiamo imitare quella scaltrezza, non certo per essere disonesti, ma per fare il bene. Purtroppo, tante volte, «i figli di questo mondo [...] sono più scaltri dei figli della luce» (ivi) e ci mettono più impegno nel fare il male di quello che ci mettono i figli della luce a compiere il bene. L'espressione «figli di questo mondo» indica coloro per i quali gli orizzonti della vita si chiudono sugli interessi terreni; mentre l'espressione «figli della luce» designa quelli che vivono in funzione della Vita eterna. L'insegnamento della parabola risulta ora chiaro, esso ci esorta a procurarci il nostro autentico bene, quello spirituale.
Secondo l'insegnamento della Bibbia, i beni della terra sono proprietà di Dio dati in amministrazione agli uomini, i quali devono servirsi di essi non per alimentare il loro egoismo, ma per fare il bene. Nel Vangelo di oggi, Gesù chiama "disonesta" la ricchezza ed è realmente disonesta quando viene sfruttata per il solo tornaconto personale. Un mezzo per utilizzare bene la ricchezza è quello di farne parte ai poveri, in modo che, «quando questa verrà a mancare, essi [i poveri] vi accolgano nelle dimore eterne» (Lc 16,9).
Il discorso di Gesù continua con una frase abbastanza difficile da comprendere. Egli dice: «Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti. E chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti» (Lc 16,10). Cosa intendeva Gesù per «cose di poco conto» e per «cose importanti»? Le cose di poco conto sono i beni materiali; le cose importanti sono invece i beni spirituali, la grazia di Dio. Davanti a Dio, per quello che riguarda i beni spirituali, nessuno è povero: tutti hanno ricevuto, in misura più che abbondante, delle grazie, dei talenti, che dovranno amministrare con fedeltà e avvedutezza. Dobbiamo "corrispondere" alla grazia di Dio, ovvero farla fruttificare.
Gesù, però, ci mette in guardia e ci dice che l'attaccamento smodato ai beni di questo mondo è pericoloso e non si possono servire due padroni: o si utilizzano le ricchezze terrene per il bene autentico, oppure se ne diventa schiavi. Con parole molto precise, Gesù afferma: «Non potete servire Dio e la ricchezza» (Lc 16,13). Guardiamo l'esempio dei Santi: alcuni di essi sono stati favoriti di grandi ricchezze, come santa Elisabetta d'Ungheria, ma tutto veniva utilizzato per la Gloria di Dio e il bene dei fratelli. Per non farci però dominare dalle ricchezze, bisogna amare Dio con tutto il cuore: quanto più lo ameremo, tanto più ci distaccheremo dalle ricchezze terrene e riusciremo a fare molto del bene.
Si può ricavare un altro insegnamento dalle parole che prima abbiamo ascoltato: «Chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti» (Lc 16,10). L'insegnamento è molto importante ed è questo: chi si abitua alle piccole infedeltà, prima o poi cadrà anche nelle grandi infedeltà. Dobbiamo dunque prestare attenzione anche ai peccati che a noi sembrano piccoli e insignificanti e dobbiamo combatterli prontamente, per non cadere prima o poi nei più grandi peccati.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

Stampa ArticoloStampa


BastaBugie è una selezione di articoli per difendersi dalle bugie della cultura dominante: televisioni, giornali, internet, scuola, ecc. Non dipendiamo da partiti politici, né da lobby di potere. Soltanto vogliamo pensare con la nostra testa, senza paraocchi e senza pregiudizi! I titoli di tutti gli articoli sono redazionali, cioè ideati dalla redazione di BastaBugie per rendere più semplice e immediata la comprensione dell'argomento trattato. Possono essere copiati, ma è necessario citare BastaBugie come fonte. Il materiale che si trova in questo sito è pubblicato senza fini di lucro e a solo scopo di studio, commento didattico e ricerca. Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse.