BastaBugie n°632 del 02 ottobre 2019

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1 SCIOPERO PER IL CLIMA: GLI STUDENTI PROTESTANO CONTRO I PADRONI DEL PENSIERO... CHE LI IMBOCCANO CON GLI SLOGAN DA RIPETERE
Cari ragazzi, vi fanno credere che sia la CO2 (anidride carbonica) a rubarvi il futuro, invece sono loro quelli che vi hanno privato del lavoro e di farvi una famiglia (VIDEO: La grande bugia del riscaldamento globale)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
2 VA DETTO CHE IL COMUNISMO E' UN REGIME CRIMINALE... CE LO CHIEDE L'EUROPA!
Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui nazionalsocialismo e comunismo sono condannati come egualmente criminali (va ricordato che con il Patto Ribbentrop-Molotov si spartirono l'Europa orientale)
Autore: Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 EUTANASIA PER TUTTI: LA CORTE COSTITUZIONALE DICE SI ALL'AIUTO AL SUICIDIO
Per sapere cosa accadrà nei prossimi anni in Italia, basta guardare come sono saltati i paletti negli altri Paesi che avevano aperto all'eutanasia (Olanda, Belgio, Canada)
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone
4 DON CAMILLO: ''LITIGARE E' L'UNICO DIALOGO POSSIBILE CON I NEMICI DELLA CHIESA''
Guareschi ci ricorda che tra le opere di misericordia c'è anche ''ammonire i peccatori'' e ''istruire gli ignoranti'' (VIDEO: Don Camillo, Peppone e la processione)
Fonte: I Tre Sentieri
5 SE LA CROCE ROSSA RIFIUTA LA SUA STORIA
Non si può negare che la croce che innalza sui suoi mezzi sia una croce cristiana (fa quindi ridere che la Croce Rossa di Moncalieri rifiuti di far benedire una nuova ambulanza)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 SU AMAZON PROIBITO NICOLOSI, PADRE DELLA TERAPIA RIPARATIVA, MA NON HITLER O LENIN
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): arrestata perché ha dato del lui ad un trans, la Mattel lancia le bambole gender fluid, una task force di psicologi per normalizzare il poliamore
Autore: Giulia Tanel - Fonte: Sito del Timone
7 I PECCATI CHE FANNO ANDARE PIU' ALL'INFERNO SONO QUELLI SESSUALI
Questa considerazione è stata fatta dalla Madonna di Fatima a Giacinta (e può insegnarcelo anche la vicenda del dottor Jekyll e di mister Hyde)
Fonte: I Tre Sentieri
8 LETTERE ALLA REDAZIONE: COSTANZA MIRIANO E AMORIS LAETITIA... LA DISCUSSIONE CONTINUA
Molti lettori ci hanno scritto dicendo la loro opinione sul caso dell'ostetrica Flora Gualdani che ha consigliato legatura di tube e contraccezione in ''casi particolari''
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di Bastabugie
9 OMELIA XXVII DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 17,5-10)
Accresci in noi la fede!
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - SCIOPERO PER IL CLIMA: GLI STUDENTI PROTESTANO CONTRO I PADRONI DEL PENSIERO... CHE LI IMBOCCANO CON GLI SLOGAN DA RIPETERE
Cari ragazzi, vi fanno credere che sia la CO2 (anidride carbonica) a rubarvi il futuro, invece sono loro quelli che vi hanno privato del lavoro e di farvi una famiglia (VIDEO: La grande bugia del riscaldamento globale)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 29 settembre 2019

Ennio Flaiano diceva che "i giovani hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui". Parole che tornano alla mente vedendo le immagini di migliaia di ragazzi - per così dire - "chiamati alle armi" venerdì ed incensati dagli adulti, dai padroni del vapore e del pensiero, da tutto il sistema scolastico e mediatico (compresi giornali di proprietà "automobilistiche" che hanno appena finito di esultare per la doppietta della Ferrari in Formula 1).
Scesi in piazza a far finta di protestare contro quegli stessi adulti che li hanno "convocati", contro i padroni del vapore, contro il sistema che li celebra e li esalta.
E per una questione su cui nessuno di loro saprebbe fornire un argomento scientifico, dal momento che uno scienziato del clima come Franco Prodi afferma che le circolanti "previsioni allarmistiche non sono credibili" (cita autorevoli documenti scientifici dove si conclude che "la natura, non l'attività dell'uomo, governa il clima").
Questi ragazzi che avrebbero bisogno di padri  trovano invece tanti padroni del pensiero che li "imboccano" con la tiritera da ripetere.
È stato rubato loro il futuro? Sì. Ma non dalla CO2  a torto confusa con l'inquinamento e con la plastica (per avere "emissioni zero" di CO2 peraltro bisognerebbe non respirare più).
A rubare loro il futuro è stata - almeno in Europa e specialmente in Italia - la fallimentare via imboccata quasi 30 fa con Maastricht e tutto il resto, per cui abbiamo accantonato la centralità del lavoro prescritta dalla nostra Costituzione e abbiamo adottato la devastante dottrina renana incentrata sulla lotta all'inflazione e sul rigore dei bilanci.
Non solo hanno sottratto la sovranità ai popoli (togliendo agli Stati una delle loro principali prerogative: la sovranità monetaria), ma hanno privato questa generazione di giovani della possibilità di trovare un lavoro subito dopo gli studi e di farsi una famiglia e una vita.
È una generazione sacrificata sull'altare dell'euro e dei parametri di Maastricht, con un livello di disoccupazione mai vista e una precarietà sottopagata che prosegue oltre i trent'anni, quando tutte le altre generazioni (a partire dalla mia) avevano già costruito le loro carriere professionali e le loro famiglie.

SCIOPERANO CONTRO SE STESSI
Non sanno, questi sfortunati ragazzi, che il loro "sciopero" servirà solo a imporci delle tasse sedicenti verdi e a far fare un po' di affari a quelle multinazionali che investiranno nel green.
Del resto se fossero realizzate le idee anti sviluppo dei catastrofisti del clima avremmo il collasso dell'economia cosicché il loro futuro lavorativo davvero sparirebbe del tutto. Quindi scioperano contro se stessi.
Oltretutto si sostiene pure che per "salvare il pianeta" bisogna fare meno figli. Così si suggerisce a questi ragazzi pure di negare a se stessi il futuro più naturale, quello dei figli. Peraltro in un'Italia e in un'Europa che sono già in crollo demografico e che hanno imboccato la via dell'estinzione.
Gli adulti che li hanno "convocati" in piazza o che li applaudono freneticamente appartengono in buona parte a quella generazione che - alla loro età - ha creduto fanaticamente nelle più sanguinarie utopie rivoluzionarie e ha inneggiato a tirannie orrende.
Nonostante un tale abbaglio lorsignori hanno continuato tranquillamente a sdottoreggiare: si sono sistemati al potere, senza mai fare vera autocritica su quella loro stagione di cui hanno conservato l'arroganza, l'intolleranza e la propensione a indottrinare. Soprattutto i giovani.
Con disinvoltura hanno fatto e fanno le più clamorose capriole ideologiche. Spesso dal comunismo più truce sono passati, anni dopo, ad adorare la nuova divinità planetaria, quella dei Mercati (e l'Europa dei parametri di Maastricht) al cui verdetto sottopongono i governi e i popoli.
E dopo aver professato nella loro vita adulta il credo alquanto fanatico della modernità, abbracciano senza problemi un ecologismo catastrofista che di per sé, preso in parola, rappresenterebbe la condanna a morte dello sviluppo e del progresso che finora ci hanno decantato.

LA NUOVA RELIGIONE
Alcuni vivono queste metamorfosi con opportunistico disincanto o con furbizia da paraculi, altri continuando a secernere odio ideologico che tracima per chiunque osi contraddirli (magari accusando di odio l'avversario). Si ricorre perfino alla "reductio ad Hitlerum" per criminalizzare chi ha idee diverse.
Basta imporre a tutti la nuova religione a cui oggi dobbiamo inchinarci: quella del "politically correct", che comprende in sé il particolare fanatismo ecologista.
I nostri poveri figli non meritano questi padroni del pensiero. Avrebbero diritto semmai ad avere padri, a scoprire perché sono al mondo prima di aver la pretesa di salvare il mondo.
Avrebbero diritto - secondo me - di conoscere il Padre che rende liberi. Sono degli Amleto a cui è stato "tolto" anzitutto il padre, cioè la storia, che ti propone e ti fa scoprire il senso della vita.
Uno che anni fa è stato un vero padre per migliaia di giovani, don Luigi Giussani, diceva a una precedente generazione: "se voglio tagliare il rapporto con Dio rimane qualcosa di più grande di me che è solo il potere nel senso materiale del termine. E se aboliamo il rapporto con Cristo ci rendiamo schiavi dell'intellettuale di turno che è servo del potere e a cui il potere dà fama e in base ai cui dettati crea la mentalità della gente, con tutti gli strumenti che ha in mano. Così viviamo in una grande era di schiavi, di alienati mentali. È per questo che la caratteristica della gioventù di questi ultimissimi anni è quella di adottare facilmente, come unico sistema di vita, l'adesione alla propria istintività, la posizione radicale, il suo istinto, la propria reattività".
Unica compagna di viaggio: la solitudine. Se il suicidio è la seconda causa di morte  - dopo gli incidenti stradali - fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, significa che prima di salvare la terra (con teorie e mezzi dubbi) dovremmo salvare i nostri figli.

Nota di BastaBugie: il neonatologo Carlo Bellieni nella sua pagina Facebook riflette sul fenomeno Greta, una ragazzetta che minaccia politici, lancia anatemi dai pulpiti più importanti del mondo. Finge di essere controcorrente, parlando all'Onu, con il Papa, i presidenti della Repubblica, nei parlamenti... Quando mai si è vista una persona davvero controcorrente, esaltata da tutti i poteri, politici e mediatici?
Ecco ciò che ha pubblicato il prof. Bellieni nella sua pagina Facebook:
E io che pensavo che le tragedie fossero i bambini-soldato, le donne fatte prostituire a forza, lo sfruttamento dell'Africa, la corruzione in Sudamerica... ma questi sono problemi dei poveri! I problemi di Greta e de suoi sponsor sono quelli dei ricchi
E si consideri bene:
1) questa ragazzina viene attribuito il titolo di "attivista", quando non pare abbia mai rischiato nulla per far valere un qualche diritto (ha sempre papà e le istituzioni forti e fortissime che la sponsorizzano moralmente).
2) Non ha mai detto alcunché che non sia stato detto già da altri.
3) Non ha un movimento creato da lei, ma solo la forza del potere dei mass-media.
4) Comodo "scioperare" senza rischiare niente!
5) Quando si mettono in secondo piano le tragedie dei poveri per esaltare le tragedie "chic" dei ricchi (tutte da dimostrare) qualcosa dovrebbe scattare dentro di voi!
6) Cui prodest?
7) Ha una macchina di propaganda dietro che solo un ingenuo o uno in malafede può pensare che se la sia costruita lei o che sia nata spontaneamente per adesione a lei.
8) L'ecologismo che io riconosco è dei veri studiosi. [...]
9) L'ecologismo vero non è quello che ti mette paura perché le risorse finiscono (questo è puerile e populista), ma è quello che ti dice che tutto ha un valore, che tutto è nobile, che niente è uno scarto, che "omnia munda", e per questo non sprechi e non butti niente, non perché le risorse finiscono (paura dei ricchi!).

VIDEO: LA GRANDE BUGIA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

Nel seguente video (durata: 10 minuti) dal titolo "La grande bugia del riscaldamento globale" spiega la verità che i mezzi di comunicazione non ci dicono. Infatti continuano a sostenere che il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici che stanno interessando il pianeta sarebbero causati dall'uomo. Ma questo surriscaldamento è davvero causato dall'inquinamento come sostiengono Greta Thunberg e i movimenti ambientalisti? Certo che no. Ad esempio il premio nobel Carlo Rubbia in una audizione in parlamento ha affermato che si tratta di cambiamenti naturali. E con lui tanti altri scienziati.


https://www.youtube.com/watch?v=Ot2hBDl6Lxc

Fonte: Libero, 29 settembre 2019

2 - VA DETTO CHE IL COMUNISMO E' UN REGIME CRIMINALE... CE LO CHIEDE L'EUROPA!
Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui nazionalsocialismo e comunismo sono condannati come egualmente criminali (va ricordato che con il Patto Ribbentrop-Molotov si spartirono l'Europa orientale)
Autore: Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 28-09-2019

Il 19 settembre scorso, nella disattenzione generale dei media, il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione in cui sia il nazismo che il comunismo sono ritenuti ugualmente responsabili per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. E in cui entrambi i regimi totalitari sono condannati come egualmente criminali. Dovrebbe essere una considerazione morale assodata e accettata da tutti e in effetti gli europarlamentari l'hanno votata con una maggioranza trasversale (fra cui anche gran parte degli eurodeputati del Pd, che almeno per metà è costituito dall'ex Pci). Ma, come tutti potevano scommettere, in Italia è scoppiata la polemica a sinistra sulla valutazione del passato recente, sul ruolo del comunismo nella guerra e nella liberazione.
Se tuttora in articoli e saggi storici il Patto Ribbentrop-Molotov viene ridimensionato come "accordo tattico", voluto da Stalin e Hitler solo per prendere tempo e prepararsi alla guerra, il testo della risoluzione lo considera per quel che fu: un piano di spartizione "...dividendo l'Europa e i territori di Stati indipendenti tra i due regimi totalitari e raggruppandoli in sfere di interesse, il che ha spianato la strada allo scoppio della Seconda guerra mondiale". Si riconosce, nero su bianco che, solo l'Europa occidentale fu liberata alla conclusione del conflitto, ricostruita e rappacificata, "... mentre per mezzo secolo altri paesi europei sono rimasti assoggettati a dittature, alcuni dei quali direttamente occupati dall'Unione sovietica o soggetti alla sua influenza, e hanno continuato a essere privati della libertà, della sovranità, della dignità, dei diritti umani e dello sviluppo socioeconomico". Su quella occupazione e i suoi crimini non si è mai fatta giustizia. Recita il testo della risoluzione: "Considerando che, sebbene i crimini del regime nazista siano stati giudicati e puniti attraverso i processi di Norimberga, vi è ancora un'urgente necessità di sensibilizzare, effettuare valutazioni morali e condurre indagini giudiziarie in relazione ai crimini dello stalinismo e di altre dittature".

LE VITTIME DEI REGIMI TOTALITARI
La risoluzione mira a promuovere "la memoria delle vittime dei regimi totalitari, il riconoscimento del retaggio europeo comune dei crimini commessi dalla dittatura comunista, nazista e di altro tipo, nonché la sensibilizzazione a tale riguardo", perché "sono di vitale importanza per l'unità dell'Europa e dei suoi cittadini". Questa memoria dovrebbe essere comunemente condivisa, anche considerando il fatto che il 24 dicembre 1989 fu lo stesso Congresso dei deputati del popolo dell'Urss a condannare la firma del Patto Ribbentrop-Molotov, dopo mezzo secolo di negazionismo. Il testo invita gli Stati membri a un'opera di riscoperta della memoria storica volta a una "valutazione chiara e fondata su principi riguardo ai crimini e agli atti di aggressione perpetrati dai regimi totalitari comunisti e dal regime nazista".
Viene istituita la giornata del 23 agosto (anniversario del Ribbentrop-Molotov) come Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari. Mentre il 25 maggio diverrà Giornata internazionale degli eroi della lotta contro il totalitarismo. Il 25 maggio 1948, infatti, veniva fucilato dal regime comunista polacco Witold Pilecki, intellettuale polacco, ufficiale di cavalleria, che nel 1940 si fece volontariamente internare ad Auschwitz per documentarne gli orrori. Nel 1943 riuscì miracolosamente a evadere. Sopravvissuto alla persecuzione nazista, rimase vittima del totalitarismo successivo, quando provò ad infiltrarsi nella Polonia comunista. E venne fucilato, appunto, dai "liberatori" nel 25 maggio del 1948. La sua incredibile vicenda, che ora sarà festa europea, è narrata in italiano ne Il volontario di Marco Patricelli.

UN ATTO DI GIUSTIZIA
Questa risoluzione è principalmente un atto di giustizia per i Paesi dell'Europa centro-orientale, che finora non hanno potuto partecipare, con pari dignità, alla memoria collettiva europea. Considerati "liberati" dal nazismo, al pari di tutti gli altri, nel 1945, le loro sofferenze sotto l'occupazione sovietica sono state finora snobbate.
Eppure... la polemica è scoppiata soprattutto in Italia, dove la sinistra vive nel mito della liberazione dell'Europa ad opera del comunismo. Pietro Bartolo, eurodeputato del Pd, più noto come "il medico di Lampedusa" che soccorre gli immigrati, ha votato a favore, poi ha cambiato idea. "Ho deciso di cambiare il mio voto da positivo a contrario alla risoluzione sulla memoria europea", ha scritto senza dare troppe spiegazioni. I primi a reagire erano stati il senatore Francesco Laforgia e il deputato Luca Pastorino, entrambi di LeU, che parlano di: "pericolosa rilettura che finisce per sdoganare ideologie neo-fasciste". Giuliano Pisapia, già sindaco di Milano ed ora eurodeputato del Pd, ha scritto sulla sua pagina Facebook che in quel documento "ci sono frasi sbagliate e altre poco chiare". Massimiliano Smeriglio (Pd): "Non l'ho votato perché è un testo confuso e contraddittorio. Non l'ho votato perché non si costringe la storia dentro uno schema parlamentare al solo scopo di tirarla da tutte le parti per poi finire in uno strano ecumenismo". Pierfrancesco Majorino (Pd): "Dico che sono contro l'equiparazione banale tra comunismo e nazismo che fa piangere sul piano storico innanzitutto. E da ieri mi trovo a dover spiegare che però detesto lo stalinismo, i gulag, la repressione dell'Ungheria e compagnia terrificante. Tempi moderni".

L'ITALIA NON È ANCORA STATA LIBERATA DAL COMUNISMO
Le reazioni di questi politici della sinistra italiana, vanno ad aggiungersi a note ancor più dure ed editoriali di storici di professione e giornalisti. Così Emanuele Macaluso, ex direttore dell'Unità: "Quella risoluzione è semplicemente una vergogna", "i deputati europei del Pd che hanno votato a favore dovrebbero vergognarsi davvero". "Da David Sassoli mi sarei aspettato delle parole nette su quel tema e non balbettii o frasi accomodanti. Con quella Risoluzione si vuole dare un colpo alla Storia. Cancellarla. Devo ricordarlo io il ruolo che ha avuto l'esercito dell'Urss, l'Armata Rossa, nella liberazione dell'Europa da Hitler?" E infine l'Anpi, Associazione Nazionale Partigiani Italiani che esprime preoccupazione perché: "In un'unica riprovazione si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, per di più ignorando lo spaventoso tributo di sangue pagato dai popoli dell'Unione Sovietica (più di 22 milioni di morti) e persino il simbolico evento della liberazione di Auschwitz da parte dell'Armata rossa. Davanti al crescente pericolo di nazifascismi, razzismi, nazionalismi, si sceglie una strada di lacerante divisione invece che di responsabile e rigorosa unità".
Queste reazioni dimostrano solo che l'Italia non è ancora stata liberata dall'altro totalitarismo, non dalla sua memoria distorcente, non dalla sua mitologia. Non lo sarà finché i 20 milioni di morti uccisi dal regime di Stalin non avranno la stessa dignità e lo stesso diritto di essere ricordati rispetto ai 6 milioni di morti della Shoah provocati dal regime di Hitler. Eppure ora possiamo apertamente affermare che il comunismo fu un regime criminale. Ce lo chiede l'Europa.

Nota di BastaBugie: una delle conseguenze del Patto Ribbentrop-Molotov, con cui comunisti e nazisti si spartirono la Polonia, fu lo sterminio degli ufficiali polacchi da parte dei sovietici avvenuto a Katyn. Non ci stancheremo mai di consigliare la visione del film kolossal "Katyn", il capolavoro di Andrzej Wajda.
PER APPROFONDIMENTI sul film Katyn clicca nel seguente link:
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=19
PER VEDERE GRATIS IL FILM KATYN su YouTube clicca nel seguente link:
https://www.youtube.com/watch?v=0BolQ3CqAxU
PER VEDERE IL TRAILER di "Katyn" guarda il video qui sotto:


https://www.youtube.com/watch?v=IjLw9iAPyxk

IL PATTO RIBBENTROP-MOLOTOV

L'autore del precedente articolo, Stefano Magni, nell'articolo seguente dal titolo "Ribbentrop-Molotov, 80 anni fa i totalitarismi si unirono" spiega che Germania e Unione Sovietica si spartirono tutta l'Europa orientale e baltica. Il Patto è rimasto per molto tempo segreto. Oggi è chiaro a tutti l'intento predatorio, su scala mondiale, dei due totalitarismi: nazionalsocialismo e comunismo.
Ecco l'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 23 agosto 2019:
Esattamente 80 anni fa, il 23 agosto 1939, veniva firmato il Patto Ribbentrop-Molotov. Vero atto di inizio della Seconda Guerra Mondiale, l'accordo era diviso in due parti. La prima, pubblica, impegnava per 10 anni Germania e Unione Sovietica a non dichiararsi guerra. La seconda, segreta ed emersa solo dopo la Perestrojka di Gorbachev, era un piano di spartizione di tutta l'Europa orientale e baltica da parte delle due potenze continentali. A quasi un secolo di distanza, quel Patto fra i due regimi totalitari europei è ancora una lezione molto amara, perché smaschera la vera natura dei regimi totalitari e ci ricorda quanto sia stata distorta, nei decenni successivi, la memoria collettiva sulla guerra mondiale.
Il Patto ebbe come prima conseguenza la condanna della Polonia. Invasa a Ovest dalla Germania nazista dal 1 settembre e da Est dall'Urss (17 settembre) non ebbe più modo di difendersi. Le successive tre vittime del Patto furono le repubbliche di Lituania, Lettonia ed Estonia. La prima avrebbe dovuto essere annessa alla Germania, ma dopo l'invasione della Polonia gli accordi segreti vennero rivisti e, in cambio di un finanziamento, venne letteralmente venduta da Hitler all'Urss. Le tre piccole repubbliche del Baltico furono di fatto costrette a firmare trattati di "cooperazione" con l'Urss che vi installò basi militari. Nel giugno del 1940, mentre Hitler invadeva la Francia, quei trattati si trasformarono in un'annessione all'Urss. Poi fu il turno della Finlandia. Anche al governo di Helsinki, Stalin fece "l'offerta" di cedere territori e basi militari, ma il governo Ryti fu abbastanza fermo e sicuro di sé da respingerla. Invaso da forze preponderanti, il Paese scandinavo riuscì a difendersi valorosamente per ben tre mesi e mezzo. Isolato e soverchiato dovette poi accettare dure condizioni di pace, ma salvò la sua indipendenza. Infine fu la volta della Romania: nel giugno del 1940 Stalin intimò di abbandonare la Bessarabia e la Bukovina settentrionale (attualmente parte della Moldavia) e il governo di Bucarest non poté far altro che assecondare la volontà del potente vicino.
Secondo la storiografia marxista, il Patto Ribbentrop-Molotov fu un espediente adottato da Stalin per prendere tempo e prepararsi alla guerra contro Hitler, che il dittatore sovietico avrebbe visto come imminente e inevitabile. I documenti e i fatti dell'epoca dimostrano proprio il contrario. Lo dimostrano, soprattutto, i colloqui fra Molotov e Hitler, a Berlino, nel novembre del 1940. Più di un anno dopo la firma del Patto, il dittatore nazista, che aveva già annesso quasi tutta l'Europa occidentale ed era convinto di poter sconfiggere il Regno Unito in pochi mesi, proponeva al suo partner (a tutti gli effetti) sovietico di spartirsi le spoglie dell'Impero Britannico. All'Urss sarebbero toccate la Persia, l'Iraq e carta bianca sull'India. La Germania si sarebbe "accontentata" di rifarsi un piccolo impero coloniale nell'Africa sub-sahariana. Dopo questi colloqui, che furono negati a lungo dalla storiografia sovietica e filo-sovietica, Stalin rispose "Sì" il 25 novembre 1940 e fece solo alcune contro-proposte: influenza sovietica sulla Bulgaria e ritiro tedesco dalla Finlandia (e alcune richieste al Giappone sullo sfruttamento dell'isola di Sachalin). Stalin, insomma, era convinto di poter spartire con Hitler il resto del mondo. Fu semmai Hitler che, di fronte alle contro-proposte sovietiche (che riteneva troppo esose) e rapito dalle sue stesse visioni di conquista dello "spazio vitale" a Est, decise segretamente di interrompere la trattativa, ordinando ai suoi generali di pianificare l'invasione dell'Urss. Dal 25 novembre 1940 Stalin era in attesa di una risposta che non arrivò mai. Finché non venne colto di sorpresa dall'invasione tedesca dell'Urss il 22 giugno 1941 e per giorni, chiuso in uno strano silenzio catatonico nel Cremlino, non riuscì neppure a spiegarselo.
La dimensione ideologica del Patto fu molto forte sin da subito. Joseph Goebbels interruppe la propaganda anti-comunista dal giorno successivo e trovò, invece, terreno comune con Mosca nel suo attacco contro le democrazie. I rapporti di intelligence britannici, nel dicembre del 1939, giunsero alla conclusione che la propaganda tedesca fosse ormai "praticamente indistinguibile dalla propaganda comunista". Scopo della guerra era "far fronte comune contro l'imperialismo britannico". Mussolini, che visse gli anni del Ribbentrop-Molotov con umore altalenante (a volte contro, durante la guerra in Finlandia, a volte pro, dopo le vittorie tedesche), diede però subito una ragione ideologica positiva al Patto. [...] Ma anche sul fronte anti-fascista, il Patto venne disciplinatamente accettato dai Partiti comunisti europei, compreso quello italiano. Togliatti, in esilio a Parigi, diede questa direttiva: "Dirigete i vostri sguardi verso la stella della rivoluzione sociale e la stella dei soviet, e non sbaglierete mai". Pochi giorni dopo venne arrestato a Parigi perché oggettivamente complice con il nemico tedesco, poi fu liberato nel febbraio 1940 e si trasferì a Mosca. [...]
Questo "sogno" ovunque venisse implementato portò alla distruzione di tutto ciò che si poteva contrapporre al potere assoluto dello Stato. Nella Polonia occupata dai tedeschi, così come in tutti i territori conquistati dai sovietici, le minoranze e gli individui "indesiderati" vennero deportati, internati, uccisi. La ghettizzazione degli ebrei polacchi da parte dei tedeschi, la fucilazione degli ufficiali polacchi a Katyn da parte dei sovietici, le deportazioni di massa nei Paesi Baltici, sono esempi di come Stalin e Hitler avrebbero governato il mondo. Non ci sarebbe stato spazio alcuno per la Chiesa, né per il cristianesimo in generale. La Polonia e la Lituania, terre cattoliche, subirono persecuzioni religiose da entrambi i totalitarismi. Sotto Hitler si fucilavano i preti polacchi perché erano parte dell'anima nazionale. Sotto Stalin si uccidevano perché credevano in Dio.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 28-09-2019

3 - EUTANASIA PER TUTTI: LA CORTE COSTITUZIONALE DICE SI ALL'AIUTO AL SUICIDIO
Per sapere cosa accadrà nei prossimi anni in Italia, basta guardare come sono saltati i paletti negli altri Paesi che avevano aperto all'eutanasia (Olanda, Belgio, Canada)
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone, 27 settembre 2019

Adesso che la nostra Corte Costituzionale ha pensato bene di «aprire» al suicidio assistito, ancorché ponendo dei paletti (paziente consapevole, sottoposto a trattamenti salvavita e in presenza di patologie irreversibili che causano sofferenze fisiche e psicologiche), è lecito chiedersi: che cosa accadrà in Italia? Quali saranno le conseguenze del riconoscimento ufficiale della «dolce morte», secondo solo a quello indiretto introdotto con il biotestamento eutanasico già nel 2017? Non c'è modo migliore, per rispondere a questa domanda, che una breve panoramica internazionale sui Paesi che la «dolce morte» l'hanno già introdotta e che son caratterizzati - tutti - da una preoccupante escalation mortifera.

OLANDA
Iniziamo con l'Olanda dove, nel 2018, le morti anticipate sono calate rispetto all'anno precedente del 7%. Fatto positivo, certo, ma da esaminare criticamente con delle considerazioni. La prima concerne il fatto che, se da un lato è vero che nel 2018 le morti indotte (6.126) sono calate di oltre 450 casi rispetto ai 6.585 decessi 2017, dall'altro occorrerà aspettare quanto meno l'anno prossimo prima di trarre qualsivoglia conclusione sul fenomeno. Tanto per cominciare perché un calo, anche se più ridotto, della «dolce morte» nei Paesi Bassi si è già verificato ben due volte - nel 2003 rispetto al 2002 e nel 2016 rispetto al 2015 -, senza che questo, nei fatti, abbia poi impedito un aumento esponenziale della stessa.
Va poi sottolineato come i dati parziali dei primi mesi del 2019 pare siano peggiori di quelli dell'anno precedente. In terzo luogo, gli esperti segnalano come ogni anno una percentuale di morti indotte che va dal 20 al 23% sfugga, per molteplici ragioni, alle statistiche ufficiali. Per non parlare inoltre della diversificazione della platea di quanti esercitano il cosiddetto "diritto di morire": lo scorso anno, in Olanda, quasi 70 persone hanno ottenuto l'eutanasia non solo pur non essendo malate terminali, ma anche non soffrendo di alcuna patologia che non fosse relativa a condizioni psichiatriche. Sempre nel 2018, si è confermato il radicamento di un fenomeno nuovo quanto inquietante: quello delle coppie che ottengono l'eutanasia. Insieme. Se ne sono contati ben 9 casi anche se solo di uno di questi si hanno informazioni: quello di una coppia nella quale il marito aveva il cancro all'esofago e la moglie la sclerosi multipla, e in cui entrambi hanno chiesto di morire motivando tale desiderio con il disagio ravvisato dalla «prospettiva di dover essere assistito da estranei e nell'incapacità di vivere in modo indipendente».

BELGIO
Se l'esperienza olandese in fatto di «dolce morte» è e resta quindi molto negativa, quella del Belgio non è certo migliore. Tanto per cominciare perché i numeri evidenziano come i primi 235 casi di «dolce morte» del 2003 siano lievitati ad oltre 1.000 già nel 2011, in meno di dieci anni, per poi salire fino agli oltre 2350 del 2018. Non solo. Uno studio pubblicato nel marzo 2015 su The New England Journal of Medicine, basato sui dati del 2013, ha messo in evidenza come solo quell'anno più di 1.000 persone siano decedute con procedure di morte assistita mai richieste in precedenza. E non mancano fatti singoli molto inquietanti. Basti pensare a Godelieva De Troyer, uccisa nell'aprile 2012, a 65 anni, dal dottor Wim Distelmans solo perché depressa e senza neppure che i figli della donna ne fossero informati.

CANADA
D'accordo - si potrebbe obiettare - ma forse sono Olanda e Belgio ad essere stati incapaci, come Paesi, nella gestione sanitaria e culturale della «dolce morte». Un'osservazione a cui si può replicare con un terzo esempio: quello del Canada, da dove poche settimane fa è arrivata la notizia della sconvolgente storia di Sean Tagert, un malato di Sla di 41 anni della British Columbia che ha chiesto e ottenuto la «medically-assisted death», formula con cui il sistema sanitario canadese offre sia l'opzione eutanasica sia il suicidio assistito, non perché piegato sofferenza, ma perché abbandonato dallo Stato in condizioni critiche e perché non riusciva a pagarsi l'assistenza domiciliare di cui aveva bisogno. A proposito di quattrini, «dolce morte» e Canada, uno studio apparso nel 2017 sul Canadian Medical Association Journal ha stimato in 138 milioni di dollari annui il risparmio cui, a regime, potrebbe portare l'eutanasia. Segno che il cosiddetto diritto di morire inizia ad essere apertamente considerato come un modo per far quadrare i conti.
Morale della favola, che si guardi all'Olanda, al Belgio o al Canada, la musica non cambia: ovunque si sia introdotta la «dolce morte», si sono nel giro di poco spalancate le porte dell'inferno. Ma che ne sa la Consulta.

Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "La Consulta fa il legislatore: così sarà eutanasia per tutti" spiega come la Corte Costituzionale ha detto sì all'aiuto al suicidio. Apparentemente solo nel rispetto di alcune condizioni (paziente consapevole, sottoposto a trattamenti salvavita e in presenza di patologie irreversibili che causano sofferenze fisiche e psicologiche), ma nella pratica allarga all'infinito il bacino di utenti che da oggi potrebbero chiedere l'eutanasia, soprattutto tra le persone più vulnerabili.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 settembre 2019:
La Corte costituzionale ha detto "Sì" all'aiuto al suicidio, ma solo nel rispetto di alcune condizioni. Vediamo quali sono.
La non punibilità scatta allorquando la scelta di suicidarsi si è formata liberamente e autonomamente, scelta che è stata presa da soggetto "pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli". Altre caratteristiche personali indispensabili per accedere al suicidio assistito sono le seguenti: il paziente deve essere "tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale". In questa espressione possiamo non solo ricomprendere nutrizione, idratazione e ventilazione assistita, ma qualsiasi terapia salvavita. Dunque il malato oncologico che si sta sottoponendo a cicli di chemioterapia e la cui sopravvivenza, perciò, non dipende da alcun macchinario potrà legittimamente chiedere al medico di aiutarlo a morire. Questa interpretazione, oltre a trovare validità nel tenore letterario delle parole usate dalla Consulta, discende anche logicamente dalla lettura della legge 219/2017, la cosiddetta legge sulle Dat che già aveva aperto ad alcune pratiche eutanasiche. Infatti già con questa normativa i pazienti la cui sopravvivenza dipendeva dalla nutrizione, idratazione e ventilazione assistita potevano chiedere di morire esigendo l'interruzione di tali presidi vitali, previa sedazione. Quindi se l'intervento della Consulta avesse riguardato solo questa categoria di pazienti, tale intervento sarebbe stato pressoché superfluo.
Altra condizione che fa sempre riferimento ad una caratteristica personale dell'aspirante suicida: la patologia deve essere irreversibile. Quindi porte aperte a tutti i malati cronici affetti da patologie di per sé letali che richiedono cure continue, vedi i pazienti in dialisi. Dunque - ed è la notizia più saliente - se uniamo le due caratteristiche appena indicate (pazienti sottoposti a trattamenti salvavita e presenza di patologie irreversibili) ecco che il bacino di utenti che potrebbero chiedere l'eutanasia da oggi si allarga a dismisura. Aggiungiamo un nota bene: non serve essere ricoverati in ospedale per chiedere di suicidarsi. L'assistenza medica volta al suicidio potrà e dovrà essere effettuata anche a domicilio o dove più si aggrada.
Ulteriore condizione di carattere personale: la patologia deve essere "fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili". Va da sé che questa indicazione fa scadere la pratica dell'aiuto al suicidio nell'arbitrarietà. Infatti il criterio qui indicato è meramente soggettivo ed è privo di riscontri oggettivi. In breve qualsiasi sofferenza sarà legittimante la richiesta di morire. Inoltre anche la sofferenza psicologica è criterio valido per chiedere il suicidio assistito.  Ad esempio facciamo il caso di Tizio che ha due bypass al cuore e che, anche per motivi diversi dalla sua cardiopatia, è fortemente depresso tanto da voler morire. Il soggetto, in accordo con quanto indicato dalla Consulta, è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale (bypass) e lo stato patologico depressivo viene descritto dal medico come irreversibile. Tizio ha quindi tutte le carte in regola per ricorrere al suicidio assistito. Infatti, almeno stando al comunicato stampa rilasciato dalla Corte, la patologia irreversibile che provoca sofferenze insopportabili (depressione) potrebbe non essere quella per cui il paziente è sottoposto a trattamenti salvavita (cardiopatia).
Occorre inoltre rispettare non solo condizioni soggettive, cioè legate alle condizioni del paziente, bensì anche condizioni oggettive. In questo caso la Consulta da una parte non innova, ma rimanda semplicemente alla disciplina del consenso informato presente nella legge 219/2017. In particolare il futuro sucida dovrà essere edotto sulle alternative percorribili, dovrà rispettare alcune formalità per esprimere la sua volontà di togliersi la vita e potrà avvalersi di pratiche sedative. Su altro fronte la Consulta aggiunge qualcosa di nuovo al quadro normativo vigente: perché si possa legittimamente ricorrere all'aiuto al suicidio, è necessario che la verifica della presenza di tutte queste condizioni e la verifica che la procedura eutanasica avvenga nel rispetto della legge dovranno essere attuate per il tramite "di una struttura pubblica del SSN, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente". In breve si scaricano su ospedali, medici e comitati etici l'onere di accertare che tutto sia, dal punto di vista legale, ineccepibile. Onere a dire il vero facile da soddisfare, dato che, come abbiam visto, il filtro per accedere al suicidio assistito è composto da una trama a maglie assai larghe.
La Corte poi motiva questa sua apertura al suicidio assistito "per evitare rischi di abuso nei confronti di persone specialmente vulnerabili". In realtà accadrà tutto l'opposto: ora che aiutare a togliersi la vita non è più reato, la persona particolarmente vulnerabile sarà assai più tentata di percorrere la via facile dell'eutanasia. Inoltre potrà accadere, con sempre maggior frequenza, che gli stessi parenti e medici suggeriscano al paziente psicologicamente fragile questa soluzione, perché ormai soluzione benedetta dalla legge. Dunque saranno proprio le "persone specialmente vulnerabili" le prime vittime di questa sentenza. Infine non è prevista l'obiezione di coscienza per i medici. Quindi se un paziente chiede di essere aiutato a morire il medico non potrà rifiutarsi.
In chiusura una considerazione che non riguarda la nuova disciplina normativa, bensì l'ambito entro cui si è articolata la sentenza così come sintetizzata dal comunicato stampa emesso ieri (ci vorrà tempo per leggere la sentenza nella sua interezza). La Consulta ha giocato a fare il legislatore. Infatti i giudici non si sono limitati a dichiarare incostituzionale parte dell'art. 580 cp che sanziona l'aiuto al suicidio laddove, ad esempio, non tiene conto di alcune situazioni soggettive meritevoli di tutela demandando al legislatore la specificazione di questi casi, ma sono scesi nel particolare articolando una depenalizzazione parziale del reato che indica con minuzia le condizioni perché non scattino le manette. Una sentenza che è quindi una vera e propria legge. Naturalmente i giudici hanno così operato perché il Parlamento è rimasto inerte nonostante le ripetute sollecitazioni della Consulta. In questo senso l'"indispensabile intervento del legislatore" invocato dalla Corte in realtà non è per niente indispensabile perché è già tutto scritto in questa pronuncia. Semmai il parlamento farà un copia incolla oppure, scenario non improbabile, la maggioranza giallo-rossa aggiungerà alla legittimazione del suicidio assistito così come disegnato dai giudici anche la legittimazione di altre pratiche mortifere come la iniezione letale.
A margine: Cappato, sotto processo perché ha aiutato Dj Fabo a morire, va assolto perché, leggiamo nel comunicato stampa, "rispetto alle condotte già realizzate, il giudice valuterà la sussistenza di condizioni sostanzialmente equivalenti a quelle indicate". Poteva andare in modo diverso?

Fonte: Sito del Timone, 27 settembre 2019

4 - DON CAMILLO: ''LITIGARE E' L'UNICO DIALOGO POSSIBILE CON I NEMICI DELLA CHIESA''
Guareschi ci ricorda che tra le opere di misericordia c'è anche ''ammonire i peccatori'' e ''istruire gli ignoranti'' (VIDEO: Don Camillo, Peppone e la processione)
Fonte I Tre Sentieri, 17 settembre 2019

Abbiamo già avuto più volte modo di intrattenerci su quel grande scrittore cattolico del '900 italiano qual è stato Giovannino Guareschi. Un cattolico, ma anche uno scrittore tutto di un pezzo, nel senso che non solo sapeva scrivere francamente, senza "peli sulla lingua" come si suol dire, ma anche con quella capacità di "parlare al cuore" che fa di uno scrittore un grande scrittore.
Guareschi è stato anche un "profeta", uno che ha saputo capire prima di tanti altri i nostri tempi e soprattutto quali sarebbero state le terribili conseguenze di certi nefasti errori. Ovviamente tutto questo non gli derivava da chissà quali carismi, ma solamente dalla sua straordinaria capacità di saper "guardare le cose", di vederli con quello stupore infantile e contadino che gli davano la possibilità di leggere la realtà attraverso il buon senso, che filosoficamente possiamo anche definire (anche se non c'è una perfetta coincidenza) "senso comune".
Guareschi ha parlato di tante cose e c'invita a capire tante cose. Per esempio ci dice molto su quella che è oggi una moda molto consolidata tra tanti - troppi - cattolici: l'irenismo. Per la serie: mai litigare, mai far polemica, bisogna sorvolare sulla verità... l'importante è conservare il dialogo e l'armonia. Non è di molto tempo fa l'affermazione di un noto vescovo italiano, monsignor Galantino [...] che alla domanda rivoltagli da un giornalista su cosa eventualmente dire a un credente omosessuale, ha risposto affermando che in questi casi bisogna mettersi in ascolto piuttosto che parlare, come se Nostro Signore Gesù Cristo non avesse parlato, denunciato, condannato chiaramente e duramente il peccato, e come se le opere di misericordia spirituale non fossero, appunto, di "misericordia".

TORNIAMO A GUARESCHI
Nel suo Don Camillo e i giovani d'oggi c'è un significativo dialogo. Il pretino progressista, don Chichì, sentenzia rivolgendosi al rude parroco della Bassa: "Don Camillo, la Chiesa è una grande nave che, da secoli, era alla fonda. Ora bisogna salpare le ancore e riprendere il mare! E bisogna rinnovare l'equipaggio: liberarsi senza pietà dei cattivi marinai e puntare la prua verso l'altra sponda. E' là che la nave troverà le nuove forze per ringiovanire l'equipaggio. Questa è l'ora del dialogo, reverendo!" Ma don Camillo risponde: "Litigare è l'unico dialogo possibile coi comunisti. Dopo vent'anni di litigi, qui siamo ancora tutti vivi: non vedo migliore coesistenza di questa. I comunisti mi portano i loro figli da battezzare e si sposano davanti all'altare, mentre io concedo ad essi, come a tutti gli altri, il solo diritto di obbedire alle leggi di Dio. La mia chiesa non è la grande nave che dice lei, ma una povera piccola barca: però ha sempre navigato dall'una all'altra sponda. (...) Lei allontana molti uomini del vecchio equipaggio per imbarcarne di nuovi sull'altra sponda: badi che non le succeda di perdere i vecchi senza trovare i nuovi. Ricorda la storia di quei fraticelli che fecero pipì sulle mele piccole e brutte perché erano sicuri che ne sarebbero arrivate di grosse e bellissime, poi queste non arrivarono e i poveretti dovettero mangiare le piccole e brutte?"

DUE PUNTI IMPORTANTI SU CUI RIFLETTERE
Il primo. Don Camillo dice: "Litigare è l'unico dialogo possibile coi comunisti. Dopo vent'anni di litigi, qui siamo ancora tutti vivi...". Qui Guareschi, ovviamente, non fa riferimento al litigio in quanto litigio, ma al fatto che la scelta di rimanere se stessi, di continuare a testimoniare la verità sempre e comunque, siano le uniche possibilità per rimanere "vivi". Vivi come uomini che ancora riconoscono un ordine naturale. Il contrario di ciò che sta avvenendo oggi. Chi è chiamato a proclamare la verità, ha paura di farlo; e diviene una sorta di zombi: non si capisce perché esiste. Oggi verrebbe da chiedersi a proposito di tanti sacerdoti che hanno paura di proclamare la verità: ma perché sono sacerdoti? perché esistono? Chi non avverte l'entusiasmo della verità, di difenderla, di annunciarla, di amarla è come uno zombi, nel senso che la sua vita finisce con l'essere organizzata sul disconoscimento dell'ordine naturale delle cose. Don Camillo lo dice: il fatto che io litigo con i comunisti non solo mi ha conservato "vivo", ma ha fatto sì che i comunisti si conservassero "vivi". Infatti, quelli del paese del Prete della Bassa erano comunisti molto spesso a parole, ma assai poco nei fatti: "I comunisti mi portano i loro figli da battezzare e si sposano davanti all'altare, mentre io concedo ad essi, come a tutti gli altri, il solo diritto di obbedire alle leggi di Dio."
Veniamo al secondo punto. Don Camillo fa capire quanto sciocca sia la pretesa di "annacquare" la verità per cercare di attirare: si finisce in questo caso non solo di non attirare nessuno, ma anche di perdere chi in precedenza aveva aderito. I dati sono quelli che sono. L'apertura al "mondo" degli ambienti ecclesiali, voluta dalla teologia postconciliare, non ha "convertito" il mondo, ha piuttosto "mondanizzato" la Chiesa. Notizia di qualche mese fa. Secondo dati diffusi dalla Congregazione Vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata sono oltre 2600 i religiosi e le religiose che abbandonano ogni anno i loro Ordini. Per la precisione, tra il 2008 e il 2012 sono state complessivamente decise 12.123 dispense formali dalla vita religiosa, premessa per la successiva riduzione allo stato laicale con una media annua di 2.624,6 casi. Se gli alberi si devono giudicare dai frutti...

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 5 minuti) vediamo una immortale scena tratta dai film di don Camillo. Peppone vuole strumentalizzare per fini politici la tradizionale processione al Po, ma di fronte all'opposizione di don Camillo deve rinunciare. Allora passa alle maniere forti... Del resto tutti i totalitarismi hanno impedito le manifestazioni pubbliche del cattolicesimo. Ma Gesù è più potente e Peppone è "costretto" a scansarsi.
Alla fine don Camillo fa una preghiera politicamente scorretta e perciò assai franca e ruvida, ma dove alla fine la misericordia di Cristo prevale. Un vero modello per i sacerdoti di tutti i tempi.


https://www.youtube.com/watch?v=mwA3u941trA

ALTRI VIDEO TRATTI DAI FILM DI DON CAMILLO

Questi video con scene immortali tratte dai film di don Camillo che vedono protagonista Peppone (il comizio pacifista, la maestra Cristina e la processione al fiume). In queste scene il sindaco comunista scopre la verità dentro di sé.
Per vedere i video vai al sito FilmGarantiti cliccando nel seguente link:
http://www.filmgarantiti.it/it/articoli.php?id=5

Fonte: I Tre Sentieri, 17 settembre 2019

5 - SE LA CROCE ROSSA RIFIUTA LA SUA STORIA
Non si può negare che la croce che innalza sui suoi mezzi sia una croce cristiana (fa quindi ridere che la Croce Rossa di Moncalieri rifiuti di far benedire una nuova ambulanza)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10-09-2019

Quando la pezza è peggio del buco. Riassunto: la Croce Rossa di Moncalieri doveva inaugurare, il primo di agosto, una nuova ambulanza e, per la prima volta, non ha voluto farla benedire dal prete «per non offendere» musulmani, buddisti, eccetera.
Solita solfa, perché due gocce d'acqua benedetta per certe teste sono peggio che acido solforico. Vabbe', per certuni è una questione di principio e, quando comandano loro, dettano le regole (sennò, che gusto c'è ad arrabattarsi per andare al comando?).
Qualche leghista ha parlato di «buffonata» e, sbagliando, ha creduto di far notare che la Croce Rossa intera si chiama così per riguardo al simbolo cristiano. Non l'avesse mai detto. Il presidente della C.R.I., comitato di Moncalieri, ha sentito l'impellente dovere di rettificare (forse per riflesso antileghista, che di questi tempi tutti a prendere le distanze...). Ecco qua: «Premettiamo, per dovere di informazione, che l'emblema della Croce Rossa non rimanda in alcun modo alla simbologia cristiana. Fu invece scelto in omaggio al suo fondatore e al paese che ne vide la nascita, con la Convenzione di Ginevra del 1864. La croce rossa su fondo bianco richiama infatti, a colori invertiti, la bandiera svizzera». Vero. Ma non è tutto.

LA SVIZZERA CRISTIANA
Henry Dunant, svizzero, vide la carneficina della battaglia di Solferino (seconda guerra d'indipendenza, piemontesi e francesi contro austriaci) e si scandalizzò per le migliaia di feriti che morivano senza cure. Vero è che adottò, a colori invertiti, la bandiera del suo neutrale Paese. Ma è anche vero che tale bandiera risale alla battaglia di Laupen del 1339 ed è quella del Sacro Romano Impero germanico. Gli svizzeri, formidabili guerrieri temutissimi per tutto il Medioevo e l'Età Moderna, andavano in battaglia seguendo lo stendardo del rispettivo Cantone di provenienza. Ma tutti portavano cucita sulla giubba una croce greca bianca su sfondo rosso. Perché erano cristiani e, dunque, per assicurarsi la protezione divina.
Fu Napoleone a vietare tale simbolo, costringendo gli svizzeri al tricolore rivoluzionario, così come tutte le altre nazioni da lui conquistate. Quando cadde il Corso, gli svizzeri ripristinarono quel simbolo e ne fecero la bandiera nazionale. Non a caso, la prima (e unica) guerra civile in cui fu innalzata la nuova bandiera fu una guerra di religione, quella del Sonderbund (1847), cantoni cattolici contro cantoni protestanti.

LA MEZZALUNA ROSSA
La moderna Croce Rossa sanitaria può fare tutte le professioni di laicità che vuole, ma quella Croce che innalza sui suoi mezzi e i suoi uomini (e donne, pardon) è una croce cristiana. La controprova sta nel fatto che i musulmani, proprio loro, hanno capito benissimo che quello è un simbolo religioso, tant'è che nei loro territori opera la Mezzaluna Rossa. Infatti, il presidente del comitato di Moncalieri precisa nel suo comunicato che «nessun membro di nessuna comunità musulmana ha mai avanzato una richiesta del genere al nostro comitato». Poi ribadisce l'assoluta neutralità eccetera eccetera, neutralità che però non esiste nei Paesi islamici e che nessun islamico, appunto, si sognerebbe di chiedere nei Paesi (ex) cristiani.
Per cui, è chiaro che la mini-polemica di cui sopra è scaturita dal sacco laicista cristofobo. Altro che ambulanze, sono queste le ferite (alla testa) che la Chiesa-ospedale-da-campo dovrebbe pensare a curare. Altro che la salute degli oceani!

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10-09-2019

6 - SU AMAZON PROIBITO NICOLOSI, PADRE DELLA TERAPIA RIPARATIVA, MA NON HITLER O LENIN
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): arrestata perché ha dato del lui ad un trans, la Mattel lancia le bambole gender fluid, una task force di psicologi per normalizzare il poliamore
Autore: Giulia Tanel - Fonte: Sito del Timone, 5 luglio 2019

Amazon è capitolata di fronte alla censura arcobaleno. Riporta infatti Nbc News che, «in seguito alla crescente pressione esercitata dagli attivisti Lgbtq, Amazon ha rimosso dal suo sito i libri in lingua inglese dell'uomo considerato "il padre della terapia riparativa". Il dottor Joseph Nicolosi [morto nel marzo del 2017, ndR], fondatore della clinica psicologica Thomas Aquinas, ora chiusa, e dell'Associazione nazionale per la ricerca e la terapia dell'omosessualità (Narth), ha creato diverse guide pratiche rivolte ai genitori dei giovani LGBTQ, tra i quali: Omosessualità - Una guida per genitori».
La questione non è di secondaria importanza, se si tiene conto del fatto che, dati alla mano, Amazon è il massimo rivenditore di e-book (9 su 10 vengono comprati su questo portale) e che si "mangia" anche il 42% delle vendite di libri cartacei. E se si considera inoltre che altri libri che veicolano tesi quantomeno opinabili, se non addirittura pericolose per la collettività, non subiscono lo stesso trattamento censorio. Si domanda in proposito lo scrittore Rod Dreher: «Perché le idee di Nicolosi sono più pericolose di quelle di Marx, Hitler, Lenin, Mao, Goebbels, Qutb e David Duke?». La risposta è, purtroppo, fin troppo semplice: perché Nicolosi ha scritto cose che contraddicono l'ideologia portata avanti dalla comunità Lgbt, che non ha remore nell'agire in modo totalitario, imponendo il proprio pensiero a tutti i livelli. E poco importa se nel farlo si appella, quale facciata, al fatto che la teoria di Nicolosi non sia scientifica, perché questo significherebbe solamente che Amazon dovrebbe smettere di vendere anche libri sull'omeopatia, o su chissà cos'altro... La realtà è che vi è il concreto rischio che a "finire all'indice", nel giro del breve periodo, saranno tutti i testi sgraditi alla cosiddetta Gaystapo.
Inoltre, è interessante rilevare che la censura dei testi di Nicolosi è di per sé paradossale. Paradossale perché ad attuarla sono esattamente coloro che si stracciano le vesti quando qualche genitore, in nome del primario diritto a educare i figli secondo i propri valori di riferimento, chiede che nelle scuole non vengano letti a bambini e ragazzi testi contrari alla legge naturale, che parlano di bambini con due mamme o due papà, che inneggiano all'utero in affitto e via discorrendo. Testi che, peraltro, si chiede semplicemente di non leggere in contesti educativi, non di non vendere più.
Ma paradossale anche perché, solitamente, quando si parla di censure e limitazioni alla libertà di stampa, oltre che ai regimi il pensiero corre subito alla Chiesa cattolica, per via dell'Indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorum), inaugurato nel 1558 da Papa Paolo IV e rimasto in vigore fino al 14 giugno 1966. Eppure, mai nessuno rimarca come la gerarchia ecclesiastica non sia mai stata contraria alla diffusione di libri, bensì semplicemente vigilasse affinché uno strumento di per sé neutro fosse utilizzato per il bene. Nessun fine liberticida dunque, bensì - come ebbe a scrivere la Congregazione per la Dottrina della Fede nella notifica che accompagnava l'abolizione dell'Index - un ammonimento alla «coscienza dei cristiani a guardarsi, per una esigenza che scaturisce dallo stesso diritto naturale, da quegli scritti che possono mettere in pericolo la fede e i costumi». Un intento, questo, che appare ben lontano dall'agire della Lobby Lgbt e di Amazon.

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).

ARRESTATA PERCHÉ HA DATO DEL LUI AD UN TRANS
Kate Scottow, una madre di 38 anni originaria dell'Hitchin nell'Hertfordshire, su Twitter si è rivolta ad un attivista LGBT maschio che sta per cambiare "sesso" come uomo. Questi l'ha denunciata e la polizia si è recata nell'abitazione della donna per arrestarla, arresto avvenuto davanti al figlio autistico di 10 anni e di un altro di 20 mesi che ancora allatta. La donna è stata sottoposta a fermo per 7 ore.
Ad oggi non le sono stati ancora restituiti pc e cellulare. Rimane sotto indagine e un giudice le ha ordinato di riferirsi al transessuale come donna.
Un tipico esempio di dittatura violenta da parte dello Stato ormai asservito alle logiche LGBT. La libertà di parola non vale più per certe tematiche. La parola d'ordine è allinearsi al pensiero unico.
(Gender Watch News, 13-02-2019)

LA MATTEL LANCIA LE BAMBOLE GENDER FLUID
L'azienda leader nel settore dei giocattoli "Mattel" ha annunciato nei giorni scorsi il lancio del progetto globale "Creatable World", una linea di bambole personalizzabili, che offre tantissime possibili combinazioni di personaggi e look tutte in un'unica confezione.
Delle bambole, dunque, che hanno Differenti opzioni di abiti, accessori e parrucche ispireranno i bambini e permetteranno loro di personalizzare la bambola con capelli lunghi o corti, di vestirla con gonna, con pantaloni o con entrambi.
Si potrebbe pensare ad una semplice trovata per tirar fuori la fantasia dei bambini e la loro creatività, invece ciò che sta dietro questo nuovo progetto ha a che fare con quella che la stessa Mattel ha definito "inclusività" e dunque per combattere gli "stereotipi di genere".
Secondo la stessa azienda l'idea è il risultato di una ricerca condotta su un campione, appunto, di bambini, che avrebbe fatto venir fuori come «i bambini non vogliono che i loro giocattoli sia definiti da stereotipi di genere» e si invitano quindi gli stessi fanciulli a giocarci, in modo da esprimere loro stessi.
Quello che, però, verrebbe da pensare - in riferimento ai bambini e ai loro giochi - non dovrebbe essere un modo per inculcare loro la fluidità dei generi, bensì lasciarli semplicemente giocare, come hanno sempre fatto, con i giochi propri di un bambino o di una bambina, con le bambole o le macchinine, con tutto ciò, quindi, che da sempre fa divertire un bambino o una bambina, lasciando stare le bambole che possono diventare maschi o femmine da un secondo all'altro. Anche perché, "inclusività" non significa - o non dovrebbe significare - appiattire tutto e tutti, facendo scomparire le diversità tra uomini e donne e quindi le singole e diverse peculiarità. Soprattutto se l'appiattimento riguarda i più piccoli.
(Provita & Famiglia, 25 settembre 2019)

UNA TASK FORCE DI PSICOLOGI PER NORMALIZZARE IL POLIAMORE
Per ridurre lo "stigma" associato a chi pratica il "poliamore", l'American Psychological Association (APA) sta mettendo insieme una task force per studiare la "non monogamia consensuale".
Gli psicologi delle università californiane, che guidano il gruppo, cercano di promuovere "la consapevolezza e l'inclusività della non monogamia consensuale e delle diverse espressioni di relazioni intime".
Il sito web della task force della Divisione 44 dell'APA recita:
"Trovare l'amore e/o l'intimità sessuale è una parte centrale dell'esperienza di vita della maggior parte delle persone. Tuttavia, la capacità di impegnarsi nell'intimità desiderata senza stigmatizzazione sociale e medica non è una libertà per tutti. Questa task force cerca di rispondere ai bisogni delle persone che praticano la non monogamia consensuale, comprese le loro identità emarginate che si intersecano"
La Divisione 44 dell'APA è la stessa che cerca di normalizzare gli stili di vita omosessuali e transgender.
La task force intende "fare ricerca, creare risorse e sostenere l'inclusione di relazioni consensuali non monogame nelle seguenti quattro aree: ricerca di base e applicata, istruzione e formazione, pratica psicologica ed interesse pubblico".
Altra componente della Divisione 44 è la Religion and Spirituality Task Force, che cerca di "ridurre le barriere teologiche che spesso separano le minoranze sessuali dalle fonti delle loro credenze".
Il professore dell'Università di Princeton Robert P. George ha avvertito in "Is Polyamory Next" per The American Interest nel 2015 che il "matrimonio" omosessuale apre la porta al matrimonio tra più persone.
"Se il genere non è importante per il matrimonio, perché dovrebbe essere importante il numero", ha chiesto. "Se l'amore fa una famiglia, come diceva lo slogan quando c'era il matrimonio gay da ottenere, allora perché la loro famiglia dovrebbe essere trattata come di seconda classe? Perché al loro matrimonio dovrebbe essere negato il riconoscimento legale e la dignità e la posizione sociale che ne deriva?"
Il poliamore sta guadagnando accettazione ed interesse da parte della società. Ad esempio nella rivista Teen Vogue, per le ragazze dai tredici anni in su, è stato pubblicato un articolo in cui Willow Smith, cantante diciottenne figlia di Will Smith, ha dichiarato di sentirsi attratta da uomini e donne e che avrebbe trovato soddisfazione in una relazione con due persone.
"Amo gli uomini e le donne allo stesso modo, e quindi vorrei sicuramente un uomo, una donna", ha detto recentemente a Red Table Talk. "Mi sento come se potessi essere polifedele con quelle due persone". Willow ha detto: "... Mi sento come se dovessi trovare due persone di generi diversi per avere un rapporto romantico e sessuale, non mi sento come se sentissi il bisogno di trovarne di più".
Smith ha detto della monogamia: "Non c'è libertà. È tutto basato sulla paura".
Siamo già avanti nella finestra di Overton. E prima che ce ne renderemo conto, anche il poliamore sarà legalizzato ed il prossimo step quale sarà? La pedofilia legalizzata? Matrimoni tra uomini e animali?
(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 17 luglio 2019)

Fonte: Sito del Timone, 5 luglio 2019

7 - I PECCATI CHE FANNO ANDARE PIU' ALL'INFERNO SONO QUELLI SESSUALI
Questa considerazione è stata fatta dalla Madonna di Fatima a Giacinta (e può insegnarcelo anche la vicenda del dottor Jekyll e di mister Hyde)
Fonte I Tre Sentieri, 29 settembre 2019

Bisogna premettere che già un solo peccato mortale (indipendentemente da quale sia) causa la dannazione eterna, altrimenti non si chiamerebbe "mortale".
La diversa gravità dei peccati mortali entra in gioco dopo l'assoluzione, ovvero in considerazione delle pene da scontare in questa vita o nel purgatorio. Ogni tipo di peccato ha una sua pena: ci sono peccati mortali che conducono a pene più pesanti, così come ci sono peccati mortali che conducono a pene minori... sempre che questi peccati mortali vengano assolti, altrimenti - come abbiamo già detto - un solo peccato mortale (indipendentemente da quale sia) è meritevole del castigo eterno.

I PECCATI PIÙ GRAVI SONO QUELLI RIGUARDANTI IL PRIMO COMANDAMENTO
Fatta questa premessa, va detto che i peccati mortali più gravi sono quelli che attengono al primo comandamento. Ma va fatta anche una precisazione.
Se è vero che i peccati più gravi sono quelli riguardanti il primo comandamento, è pur vero che questi tipi di peccati, spesso, sono conseguenti ad altri. È difficile che si arrivi direttamente a non rispettare il primo comandamento; è invece frequente che chi arriva a calpestare il primo comandamento è perché già ha calpestato gli altri, in particolar modo il sesto e il nono.
Ciò è dovuto al fatto che l'uomo realizza se stesso, conquistando la vera libertà, non con la conoscenza, ma con l'esercizio della virtù; e se è vero che per comportarsi bene bisogna prima conoscere cosa è il bene e cosa è il male, è altrettanto vero che se non si vive come si pensa si finirà inevitabilmente di pensare come si vive (frase non nostra). Il senso del romanzo Il dottor Jekyll e mister Hyde sta proprio nel fatto che ci si illude di vivere in maniera sbagliata e poter conservare un buon pensiero. Il dottor Jekyll s'illude di poter sempre ritornare se stesso: ad un certo punto il "giocattolo" si rompe e non riesce più a non essere mister Hyde.

SE NON SI VIVE COME SI PENSA, SI FINIRÀ COL PENSARE COME SI VIVE
I peccati contro la purezza e di intemperanza sono quelli che causano il disorientamento intellettuale. Perché? Perché l'antropologia (concezione dell'uomo) cristiana afferma che l'uomo è stato voluto da Dio come sintesi di spirito e di corpo. L'anima individuale è sostanzialmente legata al corpo, ma non ad un corpo qualsiasi, bensì a quel preciso corpo per cui è stata creata. Tale unione sostanziale fa sì che ci sia un'interazione tra l'anima e il corpo, nel senso che l'anima incide sul corpo e il corpo incide sull'anima.
Prima abbiamo detto: se non si vive come si pensa, si finirà col pensare come si vive.  Ed è così: il disordine corporeo si traduce sempre in disordine mentale. Quando s'introduce volutamente il dominio dell'istinto nel proprio comportamento avviene una sorta di bestializzazione, che diviene anche accecamento dell'intelligenza: appunto come le bestie! Ecco perché i santi, anche se non hanno cultura, riescono ad esprimere una sapienza che è superiore ad ogni altro. Ed ecco perché, si può aver letto anche biblioteche intere, ma se si vive nel peccato si diranno sempre cose insensate.
L'uomo bestializzato perde il pensiero; certo, non il pensiero in quanto tale, ma la capacità di cogliere il vero senso della vita. L'intelletto se funziona bene coglie la verità. La buona volontà fa sì che questa verità venga amata. Invece con la bestializzazione si corrompono l'intelletto e la volontà, per cui si arriva non solo a non poter conoscere la verità, ma perfino a non amarla, anzi ad odiarla. O meglio: si sceglie la menzogna e ci si lascia affascinare da essa.

QUANDO GLI ISTINTI CRESCONO SOFFOCANO LA RAGIONE
Dio ha creato nell'uomo una gerarchia: gli istinti alla base, la ragione ad orientare gli istinti e la volontà a fare in modo che gli istinti possano conformarsi agli orientamenti della ragione. Però, quando la volontà fallisce, gli istinti lievitano a dismisura arrivando a soffocare la ragione (è ciò che si chiama "accecamento dell'intelligenza") e il peccato diviene possibile.
Ecco perché il Cristianesimo fa una differenza tra sapienza ed intellettualismo. La prima è il raggiungimento della verità, il secondo è solo una ricca conoscenza che prescinde dall'adesione al Vero. Quante persone, anche analfabete, raggiungono una grande sapienza; e quanti intellettuali, pur avendo letto biblioteche intere, si allontanano dalla Verità distruggendo altri e se stessi? Ciò perché tutto dipende dall'esercizio della virtù... in particolar modo dall'esercizio della temperanza.
Il beato Duns Scoto dice - e con lui tutta la scuola francescana - che l'intelletto è inevitabilmente influenzato dalla volontà.
Si possono avere tutti i talenti intellettivi di questo mondo, ma per conoscere bene, cioè per conoscere ciò che davvero conta nella vita, occorre la Luce (che è la Grazia!) e la Grazia è data dall'esercizio della virtù.
Ed ecco perché la Madonna disse a Giacinta di Fatima che i peccati che fanno andare più all'inferno sono quelli della carne... perché sono i più facili a farsi e da questi scaturiscono anche gli altri peccati.

Nota di BastaBugie: nel precedente articolo è stato citato il racconto gotico dello scrittore scozzese Robert Louis Stevenson dal titolo "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" scritto nel 1886.
L'impatto della storia è stato universale, facendo entrare la definizione "Jekyll e Hyde" nel linguaggio comune a significare una persona con due distinte personalità, una buona e l'altra malvagia; o la natura normalmente buona ma talvolta totalmente imprevedibile di un individuo.
Ecco un estratto della voce "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" che si può leggere su Wikipedia che racconta la parte finale della storia:
Jekyll miscela varie sostanze ed ottiene una pozione dagli effetti straordinari. Essa destruttura l'unità dell'essere umano e conferisce esistenza propria e distinta alle inclinazioni nascoste ma presenti nell'animo.
Sperimentando la pozione su di sé, il dottor Jekyll subisce una trasformazione tale da far emergere la sua seconda natura, quella delle sue inclinazioni attratte dal male, soppiantando completamente la propria identità personale. Finché ne dura l'effetto, diventa un altro essere con diverso corpo e diversa psiche: Mister Edward Hyde (che in inglese suona come to hide, nascondere). Assumere una seconda volta la pozione nasconde di nuovo la natura malvagia e consente il restaurarsi dell'identità precedente. Le due identità, quindi, sono separate sia nell'aspetto fisico come nelle dinamiche psichiche. La prima identità resta il dottor Jekyll: alto, educato, di buoni principi morali e solidale con i suoi concittadini. La seconda identità, quella che era sempre rimasta nascosta e che perciò fino ad allora non aveva mai potuto crescere, Mister Hyde: basso, più giovane, gobbo, con braccia corte, mani pelose e tozze, e con i propri istinti l'intelligenza e tutte le energie inclinati gioiosamente al male, alla propria soddisfazione sadica, egoistica, sfrenata, selvaggia e asociale.
La riflessione di Stevenson sulla natura umana, tuttavia, va oltre questa semplice scissione, dal momento che sia Jekyll sia Hyde hanno memoria dell'alter ego. Jekyll narra poi di come col tempo abbia perso il controllo della situazione, non riuscendo più a resistere alla tentazione di trasformarsi con la pozione in Mister Hyde, che si è fatto nel frattempo sempre più forte. Anche dopo essersi imposto di non farlo più, a seguito dell'omicidio di Carew, inizia a trasformarsi in Hyde senza bisogno della mistura, perché ormai la sua parte dominante è diventata questa. Jekyll è quindi costretto a bere sempre più frequentemente la pozione per riprendere il suo normale aspetto. Infine, la provvista del particolare sale che Jekyll usa per dare efficacia alla pozione inizia ad esaurirsi ed egli ne ordina quindi altre partite, che però si rivelano inefficienti. Capisce allora che la sua provvista originale doveva essere contaminata e che fu proprio questa ignota impurità a conferirle la sua efficacia. Perduta ogni speranza, Jekyll scrive la sua confessione sotto l'effetto dell'ultima dose di pozione originale rimastagli, per poi suicidarsi.

Fonte: I Tre Sentieri, 29 settembre 2019

8 - LETTERE ALLA REDAZIONE: COSTANZA MIRIANO E AMORIS LAETITIA... LA DISCUSSIONE CONTINUA
Molti lettori ci hanno scritto dicendo la loro opinione sul caso dell'ostetrica Flora Gualdani che ha consigliato legatura di tube e contraccezione in ''casi particolari''
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di Bastabugie, 2 ottobre 2019

Spettabile Redazione di BastaBugie,
ho letto l'articolo "Anche Costanza Miriano promuove Amoris Laetitia?" e la vostra risposta. BastaBugie è un sito interessante le cui posizioni sono spesso condivisibili, altre volte discutibili. Così, nell'articolo si dà pacificamente per scontato che Amoris Laetitia sia un testo contenente affermazioni non condivisibili.
Ora, si da il caso, che a me personalmente questo Papa non piaccia un granché, che non sia d'accordo con molte sue politiche e anche molte affermazioni contenute proprio in quel testo... ma... ma il Papa è lui, non io. Il successore di Pietro è lui e non io, il Pastore della Chiesa è lui e non io, il Vicario di Cristo è lui, non io; l'Autorità in materia di fede è lui, non io... Insomma, anche se per la prima volta in assoluto - nella mia vita mai è accaduto che non comprendessi o non facessi naturalmente mio il pensiero della Chiesa e il suo magistero - mi scopro a pensare diversamente e a malincuore (!) mi tocca ammettere che io non sono il Papa...
Si, come affermate spesso, il magistero non può essere contraddetto, ma prima di affermare che, al contrario, lo è, occorre tempo. A noi che viviamo in questo tempo è chiesta la fedeltà e l'obbedienza. Ai posteri, magari ad altri pontefici o Concili, spetterà di correggere o precisare meglio eventuali deviazioni moderne.
Il magistero che molti richiamano ed usano come uno scudo (e anche arma di offesa) dice anche che porsi contro il Papa significa porsi contro la Chiesa e, in tutta sostanza, porsi fuori da essa. Quindi potrebbe darsi il caso che uno debba porsi la domanda: chi è veramente eretico?
Con tutto ciò, non è che manchino esempi di genuini pensieri eretici - ad esempio quando si afferma che il diavolo non esiste!... - ma ciò è normale: quando mai non è stato così? Semmai perché non insistere su affermazioni come queste per sconfessare pensieri anticristici e contrari ad un magistero incontrovertibile?
Grazie per l'attenzione.
Roberto

Gentile Redazione,
mi pare che nell'articolo che avete pubblicato sulla Miriano e l'Amoris Laetitia la vostra conclusione manchi di coerenza.
Se è vero che pubblicate solo autori allineati con la dottrina cattolica tradizionale e date ragione a Denise non potete dire, contestualmente, che continuerete a dare spazio alla pur brava Costanza, senza chiederle un minimo di ritrattazione sul punto.
Giulio

Spettabile Redazione,
nell'articolo che avete pubblicato è molto chiaro come si rigirano a proprio favore le scelte in certe situazioni difficili! L'ostetrica Flora Gualdani è nel pieno di questo senso di potere permeato di "bontà a fin di bene!". Ma è l'ego che parla e che fa! Che quasi "corregge" le imperfezioni di Dio nelle sue creature, ma non promuovendo il loro bene vero, che è secondo il "pensiero" di Dio e non sempre coincide con il pensiero che abbiamo noi del bene! Tutto questo discorso è falso agli occhi del Signore! Basta leggere e meditare il Vangelo, il Magistero della Chiesa, il Catechismo della Chiesa Cattolica, i Santi e i Padri della Chiesa!
Nelia

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Cari lettori,
abbiamo pubblicato alcune delle tante mail che ci sono giunte sull'articolo in questione.
Certamente noi non siamo il Papa, né lo invidiamo per questo gravoso compito di importante responsabilità. La lettrice Denise ci faceva notare le contraddizioni di Costanza Miriano che prima difende la dottrina morale di sempre della Chiesa (criticando il "caso per caso" con il quale si vorrebbe scardinare tale dottrina), ma poi si definisce una "vera santa" una ostetrica che in alcuni casi non ha applicato tale dottrina. Nella nostra risposta non potevamo che citare i documenti della Chiesa (di valore magisteriale): Catechismo della Chiesa Cattolica, Familiaris consortio, Veritatis Splendor, Humanae Vitae, una lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede. Sono documenti di papi (san Paolo VI, san Giovanni Paolo II) dichiarati santi da Papa Francesco. In questi documenti si chiarisce bene la dottrina degli atti «intrinsecamente cattivi» (intrinsece malum): questi atti sono peccaminosi sempre e per sé, ossia per il loro stesso oggetto, indipendentemente dalle ulteriori intenzioni di chi agisce e dalle circostanze.
Conosciamo personalmente Flora Gualdani e sembrano opportune alcune precisazioni in merito alla sua posizione. La Gualdani nel suo scritto narra casi in cui lei ha deciso di agire in un certo modo. Questo racconto non sembra avere la pretesa di una dichiarazione dottrinale, né di una mancata accettazione della dottrina tradizionale della Chiesa. I casi infatti vengono raccontati dentro uno scritto nel quale, pur con un terminologia da profana e non da teologa di professione e quindi anche adoperando espressioni non precisissime e passibili di qualche contestazione, si propone (anche con coraggio, dato che lo scritto è apertamene rivolto contro Chiodi, un professore di teologia molto di moda oggi)  di ribadire la dottrina della Humanae vitae, anche con accenti apologetici. Non si propone quindi una nuova dottrina o un'altra dottrina e la stessa trattazione dei "casi limite" non è svolta per teorizzare la possibilità né la liceità di tali "casi limite" o per contrastare la dottrina degli "intrinsece malum" (come sembra accennare la lettrice Denise nella sua mail), ma come aspetti di un racconto autobiografico. Quindi non esempi da seguire ma "casi" dolorosi e travagliati intervenuti nella sua storia personale.
Questo distingue le affermazioni della Gualdani da quelle di chi teorizzasse una dottrina sbagliata in conseguenza di tali "casi limite". La Gualdani racconta dei fatti a lei intervenuti senza farne necessariamente discendere dei principi. Certo, queste sue azioni sono e resteranno sempre inaccettabili, ma nel suo racconto sono presentate come azioni travagliate, combattute, non pienamente chiarite probabilmente nemmeno a se stessa e come tali presentate.
Rispondendo al lettore che ci accusa di scarsa coerenza, ribadisco che non possiamo pretendere una ritrattazione di Costanza Miriano, come ci chiede il lettore. Noi la conosciamo personalmente e pensiamo che sia libera di precisare la sua posizione oppure di lasciar correre. Chi siamo noi per dirle cosa deve o non deve fare? Per quanto riguarda il nostro sito noi cerchiamo di scegliere i migliori articoli in circolazione scartando quelli non in linea con la dottrina cattolica. San Tommaso nelle sue opere scrive ben quattro volte che tutto ciò che di vero viene scritto o detto è opera dello Spirito Santo indipendentemente dalla santità di chi lo dice o scrive. Questa apertura mentale nel nostro piccolo cerchiamo sempre di averla nella scelta degli articoli da pubblicare.
Per concludere: nessuno sconto sulla dottrina, ma anche nessuna condanna per le persone per alcune loro sbavature di natura non dottrinale, ma esperienziale (senza pretesa di essere dottrina). Si può essere indulgenti su chi ha scritto l'articolo (e sulla Miriano che l'ha rilanciato) senza per questo rinunciare a denunciarne l'ambiguità e la conseguente pericolosità. È quello che abbiamo tentato di fare con la nostra precedente risposta (chi fosse interessato può leggerla cliccando qui). Del resto è il Vangelo che ci invita a condannare il peccato e non il peccatore.

Fonte: Redazione di Bastabugie, 2 ottobre 2019

9 - OMELIA XXVII DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 17,5-10)
Accresci in noi la fede!
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Fede e umiltà. Con queste due parole possiamo riassumere il messaggio del Vangelo di oggi. La fede e l'umiltà, fervidamente unite, sono l'anima della testimonianza e dell'apostolato cristiano.
Soffermiamo la nostra attenzione su alcune frasi del testo. La prima frase è la preghiera che gli Apostoli rivolsero al Signore: "Accresci in noi la fede!" (Lc 17,6). Anche noi dobbiamo rivolgere di continuo questa supplica. La fede è un dono di Dio e noi, per crescere nella fede, dobbiamo umilmente pregare. Chiediamo questa fede sempre più grande, ogni volta che riceviamo la Comunione e ogni volta che ci rivolgiamo a Dio nella nostra preghiera personale.
La seconda frase è la seguente: "Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: sràdicati e vai a piantarti nel mare" (Lc 17,6). Il seme di senape è un seme molto piccolo, piccolo quanto una punta di spillo, mentre la pianta che ne deriva è piuttosto grande. Per quale ragione Gesù paragona la fede a un granello di senape, ovvero ad un piccolo seme? Perché la fede è seminata nel cuore dei cristiani e deve crescere sempre di più fino a giungere a perfetta maturazione, fino a realizzare nella nostra vita ciò che ci sembra impossibile. Questo piccolo seme della fede giungerà a perfetta maturazione nella misura della nostra preghiera.
Nel linguaggio biblico sradicare o trasportare le montagne significa realizzare ciò che appare impossibile, e tale linguaggio veniva applicato ai maestri, i quali riuscivano con la loro capacità a risolvere le difficoltà più ardue. Un uomo di ingegno acuto era detto uno "sradica-monti".
Anche noi dobbiamo avere una tale fede, una fede che ci fa superare tutte le difficoltà della vita. Chi ha fede non confida nelle proprie capacità, ma soprattutto nell'aiuto onnipotente di Dio. Tutto è possibile in Colui che ci dà forza. Animati da questa fede, tanti nostri fratelli e sorelle sono riusciti a compiere delle grandi opere per Dio e a superare difficoltà apparentemente insormontabili. Pensiamo alla beata Madre Teresa di Calcutta: con la sola ricchezza della sua fede e senza un soldo in tasca è riuscita ad abbracciare i poveri di tutto il mondo.
Il testo del Vangelo prosegue poi con una parabola, quella del servo che, appena tornato da lavoro, si mette a servire il suo padrone. Il padrone non si ritiene in dovere nei confronti del suo domestico. Così, al termine della parabola, Gesù dice: "Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare" (Lc 17,10). Servire Dio, per il cristiano, è un onore; lavorando per la sua Gloria, noi facciamo solo il nostro dovere. Ci sono due parole sulle quali dobbiamo soffermarci: servi inutili. Cosa intendeva Gesù per servi inutili? Il termine inutile indica la povertà, la modestia, l'umile condizione dell'uomo. Ciò significa che non possiamo vantarci del bene che riusciamo a compiere. Il bene che facciamo è già un dono di Dio, perché da soli, con le sole nostre forze, non riusciremmo a fare nulla di buono.
Il Vangelo ci insegna, quindi, a ringraziare Dio per tutto quello che riusciamo a compiere di bene e ci insegna che nessuno di noi è indispensabile davanti a Dio. Dio si può servire di chiunque per realizzare i suoi progetti di misericordia. Se si serve di noi, ringraziamolo di cuore e cerchiamo di fare del nostro meglio.
Si racconta che santa Bernardetta Soubirous si paragonava a una vecchia scopa che, una volta adoperata, la si mette in un angolo. La Madonna si era servita di lei affidandole un compito ben preciso. Finite però le Apparizioni, si era messa nell'ombra, felice di essere dimenticata da tutti.
Questa è l'umiltà che rapisce il Cuore di Dio! Consideriamoci anche noi servi inutili, senza pretendere alcun riconoscimento, allora andremo molto in alto.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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