BastaBugie n°639 del 20 novembre 2019

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1 SCHEDATI I NEMICI DELL'ISLAM IN EUROPA (TRA I ''CATTIVI'' ANCHE BASTABUGIE)
Il Rapporto sull'islamofobia in Europa mette nel mirino Lega, Fratelli d'Italia, ma anche il Giornale, Libero, Il Tempo, la Verità e perfino... BastaBugie (YouTube ci ha subito mandato un avvertimento: smettete di ''diffondere odio'' contro l'islam o vi chiudiamo il canale)
Autore: Lorenza Formicola - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 NEL MEDIOEVO NESSUNO RITENEVA LA TERRA PIATTA
Tutti sapevano che era sferica... eppure l'accusa di credere alla terra piatta viene usata anche oggi contro chi crede alla creazione dell'universo secondo la Genesi
Autore: Saul Finucci - Fonte: Il Timone
3 QUANTO TEMPO DURA IL PURGATORIO?
Come fa a scorrere il tempo nell'aldilà? Per rispondere bisogna non confondere l'eternità con l'ultraterreneità (VIDEO: Paradiso, Purgatorio, Inferno)
Fonte: I Tre Sentieri
4 LA CIRINNA' DOPO LE QUOTE ROSA, VUOLE QUELLE ARCOBALENO
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Selina la ragazza che deve correre insieme ai trans, Sprite l'ideologia gay in bottiglia, cita la Bibbia ma i gay si offendono e fanno licenziare il rugbista dei record
Fonte: Gender Watch News
5 SANTA CASA DI LORETO: AGGIUNTA LA FESTA NEL CALENDARIO ROMANO
Il Vescovo di Loreto ha indetto per il 2020 il Giubileo Lauretano per celebrare il centenario della proclamazione della Madonna di Loreto a Patrona dell'Aviazione (infatti gli angeli avevano trasportato in aria la Santa Casa)
Fonte: Sito del Timone
6 OBBLIGO DEI SEGGIOLINI ANTI-ABBANDONO: LA FREGATURA DELLE LEGGI EMOTIVE
I casi di bambini dimenticati in auto sono appena uno all'anno eppure tale (finta) emergenza obbligherà un milione e 800 mila famiglie in Italia a buttare via i soldi
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 IL TAR DA' RAGIONE A VIRGINIA RAGGI CHE AVEVA FATTO RIMUOVERE I MANIFESTI PROVITA
Si possono pubblicare manifesti volgari, talvolta quasi pornografici o che invitano al consumo di marijuana, ma non le foto di un bambino nel grembo materno (accompagnato da frasi vere e scientifiche)
Autore: Antonio Brandi e Jacopo Coghe - Fonte: Pro Vita e Famiglia
8 COMUNISMO, L'UTOPIA SENZA DIO
Al grido di ''abbiamo sterminato gli zar terreni e stiamo arrivando a quelli celesti'', i sovietici chiusero le scuole religiose e i monasteri, distrussero le proprietà della Chiesa e approvarono leggi per ribaltare l'ordine naturale (matrimonio civile, divorzio, aborto)
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone
9 OMELIA SOLENNITA' CRISTO RE - ANNO C (Lc 23,35-43)
Oggi con me sarai nel paradiso
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - SCHEDATI I NEMICI DELL'ISLAM IN EUROPA (TRA I ''CATTIVI'' ANCHE BASTABUGIE)
Il Rapporto sull'islamofobia in Europa mette nel mirino Lega, Fratelli d'Italia, ma anche il Giornale, Libero, Il Tempo, la Verità e perfino... BastaBugie (YouTube ci ha subito mandato un avvertimento: smettete di ''diffondere odio'' contro l'islam o vi chiudiamo il canale)
Autore: Lorenza Formicola - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08-11-2019

Ottocentoquarantotto pagine di report per stilare il resoconto, Paese per Paese, del dilagare dell'islamofobia in Europa. È l'European Islamophobia 2018, il rapporto firmato da un think tank turco legato ad Erdoğan e al partito islamista AKP. Un'analisi nel dettaglio, si legge, in cui denunciare il crescente pericolo di islamofobia dovuto alle forze di destra sempre più imponenti nel panorama politico internazionale. Con l'auspicio di riuscire, tramite la suddetta pubblicazione, a contrastare il razzismo contro i musulmani nel Vecchio Continente.
A sfogliarlo, il primo dettaglio che si nota è che i fondi Ue ne hanno finanziato la stesura, anche se poi in calce si sottolinea che "il contenuto non riflette la visione dell'Unione Europea e del Ministero degli Affari Esteri dell'Ue".

LA PRESUNTA (E APPROSSIMATIVA) EMERGENZA ITALIANA
Non è una pubblicazione molto sofisticata, e non solo per i contenuti discutibili. Il formalismo accademico, infatti, lascia presto spazio all'attivismo politico nel quale frullare insieme islam, islamofobia, islamismo e flussi migratori in salsa anti-sovranista. Ma soprattutto perché il rapporto chiarisce dalle prime pagine di non essere in possesso di dati ufficiali circa il razzismo, l'islamofobia e la poca sicurezza di cui dovrebbero soffrire gli immigrati islamici. Pertanto riportano che le tesi che sono pronti ad esplicare dalla seconda pagina sono reperite da Ong o - vedi il caso dell'Italia - "movimenti anti-fascisti" come "Cronache di ordinario razzismo" o da Vox, osservatorio italiano sui diritti che si occupa di parità, diritti LGBT, libertà di scelta, Europa e diritti, diritti sociali.
Il capitolo italiano è curato da Alfredo Alietti e Dario Padovan e dal primo capoverso mette all'indice giornali, libri e politici nostrani. In maniera non assolutamente scientifica, ma pressoché arbitraria - nel silenzio di stampa e politica -, si consuma così l'ennesimo paradosso di una rapporto approssimativo che lancia accuse pesanti di razzismo per partorire una strana generalizzazione, "l'islamofobia in Italia è un problema reale". In una arraffata lista di episodi di cronaca come "discriminazioni sul posto di lavoro", "false accuse a un immigrato", "chiede di non lavorare di notte durante il Ramadan e l'azienda lo trasferisce", viene dipanata la presunta emergenza italiana.

TRA I "CATTIVI" ANCHE BASTABUGIE
Eppure a destare un certo senso di inquietudine e preoccupazione è che vengano messe all'indice non solo le forze politiche della destra italiana - Lega e Fratelli d'Italia, quelle per intenderci che siedono in Parlamento e il cui ruolo è riconosciuto democraticamente -, ma gli organi di stampa tra i più importanti del nostro Paese. Il primo della lista è il Giornale - evidentemente troppo attento a denunciare la mancanza di libertà in Turchia - e poi Libero, il Tempo, la Verità. E indirettamente persino la Nuova Bussola Quotidiana: il rapporto prende di mira il sito bastabugie.it che ripubblicherebbe "fake news e cattive notizie" di siti "cattolici ultraconservatori". E siccome gli articoli su islam e Turchia, sia relativi al 2018 che al 2019, che BastaBugie ha ripubblicato sono quelli curati da queste pagine e a nostra firma, 1+1 fa due. Il tutto "nonostante il lavoro delle ONG e della Chiesa Cattolica e di Papa Francesco in primis" - si legge ancora - "che tanto stanno lavorando all'integrazione e al dialogo interreligioso". Ma ne hanno anche per il libro di Giulio Meotti "Il suicidio della cultura occidentale: Così l'Islam radicale sta vincendo".
Per il Giornale il rapporto rappresenta una sorta di fatwa (sentenza coranica) scritta da due signori, uno molto vicino ai Fratelli Musulmani - organizzazione estremista islamica dichiarata fuorilegge, in quanto considerata terroristica, da otto Paesi del mondo ma non dalla Turchia, che le elargisce finanziamenti - e l'altro al partito del presidente turco Erdoğan.

L'ISLAMOFOBIA NON ESISTE
La narrazione alla base resta l'islamofobia: un tentativo come un altro di dare forma a qualcosa che nella realtà italiana non esiste. Una parola che non si riferisce a una realtà, ma la crea. Non esistono rapporti italiani, nemmeno dell'UNAR, perché non esistono reali discriminazioni contro le persone di religione islamica in quanto tali. Cosa che succede invece ad ebrei e cattolici nei paesi islamici. Proprio come la Turchia, dove i sacerdoti cattolici non possono neanche indossare l'abito e sono scortati.
Può accadere, piuttosto, che laici o meno, in Italia e altrove, giudichino negativamente la religione islamica, ma questa è una facoltà di giudizio. [...]
In più fa sorridere che un simile rapporto nasca in seno alla Turchia. Paese dove non esiste libertà di dissentire dal governo, dove i giornalisti marciscono in galera senza sentenza, dove nelle loro moschee, sia a casa Erdoğan che nel resto d'Europa, si vedono bambini vestiti da militari addestrati a morire da martiri in nome di Allah. O dove in un campo estivo per minorenni quest'estate un gruppo molto nutrito di ragazzine tutte velate - le più grandi in burqa - veniva ripreso mentre, invece delle canzoncine come si fa nei nostri, gridava "a morte gli ebrei".

Nota di BastaBugie: due giorni dopo la pubblicazione del rapporto sull'islamofobia il nostro sito ha registrato un sospetto aumento di visitatori (duemila visitatori in più al giorno). Inoltre il nostro canale YouTube ha subìto diverse segnalazioni di "violazioni degli standard della community". A causa di queste segnalazioni YouTube si è subito adeguato e ci ha cancellato il video con la lettura automatica di questo articolo pubblicato l'11 luglio 2018 (per leggerlo clicca sul link):

LA SILENZIOSA ISLAMIZZAZIONE DELL'ITALIA
Progetti di nuove moschee, zone per soli musulmani in cui si applica la legge coranica, parcheggi vietati agli infedeli ...e intanto una suora di una scuola cattolica ha portato 60 bambini a visitare la moschea del paese
di Lorenza Formicola
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5251

La ridicola motivazione per la cancellazione del video da parte di YouTube è stata: "Questo video è stato rimosso per aver violato le norme di YouTube sull'incitamento all'odio". Chiunque può rendersi conto che tale articolo semplicemente descriveva dei fatti ben documentati. Evidentemente quella di "incitamento all'odio" è una pura scusa per censurare le opinioni contrarie alla narrazione ufficiale dei mezzi di comunicazione. In pratica il totalitarismo avanza... Prepariamoci alla limitazione della libertà di dire la verità.
Nel frattempo è possibile leggere qualcuno degli oltre 300 articoli che abbiamo pubblicato sull'islam cliccando qui sotto:
http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=4

IL VERO PROBLEMA È LA CRISTIANOFOBIA
Giuliano Guzzo nell'articolo seguente dal titolo "Il vero problema è la cristianofobia. Lo dicono i numeri" parla Il rapporto sull'islamofobia, finanziato dall'Ue, il quale si basa più su libere interpretazioni che su evidenze statistiche. Il documento omette per esempio ogni riferimento al dossier Osce-Odihr, che nel 2016 riportava per l'Italia 8 casi riconducibili all'odio antislamico e 32 all'odio anticattolico. Quattro volte tanto. Ma non risulta che l'Ue si sia preoccupata della cristianofobia. Perché?
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l'8 novembre 2019:
Il rapporto sull'islamofobia europea, finanziato dall'Ue, sostiene che l'ostilità nei confronti dei musulmani, in Italia, sia reale. Una tesi affermata tirando in ballo libere interpretazioni anche del comportamento dei media - vengono richiamati il quotidiano La Verità, Il Giornale e Libero, rei di diffondere «articoli aggressivi» - ma senza, onestamente, inoppugnabili evidenze statistiche. Non solo. Nel descrivere la situazione italiana, il rapporto omette ogni riferimento al dossier Osce-Odihr, elaborato sulla base di un questionario che l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa annualmente invia ai Paesi membri, riguardante la raccolta dei dati sui reati generati, e all'Oscad, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori.
Una lacuna grave per due ragioni. La prima risiede nell'importanza di questi dati, basati sulle segnalazioni costituenti reato: non quindi su «percezioni» individuali né su opinabili giudizi di valore sui titoli o sugli editoriali di questo o di quel quotidiano, ma su dati di fatto, oltretutto penalmente rilevanti. Un secondo motivo per cui è un peccato che il dossier Osce-Odihr non sia stato citato nelle 24 pagine dedicate all'Italia dal rapporto sull'islamofobia europea deriva dal contenuto del dossier stesso, che metteva in luce come nel 2016 nel nostro Paese vi siano stati 8 casi riconducibili all'odio antislamico. Sempre troppi, per carità.
Ma quelli relativi all'odio anticristiano, nello stesso arco temporale, risultavano essere 32. Per l'esattezza, risultavano tutti reati contro la proprietà, e quasi tutti contro la Chiesa cattolica. Ma al di là di questo, ciò che rileva è che questi casi siano stati quattro volte di più rispetto alle segnalazioni di reato animate da odio antislamico. E a chi obietta che i dati del 2016 sono superati rispetto a quelli del 2018, anno cui si riferisce il rapporto sull'islamofobia europea, è facile rispondere che proprio questo è un elemento decisivo.
Già, perché scagiona le responsabilità governative sovraniste (nel 2016 Matteo Salvini non era al Viminale e la Lega non era al governo) e perché evidenzia come, delle numerose aggressioni contro la Chiesa cattolica, nessuno, dal 2016 ad oggi, si sia preoccupato. Soprattutto, non risulta essersene preoccupata l'Ue, motivo per cui è facile immaginare che oggi, nell'indifferenza di tutti, la cristianofobia italica sia più radicata di ieri. D'accordo, ma come mai? Per quale ragione - pur essendo state quattro volte più numerose, lo si ripete, di quelle antislamiche - le segnalazioni di reato anticristiane non hanno fatto sostanzialmente notizia? Il punto vero è tutto qui. E probabilmente, riflettendo su questo fatto, si può comprendere l'enfasi che oggi viene data ad una presunta islamofobia che ammorberebbe l'Europa.
Un'enfasi volta sia a minimizzare il problema, questo sì oggettivo, del fondamentalismo islamico - guardando agli atti terroristici mondiali del periodo 2000-2014 si scopre come le quattro realtà più attive, cioè l'Isis (752 atti di terrorismo), Boko Haram (con 552), i Talebani afghani (con 444) e Al-Qaeda in Iraq (con 400), siano tutte islamiche - sia il problema, altrettanto reale, di una cristianofobia che sta mettendo radici anche in Italia. Nell'indifferenza della politica, dei media e, tocca dirlo, dello stesso mondo cattolico.
In non pochi sacerdoti e vescovi pare infatti serpeggiare, non da oggi, un singolare timore nel denunciare le aggressioni anticristiane che da decenni si verificano anzitutto sul piano culturale e mediatico. Succede così che atti blasfemi e sacrileghi non facciano più notizia e si sia qui, oggi, a commentare un'islamofobia dilagante più nelle menti degli intellettuali e studiosi progressisti che nell'evidenza dei numeri. A meno che, ovvio, pure i numeri non siano islamofobi.


Per leggere un altro nostro articolo sul "Rapporto sull'islamofobia in Europa" dove si sottolineava che anche BastaBugie è stato inserito tra i ''cattivi'', clicca qui!

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08-11-2019

2 - NEL MEDIOEVO NESSUNO RITENEVA LA TERRA PIATTA
Tutti sapevano che era sferica... eppure l'accusa di credere alla terra piatta viene usata anche oggi contro chi crede alla creazione dell'universo secondo la Genesi
Autore: Saul Finucci - Fonte: Il Timone, n. 185 (giugno 2019)

Oggi i terrapiattisti vengono considerati "medievali" e comunque da sempre i medievali vengono disprezzati anche per aver sostenuto che la terra è piatta, In realtà i medievali erano più moderni di alcuni contemporanei.
Per esempio, in una fiction del 1984 si vede Colombo, convinto che la Terra sia sferica, che discute con i professori di Salamanca, convinti invece che la Terra sia piatta, e che quindi lui non possa raggiungere le Indie andando verso Ovest. Eppure, questo dibattito non c'è mai stato. Infatti i medievali hanno recepito il pensiero dell'astronomo Tolomeo (II sec. d. C.), secondo cui la Terra è una sfera posta al centro dell'universo.

VARIE TESTIMONIANZE
È vero che lo scrittore Lattanzio (250-317) rifiuta l'idea che il mondo sia sferico, ma su questo non viene seguito da nessuno. Infatti, poco dopo, Agostino di Ippona, che è una delle massime autorità per i medievali, in un suo commento alla Genesi (Genesi ad litteram), considera la Terra come un pianeta sferico: «dato infatti che l'acqua ricopriva ancora tutta la Terra, nulla impediva che su una faccia di questa massa sferica d'acqua la presenza della luce producesse il giorno e che nell'altra faccia l'assenza della luce producesse la notte la quale, a cominciar dalla sera succedesse sulla faccia dalla quale la luce s'allontanava verso l'altra faccia» (Libro I, 12.25).
Molte copie medievali degli scritti di Macrobio (V sec.) contengono mappe della Terra che includono i poli Nord e Sud e le zone climatiche descritte da Tolomeo; viene mostrata la sfera della Terra (globus Terrae) al centro di tutte le altre sfere celesti.
Isidoro di Siviglia (559-636), autore della più famosa "enciclopedia" medievale, dice in un'altra opera (De naturam rerum) che la Terra è sferica. Il monaco Beda il Venerabile (673-735) spiega: «Noi diciamo che la Terra è un globo [...]. Perché è realmente un orbe collocato al centro dell'universo; nella sua larghezza è come un cerchio, e non circolare come uno scudo ma piuttosto come una palla» (De temporum ratione, 32). Il libro di Beda è molto diffuso tra i preti del periodo carolingio.
Teodorico di Chartres (m. 1155 circa) dice che, durante la creazione del mondo, l'aria circonda e stringe la Terra da ogni parte, raccogliendola in «forma sferica» e conferendole la durezza che constatiamo oggi (De sex dierum operibus, 8).
Anche Ruggero Bacone (XIII sec.) e Tommaso d'Aquino (XIII sec.) dicono che la Terra è sferica. Tommaso d'Aquino scrive: «Le scienze si distinguono per il diverso metodo che esse usano. L'astronomo e il fisico possono entrambi provare la stessa tesi che la terra, per esempio è sferica: l'astronomo lo dimostra con l'ausilio della matematica, il fisico lo prova attraverso la natura della materia» (Summa Theologiae, I, q. 1, a. 1).
Ancora, Giovanni Sacrobosco nel 1230 scrive il Tractatus de Sphaera, libro molto usato nelle università, in cui la Terra è considerata sferica.
Poi, nella Divina Commedia, Dante Alighieri descrive la Terra come una sfera, al centro della quale immagina di trovare il Diavolo. Dante immagina di scendere oltre le  anche del Diavolo, cioè più giù del centro della Terra, e quindi di trovarsi capovolto, a causa di ciò che oggi chiamiamo forza di gravità. Quindi sale a piedi verso una sorta di polo Sud, insieme a Virgilio.
Nicola d'Oresme (XIV sec.) si chiede cosa succederebbe se un oggetto fosse fatto cadere in un pozzo passante per il centro della Terra: forse oscillerebbe tra un estremo e l'altro del pianeta.

LA SFERA E LA CROCE
D'altra parte, l'idea che la Terra sia considerata sferica si deduce anche da alcuni elementi delle immagini del tempo. Il globo crucigero (globus cruciger) è una sfera con in cima una croce: un simbolo cristiano usato sulle monete, nelle immagini e nelle insegne per tutto il Medioevo. Rappresenta il dominio di Cristo (la croce) sul mondo (la sfera). Il primo utilizzo di questo simbolo sulle monete sembra risalire alla prima metà del 400 d. C., cioè a partire dall'imperatore Teodosio II (401-450), quindi prima che inizi il Medioevo.
Inoltre, la Terra viene rappresentata in trattati sulla natura. Tra le molte immagini medievali che rappresentano la Terra sferica, ci sono quelle del Liber divinorum operum di Ildegarda di Bingen (1098-1179)
Insomma, lo storico della scienza medievale Edward Grant trae la conclusione: «contrariamente a un moderno errore popolare, per il quale prima della scoperta di Cristoforo Colombo si sarebbe pensato che la Terra fosse piatta, non si conoscono flat-earthers [terrapiattisti] di una qualsiasi importanza nell'Occidente latino (medievale)».

UNA BUFALA ANTIMEDIEVALE
Il primo a raccontare un dibattito immaginario tra Colombo e i terrapiattisti è lo scrittore W. Irving, che pubblica La vita e i viaggi di Cristoforo Colombo nel 1828. Poi, nel 1874, lo storico dilettante J. W. Drapier  pubblica la Storia del conflitto tra religione e scienza: per lui i medievali sono terrapiattisti e quindi avversari della scienza.
Il divulgatore N. C. Flammarion pubblica nel 1888 il racconto di un missionario medievale che arriva ai confini della Terra e tocca il punto in cui essa si incontra con la volta celeste. Il racconto è accompagnato da un'immagine (una xilografia), spesso riproposta in testi successivi. Il racconto non è in nessun scritto medievale, quindi è frutto di fantasia, come pure l'immagine. A. D. White, in Storia della lotta della scienza con la tecnologia nella cristianità (1896), cita Cosma Indicopluestes (VI sec.), che parla di Terra piatta. La teoria di Cosma viene usata per dire che i medievali sono terrapiattisti. Ma Cosma è un isolato. Il suo testo è ignoto al mondo occidentale fino al 1706, ed è pubblicato in inglese solo nel 1897. Nessun autore medievale latino lo conosce.
Perché si è cercato di far credere che i medievali fossero terrapiattisti?
Secondo alcuni autori ottocenteschi, la religione deve essere superata. Per ottenere questo, bisogna convincere la gente che la religione e la scienza sono nemiche. Anche a costo di inventare bufale, come spiega lo storico J. Russell, nel suo Inventing the Flat Earth: Columbus and Modern Historians (1991).

Nota di BastaBugie: anche Wikipedia ammette che la sfericità della terra era considerata una nozione acquisita, ben nota e non più argomento di discussione sia da Platone sia da Aristotele. Eratostene, nel III secolo a.C., non solo usò coordinate sferiche per rappresentare i punti della superficie terrestre, ma calcolò anche con ottima approssimazione la circonferenza della Terra. Al tempo di Plinio il vecchio, nel I secolo la forma sferica era generalmente accettata da tutti gli intellettuali del mondo occidentale.
Tolomeo disegnò le sue mappe considerando la terra sferica e i suoi scritti furono basilari per l'astronomia europea nel corso del medioevo. La moderna idea (sbagliata) che nel Medioevo si credesse che la terra fosse piatta è entrata nell'immaginario collettivo nel XIX secolo, frutto delle idee positiviste (dell'illuminismo e della rivoluzione francese).
L'accusa di credere alla terra piatta viene usata anche oggi contro coloro che credono alla creazione dell'universo in sei giorni secondo il racconto della Genesi, ma come ha dimostrato questo articolo è una accusa priva di fondamento.
Per saperne di più sulla creazione in sei giorni si può leggere il seguente articolo cliccando sul seguente link:

LA SCIENZA NON PUO' NEGARE CHE LA TERRA SIA GIOVANE E LA CREAZIONE DELL'UNIVERSO SIA AVVENUTA DAVVERO IN SEI GIORNI
Pio XII ribadì che i primi 11 capitoli della Genesi sono storici in un senso vero (del resto fino al 1800 nessuno metteva in dubbio che la creazione fosse avvenuta in sei giorni e che la terra avesse solo qualche migliaio di anni)
di Padre Angelo
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5450

Ascolta "Nel Medioevo nessuno riteneva la terra piatta" su Spreaker.

Fonte: Il Timone, n. 185 (giugno 2019)

3 - QUANTO TEMPO DURA IL PURGATORIO?
Come fa a scorrere il tempo nell'aldilà? Per rispondere bisogna non confondere l'eternità con l'ultraterreneità (VIDEO: Paradiso, Purgatorio, Inferno)
Fonte I Tre Sentieri, 1° novembre 2019

In merito al rapporto tra Purgatorio e dimensione temporale, è bene offrire alcune precisazioni. Un esempio, ma ce ne sono tantissimi: papa Leone XIII conferì 200 giorni di indulgenza per tutti coloro che avessero ricevuto l'immagine itinerante della Sacra Famiglia con la recita delle preghiere di rito. Dunque finanche i Papi conferivano indulgenze in anni, mesi e giorni per quanto riguarda la permanenza nel Purgatorio e la relativa purificazione. Dire che sbagliassero ci sembra un assurdo.

SCORRE IL TEMPO ANCHE NELL'ALDILÀ?
Piuttosto partiamo da una domanda: nel Purgatorio c'è il tempo così come esiste nella vita terrena? La risposta non può che essere affermativa. Ovviamente va fatta una precisazione: si tratta di un tempo che permane nella dimensione ultraterrena per particolare permissione divina.
Va detto però che le anime del Purgatorio percepiscono questo tempo in maniera diversa da come lo si può percepire nella vita terrena. Anche se già nella vita terrena può cambiare questa percezione. Infatti, per uno studente di scuola le vacanze passano presto, viceversa l'anno scolastico non passa mai. Oppure se siamo in piacevole compagnia il tempo passa presto, l'attesa in uno studio medico non passa mai.
Ebbene, nel Purgatorio questa percezione diventa ancora più sensibile per un motivo molto semplice. Se sulla terra la sofferenza e i disagi sono quelli che sono, nel Purgatorio tale sofferenza e tali disagi sono enormemente superiori. E inoltre a rammaricare è soprattutto la lontananza da Dio, cioè il fatto che ancora non si può essere nella sua gloria. Da qui, dunque, una percezione che abbiamo definito "più sensibile".

QUANTO DURA IL PURGATORIO?
A riguardo c'è un famoso aneddoto che narra di una sacerdote che si trovava nel letto, ammalato e con sofferenze atroci; talmente atroci che si vedeva tentato dalla disperazione. Temendo questo gravissimo peccato, iniziò a pregare di poter morire quanto prima. Apparve il suo angelo custode e gli chiese: "Vuoi morire tra un anno e andare direttamente in Paradiso, oppure oggi stesso e farti un giorno di Purgatorio?" Il povero sacerdote rispose subito: "Voglio morire subito!" E allora l'angelo gli disse: "Bene. Preparati e oggi stesso morrai." Il sacerdote si confessò, si comunicò e quello stesso giorno morì.
Ovviamente - come aveva detto l'angelo - andò in Purgatorio. Ma qui passò un giorno, passarono due giorni, tre, quattro... un mese, un anno... e niente... l'ascesa in Paradiso tardava. Allora l'anima del sacerdote invocò il suo vecchio angelo custode. E quando questi si presentò, il sacerdote lo rimproverò: "Ma come? Tu mi dicesti che se fossi morto subito, sarei stato un solo giorno in Purgatorio e invece è passato un anno dalla mia morte..." A che l'angelo esclamò: "Un anno? Ma se sei morto solo da un'ora?" Insomma, talmente forti erano le sofferenze del Purgatorio che l'anima del sacerdote pensava che si trovasse lì da chissà quanto tempo. Ecco la percezione diversa del tempo che contraddistingue il Purgatorio.
E allora il problema dov'è? È che si confonde la dimensione dell'eternità con quella dell'ultraterreneità. È di fede che quando ci sarà la fine dei tempi (seconda venuta di Gesù, resurrezione dei morti e giudizio universale) il Purgatorio finirà di esistere (dunque non è eterno), mentre rimarranno per l'eternità l'Inferno e il Paradiso.

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 1 ora) si può gustare una bellissima conferenza di Don Claudio Crescimanno sul tema "Paradiso, Purgatorio, Inferno: cosa sono?".
Piccola precisazione: a un certo punto del video don Claudio afferma che "noi che siamo qui andremo tutti in Paradiso". Da noi contattato don Claudio ha rettificato affermando che nessuno può essere sicuro di andare in Paradiso. Nemmeno i santi durante la loro vita erano sicuri di andare in Paradiso. Finché siamo sulla terra abbiamo la possibilità di salvarci affidandoci alla Divina Misericordia, ma anche la tremenda possibilità di andare all'Inferno per un solo peccato mortale non confessato.


https://www.youtube.com/watch?v=QoBGl0DVG2E

I NOVISSIMI (MORTE, GIUDIZIO, INFERNO, PARADISO)
Quaderno del Timone di don Claudio Crescimanno

Cosa ci attende dopo la morte? Che cosa è il giudizio particolare, cui l'anima va incontro appena lascia le nostre spoglie mortali? E in cosa consiste il giudizio universale, nel quale Dio giudicherà tutti gli esseri umani alla fine del mondo? Le realtà del Purgatorio, del Paradiso e dell'Inferno, delle quali oggi quasi nessuno più parla, sono esaminate in queste pagine di facilissima lettura attraverso la dottrina della Chiesa cattolica.
Un Quaderno di straordinaria utilità, per ricordare che siamo già incamminati verso la vita eterna e che siamo stati creati da Dio con l'imprescindibile dovere di fare di tutto per guadagnare la felicità senza fine del Cielo ed evitare la disperazione della dannazione eterna.
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Ascolta "Sceglieresti di morire tra un anno (e andare in Paradiso) oppure oggi stesso (e fare un giorno di Purgatorio)?" su Spreaker.

Fonte: I Tre Sentieri, 1° novembre 2019

4 - LA CIRINNA' DOPO LE QUOTE ROSA, VUOLE QUELLE ARCOBALENO
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Selina la ragazza che deve correre insieme ai trans, Sprite l'ideologia gay in bottiglia, cita la Bibbia ma i gay si offendono e fanno licenziare il rugbista dei record
Fonte Gender Watch News, 18-11-2019

Il 15 novembre scorso la senatrice Cirinnà è intervenuta ad un incontro a Ferrara. La senatrice ha affermato che "non ci sono differenze tra le diverse famiglie". Poi ha aggiunto: "Se ci fosse la lobby gay, avremmo già il matrimonio egualitario, avremmo le adozioni per tutti, avremmo la legge contro l'omofobia. Se esistesse davvero questa pericolosa lobby gay, noi saremmo un Paese civilissimo con leggi uguali per tutti e non staremmo a pregare nelle giunte o nei governi di avere la parità 50% uomini e 50% donne, dovremmo dire un terzo, un terzo e un terzo. Un terzo uomini, un terzo donne, un terzo comunità Lgbt".
Umberto La Morgia, il consigliere gay leghista di Casalecchio di Reno, commenta: "Come se le persone con un determinato orientamento sessuale non potessero rientrare nella categoria di uomini e donne... È così che si crea una società equa? È così che si includono le persone? Io non credo proprio. Così come trovo umilianti per le donne le quote rosa, che sviliscono i meriti della persona, troverei umiliante sentirmi una quota arcobaleno".  
Poi la Cirinnà ha affermato che le unioni civili sono "solamente il primo gradino per arrivare alle adozioni per tutti". Dopo aver informato che lei vorrebbe introdurre fumetti gay nelle scuole, si è detta favorevole all'utero in affitto, pratica ampiamente utilizzata anche dalle coppie gay maschili: «Se l'utero è mio per interrompere la gravidanza, perché l'utero è meno mio per fare il figlio per qualcun altro?». Il ragionamento non fa una grinza, questo a dimostrazione che ci si batte contro l'utero in affitto dovrebbe battersi anche contro l'aborto.

Nota di BastaBugie
: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).

SELINA, LA RAGAZZA CHE DEVE CORRERE INSIEME AI TRANS
Selina Soule è una studentessa del liceo di Glastonbury, nel Connecticut, la quale pratica atletica. Selina si è vista costretta a gareggiare con atleti maschi che affermano di essere donne. La studentessa insieme ad altre sue due compagne ha presentato una petizione al Dipartimento della Pubblica Istruzione degli Stati Uniti. La petizione sostiene che la Conferenza interscolastica di atletica del Connecticut (CIAC) ha discriminato le ragazze biologiche e violato i loro diritti.
Quello che accade nel Connecticut accade anche in altri 20 Stati. "Le ragazze (…) meritano di competere su un piano di parità", ha detto Soule al Middletown Press. Soule ha aggiunto che spera che l' "equità ritorni nelle competizioni di atletica".
Una storia che mette bene in evidenza che le vere discriminate sono le persone non transessuali.
(Gender Watch News, 7 novembre 2019)

SPRITE L'IDEOLOGIA GAY IN BOTTIGLIA
C'è la madre che trucca il figlio transessuale per farlo apparire una donna; la nonna che aiuta a sistemare una parrucca verde al nipote transessuale; una ragazza che stringe un corpetto alla sorella per nascondere il seno al fine di farla sembrare un uomo; mamma e papà che accompagnano in auto il figlio omosessuale insieme al compagno.
È il contenuto, con sottofondo di musica mielosa, dell'ultimo spot Sprite Argentina in cui alcuni parenti preparano figli e nipoti a partecipare al Gay Pride. Infine il claim: "Orgoglio è quello che senti quando qualcuno che ami, sceglie di essere felice".
E tutto per vendere qualche gazzosa in più. Di fronte a questa ideologia in bottiglia invitiamo a boicottare i prodotti Sprite.
(Gender Watch News, 17 novembre 2019)

CITA LA BIBBIA, MA I GAY SI OFFENDONO: LICENZIATO IL RUGBISTA DEI RECORD
Troppo cristiano per giocare a rugby. Perché Israel Folau non è un cristiano all'occidentale, abituato a relativizzare i valori.
No, lui è un ragazzo semplice cresciuto nella periferia di Sidney, i suoi genitori vengono da un'isola delle Tonga: e insomma se legge una cosa nella Bibbia pensa che sia vera.
È la sua fede, non la nasconde ma nemmeno cerca di imporla al prossimo. Ma nel mondo del politicamente corretto a venire lapidato è lui: che viene cacciato dal mondo in cui è cresciuto e vissuto, dallo sport che lo ha strappato agli slum della periferia. Stava preparandosi per i mondiali in Giappone del prossimo settembre, tranquillo del posto da titolare con la maglia numero 15, anche perché nessuno nella nazionale australiana ha segnato più mene di lui. Invece i mondiali li guarderà in televisione. E anche il suo club, i Waratahs di Sidney, ha annunciato il suo licenziamento in tronco, anche se è il recordman di tutti i tempi delle mete in campionato. Fuori. A fare traboccare il vaso è stato il post di Izzy - il suo soprannome - su Instagram di mercoledì scorso. «Attenzione! Ubriaconi, omosessuali, adulteri, bugiardi, ladri, fornicatori, ladri, atei, idolatri.
L'inferno vi aspetta. Pentitevi. Solo Gesù è il Salvatore». A scatenare l'indignazione non è stata ovviamente l'invettiva contro i bugiardi o gli etilisti, ma l'inserimento dei gay nelle categorie destinate al fuoco eterno. Anche perché su questo tema Izzy Folau è recidivo, avendo già criticato aspramente le leggi della Tasmania sui matrimoni omosessuali e sui certificati anagrafici no gender.
Non è la prima volta che rugby e religione entrano in dirittura di scontro: negli anni Ottanta fece scalpore il caso di un All Blacks che rifiutava di giocare alla domenica, giorno sacro al Signore. Ma il caso Folau esplode in un mondo assai cambiato, dove la battaglia alle discriminazioni di genere prevale sul diritto di ciascuno di professare apertamente la propria fede.
A Izzy, che è un cristiano pentecostale, membro delle Assemblee di Dio, la cosa non è andata giù. E recentemente a chi gli chiedeva di abbassare i toni aveva risposto pubblicando su Instagram il passaggio della lettera di San Paolo ai Galati in cui l'apostolo se la prende con «fornicazioni, ubriachezze, impurità». Poi si era infilato la maglia, messo le scarpe con i tacchetti e aveva segnato un'altra meta pazzesca delle sue.
Nel decidere la sua cacciata per motivi religiosi un ruolo importante - e forse decisivo - lo hanno avuto gli sponsor dei Wallabies, la nazionale australiana. Prima la Land Rover, che ha costretto Izzy a restiturie la vettura omaggio che aveva ricevuto come tutti i giocatori.
Poi la Qantas, lo sponsor principale: il cui amministratore delegato, Alan Joyce, è dichiaratamente gay. Di fronte alle pressioni di quelli che mettono la grana, la federazione australiana si è arresa. «Il contenuto del post di Falau è inaccettabile» ha fatto sapere con un comunicato. «Esso non rappresenta i valori dello sport ed è irrispettoso dei membri della comunità rugbistica». L'indomani, Folau ha incontrato i vertici. «La nostra posizione non è cambiata», ha detto la federazione. Quella di Izzy, c'è da scommetterci, neanche. Cos'è un mondiale, davanti al regno dei cieli?
(Luca Fazzo, Il Giornale, 14 aprile 2019)


Ascolta "La Cirinnà dopo le quote rosa, vuole quelle arcobaleno (e poi: matrimonio egualitario, legge anti-omofobia, fumetti gay nelle scuole, utero" su Spreaker.

Fonte: Gender Watch News, 18-11-2019

5 - SANTA CASA DI LORETO: AGGIUNTA LA FESTA NEL CALENDARIO ROMANO
Il Vescovo di Loreto ha indetto per il 2020 il Giubileo Lauretano per celebrare il centenario della proclamazione della Madonna di Loreto a Patrona dell'Aviazione (infatti gli angeli avevano trasportato in aria la Santa Casa)
Fonte Sito del Timone, 3 novembre 2019

Per volontà di Papa Francesco e con un decreto firmato dal prefetto al Culto divino cardinale Robert Sarah è stato decretato che «la memoria facoltativa della Beata Maria Vergine di Loreto sia iscritta nel Calendario Romano il 10 dicembre, giorno in cui vi è la festa a Loreto, e celebrata ogni anno». Così con la memoria facoltativa la festa della Madonna di Loreto comparirà in tutti i calendari e libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle ore.
«Tale celebrazione», si legge ancora nel decreto, «aiuterà tutti, specialmente le famiglie, i giovani, i religiosi, a imitare le virtù della perfetta discepola del Vangelo, la Vergine Madre che concependo il Capo della Chiesa accolse anche noi con sé».
Sono milioni i pellegrini che ogni anno si recano a Loreto per visitare e sostare nella Santa Casa all'interno della Basilica, quelle tre mura che sono state la casa dove la Vergine Maria ha ricevuto la visita dell'arcangelo Gabriele che le ha annunciato l'incarnazione del Verbo. Tre pareti che originariamente si trovavano, come molte case popolari di Nazareth, addossate a una grotta e che miracolosamente sono arrivate sulle colline marchigiane per posarsi nel luogo dove attualmente si trova nel 1296.
Sono più di 200 i santi che in questi secoli sono passati a Loreto per venerare queste mura, tra cui Ignazio di Loyola, Louis-Marie Grignion de Montfort, Paolo della Croce, Giovanni Bosco, Pietro Canisio, Francesco di Sales, Roberto Bellarmino, Lorenzo da Brindisi, Alfonso Maria de' Liguori, Teresa di Gesù Bambino, Camillo de Lellis, Francesco Saverio, Pietro di Alcantara, Bernardino da Siena, etc. Molti anche i pellegrinaggi dei Papi alla Santa Casa, tra cui Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.
«Nella Santa Casa», continua il decreto firmato da Sarah, «davanti all'effige della Madre del Redentore e della Chiesa, Santi e Beati hanno risposto alla propria vocazione, i malati hanno invocato consolazione nella sofferenza, il popolo di Dio ha iniziato a lodare e a supplicare Santa Maria con le Litanie lauretane, note in tutto il mondo. In modo particolare quanti viaggiano in aereo hanno trovato in lei la celeste patrona».
Nella solennità di Tutti i Santi vi è stata anche l'ufficiale indizione del Giubileo lauretano "Maria Regina et Janua Coeli", un anno speciale di grazia concesso dal Papa e che inizierà il prossimo 8 dicembre fino al 10 dicembre del 2020 - con l'apertura della Porta Santa a 100 anni dalla proclamazione della Vergine Lauretana patrona degli aeronauti.
«Quel santuario ricorda il mistero dell'Incarnazione», continua il decreto, «e spinge tutti coloro che lo visitano a considerare la pienezza del tempo, quando Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, e a meditare sia le parole dell'Angelo nunziante l'Evangelo, sia le parole della Vergine che rispose alla divina chiamata».

Nota di BastaBugie: Giorgio Nicolini nell'articolo seguente pubblicato su Corrispondenza Romana il 6 Novembre 2019 racconta la storia della festa liturgica della Traslazione miracolosa della Santa Casa di Loreto. Purtroppo nel 1984 padre Giuseppe Santarelli (direttore della "Congregazione Universale della Santa Casa", recentemente rimosso dal nuovo Vescovo mons. Fabio Dal Cin) aveva ipotizzato «un trasporto umano» di solo «alcune pietre» della Santa Casa di Nazareth, negando quindi sia l'integralità della stessa reliquia come i miracoli delle traslazioni. Il documento su cui appoggiava questa strana tesi si è rivelato un falso storico... eppure anche oggi ha un certo seguito tra i più superficiali che non hanno approfondito le prove storiche del trasporto angelico (tra l'altro confermato dalla plurisecolare tradizione e da tutti i pronunciamenti magisteriali dei papi).
Ecco dunque l'articolo di Giorgio Nicolini. Al termine dell'articolo il video (durata: 13 minuti) di una sua intervista sulla Santa Casa nella trasmissione televisiva "Punti di Vista" e il link ad altre due conferenze su Loreto.
Voglio esprimere innanzitutto la mia solidarietà al Vescovo di Loreto, mons. Fabio Dal Cin, che, pur da soli due anni nominato delegato pontificio presso il Santuario di Loreto, aveva chiesto ed ottenuto l'indizione del Giubileo Lauretano, per celebrare il centenario della proclamazione della Madonna di Loreto a "Patrona dell'Aviazione", in ragione del riconoscimento plurisecolare del magistero pontificio dei "voli miracolosi" della stessa Santa Casa. In tal modo si offriva l'opportunità di rivalorizzare non solo l'autenticità della reliquia nazaretana, ma anche e propriamente "la miracolosità" con cui la Santa Casa era pervenuta a Loreto, appunto con "voli miracolosi", per il cui motivo Benedetto XV nel 1920 emanò il decreto del "patronato" della Madonna di Loreto a riguardo dell'Aviazione. [...]
Il 1° novembre u.s. è stato proclamato pubblicamente l'indizione dell'Anno Giubilare Lauretano per commemorare il centenario della proclamazione della Madonna di Loreto a Patrona dell'Aviazione, in riconoscimento della verità storica dei "voli miracolosi" della Santa Casa. Tale Patronato decretato il 24 marzo 1920 da Benedetto XV era parallelo ad altri assai più importanti decreti pontifici, con i quali da secoli veniva autorizzata e celebrata la memoria liturgica della traslazione miracolosa della Santa Casa.
Tale festa liturgica è documentato che a livello locale (Loreto e le Marche) era celebrata sin dal XIV secolo, da quando cioè la Santa Casa era "venuta" nelle Marche. La Chiesa, poi, autorizzò la celebrazione di tale festa come proprio di "un miracolo", quello della Traslazione della Santa Casa per il "ministero angelico", inserendola ufficialmente nel Martirologio Romano già dal 1669, con un decreto di Clemente IX. Nel 1699 Innocenzo XII approvò espressamente anche la lettura del "trasporto miracoloso" della Santa Casa, con relativa Messa.
Nei primi anni del Novecento, dopo l'attacco del canonico francese Ulisse Chévalier contro la Santa Casa, che fece molto scandalo, prudentemente la Chiesa sospese dal Calendario Romano la citazione della memoria di tale "traslazione miracolosa", in attesa che il "Collegio di Difesa della Santa Casa" promosso da San Pio X (con circa 50 studiosi di tutto il mondo) confutasse e smascherasse tutte le menzogne dissacratorie propagate da Ulisse Chévalier (e da un altro autore, il barnabita Leopoldo De Feis). La festa tuttavia continuava ad essere autorizzata e celebrata regolarmente a Loreto e nelle Marche, di cui la Madonna di Loreto è Patrona.
Sconfessato lo Chévalier dall'opera degli studiosi del "Collegio di Difesa", Benedetto XV - prima della proclamazione della Madonna di Loreto a "Patrona dell'Aviazione" - fece ripristinare dalla Sacra Congregazione dei Riti, il 16 aprile 1916, la memoria facoltativa nel martirologio romano della "Traslazione Miracolosa" della Santa Casa. Quindi localmente, ma anche a livello universale (anche se facoltativamente) tutti potevano chiedere di celebrare il 10 dicembre non "la festa della Beata Vergine di Loreto", bensì la memoria del "Miracolo della Traslazione della Santa Casa", come tante volte ho spiegato nei miei scritti ed esposto in conferenze [vedi video alla fine dell'articolo, N.d.BB]: come, cioè, la Chiesa aveva disposto per il 10 dicembre la celebrazione di quello che era l'unico miracolo ufficialmente riconosciuto in una celebrazione liturgica dalla Chiesa; e non si trattava quindi di una semplice memoria o festa della "Beata Vergine di Loreto". [...]



https://www.youtube.com/watch?v=rPUoGex2UZw

CONFERENZE SULLA SANTA CASA


GLI ANGELI HANNO TRASPORTATO LA SANTA CASA
di Giorgio Nicolini (durata: 1 ora e 21 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=DiYv05yFaAI

LA VERITA' SULLA CASA DI MARIA A LORETO
di Federico Catani (durata: 44 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=pb-_uPDejWw

Fonte: Sito del Timone, 3 novembre 2019

6 - OBBLIGO DEI SEGGIOLINI ANTI-ABBANDONO: LA FREGATURA DELLE LEGGI EMOTIVE
I casi di bambini dimenticati in auto sono appena uno all'anno eppure tale (finta) emergenza obbligherà un milione e 800 mila famiglie in Italia a buttare via i soldi
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12-11-2019

La mancanza di statisti è ormai cronica in questo Paese. [...] Già la democrazia ha, come malattia d'origine, la fatale ricerca, da parte del politico, dei voti, una ricerca che, inesorabilmente, è destinata a diventare fine a se stessa. Tradotto in soldoni: se faccio la cosa giusta, non si sa se mi rivotano; se faccio la cosa gradita, allora sì. A quel punto, finisce che si legifera sull'onda dell'emotività popolare (non importa se mediaticamente indotta). E il legislatore diventa il notaio della pancia dell'elettorato.

SEGGIOLINI ANTI-AMNESIA
Per esempio, la faccenda dei seggiolini anti-amnesia. Quanti sono i casi di bambini dimenticati in auto? Una decina negli ultimi dieci anni, uno all'anno in media. Tanto è bastato perché questo governo abbia imposto d'urgenza a tutti i genitori di comprare il seggiolino-segnalatore. E subito, cosa che ha mandato nel panico mezza Italia. Non solo. Ora esce che i prodotti in vendita non sono a norma. Ma come, se erano tutti certificati? Sì, ma - si scopre - si tratta di autocertificazione, legale, certo, ma da verificare tramite controlli. Detti controlli dovrebbero partire a dicembre e si vedrà quali oggetti rispettano la normativa e quali no. Nel frattempo, anche il vigile naviga nell'incertezza. Boh. Un tedesco direbbe: all'italiana. Un salviniano direbbe: alla cinquestelle zingarettate.
Mettere mano al risanamento dell'economia? Seeeh! Quella è roba di lungo periodo, che, richiedendo misure coraggiose e drastiche, nel breve fa perdere voti. Questo, tra parentesi, spiega perché le dittature tipo Cina, non dovendo dipendere dagli umori dell'elettorato, possano intraprendere piani a lunga scadenza e vincere sfide economiche epocali. Come dicevano Vianello e Mondaini, noi no. Ma la confusione sul seggiolino col fischio e l'app è il minimo. È proprio l'idea stessa del seggiolino imbracato ad essere anticoncezionale, altro che decrescita demografica.

RISCHIO SPARIZIONE
Uno statista saprebbe che il problema numero uno in Italia è il rischio sparizione, perciò si produrrebbe in politiche pro-famiglia. E come fai a fare più di due figli (c.d. sostituzione, il minimo sindacale) se la macchina ha solo quattro posti? Tre bambini vogliono dire tre seggiolini e ci vuole il pulmino. Le famiglie numerose devono comprarsi l'autobus e almeno uno dei due genitori deve prendere la patente apposita. Tralasciamo l'ipocrisia tipica del politicamente corretto che ti paga, anche coi soldi miei, quanti aborti vuoi, però ti carica di tanti di quegli obblighi se ti azzardi a partorire da farti passare la voglia.
Non erano gli immigrati quelli che dovevano riempire le culle italiane? E, poiché questi fanno i lavori «che gli italiani non vogliono più fare», cioè a bassa remunerazione, li carichi della (pesante) spesa per seggiolini elettronici data la loro numerosa prole? Oppure basterà un reportage televisivo strappalacrime per costringere il contribuente a pagare anche questi? Talvolta, nelle bacheche parrocchiali, si leggono gli elenchi di quel che serve alla Caritas locale. Si trovano bisogni come pentole a pressione e tappeti. Bene, vuol dire che quelli primari sono stati soddisfatti. Prepariamoci a leggere: seggiolini per auto dotati di avvisatore e a norma di legge. E speriamo che, per una volta, non scomodino papa Francesco.

Nota di BastaBugie: Benedetta Frigerio nell'articolo seguente dal titolo "Seggiolini antiabbandono, il problema è l'Occidente di oggi" spiega che pensare che i dispositivi d'allarme siano la panacea è fuorviante. Le società occidentali, avendo messo da parte Dio e perso fiducia nella Provvidenza, pretendono di controllare tutto. E poi c'è il problema dei frenetici ritmi di lavoro sia per l'uomo che per la donna, di cui non viene più valorizzata la maternità. Ciascun sesso ha per natura il suo ruolo, anche se i governi ignorano la questione.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 novembre 2019:
Al di là delle polemiche per l'ennesima spesa imposta alle famiglie italiane sui dispositivi anti abbandono (non ancora in regola) da applicare obbligatoriamente ai seggiolini-auto per bambini, la decisione si iscrive nella serie di provvedimenti schizofrenici che i governi occidentali prendono pensando di poter prevenire qualsiasi incidente, ma anche per ovviare ad uno stile di vita da loro stessi promosso.
È di luglio la notizia di uno dei rarissimi (8 in 20 anni in Italia) ma presenti casi di persone che, dimenticando i figli in auto, li hanno ritrovati morti. La tragedia è accaduta a New York, dove un padre di famiglia, Juan Rodriguez, militare di 39 anni, ha dimenticato in macchina i suoi gemelli di 1 anno, Luna e Phoenix, ritrovandoli ore dopo soffocati dal caldo.
La storia è sempre la stessa: un genitore corre al lavoro, l'altro anche, uno dei due nel tragitto lascia i bambini all'asilo e uno dei due la sera, dopo ore passate in ufficio, li andrà a prendere finché ritornando alle loro auto si accorgerà di averli lasciati sui sedili tutto il giorno. Le vicende narrate dalla cronaca sono sicuramente tremende, perché vedere il proprio piccolo morire per una dimenticanza è uno dei dolori capaci di segnare con maggior violenza la vita di una persona, essendo probabilmente fra i più difficili da sopportare, ma farsi prendere dal panico pensando che i dispositivi d'allarme siano la panacea è fuorviante.
Prendiamo infatti il caso di quei bambini che, divincolandosi dalle mani della madre, sono corsi in mezzo alla strada e sono stati investiti. Seguendo il ragionamento di chi obbliga tutti ad utilizzare i dispositivi anti abbandono si dovrebbe imporre ai genitori che tutti i figli siano tenuti al guinzaglio come i cani (c'è chi lo fa). Non ci sarebbe da stupirsi se accadesse, quando l'ideologia della sicurezza è la sola via conosciuta da una società che, avendo perso fiducia nella Provvidenza e nella certezza che la strada dei propri figli è in mano a Dio, tende a voler controllare tutto. L'alternativa non è certo trascurare i propri figli, ma nemmeno metterli sotto una campana di vetro tanto da dover costringere sempre più pediatri americani a prescrivere ai genitori il gioco all'aperto, incitando i genitori a lasciare che i pargoli si sbuccino le ginocchia.
C'è poi un altro problema che emerge da ogni tragedia raccontata dalla cronaca: il ritmo di lavoro a cui la famiglia è sottoposta. Un problema comune da quando sia l'uomo sia la donna, anche con figli, lavorano 10 ore al giorno, con una pressione tale da permettere che fatti simili accadano (magari anche più frequentemente dei pochi casi noti per via del decesso dei bambini). Infatti, dove lo stile di vita è più frenetico, come negli Stati Uniti, i casi non sono stati di 8 in 20 anni come in Italia, ma in media di 8 all'anno (fra il 1998 e il 2018).
L'ultima tragedia americana conferma come il modello in cui la madre lavora tutto il giorno, delegando l'educazione e la cura dei figli ad altri, abbia ancor più appesantito la famiglia gettandola in un vortice di incastri e corse: Marissa Rodriguez, la moglie di Juan, mercoledì scorso ha rilasciato un'intervista esclusiva a Dr. Phil spiegando che «mio marito mi ha chiamata, mentre stavo lavorando. La prima chiamata era stata verso le 16 circa. Mi ha detto: "Ok, è il tuo turno per andare a prendere i bambini"... doveva andare ad un evento militare... di solito andava lui all'asilo ma ci eravamo scambiati i turni...dissi: "Ok, non c'è problema vado a prenderli io". Dovevo ancora lavorare per un'ora almeno. Ero al telefono con un cliente. Mi richiamò ma ignorai la chiamata perché stavo lavorando. Mi accorsi che aveva lasciato un messaggio in segreteria, cosa che non fa mai. Mi chiamò ancora. Risposi e lo sentii dire che erano morti». L'uomo aveva poi confessato di essere andato al lavoro pensando di essere passato per l'asilo nido.
È significativo il fatto che sua moglie lo abbia sempre difeso dichiarando che «anche se soffro come mai avrei pensato, amo ancora mio marito... è una brava persona, un grande padre e so che non avrebbe mai fatto nulla per fare intenzionalmente del male ai nostri figli... ho bisogno di lui a fianco per passare attraverso tutto questo insieme». Siamo certi che sia così, anche perché una madre non potrebbe sopportare altrimenti di vivere ancora con il responsabile della morte dei suoi figli. Ma allora che cosa non ha funzionato?
Certo, mentre un tempo l'uomo aveva come unica preoccupazione quella del suo lavoro, sapendo che la moglie era totalmente dedicata a casa e figli, oggi gli si sta chiedendo qualcosa di diverso, che non è nella sua stretta natura. In media è infatti la donna ad essere dotata di un cervello multitasking e non l'uomo, capace di concentrarsi su una cosa alla volta. Come a ricordare che la natura ha dato a ciascun sesso delle doti a seconda del ruolo cui è chiamato, quello di procurarsi il cibo del maschio e quello della cura della famiglia e della prole della donna. Come dice Chesterton nel saggio "La schiava moderna", «la moderna donna lavoratrice porta sulle spalle un carico duplice» e infatti il cortocircuito nasce dall'averla caricata anche di un lavoro a tempo pieno e costringendo anche l'uomo a compiti casalinghi a lui non congeniali: «Pochi uomini sanno cos'è la coscienziosità. Essi comprendono cos'è il dovere che generalmente coincide con l'adempiere un solo dovere», continua Chesterton.
Ma è chiaro che i governi preferiscono ignorare la questione pensando di tamponare con la vendita massiccia di sistemi anti abbandono. Peccato che obbligare a installare un dispositivo di sicurezza come quello previsto, oltre ad essere inutile in Italia (dati i casi rarissimi) e a non essere una risposta adeguata a uno squilibrio famigliare come quello imposto dalla struttura delle società occidentali, genera nei figli un'ansia con cui è ingiusto che crescano: l'idea che i genitori, presi da mille occupazioni dentro cui li infilano, possano dimenticarsi facilmente di loro, produce l'ossessione della sicurezza e di una vita da cui difendersi (specialmente se anche i genitori possono facilmente mancare al loro ruolo protettivo). Così, mentre la sfiducia nella Provvidenza genera manie di controllo, i figli crescono sempre più impauriti dalla realtà.
Con questo non si vuole demonizzare la madre che nel caso narrato ha dimostrato di essere una grande donna, supportando il marito dopo una tragedia che potrebbe rompere facilmente matrimoni già fragili, ma dire che la vera risposta non sta nel pensare di poter prevenire ogni evento della vita. Semmai, servirebbe una politica economica che valorizzi la maternità e permetta alle donne di scegliere di stare a casa o di lavorare part time, magari anche aumentando le retribuzioni dei padri di famiglia. Ma guai a parlarne.


Ascolta "Obbligo dei seggiolini anti-abbandono: la fregatura delle leggi emotive" su Spreaker.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12-11-2019

7 - IL TAR DA' RAGIONE A VIRGINIA RAGGI CHE AVEVA FATTO RIMUOVERE I MANIFESTI PROVITA
Si possono pubblicare manifesti volgari, talvolta quasi pornografici o che invitano al consumo di marijuana, ma non le foto di un bambino nel grembo materno (accompagnato da frasi vere e scientifiche)
Autore: Antonio Brandi e Jacopo Coghe - Fonte: Pro Vita e Famiglia, 20 novembre 2019

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha condannato il nostro bambino nel grembo, Michelino, al silenzio. Proprio così...
Il Tribunale, con sentenza n. 12662/19, ha respinto il ricorso proposto da Pro Vita e Famiglia contro il diniego da parte del Comune di Roma all'affissione di manifesti che ritraevano l'immagine di un bambino in grembo.
In pratica, il Comune di Virginia Raggi aveva deciso di censurare le nostre affissioni prolife, noi abbiamo fatto ricorso al Tar, e il Tribunale ha dato ragione alla Raggi.
La motivazione del Tribunale? Perché rappresentare un feto nel grembo, accompagnato da frasi vere e scientifiche (tipo: "Tu eri così a 11 settimane, tutti i tuoi organi erano presenti", ecc.) supererebbe "i limiti della violenza semantica" e provocherebbe uno "smodato impatto emotivo"!
Quando abbiamo letto la motivazione non potevamo credere ai nostri occhi: è "violenza semantica" affermare alcune verità sulla vita prenatale?
Si possono pubblicare affissioni volgari, talvolta quasi pornografiche, o che invitano al consumo di marijuana, ma non quelle che rappresentano un bambino nel grembo materno.
Dobbiamo dire la verità: abbiamo avuto la tentazione di "arrenderci" alla censura e concedere la vittoria alla Raggi, perché' sebbene sia possibile ricorrere contro la decisione del Tar, l'appello al Consiglio di Stato è costosissimo.
Poi abbiamo capito che non lo dovevamo fare solo per noi ma per tutti: per tutte le altre associazioni, per cittadini come te, per qualsiasi persona di buona volontà che in futuro vorrà manifestare per la vita e per la famiglia...
Infatti, se passa il principio per cui un Comune può censurare manifesti e altre manifestazioni del pensiero perché' le giudica ideologicamente sgradite (magari con la scusa di "violenza semantica") allora la libertà di tutti è in pericolo.
Per questo dobbiamo ricorrere al Consiglio di Stato. Sono necessari però circa 15 mila euro per coprire le spese legali e avere una speranza di vincere la guerra contro il Comune di Roma e contro la censura.
Se non ricorriamo al Consiglio di Stato abbiamo perso e il Comune di Virginia Raggi avrà vinto: a Roma si rischierà di non poter più manifestare in difesa dei bambini nel grembo o per altri valori sgraditi al potere politico di turno. Altri Comuni potranno seguire l'esempio della Capitale...
Se ricorriamo, abbiamo la possibilità di sconfiggere la censura e difendere la libertà di tutti. Una sentenza favorevole del Consiglio di Stato orienterebbe la giurisprudenza in tutta Italia! I nostri legali hanno studiato il caso e ci sono discrete possibilità di vittoria. Abbiamo solo bisogno del tuo aiuto per coprire le spese: contribuisci anche tu con 10 euro o 5 euro a questa battaglia finale per la libertà!
"Michelino" (così abbiamo nominato il bambino in grembo dei nostri manifesti) non può essere censurato: rappresenta tutti i bambini nel grembo che non hanno voce ma che possono farsi sentire grazie a noi, grazie a te.
Ti ringraziamo in anticipo per tutto quello che potrai fare.

Nota di BastaBugie: se vuoi sostenere, con una donazione, Pro Vita e Famiglia a ricorrere contro la censura del Comune di Roma, vai alla fine di questa pagina.
Qui trovi i link agli articoli precedenti sulla lotta della sindachessa di Roma contro i manifesti di Provita:

IL MANIFESTO PROLIFE CHE HA MESSO A NUDO L'IDEOLOGIA RADICALE DI PD E CINQUESTELLE
Così come accadeva nei regimi comunisti, certe verità (oggi ad es. la foto di un embrione) gettano nel panico il sistema attuale... si avvicina anche per esso il tracollo?
di Rodolfo Casadei
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5130

INTERVISTA A COSTANZA MIRIANO E VLADIMIRO GUADAGNO (IN ''ARTE'' LUXURIA) SUI MANIFESTI RIMOSSI DALLA RAGGI... E MULTATI DI 20.000 EURO!
La sindachessa di Roma si è fatta braccio esecutivo della lobby gay perseguitando chi difende il diritto naturale di un bambino ad avere un babbo e una mamma
di Manuela Antonacci
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5398

LA RAGGI RIMUOVE I MANIFESTI CONTRO L'UTERO IN AFFITTO E FA PAGARE UNA MULTA DI 20MILA EURO
La sindachessa a 5 stelle di Roma impedisce di manifestare la propria contrarietà alle rivendicazioni LGBT (da notare che l'utero in affitto è illegale in Italia)
di Domenico Mascialino
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5385

PER SOSTENERE PRO VITA E FAMIGLIA

Se vuoi sostenere Pro Vita e Famiglia Onlus a ricorrere contro la censura del Comune di Roma e dei tribunali, per difendere la libertà di dire la verità in tutta Italia, puoi contribuire con una veloce donazione (Carta di Credito e Paypal) cliccando nel link qui sotto:
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Oppure con un bonifico:
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Fonte: Pro Vita e Famiglia, 20 novembre 2019

8 - COMUNISMO, L'UTOPIA SENZA DIO
Al grido di ''abbiamo sterminato gli zar terreni e stiamo arrivando a quelli celesti'', i sovietici chiusero le scuole religiose e i monasteri, distrussero le proprietà della Chiesa e approvarono leggi per ribaltare l'ordine naturale (matrimonio civile, divorzio, aborto)
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone, 18 ottobre 2019

«Godless Utopia», l'utopia senza Dio. Si chiama così l'ultima fatica letteraria di Roland Elliott Brown, studioso e firma di autorevoli testate quali Foreign Policy, Guardian e The Spectator. Un libro che si annuncia davvero interessante se non altro perché è il primo, in assoluto, a raccogliere in modo sistematico il materiale propagandistico sovietico contro la religione. Battaglia, questa, che i comunisti continuarono senza tregua dal 1917 al 1991, fino all'implosione del loro regime, e che iniziarono subito a ridosso della Rivoluzione d'Ottobre al grido di «abbiamo sterminato gli zar terreni e stiamo arrivando a quelli celesti!».
In effetti, i sovietici furono di parola dal momento che intrapresero una campagna martellante per screditare tutte le divinità, le confessioni e le tradizioni religiose sul vasto ex impero. Non solo. Chiusero tutte le scuole religiose, chiusero i monasteri e si attivarono per la distruzione totale delle proprietà della chiesa. A dire il vero,  però, l'odio comunista non si limitò solo alla Chiesa e alla religione, ma incluse tutto ciò che riguarda l'ordine naturale, famiglia e vita in primis.

APPENA AL POTERE LENIN APPROVÒ LEGGI SU MATRIMONIO CIVILE, DIVORZIO E ABORTO
Sin dal principio, infatti, i comunisti si mostrarono tempestivi, come meglio non potevano, nel lavorare contro l'istituto familiare: il 19 ed il 20 dicembre 1917 - subito dopo la mitica Rivoluzione, dunque - furono varati due provvedimenti che oggi, peraltro, troverebbero senza dubbio posto nell'agenda progressista: il primo, sul divorzio, stabiliva che bastasse la richiesta di uno solo dei coniugi per ottenerlo, mentre il secondo decretò l'abolizione del matrimonio religioso in favore di quello civile. La ciliegina sulla torta, se così possiamo dire, arrivò poi nel novembre del 1920 con la legalizzazione dell'aborto procurato sulla base della semplice richiesta della donna, da effettuarsi in strutture idonee e con personale autorizzato; una misura che rimase in vigore fino al 1936, quando il legislatore sovietico, verosimilmente allarmato dallo scenario venutosi a creare, tornò sui propri passi con un sorta di «controriforma familiare».
Ma torniamo alle 191, dense pagine di Godless Utopia, ricche di illustrazioni, poster e copertine delle riviste atee dell'era comunista, con accurate traduzioni degli slogan. Il volume nasce per rompere il silenzio su un argomento che, in Occidente, non ha mai smesso di essere tabù: l'ateismo sovietico, appunto. Questo nonostante ci fu chi, da subito, denunciò apertamente tale dramma. Come fece Papa Pio XI che nella sua enciclica Divini Redemptoris, con chiaro riferimento proprio alla dittatura comunista russa, affermò testualmente: «Abbiamo sovente e con premurosa insistenza denunziate le correnti atee minacciosamente crescenti».

LA CADUTA DEL COMUNISMO SOVIETICO
Sfortunatamente, la cultura laica occidentale ha completamente perso memoria di quel periodo e, soprattutto, dell'ateismo di Stato e di ciò che comportò per milioni di contadini. Già, perché - sottolinea Elliott Brown - nel 1917 la stragrande maggioranza della popolazione del nascente stato sovietico era composta da contadini sì analfabeti eppure solidamente ancorati alle tradizioni e ai principi del cristianesimo ortodosso, che per loro era il solo fondamento culturale e spirituale. Un radicamento che la dittatura comunista - a suon di propagande, certo, ma anche atroci persecuzioni - fece il possibile per eliminare; salvo poi, dopo decenni, cadere miseramente. E non in giorni qualsiasi. Anzi.
La fine dell'impero sovietico fu stabilita l'8 dicembre 1991, festa dell'Immacolata Concezione, mentre la firma delle carte e la bandiera rossa ammainata dalla piazza rossa datano il 25 dicembre 1991. Il giorno di Natale. Fu Dio stesso, insomma, a voler metter la firma sulla fine dell'ateismo di Stato e della feroce utopia senza di Lui.

Nota di BastaBugie: nel 2017 è uscito il film "Raccolto amaro" che parla dell'holodomor, uno dei più grandi crimini del comunismo. L'holodomor fu lo sterminio per fame in Ucraina di milioni di kulaki (contadini) con la carestia del 1932-33 indotta dal regime sovietico di Stalin.
Per approfondimenti si può consultare il sito Film Garantiti al seguente link:
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=80


https://www.youtube.com/watch?v=LxPTNjx7rDc

Ascolta "Comunismo, l'utopia senza Dio" su Spreaker.

Fonte: Sito del Timone, 18 ottobre 2019

9 - OMELIA SOLENNITA' CRISTO RE - ANNO C (Lc 23,35-43)
Oggi con me sarai nel paradiso
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Con la solennità di Gesù Cristo Re dell'Universo, siamo ormai giunti al termine dell'Anno liturgico. Gesù è il nostro Re per due motivi: prima di tutto, perché Egli, insieme al Padre e allo Spirito Santo, è il nostro Creatore; e, secondo motivo, perché Egli è il nostro Redentore, Colui che ci ha salvati dal peccato con la sua Morte in croce. Per questi due motivi noi siamo totalmente suoi, a Lui apparteniamo.
Questa festa ci ricorda che l'essere umano non potrà mai essere emancipato, esso appartiene sempre a qualcuno: o riconosce la sua appartenenza a Gesù, oppure diventa schiavo del peccato. Non vi è altra soluzione. C'è però una grande differenza tra queste due appartenenze: il peccato ci rende schiavi nel senso più brutto del termine; invece, nell'appartenenza a Gesù, noi troviamo la vera libertà.
Non a caso, il brano del Vangelo di oggi riporta la scena di Gesù che muore in croce. E' dall'alto della croce che Gesù ci ha riscattati e ci ha donato la libertà dei figli di Dio. Accanto a Gesù morente in croce vi era anche il buon ladrone, il quale, pentitosi dei suoi numerosi peccati e illuminato da Dio, riconobbe la regalità di Gesù, chiese perdono e pregò: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Lc 23,42).
Il buon ladrone non si aspettava che da un momento all'altro Gesù si manifestasse nella sua regalità; egli pensava al mondo futuro, quando, secondo la fede e la speranza di Israele, il Messia avrebbe compiuto il Giudizio di Dio; l'avvento del suo regno coincideva con la trasfigurazione dell'Universo. La risposta di Gesù infrange questa prospettiva: «In verità io ti dico, oggi con me sarai nel paradiso» (Lc 23,43).
Gesù usa un linguaggio solenne, è un vero e proprio giuramento che sottolinea il certissimo e puntuale compimento. E l'unica volta che Gesù nel Vangelo fa a qualcuno una promessa del genere come ad indicare l'eccezionalità dell'ora che determina alla storia umana una svolta decisiva. La porta del Paradiso che era a noi chiusa per il peccato di Adamo ed Eva si riapre grazie alla Morte in croce di Gesù. E il buon ladrone è il primo che vi entra.
Nel buon ladrone dobbiamo vedere ciascuno di noi. Siamo carichi di peccati, è vero; ma, se ci pentiamo di vero cuore, Gesù ci perdonerà e ci condurrà con sé nel suo regno di luce infinita. Per giungere a tale pentimento, contempliamo con gli occhi del cuore Gesù che muore in croce per noi; consideriamo che siamo stati noi a metterlo su quella croce, con i nostri peccati. Se vogliamo che Gesù regni in noi, in nessun modo deve in noi regnare il peccato. Da parte nostra, inoltre, vi deve essere la più grande riconoscenza. Se Gesù non ci avesse redenti, noi saremmo stati per sempre schiavi del peccato, incatenati per l'eternità. Ringraziamo dunque Gesù per la sua infinita Bontà.
Vogliamo infine soffermare la nostra attenzione su due parole dette da Gesù al buon ladrone, due parole molto piccole ma molto importanti. Le parole sono le seguenti: «Con me». Queste parole nel testo originale greco esprimono una vita condivisa, un comune destino. Questa eterna e beata comunione di vita tra noi e Gesù è la grande novità del Vangelo. Insegnava sant'Ambrogio che «la vita è essere con Cristo, perché dov'è Gesù Cristo, là è la vita, là è il regno», cioè tutta intera la felicità.
Fin da adesso, proponiamoci di vivere sempre con Gesù. Vivere con Lui significherà fare dell'Eucaristia il centro della nostra vita. Vi è chi riceve la Comunione anche ogni giorno e non può farne a meno. Ma non basta solamente riceverlo materialmente, bisogna accoglierlo con tutto il cuore, parlare familiarmente con Lui ogni volta che lo riceviamo.
Per vivere sempre più uniti a Lui, ricordiamoci di nutrire una tenera devozione alla Madonna. è Lei che ci conduce a Gesù. Come Lui è venuto a noi per mezzo di Maria, così anche noi dobbiamo andare a Lui accompagnati per mano di Colei che è la nostra tenerissima Madre.

Nota di BastaBugie: per integrare l'omelia della solennità di Cristo Re va approfondito il tema della Regalità sociale di Cristo, principio cardine della Dottrina Sociale della Chiesa.
Molto utile al riguardo il seguente articolo da noi pubblicato in passato:

LA FESTA DI CRISTO RE RICORDA LA SUA REGALITA' SOCIALE (CONTRO LAICISMO E ATEISMO)
Papa Pio XI istituì la festa della regalità sociale di Cristo per rispondere al dilagante laicismo degli Stati occidentali, iniziato con il pensiero illuminista e messo in pratica con la Rivoluzione francese
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5417

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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