BastaBugie n°687 del 21 ottobre 2020

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1 POSSIBILE CHE GLI IMMIGRATI DELINQUENTI SIANO TUTTI MALATI DI MENTE?
Quando un immigrato compie un reato si dice che aveva problemi psichici e la polizia non rilascia particolari per non fomentare la caccia allo straniero... ma perché quando delinque un italiano accade l'opposto?
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 IL CARDINALE TORTURATO DAI NAZISTI E CONTRARIO AI COMPROMESSI VATICANI CON IL COMUNISMO
Il cardinale ungherese Mindszenty, si oppose al regime nazista e perciò fu catturato, denudato, pestato; poi si oppose al comunismo a Budapest e perciò dovette rifugiarsi nell'ambasciata americana
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 MINIGONNA VIETATA A SCUOLA, SCOPPIA IL PUTIFERIO
Le studentesse hanno subito inalberato un cartello con scritto ''Non è colpa nostra se vi ci cade l'occhio''... però allora ci sarebbe da chiedere ''Che ve la mettete a fare, la minigonna? Girate pure nude!''
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
4 LA CHIESA PERSEGUITATA IN SPAGNA
Il recente romanzo di Maximiliano Cattaneo ''Il calzolaio di Finisterre'' è uno dei pochi scritti dalla parte delle vittime
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 TENET, IL DELUDENTE FILM DI CHRISTOPHER NOLAN
Il film di fantascienza prende il nome dal Quadrato Magico di Pompei, antico codice cristiano di parole palindrome (Rotas, Opera, Tenet, Arepo, Sator), ma solo il nome... tutto il resto è noia (VIDEO: trailer di Proximity)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 LA MASSONERIA PREPARO' LA BRECCIA DI PORTA PIA
Distruggere il potere temporale della Chiesa è il pallino fisso della Massoneria, l'organizzazione che più di ogni altra incarna la laicità (VIDEO: Angela Pellicciari)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 I RADICALI, L'EUTANASIA E IL DIRITTO DI CAMBIARE IDEA NEGATO AL MALATO
Non è giusto inchiodare per sempre a una volontà espressa anni prima e in tutt'altro contesto e condizioni
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 OMELIA XXX DOMENICA T.O. - ANNO A (Mt 22,34-40)
Amerai il tuo prossimo come te stesso
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - POSSIBILE CHE GLI IMMIGRATI DELINQUENTI SIANO TUTTI MALATI DI MENTE?
Quando un immigrato compie un reato si dice che aveva problemi psichici e la polizia non rilascia particolari per non fomentare la caccia allo straniero... ma perché quando delinque un italiano accade l'opposto?
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 24-09-2020

Ho ricevuto sul telefonino questa riflessione che mi ha fatto riflettere a mia volta e che riassumo per sommi capi: l'omicidio del sacerdote «degli ultimi» di Como è stato commesso da un immigrato tunisino con problemi psichici; il sequestro della guardia giurata nel duomo milanese idem; Salvini è stato aggredito da una immigrata congolese «in evidente stato di alterazione»; Pamela era ancora viva quando è stata fatta a pezzi da un immigrato africano fuori di testa; Maurizio Gugliotta a Settimo Torinese è stato sgozzato da un nigeriano infermo di mente; Stefano Leo è stato ammazzato da un africano che non ci stava col cervello; tre milanesi sono stati uccisi a picconate da tal Kabobo, clandestino e, anche lui, alterato di mente; i bambini dello scuolabus hanno rischiato di essere bruciati vivi dall'autista immigrato e farneticante; Filippo Limini di Spoleto è stato massacrato di botte da tre albanesi o romeni (boh) che non c'erano con la testa (gli omicidi di Willi, visto che l'immigrato era lui, invece, essendo italiani, erano perfettamente lucidi, cattivi fino al midollo, fascisti perché praticavano le arti marziali, e pure le loro famiglie erano poco di buono); David Raggi di Terni è stato ucciso da un marocchino clandestino che, anche lui «in evidente stato di agitazione», ha colpito a caso. Eccetera.
Ora, scrivo questa cosa su La Nuova Bussola Quotidiana perché, se la postassi su Facebook, verrebbe censurata come «messaggio di odio», e già a suo tempo ho avuto noie con la polizia postale per un commento comparso sul mio blog e non proprio tenero coi nomadi (chissà perché «zingari» è offensivo e «nomadi» no, misteri del politicamente corretto), commento peraltro non mio ma giuridicamente l'amministratore del blog ero io, da qui la convocazione con tanto di intestazione perentoria del tribunale: da perderci la faccia col custode del mio palazzo che mette la posta nelle rispettive caselle.
Ma torniamo a tutti questi immigrati con problemi psichici. Non entriamo nel merito delle sentenze e delle perizie, solo in quello giornalistico e tiggino. L'imbarazzo dei politicamente corretti quando una delle minoranze protette (donne, immigrati, lgbt, coloured assortiti) esce dal seminato è lampante: quando delinquono come tutti gli altri e solo perché appartenenti alla razza umana, scatta immediato il riflesso pavloviano. Né, come più volte dimostrato dalla nostra Lorenza Formicola, questo è un fenomeno solo italiano. No, anzi, all'estero ce l'hanno più grosso e marcato. Ogni tanto viene a galla qualche circolare riservata per la polizia (già successo in Inghilterra e in Germania, per esempio) che consiglia di minimizzare, o almeno non enfatizzare per non scatenare fenomeni collettivi di intolleranza tipo «caccia all'immigrato». Giusto, l'ordine pubblico prima di tutto.
E poi occorre arginare quei partiti che vorrebbero la chiusura dei porti e la cui crescita continua inquieta non poco gli establishments europei. Però, accà nisciuno è fesso e quando le coincidenze si fanno troppe hai voglia di cloroformizzare... Sì, perché il popolo (e l'app anonima arrivatami sul telefonino lo dimostra) prima o poi si chiede se per caso certi Paesi a vocazione migratoria abbiano deciso di svuotare i loro manicomi o se, più probabile, la fantomatica integrazione è un flop totale, come proprio il prete di Como morto ammazzato dimostra.
Quelli che suggerivano una disciplina dell'immigrazione (ricordate il cardinale Biffi, che consigliava di accogliere in primis i cristiani?) sono stati sbertucciati, anche se la storia evidenzia che solo con il contingentamento l'immigrazione si integra ed è benefica. Ma con la demonizzazione e la censura degli "odiatori" si otterrà esattamente il contrario di quanto auspicato, è solo questione di tempo. Per un pugno di voti. Per un pugno di soldi.

Nota di BastaBugie: proponiamo ancora una volta la scioccante intervista (dopo l'attentato a Charlie Hebdo) trasmessa da La7 di Anjem Choudary, imam di Londra, che esprime chiaramente il pensiero islamico alla luce dell'insegnamento del Corano e della vita e dei detti di Maometto. Da vedere e diffondere per far aprire gli occhi a chi ancora non vuol vedere cosa viene regolarmente predicato nelle moschee in Europa


https://www.youtube.com/watch?v=r_vkNAFy3Ck

DOSSIER "ISLAM"

Leggi gli articoli che abbiamo pubblicato su questo argomento.
http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_islam

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 24-09-2020

2 - IL CARDINALE TORTURATO DAI NAZISTI E CONTRARIO AI COMPROMESSI VATICANI CON IL COMUNISMO
Il cardinale ungherese Mindszenty, si oppose al regime nazista e perciò fu catturato, denudato, pestato; poi si oppose al comunismo a Budapest e perciò dovette rifugiarsi nell'ambasciata americana
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 31-08-2020

A quarantacinque anni dalla morte, la figura-simbolo dell'insurrezione anticomunista ungherese del 1956, il cardinale Jozsef Mindszenty, Primate d'Ungheria, può ancora oggi insegnare qualcosa.
Nato nel 1892, aveva in realtà un cognome tedesco, Pehm. Figlio di un coltivatore diretto, fu sacerdote nel 1915 e professore nel liceo di Zalaegereszeg. Al crollo dell'impero asburgico nel 1918 venne arrestato dal governo rivoluzionario di Károly e poi espulso da quello successivo, comunista, di Béla Kun. Caduto questo, poté rientrare. Si oppose fin da subito all'alleanza con la Germania nazista, fino al punto di cambiare il suo cognome con il luogo di nascita, Csehimindszent. Nel 1944 i tedeschi occuparono l'Ungheria e Mindszenty divenne vescovo di Veszprém; in tale veste salvò moltissimi ebrei. Alla fine dell'anno i sovietici entrarono nel Paese saccheggiando e stuprando (il vescovo di Györ, Apor, venne assassinato mentre cercava di difendere le donne rifugiatesi nel suo palazzo).
Mindszenty protestò col governo e fu incarcerato. Poté uscire quando i secondini fuggirono davanti ai sovietici. Nel 1945 i comunisti presero il potere ed espulsero il nunzio apostolico. Lo stesso anno morì il Primate e il papa Pio XII nominò Mindszenty al suo posto, quantunque fosse il più giovane dei vescovi ungheresi. Le carceri e i campi di concentramento si riempirono di dissidenti, i comunisti bloccarono i soccorsi americani alla popolazione affamata, le scuole cattoliche furono nazionalizzate, la censura calò sulla stampa.
Il cardinale, in risposta, guidò un pellegrinaggio di centomila persone al santuario di Máriaremete e nel 1947 indisse un Anno Mariano ai cui riti parteciparono in cinque milioni. I comunisti cominciarono a disturbare le sue Messe e a calunniarlo a mezzo stampa. Nel frattempo, creavano il gruppo collaborazionista dei «Sacerdoti per la pace». Nel 1948 per intimidire il cardinale arrestarono il suo segretario, Zakar, riducendolo alla demenza a forza di torture. Poi presero anche Mindszenty e lo chiusero nel palazzo che a suo tempo era stato sede della Gestapo. Qui lo denudarono e vestirono da pagliaccio, poi lo pestarono coi manganelli. Ogni notte lo svegliavano e cercavano di fargli firmare una confessione; se rifiutava, giù botte. Così per un mese e mezzo. Alla fine, fisicamente e mentalmente distrutto, firmò una falsa confessione (ma aggiunse accanto «c.f.», cioè «coactus feci», lo faccio costretto).
Al processo-farsa del 1949 fu dato il massimo clamore. Per non farne un martire gli diedero l'ergastolo. Quando la vecchia madre vide che aveva perso metà del suo peso, protestò, ma ne ottenne solo il trasferimento in un carcere più duro. Otto anni così, fino all'insurrezione del 1956. In quell'occasione il governo gli chiese di adoperarsi per far rientrare la protesta ma lui rifiutò. I soldati insorti lo liberarono e lo riportarono in trionfo a Budapest. Trovò che nel clero tutti i posti-chiave erano stati occupati da «sacerdoti per la pace». Il premier supplente, Tildy, gli chiese di mediare e lui suggerì di non fidarsi dei comunisti ma di rivolgersi all'Onu.
Il 3 novembre il cardinale parlò alla radio agli ungheresi ma a mezzanotte l'Armata Rossa invase il Paese. Seguì la repressione, che fece trentamila vittime e centinaia di migliaia di profughi. Mindszenty si rifugiò nell'ambasciata americana, dove il presidente Eisenhower gli offrì asilo politico. Non poté più uscirne, nemmeno per il funerale di sua madre: la polizia segreta stazionava in permanenza davanti all'ambasciata. Nel 1958 morì Pio XII. Il nuovo papa, Giovanni XXIII, aprì trattative che furono concluse da Paolo VI. L'ostpolitik vaticana si accontentava di riempire le diocesi vacanti con «sacerdoti per la pace» (suppergiù come oggi con la Cina).
Ma alla «distensione» ostava l'irriducibile cardinale che esigeva una pubblica riabilitazione. Nel 1971 fu «graziato» e poté raggiungere Roma, dove il papa gli chiese di dimettersi da Primate. Ci mise tre anni per capitolare, poi accettò di farsi da parte e prese a viaggiare per assistere gli ungheresi della diaspora. Morì a Vienna nel 1975 e fu sepolto nel santuario austriaco di Mariazell, la cui icona è anche patrona d'Ungheria. Le sue spoglie tornarono in patria solo nel 1991. Fu nell'interpretarne la figura, nel 1955, che Alec Guinness si convertì al cattolicesimo. Il film, "Il prigioniero", venne rifiutato a Cannes e a Venezia.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 31-08-2020

3 - MINIGONNA VIETATA A SCUOLA, SCOPPIA IL PUTIFERIO
Le studentesse hanno subito inalberato un cartello con scritto ''Non è colpa nostra se vi ci cade l'occhio''... però allora ci sarebbe da chiedere ''Che ve la mettete a fare, la minigonna? Girate pure nude!''
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 20-09-2020

L'incauta vicepreside romana che ha detto qualcosa sulla minigonna in classe ha scatenato il prevedibile putiferio. Sì, perché le studentesse hanno subito inalberato a vista di telecamera un cartello manoscritto: «Non è colpa nostra se vi ci cade l'occhio». Allora ci sarebbe da chiedere, alle amanuensi, che se la mettono a fare, la minigonna. Ovviamente, il ministero ha subito avviato indagine conoscitiva, senza avvedersi dell'incongruenza: la ministra non è mai stata vista in aula con le cosce al vento, infatti ha rispetto dell'istituzione. Rispetto che, però, viene meno se a sbattersene sono proprio quelle a cui la scuola dovrebbe inculcarlo.
Non c'è da stupirsi: il politicamente corretto è talmente innaturale da cadere continuamente in contraddizioni e paradossi. La protesta delle Vip, anche politiche, è stata naturalmente bipartisan, perché nel New World auspicato le donne, minoranza oppressa secondo la narrazione femminista, hanno tutti i diritti e nessun dovere. E anche le genitrici intervistate sono compatte a difesa delle pargole. Come! Mancano i banchi e voi ve la prendete con le minigonne? Il fatto è che quelle vicepreside (donna, si noti) aveva argomentato proprio dalla mancanza di banchi. In diverse scuole, come abbiamo visto dalle foto sui giornali, gli studenti stanno inginocchiati davanti alle sedie usate come leggio o addirittura seduti sul pavimento opportunamente sanificato.
Ora, non ci vuole Overton per immaginare lo spettacolo offerto da una signorina in mini (o micro) gonna seduta per terra a gambe incrociate. «Abbiamo diritto di vestirci come ci pare» è lo slogan. Giustissimo. Anche se davanti a quel «vestirci» sarebbe più esatto metterci una «s». Di questo diritto logica vuole che discenda anche quello di venire a scuola non solo in mini ma anche, se mi aggrada, senza lingerie. E se a qualche professore (maschio, ma di questi tempi non è detto) «gli cade l'occhio», peggio per lui: se non se la sente, mandi certificato medico, aggiungendosi all'altro problema della scuola (i trentamila e rotti insegnanti che, causa Covid, hanno marcato visita).
Netflix è stata subissata di proteste per il film Cuties. Però i protestatari sono gli stessi che mandano le figlie a scuola succintamente abbigliate: ecco un altro paradosso del politicamente corretto. Se a qualche maniaco in astinenza «gli cade l'occhio» e passa ai fatti, ecco l'unanime grido di sdegno: impiccatelo! Come se l'inasprimento della pena rendesse più lieve il danno dello stupro subito.
O, statistica canta, riducesse l'incidenza del fenomeno, che, anzi, è in aumento. Il massimo che il pensiero politicamente corretto riesce a escogitare per arginare detto fenomeno è il corso di recupero per gli stupratori o di educazione per i maschi in genere. Ma l'antico buonsenso dice che la tua mancanza di pudore offende il mio, sei tu che devi smettere, e non costringere me a voltarmi da un'altra parte.
E' pur vero che oggi un genitore ha qualche difficoltà a farsi obbedire dalla figlia cutie, la quale oppone che «così fan tutte». Il risultato complessivo è una cacofonia di corpi adolescenziali solo alcuni dei quali, pochi, veramente atti a scatenare fantasie maschili. Dovrebbe, semmai, intervenire nel dibattito Sgarbi e ricordare quanto sia rara la bellezza. Intanto, la vicepreside romana è stata linciata per avere proferito una raccomandazione materna. Da oggi in poi si guarderà bene dall'aprire bocca e, come Marco Antonio sul cadavere di Cesare, mormorerà: «Malanno, tu sei scatenato, prendi il corso che vuoi».

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 20-09-2020

4 - LA CHIESA PERSEGUITATA IN SPAGNA
Il recente romanzo di Maximiliano Cattaneo ''Il calzolaio di Finisterre'' è uno dei pochi scritti dalla parte delle vittime
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 15-09-2020

Nell'aprile del 1931 la Seconda Repubblica spagnola esordisce con l'incendio di centinaia di chiese e conventi in tutto il Paese allo scopo di cercare le armi nascoste dai preti. Armi, naturalmente, non se ne trovano, ma fa niente, l'importante è inaugurare una prassi che porterà, dopo la fine della successiva guerra civile, alla scomparsa per distruzione di oltre il settanta per cento del patrimonio artistico, culturale e religioso (in Spagna è lo stesso) nazionale. Oltre alla ben nota mattanza di vescovi, preti, suore, seminaristi e laici dell'Azione cattolica.
Donde tanto odio e tanta inutile rovina? Mah, forse l'unico che ha le risposte è l'esorcista. Ma sul disastro spagnolo nella prima parte del XX secolo la letteratura è ormai sterminata, anche quella più propriamente narrativa. Il fatto è, però, che se in questo campo si sono cimentati anche calibri come Hemigway e Orwell, a coprire l'altro lato della barricata non c'è praticamente niente. I cattolici, in particolare, principali vittime di quel che successe tra il 1931 e il 1939, hanno prodotto quasi solo saggistica.
Ebbene, adesso hanno un esordiente, Maximiliano Cattaneo, che ha appena pubblicato un ponderoso romanzo per Fede & Cultura, Il calzolaio di Finisterre (pp. 670, €. 23,75). L'autore dimostra una conoscenza di dettaglio della storia spicciola di quei giorni davvero notevole. E anche una minuziosa conoscenza dei luoghi per esserci stato. E' vero, Salgari ha mostrato che si possono fare capolavori esotici senza mai essere usciti dalla propria biblioteca. Ma le ricognizioni in loco sono meglio, anche per la miniera di ulteriori spunti che se ne può trarre.
La storia narrata da Cattaneo è complessa e non si può riassumere, neppure brevemente. Copre l'arco di dieci anni, dieci anni di fuoco (è il caso di dirlo) per la Spagna. Il protagonista diventa Calzolaio (con la maiuscola) perché il padre è un magnate internazionale del settore calzaturiero. Morta la madre, cui era attaccatissimo, muore in lui anche la fede religiosa. Segue dunque le sirene del potere e della ricchezza, a Madrid, Londra, New York, mentre alle sue spalle le cose deflagrano coinvolgendo anche le sue amicizie d'infanzia, il suo ex direttore spirituale, la sua fidanzata di una volta. I campi si dividono e anche i suoi vecchi amici. Chi va con i massoni, chi con i socialisti, chi con gli anarchici, chi con Franco. Il quale, quasi trascinato dagli eventi che sempre più precipitano, dopo l'assassinio ad opera di agenti delle Guardie de Asalto e della Guardia Civíl di José Calvo Sotelo, il leader monarchico dell'opposizione, decide di aderire al pronunciamiento militare organizzato dal generale Mola nella Navarra, la regione dei carlisti (i cattolici legittimisti che nel secolo precedente avevano combattuto ben tre guerre contro i liberali e ora si preparavano alla quarta).
Il protagonista, la cui piccola storia è coinvolta suo malgrado nella storia grande, si ritrova a Finisterre, l'estremo punto occidentale del Paese (come il suo nome, latino, mostra) a fare davvero il calzolaio, adesso con la minuscola, per vivere con la sua antica fiamma che gli ha dato un figlio. Incontra il generalísimo e gli chiede clemenza per un suo vecchio compagno che, responsabile di omicidi rojos e pentito, si è costituito per espiare. Ma ci pensa un anarchico a saldare i conti, perché i comunisti avevano fatto pulizia ideologica anche di quelli che erano più a sinistra di loro. Infine, un romanzo d'autore cattolico non sarebbe tale se non avesse, come Manzoni insegna, un happy end. Che, ovviamente, non riveliamo.

Nota di BastaBugie: sulla guerra di Spagna consigliamo la visione dei seguenti due film.

UN DIOS PROHIBIDO (2013)
La gloriosa testimonianza di fede dei 51 frati barbaramente uccisi dal Fronte Popolare in odio alla fede cattolica.
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=42

L'ASSEDIO DELL'ALCAZAR (1940)
Un episodio epico fondamentale della Guerra di Spagna. Militari, donne, bambini e anziani resistettero per oltre un mese all'assedio fino all'arrivo delle truppe del Generalissimo Franco.
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=40

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 15-09-2020

5 - TENET, IL DELUDENTE FILM DI CHRISTOPHER NOLAN
Il film di fantascienza prende il nome dal Quadrato Magico di Pompei, antico codice cristiano di parole palindrome (Rotas, Opera, Tenet, Arepo, Sator), ma solo il nome... tutto il resto è noia (VIDEO: trailer di Proximity)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 02-09-2020

Tanto tuonò che alfine (non) piovve. Il filmone di Christopher Nolan, Tenet, ha avuto un battage galattico per mesi. Trailer segretissimo, poi pezzetti di esso che comparivano qua e là in rete, poi l'uscita slittata causa Covid (e anche la notizia dello slittamento è stata debitamente enfatizzata), infine interviste criptiche, indi recensioni alla cieca e, infine, voilà, eccolo. Due ore e mezza di film, costo stratosferico, si dice uno dei più costosi dopo Cleopatra con Liz Tayor. E in effetti, stando al botteghino, in tantissimi sono andati a vederlo: più che il disagio da mascherina e distanziamento poté la curiosità. Il sottoscritto era personalmente e particolarmente intrigato perché in una delle anticipazioni online aveva letto che il film era ispirato al Quadrato Magico pompeiano, sul quale chi scrive pubblicò un intero libro (Bur) ancora in commercio (anche perché sull'argomento non ce ne sono altri). [Per acquistare il libro "Il quadrato magico. Un enigma che dura da duemila anni" di Rino Cammilleri, clicca qui!]
Per chi se lo fosse perso: Rotas Opera Tenet Arepo Sator, parole palindrome dislocate in quadrato il cui anagramma dà due Paternoster disposti a croce tra due Alfa e due Omega. Insomma, un enigma cristiano. Pompei, lo ricordiamo, fu distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C. La cristianità del Quadrato è confermata dalla sua diffusione in tutta, appunto, la Cristianità. Perché l'indovinello? Perché Pompei era il buen retiro dei ricchi romani, lì aveva casa Poppea moglie di Nerone e quest'ultimo aveva appena inaugurato le persecuzioni contro i cristiani (uccisi anche san Pietro e san Paolo). Dunque, prudenza. Nulla di tutto questo nel film di Nolan.
Gli unici riferimenti al Quadrato sono:
a) il titolo,
b) il cattivo che si chiama Sator,
c) un anonimo falsario d'arte di nome Arepo e
d) una ditta ambigua denominata Rotas.
Tutto qui.
Il resto è un mix tra spionaggio e fantascienza, imperniato su mini-viaggi nel tempo, con un concitato andirivieni tra passato, presente e futuro che ottiene solo di disorientare lo spettatore (o almeno ha disorientato me: se qualcuno è stato più fortunato mi fa un favore a illuminarmi). Forse è un espediente per costringere chi non ci ha capito molto a rivedere il film, ovviamente acquistando altro biglietto. Spesso quando ci sono effetti speciali mirabolanti e locations in mezzo mondo, alla 007, il kolossal fa acqua proprio nella trama, paradossalmente la cosa che costa meno. Cast stellare, da Robert Pattinson (il vampiro Twilight amato dalle teenager) a Kenneth Branagh, a John David Washington (famoso per suo padre, Denzel), perfino un cameo di Michael Caine.
Guardate ora questi: Ryan Masson, Highdee Kuan, Christian Prentice. Mai sentiti? Infatti, sono protagonisti di un b-movie americano uscito in quasi contemporanea: Proximity. Girato con quattro soldi, tratta di un tema già ampiamente sfruttato, l'abduction, cioè il rapimento da parte di alieni. Perché è più interessante? Perché finalmente si spiega che cosa vogliono gli alieni dai rapiti. Vogliono informazioni su - udite, udite - Gesù Cristo. Proprio così. Raggiunto il top del progresso tecnologico, hanno scoperto che quell'Umano ha qualcosa a che fare con la creazione dell'universo e vogliono saperne di più. Noi credenti sappiamo che Lui è il Logos, «per mezzo del quale tutte le cose sono state create». Gli alieni ancora no e sono venuti per informarsi sul pianeta degli uomini. La scena dell'Ascensione, che gli alieni hanno filmato a suo tempo e mostrano, vale da sola il prezzo del biglietto. Ecco, dunque, un suggerimento per Nolan. Perché non sviluppa da par suo e coi suoi potenti mezzi questo tema? Certo, non è politicamente corretto e perciò suscettibile di polemiche senza fine. Ma, appunto per questo, quale miglior lancio?

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 2 minuti e mezzo) si può vedere il trailer del film Proximity di cui ha parlato Rino Cammilleri in fondo all'articolo precedente. Noi di BastaBugie abbiamo visto il film, ma non ci è piaciuto granché. Soprattutto la scena citata nell'articolo è un po' forzata, nel senso che non è ben inserita nella trama. Pare aggiunta solo per catturare qualche cristiano in più per guardare il film. Diciamo un film comunque piacevole, ma da vedere quando non ci fosse di meglio da fare.
Per acquistare il dvd di "Proximity" in italiano, clicca qui!


https://www.youtube.com/watch?v=zcISqPyVZFs

Per acquistare il dvd di "Proximity" in italiano, clicca qui!

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 02-09-2020

6 - LA MASSONERIA PREPARO' LA BRECCIA DI PORTA PIA
Distruggere il potere temporale della Chiesa è il pallino fisso della Massoneria, l'organizzazione che più di ogni altra incarna la laicità (VIDEO: Angela Pellicciari)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 25-09-2020

Il 150° anniversario della Breccia di Porta Pia e dello scippo di Roma al Papa da parte dei Savoia è stato festeggiato, causa Covid, quasi in sordina, anche per la coincidenza con le elezioni, non fosse mai che le fanfare dei bersaglieri distraessero il popolo dal rito più sacro per il laicismo. Chi segue gli scritti di Angela Pellicciari, nostra firma, sa bene che l'ossessione di distruggere il potere temporale della Chiesa era antica e costituiva il pallino fisso dell'organizzazione che più di ogni altra incarnava la «laicità», la massoneria. Perfino Proudhon, celebre ideologo rivoluzionario della prima metà dell'Ottocento, era convinto che, sottrattale la sedia su cui stava seduta, la Chiesa si sarebbe dissolta.
In effetti, l'ateo non può ragionare diversamente, dal momento che riesce a concepire solo realtà terrene. E va pur detto che non aveva poi tutti i torti: la Chiesa uno Stato ancora ce l'ha, piccolissimo, ma ce l'ha; se non l'avesse, farebbe la fine che già fece ai tempi della c.d. Cattività Avignonese, per settant'anni ostaggio del re di Francia, papi francesi, cardinali francesi. Cui seguirono i devastanti quarant'anni dello Scisma d'Occidente, con ben tre papi, nessuno dei quali «emerito».
Tornando a Porta Pia, non era, quella, la prima volta che il papa doveva sloggiare. Nel Medioevo, tante volte aveva dovuto farlo, ma il primo golpe ideologico fu quello giacobino della prima Repubblica Romana, con Pio VI mandato a morire in galera. Seguì Napoleone, che deportò Pio VII. Da notare che per quest'ultimo essere sacerdote era più importante che essere sovrano, tant'è che rifiutò categoricamente di dichiarare nullo il matrimonio religioso di Napoleone con Josephine Tascher de la Pagérie, vedova Beauharnais, per permettergli di sposare Maria Luisa d'Asburgo (il cui padre, imperatore d'Austria, pur aveva ceduto al padrone d'Europa per evitare guai maggiori).
Ma era Roma che volevano, le logge. Il tempo di nascere e il figlio di Napoleone e Maria Luisa fu subito creato Re di Roma. Lo storico della massoneria Aldo A. Mola, in un lungo articolo sul «Giornale del Piemonte e della Liguria» dedicato al 150°, scrive che il fatto «sancì l'inclusione della Città Eterna in un orizzonte che, per semplicità, può essere configurato come neo-pagano con suggestioni dell'Antico Egitto». Nel 1811 a Milano, per celebrare l'evento, si riunirono i supremi dignitari massonici del Regno d'Italia in una «sala ornata con la raffigurazione delle nozze della Terra col Cielo, delle Orge di Bacco, dei misteri di Cibele e altre bizzarrie». E acclamarono «la nascita di Oro (Napoleone II, il loweton - figlio di maestro massone ndr), di Osiride, ovvero Napoleone il Grande "nostro fratello e protettore dell'ordine massonico nell'Impero di Francia e nel Regno d'Italia" (così il verbale dei «Lavori Massonici», ndr), e della consorte Maria Luisa d'Asburgo (Iside)».
Quando Napoleone il Grande fu sconfitto nel 1814 e poi, definitivamente, nel 1815, il suo impero crollò con lui e si procedette alla Restaurazione. Già, ma nell'ormai ex Regno d'Italia le logge contavano «non meno di 20mila affiliati, in larga misura coincidenti con la classe dirigente». I quali, lasciate calmare le acque, cominciarono a gettare le fondamenta per quello che fu chiamato Risorgimento. Che nel 1870 completò, e per sempre, l'opera.
Mola fa notare che il primo a usare la parola «Risorgimento» era stato un sacerdote (così come, sempre Mola in altra sua opera, indica in un altro sacerdote il vero autore dell'«Inno di Mameli»). Questo sacerdote si chiamava Saverio Bettinelli, era un letterato di una certa fama e «non mancò di incontrare Voltaire a Ginevra». Nel 1775 pubblicò Il risorgimento d'Italia... dopo il Mille. Quasi dimenticavo: era un gesuita.

Nota di BastaBugie: già da noi pubblicizzati, consigliamo nuovamente i video di Angela Pellicciari. Ecco come l'autrice li presenta:
In questo periodo, per ingannare il tempo, mi sono inventata quelle che ho chiamato Pillole. Piccoli video in cui parlo con semplicità e chiarezza delle cose che ho scritto. Se credete potete vederle sul mio canale di youtube. Ben 51 sono quelle che ho dedicato al risorgimento (1; 31-35; 57-102).
Qui sotto ne trovate una (Il caprone arrivato a Roma durante la repubblica). Per vedere tutte le altre clicca nel link qui sotto:
https://angelapellicciari.com/pillole/


https://www.youtube.com/watch?v=B2LXfT1Rvn8

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 25-09-2020

7 - I RADICALI, L'EUTANASIA E IL DIRITTO DI CAMBIARE IDEA NEGATO AL MALATO
Non è giusto inchiodare per sempre a una volontà espressa anni prima e in tutt'altro contesto e condizioni
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 02-10-2020

A proposito del documento vaticano Samaritanus bonus che ribadisce la dottrina cattolica sul fine vita, il radicale Cappato su «Il Riformista» ha ovviamente parlato di «autodeterminazione del malato», diritto che la Chiesa negherebbe. I radicali, costantemente votati alla dissoluzione dei legami e dell'individuo, autoconsacratisi all'eliminazione degli indesiderati e dei non perfetti, godono di un notevole numero di simpatie trasversali. I loro amici sono annidati soprattutto a sinistra, ma anche tra gli orfani di Craxi che si sono incistati fra i berlusconiani. Ciò spiega perché il famoso caso Welby, cioè il tetraplegico che voleva morire, abbia goduto di larghissima stampa, laddove i casi dei tetraplegici che volevano vivere rimasero nell'oblio.
Ora, poiché a sinistra si considera una doverosa modernizzazione tutto quello che viene portato avanti dalla punta di lancia radicale, ecco le consultazioni di esperti sul tema del cosiddetto «testamento biologico», allo scopo, si disse, di proteggere il paziente da eventuali comportamenti arbitrari dei medici in caso di perdita della capacità d'intendere e volere. Vennero sentiti specialisti in geriatria, oncologia e trattamento di malati terminali. Ebbene, questi esperti si trovarono d'accordo almeno su una cosa: il paziente non può affidarsi ad un pezzo di carta che dichiari la propria volontà su una sua futura e imprevedibile condizione sanitaria.
Infatti, chi può stabilire, in un caso concreto, se una determinata e particolare cura costituisca accanimento terapeutico e non estremo tentativo di salvataggio? Non certo il paziente. E nemmeno il giudice. Ma solo il decorso del malato. Se sopravvive, non è stato accanimento terapeutico. Se muore, lo è stato. In ogni caso, la decisione spetta al medico e non può essere presa da nessun altro. Morale: il cosiddetto testamento biologico è una trovata alla moda, tanto per aprire la strada all'eutanasia propriamente detta, che poi sarebbe il diritto al suicidio ad libitum.
Il quale è visto come il punto d'arrivo di una concezione liberale portata al suo esito logico: la vita è solo mia, e ne faccio quel che voglio. Naturalmente, questo liberalismo individualista non tiene alcun conto del bene comune, in base al quale io mi appartengo solo nella misura in cui la mia sparizione non pregiudichi altri. Chi si sottrae al dovere di vivere (che non è solo un diritto) è paragonabile a colui che abbandona il tetto coniugale o non ottempera all'obbligo del mantenimento. O, se preferiamo una metafora sportiva, è come un canottiere che a metà gara si tuffa in acqua lasciando gli altri a remare anche per lui.
Non a caso il tentativo di suicidio e l'istigazione al suicidio sono sempre stati sanzionati penalmente. Per restare nell'ambito legale e tornando al cosiddetto testamento biologico, i giuristi sanno che il consenso deve essere «attuale». Infatti, quando si verificasse la fattispecie prevista nel documento, chi potrebbe dire che il consenso ivi contenuto corrisponde alla effettiva volontà del paziente in quel momento? Se quest'ultimo fosse in coma, per esempio, come sapremmo se nel frattempo ha cambiato idea? È giusto inchiodare per sempre qualcuno a una volontà espressa anni prima e in tutt'altri contesto e condizioni?
È invece esperienza comune che molti, di fronte alla prospettiva concreta e attuale della morte, rinnegano perfino anni di militanza pubblica anticlericale e chiedono i sacramenti. Dunque, esiste un diritto che supera ogni altro: quello di cambiare idea. Né varrebbe, sempre dal punto di vista giuridico, introdurre la figura del «fiduciario», uno cioè che sia stato abilitato a interpretare la volontà di chi non può più esprimerla. Questi dovrebbe essere stato delegato dall'estensore del testamento biologico a decidere quali trattamenti medici accettare e quali no. Solo che, così, l'autodeterminazione del paziente andrebbe a farsi benedire.
Per giunta, si accantonerebbe l'opinione di un addetto ai lavori, il medico, per far prevalere quella di un incompetente, il fiduciario. L'introduzione di questa figura, infine, aprirebbe anche un altro tipo di contenzioso, dal momento che potrebbe trattarsi di personaggio con spiccato interesse personale alla sospensione di ogni cura per il paziente. Lo si è visto bene nel caso di Terry Schiavo, il cui marito aveva oggettivamente un interesse non piccolo nello staccare la spina. I genitori di lei, lo si ricorderà, avevano manifestato una volontà diametralmente opposta. Infine, esiste anche, in diritto, il principio della libertà terapeutica del medico, il quale si vedrebbe impastoiato e, per finire, impedito nella sua attività da inverificabili testamenti biologici, fiduciari dalla contestabile delega, giudici e quant'altro. E si concretizzerebbe il famoso proverbio: mentre gli esperti litigano al suo capezzale, il paziente muore. Ma forse è proprio questo che i teorici del sovraffollamento planetario vanno cercando.

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 51 minuti) dal titolo "Eutanasia e legge sulle DAT" il prof. Tommaso Scandroglio spiega i rischi della legge sull'eutanasia.


https://www.youtube.com/watch?v=5B7PfUd_6xk

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 02-10-2020

8 - OMELIA XXX DOMENICA T.O. - ANNO A (Mt 22,34-40)
Amerai il tuo prossimo come te stesso
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Rispondendo al dottore della Legge che gli chiedeva quale fosse il più importante comandamento, Gesù proclama e diffonde il primato dell'amore nella vita di ogni uomo. Dio è amore, e l'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, è chiamato prima di tutto ad amare. È l'amore a dare senso e significato alla vita umana. Una creatura umana si realizza nella misura del suo amore al Creatore e ai fratelli. Diversamente, se si lascia vincere dall'egoismo, che è esattamente il contrario dell'amore, si incammina a rapidi passi verso la sua infelicità.
L'amore ci spinge a donarci; l'egoismo ci porta a dominare e a ricercare unicamente il nostro tornaconto. L'uomo d'oggi tante volte si illude di amare, ma, in realtà, è guidato quasi esclusivamente dall'egoismo. L'insegnamento delle letture di questa domenica deve spingerci a fare un serio esame di coscienza e a domandare al Signore la grazia del puro e santo amore, quell'amore che ha condotto Gesù a donare la sua vita per noi, fino a morire in croce.
L'amore richiede sforzo, impegno personale e sacrificio. La prova inconfutabile dell'amore è il dolore. Solo se siamo disposti a soffrire per una persona diamo prova di amare quella persona. E quando si ama, quella sofferenza non pesa, anzi, è desiderata. Così ci ha amati Gesù, fino a versare tutto il suo Sangue per la nostra salvezza; così hanno amato i Santi, i quali hanno donato la loro vita per Dio e per i fratelli; così dobbiamo amare anche noi, se veramente ci teniamo alla nostra felicità.
L'amore ci porta ad amare Dio al sopra di ogni cosa, e il prossimo come noi stessi. Questi due amori sono strettamente congiunti e non si possono separare l'uno dall'altro, al punto che noi dimostreremo il nostro amore a Dio amando e servendo i nostri fratelli; ma è anche vero che quanto più ameremo Dio, tanto più riusciremo ad amare il prossimo.
L'amore ci avvicina sempre di più a Dio, pertanto bisogna esortare tutti a far del bene, anche i lontani: in tal modo, senza accorgersene, anche loro si avvicineranno alla conversione, si avvicineranno sempre di più all'incontro con Dio. L'amore, inoltre, ci spingerà a fare sempre di più per la gloria di Dio e per il bene dei fratelli.
È stato l'amore a spingere la beata Teresa di Calcutta a dedicarsi completamente ai bisognosi più poveri e abbandonati. Nel suo cuore ci fu come un fuoco ardente che la consumava giorno per giorno, e lei non si risparmiò minimamente, volendo potare la luce di Dio e della carità cristiana a chi non aveva mai conosciuto un gesto d'amore, una parola gentile, e viveva in condizioni disumane.
È stato l'amore a spingere San Pio da Pietrelcina a rinchiudersi per ore e ore ogni giorno in confessionale per dare alle anime il perdono di Dio e la grazia della sua amicizia. San Pio avvertiva tutto quel peso immane, ma lo faceva volentieri perché amava le anime. Per loro sgranava in continuazione decine e decine di Rosari, per ottenere dal Cuore materno di Maria tutte le grazie di cui avevano bisogno e, soprattutto, la grazia della conversione e della perseveranza nella grazia di Dio. La vita di Padre Pio fu letteralmente divorata dal fuoco dell'amore di Dio. Per lui la più grande carità era quella di offrirsi al Signore e di pregare incessantemente per la conversione dei peccatori e per le anime del Purgatorio.
È stato l'amore di Dio a spingere santa Teresina ad offrirsi come vittima all'amore misericordioso di Gesù, per la conversione dei peccatori, rinchiudendosi in un monastero di clausura. Oggi questa vocazione non è molto compresa, ma, agli occhi di Dio, è preziosissima.
L'amore ci fa uscire da noi stessi, in modo tale che ci prendiamo cura degli interessi del prossimo come se fossero i nostri. Si dice che "chi ama non calcola, mentre chi calcola non ama".
Scriveva sant'Agostino: «Sempre, in ogni istante, abbiate presente che bisogna amare Dio e il prossimo: Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente, e il prossimo come se stessi. Questo dovete sempre pensare, meditare, ricordare, praticare e attuare. Amando il prossimo per amore di Dio e prendendoti cura di lui, tu cammini. Aiuta, dunque, il prossimo con il quale cammini, per poter giungere a Colui con il quale desideri rimanere».
L'amore è la misura del cristiano. Saremo riconosciuti come discepoli di Gesù se avremo carità gli uni per gli altri. E, ricordiamolo sempre, la carità deve essere esercitata con la mente, pensando bene e giudicando bene il prossimo; con le parole, evitando con cura la mormorazione; e con le opere, servendo Gesù nella persona del prossimo. Saremo veramente cristiani nella misura di questo amore.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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