BastaBugie n°688 del 28 ottobre 2020

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1 LOCKDOWN: LA SOLITUDINE CI UCCIDERA' PIU' DEL CORONAVIRUS!
La colpevolizzazione dei positivi fa guardare gli altri con sospetto ed infine saremo spinti a smettere di vivere... per non morire (VIDEO IRONICO: La mascherina)
Autore: Danila Italiano - Fonte: Società Domani
2 COME FIDARSI DI UN GOVERNO CHE DA' LA CACCIA AI SANI INVECE DI CURARE I MALATI?
Curare subito a casa coloro che hanno i primi sintomi eviterebbe ricoveri, collasso di ospedali e morti (perché abbiamo medicine efficaci, ma non viene detto)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
3 STRAORDINARIO SUCCESSO PROLIFE: LA POLONIA VIETA L'ABORTO TERAPEUTICO (CIOE' EUGENETICO)
Centri sociali, militanti gay e sinistra radicale hanno organizzato manifestazioni pacifiche armati di pietre e bastoni... ad esempio davanti all'abitazione privata del leader del PiS (le pietre scagliate sulle forze dell'ordine erano ovviamente democratiche e pacifiche)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
4 COME REAGISCE LA FRANCIA ALLA DECAPITAZIONE DEL PROFESSOR PATY
Da 15 anni fingiamo di non vedere l'islam nelle scuole francesi, ora ci dichiarano guerra, cosa rispondiamo?
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi
5 SE SCONFIGGERA' TRUMP, BIDEN SOSTERRA' IL ''DIRITTO'' DEI BAMBINI A CAMBIARE SESSO
Joe Biden, sempre pronto a proclamarsi cattolico a parole, tradisce la propria fede promuovendo aborto ed Lgbt (motivo per cui gli è stata negata la Comunione)
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana
6 PERCHE' CONIARE MONETE PER LA MADRE TERRA?
Per celebrare la Giornata della Terra la Zecca vaticana ha coniato una moneta secondo l'iconografia della Pachamama... ma dobbiamo chiederci che senso abbia rendere omaggio a una divinità pagana
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 LA DONNA CHE CAMBIERA' L'AMERICA... IN MEGLIO!
Amy Coney Barrett è stata finamente nominata alla Corte Suprema: i democratici la accusano di essere cattolica e pro life... ed una volta tanto hanno perfettamente ragione
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi
8 OMELIA DI TUTTI I SANTI (1/11) E DEI FEDELI DEFUNTI (2/11) - ANNO A (Mt 5,1-12a; Gv 6,37-40)
Beati i poveri in spirito
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - LOCKDOWN: LA SOLITUDINE CI UCCIDERA' PIU' DEL CORONAVIRUS!
La colpevolizzazione dei positivi fa guardare gli altri con sospetto ed infine saremo spinti a smettere di vivere... per non morire (VIDEO IRONICO: La mascherina)
Autore: Danila Italiano - Fonte: Società Domani, 26 ottobre 2020

Chi ritiene che la soluzione della diffusione del virus covid19 stia nel lockdown, finirà con il ritenere che il problema è l'essere umano stesso. I lockdownisti ritengono che la soluzione dell'epidemia sarebbe eliminare i contatti tra le persone. Il covid, il pericolo invisibile diventa la persona visibile, il mio prossimo. Il pericolo è l'altro che può trasmettermi la malattia. Sembra sentire Sartre "l'altro è il mio inferno", almeno potenzialmente.
L'idea del lockdown non è nuova, ma la scienza contemporanea l'ha rivestita di modernità attraverso un modello matematico elaborato dall'epidemiologo Neil Ferguson specializzato in "schemi di diffusione delle malattie infettive", dell'Imperial College di Londra. Un lungo e accademico giro di studi e ricerche, per approdare ad un "rimedio" vecchio come il mondo, con cui sono state affrontate le epidemie degli ultimi trenta secoli, "l'isolamento". Ferguson è un sostenitore della necessità del lockdown e della separazione. Ironia della sorte, l'epidemiologo durante l'ultimo lockdown fu colto in "fragranza di reato" perché ruppe l'isolamento per correre fra le braccia di una sua amica.

IL LOCKDOWN NON OFFRE CERTEZZE SCIENTIFICHE
Peraltro è stato rilevato che la rottura dei lockdown non comporta automaticamente la risalita di contagi. Quindi il lockdown non offre certezze scientifiche di incidere in modo decisivo sulla diffusione del virus. Diversamente il distanziamento e l'isolamento, sul piano della cultura sociale e politica, trasferiscono il centro dell'attenzione dal virus alle persone che diventano il pericolo epidemico principale, la persona è il problema, è il vero nemico, più della malattia stessa, al punto che la collaboratrice del Presidente Conte, l'economista Marianna Mazzucato, parla della necessità di un lockdown climatico, per ridurre la Co2 e salvare l'ecosistema, teoria ampiamente diffusa dal quotidiano Avvenire. L'essere umano trasformato in nemico dell'altro, e in nemico della natura fino ad affermare propagandisticamente che occorre "fare meno figli per il bene dei nipoti".
La vera modernità non può passare per i lockdown pubblicizzati sulle prime pagine dei quotidiani. Una lettura con reiterate ipotesi, al vaglio del governo per contenere la crescita di positivi al Covid basate su chiusure e limitazioni, non si sa se fare uscire solo chi va al lavoro o chi va a scuola, oppure chiudere questa o quella attività economica. Dagli spostamenti tra Regioni ai bar, ai ristoranti e alle palestre, strette di fronte all'aumento dei contagi e ad un aumento di richieste nelle terapie intensive. [...]

LA SOLITUDINE È LA PRINCIPALE CAUSA DI DEPRESSIONE
Tutti hanno bisogno di un ambiente che supporti la salute mentale e il benessere emotivo. Se tale supporto non risulta essere idoneo o viene a mancare, chiunque può diventare un utente dei servizi per la salute mentale. Se ci chiuderemo di nuovo in casa forse non ci contageremo, ma moriremo lo stesso. Di solitudine, di mancate relazioni e di... fallimenti economici!
Secondo Wikipedia la solitudine è universalmente riconosciuta come la principale causa di depressione. In lingua inglese il concetto viene espresso con loneliness che si riferisce al dolore provato in condizioni di esclusione. La solitudine ci ucciderà più del virus! La colpevolizzazione di essere i trasmettitori ci farà guardare gli altri con sospetto, strusciando il muro con la schiena per distanziarci dal passante vicino ed infine, alla lunga, cambierà la nostra antropologia, la nostra idea dell'uomo. È forse giunto il tempo del pianeta delle scimmie? No, l'ideologia dello "smettere di vivere per non morire" avrà fine, l'uomo è qualcuno che porta in se qualcosa più grande di se, questo vincerà.
Infine, pur usando le misure necessarie a circoscrivere i contagi, non ne facciamo un assoluto, prima di tutto viene la persona umana, restiamo umani, abbiamo bisogno di incontrarci e di incontrare la fonte di tutti gli incontri, per questo Dio non voglia si prendano misure che impediscano la vita religiosa e di fede, altrimenti diventeremo tutti utenti dei servizi mentali... vivi, forse, ma di quale vita?

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 2 minuti) dal titolo "Mi serve una mascherina (?)" si sottolinea che l'obbligo generale imposto dalla politica ha poco senso [leggi: DIETRO LE MASCHERINE UN ESERCITO DI SERVI SOTTOMESSI, clicca qui].
Perfino l'OMS attualmente ribadisce l'utilità dell'uso della mascherina solo nei contesti descritti nel video [leggi: LA MASCHERINA E' INUTILE E A VOLTE DANNOSA, clicca qui].
Insomma in soggetti asintomatici in grado di rispettare le norme sanitarie, le mascherine non servono.


https://www.youtube.com/watch?v=bdIRZc57qwE

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Fonte: Società Domani, 26 ottobre 2020

2 - COME FIDARSI DI UN GOVERNO CHE DA' LA CACCIA AI SANI INVECE DI CURARE I MALATI?
Curare subito a casa coloro che hanno i primi sintomi eviterebbe ricoveri, collasso di ospedali e morti (perché abbiamo medicine efficaci, ma non viene detto)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 26 ottobre 2020

"Non si capisce dove stiamo andando", ha dichiarato ieri Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, dopo l'ennesimo Dpcm di Conte. È l'impressione generale. E i costi di questa deriva sono altissimi. Le sole cose certe, concrete e utili che si dovrebbero fare, non si fanno. Sono in particolare due.
Primo: curare subito a casa (invece di abbandonarli alla sorte) coloro che hanno primi sintomi non gravi di Covid con i farmaci efficaci (che ci sono) sulla base di un protocollo nazionale: queste cure precoci - dicono gli specialisti - scongiurerebbero aggravamenti, ricoveri, collasso di ospedali e pure morti.
Secondo: predisporre un numero di letti adeguato nelle terapie intensive e nuove strutture con nuovo personale (cosa che non è stata fatta in cinque mesi: se ne parla ora).
Sul primo punto, in queste ore, è stato il governatore veneto Zaia a intervenire decisamente: "chiedo che a livello nazionale si stabiliscano protocolli di cura efficienti per la terapia domiciliare nei primi giorni perché sono quelli che ci evitano i ricoveri. E non parlo solo di cortisone" ha aggiunto "ma di altri principi attivi che hanno funzionato e che sono stati messi in discussione".
Anche l'on. Armando Siri (Lega) ha chiesto "urgentemente" al governo di "premere su Aifa per sbloccare i protocolli di cura domiciliare per il Covid" invece di "dare il colpo di grazia all'economia italiana con l'ennesimo Dpcm" che insiste con "misure liberticide e catastrofiche per il lavoro".

IL GOVERNO A CACCIA DEI SANI
Per tutti questi mesi il governo, invece di occuparsi di come curare i malati, è andato a caccia di ristoranti, bar, discoteche e falò sulla spiaggia, dopo essersi dedicato a monopattini e banchi a rotelle. Cioè ha inseguito il nulla.
Anziché occuparsi dei malati, ha concentrato tutte le attenzioni sulla ricerca dei cosiddetti "positivi", ma "il 95% dei positivi", com'è stato autorevolmente spiegato dal professor Giorgio Palù, "non ha sintomi e quindi non si può definire malato". Inoltre "è certo che queste persone sono state 'contagiate', cioè sono venuti a contatto con il virus, ma non è detto che siano 'contagiose', cioè che possano trasmettere il virus ad altri...".
Oltretutto il test non dà un verdetto sicuro e ci sono pure i casi di persone con sintomi (anche gravi come la polmonite interstiziale) che non sono positivi.
Addirittura c'è chi si domanda se sia stata dimostrata la relazione di causalità fra il nuovo virus e la malattia, dal momento che, a quanto pare, il famigerato agente patogeno, a tutt'oggi, non è stato isolato, come invece si sarebbe dovuto fare subito.
Gli specialisti spiegano che alla base di ogni strategia contro un'epidemia c'è l'isolamento del nuovo virus, la purificazione da altro materiale biologico e lo studio che dimostri la correlazione di esso con la malattia. Ma tutto questo non c'è stato se non in modo parziale.
Così i test cercano qualcosa che non ha volto, non si sa cos'è, com'è fatto e come si comporta. Per questo i test non possono dare risultati certi. Anche per questo la sola, ossessiva, corsa ai positivi (per di più sempre in ritardo) non è risolutiva.
Oltretutto questo virus ha un comportamento anomalo. Una pandemia dovrebbe comportarsi allo stesso modo nelle zone omogenee e dovrebbe avere alta letalità. Invece non c'è l'alta letalità e il suo comportamento è imprevedibile.

TRE ESEMPI
Nessuno ha ancora spiegato cosa sia successo in Cina. Sembra che là tutto sia improvvisamente e totalmente passato. Arrivano immagini e reportage da Wuhan che oggi mostrano vie e locali pieni di gente senza mascherine. Il Covid sembra scomparso anche secondo i dati ufficiali. Perché? Possibile che nessuno se lo chieda e nessuno dia spiegazioni?
Altro caso: il Giappone. È a due passi dalla Cina, ha 126 milioni di abitanti(il doppio dell'Italia), ha un'età media della popolazione molto alta, non ha adottato un duro lockdown e ha avuto solo 1700 morti (contro i nostri 36 mila).
E' vero che in Giappone è attivo un sistema di cure a domicilio per i "poco sintomatici" (quello che avrebbe dovuto fare da tempo l'Italia e non fa). Tuttavia c'è molto di strano e incomprensibile nei suoi dati epidemici.
Ancora più strano è il caso del continente africano che è l'opposto del Giappone come organizzazione, mezzi e ordine sociale. L'Oms lì aveva previsto una vera catastrofe umanitaria, ma dopo otto mesi risulta il continente meno colpito del pianeta: su 1 miliardo e 300 milioni di abitanti in Africa le vittime per Covid sono 28.800 (meno della sola Italia che ne ha 36.000), sebbene i governi abbiano potuto fare ben poco (e di certo mascherine, gel igienizzanti e distanziamenti non sono molto abituali in quelle megalopoli).
L'Oms applaude quegli stati, ma non è merito di nessuno. Si dovrebbero piuttosto cercare le ragioni di queste anomalie del Covid. Troppi sono i punti oscuri e i dati dubbi o ignoti (anzitutto quelli dei morti per solo Covid).
Intanto da noi si mette in ginocchio un'intera economia senza fondamenti scientifici certi e non si fanno le sole cose concrete che sono indispensabili per i malati.

Nota di BastaBugie
: Silvana De Mari nell'articolo seguente dal titolo "Covid 19, come non ammalarsi e come guarire, perché sia Covid 19, non Covid 1984" impartisce buoni consigli per evitare e curare le epidemie in generale.
Ecco l'articolo completo pubblicato sul blog di Silvana De Mari l'11 ottobre 2020:
Buoni consigli per evitare epidemie: arriva l'autunno e con l'approssimarsi dell'inverno, come tutti gli anni, arriveranno i virus parainfluenzali (come i Coronavirus 19-20-21...) ed influenzali.
Con essi arriveranno raffreddori, tracheiti, tracheobronchiiti, broncopolmoniti e purtroppo anche polmoniti interstiziali, tipiche dei virus da sempre,  e spesso misconosciute.
Le seguenti raccomandazioni per evitare aggravamenti inutili ed errori come lo scorso inverno:
1) se febbre, mantenere inferiore ai 38,5 gradi C, con FANS che vuol dire antinfiammatori (e non con tachipirina che non ha azione antinfiammatoria, perché il covid uccide con l'infiammazione!) per 3 giorni consecutivi in modo da bloccare l'infiammazione (opzioni alternative: cebion, okitask 40 mg 2/3 volte al giorno; Brufen 600 mg/die, Dicloreum 150 mg/die, Moment 100 mg 2 volte/die, Momendol 220  Mg 3 volte al giorno, Aulin 100 mg 1/2 volte die...) NECESSARIO UN GASTROPROTETTORE
2) se tosse secca, Fluifort sciroppo 2 cucchiai al giorno e finire il flacone
3) se febbre persistente, aggiungere antibiotico per ridurre sovrainfezioni batteriche, soprattutto in soggetti a maggior rischio, l'azitromicina ha specifica azione anti covid  (Zitromax 500 mg 1 cp/die per tre gg)
4) associare aerosol 2 volte/die con: clenilA 1 cc + Atem 10 gtt + Bronchovaleas  5 gtt per 5 gg. vitamina C 2 grammi al giorno o anche 3, una bustina di lattoferrina da 200 mg.
5) valutare con il medico di base: Plaquenil 1 cp/die per 5  gg: c'è una particolare anomalia dell'elettrocardiogramma che deve essere esclusa prima di dare questo farmaco.
6) "tre L" della nonna: Letto, Lana, Latte (con un cucchiaio di miele)
P.S. Se l'infiammazione viene correttamente controllata da subito non ci sarà alcun bisogno di Eparina, perché sarà controllata la cascata citochinica legata alla flogosi stessa.
Quindi evitiamo di andare ad intasare gli ospedali e curiamoci correttamente a casa senza prendere freddo fuori.
Con tanto riposo.
Niente mascherine, in modo da eliminare i germi che il riflesso fisiologico della tosse vorrebbe eliminare.
L'opzione migliore resta non ammalarsi.
PREVENZIONE:
- Vit A vit D Omega 3,( un cucchiaino al giorno di olio di fegato di merluzzo)
- Vit C 2 grammi al giorno (cebion 1 gr x 2)
- Multicentrum 1 cp Due volte la settimana
- Almeno un'ora al giorno di movimento all'aria aperta
- Lattoferrina una bustina al giorno
NON VI AMMALERETE


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Fonte: Libero, 26 ottobre 2020

3 - STRAORDINARIO SUCCESSO PROLIFE: LA POLONIA VIETA L'ABORTO TERAPEUTICO (CIOE' EUGENETICO)
Centri sociali, militanti gay e sinistra radicale hanno organizzato manifestazioni pacifiche armati di pietre e bastoni... ad esempio davanti all'abitazione privata del leader del PiS (le pietre scagliate sulle forze dell'ordine erano ovviamente democratiche e pacifiche)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 24-10-2020

Il 22 ottobre 2020, memoria di san Giovanni Paolo II, è una data che resterà negli annali della difesa della vita nascente. La Corte costituzionale della Polonia ha infatti dichiarato che l'«aborto terapeutico» (cioè eliminare la malattia uccidendo il malato), che in Polonia è chiamato anche «aborto eugenetico», è incompatibile con la Costituzione di quel Paese.
Ricapitoliamo. L'articolo 4.a della legge del 7 gennaio 1993 sulla pianificazione familiare, la protezione del feto umano e le condizioni per consentire l'interruzione della gravidanza prevede che si possa abortire nei seguenti casi:
1) la gravidanza rappresenta una minaccia per la vita o la salute di una donna incinta;
2) i test prenatali o altre indicazioni mediche indicano un'alta probabilità di un danno grave e irreversibile del feto o di una malattia incurabile potenzialmente letale;
3) vi è un giustificato sospetto che la gravidanza sia derivata da un atto illecito.
Il punto due permette quindi il cosiddetto «aborto terapeutico». Nel 2019, 119 parlamentari di PiS (Diritto e Giustizia), PSL-Kukiz'15 e Konfederacji hanno chiesto alla Corte costituzionale se questa legge fosse conforme alla Costituzione polacca. La carta fondamentale, infatti, all'articolo 38, dichiara: «La Repubblica di Polonia offre a tutti la protezione legale della vita». Tutti significa tutti, senza distinzioni tra sani e malati, tra bambini e adulti. La Corte Costituzionale, dietro una specifica richiesta di alcuni parlamentari, ha infatti stabilito che la legge che regola l'aborto in Polonia viola la Costituzione. Questa sentenza avrà conseguenze enormi sulla legislazione polacca in materia.
Si tratta di un evento epocale e clamoroso che, purtroppo, non ha avuto alcuna risonanza sui media mondiali, così come su quelli italiani. Ovviamente ci sono state reazioni, anche violente. Una folla di democratici, di quelli che «le sentenze non si discutono», hanno inscenato una manifestazione «pacifica» sullo stile del movimento Black Lives Matters: si sono radunati con il volto mascherato (del resto, c'è il Covid), armati di pietre e bastoni. Non davanti al parlamento, non davanti alla sede della Corte Costituzionale: davanti all'abitazione privata del leader del PiS, Jarosław Kaczyński. La manifestazione è stata così democratica e pacifica che la polizia ha dovuto intervenire per proteggere l'abitazione del politico; ovviamente, le forze dell'ordine sono stati bersagliati da una gragnuola di pietre democratiche e pacifiche.
Ci sono state proteste, più o meno dello stesso tenore, anche davanti alle sedi del PiS e della Corte Costituzionale. I media hanno riportato la notizia degli scontri, sostenendo che le due parti erano «donne polacche» contro il PiS; eppure gran parte dei manifestanti sembravano attivisti Lgbt. La polizia ha arrestato 15 manifestanti colpevoli di aver lanciato pietre sulle forze dell'ordine. Alcuni manifestanti si sono anche recati presso l'abitazione di un giudice della Corte Costituzionale, la professoressa Krystyna Pawłowicz, e l'hanno aggredita fisicamente; solo l'intervento della polizia ha potuto interrompere l'aggressione.
Spero vivamente che questa vicenda sia un incoraggiamento per il popolo della vita italiano. Non è quindi vero che bisogna rassegnarsi all'aborto e che l'abolizione delle leggi che lo permettono sia un obiettivo irrealistico. Ma, soprattutto, insegna quali sono le strategie realmente efficaci per contrastare questa piaga sociale e morale. In questo caso, a mio modesto parere, si sono rivelati efficaci l'occupazione gramsciana dei posti di potere e la conoscenza dei meccanismi politici e istituzionali.

Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "In Polonia e a Ginevra risorge la dignità della vita" parla non solo della storica sentenza polacca contro gli aborti eugenetici. A Ginevra, Usa, Brasile, Egitto, Ungheria e Indonesia insieme ad altri 28 Paesi hanno siglato il "Patto per la vita". È l'inizio di una nuova era per la difesa dei nascituri?
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 ottobre 2020:
Una settimana positiva per la vita umana del concepito, grazie alla protezione di San Giovanni Paolo II, di miracoli ne sono capitati. Il tribunale polacco giudica l'aborto, a causa di difetti fetali, incostituzionale.
Giovedì 22 pomeriggio la Corte Costituzionale polacca ha emesso una storica sentenza, emblematica contro gli aborti eugenetici dei bimbi concepiti. Questa decisione abroga la disposizione della legge polacca del 1993 che, fino ad ora, permetteva l'aborto quando "esami prenatali o altri dati medici indicano un'alta probabilità di grave e irreversibile invalidità del feto o di una malattia incurabile e pericolosa per la vita". Gli aborti eugenetici in Polonia costituiscono la maggior parte dei 1.000-2.000 aborti praticati ogni anno, la maggior parte dei quali riguarda principalmente i bambini con la sindrome di Down. La Corte ha anche stabilito che il governo polacco deve fare di più per sostenere i bambini malati o disabili e le loro famiglie. Dopo l'entrata in vigore della nuova decisione, l'aborto in Polonia sarà consentito solo se la gravidanza è il risultato di un crimine come l'incesto o lo stupro, o minaccia la vita o la salute della donna. La sentenza del Tribunale Costituzionale è stata emessa dopo che l'anno scorso un gruppo di deputati conservatori di vari partiti aveva chiesto regole più severe sull'aborto. "Il semplice fatto di una menomazione fetale o di una malattia incurabile non può decidere l'interruzione di gravidanza dal punto di vista costituzionale", ha detto il giudice del Tribunale costituzionale Justyn Piskorski dopo la decisione.  Varie proposte popolari, sostenute da centinaia di migliaia di cittadini, giacciono da anni in Parlamento e molti auspicano che, dopo la Sentenza di giovedì, Deputati e Senatori di tutti i partiti si decidano, dopo il passo falso dell'aprile scorso,  ad ascoltare il desiderio del popolo polacco in favore della vita umana dal concepimento.
Ovviamente la gran cassa dei giornaloni internazionali dalla notte di Giovedì 23 e per tutto Venerdì 24 non ha fatto altro che stigmatizzare la "orribile decisione" polacca, marce di protesta (lautamente finanziate da soliti filantropi) si sono svolte sin dalla notte di giovedì, proteste ufficiali di Amnesty International, Human Rights Watch e Center for Reproductive Rights  non sono mancati per marcare la "crudele decisione". La più stravagante e preoccupante protesta è giunta dal Commissario Europeo dei Diritti Umani Dunja Mijatovic che ha descritto la decisione della Corte Costituzionale polacca, uno dei 47 Paesi del Consiglio di Europa che le paga lo stipendio per difendere Diritti Umani, Democrazia e Stato di Diritto, con queste parole: "Rimuovere le basi per quasi tutti gli aborti legali in Polonia equivale a un divieto e viola i diritti umani. La sentenza odierna della Corte costituzionale significa aborti clandestini/all'estero per coloro che possono permetterselo e un calvario ancora maggiore per tutti gli altri". Come l'Europa possa mantenere in carica un Commissario dei Diritti Umani che non rispetta lo Stato di Diritto, disconosce i fondamenti dei diritti umani internazionali e giustifichi gli aborti eugenetici, è un grave mistero. Si però comprende il silenzio colpevole che ha coperto la notizia sconvolgente dell'eugenetica di Stato della Danimarca nei confronti dei bimbi down. Meglio comprendiamo il sostegno dei mass media alla recente richiesta di liberalizzazione dell'aborto in Finlandia e le pressioni per liberalizzarlo a Malta.
Mentre istituzioni, movimenti e filantropi europei inneggiano al genocidio degli infanti, lo scorso 22 ottobre in Slovacchia (per un solo voto di scarto e con ben 8 deputati pro life assenti per Covid) si è posticipata di soli sei mesi la riforma restrittiva della legge sull'aborto e, a Ginevra, gli Usa, Brasile, Egitto, Ungheria ed Indonesia insieme ad altri 28 Paesi del mondo hanno presentato e sancito un 'patto per la vita' alle Nazioni Unite (The Geneva Consensus Declaration). Nel testo si afferma l'impegno comune ed il reciproco sostegno nei consessi internazionali e con iniziative bilaterali per : "sostenere i diritti delle donne... la dignità umana dal concepimento alla morte naturale... la lotta all'aborto... il ruolo della famiglia come cellula fondamentale della società... l'importanza della autorità ed autonomia degli Stati nazionali". Ci sono segnali che la dignità umana risorga anche in questi tempi bui.


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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 24-10-2020

4 - COME REAGISCE LA FRANCIA ALLA DECAPITAZIONE DEL PROFESSOR PATY
Da 15 anni fingiamo di non vedere l'islam nelle scuole francesi, ora ci dichiarano guerra, cosa rispondiamo?
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi, 19 ottobre 2020

«Io sono anni che non parlo più del Corano ai miei alunni di 11-12 anni, anche se dovrei farlo in base al programma. Lavoro in una zona dove gli studenti ricevono una educazione religiosa fondamentalista. L'imam è molto aggressivo. Le prime volte che ne ho parlato i giovani sono insorti con veemenza, dicendomi che avevo torto, che il Corano ha sempre ragione e che prevale sulla legge penale». Così dichiara al Figaro Jeanne, docente di francese in una scuola secondaria del dipartimento degli Yvelines. La paura e la preoccupazione tra gli insegnanti francesi è grandissima dopo la decapitazione di Samuel Paty a Conflans-Sainte-Honorine.
Il percorso che ha portato all'attentato è emblematico. Il 5 ottobre il professore di storia e geografia tiene una lezione sui «limiti della libertà di espressione» nella sua scuola di Bois d'Aulne, mostrando due caricature di Maometto realizzate da Charlie Hebdo. Per impedire che i suoi alunni musulmani si offendano, preannuncia ciò che sta per mostrare, consigliando a chi non se la sente di guardare di uscire per un momento dalla classe o di chiudere gli occhi, per poi rientrare in occasione della discussione.
Il 6 ottobre, la madre di un'alunna protesta con la preside della scuola, sostenendo che la figlia «è stata confinata nel corridoio perché musulmana». Il 7 ottobre il padre di un'alunna denuncia «un clima d'islamofobia» nella scuola e chiede la sospensione di Paty. Brahim Chnina, la cui figlia frequenta la classe terza (equivalente alla nostra seconda media), parla su Facebook dell'immagine mostrata dal professore e invoca una «mobilitazione contro l'insegnante». Chnina, la cui sorellastra si è unita allo Stato islamico nel 2014, invita tutti a denunciare il professore al Collettivo contro l'islamofobia in Francia (Ccif).

IL RADICALIZZATO, I VIDEO E LA DECAPITAZIONE
La preside dell'istituto inizia a ricevere minacce e il 7 ottobre Chnina denuncia Paty per «diffusione di immagine pornografica». Anche la figlia denuncia il suo professore, nonostante non fosse in classe il giorno in cui aveva mostrato le vignette. L'8 ottobre Chnina, accompagnato da Abdelhakim Sefrioui, inserito dai servizi segreti nella lista dei soggetti radicalizzati, va dalla preside a protestare e la sera pubblica un video nel quale rivela il nome di Paty e incita i musulmani «a dire basta».
I sindacati degli insegnanti chiedono alle autorità di ritirare il video, sapendo che «Paty rischia grosso», e chiedono al sindaco di Conflans-Sainte-Honorine di proteggere il docente. Il 12 ottobre Chnina, insieme alla figlia e a Sefrioui, pubblicano un secondo video spiegando i fatti e chiedendo la sospensione di Paty. Lo stesso giorno il professore, insieme alla preside dell'istituto, sporge querela per diffamazione. Il 16 ottobre Paty viene pugnalato e decapitato da un rifugiato russo 18enne di origine cecena, Abdhoullakh Anzorov, poi ucciso dalla polizia.
Ieri i francesi sono scesi in piazza contro il terrorismo islamico e per ricordare Paty. Molti insegnanti hanno denunciato il «clima di tensione» in classe ogni volta che si parla di islam, testimoniando i frequenti insulti agli ebrei e a Israele e gli attentati terroristici giustificati dagli alunni, che spesso gridano in classe «Allahu Akbar». Come testimoniato a Tempi da Bernard Ravet, direttore per tre anni di tre collège pubblici nelle banlieue di Marsiglia e autore del libro Principal de collège ou imam de la République?, le scuole francesi sono troppo spesso completamente in mano agli islamisti e le autorità si disinteressano a un fenomeno che «mette in serio pericolo le fondamenta dello Stato».
Anche Dominique Schnapper, che dal 2018 presiede il Consiglio dei saggi della laicità, voluto dal ministro dell'Educazione nazionale, Jean-Michel Blanquer, ha riconosciuto che «da quindici anni ci rifiutiamo di guardare in faccia la crescita dell'islam radicale nelle scuole».

DOPO LE LACRIME E GLI HASHTAG, COSA FAREMO?
È il segreto di Pulcinella che il direttore del Figaro, Alexis Brézet, ha voluto sottolineare ancora una volta nel suo editoriale:
«Per due settimane Samuel Paty è stato oggetto di un complotto metodicamente ordito, attentamente organizzato. Dei militanti islamisti l'hanno preso di mira, perseguitato, calunniato. Tra loro un genitore ma anche un attivista islamista, schedato, membro di un "consiglio di imam di Francia". I membri di questa piccola banda l'hanno denunciato alla gerarchia. L'hanno segnalato alla polizia. Hanno gettato il suo nome in pasto ai social media. Hanno postato dei video ingiuriosi nel sito di una moschea. Non avranno armato direttamente la mano dell'assassino, ma hanno senza dubbio ispirato il suo gesto.
"Non passeranno!", si dice. Ma la triste verità che tutti sappiamo è che sono già passati. L'influenza islamista pesa sulla scuola. Secondo un recente sondaggio, il 40 per cento degli insegnanti si "autocensura" su alcuni temi per non creare incidenti. La verità è che questi islamisti sono ben organizzati: hanno nel Ccif la loro vetrina ufficiale, hanno i loro negozi, le loro imprese, i loro brillanti avvocati, i loro attivisti, i loro predicatori che riempiono le moschee, i loro soldati e sicari. Possono contare sui partiti e i media.
E adesso? E domani? Dopo le lacrime e gli omaggi, dopo i grandi discorsi e le manifestazioni, dopo gli hashtag, che cosa succederà? Continueremo con i compromessi davanti alla minaccia islamista o ci risveglieremo, opponendo alla guerra che ci è stata dichiarata un'altra guerra? Questa è la sola domanda che dobbiamo farci.
Va bene la legge contro il separatismo ma questi islamisti non sono separatisti, sono conquistatori che vogliono sostituire, territorio per territorio, le nostre leggi con la sharia. Bisogna chiudere tutte le moschee dove si insegna a odiare la Francia. Espellere immediatamente gli imam stranieri che predicano l'odio. Espellere i radicalizzati stranieri e impedire ai francesi schedati come radicalizzati di essere assunti in impieghi sensibili. Bisognerà infine affrontare il tema dell'immigrazione incontrollata. Ci vuole coraggio, come quello che ha avuto Paty».

Nota di BastaBugie
: nell'articolo seguente dal titolo "Perché la Francia non riesce a espellere i migranti irregolari radicalizzati" spiega che la Francia espelle appena 20 mila migranti all'anno a fronte di 100 mila domande d'asilo rigettate.
Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 26 ottobre 2020:
Si aspettava solo la conferma ufficiale ed è arrivata puntuale venerdì: Abdullakh Anzorov, il giovane che ha decapitato il docente francese Samuel Paty, aveva legami con i jihadisti in Siria. Il 18enne era un rifugiato con regolare permesso di soggiorno fino al 2030, ma in reazione all'ennesimo attentato terroristico è cresciuta in Francia l'insofferenza verso l'incapacità del paese di espellere gli immigrati (radicalizzati o meno), soprattutto quando non sono in possesso di un permesso di soggiorno.
Un'indagine del Figaro mostra quanto sia legalmente difficile espellere gli ospiti irregolari. In un articolo per il quotidiano francese Didier Leschi, direttore generale dell'Ufficio francese dell'immigrazione e dell'integrazione (Ofii), spiega che anche quando l'Ufficio francese di protezione dei rifugiati e degli apolidi (Ofpra) rigetta una richiesta d'asilo, è sempre possibile effettuare ricorso alla Corte nazionale del diritto d'asilo (Cnda), potendo contare in automatico sull'assistenza di un avvocato pagato dallo Stato. Il ricorso impedisce di ricondurre alla frontiera il richiedente quando questo proviene da un paese che non è ritenuto «sicuro».
L'Ofpra respinge ogni anno circa 100 mila richieste di asilo ed è compito dei prefetti, una volta bocciato il ricorso, emettere l'ordine di espulsione (Oqt). Questo può essere però contestato entro un mese e in ogni caso il soggiorno clandestino in Francia non è più un reato dal 2012. Anche chi viene ritrovato senza documenti non può essere arrestato ma detenuto in un centro amministrativo per un massimo di 90 giorni.
Spesso l'espulsione viene bloccata perché il richiedente presenta all'Ofii una richiesta di interrompere la procedura a causa di un precario stato di salute. Fino al 2016, quando le richieste erano gestite dalle aziende sanitarie locali, l'80 per cento delle richieste veniva accettato. Dal 2016, da quando cioè le richieste vengono gestite direttamente dall'Ofii, il tasso è diminuito al 50 per cento.
In aggiunta, resta il problema dei paesi d'origine, che possono sempre rifiutarsi di far rientrare l'immigrato, insieme ai «problemi di sicurezza sull'imbarco di passeggeri recalcitranti su un aereo». La pandemia complica tutto: i paesi d'origine richiedono che gli immigrati siano in possesso di un tampone negativo. «Il tampone però non può essere fatto con la forza. Chi si rifiuta deve essere obbligato con l'intervento della giustizia. Che però non sempre interviene».

Fonte: Tempi, 19 ottobre 2020

5 - SE SCONFIGGERA' TRUMP, BIDEN SOSTERRA' IL ''DIRITTO'' DEI BAMBINI A CAMBIARE SESSO
Joe Biden, sempre pronto a proclamarsi cattolico a parole, tradisce la propria fede promuovendo aborto ed Lgbt (motivo per cui gli è stata negata la Comunione)
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana, 21 Ottobre 2020

Ai più potrebbe essere sfuggito, avendo i media puntato i riflettori sul numero di test anti-Covid compiuti dal presidente Trump e sulle sue dichiarazioni fiscali, ma nel corso dell'ultimo dibattito a distanza, il suo sfidante, Joe Biden, ha dichiarato apertamente, in perfetto alfabeto Lgbt, di voler sostenere i «diritti transgender» dei bambini. A suo avviso, infatti, essi dovrebbero esser messi in grado di cambiare la propria «identità di genere» senza la minima discriminazione ed il minimo ostacolo. In caso di elezione ha già annunciato, quindi, di voler eliminare tutti i divieti ed i paletti posti dal tycoon, cambiando la legge e rimuovendo tutti i suoi ordini esecutivi. Si arretrerebbe, insomma, all'era Obama, che si distinse per il sostegno dato alla chirurgia transgender senza limiti e senza regole, al punto da calpestare lo stesso diritto all'obiezione di coscienza da parte dei medici e degli enti religiosi, nei confronti dei quali Biden non ha specificato come intenda comportarsi. E, a moderare il confronto, non v'è stata una stampa abbastanza neutra da porgli le domande più scomode, riservate invece esclusivamente al presidente Trump. Da notarsi come, ancora nel giugno scorso, la Congregazione per l'Educazione Cattolica vaticana, in un documento intitolato «Maschio e femmina li creò», già esplicito sin dal titolo, ha condannato di nuovo la cosiddetta teoria gender ed ha ribadito la Dottrina della Chiesa sulla differenza fondamentale tra uomo e donna secondo la legge naturale, essenziale per la famiglia e per lo sviluppo umano. Ma nessuno, di questo, durante il dibattito, ha chiesto conto a Biden, sempre pronto a proclamarsi cattolico a parole, salvo poi tradire la propria fede nei fatti, promuovendo aborto ed Lgbt, ciò per cui gli è stata negata la Santa Comunione.

MA ANCHE IN EUROPA...
Un cliché, comunque, questo, ritrovabile ovunque, anche in Italia, dove, in occasione delle elezioni municipali del prossimo 25-26 ottobre, a Nuoro, la lista Giovani Democratici, orbitante ovviamente nella Sinistra militante, ha pensato bene di affidare la propria immagine al bacio-gay tra due uomini in costume tradizionale sardo, all'insegna del motto «Orgogliosi delle nostre tradizioni, orgogliosi delle nostre diversità», specificando poi, a scanso di equivoci, con tutti i problemi che hanno la Sardegna in particolare e l'Italia in generale, chi sia, secondo loro, il vero nemico: «Non bastano delle leggi contro un fenomeno già sviluppato - si legge sui manifesti -. Servono soluzioni radicali. L'omofobia è soprattutto un problema cittadino», senza precisare però in cosa debbano consistere, a loro avviso, queste «soluzioni radicali»: l'ergastolo? la pena capitale? Chissà.
Le cose non vanno meglio in Europa: i leader di Polonia ed Ungheria, legittimamente eletti, sono, una volta di più, finiti sotto l'attacco della Commissione e del Parlamento comunitari, decisi a proibir loro l'accesso ad ulteriori fondi, a meno che non accettino incondizionatamente i diktat dell'Unione. Già erano stati ridotti ideologicamente gli stanziamenti diretti a tutte le comunità locali polacche, ree di aver approvato la «Carta della famiglia», che vieta l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, nonché di promuovere la propaganda Lgbt.

POLONIA ED UNGHERIA
Ma nel mirino europeo è finito anche il primo ministro ungherese Viktor Orbán: non è piaciuto un suo saggio dedicato alla crisi della democrazia liberale, in cui rilancia la necessità di rifondare la società su basi cristiane, saggio apparso su diversi giornali ed in molte lingue. Al veleno la reazione di Věra Jourová, vicepresidente della Commissione europea e Commissario delle politiche per i valori, che, nel corso di un'intervista a Der Spiegel, ha accusato lo stesso Orban d'essere il vero problema europeo a causa della sua «allergia ai principi democratici». Immediata la ferma protesta, trasmessa dal premier ungherese alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: Orban ha chiesto il licenziamento in tronco di Jourová, con la quale in ogni caso, dopo gli insulti ricevuti, non intende aver più niente a che fare. Nessuna comprensione, né mediazione da parte di von der Leyen, che anzi ha ribadito piena fiducia nella propria vice.
Polonia ed Ungheria, comunque, "vaccinate" da decenni di comunismo, non accettano certo ora di subire nuovi processi politici in stile neo-sovietico ad opera delle istituzioni comunitarie, anzi. Per questo l'Ungheria ha minacciato di bloccare con un veto il processo di negoziazione col Parlamento europeo sul progetto di bilancio pluriennale dell'Ue e sul fondo per la ripresa economica, decisi a luglio, qualora il pagamento dei fondi fosse condizionato: «Questa non è la regola dello Stato di diritto - ha detto una portavoce del governo di Budapest - questa è la regola del ricatto». Da notarsi che, tradotto dal politichese, quello che l'Ungheria minaccia di far saltare è un accordo del valore di 1,8 trilioni di euro, non bruscolini...
Dal canto suo, il presidente polacco, Andrzej Duda, recentemente rieletto, nel corso di un'intervista alla televisione Ewtn, ha ribadito il proprio impegno a sostegno della famiglia tradizionale, del matrimonio inteso come unione tra un uomo ed una donna, nonché il diritto dei genitori di crescere i propri figli secondo le proprie convinzioni, tutte cose sancite dalla Costituzione. Da notarsi come Duda sia stato il primo presidente polacco a partecipare alla Marcia annuale per la Vita e per la Famiglia di Varsavia.

UN'OFFENSIVA MONDIALE
Ma Stati Uniti ed Europa non sono che pedine sulla scacchiera internazionale di un'offensiva in grande stile, lanciata dall'armata gender ormai a qualsiasi latitudine: così in Messico ecco le forti pressioni esercitate dalla Sinistra, per modificare il codice civile e facilitare così il cambio di sesso sui documenti ufficiali sulla base dell'«identità di genere percepita», un'iniziativa che gode del sostegno anche del presidente Andrés Manuel López e del gruppo parlamentare da lui fondato nove anni fa, il Morena, Movimento Nazionale di Rigenerazione. Commentando la notizia, Marcial Padilla, direttore di ConParticipación, ha dichiarato di ritenere che tale azione concertata non sia frutto «di casualità, bensì si tratti di uno sforzo programmatico e sistematico, per imporre un'ideologia, l'ideologia gender. Tutti i cittadini, soprattutto i genitori, devono essere consapevoli che tutto questo non si fermerà. Dobbiamo mettere rappresentanti e governanti capaci di dire no a questa barbarie».
Quella in corso, insomma, è una vera e propria guerra, senza esclusione di colpi e di armi. Web compreso. Così ecco Wikipedia censurare chiunque editi contenuti a sostegno del matrimonio naturale. E lo stesso co-fondatore dell'influente enciclopedia online, Larry Sanger, ha dichiarato, con rammarico, che questo segna la «morte» della politica di neutralità finora seguita dal sito, una «morte» dovuta ai pregiudizi politici del ristretto gruppo di redattori, cui sono attualmente affidate le scelte editoriali. Da qui la sua vibrata protesta contro la deriva, in cui è stata arenata la sua "creatura" virtuale. Dopo politica e web, la propaganda gender senza confini non risparmia neppure il settore dell'intrattenimento. Come nel campo della pubblicità, ad esempio, dove i biscotti Oreo si sono tinti d'arcobaleno, in ottobre, in occasione dell'«Lgbtq+ History Month». In edizione limitata vengono proposte 10 mila confezioni in tutto, non acquistabili: possono essere ottenute, infatti, solo partecipando ad un concorso, promosso in collaborazione con l'organizzazione Pflag-Parents and Friends of Lesbians and Gays. Si tratta, in sostanza, di condividere una foto su Twitter o Instagram, in cui ci si dichiari "alleati" del movimento gay, utilizzando gli hashtag previsti: in una parola, propaganda e indottrinamento in salsa dolce...
Anche nel campo della musica pop dilagano i cantanti Lgbt-friendly, noti e meno noti, dalla belga Angèle alle statunitensi Katy Perry, Madonna, Lady Gaga, Selena Gomez, Ariana Grande e Christina Aguilera; [...] questi e molti altri sono tutti artisti con all'attivo prese di posizione esplicite oppure brani a tema, per lo più dai contenuti, a dir poco, irricevibili ed irriferibili per decenza e pietà verso i lettori.
L'elenco potrebbe continuare, ma già questo "assaggio" consente di intuire quanto vasta sia la galassia delle "note arcobaleno", supportata dallo star system mondiale, che bombarda radio e tv coi loro nomi, coi loro volti e coi loro brani, purtroppo ben noti ai giovani, che spesso li ascoltano, senza più saper reagire neppure di fronte ai contenuti più spinti ed osceni. Insomma, uno spiegamento di forze e di mezzi, che rende sempre più difficile immaginare il mondo Lgbt come uno sparuto manipolo di poveri indifesi, perseguitati ed oppressi. Anzi, appare semmai vero proprio il contrario...

ASCOLTA (leggo per te)

Fonte: Corrispondenza Romana, 21 Ottobre 2020

6 - PERCHE' CONIARE MONETE PER LA MADRE TERRA?
Per celebrare la Giornata della Terra la Zecca vaticana ha coniato una moneta secondo l'iconografia della Pachamama... ma dobbiamo chiederci che senso abbia rendere omaggio a una divinità pagana
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 19-10-2020

«"Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: "Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?". Gli risposero: "Di Cesare¨. Allora disse loro: "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio"».
Oggi a posto di Cesare abbiamo la Pachamama, quindi dobbiamo dare a lei ciò che le spetta. E questo per volere del Vaticano. I fatti sono questi. La Zecca vaticana, il 16 ottobre scorso, ha coniato una nuova moneta da 10 euro in argento del valore di 69 euro in occasione del 50° anniversario della Giornata Mondiale della Terra. Su un lato della moneta è ritratta una giovane donna incinta il cui pancione è il globo terrestre su cui sono raffigurati alcuni continenti. Dalla sua lunga chioma spuntano alcune spighe.
L'Ufficio numismatico vaticano ha così spiegato il significato del conio di questa nuova moneta: «La celebrazione della vita sulla Terra è un impegno a prendersi cura del pianeta, è il progetto al quale la Chiesa intende offrire la sua adesione, un'opera grandiosa e complessa: promuovere un'azione internazionale per garantire a ciascuno il futuro, gli alimenti di cui ha bisogno, tanto per quantità che per qualità, perché l'avanzamento economico si accompagni con lo sviluppo sociale, senza il quale non si dà vero progresso. La Zecca dello Stato della Città del Vaticano ha curato l'emissione di una moneta da 10 euro in argento realizzata dal Maestro Oldani, che raffigura una madre che porta in grembo la Terra, alla quale dobbiamo cura e amore come se fosse una figlia, con nei capelli lunghe spighe di grano, in un rimando tra passato e futuro che diviene atemporale, quindi eterno».
Contemporaneamente la Zecca ha emesso anche altre monete. Quattro sono di ispirazione cattolica (vi sono raffigurati San Paolo e Raffaello), la quinta è politicamente corretta: San Pietro a braccia spalancate accoglie i migranti. Moneta battuta in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.
Torniamo alla donna incinta sulla moneta da 10 euro. Ora «una madre che porta in grembo la Terra» è palesemente la Madre Terra, divinità pagana e non cristiana. La Madre Terra può essere legittimamente identificata nella famigerata divinità Pachamama, sia perché il termine "Pachamama" in lingua quechua significa Madre Terra, sia perché l'iconografia scelta dal maestro Oldani riproduce quella della Pachamama stessa donna con i capelli lunghi che accarezza il suo pancione, sia soprattutto perché la Pachamama è stata una recente frequentazione delle alte gerarchie cattoliche. Infatti circa un anno fa, durante il sinodo dell'Amazzonia, la divinità indios fece il suo ingresso trionfale nei giardini vaticani per poi venire collocata, in duplice copia, presso la chiesa di Santa Maria in Traspontina e finire, da ultimo, nelle acque del Tevere perché lì buttata da mano pietosa e cattolicissima, nonchè allergica all'idolatria. Dal Vaticano smentiscono chiarendo che la donna raffigurata è solo un simbolo della vita. Come dire di Tizio che non è un malvivente, ma solo un farabutto.
Dea Madre o Dea della Vita, fatto sta che il tintinnio di questa moneta ricorda quello dei trenta denari buttati da Giuda sul pavimento del Tempio. In primo luogo perché sulle monete dello Stato della Città del Vaticano esigiamo che vengano raffigurati Nostro Signore, la Santissima Trinità, santi, scene sacre o elogiative della cultura cristiana (v. le monete per celebrare Raffaello). Qui abbiamo una sostituzione bella e buona: da Maria Vergine incinta alla Pachamama incinta. Dal sacro al profano. Da un contenuto cattolico ad uno non cattolico, come avvenne qualche anno fa quando sempre il Vaticano emise un francobollo raffigurante Martin Lutero inginocchiato davanti a una croce e con in mano una Bibbia, in occasione del 500° anniversario della Riforma protestante.
In secondo luogo, ammesso e non concesso che vogliamo celebrare il creato, e non la Terra, quasi che se ne sentisse il bisogno perché nessuno lo fa, era indispensabile farlo secondo una prospettiva e sensibilità cattolica, ossia trascendente, dove il creato è al servizio dell'uomo e questi non onora una donna che invece di partorire Dio partorisce il mondo, dove Dio crea il mondo e non coincide con il mondo diventando una divinità pagana.

ASCOLTA (leggo per te)

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 19-10-2020

7 - LA DONNA CHE CAMBIERA' L'AMERICA... IN MEGLIO!
Amy Coney Barrett è stata finamente nominata alla Corte Suprema: i democratici la accusano di essere cattolica e pro life... ed una volta tanto hanno perfettamente ragione
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi, 27 ottobre 2020

La nomina di Amy Coney Barrett a nuovo giudice della Corte Suprema è stata confermata ieri dal Senato con 52 voti a favore contro 48. Giudice della Corte d'appello del settimo circuito di Chicago, professore di diritto all'Università di Notre Dame, Indiana, e pupilla di Antonin Scalia, tra gli interpreti più conservatori della Costituzione statunitense, Barrett dopo aver giurato ieri sera alla Casa Bianca prenderà il posto dell'icona liberal Ruth Bader Ginsburg, deceduta per un cancro a 87 anni il 18 settembre.
È la prima volta che un candidato alla Corte Suprema non riceve neanche un voto dall'opposizione e questo dato riflette la profonda divisione della società americana. I democratici hanno fortemente criticato Donald Trump - per lui, commenta il Guardian, questa è senza dubbio una «vittoria politica a pochi giorni dal voto» - per non aver atteso l'esito delle elezioni presidenziali, che si terranno il 3 novembre, prima di procedere alla nomina. La senatrice Elizabeth Warren ha definito il voto addirittura «illegittimo», senza citare il fatto che Barack Obama nel 2016 tentò di fare la stessa cosa: sostituire Scalia, morto nel febbraio di quell'anno, con un giudice progressista. L'operazione non riuscì non per quelle ragioni di opportunità che sollevano ora i democratici contro Trump, ma perché non aveva la maggioranza al Senato.

L'ELEZIONE È PERFETTAMENTE LEGALE...
L'attuale leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha invece giustificato così la scelta di procedere subito alla nomina di un nuovo giudice: «Abbiamo vinto le elezioni. Ciò che questa amministrazione e il Senato hanno fatto è esercitare il potere che il popolo americano ci ha dato attraverso il voto. E questo è perfettamente in linea con le regole del Senato e della Costituzione americana». Come sottolineato anche dall'Associated Press, il processo di elezione è stato perfettamente legale.
A scatenare la rabbia dei democratici non è in realtà l'opportunità dell'elezione di un giudice a pochi giorni dal voto presidenziale, quanto il significato della nomina di Barrett, che potrebbe spostare l'orientamento della Corte Suprema in senso conservatore. Trump ha infatti nominato tre giudici in quattro anni e ora la Corte più potente degli Stati Uniti ha una maggioranza conservatrice di 6 magistrati a 3.
Il New York Times, come da mesi a questa parte, lancia l'allarme: la nomina di Barrett potrebbe «cambiare la vita americana» su temi che riguardano «il diritto all'aborto, i diritti degli omosessuali, i regolamenti per le aziende e l'ambiente». A sostegno di questa tesi vengono rispolverate dichiarazioni vecchie di 15 anni di Barrett contro la sentenza Roe v Wade che legalizzò l'aborto nel 1973 o altre più recenti contro l'Obamacare. Ma come ha risposto la madre di sette figli al fuoco di fila di domande dei membri della Commissione giustizia del Senato, «io non seguo la legge di Amy. Applicherò la Costituzione senza paura e senza favoritismi».

... MA NON LE PERDONANO DI ESSERE CATTOLICA
I progressisti temono Barrett perché, nonostante il curriculum prestigioso e inattaccabile, ha solo 48 anni e perché è «cattolica e palesemente pro life». Ma come dichiarato in un'intervista a Tempi da Paolo Carozza, professore alla Law School dell'Università di Notre Dame, Indiana, dove è direttore del Kellogg Institute for International Studies, amico e collega di Barrett da oltre vent'anni, «la Corte suprema non vive di questioni di principio, nessuno può sapere come Barrett voterà sull'aborto piuttosto che sui finanziamenti ai partiti. I giudici sono indipendenti, non possono intestarsi una campagna politica in toga. Solo per fare due esempi recenti: a giugno la progressista Elena Kagan ha votato con i conservatori per esentare i datori di lavoro con obiezioni religiose dal "mandato di contraccezione" voluto da Obama. Lo stesso mese Neil Gorsuch, di nomina trumpiana, ha guidato la squadra liberal e scritto la sentenza che certifica che gay e transgender non possono essere licenziati a causa dell'orientamento o dell'identità sessuale. Quello che non si perdona a Barrett è il suo essere cattolica di stampo tradizionale, fedele al magistero della Chiesa. Inoltre, si è formata in istituzioni che non sono state rappresentate alla Corte suprema da decenni e in generale poco considerate dalle élite culturali del paese. In qualche modo rappresenta un'America messa da parte, ignorata quando non cancellata dalle élite».

Nota di BastaBugie: Ermes Dovico nell'articolo seguente dal titolo "Barrett alla Corte Suprema, sì definitivo del Senato" racconta come e perché il Senato americano ha confermato la nomina fatta da Donald Trump. Quindi Amy Coney Barrett siederà alla Corte Suprema, dove la giudice cattolica e madre di sette figli (due adottati) prenderà il posto della liberal Ruth Bader Ginsburg.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27-10-2020:
Nella serata di lunedì 26 ottobre, mentre in Italia era già passata la mezzanotte, è arrivata la tanto attesa conferma: Amy Coney Barrett siederà alla Corte Suprema, dove prende il posto rimasto vacante a seguito della morte della liberal Ruth Bader Ginsburg.
Il Senato americano ha quindi confermato, con un voto di 52-48, la giudice nominata da Donald Trump. A nulla sono valse, dunque, le resistenze e i tentativi di boicottaggio del voto messi in atto dal Partito Democratico, che ha cercato in ogni modo di ostacolare l'insediamento della giudice cattolica e madre di sette figli, di cui due adottati ad Haiti, formatasi alla Notre Dame Law School, in cui è stata per anni docente, ed erede (nonché per un anno impiegata nel suo studio) di Antonin Scalia, al quale l'accomuna giuridicamente la dottrina dell'originalismo, cioè l'interpretazione della Costituzione nel suo senso originale.
Alla fine anche la 'dissidente' Repubblicana Lisa Murkowski, nota per le sue posizioni abortiste, ha votato per la conferma della Barrett, essendo rimasta convinta delle sue eccellenti qualità professionali. L'unica defezione, attesa, nel Gop è stata quella di Susan Collins, che ha votato contro la conferma.
Diversi gruppi pro vita statunitensi hanno già espresso la loro gioia per il sì definitivo del Senato alla Barrett. «La conferma del giudice Barrett segna un punto di svolta nella lotta per proteggere i bambini non nati e le madri», ha detto Marjorie Dannenfelser, presidente della Susan B. Anthony List. «Il popolo americano - ha aggiunto la Dannenfelser - può ora vedere un barlume di luce alla fine di un tunnel buio, quando la Corte Suprema può finalmente restituire al popolo la possibilità di emanare leggi che riflettono i loro valori e che salvino vite».
Il riferimento è, in primis, alla famigerata sentenza Roe vs Wade che nel 1973, parlando di diritto alla privacy e stravolgendo il senso della Costituzione, ha imposto la legalizzazione dell'aborto in tutti e 50 gli Stati federati, fino allora liberi di disciplinare la materia. Al riguardo di quella decisione, Amy Barrett ha detto più volte che non si tratta di un «super precedente», in quanto non gode del consenso - né a livello giuridico né di opinione pubblica - necessario per considerarlo tale. Tradotto - anche se il tutto va verificato alla prova dei fatti e nel caso se ne presenti l'occasione - significa che la Roe vs Wade può essere ribaltata.
La conferma della Barrett cambia gli equilibri nella Corte Suprema, dove i giudici di area conservatrice (John Roberts, Clarence Thomas, Samuel Alito, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e appunto Amy Coney Barrett, gli ultimi tre nominati da Trump) godono adesso di una maggioranza, almeno sulla carta, di 6-3. Scriviamo "sulla carta" perché Roberts ha votato più volte con i liberal, come per esempio nella decisione pro Lgbt di giugno 2020 (in merito ai licenziamenti); e con lui, in quell'occasione, ha votato anche Gorsuch. Lo stesso Kavanaugh ha deluso in più circostanze le aspettative dei pro life, o votando con i liberal o votando nel verso giusto ma adducendo ragioni meramente formali. Inoltre, rimane il timore, nel caso di vittoria di Joe Biden alle presidenziali, che i Dem possano forzare la mano accrescendo - rispetto ai tradizionali nove - il numero dei giudici della Corte Suprema ("pack the court" è l'espressione che si usa negli Stati Uniti), in modo da nominare membri favorevoli alla loro linea politica e spostare di conseguenza gli equilibri. Sul tema, Biden ha eluso una risposta diretta e detto di voler creare «una commissione bipartisan di studiosi» per «riformare» la giustizia federale.
Quel che è certo, comunque, è che intanto la Barrett, per la sua formazione e le sue dichiarazioni pubbliche, rafforza le speranze di vedere difesi il diritto alla vita dal concepimento e la libertà religiosa.
Va notato il fatto che, nonostante la feroce campagna dei Democratici e dell'intera industria abortista contro di lei, il consenso popolare verso la Barrett, dal momento della nomina da parte di Trump, è andato crescendo nei giorni delle sue audizioni al Senato, dove la donna ha risposto anche alle domande più assurde dando prova di grande intelligenza e professionalità. Uno dei più recenti sondaggi, svolto da Morning Consult/Politico sui votanti di ogni area politica, ha trovato favorevoli alla conferma della giudice il 51% degli americani, contro il 28% di contrari.


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Fonte: Tempi, 27 ottobre 2020

8 - OMELIA DI TUTTI I SANTI (1/11) E DEI FEDELI DEFUNTI (2/11) - ANNO A (Mt 5,1-12a; Gv 6,37-40)
Beati i poveri in spirito
Fonte Il settimanale di Padre Pio

OMELIA DELLA SOLENNITA' DI TUTTI I SANTI (Mt 5,1-12a)

Oggi è la solennità di tutti i Santi. Con questa celebrazione la Chiesa intende ricordare tutti i nostri fratelli e sorelle che ci hanno preceduto nel pellegrinaggio della fede e già godono della visione beatifica in Paradiso.

1) I SANTI SONO PER NOI DEI MODELLI
Guardando a loro, noi comprendiamo come deve essere vissuto il Vangelo, fedelmente, in ogni circostanza della nostra vita. San Francesco di Sales domandava che differenza ci fosse tra il Vangelo e la vita di un Santo. Egli stesso diede poi la risposta, affermando che il Vangelo è come se fosse una sinfonia scritta sul rigo musicale, mentre la vita di un Santo equivale a questa sinfonia eseguita nella vita.

2) LEGGERE LA VITA DEI SANTI
Da questo si comprende come sia importante leggere la vita dei Santi, per comprendere sempre più in profondità tutta la ricchezza del Vangelo. Sant’Ignazio di Loyola iniziò il suo cammino spirituale leggendo quasi per forza un libro che narrava la vita dei Santi. Egli si trovava convalescente a letto e, tanto per ingannare il tempo, si mise a leggere, inizialmente controvoglia, uno dei due unici libri che si trovavano in quella casa, appunto un florilegio sulla vita dei Santi. Inizialmente quella lettura lo lasciava indifferente; ma, quanto più andava avanti, tanto più avvertiva i benèfici influssi di quei racconti. Quelle pagine lasciavano nel suo cuore una profonda pace e il desiderio sempre più forte di imitare degli esempi così belli. Così, un po’ alla volta, fece a se stesso questa domanda: «Ma, se ce l’hanno fatta loro, perché non posso farcela anch’io?». Fece sul serio, e in breve tempo bruciò le tappe e giunse ad una grande perfezione.

3) INTERCESSORI DA INVOCARE
I Santi non sono soltanto dei modelli da imitare, essi sono anche degli intercessori da invocare. Essi pregano per noi, e Dio vuole far risplendere la sua bontà e misericordia servendosi della preghiera dei suoi Santi per elargire le sue grazie sul mondo intero. Affidiamoci anche noi all’intercessione di qualche Santo di cui abbiamo particolare devozione, e sperimenteremo certamente dei grandi benefici. Per assicurarci ancora di più la loro intercessione, cerchiamo di imitarne gli esempi, mirando decisamente a migliorare la nostra vita. Sarebbe infatti da biasimare il comportamento di chi volesse pregare i Santi senza sforzarsi minimamente di correggere la propria condotta.

4) SANTI NON SI NASCE, MA SI DIVENTA
Tutti sono chiamati alla santità, dal momento che Gesù per tutti ha detto: «Siate santi come il Padre vostro che è nei cieli». Non riusciremo mai ad essere santi come il Padre Celeste, e allora, per quale motivo Gesù ci ha detto di essere santi come Lui? Per farci comprendere che ci sarà sempre da migliorare, e che non ci sarà mai un momento nella nostra vita nel quale potremo dire di aver fatto abbastanza.

5) I SANTI HANNO VISSUTO LA VITA DI GESÙ
I Santi sono coloro che hanno vissuto la pagina evangelica di oggi nel modo migliore. Essi sono stati “poveri in spirito”, ovvero sono stati staccati dai beni terreni e hanno rivolto il loro cuore unicamente al Signore. Essi “hanno pianto e hanno sofferto” per il Regno dei cieli, ed ora godono eternamente la felicità del Paradiso. Essi sono stati “miti di cuore” sull’esempio di Gesù, e, con la forza della mitezza, hanno trionfato sulla violenza che domina il mondo. Essi hanno avuto “fame e sete della giustizia”, ovvero hanno avuto un vivo desiderio di Dio, mettendolo al di sopra di ogni loro aspirazione. Essi sono stati “misericordiosi” e “puri di cuore”, “operatori di pace” e “perseguitati per la giustizia”. In poche parole, essi hanno vissuto la vita di Gesù.

6) LA DEVOZIONE ALLA MADONNA
Un particolare molto bello accomuna la vita dei Santi: la devozione alla Madonna. Tutti loro l’hanno amata e invocata con fiducia. Affidiamoci anche noi alla Vergine Santissima Regina di tutti i Santi, e chiediamole un vivo desiderio di raggiungere anche noi la santità.


OMELIA COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (Gv 6,37-40)
Oggi, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, le letture ci invitano a riflettere sulla nostra sorte eterna.
La prima lettura riporta le parole piene di fede di Giobbe, il quale esclama: «Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contempleranno non da straniero» (Gb 19,26).
La certezza della vita dopo la dipartita finale, rende la morte cristiana colma di speranza. Il giorno della nostra morte si può paragonare al giorno della nostra vera nascita, quella definitiva, della nascita al Cielo.
Un Santo la paragonava al balzo di un bambino tra le braccia del proprio genitore. L'amore a Dio caccerà via ogni timore. San Francesco poteva quindi andare lieto incontro alla morte e chiamarla "sorella".
Ogni giorno dobbiamo pregare con le parole del Salmo: «Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario» (26,4).
«La speranza non delude» - ci ricorda san Paolo nella seconda lettura - e la nostra speranza si fonda sull'amore di Dio, il quale è morto per noi, per donarci la sua vita. Il suo Sangue ci salva dalla morte eterna.
Infine, il brano del Vangelo ci colma di consolazione, al pensiero che la Volontà del Padre è che «chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna» (Gv 6,40). Inoltre Gesù ci rassicura con le sue parole piene di amore: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me non lo respingerò» (Gv 6,37).
Andiamo dunque a Gesù con un cuore umile, contrito e pieno di fiducia; faremo anche noi questo balzo tra le sue braccia e troveremo la salvezza.

ASCOLTA (leggo per te)

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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