BastaBugie n°699 del 13 gennaio 2021

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1 TUTTI CONTRO TRUMP, MA GLI ELETTORI SONO ANCORA CON LUI
Trump è accusato di essere colpevole per i disordini del 6 gennaio a Washington ed è stato cancellato da Twitter e Facebook (VIDEO: L'assalto al Campidoglio)
Autore: Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 COSA E' SUCCESSO DAVVERO IL 6 GENNAIO A WASHINGTON
Mentre i BLM hanno causato nei mesi 19 morti e danni miliardari (ma per i media erano ''manifestazioni pacifiche''), a Capitol Hill è stata uccisa una sostenitrice di Trump disarmata, una veterana dell'Esercito (VIDEO: Addetto alla sicurezza spara e uccide una manifestante)
Autore: Aldo Maria Valli - Fonte: Duc in altum
3 TWITTER E FACEBOOK CANCELLANO TRUMP E COSI' LIMITANO LA LIBERTA' DI MILIONI DI UTENTI
Google, Apple e Amazon uccidono il social network alternativo (Parler) che lasciava parlare Trump (intanto i ''democratici'' iniziano la procedura di impeachment con l'obiettivo di distruggere il futuro politico di Trump)
Autore: Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
4 IL PROGRAMMA DI BIDEN PER L'AMERICA E IL MONDO
Riprenderanno i finanziamenti pubblici all'aborto e si potrà abortire un bambino di nove mesi (aborto a nascita parziale), vari trucchetti per mantenere il potere (come i nuovi membri alla Corte Suprema), poi le guerre...
Autore: Maurizio Ragazzi - Fonte: Corrispondenza Romana
5 CENTO ANNI DI COMUNISMO NEL MONDO (1921-2021)
Con la scusa dell'emergenza Covid le autorità di Pechino hanno chiuso i 155 luoghi religiosi della città (eppure nessun contagio è stato trasmesso in chiesa)
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana
6 SE I CATTOLICI NON POSSONO INSEGNARE NEMMENO IN UNA UNIVERSITA' CATTOLICA
Com'è possibile che sia attaccata Claudia Navarini, docente dell'Università Europea di Roma, solo perché utilizza il Manuale di Bioetica del cardinale Sgreccia?
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 LETTERE ALLA REDAZIONE: IL LOCKDOWN CI HA FATTO BENE?
Secondo me questa situazione ci ha tolto tanti lussi e frivolezze che prima erano parte integrante della routine di buona parte dei giovani (ad esempio le discoteche)
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie
8 OMELIA II DOMENICA T. ORD. - ANNO B (Gv 1,35-42)
Maestro, dove abiti? Venite e vedrete
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - TUTTI CONTRO TRUMP, MA GLI ELETTORI SONO ANCORA CON LUI
Trump è accusato di essere colpevole per i disordini del 6 gennaio a Washington ed è stato cancellato da Twitter e Facebook (VIDEO: L'assalto al Campidoglio)
Autore: Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08-01-2021

Il Congresso ha certificato l'elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti. Si insedierà ufficialmente il 20 gennaio. Chuck Schumer, capogruppo democratico in Senato, ha però chiesto al vicepresidente in carica, Mike Pence, di attivare il 25mo emendamento che prevede la destituzione del presidente in carica. Altrimenti Nancy Pelosi, speaker della Camera, minaccia di attivare una procedura di impeachment. I Democratici non vogliono permettere a Trump di essere in carica nella sua ultima decade da presidente e soprattutto non intendono accettare che sia lui a gestire la transizione dalla vecchia alla nuova amministrazione. La causa immediata di tanta fretta nel compiere l'ultimo dei molteplici tentativi di rimuovere Trump dalla presidenza è la manifestazione dei pro-Trump del 6 gennaio, sfociata nella loro irruzione nel Campidoglio. Tuttavia, la causa reale è certamente più profonda e meno poetica: i rapporti di forza sono cambiati profondamente.
Dopo la vittoria di entrambi i seggi del Senato in Georgia, i Democratici entreranno in possesso di Casa Bianca, Camera e Senato a partire dal 20 gennaio. Hanno la possibilità di esercitare il loro potere senza freni o contrappesi. Sanno però che 74 milioni di americani hanno votato per Donald Trump, un record per qualunque presidente che ha perso le elezioni. Sanno anche che la maggioranza schiacciante di quei 74 milioni è convinta che le elezioni sono state rubate da Joe Biden. In una dinamica democratica non basta dire che "non ci sono le prove", sguinzagliando i fact checkers sui social network o ricordando che nessun tribunale ha accolto le istanze degli avvocati di Trump. Biden, semplicemente, sa di essere il presidente di metà nazione.

SOSPETTO BROGLI
Non è solo la modalità assolutamente atipica in cui si sono svolte le elezioni di novembre (metà dei voti erano postali) e neppure unicamente il sospetto di brogli a renderlo illegittimo agli occhi di tanti americani. È anche il contesto che crea evidenti problemi di legittimità. Gli americani non sono ancora usciti da un periodo di pandemia in cui, in tutti gli Stati governati dai Democratici, sono stati imposti regimi di lockdown anche molto rigidi e duraturi, che hanno provocato un'ondata di disoccupazione (poi rapidamente assorbita dalla crescita economica). Biden ritiene che questa sia la strategia giusta. Di fronte alle difficoltà economiche di una classe di piccoli e medi imprenditori che hanno dovuto chiudere i battenti, i Democratici sono finanziati da aziende molto più grandi, come le Big Tech (Amazon, Google, Facebook, Twitter) che hanno solo guadagnato nella crisi. Nell'ondata di violenze scatenate da Black Lives Matter, con danni stimati sui 2 miliardi di dollari, a pagare è sempre stata la classe dei piccoli e medi imprenditori, negozianti, commercianti, ristoratori, che hanno subito il peggio dei saccheggi e delle devastazioni. Al contrario, l'elettorato del Partito Democratico, prevalente fra dipendenti statali, dipendenti di grandi aziende, mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura, ha potuto solidarizzare con le proteste stando ben al riparo. Sensibile al Green New Deal, Biden promette di abbandonare il petrolio, su cui hanno sempre vissuto Stati interi come il Texas. Mai come in questa amministrazione l'America sarà più divisa: gli interessi della parte che ha votato Biden cozzano frontalmente con quelli di chi ha votato Trump.

RICORDARE COSA AVVENNE NEL 2016
Tutta la retorica sin qui seguita dal neo-eletto presidente, da novembre fino a ieri, era non a caso improntata sulla riconciliazione e l'unità nazionale. "Curare" l'America dalle fratture (lasciate da Trump, si intende) razziali ed economiche. Questo finché il Partito Democratico non si è aggiudicato, in Georgia, i due senatori che mancavano per completare la maggioranza alla camera alta del Congresso. E finché non c'è stato l'assalto al Campidoglio. Soffermiamoci ora su quest'ultimo aspetto.
La manifestazione del 6 gennaio è stata la reificazione di tutte le peggiori paure dei Democratici, quelle di un Trump già restio ad ammettere la sconfitta e riluttante a lasciare la Casa Bianca che intenta un "golpe" contro il potere legislativo, anche contro lo stesso Partito Repubblicano che non gli è fedele. A ben vedere, gli eventi del 6 gennaio sono quasi una replica, speculare e opposta, di quel che avvenne nel 2016. Per chi non ha la memoria cortissima, infatti, l'inaugurazione dell'amministrazione Trump è stata segnata da violente proteste e dal continuo tentativo dei Democratici (appoggiati da una stampa alleata e allineata) di cambiare l'esito del voto del Collegio Elettorale, sino all'ultimo giorno disponibile: non avevano neppure appigli legali per farlo, solo la constatazione che Hillary Clinton aveva preso più voti su scala nazionale (e non conta: il presidente si vota per Stato non per testa). I manifestanti anti-Trump, va detto, non provarono mai a fare irruzione nella sede del legislativo. Ma le loro proteste non furono solo simboliche, ma molto violente, con gravi distruzioni di proprietà. La violenza, il 6 gennaio, c'è stata, ma soprattutto da parte delle forze dell'ordine: Ashli Babbit era disarmata, era lontana dall'agente in borghese che l'ha freddata con un colpo di pistola.
Dalla manifestazione al Campidoglio, mostrata dai media con commenti quali "la notte della democrazia", "l'ora più buia", o "il golpe di Trump", il tono di Biden è cambiato repentinamente. Non si parla più di riconciliazione nazionale, ma di distruggere la memoria di Trump ed impedire che un fenomeno politico simile si ripeta di nuovo. Sarà come Nerone per i romani, o Mussolini per gli italiani: l'anti-trumpismo diverrà una credenziale per essere accettati nel mondo politico americano. Basti sentire questo passaggio nel discorso di Biden di ieri, il primo da presidente eletto: "Negli ultimi quattro anni abbiamo avuto un presidente che ha disprezzato la nostra democrazia, la nostra Costituzione, il nostro governo della legge (...) Ha lanciato un attacco totale alle istituzioni della nostra democrazia sin dall'inizio". Cosa se ne deduce? Che l'America è stata sotto un aspirante tiranno e che i 74 milioni di americani che hanno votato Trump non hanno espresso una preferenza legittima.

RETI UNIFICATE E SOCIAL MEDIA DALLA PARTE DI BIDEN
A guidare questa opera di riprogrammazione dell'America "sbagliata" ci sono sicuramente i media, ormai a reti unificate dalla parte di Biden. E anche i social media che, tanto per cominciare, hanno bannato Trump. Twitter lo ha sospeso [...] e Facebook ha proclamato ieri (con un comunicato scritto personalmente da Mark Zuckerberg, il suo fondatore) un'espulsione di Trump a tempo indeterminato. Il presidente, ancora in carica, deve comunicare attraverso i profili social dei suoi portavoce. Infine Biden, presidente cattolico, ha dalla sua parte anche la Chiesa. La Conferenza episcopale americana ieri ha condannato ufficialmente la protesta dei pro-Trump. "Questo non è ciò che siamo come americani, dove la transizione pacifica del potere è uno dei segni distintivi - ha dichiarato monsignor José Horacio Gómez, presidente della Conferenza - In questo momento preoccupante, dobbiamo impegnarci nuovamente nei valori e nei principi della nostra democrazia e unirci come un'unica nazione sotto Dio. Affido tutti noi al cuore della Beata Vergine Maria. Possa lei guidarci nelle vie della pace e ottenerci saggezza e grazia di un vero patriottismo e amore per la patria". L'arcivescovo di Washington, il neo-cardinale Daniel Gregory Wilton, ha ribadito: "Il tono di divisione che ha recentemente dominato le nostre conversazioni deve cambiare e coloro che ricorrono alla retorica incendiaria devono assumersi la responsabilità di incitare alla crescente violenza nella nostra nazione", riferendosi unicamente a Trump. Per tutte le proteste di Black Lives Matter, da maggio a ottobre, con 19 morti, centinaia di feriti e danni miliardari, non sono mai state pronunciate parole così nette.

Nota di BastaBugie: Benedetta Frigerio nell'articolo seguente dal titolo "Il Gop scarica Trump ma il vero golpe è della sinistra" spiega le conseguenze dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio.
Ecco un estratto dall'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 12 gennaio 2021:
Trump è stato accusato di essere colpevole di quanto avvenuto, di aver incitato alla violenza. Eppure ad entrare a Capitol Hill con le armi sono stati pochissimi individui legati al movimento Antifa (gli altri erano disarmati) mentre i poliziotti schierati di fronte all'edificio erano una manciata contro centinaia di migliaia di manifestanti a cui hanno aperto la strada spostando le transenne, con una donna disarmata uccisa fuori dal Congresso da un agente che ha sparato a caso sulla folla producendo il martire-vittima delle proteste (guarda a caso questa volta la colpa non è stata data alla polizia). Si può dire che Trump abbia causato tutto questo, quando in passato ha condannato anche l'estremismo di destra ("ripugnante") e per mesi ha richiamato all'ordine condannando chi metteva a ferro e fuoco Washington e altre città, spaccando edifici, chiese, vetrine, macchine e ferendo altre persone?
Trump è stato colto di sorpresa da un apparato statale ("deep state") che ha denunciato ripetutamente e che sa essere in maggioranza contrario alla sua presidenza. Il golpe è stato evidentemente della sinistra che, cercando da subito di eliminarlo illegalmente e in maniera sporca per poi legittimare per mesi proteste violente chiamandole pacifiche, ora ha fatto di Trump un leader di milioni di terroristi, giustificando così la recente censura sui media (Trump è stato cacciato da Twitter e Facebook mentre Parler è stato cancellato dai server di Apple, Google e Amazon). Il che significa che l'attuale presidente è ancora abbastanza temuto e tutt'altro che morto.


VIDEO 1: L'ASSALTO AL CAMPIDOGLIO DEI SOSTENITORI DI TRUMP
Questo primo video mostra cosa succedeva al passaggio dei manifestanti pro-Trump nell'edificio di Capitol Hill. Per fare un paragone, basta vedere il video successivo dove invece sono mostrate alcune immagini delle manifestazioni dei Black Lives Matter (anti-Trump).
Il fotografo Saul Loeb (molto critico nei confronti dei sostenitori di Trump) era all'interno del Campidoglio degli Stati Uniti quando la folla ha fatto irruzione nell'edificio. In questa intervista del giorno dopo racconta cosa è successo. Non sono importanti le sue parole, quanto le immagini che mostrano quanto fosse tranquilla la situazione (per vedere il video completo di sette minuti, clicca qui).
Invece nel video qui sotto (durata: 3 minuti) si può vedere il tranquillo passaggio dei manifestanti all'interno dell'edificio.


https://www.youtube.com/watch?v=IOGXkMmtl6I

VIDEO 2: MANIFESTAZIONI DEI BLACK LIVES MATTER (ANTI-TRUMP)
Le significative immagini delle manifestazioni dei Black Lives Matter che, da maggio a ottobre, hanno causato 19 morti, centinaia di feriti e danni miliardari. Queste manifestazioni però vengono definite "manifestazioni pacifiche" dai politici e dalle principali televisioni americane.


https://www.youtube.com/watch?v=sR6Vns_Jpf4

VIDEO 3: UNA MANIFESTANTE PROTRUMP UCCISA A CAPITOL HILL
In questo video si vede come un addetto alla sicurezza uccide a Capitol Hill con un solo colpo di pistola una sostenitrice di Trump disarmata, una veterana dell'esercito.
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6433

ASCOLTA (leggo per te)

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08-01-2021

2 - COSA E' SUCCESSO DAVVERO IL 6 GENNAIO A WASHINGTON
Mentre i BLM hanno causato nei mesi 19 morti e danni miliardari (ma per i media erano ''manifestazioni pacifiche''), a Capitol Hill è stata uccisa una sostenitrice di Trump disarmata, una veterana dell'Esercito (VIDEO: Addetto alla sicurezza spara e uccide una manifestante)
Autore: Aldo Maria Valli - Fonte: Duc in altum, 8 gennaio 2021

Mercoledì, mentre guardavo in diretta le immagini della presa di Capitol Hill da parte di un manipolo di sedicenti sostenitori di Trump, mi son fatto venire un braccio rosso a furia di pizzicotti. Volevo capire: ero sveglio o stavo sognando? La sensazione di irrealtà è stata fortissima.
A Washington, capitale della potenza militare planetaria, a difesa del Campidoglio e dei membri del Congresso c'erano agenti che sembravano usciti direttamente da Scuola di polizia, il film umoristico sui poliziotti imbranati. Senza neanche tentare di fare qualche timida resistenza, questi difensori delle istituzioni democratiche hanno spostato le transenne lasciando entrare i manifestanti nell'area del Campidoglio. Mancava solo che dicessero: "Prego, accomodatevi".
Sui giornali italiani ho letto che i manifestanti hanno "fatto irruzione" e "preso d'assalto" il Campidoglio. Meglio sarebbe dire che sono stati fatti accomodare. Anche quando gli assalitori si sono arrampicati sui muri esterni dell'edificio (e non ce n'era alcun bisogno, visto che le porte erano aperte) e poi sono penetrati all'interno, i prodi difensori hanno brillato per la loro arrendevolezza.
Direte: ma un agente ha sparato e ha ucciso una donna. Certo, ma è sembrato più un incidente di percorso all'interno di una strategia che era di ben diverso tipo. Oppure una terribile pennellata per rendere un poco più realistico il quadro.
Direte: ma gli agenti si sono comportati così per evitare un bagno di sangue. Al che replico: ma ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando della capitale degli Usa. Stiamo parlando del Campidoglio, del Congresso. Eppure, nel cielo di Washington non c'era nemmeno un elicottero. Sì, il Pentagono a un certo punto ha mobilitato la Guardia nazionale, ma i soldati sono rimasti per lo più passivi. E, lo ripeto, tutto questo nel cuore istituzionale e politico degli Stati Uniti, non in qualche sperduta contea di periferia.

GLI APPARATI DI SICUREZZA HANNO FALLITO
Sappiamo benissimo che gli Usa, quando vogliono, sono in grado di impiegare apparati di sicurezza e repressione da far invidia ai film di fantascienza, eppure il 6 gennaio hanno affrontato i sedicenti trumpiani invasori con una delicatezza da educande. E alcuni agenti all'interno del Campidoglio si sono lasciati fare i selfie con gli invasori!
Ben Domenech, che ha lavorato al Campidoglio, su The Federalist scrive che lì le guardie non sono abituate a fare la faccia dura, perché il palazzo è generalmente aperto al pubblico. Inoltre, la sindaca di Washington, Muriel Bowser, non ha voluto in città forze dell'ordine extra, sostenendo che non ce n'era bisogno e che avrebbero solo fatto confusione.
Va bene. Ma si è complottisti se si afferma che la signora Bowser, del Partito Democratico, attiva sostenitrice del movimento Black Lives Matter (tanto da far ribattezzare un tratto della 16th Street NW, proprio di fronte alla Casa Bianca, Black Lives Matter Plaza e ordinare di dipingere un murale che ricopre l'intera via) probabilmente non è troppo dispiaciuta del fatto che sedicenti trumpiani abbiano dato una così pessima prova assaltando il Campidoglio?
E che dire delle immagini privilegiate dalla stampa? Tra tutti i manifestanti che sono entrati in Campidoglio, i media mainstream hanno naturalmente puntato sull'uomo mezzo nudo con le corna da vichingo e sul barbuto estremista di destra arrivato da Philadelphia. Due personaggi folcloristici certamente non rappresentativi delle centinaia di migliaia di manifestanti.

LO SCIAMANO CON LE CORNA (POI ARRESTATO)
Cercando su internet si vede che questa persona con le corna, Jake Angeli, è un attore già comparso in manifestazioni Antifa e che si è fatto fotografare assieme a Michiel Vos, marito della figlia di Nancy Pelosi. Un figurante, come molti altri segnalati dagli stessi sostenitori di Trump sin dall'inizio della manifestazione.
Ci sono anche video in cui si vedono gli occupanti farsi dei selfie con il servizio di sicurezza del Campidoglio
Insomma, ci siano capiti. L'impressione è che la giornata abbia avuto qualche regista occulto, impegnato a mettere in scena un copione sul quale c'era scritto: lasciare agire o anche favorire i più scalmanati e i meno presentabili, in modo che davanti agli occhi del mondo si screditino con le loro stesse mani e poi i democratici abbiano buon gioco nel recitare la parte dei difensori della democrazia.
D'altra parte, se dopo tutto ciò che è successo ci si spone la classica domanda, cui prodest?, è evidente che a trarne vantaggio non è stato certamente Trump né i suoi sostenitori.
Molti commentatori in queste ore stanno parlando di immagini drammatiche. A me francamente è sembrata più una pochade, una commedia farsesca. In cui, a differenza delle manifestazioni tutt'altro che pacifiche dei Black Lives Matter, si può uccidere impunemente una donna disarmata, una veterana dell'Esercito. E per lei certamente nessuno si inginocchierà.

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 1 minuto) diventato virale in internet si può vedere la drammatica e scioccante uccisione a freddo di una donna disarmata da parte di un addetto alla sicurezza all'interno del Campidoglio. I morti in totale saranno cinque: quattro tra i manifestanti e un poliziotto (che però è morto il giorno dopo per un malore indipendente dai fatti del giorno prima).
Ashli Babbitt, 35 anni, era una veterana dell'Air Force che aveva servito in Iraq e Afghanistan ed era una decisa sostenitrice di Trump.
Nel video si vede la donna ferita mortalmente da un colpo d'arma da fuoco durante l'irruzione dei sostenitori di Donald Trump al Campidoglio. Dopo essere stata raggiunta dal colpo di pistola, si accascia a terra priva di sensi circondata dagli altri manifestanti che provano a prestarle i primi soccorsi. Si vede bene che i manifestanti sono a volto scoperto, non hanno armi ed accolgono pacificamente le forze dell'ordine che salgono le scale. Il video è sconsigliato a persone sensibili.


https://video.corriere.it/esteri/e8c3fe6a-506b-11eb-9028-76598b615ecf

TUTTI CONTRO TRUMP, MA GLI ELETTORI SONO ANCORA CON LUI
Trump è accusato di essere colpevole per i disordini del 6 gennaio a Washington ed è stato cancellato da Twitter e Facebook (VIDEO: L'assalto al Campidoglio)
di Stefano Magni
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6432

ASCOLTA (leggo per te)

Fonte: Duc in altum, 8 gennaio 2021

3 - TWITTER E FACEBOOK CANCELLANO TRUMP E COSI' LIMITANO LA LIBERTA' DI MILIONI DI UTENTI
Google, Apple e Amazon uccidono il social network alternativo (Parler) che lasciava parlare Trump (intanto i ''democratici'' iniziano la procedura di impeachment con l'obiettivo di distruggere il futuro politico di Trump)
Autore: Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 13-01-2021

Il tipico argomento di chi difende le censure di Twitter e Facebook, nei confronti di Trump, ma anche di milioni di altri ordinari utenti e ieri anche del quotidiano Libero: sono compagnie private, hanno il diritto di bandire chi vogliono dal sito di loro proprietà, se non accetti le loro condizioni vai pure su un altro social network. Bene, almeno l'ultima parte di questo argomento è stata smentita in questo fine settimana: un "altro social network", nello specifico Parler, è stato letteralmente cancellato dal Web. Non è stata necessaria una legge che istituisse la censura e neppure si è dovuta attendere la sentenza di un magistrato. È stato cancellato con cinque click da cinque delle maggiori compagnie che operano nella rete. Adesso è letteralmente impossibile iscriversi a Parler, gli account personali sono irraggiungibili e la strada per tornare online si presenta lunga e difficile. L'accusa che ha scatenato questo linciaggio online è la più grave del momento: aver ospitato sostenitori di Trump anche nel giorno dell'assalto al Campidoglio. Ma i ben informati sapevano che l'eliminazione fisica di Parler dal Web era nell'aria da mesi, almeno da novembre, dopo la sua improvvisa crescita a seguito delle elezioni americane, con tutti i numerosi interventi a gamba tesa dei grandi social network.
Parler venne fondato nel 2018 da due ingegneri del Nevada, John Matze e Jared Thomson. Parler non rivela i nomi di tutti i suoi proprietari, a parte John Matze che tuttora è amministratore delegato. Rebekah Mercer, investitrice e Dan Bongino, commentatore politico, entrambi di area conservatrice, hanno affermato di essere fra i proprietari. L'ispirazione conservatrice all'inizio del progetto era abbastanza chiara, Parler si proponeva come alternativa a Twitter, nel momento in cui quest'ultimo aveva fatto chiaramente una scelta di campo ed era sempre più invadente sui contenuti. Il conservatorismo era però più nel metodo che nel merito. Su Parler non si censuravano i liberal e non li si tormentava con messaggini di precisazioni dei "fact-checkers indipendenti", semplicemente ognuno poteva dire quel che voleva, bastava che non fossero reati come minacce, spam, attività criminali. I moderatori c'erano, ma erano giudici più che "costruttori di un mondo migliore" come spesso si atteggiano i social network rivali. L'ingresso era comunque aperto a tutti, ma negli ultimi due anni Parler ha attratto, da Nigel Farage in avanti, soprattutto il mondo conservatore anglosassone, stanco di vedere i propri profili bannati da Twitter.

DISTRUTTO ALL'APICE DEL SUO SUCCESSO
L'avventura è praticamente conclusa all'alba del 2021, non perché Parler sia fallito, ma proprio all'apice del suo successo. Dopo le elezioni americane, quando Facebook e Twitter hanno iniziato ad oscurare il profilo di Donald Trump, a censurare o ad aggiungre commenti alle notizie sui sospetti di brogli, a cancellare tutte le notizie che avrebbero messo in difficoltà Biden (a partire dallo scoop del New York Post su Hunter Biden), centinaia di migliaia di persone hanno iniziato a trasmigrare su Parler. In novembre ha raggiunto il picco di 10 milioni di utenti, di cui 4 milioni attivi. E le voci su una "punizione" a Parler da parte dei giganti del Web è iniziata proprio a novembre.
Il linciaggio online è puntualmente arrivato, con una rapidità sorprendente. Venerdì 8 gennaio Google ha escluso Parler dal suo sistema e dal suo catalogo, rendendolo incompatibile anche con i cellulari che usano il sistema operativo Android. Il giorno dopo, il social network è stato escluso da Apple e infine domenica 10 Amazon (che ne ospitava il sito Web) ha informato Matze che avrebbe cessato il servizio unilateralmente. Nel giro di un fine settimana, un social network promettente e in espansione ha di fatto cessato di esistere. Come se non bastasse anche altre compagnie lo hanno tagliato fuori: Okta Inc ha chiuso fuori Parler rendendolo incompatibile con i software delle maggiori compagnie e Twilio Inc ha chiuso il suo servizio di autenticazione a due fattori usato da Parler. "Ogni venditore, dai servizi di messaggistica ai provider della posta elettronica, fino ai nostri avvocati, tutti ci hanno buttato via nello stesso giorno", ha dichiarato l'amministratore delegato John Matze a Fox News, affermando anche di non voler più tornare a casa perché sta ricevendo concrete minacce di morte.

L'INTOLLERANZA DEI ''TOLLERANTI''
I motivi di questa esclusione dal Web citati dai protagonisti sono abbastanza impressionanti. Viene citato soprattutto l'assalto al Campidoglio, che sarebbe stato organizzato su Parler, poi minacce di morte nei confronti del vicepresidente Mike Pence, l'organizzazione di una nuova rivolta il prossimo 19 gennaio, alla vigilia dell'insediamento di Biden. La portavoce di Parler, Amy Peikoff, si difende affermando: "Abbiamo puntualmente affrontato questo tipo di contenuti e abbiamo lavorato attivamente per settimane con le forze dell'ordine". Lo aveva riferito anche ad Amazon ricevendo una risposta incoraggiante. La notizia dell'esclusione dai suoi servizi, che a detta di Matze è arrivata come un fulmine a ciel sereno, è stata a maggior ragione incomprensibile. Attualmente Parler (con gli avvocati che restano) sta facendo causa ad Amazon, accusando il gigante di Seattle di aver agito per motivi politici contro i termini contrattuali. Ma la battaglia si preannuncia difficile, così come è ardua la strada di un eventuale ritorno online del social network "conservatore", che dovrebbe costruire da zero un'infrastruttura tutta sua. Sempre che gliela lascino costruire.
Le difficoltà di moderazione e la presenza di contenuti violenti, segnalata come un problema di Parler, sono tipiche di ogni social network e diventano insormontabili a fronte di un aumento improvviso di utenti. Sui social network Twitter e Facebook si sono fatte le Primavere Arabe, sono stati reclutati jihadisti, sono tuttora presenti scafisti del Mediterraneo, dittatori hanno i loro profili istituzionali sulle loro piattaforme. Gli "standard della community" erano compatibili con le rivolte di Black Lives Matter (19 morti e centinaia di feriti), anzi i colossi del Web si sono fatti promotori della loro causa. Così come sugli stessi social network Twitter e Facebook sono circolate le minacce rivolte al professor Samuel Paty, conclusesi con la sua decapitazione a Parigi. Non si spiega come mai sia stato applicato tanto rigore proprio per Parler. La sua unica vera differenza era l'ostentata tolleranza politica. Quel modo di porsi come rifugio sicuro per i bannati da Twitter, a cui offriva una filosofia opposta: "sii libero di parlare e pensa come vuoi". Nell'era della tolleranza liberal questo atteggiamento è inammissibile.

MA C'È DI PEGGIO ED È LA PROSPETTIVA FUTURA
La distruzione di un social network rivale può essere un inquietante segnale: non puoi sfuggire al controllo di chi sta attualmente occupando una posizione dominante. Non solo devi seguire le loro regole, ma non puoi neppure emigrare credendo di farla franca. Twitter e Facebook sono privati, anche se flirtano visibilmente con una parte politica che, dal 20 gennaio, sarà al governo della prima potenza mondiale. Gli Stati imparano molto in fretta ad applicare i metodi che ora sono stati usati da privati contro un social network rivale. Ricordiamoli ancora: nessuna legge, nessun processo, solo un click e la tua attività è distrutta. Più la nostra identità sarà digitalizzata (non solo l'attività ludica e lavorativa, ma anche il denaro e i documenti di identità), più le conseguenze personali saranno gravi. In Cina già lo fanno, non solo con i social o con i profili degli utenti, ma con le persone in carne ed ossa: una parola di troppo e assieme al profilo di WeChat (social pressoché unico per gli utenti cinesi) viene cancellato anche l'accesso al conto corrente dell'utente e la sua identità digitale, diventa un pariah ridotto alla miseria e all'immobilità. Quindi, sì: abbiamo diritto di avere timore di questi sviluppi.

Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Stefano Magni, nell'articolo seguente dal titolo "Impeachment per Trump. Ostracizzato il presidente" sottolinea che la Camera del Congresso ha battuto due record: la procedura di impeachment più rapida della storia e la prima volta di un presidente che viene "impeachato" due volte.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 14 gennaio 2021:
Con un voto di 232 a 197, la Camera del Congresso statunitense ha approvato il secondo impeachment per Donald Trump. E ha battuto due record in uno: la procedura di impeachment più rapida della storia e la prima volta di un presidente che viene "impeachato" due volte nel corso del suo mandato. Nancy Pelosi, simbolicamente, ha indossato lo stesso vestito che portava durante il voto del primo impeachment, risalente ad appena 13 mesi fa. Ma è conforme alla Costituzione quel che è successo?
I Democratici hanno subito giocato la carta dell'impeachment non appena hanno consolidato la loro maggioranza alla Camera nel 2019, dopo le elezioni di medio termine. Avevano colto la palla al balzo per una telefonata di Trump al presidente ucraino Zelensky in cui pareva ricattarlo perché investigasse sugli affari di Hunter Biden, figlio di Joe Biden, attuale presidente eletto. Già allora la procedura di impeachment era apparsa molto fragile, basata su testimonianze e pareri più che su solide prove (nulla a che vedere con l'impeachment a Nixon nel 1974 che fu l'esito di un'indagine molto più complessa). E infatti i Democratici, in quel caso, non sono riusciti a convincere nessun repubblicano: il voto per l'impeachment era passato alla Camera solo perché avevano la maggioranza semplice, ma in Senato i Repubblicani hanno fermato il processo. In questo caso, l'impeachment appare più che altro come un voto per ostracizzare il presidente uscente e nulla di più. Forti della loro maggioranza, a cui si sono aggiunti dieci deputati repubblicani dissidenti (fra cui Liz Cheney, figlia dell'ex vicepresidente Dick Cheney), i Democratici hanno condotto una procedura-lampo, senza istituire commissioni di inchiesta, senza condurre indagini, senza neppure organizzare audizioni dei testimoni.
L'accusa si basa unicamente sulla responsabilità "oggettiva" di Donald Trump per l'irruzione in Campidoglio di un gruppo di suoi sostenitori. Le indagini a carico di 170 sospetti sono appena incominciate. Non si conosce ancora di preciso per quale motivo la polizia abbia rimosso le transenne e fatto entrare i facinorosi. Non si sa ancora quale sia stato (sempre che vi sia stato) il ruolo di possibili infiltrati nelle manifestazioni. L'unica prova su cui si basa l'accusa è il discorso di Trump del 6 gennaio, che viene visto come un'istigazione diretta a compiere l'incursione, ma non sono stati dimostrati ordini diretti del presidente ai suoi sostenitori, tantomeno si intravvede una regia del presidente nella pianificazione dell'azione.
Il voto per l'impeachment ha dunque un significato politico doppio. Per i Democratici si tratta dell'ultimo tentativo (al fotofinish) di sbarazzarsi di un avversario molto pericoloso per loro, del primo candidato repubblicano che è riuscito a contendere alla sinistra il voto di latinos, afro-americani e asiatici. Per una parte dei Repubblicani della vecchia guardia, invece, è l'ultima occasione per sbarazzarsi di un leader piovuto dal mondo esterno, completamente estraneo al Grand Old Party, ma capace di dominarlo completamente per quattro anni, ottenendo risultati storici in termini di voti e popolarità.
Adesso la parola passa al Senato, dove è necessaria una maggioranza qualificata per la messa in stato d'accusa del presidente. Si potrebbe votare anche il 19, ultimo giorno del suo mandato, a riprova del fatto che l'obiettivo non è quello di rimuovere Trump dal suo incarico, ma di distruggere il suo futuro politico. Con un voto separato, in cui è richiesta una maggioranza semplice, si deciderà anche se vietare esplicitamente future candidature di "The Donald". In Senato, dove la maggioranza è ancora repubblicana (fino al 19 gennaio), potrebbe essere l'ultima occasione, per molti Repubblicani dissidenti (e ne bastano 17 per arrivare alla maggioranza qualificata), di sbarazzarsi di un avversario interno che li ha finora completamente eclissati, accentrando su di sé tutta l'attenzione che prima era riservata al Gop.
Se il Senato confermasse, si completerebbe la procedura di impeachment più veloce della storia. Ma a perderci non sarebbe solo Trump, ma anche la credibilità delle istituzioni americane. Sarebbe la dimostrazione che, con la giusta maggioranza e il necessario odio, si può rimuovere un presidente con un semplice doppio voto. È ostracismo, più che un impeachment.


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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 13-01-2021

4 - IL PROGRAMMA DI BIDEN PER L'AMERICA E IL MONDO
Riprenderanno i finanziamenti pubblici all'aborto e si potrà abortire un bambino di nove mesi (aborto a nascita parziale), vari trucchetti per mantenere il potere (come i nuovi membri alla Corte Suprema), poi le guerre...
Autore: Maurizio Ragazzi - Fonte: Corrispondenza Romana, 13 gennaio 2021

Il 20 gennaio, s'insedierà alla Casa Bianca un'amministrazione Biden/Harris, sorretta da una risicata maggioranza alla Camera (assottigliatasi a 222 seggi a 211, con due seggi vacanti), e con parità di seggi al Senato (50 a 50, con il voto decisivo della Harris). Essendo questa la situazione, cosa ci si può' aspettare dai prossimi quattro anni, o almeno fino alle elezioni di medio termine fra due anni? Durante il dibattito pre-elettorale del 22 ottobre scorso, Biden aveva preventivato un "inverno buio". Lui intendeva riferirsi al Covid, ma l'immagine, estesa oltre l'orizzonte dell'inverno, calza perfettamente con quanto ci si può attendere dai quattro anni della sua amministrazione: sarà buio pesto su tutta la linea. E non è questa una forma di prevenzione nei suoi confronti, ma un giudizio fondato su quanto preannunciato dagli stessi Democratici e sintetizzato nella chiamata alle armi urlata dal prossimo capo di maggioranza al Senato, Chuck Schumer (abbastanza minaccioso dietro la mascherina), "adesso conquistiamo la Georgia, e poi cambiamo l'America!".

ALLORA, COME CAMBIERÀ L'AMERICA?
Alcuni mutamenti sembrano essere certi. I primi a farne le spese, come sempre succede con una nuova amministrazione Democratica, saranno le vittime innocenti dell'aborto, dato che le persone ancora nel ventre delle loro madri non possono difendersi da sole. Planned Parenthood, la principale congrega abortista e grande finanziatrice dei Democratici, ha da tempo stillato un piano articolato di misure, assieme ad altre associazioni della sua risma. Tanto per non perdere tempo, il giorno stesso del suo insediamento si prevede che Biden porrà fine alle restrizioni domestiche al finanziamento dell'aborto e revocherà, sempre con ordine esecutivo, l'ugualmente odiata (dagli abortisti) "politica di Città del Messico", promuovendo così il crimine di aborto anche all'estero. Nel frattempo, per non permettere che la persecuzione religiosa resti indietro rispetto all'aborto, il "cattolico" Biden ha già nominato quale suo ministro della sanità l'altrettanto "cattolico" californiano Xavier Becerra, le cui credenziali, accolte entusiasticamente da Planned Parenthood ("Questa scelta è incredibilmente eccitante per noi!"), sono solidissime per continuare la guerra contro le Piccole Sorelle dei Poveri, già iniziata al tempo della presidenza Obama, volta ad imporre loro contraccezione ed aborto nelle assicurazioni dei loro dipendenti. (La Corte Suprema aveva già deliberato a favore delle Piccole Sorelle, ma gli zeloti della persecuzione religiosa non desistono).

QUALI PROSPETTIVE?
Quanto alle prospettive, non certe, ma probabili (dato che molto dipenderà dalle lotte intestine fra Democratici), c'è il declino economico degli Stati Uniti, che adesso verranno sempre più affogati da nuovo indebitamento, carrozzoni burocratici, e regolamenti su regolamenti. Fu Churchill a dire, in un suo discorso alla Camera inglese del 22 ottobre 1945, che "il vizio intrinseco del capitalismo è la distribuzione diseguale dei benefici, mentre la virtu' intrinseca del socialismo è la distribuzione eguale della miseria".
C'è anche da attendersi una ripresa in grande stile di quella forma moderna di schiavitù che è l'immigrazione illegale (con tanto di bande criminali), anche perché i Democratici hanno bisogno quanto prima di nuovi voti, mentre i loro finanziatori hanno bisogno di manodopera a basso costo.
Infine, fra le calamità possibili (quindi non necessariamente probabili, ma la distinzione è accademica, essendo i Democratici decisi comunque ad occupare stabilmente tutto il potere), ci sono l'abolizione del filibustering (alterando così le procedure parlamentari per spazzar via ogni eventuale ostacolo posto dai Repubblicani), l'elevazione del Distretto di Columbia e di Porto Rico a stati (così da regalare ai Democratici quattro senatori sicuri in più), e l'incremento del numero dei giudici alla Corte Suprema (fino ad ottenere un'inossidabile maggioranza progressista).

L'ATTACCO A TRUMP
Intanto, l'attacco pretestuoso e senza quartiere a Trump da parte dei Democratici non conosce tregua, in barba ad ogni retorica di riconciliazione. In quest'attacco, c'è senza dubbio il tentativo di liberarsi una volta per tutte di un avversario popolarissimo, ed assai scomodo per loro, tramite l'ennesimo impeachment patetico, anzi, vergognoso, in quanto mira a sopprimere proprio la libertà di opinione, espressione ed associazione di chi osi opporsi al regime dei Democratici (come hanno fatto le pacifiche famiglie di sostenitori di Trump alla grande manifestazione del 6 gennaio, ben distinta dai disordini del Campidoglio). Ma, assieme a questa ragione pratica, c'è anche una forma di ossessione che andrebbe psicanalizzata, in quanto la sua virulenza e persistenza sono del tutto inusitate. I conservatori si sono dovuti sorbire negli anni Clinton, Obama, ed altre tristi figure, ma non per questo hanno dato in continua escandescenza. L'auspicio, quindi, è che i Democratici si diano una calmata, per il bene della democrazia e della loro stessa anima, anche se il livore contro Trump e contro chiunque sia d'ostacolo alla marcia progressista sembra proprio l'unica cosa (di assai dubbio valore) che i Democratici abbiano da offrire al paese. Comunque sia, Nostra Signora di Guadalupe resta la Protettrice delle Americhe (ben più potente dei Democratici) ed il baluardo dei 75 milioni di americani che, votando per Trump, hanno dimostrato di credere ancora nel sogno americano.

Nota di BastaBugie: ecco il link ad alcuni articoli pubblicati in passato su quanto ha dichiarato Biden e che adesso ha la possibilità di tradurre in realtà.

L'AVVERSARIO DI TRUMP, L'ABORTISTA JOE BIDEN, E' INVOTABILE PER UN CATTOLICO
Il candidato del Partito Democratico alla Casa Bianca è a favore dell'aborto fino al 9° mese e dell'ideologia Lgbt in ogni ambito, incluso quello scolastico, al contrario di Trump che all'Onu ha rimproverato che...
di Luca Volontè
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6235

KAMALA HARRIS, LA VICE DI BIDEN, E' ABORTISTA, NEMICA DELLA FAMIGLIA E ANTICRISTIANA
Invece grazie a Trump sono state elette 17 donne prolife senza compromessi alla Camera (molte hanno ribaltato i seggi occupati dai Democratici puntando sulla loro contrarietà assoluta all'aborto e al socialismo)
di Giuliano Guzzo
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6356

SE SCONFIGGERA' TRUMP, BIDEN SOSTERRA' IL ''DIRITTO'' DEI BAMBINI A CAMBIARE SESSO
Joe Biden, sempre pronto a proclamarsi cattolico a parole, tradisce la propria fede promuovendo aborto ed Lgbt (motivo per cui gli è stata negata la Comunione)
di Mauro Faverzani
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6338

BIDEN CONTRO TRUMP: I DEMOCRATICI VOGLIONO CAMBIARE LE REGOLE PER VINCERE ANCHE SE PERDONO
Vista l'inedita maggioranza alla Corte Suprema grazie alle tre nomine prolife di Trump, nel caso di vittoria, Biden aumenterà da 9 a 15 i membri per riprenderne saldamente il controllo
di Stefano Magni
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6317

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Fonte: Corrispondenza Romana, 13 gennaio 2021

5 - CENTO ANNI DI COMUNISMO NEL MONDO (1921-2021)
Con la scusa dell'emergenza Covid le autorità di Pechino hanno chiuso i 155 luoghi religiosi della città (eppure nessun contagio è stato trasmesso in chiesa)
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana, 13 Gennaio 2021

La notizia potrebbe esser considerata sin ridicola, se in realtà non fosse estremamente tragica: col pretesto dell'«emergenza Covid», le autorità di Pechino hanno chiuso a chiunque tutti e 155 i luoghi religiosi della capitale, sospeso le «attività religiose collettive» e deciso un'ulteriore stretta sulle «attività illegali» delle comunità sotterranee. Ciò, nonostante la pandemia sia esplosa in un laboratorio e non certo in un edificio sacro. L'annuncio ufficiale è giunto nel corso di un'apposita conferenza-stampa, promossa lo scorso 8 gennaio dall'Ufficio di informazione del governo della città, lo stesso che curiosamente ha dichiarato quanto segue: «Finora non si sono verificate nuove infezioni di polmonite e nessun caso sospetto fra gli 840 religiosi in 155 sedi religiose della nostra città e l'obiettivo "zero contagio" è stato raggiunto». E allora, verrebbe da dire?
Il lockdown ha sbarrato i luoghi di culto sin dal gennaio dell'anno scorso con una breve riapertura a luglio, sia pure a condizioni rigorosissime: ingressi contingentati, rilevazione della temperatura, distanziamento, riti brevi e via elencando. Nessun'altra concessione.
Già a Natale i continui controlli condotti dalla Polizia e le restrizioni strettissime imposte spinsero già molti sacerdoti a gettare la spugna ed a chiudere le proprie chiese, affidandosi alle celebrazioni online. Ora, assurdamente, ci si son messi pure i messaggi anonimi sui social, che accusano i cattolici ed i missionari stranieri d'essere i nuovi "untori" e di diffondere il virus nell'Hebei, guarda caso la provincia con la maggiore percentuale di cattolici. Persino l'Associazione patriottica ha precisato come tali affermazioni siano assolutamente infondate, essendovi finora un solo cattolico di Shijiazhuang, la capitale provinciale, risultato positivo al Covid-19.
Ma niente da fare. Le chiese resteranno chiuse ed, anzi, le autorità hanno assicurato di «condurre indagini speciali sulle attività religiose illegali nelle aree rurali, frenarle risolutamente e prevenire il rischio di diffusione dell'epidemia». E precisano come «il virus trovato a Shijiazhuang ed a Xingtai sia importato dall'Europa». Ovvero la Cina accusa l'Europa d'aver diffuso il Coronavirus. Anche questa sarebbe forse un'affermazione esilarante, se la faccenda non fosse drammaticamente seria. Tant'è vero che tra i fedeli circola la convinzione che, in realtà, il virus abbia rappresentato per Pechino l'occasione per azzerare le comunità sotterranee. [...]
Poche settimane fa, il Partito comunista di Wenzhou, nella provincia dello Zhejiang, ha imposto a tutti gli insegnanti di impegnarsi per iscritto a non professare alcuna religione ed a proporre in merito anzi l'opinione marxista, a promuovere attivamente l'ateismo tra gli studenti e la «nuova civiltà socialista», riservandosi ispezioni ed azioni disciplinari tra docenti ed alunni, qualora qualcuno si dichiarasse credente. Va qui ricordato come già il regime abbia vietato a tutti i minori di 18 anni la partecipazione alla S. Messa. [...]
Più o meno nello stesso periodo, la Sara ovvero l'Amministrazione statale cinese per gli Affari religiosi ha introdotto nuove norme circa le attività religiose straniere nella Repubblica popolare, sospettando che in esse possano intrufolarsi operazioni di "spionaggio". Per questo è stato imposto loro una piena e totale sottomissione a leggi e regolamenti cinesi, devono registrarsi, accettare controlli sui propri membri (devono essere tutti, rigorosamente stranieri) e sul materiale in essi utilizzato, inoltre tali comunità devono restare del tutto isolate e non aver contatti con quelle analoghe cinesi. All'esterno delle attività religiose straniere non devono esservi simboli religiosi evidenti, non possono fondare scuole, fare "proselitismo" o accettare donazioni da cinesi. L'elenco potrebbe tristemente continuare. [...]
Qualcuno potrebbe ritenere che, in ogni caso, non vi sia granché di cui preoccuparsi, poiché queste situazioni riguardano la sola Cina comunista. Certo, se proprio qualche giorno fa in Scozia il governo non avesse deciso di chiudere indiscriminatamente e completamente tutti i luoghi di culto, per contrastare l'«emergenza Covid», consentendo solo cerimonie online, tra lo sconcerto della Conferenza episcopale scozzese, secondo la quale non sussistono prove scientifiche, che possano «giustificare l'inclusione dei luoghi di culto tra i focolai di contagio», il che fa ritenere «arbitrarie ed ingiuste» le restrizioni imposte solo ai cattolici e non, ad esempio, al settore edile, né agli sport d'élite. Anche altri Stati europei si starebbero preparando per fare altrettanto. Discriminazioni, queste, di cui non è responsabile certo il Coronavirus. Il virus, in questi casi, è un altro, è ideologico, ma non è meno pericoloso e sta già circolando ovunque...

Nota di BastaBugie: Roberto de Mattei nell'articolo seguente dal titolo "1921-2021: il comunismo sempre al potere" parla dei cento anni di comunismo al potere nel mondo: Corea del Nord, Cina e anche Italia.
Ecco l'articolo completo pubblicato su Radio Roma Libera l'11 Gennaio 2021:
Il 7 gennaio, il leader nordcoreano Kim Jong-un è stato eletto segretario generale del Partito dei lavoratori, in occasione dell'ottavo congresso del Partito, il primo negli ultimi cinque anni.
Il ruolo di Kim come dittatore comunista della Corea è stato dunque ufficialmente riconfermato.
Il Partito dei Lavoratori è infatti l'erede diretto del Partito Comunista Coreano fondato nel maggio del 1921, tre mesi dopo la fondazione del Partito Comunista Italiano, di cui sarà celebrato tra qualche giorno il centenario della fondazione, avvenuta a Livorno il 21 gennaio 1921.
Nel 2021 ricorre anche il trentennio della auto-dissoluzione dell'Unione Sovietica. Dopo la caduta del muro di Berlino abbiamo assistito alla liquefazione dell'apparato burocratico comunista in Russia. Però, la fine del regime sovietico non segnò la fine del comunismo, ma la fine dell'anticomunismo, che si illuse che, dopo la caduta del muro di Berlino e dell'Unione Sovietica, il comunismo sarebbe scomparso dalla storia.
Non è stato così. Il comunismo ha subito una metamorfosi, ma il suo nucleo dottrinale, il materialismo dialettico, continua a dominare in tutto il mondo. L'Occidente oggi è immerso in una filosofia di vita materialista e relativista. Come negarlo? E come negare che l'Occidente sia ancora guidato da una classe dirigente e intellettuale di origine comunista?
In Oriente, la Corea di Kim Jong-un è la longa manus della Repubblica popolare cinese, governata da un dittatore, XI Jinping, che rivendica continuamente la dottrina e la prassi del comunismo. In Cina c'è l'obbligo di studiare Marx, Lenin, Mao e lo stesso pensiero di Xi Jinping, se non si vuole perdere il posto e scomparire nei campi di concentramento, più che mai affollati da schiavi che, con il loro lavoro, permettono la sussistenza dell'economia cinese.
Xi Jinping ha detto che la religione è incompatibile con la "fede" marxista e ha presentato se stesso e il Partito Comunista Cinese come «atei marxisti inflessibili». Nel 2020 è stato pubblicato un importante libro della sinologa francese Alice Ekman, dal titolo Rouge vif, che smentisce abbondantemente le teorie di chi pensa che la Cina non sia più comunista.
La Cina è comunista e si avvia ad essere la prima superpotenza mondiale. La Corea del Nord è una proiezione politica della Cina. Il suo capo, Kim Jong ha ribadito nell'ultimo congresso del Partito Comunista che il nemico più grande della Corea sono gli Stati Uniti e ha ordinato di sviluppare missili nucleari terrestri e subacquei, perché il suo paese, deve rafforzare la sua capacità militare contro gli Stati Uniti. Lo stesso pensa e fa la Cina di Xi Jinping, che alle armi nucleare, aggiunge quelle informatiche e biologiche, su cui si lavora senza sosta nei suoi laboratori.


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Fonte: Corrispondenza Romana, 13 Gennaio 2021

6 - SE I CATTOLICI NON POSSONO INSEGNARE NEMMENO IN UNA UNIVERSITA' CATTOLICA
Com'è possibile che sia attaccata Claudia Navarini, docente dell'Università Europea di Roma, solo perché utilizza il Manuale di Bioetica del cardinale Sgreccia?
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 07-01-2021

Si è fatto un gran parlare sui siti cattolici più ortodossi, e quindi meno letti, dell'articolo de La Stampa intitolato «L'Università dove si insegna che i gay sono malati» a firma di Annamaria Bernardini De Pace. L'articolo è una buona sintesi del diffuso livore schiumante rabbia che pervade sempre più insistentemente il mondo laicista. La De Pace attacca il Manuale di Bioetica del cardinal Elio Sgreccia, la valente professoressa Claudia Navarini che lo ha adottato come testo consigliato - non obbligatorio, come sostiene la De Pace - nel suo corso di Etica all'interno dell'area di Psicologia, l'Università Europea dei Legionari di Cristo dove insegna la docente e, in un vorticoso moto ascensionale, la Chiesa cattolica (e, potesse, anche Dio stesso che è cattolico).
Il motivo di tanto odio è sostanzialmente il paradigma cattolico in materia di bioetica e di morale naturale. Sostenere, come fa il testo di Sgreccia, che l'atto coniugale di per sé è orientato alla procreazione e argomentare che quest'ultima riceve la sua perfezione quando è frutto dell'amore coniugale sono per la De Pace «pericolose e inquietanti affermazioni». Avete compreso bene? È inquietante e pericoloso che i bambini nascano dagli atti coniugali. Altri strali sono riservati naturalmente all'aborto, alla fecondazione extracorporea e all'omosessualità (un nota bene: il taglia e cuci applicato alle citazioni del Manuale e fatto da La Stampa, Libero e il Dubbio falsa l'autentico significato dei passi citati).
In merito all'omosessualità - tema che tra l'altro non è oggetto del corso della Navarini - secondo l'avv. De Pace andrebbero curati (sic) coloro i quali sostengono che la sessualità ha un orientamento oggettivamente eterosessuale. Da stracciarsi poi le vesti del politicamente corretto a leggere nel Manuale che esiste il dovere di obiettare nei confronti dell'assassinio pre-natale da parte di medici e, udite udite, anche da parte dei farmacisti. In definitiva il Manuale è per l'estensore dell'articolo puro acido muriatico.
La De Pace inoltre non si dà pace - è proprio il caso di dirlo - del fatto che esistano ancora simili schifosi insetti che strisciano in qualche aula universitaria dopo anni di disinfestazione fatta con importanti dosi di «battaglie civili» e «leggi a favore della non discriminazione e contro l'omofobia». La sentenza non ammette appello: la bioetica fondata sul personalismo ontologico e quindi anche la bioetica cattolica non deve essere insegnata, ma deve essere messa al rogo perché si tratta di «un'educazione vetero-cattolica, paternalistica e [...] dittatoriale». Comprendiamo il suo vibrante disappunto perché è notorio che i veri laicisti siano intolleranti, perdoniamo svarioni come un supposto intervento dell'OMS per cambiare il manuale diagnostico dell'American Psychiatric Association, ma, prima che si accenda la pira su cui a turno dovremo ardere vivi, ci si permetta di fumare un'ultima sigaretta.

L'ULTIMA SIGARETTA CONSTA DI UN PAIO DI RIFLESSIONI
La prima: si tranquillizzi la De Pace, gli studenti universitari, compresi quelli dell'Università Europea, sono stati arruolati per buonissima parte al secolarismo post-moderno appena venuti alla luce. Chi volesse sostenere il contrario vuol dire che vive al di fuori della Via Lattea. Poco elegante raccontare di sé, ma fino a qualche anno fa anch'io ero docente presso l'Università Europea e anch'io insegnavo bioetica e anch'io avevo adottato come testo di esame il Manuale di bioetica. Gli studenti, banale a dirsi, erano per la maggior parte inconsapevolmente devoti al mainstream dominante sui temi eticamente sensibili. Con animo candidamente serafico, erano quasi tutti a favore di aborto, eutanasia, fecondazione artificiale, omosessualità, divorzio, contraccezione, eccetera, eccetera. Le lezioni avevano naturalmente un approccio partecipativo: chiedevo cosa pensassero ad esempio dell'aborto e ascoltavo con sincera attenzione. Poi ponevo loro dei casi da risolvere e in aula si accendeva sempre un vivace e interessantissimo dibattito tra gli studenti ed io aspettavo ad intervenire. Poi quando la confusione mentale regnava sovrana - il confronto dialettico democratico porta quasi sempre all'anarchia - mi permettevo di dire la mia, non come mera opinione, ma come argomentazione razionale comprensibile anche da chi non crede (lo scrivente, al pari della prof.ssa Navarini, usava un approccio proprio della filosofia morale, non della teologia morale). Seguiva altro confronto e così via. Quindi, gentile De Pace, è impossibile plagiare le menti dei ragazzi per un semplice motivo: sono state già plagiate dal conformismo laicizzante.
Seconda riflessione. Il vento è cambiato per i cattolici e da un po'. Fino a qualche decennio fa il non credente era sostanzialmente indifferente al mondo cattolico. Credete a quello che volete basta che non ci rompete le scatole, ci ammonivano. Ora, come ben testimoniato dall'articolo de La Stampa, il cattolico, da comparsa insignificante, è diventato, conservando la sua insignificanza, un nemico da odiare e da uccidere culturalmente. Voi cattolici, così si sostiene, non dovete neppure più azzardarvi a insegnare certi valori nelle vostre università e scuole, a difendere alcuni princìpi dai pulpiti delle vostre chiese, ad educare in un certo modo i vostri figli, a diffondere alcune notizie con tanto di commenti sui vostri media. Voi addirittura non dovete più pensare certe cose. Voi dovete sparire. Il succo dell'articolo della De Pace è tutto qui.

NOI LO ABBIAMO PERMESSO
I laicisti alla De Pace hanno potuto alzare la voce e sputarci in faccia così impunemente anche perché noi lo abbiamo permesso. Tutti noi favoriamo questo clima da fatwā quando ci presentano la compagna di nostra cugina e non diciamo un «beh», quando la nostra collega ci rivela raggiante che aspetta un bambino concepito in vitro e noi non obiettiamo nulla, quando l'amico del calcetto vuole divorziare e non gli diciamo una parola buona, quando la parrucchiera si lamenta della pillola che la fa ingrassare e noi tacciamo, quando il figlio ormai adulto a tavola ci spiega perché se finisse nelle stesse condizioni di Alex Zanardi preferirebbe morire e noi non proferiamo verbo e gli chiediamo di passarci il sale.
Abbiamo permesso questo strapotere dei nichilisti di professione anche perché le alte sfere ecclesiali hanno deciso di chiudere la bioetica in un armadio con tanto di bavaglio. Non ci nascondiamo dietro un dito: la nuova bioetica delle gerarchie vaticane è fatta di tutela del creato e roboetica. Costoro, seppur non abbiano cancellato dal Catechismo la imperitura dottrina sulla morale naturale, l'hanno messa in secondo se non in terzo piano. In tal modo hanno fatto sì che soldati come la prof.ssa Navarini rimangano isolati e non abbiano le spalle coperte dall'aviazione e dall'artiglieria. L'immunità di gregge copre chi sta nel gregge, non chi evita di intrupparsi. Il predatore attacca sempre la preda fuori dal branco. Ma questo non è fenomeno solo di oggi.
Perdoni il lettore se lo annoio ancora con un aneddoto autobiografico. Quando insegnavo presso l'Università Europea un giorno ricevetti una telefonata da un collega che ricopriva un certo ruolo che gli permetteva la gestione didattica del mio corso. Il collega, in perfetto stile vetero-democristiano, mi sibilò alla cornetta: «È opportuno ripensare il tuo corso di bioetica». Tradotto: occorre depotenziarlo, magari togliendogli ore e crediti, rendendolo facoltativo, etc. Io obiettai, ovviamente, ma non avevo accesso nella stanza dei bottoni per oppormi efficacemente alla proposta del collega. La prof.ssa Navarini invece aveva accesso e grazie a lei il «ripensamento» non andò in porto. Altro aneddoto: sempre un collega, anni fa, mi rivelò che, tenuto conto della virata ecologista del Vaticano, in un'altra università gestita dai Legionari di Cristo, nel corso di bioetica, occorreva mettere più l'accento ad esempio sulla deforestazione delle querce secolari in Canada che sulla deforestazione dei bambini nel ventre materno (l'esempio è parto della mia fantasia ed è stato fatto al solo scopo di esemplificare).

PERCHÉ QUESTI ANEDDOTI?
Per spiegare che la pressione esercitata dal mondo secolarizzato sui temi eticamente sensibili è talmente forte che cedimenti in queste materie si registrano continuamente anche in casa cattolica. Di questo ovviamente era consapevole lo stesso cardinal Sgreccia e così veniamo al quarto aneddoto personale. Un giorno andai a trovare il cardinale a casa sua, al di là delle Mura Leonine. Parlammo di molte cose e ad un certo punto il discorso cadde sul rapporto tra bioetica e Chiesa. Sgreccia mi fece capire che la bioetica, in casa cattolica, era ormai considerata la figlia disabile di cui vergognarsi e da tenere in camera quando vengono gli ospiti (anche in questo caso la rozza e brutale metafora deve essere addebitata al sottoscritto cavernicolo).
Chiudiamo con un augurio. L'Università Europea ha pubblicato una apprezzabile nota per rispondere alle critiche apparse sui media. Ci auguriamo, anzi, siamo certi che questa solidarietà espressa nei confronti della prof.ssa Navarini continuerà nei mesi futuri e che quindi il Manuale di Sgreccia continuerà ad essere adottato nei suoi corsi anche per il prossimo anno accademico e non si faranno pressioni di alcuna sorta per cambiarlo a favore di testi assai più morbidi e accomodanti. Altrimenti, chi spingesse in questo senso farebbe meglio a scrivere per La Stampa.

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 07-01-2021

7 - LETTERE ALLA REDAZIONE: IL LOCKDOWN CI HA FATTO BENE?
Secondo me questa situazione ci ha tolto tanti lussi e frivolezze che prima erano parte integrante della routine di buona parte dei giovani (ad esempio le discoteche)
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie, 13 gennaio 2021

Gentile redazione di BastaBugie,
vi seguo da circa 2-3 anni e ho trovato il vostro sito sempre molte interessante, in particolar modo per la grande quantità di tematiche trattate dal punto di vista cattolico come ad esempio i tantissimi articoli su matrimonio e famiglia, oppure quelli dedicati a smentire falsi miti contro la Chiesa che, a partire dalle scuole, si sono diffusi nell'immaginario collettivo. Insomma, pur ritenendo il vostro sito veramente ben fatto, vorrei condividere con voi un pensiero sugli ultimi numeri e, in particolare, sul dossier coronavirus.
Pur ritenendo questa epidemia un'epidemia molto blanda rispetto a tante altre epidemie che hanno mietuto molte più vittime, non me la sento, come invece sembrano affermare gli articoli che pubblicate, di dire che tutte le limitazioni della libertà siano un male. E anche se aveste ragione affermando tutto quello che dite sul coronavirus, non penso comunque che nella nostra società ormai sfasciata (divorzi, denatalità, aborto, unioni INcivili, terapie ormonali per il "cambio" di sesso anche per i bambini e, più in generale, il mancato riconoscimento da parte degli Stati occidentali - ma anche di buona parte degli uomini di Chiesa - della regalità sociale di Cristo) quella di preservare qualche libertà sia una priorità. Anzi, sono sempre più convinto che queste chiusure abbiano fatto involontariamente anche del bene, anche se ovviamente non voglio generalizzare perché conosco benissimo i danni che ha fatto ad esempio sui bambini.
Questa situazione infatti ci ha tolto tanti lussi e frivolezze che prima erano parte integrante della routine di buona parte dei giovani italiani. Un esempio fra tutte sono le discoteche che, scusatemi per l'espressione, sono ormai diventate un'orgia fra donne ubriache e svestite e maschi in cerca di sesso o di altre esperienze pseudo-sessuali. D'altronde è solo per quello che gli uomini vanno in discoteca. Un altro discorso invece sono le limitazioni all'esercizio pubblico del culto divino per cui, a mio avviso, avete fatto più che bene a battervi.
Vi invio questa mail nella speranza di aver detto qualcosa di utile e ci tengo a precisare che, coronavirus a parte, ho trovato degli articoli molto interessanti anche negli ultimi numeri. Ad esempio è stato commovente quello delle suore morte martiri nella rivoluzione francese ed è stata molto bella la risposta di Giano Colli riguardo alla lettera sulla storia di Santa Maria Maddalena de' Pazzi. Quindi, ovviamente, che continuerò a seguirvi.
Pietro

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Caro Pietro,
grazie per l'affetto con cui ci segui.
Per quanto riguarda il Coronavirus noi abbiamo solo cercato di dire che le cure ci sono. Molti medici le stanno usando con discreti successi.
I vari lockdown sono un sintomo grave di perdita di libertà da parte dei cittadini. Comprendo la tua giusta critica alle discoteche, ma la clausura forzata e i coprifuoco, adottati principalmente per bloccare i giovani, da sempre più inclini a violare le regole, credo porterà a gravi danni per la loro crescita. Non difendo certo le discoteche che anch'io vedo come luoghi pericolosi da tanti punti di vista. Ma i divieti attuali non sono solo per le discoteche, ma per tutti i luoghi di ritrovo sociale, inclusi quelli sani e necessari per una vita normale.
Nel nostro dossier sul Coronavirus tocchiamo tanti altri temi. Ad esempio abbiamo cercato di dire che riporre solo nel vaccino la soluzione a tutti i problemi del Covid ci sembra sbagliato. Poi ognuno è libero di fare come crede. Chi vorrà vaccinarsi potrà farlo. Chi non lo vorrà, resterà senza vaccino.
Noi non siamo contro i vaccini per partito preso, né neghiamo che ci sia il coronavirus e le morti per esso. Solo facciamo notare alcune cose, ad esempio che il vaccino efficace contro la Sars di qualche anno fa NON è stato mai trovato, nonostante gli enormi investimenti. Possibile che in pochi mesi ci sia un vaccino sicurissimo ed efficacissimo?
Comunque ognuno è libero di crederlo e di vaccinarsi.
Insomma, degli oltre cento articoli pubblicati e raccolti nel nostro dossier, non mi pento di nessuno. Ovviamente poi i lettori potranno avere la loro opinione anche difforme dalla nostra, ma almeno avranno avuto la possibilità di sentire un'altra campana rispetto alla propaganda martellante di giornali e televisioni.
Caro Pietro grazie ancora per la tua mail.

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Fonte: Redazione di BastaBugie, 13 gennaio 2021

8 - OMELIA II DOMENICA T. ORD. - ANNO B (Gv 1,35-42)
Maestro, dove abiti? Venite e vedrete
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Il tema centrale di questa seconda domenica del Tempo Ordinario è la vocazione. La vocazione è una chiamata particolare che Dio rivolge a qualche sua creatura, affinché essa sia tutta sua e si consacri a Lui nella vita sacerdotale o religiosa.
Già nella prima lettura abbiamo ascoltato il racconto della vocazione di Samuele. Nella notte, Dio chiamò per tre volte il giovane Samuele e, per tutte e tre le volte, il giovane pensò che fosse stato il suo maestro Eli a chiamarlo. Alla fine Eli comprese che si trattava del Signore, e allora invitò il giovane a seguire questa chiamata di Dio. Così, quando per la quarta volta Samuele udì quella voce misteriosa che a lui si rivolgeva, così rispose: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta» (1Sam 3,10).
In questo brano colpisce molto la prontezza e la disponibilità di Samuele, il quale, appena si accorse che Dio lo chiamava si rese subito disponibile a compiere la sua Volontà. Sul suo esempio anche noi dobbiamo essere pronti ad eseguire la Volontà di Dio, a chiedere con insistenza che il Signore ci indichi ciò che Lui vuole da noi. Ogni volta che recitiamo il Padre nostro, tra le varie richieste, diciamo anche «sia fatta la Tua Volontà». Affinché queste non siano parole superficiali, da parte nostra ci deve essere tutta la disponibilità a uniformare la nostra volontà alla Volontà Divina. Dobbiamo essere sempre pronti a rinunciare al nostro punto di vista appena ci accorgiamo che il Signore vuole qualcos'altro da noi. In questa uniformità alla Volontà di Dio consiste la vera santità.
In questa prima lettura colpisce anche il fatto che fu Eli a far comprendere l'origine di questa chiamata. Così sarà anche per noi. È indispensabile la presenza di una guida spirituale che ci indichi con certezza ciò che il Signore vuole da noi. Su ciascuno di noi, Dio ha un progetto particolare e solo se riusciremo a realizzare questo piano troveremo la nostra felicità. Fino a che non riusciremo a compiere ciò, il nostro cuore sarà sempre insoddisfatto. Ma, per comprendere quella che è la nostra chiamata, c'è bisogno di una guida spirituale.
Questo vale per tutti i cristiani e vale soprattutto per quella che è la grande scelta della vita. Da alcuni Dio vuole una vocazione particolare, una consacrazione nella vita religiosa o sacerdotale. Secondo san Giovanni Bosco, che fu il Santo dei giovani, Dio chiama un ragazzo su tre. Si capisce allora quanto numerose dovrebbero essere le vocazioni. Purtroppo si assiste un po' ovunque al calo delle vocazioni. Ciò dipende dal fatto che molti giovani chiamati dal Signore non ascoltano o non vogliono seguire questa speciale vocazione. Non la ascoltano perché distratti da mille cose, e non la comprendono perché non sono guidati da nessuno.
È dunque importante pregare affinché molti giovani comprendano e rispondano come Samuele; ed è importante, per chi si pone questo interrogativo, trovare una buona guida spirituale che li possa aiutare.
Nel brano del Vangelo abbiamo invece la chiamata dei primi Discepoli da parte di Gesù. Sono loro a seguire il Maestro alle parole di Giovanni il Battista: «Ecco l'Agnello di Dio» (Gv 1,36). Colpisce profondamente il disinteresse del Precursore, il quale non raduna attorno a sé dei discepoli se non per indirizzarli a Gesù. Egli non ricercò la propria gloria, ma unicamente quella di Dio. E così Andrea, che prima era discepolo di Giovanni, da quel momento iniziò a seguire Gesù e indusse suo fratello Pietro a fare altrettanto. Già in questo brano del Vangelo possiamo vedere il primato dell'apostolo Pietro, per il fatto che Simone, il fratello di Andrea, fu l'unico Apostolo a cui fu cambiato il nome: «Sarai chiamato Cefa – che significa Pietro» (Gv 1,42).
Ai primi Discepoli che chiedevano qualcosa su di Lui, il Signore disse: «Venite e vedrete» (Gv 1,39). Così, a tutti quelli che, pur sentendo la chiamata di Dio, hanno paura di fare questo passo, Gesù dice: «Venite e vedrete» (Gv 1,39). Queste parole sono un invito a fidarsi di Lui, ad abbandonarsi giorno per giorno alla Divina Provvidenza, sicuri che Egli ci sosterrà ogni giorno della nostra vita.
Colpisce un ultimo particolare. Trovato il Messia, Andrea coinvolge subito il fratello Simone. Trovato il Signore, Andrea sentì l'ardente desiderio di farlo conoscere anche agli altri. E quello fu il suo primo apostolato. Se veramente ameremo il Signore, sentiremo anche noi il desiderio di farlo conoscere a chi ci sta intorno e a tutti quelli che incontreremo. Questa è una chiamata che Dio rivolge a tutti.
Infine, nella seconda lettura, l'apostolo san Paolo ci ricorda che noi apparteniamo a Dio e che, pertanto, dobbiamo stare lontani da ogni forma di impurità. «State lontani dall'impurità!» (1Cor 6,18), grida san Paolo, ricordandoci che il nostro corpo «è tempio dello Spirito Santo» (1Cor 6,19). Spesso è proprio l'impurità che impedisce a tanti giovani di capire qual è la loro strada. Accecati dalla carne, essi non sentono la chiamata di Dio, il quale li invita a qualcosa di diverso e di immensamente superiore a qualsiasi gioia terrena. Se saremo puri di cuore comprenderemo sempre la Volontà di Dio.

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Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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