BastaBugie n°709 del 24 marzo 2021

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1 MANIFESTAZIONI IN TUTTA EUROPA CONTRO IL REGIME SANITARIO
Migliaia di cittadini contro le restrizioni per il Covid adottate dai governi, ma i grandi media non ne parlano (intanto il Piemonte accelera sulle cure a domicilio)
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 LA PICCOLA CINESE MARTIRE PER L'EUCARISTIA
Fulton Sheen prese ispirazione dalla storia di Li, la bambina che difese Gesù dai comunisti cinesi (VIDEO: La piccola martire dell'eucaristia)
Autore: Suor Emmanuel Maillard - Fonte: Il bambino nascosto
3 BIDEN LEGALIZZA I CLANDESTINI ED ESPLODE L'IMMIGRAZIONE
Il numero degli ingressi illegali dal confine con il Messico ha raggiunto il record storico degli ultimi 20 anni, così come quello di minori rinchiusi nelle gabbie (DOPPIO VIDEO: La situazione negli USA)
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi
4 IL MEDIOEVO ESALTAVA OVUNQUE LA BELLEZZA
I medievali non avrebbero mai concepito l'idea del museo perché la bellezza è necessaria e non può essere separata dalla vita reale e quotidiana (DOPPIO VIDEO: Il duomo di Siena e l'importanza della donna)
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri
5 CONSIGLI PER PROGREDIRE VERSO LA PERFEZIONE CRISTIANA
Evitare discorsi inutili, non lamentarsi per la sfortuna, non mangiare fuori pasto, non dormire troppo, ritirarsi ogni tanto in solitudine, non parlare di se stessi senza motivo, non contraddire nessuno per quanto possibile
Fonte: Radio Roma Libera
6 UN IMPRENDITORE DONA 6 MILA EURO AI DIPENDENTI CHE FANNO FIGLI
Il barone Vitantonio Colucci promuove le culle nella sua Plastic-Puglia... e chi nasce ha il posto fisso assicurato!
Autore: Caterina Giojelli - Fonte: Tempi
7 JUVENTUS: LA VECCHIA SIGNORA DIVENTA LESBICA
In un video si vuole normalizzare due calciatrici che si sono ''sposate'' in Svezia e che hanno fatto ricorso alla fecondazione artificiale eterologa
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 OMELIA DOMENICA PALME - ANNO B (Mc 14,1-15,47)
Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori
Fonte: Il settimanale di Padre Pio
9 OMELIA GIOVEDI' SANTO - ANNO B (Gv 13,1-15)
Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: La rivincita del crocifisso

1 - MANIFESTAZIONI IN TUTTA EUROPA CONTRO IL REGIME SANITARIO
Migliaia di cittadini contro le restrizioni per il Covid adottate dai governi, ma i grandi media non ne parlano (intanto il Piemonte accelera sulle cure a domicilio)
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 23-03-2021

Non fanno notizia, non trovano cassa di risonanza nei TG nazionali e, quando qualche giornale si degna di parlare di queste manifestazioni, vengono sbrigativamente definite come "negazioniste", un termine usato completamente a sproposito, ma che sul lettore ha sempre il suo bell'effetto.
Si tratta delle manifestazioni che un po' in tutta Europa vedono scendere in piazza migliaia di cittadini. Proteste contro le misure restrittive, disposte dai governi per contenere la pandemia di Covid-19, sono state segnalate in Austria, Finlandia, Germania, Paesi Bassi (nella foto una protesta del 20 marzo ad Amsterdam), Regno Unito, Svizzera, ecc. Prima del raduno a Helsinki circa 300 persone hanno marciato per le strade della città, arrivando fino al Parlamento, intonando slogan come "Lasciate parlare la gente!". In Austria, circa mille persone hanno partecipato a manifestazioni contro le misure restrittive vicino alla stazione ferroviaria centrale di Vienna. In Svizzera, più di 5.000 manifestanti hanno sfilato in una marcia silenziosa a Liestal, a 15 chilometri a sud-est della città di Basilea.
In Italia, Milano ha visto due di queste iniziative nel giro di due settimane: la prima in Piazza del Duomo, con la partecipazione di migliaia di persone, e quindi sabato scorso all'Arco della Pace.

CHI C'È DIETRO A QUESTE INIZIATIVE?
Inutilmente i cronisti intervenuti a queste manifestazioni hanno cercato di trovare la nota di colore: qualche sciamano, qualche terrapiattista, magari qualche estremista di destra che fa sempre comodo. Alle iniziative milanesi non si sono visti esponenti di partiti politici, nessuno dei quali in questo momento sembra seriemente intenzionato a contestare il pensiero mainstream.
Ad organizzare queste iniziative hanno pensato associazioni di cittadini, espressione del Paese reale, come si diceva un tempo. Gruppi di mamme preoccupate per il futuro dei propri figli, persone stanche delle restrizioni asfissianti imposte dal regime di salute pubblica, individui che vogliono salvaguardare i diritti garantiti dalla Costituzione. Persone che partecipano a queste manifestazioni - promosse attraverso la Rete - per far sentire la propria voce di protesta, la propria voglia di libertà, ma anche per capire, per ascoltare. Non è un caso che i protagonisti di queste manifestazioni siano dei professionisti, soprattutto medici.
La gente viene a queste manifestazioni per ascoltare le testimonianze di medici che hanno affrontato il Covid con le cure, in particolare con le cure domiciliari. E il tono di chi interviene non è tribunizio, giusto per strappare l'applauso della folla, ma pacato e documentato. Non per niente l'iniziativa svoltasi all'Arco della Pace di Milano aveva come titolo "Conferenza a cielo aperto: Rinasceremo con le cure". Una conferenza, non un comizio o un sit-in, per far conoscere quella realtà di cure che per molti italiani è ancora del tutto sconosciuta. Una conferenza per dare informazioni scientifiche, ma anche per tenere viva la speranza in persone ormai allo stremo psicologico. Persone talmente manipolate nella loro capacità di ragionare che sabato, al termine della manifestazione, pur dopo aver ascoltato le varie testimonianze dei medici, c'era tra loro chi poneva questa obiezione: strano che questi medici in un anno non siano riusciti a farsi sentire dalla massa... come mai la loro scoperta non è arrivata a chi è sempre a caccia di notizie? Come dire: se non ne hanno parlato le Iene o la D'Urso, vuol dire che tutto questo non esiste.

LA REALTÀ NON PUÒ ESSERE NASCOSTA
In questo buio della ragione che stiamo attraversando, ciò che conta è tenere accesa la luce della ragionevolezza. Continuare a documentare una realtà che non può essere taciuta e nascosta. Una realtà che non rappresenta il tentativo più o meno empirico di medici di fronte ad una situazione disperata, ma un modo di procedere con criteri assolutamente scientifici, che potremmo definire Real life research: uno studio sulla vita reale. Senza magari aspettare l'esito dei cosiddetti "studi random a doppio cieco". Una ricerca che ormai si avvale anche dello scambio di informazioni con medici di tutto il mondo, che condividono evidenze cliniche e strategie terapeutiche.
Accanto ai medici, in queste manifestazioni compaiono poi gli avvocati, i quali hanno un compito fondamentale: difendere il diritto della persona alla cura, e difendere le libertà oggi sempre più limitate e svilite. Avvocati che possono e devono anche fare da tramite tra i cittadini che scendono coraggiosamente in piazza e le istituzioni, e che possono portare la voce sia di medici che di pazienti ai politici, sperando di trovare qualche interlocutore, qualcuno che con coraggio - come già avvenuto in Piemonte - possa sfidare il diktat governativo di "Tachipirina e vigile attesa" che tanto male ha già fatto. La voce di civile protesta di tanti cittadini ha il giusto diritto di essere ascoltata.

Nota di BastaBugie: come notato in fondo al precedente articolo in Piemonte qualcosa si muove riguardo alle cure precoci al virus. Andrea Zambrano ne parla nell'articolo seguente dal titolo "Basta attesa senza cure: il Piemonte sfida le linee guida".
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 03-03-2021:

Nel nuovo protocollo medico licenziato dal Cts della Regione Piemonte e che verrà presentato oggi, troviamo sancito il principio della cura immediata del paziente. Addio vigile attesa e telemedicina con la somministrazione di solo paracetamolo. La decisione dell'assessore Luigi Icardi è una dichiarazione di guerra alle linee guida ministeriali che dal 30 novembre scorso non sono state ancora aggiornate nonostante ormai anche i sassi abbiano capito che la strategia della osservazione & attesa e della Tachipirina ai primi sintomi sia non solo fallimentare, ma anche dannosa, dato che se i ricoveri aumentano, buona parte di responsabilità sono da attribuire a questa indicazione.
«La vigile attesa? Assolutamente no, non la consideriamo proprio come una buona pratica», spiega Claudio Sasso, coordinatore area medicina territoriale del Dirmei, il Dipartimento interaziendale per le malattie infettive che è il braccio esecutivo dell'assessorato alla Sanita piemontese. «Il protocollo è incentrato sull'intervento immediato, tempestivo, sia diagnostico che terapeutico».
Una seconda novità è che le linee guida licenziate da Torino si discostano dalla pratica abituale ormai consolidata della diagnosi telefonica del medico. Pratica, quest'ultima, che ha fatto venire meno migliaia di visite con conseguente abbandono terapeutico. Dopo l'accordo sindacale con le associazioni di categorie dei medici di medicina generale, il Piemonte ribadisce quanto già i camici bianchi di famiglia in regione stanno facendo da un anno: «Visitare e curare al più presto».
Come? «Anzitutto una prima visita di persona affidata o al medico di medicina generale o alla Usca, in stretta condivisione tra di loro, poi con il monitoraggio anche a distanza del paziente, una volta decisa la terapia, che, di sicuro non avrà tra i suoi punti principali la Tachipirina, ma con antinfiammatori FANS, l'eparina, l'antibiotico, il cortisone, la vitamina D e con l'ormai negletta idrossiclorochina. «Siamo perfettamente consapevoli del dibattito che c'è nel mondo scientifico sul suo uso - prosegue Sasso alla Bussola -, ma sappiamo altresì che l'idrossiclorochina ha dimostrato di possedere un effetto antivirale in vitro e in modelli animali. Abbiamo quindi una minima speranza di successo se utilizzata nella fase precoce dell'infezione.
Quindi, non sarà l'unica terapia, ma pur all'interno di un percorso off label, sarà una delle armi che il medico in scienza e coscienza avrà modo di usare. In questo - aggiunge Sasso - la Regione dimostra di recepire la sentenza del Consiglio di Stato che ne sdogana l'utilizzo sulla base di ricerche specifiche condotte su pazienti curati precocemente».
La notizia dell'introduzione dell'idrossiclorochina, che già era presente nel primo protocollo licenziato a fine autunno, arriva contemporaneamente ad una nuova presa di posizione dell'Oms sull'antimalarico che non funziona se dato in fase di profilassi, un fatto scontato ormai e accettato da tutti. Anche per quanto riguarda le ricerche scientifiche sul suo uso (pubblicati a febbraio dalla rivista Cochrane) siamo ancora fermi a settembre scorso e comunque su pazienti già ospedalizzati, quando si sa che a quello stadio di malattia l'idrossiclorochina è del tutto inutile.
Insomma, i pochi studi sull'uso precoce del farmaco sono quelli di cui si sono serviti i medici per vincere il ricorso in Consiglio di Stato. E a quella decisione ora il Piemonte si adegua.
L'assessore Icardi è convinto che il protocollo sarà adottato anche da Abruzzo e Umbria, regioni che già avevano copiato le prime linee guida di Icardi.
«Non possiamo aspettare i ritardi del ministro della Salute: quella delle cure precoci del covid è una partita delle regioni, alla prossima conferenza Stato-Regioni chiederò al ministro Gelmini (titolare degli Affari Regionali) di farsi carico di questa urgenza: la gente deve essere curata a casa il più possibile».

DOSSIER "CORONAVIRUS"
Sì alla prudenza, no al panico

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 23-03-2021

2 - LA PICCOLA CINESE MARTIRE PER L'EUCARISTIA
Fulton Sheen prese ispirazione dalla storia di Li, la bambina che difese Gesù dai comunisti cinesi (VIDEO: La piccola martire dell'eucaristia)
Autore: Suor Emmanuel Maillard - Fonte: Il bambino nascosto, Editrice Shalom

Quando nel 1979 Dio ha chiamato a sé il suo servo Fulton Sheen, milioni di americani lo hanno pianto e si sono sentiti orfani. Per anni, su tutti i mezzi mediatici possibili, lo avevano ascoltato attentamente, affascinati. Dotato di un carisma rarissimo, Mons. Sheen abbinava l'arte di parlare alla potenza che gli veniva dallo Spirito Santo. Lo si ascoltava? Si sapeva allora che Dio era vivo, magnifico e desiderabile. Bishop Sheen diffondeva una tale luce che tutte le radio se lo contendevano, certe che avrebbe fatto superare di gran lunga tutti gli indici di ascolto registrati fino ad allora. La sua famosa serie televisiva La vita vale la pena di essere vissuta raggiungeva circa trenta milioni di telespettatori ogni settimana.
Questo grande arcivescovo, aveva un segreto. [...]
Per capire dobbiamo trasferirci in Cina, nell'epoca più dura delle repressione comunista, negli anni cinquanta...

DAMMI SEMPRE IL PANE QUOTIDIANO
In una scuola parrocchiale, i bambini recitano solennemente le loro preghiere e suor Euphrasie è contenta: due mesi prima molti hanno potuto fare la comunione, e l'hanno fatta con serietà, dal profondo del cuore. Sorride alla domanda della piccola Li, di dieci anni: "Perché il Signore Gesù non ci ha insegnato a dire: ‘Dacci oggi il nostro riso quotidiano'?. I bambini mangiano riso al mattino, a mezzogiorno e alla sera, come rispondere a una simile domanda?
"È che... pane vuol dire Eucaristia, aveva risposto la religiosa. È vero che suor Euphrasie brillava più per il suo cuore che per la sua teologia! "Tu chiedi al buon Gesù la comunione quotidiana. Per il tuo corpo hai bisogno del riso. la la tua anima, che vale più del corpo, ha fame di questo pane che è il Pane di Vita!.
Nel mese di Maggio, quando Li fa la prima comunione, dice a Gesù nel suo cuore: "Dammi sempre il pane quotidiano, perché la mia anima viva e stia bene!. Da allora Li va a fare la comunione tutti i giorni. Ma si rende conto che i "cattivi (i senza Dio fra i comunisti) possono in ogni istante impedirle di ricevere Gesù nella comunione. Allora prega ardentemente perché questo non accada mai.
Orbene, un giorno sono entrati in classe e seduta stante si sono rivolti ai bambini: "Dateci subito i vostri idoli!. Li sapeva bene cosa voleva dire questo. I bambini, terrorizzati, hanno dovuto consegnare le loro immagini sacre accuratamente dipinte. Poi il commissario ha strappato il crocifisso dal muro con un gesto pieno di collera, lo ha gettato per terra e lo ha calpestato gridando: "La nuova Cina non tollererà più queste superstizioni grossolane!.
La piccola Li, che amava tanto la sua immagine del Buon Pastore, ha cercato di nasconderla nel corpetto, era l'immagine della sua prima comunione! Uno schiaffo sonoro le ha fatto perdere l'equilibrio ed è caduta per terra. Il commissario ha chiamato il padre della bambina e ha fatto in modo di umiliarlo prima di legarlo saldamente.

L'AMORE PER GESÙ EUCARISTIA
Quello stesso giorno, tutti gli abitanti del villaggio catturati dalla polizia si sono stipati in chiesa per un nuovo tipo di "sermone urlato dal commissario, che ridicolizzava le missionarie e gli "agenti dell'imperialismo americano... Poi con voce rimbombante ha ordinato ai miliziani di sfondare il tabernacolo. L'assemblea ha trattenuto il fiato e ha pregato ardentemente.
Voltato verso la folla l'uomo ha gridato: "Vedremo ora se il vostro Cristo sa difendersi. Ecco che cosa ne faccio della vostra ‘presenza reale'. Trucchi del Vaticano per sfruttarvi meglio!. Così dicendo ha afferrato il ciborio e ha gettato tutte le ostie sulle mattonelle. I fedeli, frastornati, sono indietreggiati soffocando un grido.
La piccola Li resta raggelata. Oh, cosa hanno fatto del Pane? Il suo cuoricino retto e innocente inizia a sanguinare dinanzi alle ostie sparse sul pavimento. Non ci sarà nessuno per difendere Gesù? Il commissario se ne fa beffe, una risata grassa inframmezza le sue bestemmie. Li piange in silenzio.
"E ora fuori, andatevene!, urla il commissario, "e guai a chi osa tornare in quest'antro di superstizioni!. La chiesa si svuota. Ma, oltre agli angeli adoratori sempre presenti attorno a Gesù Ostia, un testimone si trova lì e non perde niente della scena che si svolge sotto i suoi occhi. È padre Luc, delle Missioni Estere. Nascosto dai parrocchiani in un bugigattolo del coro, dispone di una finestrella che dà sulla chiesa. Sprofonda in una preghiera riparatrice e soffre perché non può muoversi: un gesto da parte sua e i parrocchiani, che l'hanno nascosto lì, sarebbero arrestati per tradimento.
"Signore Gesù, abbi pietà di te stesso, prega con angoscia, "impedisci questo sacrilegio! Signore Gesù!. A un tratto uno scricchiolio rompe il silenzio pesante della Chiesa. La porta si apre lentamente. È la piccola Li. Ha appena dieci anni ed ecco che si avvicina all'altare, con i suoi passettini da cinese. Padre Luc trema per lei: può essere uccisa in ogni istante! Ma non può comunicare con lei, può solo guardare e supplicare tutti i santi del cielo di risparmiare quella bambina. La piccola si prostra e adora in silenzio, come le ha insegnato suor Euphrasie. Sa che occorre preparare il proprio cuore prima di ricevere Gesù. Con le mani giunte, rivolge una preghiera misteriosa al suo caro Gesù maltrattato e abbandonato. Poi padre Luc vede che si abbassa e, carponi, raccoglie un'ostia con la lingua. Eccola ora in ginocchio, con gli occhi chiusi e rivolti all'interno verso il suo visitatore celeste. Ogni secondo è assai pesante, padre Luc teme il peggio... Se solo potesse parlarle! Ma la bambina se ne va lentamente com'è arrivata, quasi saltellando.

SALVARE TUTTE LE OSTIE
Le "epurazioni continuano e la brigata mobile dei servizi d'ordine perlustra tutto il villaggio e dintorni. Quella è la sorte della "Nuova Cina. Fra i contadini, nessuno osa muoversi. Rincantucciati nelle loro capanne di bambù, ignorano tutto del futuro.
Eppure la nostra piccola Li scappa per ritrovare il suo Pane Vivo in chiesa e, riproducendo esattamente la scena del giorno prima, prende un'ostia con la lingua e scompare. Padre Luc morde il freno. Perché non le prende tutte? Lui conosce il numero delle ostie: trentadue. Li non sa dunque che può raccoglierne parecchie contemporaneamente? No, non lo sa. Suor Euphrasie era stata molto chiara: "Una sola ostia al giorno è sufficiente. E non si tocca l'ostia, la si riceve sulla lingua!. La piccola si conforma alle regole.
Un giorno resta ormai solo un'ostia. All'alba la bambina si infila come al solito in chiesa e si avvicina all'altare. Si inginocchia e prega vicino all'ostia. Allora padre Luc soffoca un grido. Un miliziano, in piedi nel vano della porta, punta la rivoltella. Si sente solo un colpo secco, seguito da un grosso scoppio di risa. La bambina si accascia subito.
Padre Luc la crede morta, ma no, vede che striscia con difficoltà verso l'ostia e ci preme sopra la bocca. Qualche soprassalto convulso, seguito dall'improvviso rilassamento.
La piccola Li è morta. Ha salvato tutte le ostie! [...]

IL SEGRETO DI FULTON SHEEN
Due mesi prima di morire, all'età di ottantaquattro anni, Mons. Fulton Sheen ha rivelato infine il suo segreto al grande pubblico, durante un'intervista su una catena televisiva internazionale.
Sua Eccellenza - gli ha chiesto il giornalista - lei ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo, ma lei da chi è stato ispirato? Da un papa?
Non è un papa - ha risposto - né un cardinale, né un altro vescovo. Nemmeno un sacerdote o una religiosa! Mi ha ispirato una piccola cinese di dieci anni.
Allora Mons. Sheen ha raccontato la storia della piccola Li. Consegnava così il suo testamento intimo. L'amore di quella bambina per Gesù nell'Eucaristia, ha aggiunto, lo aveva talmente impressionato che il giorno in cui la scoprì fece questa promessa al Signore: ogni giorno della sua vita, qualunque cosa fosse accaduta, avrebbe fatto un'ora di adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Orbene, non solo Mons. Sheen ha mantenuto la promessa, ma non ha mai perso un'occasione per promuovere l'amore per Gesù nell'Eucaristia. Senza stancarsi, invitava i credenti a fare ogni giorno "un'ora santa davanti al Santissimo Sacramento.
Per lui non c'erano dubbi: quella bambina sconosciuta e povera del profondo della Cina era la scintilla che aveva permesso l'immensa fecondità del suo apostolato. Quel giorno, davanti agli schermi televisivi, tutta l'America ha capito che i milioni di cuori toccati da questo grande predicatore - era lei, la piccola Li! Le conversioni innumerevoli ottenute da quel gigante mediatico - era lei e il suo cuoricino puro! Quei milioni di adoratori "appostati davanti al Santissimo Sacramento da quel vescovo santo - era lei e le sue trentadue visite eroiche a Gesù gettato sul pavimento! Quella fioritura di consacrazioni e vocazioni suscitate dal più popolare prelato americano - era lei, la piccola martire cinese, e le sue nozze di sangue con l'Agnello.

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 8 minuti) dal titolo "Impariamo dalla piccola Li, martire dell'Eucaristia" Padre Bruno De Cristofaro ICMS racconta la storia della piccola martire cinese Li affinché sia chiaro cosa significhi rispettare la Santa Eucaristia.


https://www.youtube.com/watch?v=K7BSJoictL0

Fonte: Il bambino nascosto, Editrice Shalom

3 - BIDEN LEGALIZZA I CLANDESTINI ED ESPLODE L'IMMIGRAZIONE
Il numero degli ingressi illegali dal confine con il Messico ha raggiunto il record storico degli ultimi 20 anni, così come quello di minori rinchiusi nelle gabbie (DOPPIO VIDEO: La situazione negli USA)
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi, 23 marzo 2021

L'intervista del presidente americano Joe Biden a George Stephanopoulos della Abc è stata comprensibilmente monopolizzata dall'intemerata contro Vladimir Putin, accusato di essere un «assassino». Ma c'è un altro passaggio interessante in cui il presidente democratico ha detto a chiare lettere: «Voglio mandare un messaggio abbastanza chiaro ai migranti: non venite negli Stati Uniti, non lasciate le vostre comunità o le vostre città», perché «vi rispediremo indietro».
Le parole di Biden sono state rese necessarie da quella che, pochi giorni fa, il segretario del Dipartimento per la sicurezza interna, Alejandro Mayorkas, ha definito la «situazione più difficile da 20 anni a questa parte». Il riferimento è alla «valanga di ingressi» illegali negli Stati Uniti che si sta verificando al confine sudoccidentale con il Messico.
Al 20 marzo, il governo americano deteneva circa 10.500 minori non accompagnati nelle strutture del Hhs, il dipartimento della Salute e dei servizi umani. Altri 5.000 minori, invece, sono rinchiusi nelle strutture detentive della Polizia di frontiera americana (Cbp), le stesse che i giornali americani definivano «gabbie» quando venivano utilizzate dall'amministrazione Trump e che ora vengono chiamate con il più elegante termine «strutture». Quando, durante l'amministrazione repubblicana, si era arrivati a 3.500 minori detenuti i giornali parlavano di «catastrofe morale»: oggi nessuno denuncia la situazione. Eppure si tratta degli stessi stanzoni in cemento armato, con la luce accesa 24 ore su 24, dove i giovani sono tenuti ammassati e senza alcun dispositivo di protezione previsto per la pandemia in atto. Qui, o nei prefabbricati, a causa della mancanza di posti letto i minori dormono sul pavimento senza poter contattare i familiari o anche solo lavarsi.

LA DISASTROSA POLITICA PRO MIGRANTI
In base alla legge, i minori non possono restare in custodia più di 72 ore. A causa dell'afflusso record attraverso il confine, il limite viene ampiamente sforato, come dimostrato da un servizio della Cbs. A febbraio, 9.400 minori sono entrati in custodia della Polizia di frontiera, un record assoluto, ma il numero crescerà a marzo dove in media sono stati fermati 500 minori al giorno nei primi 21 giorni del mese. «L'amministrazione Biden deve trattare i minori in modo umano», ha dichiarato Neha Desai, avvocato che rappresenta i migranti minorenni in tribunale. Il punto è che le strutture sono «al collasso».
Il problema non è rappresentato soltanto dai minori. Da ottobre 2020 a marzo 2021, sono stati intercettati al confine con il Messico 397 mila migranti, il 25 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2019, il record storico negli ultimi 20 anni. Se nel 2019 venivano intercettati circa 1.100 migranti al giorno, ora si viaggia a una media di 3.000 e la situazione è destinata a peggiorare.
Biden si è rifiutato di parlare di «crisi», però ha inviato al confine l'Agenzia federale per la gestione delle emergenze (Fema), che di solito interviene dopo calamità naturali come uragani o terremoti. Come ricordato dal Wall Street Journal, però, questa crisi è «causata dall'uomo». O meglio, un uomo: il presidente Biden.
Nelle prime settimane alla Casa Bianca, con furia quasi iconoclasta, il leader democratico con lo scopo di galvanizzare la base più progressista del suo partito ha fatto piazza pulita di tutte le misure prese da Donald Trump per frenare l'immigrazione. In particolare, Biden ha cancellato la politica che obbligava i migranti ad attendere in Messico l'esito delle procedure di richiesta d'asilo (in media, meno dell'1 per cento vengono accettate); ha eliminato il divieto che imponeva di non considerare le richieste di asilo di chi viaggiava attraverso paesi terzi prima di arrivare negli Usa; ha reso meno restrittivi i criteri per ottenere l'asilo; ha interrotto i protocolli con El Salvador, Guatemala e Honduras che permettevano a Washington di deportare in questi paesi i migranti senza diritto all'accoglienza; ha interrotto ovviamente la costruzione del muro e ha lanciato una moratoria di 100 giorni alle deportazioni, che i migranti, scrive Kris Kobach su Breitbart, hanno ovviamente interpretato così: «Abbiamo 100 giorni per arrivare negli Stati Uniti. Se ce la facciamo, potremo restare».

ASIATICI E LATINI CONTRO I DEMOCRATICI
Il New York Times scrive che, nonostante l'adozione di questa politica decisamente più accogliente verso i migranti rispetto a quello della precedente amministrazione, il Partito democratico (chissà perché) non si aspettava un aumento così importante dell'immigrazione illegale. E ora i liberal sono indecisi se continuare su questa strada, che è avversata ormai anche dagli immigrati già naturalizzati, o se tornare alla politica di Barack Obama, del quale solo oggi (tanto non c'è più Trump) si ricorda il nomignolo che gli avevano affibbiato alcuni attivisti: "Deporter in chief".
Mentre i repubblicani attaccano l'amministrazione Biden di aver «aperto il confine», anche molti democratici sono a disagio, dal momento che, continua il Nyt, i sondaggi mostrano che gli americani sono in maggioranza a favore di «controlli rigorosi al confine e dell'applicazione delle leggi esistenti sull'immigrazione». Una volta si sarebbe semplicemente accusata «l'America di Trump» di essere razzista, ma ora «tanti asiatici americani, neri e latini sono favorevoli ad applicare maggiori restrizioni all'immigrazione per non far abbassare gli stipendi. È questo probabilmente che ha spinto molti elettori tra le minoranze a votare per i repubblicani alle ultime elezioni».
Mentre l'America si accorge che l'immigrazione è davvero un problema, che Biden si è trovato costretto ad adottare le stesse misure di Trump e che un maggiore lassismo porta soltanto alla più grave «crisi» degli ultimi 20 anni, con minori stipati in casermoni e costretti a dormire sul pavimento, c'è chi si chiede: a chi giova tutto questo? Risponde ancora Kobach: «Innanzitutto i cartelli messicani, che hanno visto triplicati i propri traffici. Non solo di esseri umani, anche di droga. Ma traggono vantaggi anche i cinici politici della sinistra. Loro sono riusciti a trasformare la California in Stato blu (cioè democratico, ndr) negli ultimi vent'anni rimpiazzando gli elettori americani con migranti dal reddito basso che votano a stragrande maggioranza il partito democratico. Poi è seguito il New Mexico, insieme all'Arizona che sta per capovolgersi. L'obiettivo finale è il Texas. Non è una crisi inaspettata».

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 9 minuti) dal titolo "Biden inonda gli Stati Uniti con centinaia di migliaia di clandestini senza limiti" si vede la dichiarazione del capogruppo repubblicano alla Camera Kevin McCarthy sulla situazione al confine che è "fuori controllo" e che sta diventando una questione di sicurezza nazionale. Intanto il governatore della Florida elimina le multe delle restrizioni anti-covid.


https://rumble.com/venbn7-usa-biden-inonda-gli-stati-uniti-con-centinaia-di-migliaia-di-clandestini.-.html

VIDEO: CITTADINANZA FACILE A MIGLIAIA DI CLANDESTINI
Nel seguente video (durata: 10 minuti) dal titolo "Il sogno democratico-socialista dei confini aperti è già incubo" vengono date numerose notizie dagli Stati Uniti, tra cui i ricorsi elettorali vinti da Trump che però non vengono rese note al grande pubblico fino alla recente approvazione della "legge dei Sogni" che garantisce cittadinanza facile a migliaia di clandestini in America.


https://rumble.com/vewgud-ntd-italia-il-sogno-democratico-socialista-dei-confini-aperti-gi-incubo..html

Fonte: Tempi, 23 marzo 2021

4 - IL MEDIOEVO ESALTAVA OVUNQUE LA BELLEZZA
I medievali non avrebbero mai concepito l'idea del museo perché la bellezza è necessaria e non può essere separata dalla vita reale e quotidiana (DOPPIO VIDEO: Il duomo di Siena e l'importanza della donna)
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri, 6 novembre 2020

I medievali non solo amavano la bellezza, ma la ritenevano in un certo qual modo necessaria. Pensiamo alle cattedrali gotiche. Le guglie venivano fatte benissimo fino alla cima, adornate di disegni e di decorazioni che nessun uomo avrebbe mai potuto ammirare, ma solo viste da Dio e... dai piccioni.
Un particolare, questo, che solitamente non viene messo in risalto, ma che è di grande importanza per capire come i medievali intendessero la bellezza. Per loro, infatti, la bellezza non era qualcosa che necessitava di esser vista, ma qualcosa che necessitava e basta. Ci spieghiamo meglio. I medievali non pensavano che a dover decidere se la bellezza fosse tale o meno dovesse essere il giudizio dell'uomo, ma che la bellezza fosse tale in quanto bellezza, indipendentemente dall'osservazione e dal giudizio dell'uomo.
Questa mentalità si coglie anche in un altro elemento: i medievali non avrebbero mai concepito l'idea del "museo", che invece, non a caso, nacque con il razionalismo del XVIII secolo. La bellezza - pensava l'uomo medievale - è talmente necessaria che deve essere nella realtà, nella vita, non può essere separata dalla quotidianità, bensì in un certo qual modo deve "informare" (nel senso letterale di "dare forma") l'esistere di ognuno.
Alla base dell'idea moderna di "museo" vi è invece la convinzione che la bellezza sia un prodotto di una particolare elaborazione intellettuale del soggetto, un'elaborazione pensata partendo da un distacco dalla vita, come se il vero artista dovesse necessariamente alienarsi, staccarsi, emanciparsi dal vivere per immergersi in una sorta di delirio dell'immaginazione in cui la costruzione puramente intellettuale svolgerebbe un ruolo non solo protagonistico ma anche esclusivo. Insomma, l'arte staccata dal vivere quotidiano, relegata in una sorta di "riserva" per farsi vedere e sottoporsi ad un giudizio di un'élite.
Insomma, nella cristianità medioevale vi era l'obbligo di fare cose belle; anche le cose utili dovevano essere belle; e la stessa bellezza aveva una sua utilità.
E a proposito di quanto si pretendesse che le cose venissero fatte bene non tanto per gli altri, né tantomeno per se stessi, ma per la bellezza in sé, il poeta Charles Peguy, nel suo Il denaro, ci ha lasciato queste belle parole: "Abbiamo conosciuto un onore del lavoro identico a quello che nel Medio Evo governava le braccia e i cuori. Proprio lo stesso, conservato intatto nell'intimo. Abbiamo conosciuto l'accuratezza spinta sino alla perfezione, compatta nell'insieme, compatta nel più minuto dettaglio... Ho veduto, durante la mia infanzia, impagliare seggiole con lo stesso identico spirito, e col medesimo cuore, con i quali quel popolo aveva scolpito le proprie cattedrali... La gamba di una sedia doveva essere ben fatta. Era naturale, era inteso... Non doveva essere ben fatta per il padrone, né per gli intenditori, né per i clienti del padrone. Doveva essere ben fatta di per sé in sé nella sua stessa natura." E Van Loon, celebre storico delle idee, scrive nel suo famoso Le arti: "(...) un francese o un italiano del Duecento o del Trecento avrebbe scosso il capo perplesso, se qualcuno avesse espresso seri dubbi circa l'utilità di esser circondati da cose belle." San Tommaso d'Aquino -colui che è il vertice del pensiero medioevale- scrive: "(...) belle sono le cose , anche fatte bene dall'uomo, che, anche soltanto viste e sentite, comunque cognite, danno gioia." E già sant'Agostino aveva sentenziato nel De musica: "Che altro si può amare se non le cose belle?"

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 6 minuti) dal titolo "La donna è il fondamento della famiglia" viene spiegato, con l'importante riferimento alla costruzione delle cattedrali medievali, il ruolo "invisibile" e allo stesso tempo fondamentale di una madre di famiglia.


https://www.youtube.com/watch?v=q8BtthB2sx4

VIDEO: IL DUOMO DI SIENA
Nel seguente video (durata: 9 minuti) dal titolo "Il Duomo di Siena" si può vedere un capolavoro assoluto di bellezza che rappresenta uno dei modelli più famosi al mondo di cattedrale romanico-gotica italiana.


https://www.youtube.com/watch?v=w5EvKwWgfw8

Fonte: I Tre Sentieri, 6 novembre 2020

5 - CONSIGLI PER PROGREDIRE VERSO LA PERFEZIONE CRISTIANA
Evitare discorsi inutili, non lamentarsi per la sfortuna, non mangiare fuori pasto, non dormire troppo, ritirarsi ogni tanto in solitudine, non parlare di se stessi senza motivo, non contraddire nessuno per quanto possibile
Fonte Radio Roma Libera, 20 febbraio 2021

Un vecchio catechismo ci dà dei consigli diversi per progredire verso la perfezione: "non guardarsi intorno camminando per strada, evitare discorsi inutili, non urlare, non ridere in modo chiassoso, non lamentarsi subito per la sfortuna, possibilmente non mangiare fuori pasto, non dormire troppo a lungo, ritirarsi ogni tanto in solitudine, non parlare di se stessi senza motivo, e non contraddire nessuno, per quanto possibile."
Se siamo disordinati, aggiungiamo, negligenti, trascuranti, trascurati, perfezioniamoci anche là. Utili sono anche i piccoli atti di mortificazione: rinunciare ai nostri capricci, a piccoli piaceri a tavola (non prendendo sempre tutto ciò che ci piace) a regolare la temperatura di casa così che divenga sempre assolutamente perfetta per i nostri gusti.
Padre di Caussade nei suoi scritti sull'abbandono alla divina Provvidenza esprime la santità in termini della 'docilità all'ordine di Dio': "In realtà lui scrive 'la santità si reduce ad un'unica cosa: la fedeltà all'ordine di Dio. Questa fedeltà è altrettanto accessibile a tutti, sia nel suo esercizio pratico sia nel suo esercizio passivo".
"La pratica attiva della fedeltà consiste nel compimento dei doveri che ci sono imposti sia dalle leggi generali di Dio e della Chiesa; sia dallo stato particolare che abbiamo abbracciato. Il suo esercizio passivo consiste nell'accettare amorevolmente tutto ciò che Dio ci invia ad ogni istante."

LA PRATICA DI AMARE GESÙ CRISTO
Sant'Alfonso Maria de' Liguori, invece, nel suo piccolo libro La pratica di amare Gesù Cristo che lui descrive come 'la più devota ed utile di tutte le altre opere', riassume i tratti principali della via della perfezione e della santificazione nei seguenti tre appunti:
1) Nelle tribolazioni della vita: malattie, dolori, povertà, perdita di parenti o beni, persecuzione di ogni tipo, desolazione dello spirito: sopportazione con pazienza, rassegnazione, uniformità alla volontà di Dio;
2) Dolcezza con tutti: con superiori, suddetti e qualsiasi persona, anche quando un altro ci ingiuria, o quando occorre richiamare qualcuno;
3) Mai arrabbiarsi, mai invidiare, cercare il gusto di Dio in tutto, e mai noi stessi, umiltà, distacco di tutto il creato per attaccarsi solo a Dio
In una parola, tutta la santità, secondo sant' Alfonso, consiste nell'amore di Dio.

UN'ULTIMA PAROLA SULLA SOFFERENZA
Abbiamo visto che la vita spirituale che conduce alla santità esige una lotta ed il sacrificio. E questo è davvero nostro compito come battezzati. San Pietro scrive (1.2.5): "Anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo."
Il sacrificio di cui parliamo coinvolge il distacco da se stessi e l'aderenza a Dio. Questo processo viene espresso da Nostro Signore con le parole seguenti: "Se qualcuno vuol venire dietro a Me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e Mi segua" (Mt 16.24). Ma allo stesso tempo che questa via della sequela di Cristo è una via di sacrificio e di morte, è una via che conduce alla Risurrezione ed alla vita; e allo stesso tempo che ci svuotiamo di noi stessi ci riempiamo di Lui Stesso che ci dà la vera vita e la vera felicità. E se seguiamo Cristo in questa vita, Lo seguiremo alla vita eterna, alla nostra Beatitudine ad alla gloria del Suo Santissimo Nome.

Fonte: Radio Roma Libera, 20 febbraio 2021

6 - UN IMPRENDITORE DONA 6 MILA EURO AI DIPENDENTI CHE FANNO FIGLI
Il barone Vitantonio Colucci promuove le culle nella sua Plastic-Puglia... e chi nasce ha il posto fisso assicurato!
Autore: Caterina Giojelli - Fonte: Tempi, 18 marzo 2021

«Se non li aiuta lo Stato, li aiuto io. Anzi li premio: nel 2019 col bonus di 6 mila euro alla nascita, nel 2020 ho aggiunto 300 euro al mese in busta paga per i neopapà. E nel 2021 rilancio in pianta stabile le iniziative». Stiamo parlando di circa diecimila euro, e quanti bambini sono nati dal 2019? «Più di venti. Ho oltre duecento dipendenti, quasi tutti giovani, aiutarli a proiettare le proprie speranze nel mondo era il minimo che potessi fare».
Dateci cento, mille, un milione di Vitantonio Colucci. Lo diciamo ogni volta che incontriamo un imprenditore col fegato di investire sulla famiglia (Dio benedica Roberto Brazzale e Vinicio Bulla, solo per citarne un paio); lo diciamo anche oggi che il barone, Grand'Ufficiale della Repubblica Italiana, fondatore e titolare dal 1967 del Gruppo industriale Plastic-Puglia di Monopoli, in piena pandemia ha deciso di rimettere mano al welfare aziendale e dare una sterzata all'"effetto Chernobyl" (dopo l'arrivo della nube tossica la natalità calò in Italia del 10 per cento): «Qui si deve stare dalla parte di padri, madri, famiglie altrimenti non si salva nessuno».

QUI OGNI NATO HA GIÀ IL POSTO FISSO
Cresciuto a mare, rispetto e lealtà, navigando fin da giovanissimo come ufficiale marconista e capitano di lungo corso, intraprendente e affezionato ai suoi uomini come solo chi ha gestito una compagnia, un equipaggio, un piccolo reggimento sa fare, Colucci ricorda i costi della rottura del giocattolo del rimpiazzo generazionale, dei record di denatalità battuti ogni anno mentre stiamo raggiungendo l'1 a 1 tra pensionati e lavoratori, «e lo Stato che fa? Pensa di riempire le culle di un paese sempre più vecchio con le mancette, i bonus o altri surrogati del reddito di cittadinanza? Io ora penso ai miei uomini, così come ogni imprenditore che può ha il dovere di farlo, ma lo Stato, che ci vuole tutti suoi figli, invece degli slogan paternalisti, s'inventi la professione mamma regolarmente retribuita».
Non è un'intemerata, il patron del gruppo leader nel settore dell'irrigazione di precisione ha fatto i conti e lavora a una proposta, nel frattempo si gode i frutti dei suoi incentivi: «Da noi si dice che ogni bimbo nato ha già il posto fisso. Ed è così, qui il ricambio generazionale esiste, molti figli dei miei dipendenti lavorano già nella nostra azienda e molti altri accoglieremo a braccia aperte. Non dovrebbe ragionare così qualunque imprenditore, qualunque paese cosciente che non c'è sviluppo economico senza sviluppo demografico?».

IL CONTRATTACCO PRIMA DEI DPCM
In scala aziendale a lui rende moltissimo: «I dipendenti contraccambiano con attenzione, rispetto, impegno, un buonissimo lavoro e il bilancio ringrazia». Per capirci, nell'anno della pandemia la Plastic-Puglia ha fatturato più di prima: «Il presidente del Consiglio Conte è comparso in tv a febbraio proclamando "non allarmiamoci", e io allora mi sono veramente allarmato»: in capo a pochi giorni il grand'ufficiale Colucci, senza attendere il carnevale dei dpcm, passava al contrattacco in azienda: «Abbiamo davanti un nemico insidioso, occulto e letale, non abbiamo armi se non la nostra sola responsabilità: questo ho detto ai miei dipendenti introducendo ferree regole di distanziamento e per la messa in sicurezza della Plastic-Puglia. E il virus qui non è arrivato».
Zero contagi «e non ci siamo fermati un solo giorno e una sola notte. Diceva mia nonna, "ogni impedimento diventi un giovamento", e alla fine abbiamo chiuso l'anno in bellezza, festeggiando nuovi bambini». E senza chiedere un soldo allo Stato, «semmai sono io a portarli, ma non mi faccia parlare di tasse: io non chiedo soldi a nessuno, mi sentirei umiliato all'idea di ricevere del denaro per non fare nulla se posso invece lavorare. Ho tenuto aperto senza perdere nessuno, ho la responsabilità e vivaddio la capacità finanziaria di arrivare dove lo Stato non arriva. Non è uno slogan, dovrebbe essere responsabilità di ogni imprenditore incapace di rassegnarsi al confortevole e letale inverno demografico». Ma anche la questione capitale di un paese incapace di vedere bambini e lavoratori oltre la pandemia.

Fonte: Tempi, 18 marzo 2021

7 - JUVENTUS: LA VECCHIA SIGNORA DIVENTA LESBICA
In un video si vuole normalizzare due calciatrici che si sono ''sposate'' in Svezia e che hanno fatto ricorso alla fecondazione artificiale eterologa
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 20-03-2021

La vecchia Signora è diventata lesbica. Sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della Juventus è presente un'intervista alle calciatrici Lina Hurtig e Lisa Lantz, coppia che si è «sposata» in Svezia e che sempre lì ha fatto ricorso alla fecondazione artificiale eterologa. Lisa ad ottobre è rimasta incinta e non ritenendo sufficiente appendere un fiocco - azzurro o rosa si vedrà - fuori dalla porta della loro abitazione, le due hanno rilasciato la suddetta intervista ai responsabili comunicazione della squadra torinese.
Il video di 12 minuti si apre con Lisa, con tanto di pancione, e Lina che, in casa loro, stanno ammirando un vestitino per neonato. Poi raccontano come si sono conosciute, la decisione di «sposarsi» senza dirlo ai loro genitori che comunque non hanno sollevato obiezioni ed anzi erano felici della loro scelta. Quindi il commento di una foto virale in cui le due si baciano durante gli ultimi mondiali. Infine una breve telecronaca del match Juve-Milan vinto dalla Juve per quattro a zero, anche grazie ad un gol di Lina.
Il racconto poi si concentra sulla maternità di Lisa. Questa, appena avuto il responso positivo del test di gravidanza, chiama la compagna: «Lina siamo incinte!». Il microfono passa quindi a Lina: «Nostro figlio o nostra figlia crescerà facendo quello che preferisce. Per me stare con Lisa è la cosa più bella del mondo. Una cosa naturale per me». Infine la chiusura moraleggiante: «Sarò felice se potrò essere un esempio per altre persone, ma non mi reputo un modello per gli altri».
Questo video non è dissimile da moltissimi altri dove campioni, cantanti, attori, vip in genere e gente comune sbandierano per motivi di propaganda la loro esperienza di coppia gay e/o di «famiglia arcobaleno». L'ufficialità data dal brand Juventus a questa intervista amplifica i contenuti della stessa, ma non aggiunge nulla ad essi. Il video è però un interessante compendio dei molti ingredienti che compongono la campagna LGBT per la promozione dell'agenda gender. Eccone alcuni. In primis è sempre utile veicolare il messaggio attraverso volti noti e/o brand di successo, come nel caso presente. In secondo luogo è opportuno mostrare che la coppia gay è una coppia felice e realizzata. Nel caso presente entrambe sono giocatrici professioniste e Lina milita in un club assai prestigioso. Ovviamente si sono girati video di segno opposto: la coppia gay o la singola persona omosessuale è discriminata. La doppia narrazione è complementare, non antitetica e il messaggio è questo: se tutti i paesi fossero tolleranti come la Svezia le persone gay potrebbero primeggiare in società.
In terzo luogo è necessario comunicare normalità: non importa l'orientamento sessuale della coppia, l'importante è l'«amore». Lisa e Lina fanno tutto ciò che fa una giovane coppia sposata: si deve scegliere casa a volte programmando il trasferimento in un'altra città o nazione come è successo a questa coppia, si desidera un figlio e quando arriva occorre comprare il necessario, ecco poi la scenetta in cui l'una esce per lavorare e l'altra l'attende a casa, etc. La quotidianità è la livella tra relazioni etero ed omosex. L'omosessualità sfuma, evapora al sole della affettuosa routine.
Altro ingrediente della comunicazione vincente arcobaleno: l'atmosfera dell'intervista è pacata, i colori sono pastello, i toni sono attenuati, le luci soffuse, le sequenze si succedono lentamente. La sensazione è di trovarsi avvolti in qualcosa di morbido e caldo. Il racconto stesso si dipana in modo disteso, sereno, luminoso, quasi sussurrato. La realtà delle coppie gay è pacificata, all'opposto delle famiglie etero dove, nell'immaginario collettivo, tutti litigano e spesso l'uomo uccide la donna.
Ulteriore elemento di questo racconto gay friendly, elemento che discende dal precedente: al fine di comunicare che la convivenza omosex non è problematica, si occultano tutte le difficoltà cliniche della fecondazione artificiale e in specie di quella eterologa. Stimolazione ovarica plurima, effetti collaterali, ripetuti tentativi andati a vuoto, scelta attenta del «donatore». Tutto deve essere messo in ombra per mettere in lcue una narrazione da favola, da sogno.
E poi c'è il tema dei grandi assenti. Stiamo parlando, da una parte, dei bambini che non hanno visto la luce perché sacrificati sull'altare della provetta e, su altro fronte, del maschio. Il padre è ridotto al ruolo di fornitore di materiale organico utile alla fecondazione. Il figlio che cresce nel ventre di Lisa pare proprio figlio biologico di entrambe, concepito tra le due in modo assolutamente naturale. Sintomatiche, a questo proposito, l'uscita della madre: «Siamo incinte!» e quella della compagna che dice che entrambe stanno aspettando un bambino. La figura maschile è superflua, completamente cancellata dal video che quindi risulta essere non solo fortemente omosex, ma anche radicalmente femminista. Un video a senso unico dove tutte le persone che vengono riprese sono donne ed anche chi intervista è donna. A parti invertite il video sarebbe apparso palesemente discriminatorio perché maschilista.
Infine abbiamo il messaggio militante, ma sempre usando i toni soft. Ecco allora citare l'episodio del bacio saffico divenuto virale e l'auspicio che la loro storia possa essere di esempio ad altri. Un video che quindi da una parte vuole mostrare la faccia inclusiva e moderna della Juventus e dall'altro essere uno strumento politico, ossia strumento per la promozione delle rivendicazioni del mondo LGBT. Ma senza urlare, perché, almeno in questo caso, è meglio far passare alcuni messaggi con le carezze, le coccole, i baci e mostrando tenerissimi completini da neonati. Una volta le rivoluzioni si facevano con i fucili, poi vennero i guanti da velluto. Oggi con un pallone e dei pannolini.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 20-03-2021

8 - OMELIA DOMENICA PALME - ANNO B (Mc 14,1-15,47)
Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori
Fonte Il settimanale di Padre Pio

La Liturgia della Parola della Domenica delle Palme è molto ricca. Il brano del Vangelo con cui abbiamo iniziato la Celebrazione narrava l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme; la prima lettura, tratta dal profeta Isaia, sottolinea le offese e le umiliazioni che il nostro Redentore ha dovuto sopportare per nostro amore; al Salmo responsoriale abbiamo ripetuto il grido di Gesù in Croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»; la seconda lettura descrive l'annientamento del Figlio di Dio, il quale, per la nostra salvezza, si è umiliato sino alla morte di Croce; infine, il lungo brano del Vangelo narrava la Passione di Gesù.
In questo breve pensiero, vogliamo riflettere su un particolare molto sconcertante: l'ingresso di Gesù a Gerusalemme fu salutato dalla folla festante; ma, a quell'ingresso trionfale, seguì ben presto la condanna e la morte di Gesù. Dall'"osanna" al "crucifige": è questo il mistero del cuore umano. Certamente, in mezzo a quella folla che gridò "crocifiggilo" vi furono molti che poco prima accolsero trionfalmente Gesù e che, forse, furono stati anche miracolati da Lui.
Questo inspiegabile cambiamento è un invito a considerare la gravità del nostro peccato. La leggerezza e l'incostanza sono atteggiamenti purtroppo frequenti in noi nei riguardi del Signore. In particolare, la facilità di passare, da atti di fede e di culto, al peccato grave, deve costituire per noi un motivo di seria riflessione.
Non si può concepire un cristiano staccato da Cristo e disposto a vivere abitualmente nel peccato, privo della grazia di Dio, per la maggior parte dell'anno. Non si può ascoltare la parola di Cristo per quanto riguarda i nostri rapporti in chiesa, e poi ascoltare i princìpi del mondo per quanto riguarda la vita pratica. Gesù e il suo Vangelo devono essere la direttiva costante della nostra vita per non ripetere il tradimento delle folle di Gerusalemme pronte a passare dall'"osanna" al "crucifige".
La vita del cristiano non può ignorare quello che è avvenuto a Cristo e il modo con cui Egli ha salvato il mondo. Da qui l'esigenza di meditare sulla Passione di Gesù. San Leonardo da Porto Maurizio affermava che dalla mancanza di questa meditazione deriva lo scadimento di tanti cristiani. Per questo motivo, egli diffuse ovunque la pia pratica della Via Crucis, dando a questo devoto esercizio una grande importanza.
Si pensa a ciò che si ama. Se pertanto amiamo Gesù, penseremo spesso a quanto Egli ha patito per noi. Meditiamo sull'immenso amore che spinse Gesù a morire in Croce per noi. Se non ci avesse amati, Egli non sarebbe salito su quella Croce.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

9 - OMELIA GIOVEDI' SANTO - ANNO B (Gv 13,1-15)
Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: La rivincita del crocifisso

Secondo la testimonianza del vangelo di Luca, Gesù si mette a tavola per l'ultima volta coi suoi discepoli dicendo queste parole: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi" (Lc 22,14).
Queste parole ci sembra stasera di risentirle rivolte anche a noi: il Figlio di Dio crocifisso per noi e risorto - che non ha certamente bisogno della nostra attenzione e del nostro affetto - desidera ardentemente di averci suoi commensali e di ammetterci alla sua intimità; un'intimità superiore ad ogni altra: è l'intimità che ci deriva dal suo sangue versato per noi e dal suo corpo che ci viene donato.
E noi - che senza di lui vagheremmo nel deserto dell'esistenza come creature miserabili e smarrite - talvolta tentiamo di sfuggire a questo amore gratuito e di sottrarci al suo abbraccio che salva. Ma questa sera siamo qui ben decisi a diventare più saggi e a non deludere le attese di chi si è dato tutto per noi.
Noi stiamo rivivendo la "cena del Signore": non è il puro ricordo di un fatto avvenuto una volta a Gerusalemme e ormai perso in un lontano passato; è una memoria che anche oggi è arricchita della medesima realtà di quella prima celebrazione. Sotto un rito semplice e significante, il Signore Gesù si fa davvero presente con la sua persona adorabile, col suo sacrificio che ha sancito la Nuova Alleanza, con un nutrimento arcano - la sua "carne per la vita del mondo" (cf Gv 6,51) - che ci consente misteriosamente ma realmente di vivere la sua stessa vita.
La "cena del Signore", che qui rievochiamo, non è dunque un'esperienza remota ed estranea, che impallidisca sempre più con l'implacabile fuggire dei secoli: al contrario, ci propone una partecipazione personale e coinvolgente all'avvento centrale della storia, che è reso presente; non è la cenere di un fuoco irrimediabilmente spento, è la fiamma di un amore che continua a divampare nei cuori.
"Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi". L'istituzione dell'Eucaristia avviene, come si vede, nel contesto del banchetto pasquale ebraico, quando - in obbedienza alle prescrizioni ricevute da Mosè, che abbiamo riascoltato nella prima lettura - ogni famiglia mangiava un agnello immolato.
Quell'agnello - nella coscienza israelitica - raffigurava, compendiandole in sé, tutte le vittime di espiazione e tutte le sofferenze innocenti: lo strazio di Abele, trucidato dall'invidia del fratello Caino; l'angoscia di Isacco già disteso sulla catasta dell'immolazione; lo sgomento di Giuseppe venduto dai suoi familiari a ignoti mercanti; il pianto della vergine figlia di Iefte, sacrificata dal padre; il sangue di Zaccaria, il profeta abbattuto tra il vestibolo e l'altare; fino al martirio di Giovanni il Battezzatore, ultima voce della Rivelazione antica e primo annunciatore dei tempi evangelici.
Ma soprattutto in quell'agnello che gli sta davanti sulla mensa Gesù riconosce se stesso, nella sua prerogativa di vittima unica e pienamente sufficiente per il riscatto dell'intera famiglia umana: le "figure" sono finite, colui che era stato in esse presagito e aspettato ormai è presente, le avvera tutte e tutte le oltrepassa.
"Era come un agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori" (Is 53,7): così era preannunciato nelle pagine di Isaia il Servo di Iahvè "trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità" (Is 53,5).
Davanti al pane e al vino - che agli apostoli e a tutti noi egli consegna trasnaturati e colmi della sua passione redentrice - il Figlio di Dio accetta interamente il disegno del Padre e si dispone a prendere su di sé tutto il male del mondo, per espiare ogni colpa, ogni ingratitudine, ogni ribellione. Come ancora sta scritto: "Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe siamo stati guariti" (Ib.).
In conformità a questo progetto eterno, Gesù distende liberamente le braccia sulla croce in una suprema offerta d'amore; e nel "pane santo della vita eterna" e nel "calice dell'eterna salvezza" racchiude per sempre e ci ripresenta la realtà e il valore di questo olocausto.
Perciò san Paolo ci ha detto che ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice noi annunziamo la morte del Signore finchè egli venga (cf 1 Cor 11,36).
In ogni messa noi annunziamo la morte redentrice dell'Agnello; lo stesso Agnello che ora vivo e splendente nel santuario celeste - ci dice l'Apocalisse - "è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione" (Ap 5,12).
Prorompe dunque dall'azione eucaristica un messaggio totalizzante, che proclama in sintesi l'intera vicenda salvifica; un messaggio di immolazione e di vita, di sconfitta e di vittoria, di umiliazione e di universale e definitivo dominio.
Tutto questo ci viene rammentato quando, al momento di cibarci del Pane celeste, lo stesso Signore Gesù - nella realtà della sua palpitante presenza - viene offerto alla nostra fede con le parole: "Ecco l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo".
Entrare in comunione con questo Agnello significa assimilarne l'indole e la missione. Significa rinunciare a ogni forma di prepotenza e a ogni rancore, per incamminarci sulla via della mansuetudine e del perdono. Significa abbandonarci fiduciosamente e pazientemente a quanto il Padre ha stabilito che ci avvenga per il bene nostro e della santa Chiesa. Significa accettare di spenderci per Cristo, che è morto e risorto per noi, e per ogni uomo che è sempre la sua immagine viva.
"Dì soltanto una parola e io sarò salvato", noi diciamo.
Questa parola che salva, questa sola parola che spiega tutto, la parola che tutto racchiude e tutto trasforma, la parola che il Signore ci sussurra in questa sera suggestiva del Giovedì Santo è la parola "amore".

Fonte: La rivincita del crocifisso

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