BastaBugie n°720 del 09 giugno 2021

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1 BEATIFICATA SUOR MAINETTI, MARTIRIZZATA CON UN RITO SATANICO DA TRE RAGAZZINE A CHIAVENNA
Sei coltellate per ciascuna per comporre il 666 della bestia satanica dell'Apocalisse... la suora morì in ginocchio dicendo: ''Signore, perdonale!'' (VIDEO: Suor Laura e le Ragazze di Satana)
Autore: Padre Francesco Bamonte - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 CATTOLICI PRESI A SASSATE E PUGNI DURANTE UNA PROCESSIONE PER RICORDARE I MARTIRI DELLA COMUNE DI PARIGI
Gli antifascisti aggrediscono 300 cattolici, tra cui donne e bambini, confermando l'odio anticattolico di 150 anni fa
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi
3 DJ FABO ERA INFLUENZATO DALLA RELIGIOSITA' ORIENTALE... PER QUESTO CHIESE L'EUTANASIA
Lui e la fidanzata vedevano la morte come una liberazione... del resto non c'è posto dove l'uomo possa trovare la pace, se non ai piedi della croce di Cristo (VIDEO: Dat, eutanasia e fine vita)
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri
4 VACCINI, LE VERITA' DIMENTICATE SUI BIMBI ABORTITI
I vaccini moralmente problematici si possono accettare solo per gravi necessità (ad es. mantenere il posto di lavoro) e su base temporanea, ma protestando contro l'uso dei bambini abortiti nella ricerca medica
Autore: Leon Pereira - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 UN TRIBUNALE AMBIENTALISTA DISTRUGGE L'EX ILVA
Se un pm e un capo di Procura possono distruggere l'1% del Pil e 8.200 posti di lavoro, senza prove scientifiche inoppugnabili, che senso ha investire in Italia?
Autore: Luigi Amicone - Fonte: Tempi
6 L'ANTROPOSOFIA DI RUDOLF STEINER CAUSA GRAVI DISASTRI MEDICI ED EDUCATIVI
I medici e gli insegnanti che si ispirano al pensiero steineriano sono molto pericolosi (inoltre la società antroposofica propaganda eresie)
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Radio Roma Libera
7 BIDEN ASSEGNA I FONDI ANTI COVID DISCRIMINANDO I BIANCHI, LE DONNE E I CRISTIANI
Con una megafinanziaria che farà schizzare debito pubblico e tasse a livelli mai visti, il presidente dell'uguaglianza riesce a discriminare mezza America... in nome dell'antirazzismo e dell'inclusione
Autore: Caterina Giojelli - Fonte: Tempi
8 OMELIA XI DOMENICA T. ORD. - ANNO B (Mc 4,26-34)
Il seme germoglia e cresce
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - BEATIFICATA SUOR MAINETTI, MARTIRIZZATA CON UN RITO SATANICO DA TRE RAGAZZINE A CHIAVENNA
Sei coltellate per ciascuna per comporre il 666 della bestia satanica dell'Apocalisse... la suora morì in ginocchio dicendo: ''Signore, perdonale!'' (VIDEO: Suor Laura e le Ragazze di Satana)
Autore: Padre Francesco Bamonte - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06-06-2021

Oggi sarà beatificata Suor Maria Laura Mainetti, vittima sacrificale di un rito satanico realizzato da tre ragazzine. Appena arrestate, raccontarono infatti di averla offerta a Satana «per fare qualcosa di diverso dal solito e provare forte emozioni».
Suor Maria Laura Mainetti, al secolo Teresina Elsa Mainetti, nacque a Colico (Lecco, Italia) il 20 agosto 1939. Prese gradualmente coscienza che la mamma era morta per dare la vita a lei, sua decima figlia. E questo, forse, spiega anche perché sia cresciuta con una spiccata generosità e con la tendenza a farsi in quattro per le sue compagne, che la chiamano "santa Teresina".
Ha dedicato la sua vita alla missione tra i bambini, i giovani e le famiglie, a Vasto (Chieti), Roma, Parma, fino ad approdare a Chiavenna (Sondrio) nel 1984: qui, nel 1987, divenne anche superiora della comunità. Fu insegnante, educatrice di molti giovani e studentesse e punto di riferimento spirituale per tante persone.
Le sue attenzioni furono rivolte in particolare ai giovani che vedeva così fragili, disorientati, plagiati: non perse occasioni per conoscere il loro mondo, il loro linguaggio, la cultura giovanile; si interessò alle diverse esperienze, non si tirò mai indietro davanti a nessuna proposta in loro favore; partecipò attivamente alle catechesi, all'oratorio, ai campi scuola, alle riunioni di ex alunni, offrendo ascolto e attenzione negli incontri personali.
A Chiavenna, tre ragazze minorenni da tempo affascinate dal satanismo, progettarono di sacrificare al demonio una persona consacrata. Secondo quanto esse confessarono, la vittima inizialmente designata fu l'allora parroco di San Lorenzo, monsignor Ambrogio Balatti, poi però ci ripensarono perché la sua corporatura robusta avrebbe reso difficile l'omicidio. Pensarono allora di immolare al demonio suor Maria Laura Mainetti, più facilmente sopraffabile perché di fisico esile.

IL DELITTO E IL PERDONO
All'inizio del giugno 2000 la suora fu contattata da una delle tre amiche. Finse di essere incinta a causa di una violenza sessuale subita e i famigliari volevano che abortisse. Diede per scontato che quella suora diventasse subito sua amica e che, per scongiurare l'aborto, le offrisse il suo incondizionato sostegno e perfino ospitalità nella propria comunità religiosa, almeno fino al termine della gravidanza.
Il 6 giugno la ragazza si fece nuovamente viva al telefono, chiedendo a Suor Maria Laura un appuntamento a Piazza Castello, dove si incontrarono. La ragazza la convinse ad accompagnarla a prendere il suo bagaglio rimasto nella valigia in un luogo isolato del paese raramente frequentato la sera. La suora uscì dal convento, verso le 22, da sola, ma le consorelle erano al corrente del suo impegno e chiese al parroco di vigilare sulla zona.
Quando si avviò a prendere i suoi effetti personali, entrarono in scena le due complici, che recitarono bene la loro parte ringraziando la suora e invitandola a seguirle lungo un viottolo poco illuminato. Poco dopo però, l'assalirono con dei sassi, poi la trascinarono ferita fino in un punto più isolato dove ognuna di loro le inflisse sei coltellate.
Per rievocare il numero 666 della bestia satanica del libro dell'Apocalisse, avevano stabilito che il rituale di offerta della religiosa al diavolo, doveva essere caratterizzato dal numero dei fendenti, 6 per ciascuna delle tre ragazze in modo da comporre il 666. In tutto dovevano essere quindi 18 coltellate, ma nella foga i colpi furono uno in più. Avevano inoltre scelto proprio quella giornata, il 6 giugno del 2000, perché in quella data del nuovo millennio compariva due volte il numero 6.
La suora morì stando in ginocchio e la ritroveranno il giorno dopo, ormai cadavere. In seguito, nel corso degli interrogatori le giovani assassine confessarono che, mentre la colpivano, Suor Maria Laura disse: «Signore, perdonale!». Le ragazze ammisero di essere state impressionate non dalla vista del sangue e neppure dalla forza bruta che esse stesse non immaginavano di avere, ma piuttosto da quelle parole di perdono che la loro vittima pronunciò in punto di morte, preoccupata unicamente del male che le giovani con quel gesto facevano a sé stesse.
Pochi mesi prima della sua morte suor Maria Laura scrisse: «Dobbiamo essere disponibili a tutto per gli altri, sino a dare la vita come Gesù». La sua morte violenta fu sulle prime pagine dei giornali italiani per molte settimane. Le tre ragazze furono condannate in via definitiva nel 2003: una, ritenuta la mente del gruppo, a 12 anni e 4 mesi, le due amiche a 8 anni e mezzo. Una volta scontata la pena, le tre ragazze hanno cambiato i loro nomi, si sono trasferite altrove, si sono sposate, hanno avuto figli, lavorano.
Il perdono della suora morente, che tanto colpì le giovani, fu in seguito anche il punto di ripartenza per la loro vita.
Sul luogo della morte di suor Maria Laura è stata posta una croce in granito che reca la scritta evangelica: "Se il chicco di grano muore, porta molto frutto". Da subito tanti si sono recati lì in preghiera e, nel marzo 2019, la salma della suora è stata traslata dal cimitero a una delle cappelle laterali della Collegiata di San Lorenzo. Sulla balaustra è posto un diario dove si possono lasciare preghiere o riflessioni. In un anno sono state raccolte 1500 frasi, scritte in tutte le lingue del mondo da bambini, nonni, gruppi di ragazzi, genitori, oratori, scuole, cori, comunità.
Il 23 ottobre 2005 l'allora vescovo della diocesi di Como Alessandro Maggiolini aprì il Processo Diocesano per la beatificazione di suor Maria Laura, conclusosi il 6 giugno 2006. Successivamente nel 2008 la Santa Sede ha approvato la richiesta per l'inizio del processo di beatificazione. Nell'estate 2017 è stata consegnata la "Positio super martyrio". Il 19 giugno 2020 Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi alla promulgazione del Decreto che ne riconosce il martirio, in quanto compiuto "In odium fidei" (in odio alla fede), aprendo così la via alla sua beatificazione.

RIFLESSIONI SULL'ACCADUTO
La beatificazione di Suor Maria Laura Mainetti trucidata da tre ragazze adolescenti, deve farci riflettere seriamente sull'esito drammatico al quale può condurre non solo il vuoto di valori e la noia che caratterizza la vita di tanti giovani, ma anche quel bombardamento mediatico scellerato a cui sono sottoposti che si prefigge di suscitare in essi il fascino della trasgressione, dalle "sfide" (challenge) estreme, alla continua ricerca di proposte oltremodo stimolanti, fuori dall'ordinario e oltre ogni limite nelle quali rientra anche il culto al demonio con aberranti rituali di vario genere, che promettono non solo emozioni intense, ma l'appropriazione della sua forza malefica, dei suoi poteri (come se fossero poteri divini e non lo sono), delle sue prestazioni esoteriche.
Un numero crescente di giovani, e non solo, sottoposti a questo martellamento mediatico si ritrovano ad intraprendere dei sentieri che, si rivelano vere e proprie trappole che li conducono allo smarrimento e li inducono alla blasfemia, alla bestemmia, al vandalismo, alla violenza, all'omicidio, al suicidio. In tale propensione, l'occultismo esoterico e il satanismo, tendono sempre più a diventare delle vere e proprie corsie preferenziali. E la comunicazione mediatica costituisce uno dei canali privilegiati per la diffusione di simili percorsi. In particolare, alcuni generi mediatici risultano particolarmente adatti per catturare l'attenzione e adescare potenziali vittime.
Stiamo assistendo, sempre più ignari, ad una vera e propria escalation di martellanti messaggi esoterici e satanici da parte del marketing. Romanzi, musica, videogiochi, moda, film, telefilm, pubblicità, mettono in moto un giro d'affari a livello planetario in cui il demoniaco viene presentato in chiave positiva: affascinante, accattivante, permissivo, un aspetto che attrae con forza le giovani generazioni, e senza preoccuparsi degli esiti educativi devastanti.
Si moltiplicano, ad esempio, le fiction televisive, cartoon e social forum che presentano Lucifero come un personaggio da imitare, un'icona della libertà contro la schiavitù della religione, della morale, delle regole che invece vengono sempre più percepite come realtà negative. Per esempio, per la Wicca (considerato come un nuovo movimento religioso afferente ai fenomeni cosiddetti di "neopaganesimo) Lucifero è "il principe del bene e della creazione misconosciuto e ingiustamente perseguitato dalla Chiesa cristiana".
Se a questo si aggiunge una società fondata sempre più sull'avere tutto e subito, l'esoterismo che sfocia nel satanismo risulta essere la risposta più accattivante per il potere, il successo, il denaro, il sesso. In una siffatta prospettiva i valori della fede, della morale, la stessa Rivelazione cristiana, non solo non hanno più spazio ma vengono rifiutate e combattute con sempre più preoccupante disprezzo e odio.

INDOTTRINAMENTO ESOTERICO E SATANICO
Attraverso il web i ragazzi familiarizzano con sette e movimenti distruttivi tra i quali spicca il satanismo, con la possibilità di trasformare la conoscenza virtuale in quella reale. Dinamiche che imperversano sui social forum e sulle numerosissime piattaforme dei siti web. Basta dare uno sguardo su Facebook per vedere che esistono una infinità di "pagine" e di "gruppi chiusi" relativi a questi temi.
Un vero e proprio indottrinamento esoterico e satanico in atto e troppo sottovalutato. Per cui l'informazione equilibrata, attenta e prudente urge soprattutto nell'ambito educativo e formativo delle famiglie e delle Istituzioni.
Come contrastare questo potere?
Bisogna che si ritorni con forza a distinguere chiaramente tra ciò che è moralmente corretto da ciò che non lo è; una mancanza che ha generato progressivamente un misconoscimento dei confini tra il bene e il male generando un sovvertimento di quei valori che sono a fondamento della stessa dignità umana.
Mettere in atto un annuncio integrale della fede, affascinante, credibile e senza compromessi, accompagnata da robuste proposte educative ed informative sui rischi e i pericoli di una vera e propria cultura della morte spesso ammantata dalle maschere di una falsa vitalità e felicità.
Iniziare a denunciare con forza tutte quelle proposte del demoniaco presentato come una realtà positiva. Tali proposte infatti rappresentano una forma di pervertimento talmente devastante, che non può avere diritto di cittadinanza in una società civile se vuole continuare ad essere tale.
Infine, pregare per i nostri giovani perché accolgano le ispirazioni del bene che Dio sempre cerca di comunicare ai loro cuori e respingano le falsità che il "padre della menzogna" (cfr. Vangelo di Giovanni 8, 44) diffonde nella società attraverso i suoi cultori. Quest'ultimi, infatti, presentano i comandi di Dio e l'ubbidienza a Lui come una mortificazione, una minaccia alla propria libertà, realizzazione e felicità. In realtà, è esattamente il contrario: è Satana che minaccia la libertà, la felicità, la realizzazione personale e l'eterna salvezza di ogni uomo come anche la pace tra i popoli e le nazioni e il vero progresso dell'umanità. L'adesione incondizionata a Dio e l'obbedienza a Lui ci rendono veramente liberi, perché in Dio è la nostra pace, la nostra gioia, l'autentica e duratura felicità a cui anela il nostro cuore, la realizzazione piena della nostra esistenza in questa vita terrena e nell'eternità.

Nota di BastaBugie: nei seguenti video (durata: 7 minuti e 50 minuti) si ricostruisce il delitto di Chiavenna e le motivazioni delle tre ragazze minorenni che hanno ucciso una suora per sacrificio a Satana.

VIDEO BREVE (7 minuti)


https://www.youtube.com/watch?v=G8fQWCsVv0c

VIDEO LUNGO (50 minuti)


https://www.youtube.com/watch?v=gvyLmNC7iWU

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06-06-2021

2 - CATTOLICI PRESI A SASSATE E PUGNI DURANTE UNA PROCESSIONE PER RICORDARE I MARTIRI DELLA COMUNE DI PARIGI
Gli antifascisti aggrediscono 300 cattolici, tra cui donne e bambini, confermando l'odio anticattolico di 150 anni fa
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi, 2 giugno 2021

Non si erano riuniti «per manifestare o rivendicare diritti particolari», ma solo per «compiere il loro dovere, e cioè rendere omaggio ai loro martiri e chiedere la loro intercessione». Così in una tribuna sul Figaro, l'arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit, spiega perché sabato 300 cattolici sono sfilati in pellegrinaggio per le vie di Parigi verso la chiesa di Nostra Signora degli ostaggi. Lo scopo della processione, regolarmente comunicata alle autorità, era commemorare i martiri della Comune di Parigi, i cinquanta ostaggi fucilati in rue Haxo il 26 maggio 1871. Mentre sfilavano, però i cattolici sono stati aggrediti fisicamente e verbalmente da un gruppo di antagonisti incappucciati, senza che i due gendarmi inviati dalla prefettura riuscissero a impedire lo scontro.
La processione era partita da piazza della Roquette, dove il 24 maggio 1871 fu giustiziato l'arcivescovo di Parigi, monsignor Georges Darboy. Appena partiti, alcune persone hanno cominciato a insultarli, a gridare insulti e bestemmie al loro passaggio. Arrivati davanti al cimitero di Père Lachaise, la tensione è aumentata: qui un corteo di «manifestanti communards», partigiani della Comune rossa, ha cominciato a inveire al grido di «Morte ai fascisti!».
«Sembrava di essere tornati indietro di 150 anni», racconta un testimone in riferimento all'esperienza anti-cattolica e persecutoria della Comune. Poco più avanti, gli antagonisti hanno aggredito i cattolici, arrivando perfino a prendere a pugni alcuni fedeli e lanciando sassi e bottiglie contro la processione. Due sessantenni sono stati spinti a terra, mentre un fedele è stato portato in ospedale con gravi ferite alla testa.
I cattolici si rifugiano in una chiesa
I fedeli sono stati quindi costretti a fuggire le violenze rifugiandosi nella chiesa più vicina, Nostra Signora della Croce. «Abbiamo atteso pregando che la polizia ci permettesse di uscire», racconta al Figaro l'organizzatore della processione, raccontando di «bambini e madri sotto choc». Il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, ha impiegato più di un giorno per condannare la «violazione della libertà di culto che deve poter essere esercitata in tutta serenità in Francia».
È per protestare contro questa inaccettabile violenza e l'incapacità delle forze dell'ordine di garantire la libertà religiosa dei cattolici che monsignor Aupetit ha protestato sul Figaro: «La violenza cieca che questi pellegrini hanno subito da parte degli "antifascisti" è assolutamente inaccettabile in uno Stato di diritto. Non c'erano che due poliziotti a garantire la sicurezza della marcia. Li ringrazio per il coraggio che hanno dimostrato. La sicurezza di questa marcia non era evidentemente una priorità per la prefettura».
«Noi non rivendichiamo diritti particolari», ha aggiunto l'arcivescovo di Parigi, «ma chiediamo uguaglianza di trattamento rispetto alle altre religioni e comunità. Abbiamo il diritto di esprimere la nostra fede in pubblico», ha affermato ricordando ai cattolici di assumere lo stesso atteggiamento di Gesù, che è stato capace di perdonare i suoi persecutori. Monsignor Aupetit ha infine concluso:
«Vogliamo testimoniare l'amore di Cristo che ha vinto sul male. Chiediamo solo di poterlo fare in pace nel rispetto delle nostre istituzioni e dello Stato di diritto che garantisce piena libertà di culto e protegge tutti i suoi cittadini».

Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Odio rosso, cattolici aggrediti alla Marcia dei Martiri" racconta la vicenda del 1870-71 dei cattolici uccisi in nome dell'egualitarismo socialista della Comune di Parigi.
Ecco un estratto dell'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 2 giugno 2021:

Tra il settembre 1870 e il marzo 1871 a Parigi furono proclamati la Repubblica e l'autogoverno che proseguirono sino a quando Governo e Assemblea Nazionale (con sede a Versailles) spedirono l'esercito guidato dal generale Mac Mahon in città per riprendere il controllo della situazione. La Comune di Parigi (la bandiera rossa ne era il simbolo) impose la separazione tra Stato e Chiesa, abolì il precedente Concordato, riaffermò ovviamente i principi di libertà, quella di coscienza in particolare, e replicò le violente espropriazioni e i processi sommari contro il clero e i fedeli, complici a priori dei crimini della monarchia contro la libertà comunista. Nella loro riconquista della città di inizio aprile, le truppe nazionali fucilarono diversi prigionieri; ciò provocò la decisione della Comune di emanare il Decreto sugli Ostaggi del 5 aprile 1871. Testo base del totalitarismo giustizialista di ogni tempo: chiunque fosse sospettato di complicità veniva messo in galera; il tribunale in 48 ore decideva se confermare arresto e prigione. Ad ogni esecuzione di un membro della Comune da parte dell'esercito nazionale, i comunardi avrebbero risposto fucilando il triplo di prigionieri reclusi, chiamati ostaggi. Trecento tra ecclesiastici e suore vennero ammassati nelle prigioni parigine. Le accuse e le iniziative diffamatorie e blasfeme? Identiche a quelle della Rivoluzione del 1789-93 e alle attuali campagne contro la Chiesa.
Il 12 aprile 1871 l'arcivescovo di Parigi, Georges Darboy, scrisse al Governo nazionale per chiedere la fine delle esecuzioni, la richiesta venne rifiutata e il 24 maggio lo stesso arcivescovo e altri cinque sacerdoti ostaggi furono fucilati nel carcere della Roquette. Monsignor Darboy, poco prima di morire, diede un'ampia benedizione ai carnefici e venne poi freddato con un colpo di pistola alla testa. Gli ostaggi (sacerdoti e suore) non rappresentavano assolutamente nulla agli occhi delle autorità nazionali di Versailles, che erano tanto anticlericali quanto i comunardi. Tra i supposti 200.000 morti caduti nei mesi della reconquista di Parigi, non è per nulla chiaro quanti siano stati i sacerdoti, suore e laici cattolici fucilati dai plotoni ‘democratici' della Comune.

Fonte: Tempi, 2 giugno 2021

3 - DJ FABO ERA INFLUENZATO DALLA RELIGIOSITA' ORIENTALE... PER QUESTO CHIESE L'EUTANASIA
Lui e la fidanzata vedevano la morte come una liberazione... del resto non c'è posto dove l'uomo possa trovare la pace, se non ai piedi della croce di Cristo (VIDEO: Dat, eutanasia e fine vita)
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri, 1° giugno 2021

Vi ricordate il caso del DJ Fabo? Colui che decise di andare a morire in una clinica svizzera perché rimasto immobilizzato in conseguenza di un incidente stradale. Ebbene, la sua fidanzata, Valeria Imbroglio, comunicò, nei giorni in cui tutt'Italia discuteva sulla scelta del giovane, il suo legame con la religiosità orientale e anche con certe correnti esoteriche. D'altronde i due giovani, prima dell'incidente, avevano per ben cinque anni vissuto in India alla sequela di un santone del posto.
Un dato come questo non è affatto irrilevante e vi spieghiamo il perché.
Non ci stancheremo mai di dirlo: solo il Cristianesimo offre un'autentica risposta al mistero della sofferenza. Per un motivo molto semplice: perché solo il Cristianesimo annuncia un Dio che ha voluto liberamente soffrire e che con la sofferenza ha "riparato" tutto.
Può sembrare una particolarità quasi insignificante, invece ciò è il tutto ed è la risposta per tutto. Sapere che Dio ha salvato soffrendo, vuol dire non solo convincersi che la sofferenza è la strada maestra, ma anche che chi soffre diventa in un certo qual modo un "privilegiato", perché ancor di più può conformarsi a Colui che è l'alfa e l'omega di tutto, Cristo.

IL CRISTIANESIMO CAMBIA LA STORIA
È per questo che quando il Cristianesimo si è introdotto nella Storia, l'ha anche radicalmente cambiata.
Basterebbe pensare quale fosse il giudizio sulla sofferenza nel mondo antico. Con il Cristianesimo, invece, si realizza un cambiamento radicale: c'è l'invito ad andare alla "scuola" della sofferenza. I malati, da reietti e da "materiale di scarto", diventano icone di Cristo Crocifisso. Nascono finalmente gli ospedali, laddove il sofferente viene accolto e curato; laddove vien fatto capire che egli è una "grazia", affinché, accogliendolo e curandolo, i sani possano esercitare delle virtù necessarie per la salvezza.
Fin quando la Croce non compare nella storia, la sofferenza è qualcosa da allontanare ed esorcizzare.
Ma poi la Storia ha deciso nuovamente di rimuovere la Croce. Sono rimasti gli ospedali, sono rimaste le belle parole per i sofferenti, ma la sofferenza è diventata un macigno terrificante, impossibile da portare.
E nel caso della cosiddetta "spiritualità orientale" la questione si aggrava, perché non solo questa non ha un'adeguata risposta alla sofferenza, ma, abituata a vedere nel corpo un limite, odia profondamente la sofferenza. Già il corpo sano è qualcosa di cui liberarsi quanto prima (si pensi alla moksha induista), figuriamoci il corpo attanagliato dalla malattia.
Non a caso la fidanzata del DJ Fabo spesso parlava di "libertà": Fabio va in Svizzera per "liberarsi". E dopo la morte: Adesso finalmente Fabio è "libero".

LA CAPACITÀ DI AMARSI
Quando la Croce non c'è, si perde tutto.
Si perde anche la capacità di amarsi. Sì, perché accettare la sofferenza sempre e comunque, vuol dire amarsi. Mentre rifiutare il proprio - anche terribile - destino, vuol dire negarsi, distruggersi, perché ormai il proprio pensiero non coincide con il proprio essere e con il proprio luogo.
Il luogo... ma cosa c'entra il luogo? C'entra eccome. Il luogo è il riconoscere dove si è. E, perché questo accada, occorre appassionarsi a ciò che sta avvenendo nella propria vita, sempre e comunque... invocando da Dio l'aiuto ad innamorarsi di ciò che si è e dove si è.
San Bernardo di Chiaravalle in una sua importante opera, De diligendo Deo, parla di quattro gradi di amore:
1) L'amore che l'uomo ha di se stesso
2) L'amore a Dio non ancora per Dio stesso, ma per sé
3) L'amore a Dio non più per se stessi, e neppure per il prossimo, ma soltanto per Dio
4) L'amore dell'uomo a se stesso ma solo per Dio.
Interessante. San Bernardo dice che l'ultimo grado di amore contempla ancora l'amore a se stesso, ma sublimato e soprattutto motivato dalla Presenza e dalla Volontà di Dio.
Insomma, se Dio ci vuole, anche noi dobbiamo volerci. Se Dio ci ama anche noi dobbiamo amarci.
Anche per questo diventa chiave di tutto la Croce.
Si dice giustamente: non c'è posto sulla faccia della terra dove l'uomo possa trovare la pace, se non ai piedi di una Croce.

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 4 minuti) dal titolo "Crepa (piano piano)" illustra chiaramente la strategia della cultura della morte che è fatta di piccoli passi ben sapendo che con una piccola crepa, piano piano, la diga viene distrutta.


https://www.youtube.com/watch?v=U8e_GIoP5kY

Fonte: I Tre Sentieri, 1° giugno 2021

4 - VACCINI, LE VERITA' DIMENTICATE SUI BIMBI ABORTITI
I vaccini moralmente problematici si possono accettare solo per gravi necessità (ad es. mantenere il posto di lavoro) e su base temporanea, ma protestando contro l'uso dei bambini abortiti nella ricerca medica
Autore: Leon Pereira - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 07-06-2021

Il problema di coscienza per molte persone è che la produzione di molti vaccini moderni comporta l'uso di cellule derivate da bambini abortiti (note come "linee cellulari fetali"). Si sostiene che i bambini stessi non siano stati uccisi per estrarre campioni di tessuto; ma questo ragionamento omette la stretta collaborazione che deve sussistere tra chi esegue l'estrazione e chi esegue l'aborto per poter raccogliere campioni vivi. Si dice anche che le cellule fetali siano ormai molto distanti dal feto originario, per l'azione del tempo e della manipolazione genetica; ma questo trascura il fatto che le cellule del nostro corpo sono allo stesso modo molto distanti (per l'azione del tempo che passa e di qualche mutazione genetica) dalle cellule originarie che avevamo nello stato di feto, e che comunque sempre restano le nostre cellule. Le linee cellulari fetali, nonostante il passare del tempo e alcune modifiche genetiche, rimangono oggettivamente cellule derivate da un feto e spesso da un particolare organo o tessuto.
Nel contesto della collaborazione tra l'acquirente del campione e il professionista dell'aborto, affermare che questi bambini non siano stati uccisi per i loro tessuti è una mezza verità fuorviante. Infine, si dice che non siano necessari ulteriori aborti per ottenere tali linee cellulari; ma in verità nessun aborto è mai stato esplicitamente richiesto e mai lo sarà - ma la caccia a nuove linee cellulari fetali continua. L'assenza di obiezioni da parte nostra consente a questa "industria" di continuare ad agire in modo incontrollato e incontrastato.
Alle linee cellulari prese da bambini abortiti viene assegnato un numero e una designazione, ma nessun nome. È così più facile dimenticare che si trattava di bambini, maschi o femmine, di una certa età, di una certa famiglia, città, nazione. [...]

TIPI DI VACCINI COVID
I vaccini AstraZeneca, Johnson & Johnson e Sputnik V sono stati prodotti utilizzando linee cellulari fetali. Queste cellule sono utilizzate nello sviluppo, nella progettazione, nella produzione e nella successiva sperimentazione dei vaccini. I vaccini stessi contengono quasi certamente detriti cellulari fetali. [...]
I vaccini Pfizer e Moderna utilizzano linee cellulari fetali per la progettazione e lo sviluppo di vaccini e per i successivi test sui lotti (batch testing). Non usano le linee cellulari di bambini abortiti per la produzione cellulare dei vaccini, quindi questi vaccini non dovrebbero contenere detriti cellulari fetali.
Molti cattolici considerano i vaccini Pfizer e Moderna meno discutibili semplicemente perché non sono i sottoprodotti diretti delle cellule fetali. Tuttavia, la produzione include la modifica della proteina Spike, la codifica sequenziale dei frammenti di RNA messaggero, l'espressione di pseudovirus e la neutralizzazione. Tutti questi passaggi hanno utilizzato cellule fetali abortite. L'eventuale produzione del vaccino stesso comporta la replicazione della sequenza di RNA messaggero e il suo incapsulamento in determinati lipidi. Il passaggio finale, è vero, non utilizza linee cellulari fetali. Ma ogni passo fino a quest'ultimo punto lo ha fatto! Dopotutto, sperimentare i vaccini è una procedura standard.
Di solito questa procedura utilizza anche linee cellulari fetali. I vaccini come quelli di Pfizer e Moderna dipendono quindi fortemente dalle linee cellulari fetali.
Si noti che l'obiezione a questi vaccini non è che siano prodotti concreti derivati da cellule fetali. L'uso diretto del tessuto umano non è di per sé discutibile (ad es. donazione di organi). L'obiezione è all'uso (sistematico) dei corpi e dei tessuti di persone innocenti che sono state uccise. Moralmente non c'è differenza tra tutti i vaccini sopra menzionati: sono tutti ugualmente cattivi moralmente. L'inclusione di cellule fetali in alcuni vaccini li rende più "disgustosi" per le persone, ma questi sono cattivi quanto i vaccini che utilizzano cellule fetali senza effettivamente contenere detriti fetali nel prodotto finale.


IL GIUDIZIO DELLA CHIESA
I media riportano costantemente le opinioni di vari organi della Chiesa come provenienti dal "Vaticano". La Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) ha emesso dei giudizi nel 2008 e nel 2020. La Pontificia Accademia per la Vita (PAV) ha pubblicato rapporti nel 2005 e nel 2017. Questi documenti non hanno lo stesso peso né la stessa autorità.
«La CDF partecipa al magistero pontificio: sia la sua Dignitas personae del 2008 che la sua nota del 2020 sui vaccini anti-Covid-19 sono state esaminate dal rispettivo pontefice regnante che ne ha ordinato lui stesso la pubblicazione. Dei due documenti, la Dignitas personae è più autorevole, in quanto è un'istruzione e come tale "vince" su una nota. La PAV, invece, è un organo consultivo. Le sue dichiarazioni non fanno parte del magistero e la sua funzione non è propriamente quella di insegnare. Tuttavia, il fatto è che il cattolico ordinario di solito non conosce questa differenza, e i media di solito non distinguono: la PAV è presentata come "il Vaticano" né più né meno della CDF».
Finora l'insegnamento più dogmatico della Chiesa rimane Dignitas personae (2008), che spiega che nei casi in cui:
1) non c'è altra scelta,
2) il pericolo è reale,
3) la sicurezza dei bambini è minacciata,
4) allora utilizzare tali vaccini è possibile temporaneamente,
5) ma è necessario esercitare pressioni su governi, aziende farmaceutiche, ricercatori, eccetera, per trovare un'alternativa eticamente accettabile!
6) Inoltre, nessuno può essere obbligato a vaccinarsi; le persone hanno il diritto di rifiutare, anche se dovrebbero prendere precauzioni per ridurre il loro ruolo nella trasmissione della malattia durante un'epidemia.
Il penultimo punto (5) è importante per evitare scandali. Il peccato di scandalo non ha nulla a che fare con l'essere scioccati o scandalizzati. Esso significa che le azioni di una persona portano erroneamente un'altra persona a pensare che qualcosa di peccaminoso non sia in realtà peccaminoso, e quindi la rendono più esposta a commettere quel peccato. Ad esempio, dare la Santa Comunione a politici notoriamente pro-aborto che hanno reso pubbliche le loro opinioni e azioni per promuovere l'aborto. L'incapacità del clero di avvertire queste persone - sia di pentirsi e cambiare le loro azioni, sia di smettere di ricevere la Comunione - è l'incapacità di amare autenticamente queste persone e la disponibilità a mettere a repentaglio la loro salvezza eterna. Il peccato di scandalo consiste nel fatto che i cattolici comuni sono così indotti erroneamente a pensare che essere pro-aborto sia compatibile con essere un cattolico fedele.

IL RE DAVIDE E I TRE GIOVANI GUERRIERI
Con i vaccini dipendenti dall'aborto, per evitare o ridurre al minimo il peccato di scandalo, è necessario che tutti i cristiani e tutte le persone di coscienza protestino contro i loro governi, le industrie farmaceutiche e sanitarie, al fine di fermare la produzione e l'uso di vaccini e altri farmaci compromessi dall'aborto e sostituirli con alternative eticamente accettabili. Quando qualcuno dichiara che i vaccini derivati dall'aborto sono "moralmente accettabili" senza dover contestare l'uso di tessuti di feti abortiti, è un peccato di scandalo. La testimonianza pro-vita della Chiesa ne esce notevolmente indebolita. Al mondo laico sembra che noi cattolici dichiariamo di essere pro-vita ma siamo ipocritamente felici di beneficiare dei frutti dell'aborto! E, peggio, altri cattolici vengono indotti a pensare che questo sia un compromesso accettabile.
Questo è il motivo per cui alcuni cattolici possono non voler ricevere vaccini derivati dall'aborto in nessuna circostanza. In coscienza, la loro testimonianza a favore della vita non potrebbe accettare un tale compromesso, anche se protestassero contro la fonte immorale del vaccino. Nella Bibbia, il re Davide, in fuga da suo figlio Assalonne, desidera ardentemente bere l'acqua di Betlemme. Tre giovani guerrieri rischiano la vita per attraversare le linee nemiche per portare l'acqua al re. Davide «non ne volle bere, ma la sparse in onore del Signore, dicendo: "Non sia mai, Signore, che io faccia una cosa simile! È il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita!» (cfr. 2 Samuele 23:15-17; 1 Cronache 11:17-19). Sebbene i giovani soldati non fossero stati uccisi, avevano rischiato la vita per andare a prendere l'acqua. Per Davide quest'acqua era la linfa vitale dei suoi uomini, e non voleva disonorarli pensando solo ai suoi bisogni. Versò l'acqua per terra, restituendola a Dio, perché la vita di ogni essere umano appartiene solo a Dio. Ogni persona di coscienza dovrebbe essere rispettata, così come coloro che desiderano che le linee cellulari fetali e i loro prodotti siano affidati a Dio, sepolti nella terra, come richiesto dal rispetto della dignità umana.
Il peccato di scandalo è una buona occasione per evocare "l'amore del prossimo". Accade spesso che cristiani in buona fede dicano che i vaccini derivati dall'aborto dovrebbero essere ricevuti per amore del prossimo, per proteggere la sua salute costruendo l'immunità di gregge, ecc. Ma siamo anche chiamati a un più alto amore del prossimo. Ricorda che sebbene questi vaccini possano essere ricevuti in determinate circostanze, i produttori stessi di tali vaccini - ricercatori e abortisti inclusi - stanno mettendo in pericolo le loro anime. [...]

RIEPILOGO IN NOVE PUNTI
1) L'uso di vaccini moralmente corrotti è accettabile per gravi motivi, soprattutto per la protezione delle persone vulnerabili, su base temporanea.
2) La necessità morale di ricevere tali vaccini dovrebbe implicare l'essere sotto forte pressione o la necessità di ricevere tali vaccini per mantenere il lavoro, vedi per esempio il personale medico ospedaliero.
3) In tutti i casi, la Chiesa e tutte le persone hanno il dovere di protestare contro la produzione di tali vaccini e contro gli aborti, compresi gli aborti per la ricerca medica.
4) I seguenti punti sono doveri imposti a medici e capifamiglia (PAV 2005):
- Utilizzare vaccini alternativi (se esistono);
- Fare pressione sulle autorità politiche e sui sistemi sanitari per rendere disponibili vaccini etici;
- Fare ricorso, se necessario, all'obiezione di coscienza per i vaccini derivati dall'aborto (ovvero rifiutare queste vaccinazioni)
- Opporsi con ogni mezzo (scrivendo, tramite associazioni, mass media, ecc.) ai vaccini derivati dall'aborto;
- Fare pressione per la preparazione di vaccini alternativi etici;
- Richiedere un rigoroso controllo legale dei produttori dell'industria farmaceutica;
- Combattere e utilizzare tutti i mezzi legali per rendere la vita difficile alle industrie farmaceutiche che agiscono senza scrupoli e senza etica.
5) In nessun caso l'uso di tali vaccini può essere qualificato come un dovere morale o coperto di lodi; nella migliore delle ipotesi, come il cannibalismo nei casi di estrema necessità, il loro uso è deplorevole.
6) Un problema a parte è la necessità medica di tali vaccini (la pandemia giustifica davvero l'uso dei vaccini?) e la loro sicurezza (i vaccini Covid sono in fase sperimentale e alcuni sono nuovi nella loro modalità di azione); questi problemi sono ancora oggetto di discussione da parte delle persone competenti in materia; ecco perché è più che comprensibile che la popolazione sia generalmente riluttante di fronte alla vaccinazione;
7) Esistono vaccini moralmente accettabili, o saranno resi disponibili a breve - potrebbe essere difficile ottenerli a seconda di dove vivi.
8) Nessuno dovrebbe mai essere costretto a ricevere un vaccino contro la propria coscienza.
9) Mentre a rigore la virtù della giustizia non proibisce di ricevere questi vaccini, la virtù della carità può portare i cristiani a rinunciarvi, sia per la propria anima che come testimoni della dignità della vita. [...]

DOSSIER "CORONAVIRUS"
Sì alla prudenza, no al panico

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DOSSIER "IL VACCINO ANTI-COVID"
La scienza e la propaganda

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 07-06-2021

5 - UN TRIBUNALE AMBIENTALISTA DISTRUGGE L'EX ILVA
Se un pm e un capo di Procura possono distruggere l'1% del Pil e 8.200 posti di lavoro, senza prove scientifiche inoppugnabili, che senso ha investire in Italia?
Autore: Luigi Amicone - Fonte: Tempi, 1° giugno 2021

Colpevoli di disastro ambientale. Questo è il verdetto di prima istanza con cui il tribunale di Taranto ha condannato a quarantadue anni complessivi di carcere i fratelli Riva (20 anni a Nicola e 22 a Fabio), ex proprietari del polo siderurgico Ilva. Tre anni e mezzo sono stati inflitti anche a Nichi Vendola, fondatore ed ex leader di Sinistra e Libertà («È stata calpestata la verità», protesta l'ex governatore della Puglia). E condanne minori a un'altra quarantina di imputati di un processo durato cinque anni. Inoltre la Corte d'Assise di Taranto ha disposto la confisca degli impianti e la confisca ai Riva di beni per un totale di 2 miliardi e 100 milioni. In piazza le associazioni ambientaliste e grilline hanno accolto con tripudio festante la notizia delle sentenza.

LA CROCIATA DELLA PROCURA DI TARANTO
È noto infatti che a cominciare dal 2012, quando la Procura sequestrò gli impianti, bloccò sul terreno i prodotti pronti alla commercializzazione causandone il deperimento, spinse il governo Monti a varare il primo "decreto salva Ilva", grillini, associazioni ambientaliste e pubblicistica di stampo giustizialista, si sono sempre battute per esigere la condanna, i risarcimenti e possibilmente la chiusura delle acciaierie.
Non c'è mai stato nessun dialogo tra la squadra della Procura di Taranto (composta da un pm e dal capo della Procura) e, per dirla calcisticamente, "il resto del mondo" (dai sindacati al governo). Ancora nel 2016, data di inizio del processo penale, se ne conteranno ben cinque di decreti legge ad hoc varati dai vari governi Monti, Letta e Renzi nel tentativo di conciliare le esigenze della giustizia penale con la difesa dei posti di lavoro. D'altra parte, tutti i governi, a partire da Berlusconi in avanti, hanno cercato con ogni mezzo di mettere in sicurezza ambientale e sanitaria l'industria siderurgica. Ma mai la Procura di Taranto ha accettato di confrontarsi con tempistiche e valutazioni che non venissero dall'interno dei propri uffici.
Un primo riscontro a questa intransigenza da parte della magistratura locale si ha già nei giorni del primo sequestro giudiziario del 2012. Allorché ministri e rappresentanti delle istituzioni si precipitano a Taranto in pieno agosto e soltanto il capo della Procura di Taranto si rifiuta di lasciare la località calabrese in cui si trova in ferie per partecipare al tavolo indetto appunto dalle istituzioni radunate a Taranto per tentare di trovare una via di uscita alla situazione che rischiava di distruggere un'azienda che ancora nel 2012 valeva l'1% del Pil Italiano e che ancora oggi, acquisita dagli indiani di ArcelorMittal, pur nel continuo tira e molla con i provvedimenti della magistratura tarantina, vale 8200 dipendenti e 19 miliardi di contributo al Pil.
Per chi come noi ha seguito con una certa attenzione in questi anni le vicende Ilva, per rispondere a una sentenza giudiziaria di quasi impossibile interpretazione logica, ma certamente comprensibilissima in chiave propagandistica, la scaletta dei prossimi eventi dovrebbe essere la seguente.

COSA SUCCEDE ADESSO
1) Domani mattina ArcelorMittal dovrebbe restituire chiavi in mano l'acciaieria al governo italiano, comunicare il congelamento dei contratti e degli impegni presi con il nostro paese, la messa in mobilità dei lavoratori. E annunciare che dopo questa sentenza la proprietà non è più tenuta a onorare gli impegni presi in quanto gli è di fatto reso impossibile proseguire la produzione in condizioni di continui stop and go, fermo e sequestro degli impianti, con ripartenze sempre più condizionate dagli atti giudiziari.
2) Fortunatamente è del tutto verosimile che i proprietari dell'ex Ilva verranno prontamente informati del fatto che la sentenza di Taranto sarà riformata in secondo grado. Ed è ancora più verosimile che come già accade per precedenti provvedimenti di sequestro del patrimonio dei Riva presi dal tribunale di Taranto, anche questo verdetto verrà dichiarato "abnorme" e sarà cancellato in sede di Cassazione.
Che senso ha investire in Italia?
3) Nel frattempo però, mentre il tempo della giustizia italiana provvederà a correggere, non si può escludere che, in tempo di Recovery Fund, emergano nuove preoccupazioni in sede europea. Infatti, perché si dovrebbe venire ancora a investire in Italia? Quale fiducia i partner europei possono avere in un sistema Paese - politico, economico, sociale - impotente davanti a iniziative giudiziarie che mettono a repentaglio il destino di aziende che, come l'ex Ilva, sono state addirittura imprese numero 1 in sede europea e lo sarebbero ancora se l'azione di un solo pm, avallata da un capo della Procura, non avesse prodotto di fatto il sostanziale fallimento di tale azienda già numero 1 in Europa?
4) Ma se come si capisce fin dagli inizi, quello di giungere a un grosso risarcimento collettivo era l'obbiettivo di coloro che oggi festeggiano in piazza la sentenza tarantina, perché invece di intentare un Dies irae penale che ha smantellato un intero polo industriale e distrutto quel poco di lavoro che c'è al sud, non si è percorsa la via del giudizio in sede civile?
5) Visto che l'Ilva e quindi il disastro ambientale sentenziato non è un'esclusiva dei Riva, quali altri nuovi capitoli da "colonna infame" ci si deve aspettare? Non dimentichiamo che Ilva nasce Italsider nel 1960 e che i Riva subentrano alla gestione statale solo nel 1994. Quando a detta del verbo usato dal Fatto Quotidiano, lo Stato attraverso «l'Iri gestita da Romano Prodi, svende l'ex Italsider alla famiglia Riva». Chi dovrebbe essere incriminato dopo i Riva per disastro ambientale ed essere candidato magari all'ergastolo, visto che dal 1994 al 2012 ci sono 18 anni di "disastro" e dal 1960 al 1994 ce ne sono 34 di anni? Saranno incriminati ex presidenti della Repubblica e l'attuale capo dello Stato in quanto vertice dello Stato che fu proprietario - analogamente ai Riva - di un'acciaieria che ha disastrato l'ambiente?
6) Ma poi si dovrà ancora indagare a fondo: chi ha voluto l'Italsider a Taranto? Forse la stessa Taranto e tutti i partiti del sud che oggi si sono inventati il reddito di cittadinanza e ieri le cattedrali nel deserto? E adesso il conto dovrebbero pagarlo i Riva e l'intera platea di contribuenti italiani?
Infine, sembra che con il suo verdetto la Corte d'Assise di Taranto ci abbia voluto mostrare con plastica drammaticità, l'urgente necessità di una radicale riforma della giustizia che passi anzitutto dalla messa in mora di inchieste monstre e di sentenze fuori da ogni senso di realtà.

Fonte: Tempi, 1° giugno 2021

6 - L'ANTROPOSOFIA DI RUDOLF STEINER CAUSA GRAVI DISASTRI MEDICI ED EDUCATIVI
I medici e gli insegnanti che si ispirano al pensiero steineriano sono molto pericolosi (inoltre la società antroposofica propaganda eresie)
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Radio Roma Libera, 7 giugno 2021

C'è un mistero nel mistero. Il primo mistero è come una struttura cattolica quale la Casa per Ritiri «Cristo de El Pardo» di Madrid, gestita dai Padri Cappuccini, possa accogliere un evento quale il «II Incontro di Terapie Integrative Antroposofiche», apertamente esoterico, previsto dal 18 al 20 giugno e promosso dalla Fecisa-Federazione Spagnola di Scienze della Salute Antroposofica, fondata da poco. Il secondo mistero consiste nel fatto che, su web e social, non risulti alcuna informazione in merito, neppure sui siti dell'ente promotore. [...]
La cosiddetta medicina antroposofica è stata fondata da Rudolf Steiner e dalla dottoressa olandese Ita Wegman: costei, nata in Indonesia, primogenita di una famiglia coloniale olandese, ben presto si affermò professionalmente a livello internazionale per le proprie capacità; invitata nel 1923 dallo stesso Steiner ad entrare nel Consiglio esecutivo della Società Antroposofica, nel 1936 ne venne espulsa, assieme ad un buon numero di sostenitori, proseguendo indisturbata la propria carriera medica, soprattutto in Inghilterra e nei Paesi Bassi.
In ogni caso, furono Steiner e Wegman a porre le basi della medicina antroposofica col libro dal titolo Elementi fondamentali per un ampliamento dell'arte medica secondo le conoscenze della Scienza Spirituale. E questo non è che uno soltanto degli ambiti influenzati dal pensiero antroposofico, entrato anche nella sfera pedagogica con le scuole Waldorf, presenti numerose anche in Italia, nella sfera agricola con la biodinamica, nella sfera finanziaria con la Triodos Bank e nella sfera religiosa con la «Comunità dei Cristiani», che in realtà di cristiano ha ben poco: voluta da un gruppo di protestanti tedeschi e svizzeri, con Steiner nel ruolo di ispiratore e, di fatto, di co-fondatore, la «Comunità dei Cristiani» ai propri aderenti propone la reincarnazione e trasforma la celebrazione dell'Eucarestia in quello che chiamano «Atto di Consacrazione dell'Uomo», atto tutto impregnato di antroposofia: esso "riattiverebbe" nei fedeli il potere di Cristo, che "consacrerebbe" così la natura umana. Come si può capire, tutt'altro rispetto al sacrificio eucaristico, di cui richiama al massimo la parvenza, la cornice, tradendo tuttavia totalmente la sostanza e snaturandone il cuore.

IL PENSIERO STEINERIANO È PERICOLOSO
Ma perché il pensiero steineriano è tanto pericoloso? Esponente autorevole della Società Teosofica, Steiner nel 1906 fondò a Berlino un Capitolo ed un Gran Consiglio del Rito Riunificato di Memphis-Misraïm, inaugurando così la propria militanza massonica. La sua loggia venne denominata «Mystica Æterna», divenne Gran Maestro deputato, inaugurò altre logge in Germania, sinché non decise di staccarsi dalla propria obbedienza e di fondare qualcosa di nuovo, la «Massoneria esoterica». Dimessosi anche dalla Società Teosofica, seguito da 55 delle 65 logge che la costituivano, Steiner puntò tutto sulla sua Società Antroposofica, ormai indipendente. La sua attività si pose spesso strutturalmente in contrasto con la Chiesa cattolica: accusò i Concilii di Nicea e di Costantinopoli d'esser responsabili della decadenza spirituale dell'Occidente per aver rifiutato la reincarnazione e la tripartizione soma-psiche-nous. Non solo: nella letteratura antroposofica, ci si sofferma su figure, definite «spirituali» e "necessarie" nel piano cosmico quali Lucifero e Arimane, che, nello zoroastrismo, rappresenta lo spirito malvagio e distruttore, posto a capo di una schiera di demoni. Steiner, inoltre, individua due Gesù: un Gesù «Salomone» ed un Gesù «Nathan», diversi eppure misteriosamente fusi in uno solo al momento della disputa coi dottori del tempio e del Battesimo nel fiume Giordano. Quest'unico Gesù sarebbe stato così evoluto da poter ricevere in sé il Cristo, che, al momento della crocifissione, avrebbe lasciato il suo corpo e sarebbe divenuto lo spirito della Terra, nonché il corpo fisico ed eterico degli uomini. Da questo momento in poi Arimane sarebbe stato rinchiuso all'inferno e gli uomini più evoluti avrebbero potuto superare l'epoca della Terra e passare agli stadi successivi di Giove, Venere e Vulcano. È evidente come qui ci si trovi dichiaratamente in presenza di un'autentica eresia rispetto alla dottrina cattolica.

UNA VISIONE PEDAGOGICA DEVASTANTE
Da far notare, dunque, l'importanza di conoscere il pensiero di questo personaggio, pensiero che influenza anche la sua visione pedagogica con i dodici sensi posti astrologicamente in relazione ai dodici segni dello zodiaco, e quella medica, fortemente condizionata da metempsicosi, chakras o centri energetici, nessi karmici e mondo animico: i pazienti affidatisi ai "terapeuti" antroposofici sono stati spesso convinti a smettere o rinviare le cure loro suggerite dai medici, quelli veri. In ogni uomo convivrebbero una natura fisica, una eterica, una astrale e l'Io. Al momento del decesso, l'individuo abbandonerebbe la natura fisica, ma resterebbe per qualche giorno in possesso di quella eterica, che successivamente verrebbe a sua volta deposta, per vivere un periodo di purificazione nel mondo animico sino alla separazione dalla natura astrale. Resterebbe a quel punto l'Io quale «seme», che, dopo un periodo oscillante tra i 500 ed i mille anni, riceverebbe un nuovo corpo astrale ed eterico, sceglierebbe i propri genitori, vedrebbe rappresentata la vita futura ed, alla fine, si reincarnerebbe in un nuovo corpo. Concetti lontani anni-luce dai fondamenti del Cattolicesimo.
Segnaliamo in merito un accurato Dossier dedicato all'argomento da Radici Cristiane n. 117 del settembre 2016, utilissimo per approfondire la materia. Ma bastano già questi pochi cenni per capire cosa renda inopportuno che una struttura cattolica come la Casa per Ritiri «Cristo de El Pardo» di Madrid ospiti il «II Incontro di Terapie Integrative Antroposofiche». Sarebbe utile però a questo punto sapere se ciò avvenga davvero o se l'appuntamento, di cui sul web non si trova traccia, sia stato - auspicabilmente - cancellato.

Nota di BastaBugie: l'antroposofia di Steiner nacque staccandosi dalla teosofia a cui aderiva anche la Montessori. Per approfondire questi incrosi si può cliccare sul seguente link.

LA FICTION DI PAOLA CORTELLESI SULLA MONTESSORI DIMENTICA DI DIRE CHE APPOGGIAVA L'EUGENETICA, LA MASSONERIA E L'ESOTERISMO
Lo sceneggiato in due puntate fa della pedagogista un ritratto da eroina, ma la realtà è molto diversa
di Rino Cammilleri
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5594

Fonte: Radio Roma Libera, 7 giugno 2021

7 - BIDEN ASSEGNA I FONDI ANTI COVID DISCRIMINANDO I BIANCHI, LE DONNE E I CRISTIANI
Con una megafinanziaria che farà schizzare debito pubblico e tasse a livelli mai visti, il presidente dell'uguaglianza riesce a discriminare mezza America... in nome dell'antirazzismo e dell'inclusione
Autore: Caterina Giojelli - Fonte: Tempi, 13 maggio 2021

Strano progressismo di Joe Biden, assegnare parte dei fondi di soccorso alla pandemia in base a razza, colore della pelle, sesso. Approvato a marzo, l'ambiziosissimo "American Rescue Plan", pacchetto di misure economiche da 1.900 miliardi di dollari, è stato salutato come la più grande iniezione di aiuti federali dai tempi della Grande Depressione. «Questa legge mira a dare alla spina dorsale di questa nazione - i lavoratori essenziali, i lavoratori che hanno costruito questo paese, le persone che mantengono questo paese - una possibilità di combattere», proclamava il presidente.

I BIANCHI "NON SONO IDONEI"
Poche settimane dopo un gruppo di agricoltori del Midwest citava in giudizio l'amministrazione Biden per discriminazione razziale: «Tra le altre cose, [l'American Rescue Plan] fornisce miliardi di dollari di cancellazione del debito ad agricoltori e allevatori "socialmente svantaggiati". La frase "socialmente svantaggiato" include classificazioni razziali esplicite: per poter beneficiare della cancellazione del debito dell'Arpa, agricoltori e allevatori devono essere neri o afroamericani, indiani d'America o dell'Alaska, ispanici o latini, o asiatici americani o isolani del Pacifico. Altri agricoltori, ad esempio agricoltori bianchi, non sono idonei».
Forbes ha ripreso la causa, aggiungendo che il "Restaurant Revitalization Fund", il programma di assistenza alle imprese colpite dalla pandemia come bar e ristoranti inserito nel megapacchetto, assegna solo a titolari donne, veterani e ancora individui socialmente ed economicamente svantaggiati un "periodo prioritario" di tre settimane per richiedere i fondi. Solo a fine periodo verranno accettate, fino a esaurimento risorse, eventuali altre domande di candidati idonei al beneficio.
Una "discriminazione" che se sollevata in un tribunale, come avvenuto nel Wisconsin con gli agricoltori, rischia di paralizzare l'erogazione degli aiuti. I precedenti ci sono: in Oregon lo Stato ha deciso di destinare 62 milioni di dollari dei fondi federali ricevuti per il Covid «a beneficio esplicito di individui e imprenditori di colore - scrive il Nyt -. Ora una parte del denaro è nel limbo dopo le cause legali per presunta discriminazione razziale». A fare causa contro la nomina di un singolo gruppo razziale come beneficiario di un fondo di aiuto alla pandemia sono stati un imprenditore messicano e due bianchi sull'orlo del fallimento e del licenziamento dei loro dipendenti. La loro richiesta di aiuto, sostengono, è stata respinta perché non sono neri.
Ma è costituzionale allocare fondi in base alla razza come "contrappeso" al "razzismo strutturale" americano che ossessiona Biden? Secondo i pronunciamenti passati della Corte Suprema non è possibile aiutare gruppi vittimizzati a spese di innocenti. Così come sarebbe complicato fugare i dubbi sulla discriminazione razziale usando il paravento dell'aiuto a individui "socialmente svantaggiati" quando lo stesso portale del dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, riportando il provvedimento di Biden, li definisce tali se appartengono a «uno o più dei seguenti gruppi: nero, indiano americano / nativo dell'Alaska, ispanico, asiatico e hawaiano / isolano del Pacifico».

FONDI COVID A DONNE E DISCRIMINATI
Quando al "Restaurant Revitalization Fund", il programma riconosce individui "socialmente svantaggiati" «coloro che sono stati soggetti a pregiudizi razziali o etnici o pregiudizi culturali a causa della loro identità come membro di un gruppo senza riguardo alle loro qualità individuali». In pratica un bianco potrebbe rientrare nella categoria e beneficiare degli aiuti se vive o lavora in un contesto che discrimina i bianchi.
Non solo, il 10 maggio il Dipartimento della salute e dei servizi umani ha annunciato che l'Ufficio per i diritti civili riprenderà a indagare sulle denunce di discriminazione sessuale sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere. Se nell'era Trump venivano proibite e punite discriminazioni in base a razza, cuore, origine, età, disabilità e "sesso", ora ospedali e cliniche potranno essere denunciati anche per pregiudizi nei confronti degli americani Lgbtq+.
L'amministrazione Biden ritiene così di aver recepito la decisione della Corte Suprema dello scorso anno quando, per vietare le discriminazioni nei confronti di gay o transgender sul posto di lavoro, i giudici hanno riscritto il significato legale di "sesso". Una decisione che [...] non potrà che generare grande confusione considerata l'alta mole di casi portati in tribunali di ogni ordine e grado aventi a tema lo scontro tra libertà di espressione e precetti di non discriminazione.
Se giuridicamente la sentenza gioca un ruolo specifico e di metodo ben circoscritto nell'ordinamento federale americano, sul piano sociale si profilano molteplici conseguenze. Bagni, spogliatoi, sport, pronomi, lezioni sul gender, copertura sanitaria alla chirurgia di riassegnazione di genere: dalla protezione dei diritti individuali sul luogo di lavoro alle implicazioni in ogni ambito pubblico e privato sul diritto di critica e di espressione il passo, per molti, sarà breve.

UN TRUMP DI SEGNO CONTRARIO
Grande sostenitore dell'Equality Act per prevenire in modo esplicito qualsiasi discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere, Biden li ha di fatto già sdoganati nella legislazione sugli alloggi degli Stati Uniti e punta ad estenderla a tutti i programmi finanziati a livello federale e a tutte le "sistemazioni pubbliche", dai negozi, alle chiese, alle scuole, agli ospedali fino agli stadi.
Tradotto: se passerà la legge, nessuno negli Stati Uniti potrà impedire a un uomo che si identifica come donna di utilizzare i bagni e gli spogliatoi femminili anche in ospedali, scuole e carceri, edifici cristiani compresi. Nessuno potrà impedire ai transessuali di gareggiare nelle competizioni giovanili sportive femminili, distruggendo così lo sport femminile in sé e di conseguenza la possibilità per molte ragazze di frequentare l'università. Non a caso c'è chi ha parlato dell'Equality Act come di «un'agenda terribile per eliminare le donne» (il commentatore Tucker Carlson). Nessuna obiezione religiosa, per chi non sia d'accordo, varrà a prevenire un'accusa di discriminazione.
E a proposito di sanità c'è di peggio: come ha ben spiegato Ryan T.Anderson, presidente dell'Ethics and Public Policy Center e coautore del libro What is Marriage? ripreso da Tempi: «I medici, laici e religiosi, convinti in scienza e coscienza che le procedure di riassegnazione del sesso siano sbagliate violerebbero la nostra legislazione sui diritti civili. Chi pratica la mastectomia in caso di cancro al seno, dovrà praticarla anche sulla ragazza adolescente che si identifichi come un ragazzo. Tutto ciò in nome dell'eguaglianza. E nessuno sa cosa sia richiesto dalla legge per evitare di commettere "discriminazione" verso identità di genere "non binarie"».
Dopo aver improntato il suo mandato a nomine in base a sesso e colore della pelle, Biden persevera nell'incredibile impresa di dividere, non meno razzisticamente di quanto imputato a Trump, gli americani, in razzisti buoni e cattivi, discriminati buoni e cattivi. Dal destinare un terzo degli stanziamenti in soccorso alla pandemia alle persone nere dell'Oregon - quando in Oregon solo il 2,9 per cento degli abitanti sono neri, un sostegno finanziario «dieci volte più grande di quello dedicato ai residenti di altre razze» (Lionel Shriver sullo Spectator) - al fomentare il cortocircuito tra vittime. Agricoltori bianchi piegati dal Covid contro agricoltori indiani o dell'Alaska, donne contro transgender, libertà di credo ed espressione contro i precetti della nuova, escludentissima, religione dell'uguaglianza.

Fonte: Tempi, 13 maggio 2021

8 - OMELIA XI DOMENICA T. ORD. - ANNO B (Mc 4,26-34)
Il seme germoglia e cresce
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Il brano del Vangelo ci presenta due parabole. Le parabole, come sappiamo, sono dei racconti semplici, di facile comprensione, che hanno però un profondo significato. Gesù parlava spesso in parabole e, in questo modo, si adattava ai suoi uditori i quali non potevano intendere un discorso difficile.
Le due parabole descrivono il Regno dei Cieli. La prima parla di un uomo che getta il seme nella terra. "Dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa" (Mc 4,26). Cosa voleva insegnare Gesù con questo paragone? Un insegnamento che possiamo trarre dalla meditazione di queste parole riguarda la pazienza. L'agricoltore semina il buon seme e attende pazientemente il raccolto. Così dobbiamo fare anche noi: dobbiamo seminare il bene attorno a noi e, a suo tempo, raccoglieremo questo bene, moltiplicato.
Ciascuno raccoglierà ciò che ha seminato. Se uno semina vento raccoglie tempesta, si dice comunemente. Se uno semina spine non dovrà poi lamentarsi o prendersela magari con il Signore. Il buon seme lo abbiamo a disposizione: è il bene che possiamo e dobbiamo compiere. Tutti hanno la grazia di compiere il bene, dalle cose più semplici come un'opera buona, una parola di incoraggiamento, un sorriso, alle cose più grandi come ad esempio la preghiera.
Anche l'educazione si può paragonare ad una semina. Il buon genitore cerca sempre di seminare il bene nel cuore dei propri figli. Verranno poi dei tempi difficili quando i figli, influenzati dall'ambiente circostante e dalle amicizie, forse prenderanno delle strade sbagliate. Ma, se nel cuore di quel giovane è stato deposto il seme di una buona educazione, prima o poi crescerà qualcosa di buono. Si tratta solo di pregare e attendere, come ha fatto santa Monica nei riguardi del figlio Agostino. Questa parabola ci insegna quindi ad essere ottimisti e a saper aspettare i tempi di Dio.
La seconda parabola parla di un granellino di senapa che è tra i più piccoli semi, ma una volta germinato, diventa un albero, tanto che gli uccelli nidificano tra i suoi rami. Nella Terra Santa, ai tempi di Gesù, con il nome di senapa chiamavano, oltre al piccolo arbusto che noi conosciamo, anche un albero che raggiunge diversi metri di altezza. Questa parabola ci insegna come Dio, per diffondere il bene nel mondo, si serve di strumenti umili e semplici. Sono queste le sue preferenze. Così Egli ha fatto chiamando gli Apostoli, umili e semplici pescatori, divenuti gli evangelizzatori del mondo. Così continua a fare nella Chiesa: tante volte sono proprio le persone più semplici quelle che ricevono missioni particolari da svolgere per il bene di tutti. Pensiamo a santa Bernadette, la veggente di Lourdes, che era la più povera tra le coetanee di quel piccolo paese dei Pirenei. La Madonna apparve proprio a lei. Pensiamo ai tre pastorelli di Fatima: tre bambini ai quali la Madonna, apparendo, diede un messaggio per il mondo intero. Così sarà anche per noi. Se vogliamo fare del bene dobbiamo essere umili e semplici. Diversamente la vita scorrerà via inutile e infruttuosa. Dobbiamo essere come un piccolo seme di senapa gettato nel campo di questo mondo, un piccolo seme che diventa grande agli occhi di Dio. L'esempio ce lo dà la Madonna. Ella, che è la Piena di Grazia, la Madre di Dio, la Mediatrice, la Corredentrice e Dispensatrice di ogni bene, piacque a Dio soprattutto per la sua umiltà. E proprio per questa umiltà, Ella fu arricchita da Dio più di ogni altra creatura. A Dio piace solo l'umiltà e ciò che è unito all'umiltà, insegnava san Bonaventura. Dunque, in tutto il bene che compiamo, uniamo l'umiltà del nostro cuore.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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