BastaBugie n°735 del 22 settembre 2021

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1 IL VACCINO ALLE DONNE IN GRAVIDANZA HA TRIPLICATO GLI ABORTI ''SPONTANEI''
La stessa Pfizer sconsigliava il vaccino sia in gravidanza che in allattamento (ora uno studio conferma l'aumento del tasso di abortività)
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 UOMINI CHE PICCHIANO LE DONNE... E LO CHIAMANO SPORT (E PARITA' DI GENERE)
Non solo le donne possono ''finalmente'' picchiarsi nel pugilato, ma un uomo può massacrare di botte una donna negli incontri di MMA: parità dei sessi ottenuta!
Autore: Luca Volontè - Fonte: Provita & Famiglia
3 I SOTTOMARINI NUCLEARI AMERICANI IN AUSTRALIA FANNO INFURIARE LA FRANCIA E LA CINA
Da che parte schierarsi? La Repubblica e D'Alema sono con la Cina... che secondo loro è buona e pacifica
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
4 PADRE PIO E LA CONVERSIONE DELL'ATTRICE
Lea Padovani voleva il miracolo della guarigione del convivente, ma Padre Pio la respinse a malo modo perché non voleva lasciare quell'uomo, ma poi... (VIDEO: Padre Pio e Lea Padovani)
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri
5 UN LIBRO PER GUARIRE DALLE FERITE DELL'ABORTO
Cuori Spezzati è per le mamme che sono tentate di dire no alla vita o che hanno abortito e sono tormentate dal rimorso (VIDEO: Storie di aborto... e salvezza)
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano
6 LA STORIA DEI DITTATORI MANIACI E PERVERTITI
Mussolini donnaiolo maniacale, Togliatti doppio anche nei tradimenti e negli aborti, Hitler bisessuale e sadomasochista, Stalin pedofilo per carnose minorenni
Autore: Francesco Agnoli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 LA FILOSOFIA E' IMPORTANTE? A COSA SERVE?
Scopriamo in poche parole l'importanza della filosofia come scienza di tutte le cose secondo le loro ultime cause (conosciute con il lume naturale della ragione)
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri
8 OMELIA XXVI DOM. T.O. - ANNO B (Mc 9,38-43.45.47-48)
Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - IL VACCINO ALLE DONNE IN GRAVIDANZA HA TRIPLICATO GLI ABORTI ''SPONTANEI''
La stessa Pfizer sconsigliava il vaccino sia in gravidanza che in allattamento (ora uno studio conferma l'aumento del tasso di abortività)
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21-09-2021

Nelle ultime settimane, la campagna vaccinale anti Covid è stata estesa in Italia anche alle donne in gravidanza. Si tratta di una scelta che suscita parecchie perplessità. Da quando esistono le vaccinazioni, si è sempre avuta una particolare attenzione a non somministrare vaccini in gravidanza, dal momento che - come molti altri farmaci - potrebbero interferire nei meccanismi di embriogenesi e causare malformazioni ai nascituri. Solo in anni molto recenti è stato dato il via libera alla vaccinazione anti Difterite-Tetano-Pertosse (trivalente) nelle donne gravide, ma soltanto dopo la 28esima settimana di gestazione, proprio per evitare questi danni all'embrione.
Un secondo vaccino consentito in gravidanza è quello anti influenzale. Altri vaccini non vengono praticati. Nel caso dei nuovi vaccini anti Covid, per le loro caratteristiche di farmaci autorizzati in via straordinaria e la limitatezza sugli studi relativi alla loro efficacia e sicurezza, si imponeva una ancor maggiore cautela nell'utilizzo di tali prodotti. Così è stato, ma solo all'inizio.
La scheda tecnica del Comirnaty, il vaccino della Pfizer, sconsigliava il vaccino sia in gravidanza che in allattamento. L'indicazione era stata recepita anche dagli organismi tecnici di supporto al Governo, tanto che al momento del varo della "Certificazione Verde" la condizione di gravidanza costituiva motivo valido per non essere soggetti all'obbligo del pass. Ora invece non è più così: non solo è in atto una campagna propagandistica per invitare le gravide a vaccinarsi, ma lo stato interessante non è più un motivo per l'esenzione temporanea dal vaccino: tale possibilità deve essere valutata dal medico del Centro Vaccinale, e le notizie che provengono dai vari hub vaccinali dicono che tali differimenti sono concessi molto raramente.

DAVVERO I BENEFICI SUPERANO I RISCHI?
Il motivo è il solito, che viene da tempo ripetuto a tutte le tipologie di pazienti, per le malattie croniche, come per l'età giovanile e infantile: i benefici superano i rischi. Un teorema che sembra smentito, nel caso delle donne in gravidanza, dai risultati di alcuni studi. Risultati che presentano dei numeri estremamente chiari, anche se - paradossalmente - sono gli autori stessi di questi studi che cercano di minimizzarne il significato. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi.
Prendiamo lo studio [...] pubblicato sul New England Journal of Medicine il 17 giugno. Si tratta di uno studio osservazionale su donne gravide vaccinate con i due vaccini a mRNA negli Stati Uniti dalla fine di Dicembre del 2020 alla fine di febbraio del 2021. I ricercatori hanno riferito che tra le partecipanti allo studio (proprio così: uno studio sperimentale) dopo la vaccinazione si è avuto un aborto nel 12,6% dei casi, e gli autori hanno dichiarato che questa proporzione era corrispondente a quella attesa. Una affermazione decisamente inesatta.
Il tasso di abortività spontanea negli Stati Uniti è di circa il 4%. Questo significa che il numero di donne vaccinate con vaccini a mRNA è il triplo del numero fisiologico. Inoltre, il tasso di abortività post vaccinale potrebbe essere anche più alto, dal momento che, come affermato nell'articolo, tra le 827 partecipanti alla sperimentazione con una gravidanza completata, 700 avevano ricevuto la prima dose di vaccino nel terzo trimestre, in un periodo quindi meno a rischio di danni per l'embrione.

IL FALLIMENTO DELLA SPERIMENTAZIONE SULLE DONNE IN GRAVIDANZA
Attualmente, in maniera incomprensibile secondo quelli che dovrebbero essere i princìpi di precauzione, non è stato posto alcun limite temporale per la vaccinazione Covid. Avrebbe potuto essere posto quantomeno alla 28esima settimana, analogamente a quanto avviene per la vaccinazione DTP, e invece è possibile - anzi, è consigliato - effettuare la vaccinazione in qualunque momento della gravidanza, anche nelle prime settimane, quelle più delicate dal punto di vista embriogenetico.
Tornando allo studio pubblicato dal New England, ai colleghi che chiedevano spiegazioni e ulteriori dettagli sulla ricerca, gli autori hanno dovuto ammettere diversi errori metodologici e hanno ricalcolato il rischio cumulativo di aborto spontaneo. [...]
I rischi di abortività stimati sono del 14,1% nel complesso e 12,8% nelle analisi standardizzate per età. Un dato impressionante, e che non è affatto "fisiologico". E dopo questi dati preliminari, ora sarebbe auspicabile attendersi nuove ricerche, finalizzate a verificare le condizioni di quell'85% di bambini arrivati per loro fortuna a vedere la luce. Dati, ad esempio, sulla prematurità, sui nati sottopeso, o con eventuali malformazioni. Solo con queste informazioni si potrà giudicare obiettivamente sui rischi e i benefici di questa sperimentazione sulle donne in gravidanza.

DOSSIER "CORONAVIRUS"
Sì alla prudenza, no al panico

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DOSSIER "IL VACCINO ANTI-COVID"
La scienza e la propaganda

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21-09-2021

2 - UOMINI CHE PICCHIANO LE DONNE... E LO CHIAMANO SPORT (E PARITA' DI GENERE)
Non solo le donne possono ''finalmente'' picchiarsi nel pugilato, ma un uomo può massacrare di botte una donna negli incontri di MMA: parità dei sessi ottenuta!
Autore: Luca Volontè - Fonte: Provita & Famiglia, 21 settembre 2021

Che tipo di uomo vuole combattere contro una donna e massacrarla di pugni e calci? Sicuramente un uomo senza vergogna né etica, almeno dal punto di vista sportivo.
Negli Usa ed in molti altri paesi, infatti, questo tipo di 'combattimenti', nello sport, rischiano di diventare la norma, per una forma di "rispetto" nei confronti degli atleti transessuali. Alana McLaughlin (nella foto), per esempio, ha indossato una maglietta con la scritta "End trans genocide" dopo aver battuto spudoratamente una donna durante il suo primo combattimento 'MMA al Combat Global' il 10 settembre a Miami. Il 38enne McLaughlin è stato nelle forze speciali dell'esercito degli Stati Uniti per sei anni e ha scelto la "chirurgia di riassegnazione del sesso" nel 2016. Gli incontri di lotta totale del MMA non vietano ai maschi di combattere contro le donne, a patto che i maschi affermino di non essere uomini.
"Abbiamo bisogno di mostrare che MMA è uno sport inclusivo", si dice tra gli organizzatori di questi eventi che assomigliano in tutto alle disfide nelle arene romane. McLaughlin sostiene che coloro che lo chiamano imbroglione sono "transfobici", ma in realtà il solo bugiardo nell'intera vicenda è lui. L'ironia di sfoggiare una maglietta con scritto "fine del genocidio trans" mentre si difende la violenza maschile contro le donne è nauseante. Non c'è nessun "genocidio trans".
Ai maschi trans-identificati vengono offerti infiniti privilegi a spese della sicurezza e dei diritti delle donne. Hanno infatti il "diritto" di sottoporsi a chirurgia estetica, prendere ormoni e indossare i vestiti che vogliono. Se vogliono anche competere nello sport, possono farlo con e contro altri uomini e se non sono all'altezza della sfida, allora scelgono di competere, in questo caso massacrare, le atlete donne. Nel combattimento dei giorni scorsi McLaughlin ha usato una presa al collo per battere la 32enne Celine Provost, una combattente chiaramente più abile, che semplicemente non poteva competere con la forza di un uomo.
Alana McLaughlin non deve per nulla esser compatito, stiamo infatti parlando di un uomo che ha iniziato ad allenarsi nelle MMA sei mesi fa e a cui è stato permesso di combattere contro una donna che si allena da un decennio e l'ha infine battuta imponendo la sua violenza e la sua forza. McLaughlin non è un povero innocente alla disperata ricerca di una possibilità di competere.
Come ha ben scritto Meghan Murphy sul portale femminista 'Feministcurrent': "Questo è un ragazzo che è ben informato sull'attivismo trans e lo sta usando come scusa per comportarsi in modo misogino e perpetrare la violenza contro le donne. L'idea che si tratti di una povera anima che vuole solo essere inclusa si è dimostrata essere uno scherzo, solo guardando il suo feed di Twitter" dove si vanta delle sue battaglie ideologiche contro le donne.

Fonte: Provita & Famiglia, 21 settembre 2021

3 - I SOTTOMARINI NUCLEARI AMERICANI IN AUSTRALIA FANNO INFURIARE LA FRANCIA E LA CINA
Da che parte schierarsi? La Repubblica e D'Alema sono con la Cina... che secondo loro è buona e pacifica
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 20 settembre 2021

Solitamente "Repubblica" è un giornale impegnato a dare le pagelle di fedeltà agli Stati Uniti, alla Nato e all'Occidente in generale.
Per questo stupisce ciò che ieri, su Cina e USA, ha scritto Michele Serra, una delle firme più rappresentative del quotidiano scalfariano, uno che spesso alza il ditino moralista per impartire lezioni a chi non è di sinistra.
Dunque nella sua rubrica, nella pagina dei commenti, ieri, si è occupato della controversia fra la Francia (da una parte) e (dall'altra) l'Australia e gli Stati Uniti per la storia dei sottomarini nucleari.
Al di là della lite commerciale, Serra coglie il problema così: "pare che la flottiglia di sottomarini destinata all'Australia sia in funzione anticinese".
L'editorialista, che evita di spiegare quanto è preoccupante l'egemonia (anche militare) della Cina sul Pacifico, fa questo ragionamento geopolitico: "la Cina, almeno per il momento, più che a fare la guerra sembra interessata a comperarsi, pezzetto dopo pezzetto, tre quarti del pianeta".
Mentre "l'egemonia americana si è retta molto sulla supremazia militare, quella cinese punta tutto sul potere economico".
Per trarre le conclusioni, Serra non si avvale di qualche studioso di geopolitica, ma - letteralmente - di un amico del bar: "Nel caso l'egemonia mondiale dovesse passare ai cinesi, vale l'ottima battuta (da bar: del resto è proprio al bar che l'ha detta) del mio amico Umberto: ‘Tu preferiresti essere bombardato o comperato?'".
Dunque, se la Cina fa acquisti e gli Stati Uniti bombardano, dovremmo preferire la Cina. Se l'alternativa fosse davvero questa si dovrebbe optare per Pechino, perché chiunque preferisce lo shopping a un bombardamento. Ma è davvero quella l'alternativa? Il titolo che "Repubblica" ha fatto alla rubrica di Serra dice di sì: "Bombardare o comperare?".

LE DIFFERENZE TRA STATI UNITI E CINA
Ovviamente non è così. È perfino banale sottolineare che in realtà l'egemonia americana è politica ed economica. Va ricordato inoltre a Serra che gli americani bombardarono sì l'Italia, circa 80 anni fa, ma per liberarla dagli invasori nazisti e per stabilirvi la democrazia, che infatti finanziarono lautamente con il "Piano Marshall", portandola al miracolo economico (i cimiteri dei soldati americani sono ancora fra noi).
È chiaro che l'Italia sta nella sfera d'influenza americana, perché è quella che ci ha evitato di finire schiacciati sotto i carri armati sovietici, è quella che ci ha dato la libertà e il benessere.
Mentre l'idea idilliaca che Serra sembra avere della Cina - come un paese laborioso, pacifico e dedito al commercio - non corrisponde alla realtà: il regime comunista cinese si è instaurato nel sangue e, dal 1949, si è consolidato con il massacro di milioni e milioni di persone.
Ogni sussulto di libertà viene represso ferocemente come dimostra il massacro di piazza Tienanmen del 1989. Tuttora il comunismo cinese ha il suo Gulag, dove rinchiude qualsiasi dissidente. Quanto al "pacifismo" cinese Serra può chiedere informazione ai tibetani invasi e schiacciati da Pechino o, caso più recente, agli abitanti di Hong Kong.
Il disegno imperiale della Cina comunista - che è una potenza nucleare - ha oggi come pilastro l'egemonia sull'Oceano Pacifico, dove ormai ha una flotta militare superiore a quella degli Stati Uniti.
Questa è la nuova linea strategica di Xi Jinping, il quale ritiene che la Cina, storicamente, abbia fatto l'errore strategico di concepirsi, per secoli, solo come potenza di terra, senza prevedere i pericoli che sarebbero arrivati dal mare e senza capire le potenzialità di un'egemonia sui mari.
È una novità geopolitica enorme che gli Usa hanno capito in tutta la sua portata, perché gli Stati Uniti non hanno frontiere di terra pericolose: solo dai due oceani, Atlantico e Pacifico, possono presentarsi rischi. Un'egemonia cinese sul Pacifico, quindi, li riguarda direttamente perché loro "confinano" con quell'Oceano.

LE PAURE DI INDIA, GIAPPONE, TAIWAN E COREA DEL SUD
Del resto ad essere allarmati per questa situazione non sono solo Stati Uniti e Australia, ma tutti i paesi asiatici a cominciare da India e Giappone (oltre a Taiwan e Corea del Sud).
A differenza di quanto crede l'editorialista di "Repubblica", dunque, la potenza cinese non è solo economica (cosa che già di per sé è inquietante, infatti punta al sorpasso sugli Usa), ma è anche militare.
Com'è possibile che a Serra sfugga il pericolo planetario rappresentato dalla Cina? Il fatto che egli venga dall'Unità e da quella storia lì non dovrebbe impedirgli oggi, nel 2021, di riconoscere la realtà. In fondo i post-comunisti fanno da tempo professione di atlantismo.
È mai possibile che a sinistra ci sia ancora qualche nostalgia inconscia verso il rosso antico che induce all'indulgenza verso i regimi comunisti?
Sì, è possibile. Lo fa pensare anche l'intervista di Massimo D'Alema, il politico più rappresentativo del vecchio Pci, a "New China Tv", rilasciata nel giugno scorso, nell'ambito dei festeggiamenti per i cento anni dalla fondazione del Partito comunista cinese.
In quell'intervista, rilanciata su Twitter dalla portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, D'Alema sottolinea la necessità di "riprendere la via di una forte collaborazione" con la Cina. Concetto opposto alla linea emersa nel G7 di quei giorni, ma che D'Alema aveva già espresso nel suo ultimo libro e in altri interventi.
Inoltre l'ex premier ha energicamente lodato lo "straordinario salto verso la modernità e il progresso" realizzato dalla Cina, che, dice D'Alema, "è il grande merito storico del Partito comunista cinese".
Dopo il naufragio del comunismo sovietico, che costrinse i compagni italiani a cambiar nome, il fatto che emerga, in Asia, un comunismo vincente, sembra avere per alcuni il sapore di una rivincita storica.
Non è chiaro se si va verso una nuova "guerra fredda" fra Occidente e Cina, ma deve essere chiaro, anche in Italia, da che parte si sta.

Fonte: Libero, 20 settembre 2021

4 - PADRE PIO E LA CONVERSIONE DELL'ATTRICE
Lea Padovani voleva il miracolo della guarigione del convivente, ma Padre Pio la respinse a malo modo perché non voleva lasciare quell'uomo, ma poi... (VIDEO: Padre Pio e Lea Padovani)
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri, 15 giugno 2021

Vi raccontiamo un grande miracolo che toccò all'attrice Lea Padovani (1920-1991). Molto famosa negli anni del secondo dopoguerra.
Questa era innamoratissima di un uomo con cui conviveva. Ma era un uomo sposato. L'attrice si trovava all'estero per motivi cinematografici quando venne a sapere che al suo compagno era stato diagnosticato un gravissimo tumore maligno. Gli avevano dato solo sei mesi di vita. Rientrò disperata. Accompagnò l'uomo da altri medici, perfino all'estero, ma la terribile diagnosi venne confermata.
La Padovani era a conoscenza della straordinarietà di Padre Pio da Pietrelcina. Insieme al compagno si recò a San Giovanni Rotondo. Cercarono di farsi ricevere dal frate, ma non vi fu nulla da fare. Successivamente ella ci riuscì. Padre Pio - ovviamente - fu categorico e la respinse a malo modo perché sapeva che i due vivevano nel peccato non essendo sposati, e che desideravano solo una guarigione fisica senza poi preoccuparsi di rispettare la Legge di Dio. Le fece dunque capire la necessità di lasciare quell'uomo.
L'attrice rimase molto colpita. Nei giorni successivi sentì una forza interiore che la spinse a formulare una promessa al Signore. Chiese che il suo innamorato potesse guarire, in cambio lo avrebbe definitivamente lasciato. Dopo pochi giorni, l'uomo iniziò a sentirsi meglio. In una visita di controllo i medici, con sorpresa, constatarono la completa e inspiegabile guarigione.
L'attrice capì che la sua richiesta era stata esaudita e rimase fedele alla promessa: lasciò quell'uomo di cui era tanto innamorata. Andò poi da Padre Pio. Comprese che dietro quel suo gesto vi erano state le preghiere del santo frate e decise di divenire sua figlia spirituale e quindi di cambiare totalmente vita.
Ma l'uomo che aveva beneficiato della guarigione non comprese bene ciò che era avvenuto e si unì con un'altra donna. Insomma, quel grande miracolo era stata l'occasione per la salvezza di Lea Padovani e - speriamo di no - forse per la dannazione di quell'uomo.
Cosa sarebbe accaduto se l'attrice invece di incontrare Padre Pio, avesse parlato con un sacerdote di oggi a cui s'impone la pastorale contemporanea sui divorziati risposati?

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 4 minuti) dal titolo "L'attrice Lea Padovani si confessa da Padre Pio" si può vedere la scenda della conversione dell'attrice, interpretata da Tosca D'Aquino in un recente film sul santo di Pietrelcina.


https://www.youtube.com/watch?v=2VYC9Rx7spw

Fonte: I Tre Sentieri, 15 giugno 2021

5 - UN LIBRO PER GUARIRE DALLE FERITE DELL'ABORTO
Cuori Spezzati è per le mamme che sono tentate di dire no alla vita o che hanno abortito e sono tormentate dal rimorso (VIDEO: Storie di aborto... e salvezza)
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano, 25 giugno 2021

Questo è un libro davvero necessario, quello che mancava, una piccola chiave preziosa per cercare di aprire il cuore, di sfondare quella barriera che sembra inesorabilmente dividere quando si parla di aborto, di comunicare nel modo giusto con le donne che sono tentate dal dire no alla vita, ma soprattutto con quelle che hanno già fatto quel passo.
È un libro che parla ai cuori spezzati con un cuore spezzato dal loro dolore, capace di una compassione profonda, che credo oggi sia l'unica via da provare a percorrere per trovare ascolto anche tra le orecchie più chiuse dai preconcetti.
È incredibile come Jorge Randle riesca a giudicare con chiarezza le azioni, mantenendo nello stesso momento uno sguardo dolcissimo e misericordioso sulle persone, senza mai lasciarsi sfuggire un giudizio e soprattutto senza perdere la speranza per le donne, annunciando loro che anche se le azioni fatte non possono essere cambiate, e di quelle si portano comunque le conseguenze, è possibile però ricevere un cuore nuovo, essere perdonate se si comprende che c'è qualcuno a cui chiedere perdono, qualcuno che desidera darci quel perdono più di quanto noi capiamo.

GUARDARE ALLA PROPRIA STORIA CON ALTRI OCCHI
Sono anni che mi scervello su questo tema, perché sono convinta che anche se può succedere che una nuova vita arrivi a distruggere dei progetti, a fare paura, a scatenare ansie, a cambiare il corso delle esistenze, sono ancora più convinta che ogni donna, se aiutata e sostenuta, sarà comunque benedetta se riuscirà a dire sì a quel bambino. Quel guastafeste, quell'impiccio, quel problema, quel dramma a volte, quella creatura che magari porta dentro di sé il patrimonio genetico di un uomo egoista o irresponsabile che si vorrebbe cancellare dalla propria vita, quel bambino lì, proprio lui, in qualche modo si rivelerà sempre un incredibile motore di vita nuova, di risorse, di gioia. A una condizione: che la donna non sia lasciata sola, che ci sia intorno a lei non solo una cultura favorevole alla vita, ma anche risorse concrete, aiuto pratico, una rete che si stringa intorno a lei senza giudicarla, ma sostenendola perché ogni nuova vita è un bene per tutti, e una mamma che riesce a dire sì anche quando costa molto è un'eroina.
Una donna che dovesse trovarsi davanti alla scelta - a volte drammatica, lo riconosco - di dire sì o no a questo sconvolgimento della propria esistenza, qui troverebbe un grande aiuto per guardare alla sua storia con altri occhi.

UN CAMMINO VERSO LA GUARIGIONE
Ma soprattutto tra queste pagine c'è il coraggio di guardare alle donne che il loro bambino lo hanno rifiutato. Qui c'è un percorso concreto, dettagliato, utilissimo per aiutare le donne che hanno abortito. Un percorso studiato conoscendo le dinamiche profonde, basato sulla conoscenza teorica e sull'esperienza pratica.
Non parole di circostanza, non una generica assoluzione, non uno sminuire la portata dell'aborto, ma una possibilità di intraprendere un cammino verso la guarigione. Si sa che ogni guarigione è possibile solo se prima c'è una diagnosi accurata, e Don Jorge rivela qui una conoscenza non comune del cuore femminile, delle sue dinamiche, delle sue possibilità di ripresa. E poi dopo la diagnosi c'è la terapia, cioè l'indicazione di un cammino da percorrere, che deve essere necessariamente tagliato su misura, no, di più, cucito al millimetro per ogni singola storia, ma che deve avere delle tappe precise e comuni per tutte.
Non voglio svelare altri dettagli, perché anche per il lettore questo sia un piccolo viaggio nel cuore di quello che per me è il dramma più grande dell'umanità contemporanea. Per concludere dico solo che ogni sacerdote, ma anche ogni persona che ha a che fare con il cammino interiore di altre persone (di solito sono le donne a scegliere l'aborto, ma non dimentichiamo che c'è sempre anche un uomo a cui viene ucciso un figlio, che egli abbia responsabilità o meno) dovrebbe leggerlo, perché aiutare i cuori spezzati è un'impresa difficile e fondamentale, ma non disperata. I cuori spezzati possono essere rimessi insieme, con qualche cicatrice, ma capaci di nuovo di amore, anzi, forse capaci di una nuova qualità di amore, ancora più grande.

Nota di BastaBugie: per acquistare il libro "Cuori Spezzati", clicca qui!
Nel seguente video (durata: 13 minuti) dal titolo "Storie di aborto... e salvezza" si può vedere la testimonianza di due coniugi sulle conseguenze devastanti dell'aborto nella vita interiore di chi lo commette. Ma la speranza di potersi rialzare esiste e va cercata nel perdono di Dio.


https://www.youtube.com/watch?v=f-ZQbcmfmQQ

Fonte: Blog di Costanza Miriano, 25 giugno 2021

6 - LA STORIA DEI DITTATORI MANIACI E PERVERTITI
Mussolini donnaiolo maniacale, Togliatti doppio anche nei tradimenti e negli aborti, Hitler bisessuale e sadomasochista, Stalin pedofilo per carnose minorenni
Autore: Francesco Agnoli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 22-06-2021

Riscuote sempre più interesse la vita privata dei grandi personaggi storici, in particolare dei dittatori del XX secolo. Le loro vite sono state indagate in lungo e in largo, quanto al pensiero, le scelte politiche ecc. Da tempo godono di notevole successo anche le indagini sulla vita privata ed affettiva, in particolare di Mussolini ed Hitler (meno "fortunato", invece, Stalin).

MUSSOLINI DONNAIOLO
La nostra Italia è stata segnata per molti anni dall'attività politica di Benito Mussolini, prima leader socialista, acclamato a sinistra per il suo anticlericalismo e zelo rivoluzionario, e poi fascista.
La vita sentimentale di Mussolini è abbastanza nota: da giovane è un teorico del "libero amore", contrario al matrimonio ed ai figli (traduce un opuscolo neomalthusiano dal titolo Meno figli, meno schiavi), vicino al femminismo di sinistra. Prima di essere il duce, frequenta bordelli, gestisce anche 3 o 4 relazioni contemporaneamente, disinteressandosi dei figli che ne nascono: per loro c'è il manicomio, come per il figlio avuto da Ida Dalser, l'abbandono, oppure ancora il ricorso all'aborto, come nel caso di uno dei due figli avuti dalla giovanissima Bianca Ceccato, sua giovanissima segretaria personale al Popolo d'Italia.
Storici come Mimmo Franzinelli, autore de Il duce e le donne. Avventure e passioni extraconiugali di Mussolini (Mondadori, Milano, 2013), ed Antonio Spinosa, che ha scritto I figli del duce (Rizzoli, Milano, 1983), hanno indagato la storia di alcune delle amanti del duce, dalle ebree socialiste Angelica Balabanoff e Margherita Sarfatti a Ida Dalser, Leda Rafanelli (esperta di cartomanzia e Corano), Giulia Mattavelli... sino, per brevità, a Claretta Petacci.
Roberto Festorazzi riassume così il tutto: "la consumazione vorace di carne femminile fu una costante della sua vita", insieme all'uso di droghe, "in funzione di stimolante sessuale" (Roberto Festorazzi, Margherita Sarfatti. La donna che inventò Mussolini, Colla editore, Vicenza, 2010). La frequentazione giovanile dei bordelli porta Mussolini a considerare il sesso la sua "ossessione" (teme anche, a lungo, di aver contratto la sifilide), tanto che il medico Pierluigi Baima Bollone non esita a descrivere il duce come un "maniaco sessuale" (Pierluigi Baima Bollone, La psicologia di Mussolini).
Sappiamo che il duce del fascismo - che si inseriva in un filone libertario che andava dal "libero amore" della sinistra all'esaltazione, a destra, dei rapporti "rapidi e disinvolti" dei futuristi, della "coppia aperta" e dell'omosessualità dei fiumani e di Gabriele D'Annunzio- avrebbe anche voluto introdurre il divorzio, ma si fermò per evitare un'ulteriore occasione di scontro con la Chiesa cattolica.
All'indomani della consultazione referendaria sul divorzio del 1974, l'ex ministro degli Esteri e Guardasigilli fascista Dino Grandi esprimerà al giornalista Benny Lai la sua soddisfazione per l'esito, spiegandogli che si era giunti finalmente a quello che anche lui e Mussolini avrebbero voluto, tanti anni prima: "Mussolini pretendeva che la Santa Sede, la quale aveva rafforzato la sua stretta neutralità dopo l'intervento dell'Italia in guerra, si schierasse a favore delle potenze dell'Asse. A sua volta Hitler insisteva, con la sua nota stupidità, che l'Italia rompesse con la Santa Sede. A quel tempo... toccava a me provvedere alla redazione del nuovo codice civile. Ebbene, ricevetti ordini perentori da Mussolini di stendere gli articoli relativi al matrimonio in modo che fossero in contrasto all'articolo 34 del concordato... Allora mi ribellai, mi ribellai per ragioni tattiche", così che alla fine Mussolini disse: "Questi preti mi hanno fregato. Forse tu hai ragione (a dire che non è questo il momento opportuno, ndr)..." (Benny Lai, Il mio Vaticano).

GLI ABORTI DI TOGLIATTI E SPALLONE
Da questo punto di vista la storia di Mussolini ricorda da vicino quella di un altro campione di doppiezza, Palmiro Togliatti, leader del PCI: anche il Migliore non lesinava elogi pubblici della famiglia, esaltazioni retoriche della prole, mentre cornificava la moglie Rita Montagnana, trascurava il figlio malato e corteggiava donne molto più giovani della moglie, spingendole, quando "necessario", all' aborto clandestino (il fatto diverrà noto nel 2000, quando si scoprirà che nella clinica privata, Villa Gina, del suo medico di fiducia, Ilio Spallone, "si abortiva anche in casi in cui la gravidanza era molto avanzata anche con pazienti al sesto mese, anche con pazienti che non volevano farlo", vedi Repubblica, 9/6/2000).

L'OMOSESSUALITÀ DI HITLER E DEI CAPI DELLE SA
Il "maniaco" Mussolini, dopo i primi incontri con Adolf Hitler, verso cui, come noto, nutriva un misto di attrazione e repulsione, definì il tedesco... "un pazzo maniaco sessuale". Al di là di questa definizione, la sessualità di Hitler e di svariati gerarchi nazisti fu per anni, sino al 1934, al centro di molto dibattiti in Germania: in un'epoca in cui esisteva ancora il reato di sodomia (art.175), giornali cattolici, comunisti e socialdemocratici accusavano il leader del NASDAP di essere il capo di una "cricca di omosessuali".
Il 5 luglio 1934, cioè dopo la notte dei lunghi coltelli, per esempio, la comunista Deutsche Volks Zeitung sostenne che Hitler aveva assassinato "complici divenuti pericolosi" soprattutto perché conoscevano "la vita privata del Führer omosessuale". Da dove nasceva l'accusa, rilanciata da giornalisti che stigmatizzavano anche il razzismo nazista, e che avrebbero pagato con la vita come Fritz Gerlich?
Lo storico ebreo ed omosessuale George Mosse, nel più celebre studio sul tema, Sessualità e nazionalismo (Laterza, Roma-Bari, 1996), ricorda che l'omosessualità era di gran moda tra gli ex combattenti della destra nazionalista e razzista tedesca, molto propensi al disprezzo delle donne ed al culto, che il nazismo coltiverà con insistenza, della bellezza del corpo maschile. Per questi sostenitori dell' "orgoglio" omosessuale, che spesso avevano condiviso, come Hitler, gli anni di servizio militare e di guerra tra soli uomini, gli omosessuali costituivano "il fiore della virilità", e i loro corpi nudi erano simbolo di forza, coraggio, sprezzo degli pseudo-valori borghesi e cristiani (pudore, riservatezza...).
In particolare era nota, perché pubblicamente rivendicata, l'omosessualità di Ernst Röhm, leader delle SA, e cioè l'uomo più potente del partito dopo Hitler (che nel 1933 lo nominò Reichsleiter e ministro nel suo primo governo). Ricorda Mosse: "Nel 1932 Hitler aveva difeso con vigore Röhm quando costui era stato pubblicamente accusato di corrompere la gioventù abusando del grado di comandante per sedurre alcuni dei suoi uomini".
Anche lo storico Joachim Fest nel suo Il volto del Terzo Reich (Mursia, Milano, 2011) segnala l'"impronta tipicamente omosessuale delle SA", e descrive i primi nazisti come apolidi e sradicati che disprezzavano "i legami solidi e quindi anche quelli con la donna e con la famiglia", vedendo nella donna il mezzo per procreare, ma nell'amore omoerotico, già praticato dai pagani greci, una dignità superiore.
Lo storico Francesco Maria Feltri riassume così l'omosessualismo di stampo nazista: "Il nazismo si oppose fin dall'inizio al femminismo, che Hitler bollò come un'assurda e pericolosa innovazione marxista. In un primo tempo, invece, il movimento ebbe un atteggiamento molto più fluido e ambiguo nei confronti dell'omosessualità. Il nazismo era figlio della guerra e celebrava la comunità eletta di coloro che avevano vissuto insieme l'eccezionale esperienza della trincea; le donne erano a priori escluse da quel mondo maschile, che si considerava superiore, perché formato da uomini che avevano attraversato le tempeste d'acciaio del conflitto mondiale. Inoltre, col passar del tempo, la propaganda nazista fece ricorso ad un uso sempre più frequente del nudo maschile, considerato come il veicolo privilegiato per trasmettere l'idea della superiorità della razza ariana su tutte le altre. In questo contesto, non meraviglia che potesse diffondersi tra le file naziste, soprattutto tra le SA di Röhm, un tipo particolare di omosessualità, che disprezzava la donna..." (Francesco Maria Feltri, Nazismo e identità di genere, in Chiaroscuro. Corso di storia, vol. III, Sei, Torino, 2010).
Dal canto suo lo storico francese Max Gallo, ne La notte dei lunghi coltelli, (Mondadori, Milano, 1999), ci dà conto delle orge tra uomini che contraddistinguevano la vita di molti alti gradi della SA.
Quanto ad Hitler, l'"accusa" ricadeva anche su di lui, non solo per le tante amicizie maschili e l'evidente disinteresse per le donne, coperto, come sostengono molti, dalla finta relazione con Eva Braun, ma anche per la sua ossessiva volontà di far sparire tutto ciò che riguardava la sua giovinezza, quasi a voler nascondere qualcosa che lo avrebbe svilito agli occhi del paese. Così un testimone come l'ex nazista Hermann Rauschning, autore di Hitler mi ha detto (1939): "Più disgustoso di qualunque altra cosa è il miasma puzzolente di sessualità furtiva, pervertita, che emana e ammorba l'atmosfera intorno a Hitler, come un effluvio diabolico. Nulla in questo ambiente è schietto. Relazioni clandestine, sentimenti falsi, segrete brame, così come le mistificazioni e i simboli: niente di ciò che circonda quest'uomo è naturale e genuino, niente ha la freschezza di un istinto naturale".
Alcuni anni orsono, il 15/5/2001, il quotidiano Repubblica recensiva le rivelazioni della Cia - basate anche sui racconti di Ernst Franz Sedgwick Hanfstaengl, già addetto stampa di Hitler - sulle perversioni del Führer, definito "omosessuale ed eterosessuale, un pervertito, un sadomasochista con una vita sessuale disastrosa", proprio come il suo delfino Rudolf Hess, noto anche come "Frau Anna" ed il già citato Ernst Röhm.
Nulla di nuovo, in verità, bensì solamente un ulteriore tassello aggiunto alle rivelazioni sull'omosessualità del Führer presenti in Roma nazista (1949) di Eugen Dollmann (interprete personale di Hitler e delegato di Himmler), in Der nie Verlor (1947) di Fritz von Unruh, nella lunga ed approfondita inchiesta, Il segreto di Hitler (Rizzoli, Milano, 2001) dello storico Lothar Machtan, o, per arrivare all'oggi, nel saggio di Mirella Serri, docente a La Sapienza di Roma, intitolato Gli invisibili. La storia segreta dei prigionieri illustri di Hitler in Italia (Longanesi, Milano, 2015).
In quest'ultima opera l'autrice, oltre a svelare gli amori clandestini con uomini del principe Filippo d'Assia (marito di Mafalda di Savoia e importante tramite tra Hitler ed il duce), ricorda che anche il giovane Hitler, come il rampante Mussolini, era attenzionato dalla polizia, e che nel dossier a lui dedicato erano contenuti nomi, cognomi e testimonianze di vari giovani uomini di 18-20 anni, con cui il futuro Führer era solito passare le notti, a pagamento.

LA PEDOFILIA DI STALIN
Quanto alla Russia comunista, è soprattutto lo storico S.S. Montefiore a descrivere nei suoi saggi la caccia di Josif Stalin a "carnose minorenni" ed il suo gelido disinteresse per i numerosi figli legittimi ed illegittimi, Montefiore racconta inoltre la ferocia del terribile Nikolaj Ivanovič Ezov, bisessuale, che passava il suo tempo libero in "orge con le prostitute", con soldati ed altri capi bolscevichi, e quella di Lavrentij Berija, capo della polizia segreta, che "teneva nel suo ufficio alcuni manganelli che usava per le torture, ma anche tutta una serie di biancheria intima femminile, articoli erotici e materiale pornografico che sembravano essere obbligatori per i capi della polizia segreta".
La vita di Berija fu un turbine di violenze sessuali e di stupri consumati ai danni di attrici e sportive convocate nella sua dacia, e minacciate di finire in un campo di concentramento se si rifiutavano di sottostargli. "Alcune amanti... malauguratamente rimangono incinte", ma gli uomini della polizia organizzavano immediatamente "aborti riparatori" nel dipartimento medico dell'MVD. Quando poi qualche bambino concepito dagli stupri e nei festini dei gerarchi comunisti sfuggiva all'aborto, finiva immediatamente in un orfanatrofio (S.S. Montefiore, Il giovane Stalin e Gli uomini di Stalin).

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 22-06-2021

7 - LA FILOSOFIA E' IMPORTANTE? A COSA SERVE?
Scopriamo in poche parole l'importanza della filosofia come scienza di tutte le cose secondo le loro ultime cause (conosciute con il lume naturale della ragione)
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri, 10 settembre 2021

Quando ci si accosta allo studio della filosofia, uno dei più grandi errori che si può fare è partire senza partire, cioè iniziare senza conoscere che cosa sia la filosofia.
In molti libri si cerca all'inizio di dare una risposta, ma poi ci si accorge che è una risposta che non risponde, evanescente, inafferrabile, che dice e non dice.
Volete sapere perché? Perché molti libri rifiutano una concezione precisa della filosofia e tendono invece a presentarci una disciplina che volutamente non sappia nemmeno cosa sia se stessa. D'altronde, se si ammette che esiste una verità oggettiva (cioè valida per tutti), è un conto; ma se si è convinti che non esistono certezze, allora anche la filosofia non può avere una definizione certa: può diventare tutto e il contrario di tutto.
Noi invece sono convinti che la Verità (con la "V" maiuscola) esiste ed è oggettiva; e che la convinzione contraria sia una contraddizione, una sorta di serpente che si morde la coda. Infatti, se dicessimo che non esiste la verità oggettiva, ci contraddiremmo, perché comunque ammetteremmo che c'è una verità valida per tutti, e cioè che la verità non esiste!
Detto questo, passiamo alla definizione di filosofia, ad una definizione precisa: La filosofia è la scienza di tutte le cose secondo le loro ultime cause, conosciute con il lume naturale della ragione. Come definizione sembra complicata, ma non lo è. Analizziamola.

SCIENZA
La filosofia è una scienza. E' scienza ogni relazione tra concetti e la filosofia si fonda sull'argomentazione, sulla successione logica dei concetti.

DI TUTTE LE COSE
Alla filosofia interessa tutto, nulla escluso. Non c'è campo d'interesse che le sia estraneo.

SECONDO LE LORO ULTIME CAUSE
La filosofia però non è la somma enciclopedica di tutte le discipline. Essa indaga le cause ultime, si chiede il perché dei bisogni e delle attitudini che invitano l'uomo ad occuparsi dei vari settori della vita. Un esempio. Tra la politica e la filosofia della politica esiste questa differenza: la politica studia il funzionamento della cosa pubblica, mentre la filosofia della politica il perché l'uomo senta l'esigenza di far politica, le ragioni della politica e come l'uomo si atteggi di fronte alla politica. Si potrebbe fare filosofia su ogni cosa. Anche sulle più banali. Anche sul Calcio. Se chiediamo: come si gioca a pallone? Ci può rispondere solo un tecnico (un allenatore o un calciatore). Ma se chiediamo: perché molti si divertono vedendo una bella partita di calcio o rincorrendo un pallone? Ci può rispondere solo chi si azzarda a fare una sorta di "filosofia del calcio".

CONOSCIUTE CON IL LUME NATURALE DELLA RAGIONE
La filosofia non utilizza la fede né l'intuizione né l'emozione, ma la ragione.
Dare alla filosofia una definizione di questo tipo (la filosofia è scienza di tutte...) è importante perché spesso c'è la tendenza a definire la filosofia con il suo semplice significato etimologico, filosofia come "philein" (amore) e "sophia" (sapienza), cioè amore della sapienza. Se bastasse questo, vorrebbe dire che il desiderio di leggersi una buona enciclopedia renderebbe automaticamente filosofi... il che è una sciocchezza!

Nota di BastaBugie: per una breve storia della filosofia scritta da Stefano Fontana con linguaggio semplice si può acquistare il libro "Filosofia per tutti", clicca qui!

Nel seguente video (durata: 4 minuti) dal titolo "Filosofia per tutti" Stefano Fontana insieme a Giovanni Zenone di Fede & Cultura spiega perché ha scritto questo libro.


https://www.youtube.com/watch?v=yOfUOmgNpAI

Fonte: I Tre Sentieri, 10 settembre 2021

8 - OMELIA XXVI DOM. T.O. - ANNO B (Mc 9,38-43.45.47-48)
Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala
Fonte Il settimanale di Padre Pio

La pagina del Vangelo di questa domenica è ricca di insegnamenti. Prima di tutto essa ci insegna a guardarci dal brutto peccato della gelosia. Questo difetto lo possiamo riscontrare sia nell'atteggiamento di quel giovane che, nella prima lettura, voleva che Mosè impedisse a Eldad e a Medad di profetizzare; e sia nell'apostolo Giovanni, il quale desiderava che Gesù impedisse ad un t0ale di scacciare i demoni, per il semplice fatto che non era dei loro. Nella prima lettura, Mosè rispose: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore!» (Nm 11,29); nel Vangelo, invece, Gesù risponde: «Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi» (Mc 9,39-40).
Il messaggio che riceviamo da questi due episodi è molto importante: dobbiamo apprezzare tutto il bene che il prossimo opera, come se fosse nostro, e dobbiamo, per questo, ringraziare il Signore. Il rattristarsi per questo bene operato dal prossimo non è certamente un buon segno ed è, purtroppo, una mancanza di carità molto diffusa anche da parte di quelli che pregano e frequentano la Messa alla domenica. Impariamo a ringraziare il Signore per tutto il bene che vediamo attorno a noi: il Signore premierà questo nostro sentimento di carità, donandoci lo stesso bene che ammiriamo nel prossimo.
Il secondo insegnamento riguarda invece la triste realtà dello scandalo. Gesù dice: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare» (Mc 9,42). Queste parole sono tra le più severe che Gesù abbia pronunciato in tutto il Vangelo e, ai nostri giorni, sono più che mai attuali. Quanti scandali rovinano le anime! Lo scandalo è un bruttissimo peccato, in quanto trascina nel male tutti quelli che lo subiscono. Scandalizzare significa spingere al male con il proprio cattivo esempio. Guardiamoci da questo brutto peccato e proponiamoci di dare sempre buon esempio a tutti.
Ai nostri giorni si dà scandalo in tanti modi: nel parlare, nel comportarsi, nel vestire indecentemente, nel proporre modelli di vita contrari al Vangelo. I moderni mezzi di comunicazione non fanno altro che orientare l'opinione pubblica verso questi esempi sbagliati. Il cristiano deve reagire e opporsi in tutti i modi.
Il Vangelo di oggi ci insegna a fuggire risolutamente tutte le occasioni prossime di peccato, ovvero tutte quelle situazioni che ci espongono imprudentemente al peccato. In questo senso devono essere lette le severe parole di Gesù: «Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile» (Mc 9,43). Non sono parole da prendere alla lettera, esse si devono intendere come la necessità di fuggire le occasioni prossime di peccato.
San Filippo Neri insegnava che, di fronte a queste occasioni prossime di peccato, chi ha coraggio fugge, chi è debole vi rimane e cade miseramente. Nessuno si deve sopravvalutare. Siamo tutti deboli e, se finora non siamo caduti in certi peccati, non è certo per merito nostro, ma perché il Signore ci ha sostenuti per riguardo alla nostra debolezza; ma, se ci esponiamo imprudentemente al pericolo, come a quello di frequentare amicizie equivoche, di vedere spettacoli immorali, non potremo confidare nell'aiuto di Dio, il quale fugge quando noi ci esponiamo temerariamente al male, dando per scontato che comunque Dio ci aiuterà. L'umiltà e la prudenza ci devono sempre guidare.
Per non cadere nei grandi peccati è cosa fondamentale dare importanza anche alle più piccole cose. Mi spiego meglio: se un cristiano inizia a sorvolare sui piccoli peccati, dicendo che comunque sono cose da nulla, prima o poi cadrà anche nei più grandi peccati. Bisogna spegnere la scintilla finché è piccola, altrimenti essa si trasformerà in un grande incendio. Se si inizia a togliere una piccola piastrella, prima o poi verrà via tutto il pavimento; se si comincia a cedere nelle piccole cose, senza un minimo pentimento, si finirà con l'offendere il Signore nelle cose più gravi.
L'ultimo insegnamento riguarda la carità. Gesù dice: «Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa» (Mc 9,41).
Il Signore ricompensa anche il più piccolo gesto d'amore: facciamo in modo che le nostre giornate ne siano piene.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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