BastaBugie n°738 del 13 ottobre 2021

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1 IL VACCINO HA FUNZIONATO PER AVERE UNA SCUOLA SICURA? NO, E' SOLO UN TRUCCO DEL GOVERNO
Nessun vaccino miracoloso né un calo di positivi, l'unica cosa diversa è il modello della bolla (restano a casa solo i compagni di banco vicini a chi è positivo) per cui vengono evitate le quarantene inutili dell'anno scorso
Autore: Marco Lepore - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 GLI URGANI SONO SEMPRE MENO DEVASTANTI E SEMPRE MENO FREQUENTI
Infatti le notizie allarmanti sul clima sono false... invece è vero che la Cina aumenta la produzione di carbone, con tanti saluti alle belle promesse per la Cop26 (ecco perché il Green Deal affosserà l'economia dell'Europa)
Autore: Bjørn Lomborg - Fonte: Tempi
3 L'OBIETTIVO DI OGNI RIVOLUZIONE SONO SEMPRE I BAMBINI
Una pediatra inglese lancia l'allarme sul rischio di curare male i bambini se viene cambiato il sesso sulle loro cartelle cliniche (e intanto la propaganda Pixar-Disney del cartone animato del 2015 Inside Out spinge i bambini a seguire solo le passioni)
Autore: Luca Volontè - Fonte: Provita & Famiglia
4 IL CATTOLICO LASSISTA, OVVERO LA LEGGE DI DIO COME OPTIONAL
Un amico mi ha detto ''Si può tradire la moglie, te lo dico da cattolico''
Autore: Pierfrancesco Nardini - Fonte: I Tre Sentieri
5 COMMISSIONE SUGLI ABUSI IN FRANCIA: LA MAGGIOR PARTE SONO COMMESSI DA OMOSESSUALI
Per il Rapporto della commissione Sauvé sugli abusi in Francia negli ultimi 70 anni ben l'80% dei casi sono stati fatti da omosessuali (e solo il 2,5% riguarda sacerdoti)
Autore: Nico Spuntoni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 LA SCUOLA CATTOLICA, IL FILM CHE FA NOTIZIA SOLO PERCHE' ATTACCA LA CHIESA
Si insinua che l'orribile delitto del Circeo, con tre giovani che massacrarono una ragazza, sia stato commesso ''a causa'' dell'educazione della scuola (ma la verità è che il reato è stato compiuto ''nonostante'' tale educazione)
Autore: Peppino Zola - Fonte: Tempi
7 LA STRAORDINARIA VITA DI SANT'AGNESE DA MONTEPULCIANO
Entrò in monastero a 9 anni e a 15 divenne madre badessa, aveva come padre spirituale il beato Raimondo da Capua (lo stesso di Santa Caterina da Siena) e unì la sua grave malattia alle sofferenze di Gesù
Autore: Liana Marabini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 OMELIA XXIX DOM. DEL T.ORD. - ANNO B (Mc 10,35-45)
Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - IL VACCINO HA FUNZIONATO PER AVERE UNA SCUOLA SICURA? NO, E' SOLO UN TRUCCO DEL GOVERNO
Nessun vaccino miracoloso né un calo di positivi, l'unica cosa diversa è il modello della bolla (restano a casa solo i compagni di banco vicini a chi è positivo) per cui vengono evitate le quarantene inutili dell'anno scorso
Autore: Marco Lepore - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09-10-2021

La pandemia è finita? O non è mai esistita? Una cosa è certa: da alcuni giorni, improvvisamente, le notizie sulla grande stampa, relative al virus Sars-Covid19, sono pressoché sparite o, comunque, drasticamente diminuite. Come se qualcuno avesse dato un comando generale e detto "stop!".
La cesura fra "prima" e "dopo", pare risalire a pochi giorni fa, il 29 settembre, in coincidenza con la conferenza stampa in cui il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha espresso massima soddisfazione per come è stata gestita negli ultimi mesi la vaccinazione e l'adozione del Green pass, a partire dalla scuola. Secondo il presidente del Consiglio è stato infatti raggiunto l'obiettivo fissato alcuni mesi fa: il 95% del personale scolastico e il 70% di studenti tra i 12 e i 19 anni vaccinato. "La vaccinazione è alla base della ripresa - ha affermato Mario Draghi - gli scolari sono tornati a scuola: è stato un passaggio difficile ma tutto sommato risolto con successo... Questa constatazione - ha continuato Draghi - ci dice che questo è un ingrediente fondamentale per la crescita, da proteggere in tutti i modi: dobbiamo fare di tutto e se ci fosse una recrudescenza la affronteremo senza ospedalizzazioni diffuse e pressione sulle strutture ospedaliere". Secondo il presidente del Consiglio, "il vaccino è l'unico modo sicuro per proteggere noi stessi e i nostri cari".
Una sorta di proclamazione di vittoria e di fede assoluta nel salvator-vaccino. Certamente Draghi sa che c'è ancora qualche "giapponese", nel folto della foresta, che forse non si arrenderà mai, ma tutti devono sapere che la guerra ormai è vinta, ed è una notizia da "proteggere in tutti i modi", poiché trattasi di "ingrediente fondamentale per la crescita". Ecco dunque il segnale.

NESSUNA VITTORIA, SOLO PROPAGANDA
Così, dal giorno successivo, dopo mesi e mesi di un insopportabile bombardamento, il Covid è quasi sparito dalle prime pagine dei giornali e, per quanto riguarda la scuola, anche dalle notizie in evidenza nelle testate specialistiche. Ma le cose stanno davvero così? Davvero è finita l'emergenza, oppure, semplicemente, si tratta di una tattica psicologica di guerra - a guerra in corso - per sfiancare la resistenza? Per rispondere a queste domande, è necessario andare a vedere i dati reali, e molto utile, a tal scopo, è quanto pubblicato dal Sole24 Ore sul suo speciale Lab24, appositamente dedicato all'andamento statistico dell'epidemia. Interessantissimo, tra gli altri, è il grafico che mette a confronto l'estate 2021 e l'estate 2020.
Come è evidente, la situazione non appare affatto migliorata rispetto ad un anno fa. Anzi, nonostante la massiccia campagna vaccinale, i casi totali, i deceduti, il tasso di positività e i ricoveri in terapia intensiva risultano sensibilmente più elevati. Non è una buona notizia; men che meno appare una vittoria...
Per quanto riguarda, invece, la specifica situazione all'interno delle scuole, dopo la "fiammata" di contagi dei primi giorni, messa subito in evidenza con un certo allarme dai giornali, l'epidemia parrebbe essersi fermata. Cosa è accaduto? La risposta, probabilmente, più che in una effettiva riduzione dei contagi, sta nella introduzione di nuove modalità di gestione della quarantena. La regola generale vuole che, nel caso in cui uno studente all'interno di uno istituto scolastico dovesse risultare positivo al COVID, l'intera classe debba essere messa in quarantena (e quindi in Dad) per un periodo non inferiore a sette giorni (per i soggetti vaccinati) o dieci giorni (per i non vaccinati).

LA DIFFUSIONE DI CONTAGI ALL'APERTURA DELLE SCUOLE
La pressoché immediata diffusione di contagi, all'apertura delle scuole, ha suscitato un certo allarme all'interno del Governo e del Ministero Istruzione, perché andava evidentemente a sconfessare la narrazione ufficiale secondo la quale, grazie alla campagna di vaccinazioni, "mai più Dad" e "solo lezioni in presenza" per tutti...
Si è pensato, così, di introdurre il "modello della bolla" proposto dalla Regione Lazio. L'idea deriva da una formula già ampiamente applicata agli aerei: in caso di positività di un passeggero, la quarantena è prevista solo per i soggetti seduti nelle due file dietro, davanti e laterale rispetto al contagiato. In attesa di linee guida nazionali, che sono allo studi del Cts, alcune Regioni poi hanno fatto anche di "meglio: in Emilia-Romagna sono considerati contatti stretti solo i vicini di banco del soggetto infetto, mentre in Veneto, addirittura, rimane a casa solo esclusivamente il contagiato.
Come è evidente, l'obiettivo principale è la riduzione della platea di soggetti costretti a rimanere a casa (solo i compagni di banco vicini al soggetto risultato positivo). Tale sistema mira a permettere di mantenere il più possibile le scuole aperte ed evitare quarantene inutili (ed è un bene), ma nello stesso tempo riduce enormemente la visibilità dell'impatto del virus sulle scuole, andando a rafforzare la narrazione ufficiale secondo la quale il vaccino ha funzionato.
Non si intende, qui, entrare nella polemica, già sufficientemente infiammata, sulla efficacia o meno dei sieri anticovid; nelle prossime settimane, con l'avvento dei primi freddi, si capirà molto meglio se, e quanto, effettivamente funzionano...
Non ci sarebbe da sorprendersi, tuttavia, se si scoprisse che, ancora una volta, chi ha in mano il potere e le chiavi dei mezzi di comunicazione sociale, ha deciso di farci credere che la realtà sia solo ciò che gli conviene raccontare, magari con l'aiuto di qualche piccolo trucchetto contabile. Come nel caso della scuola.

DOSSIER "CORONAVIRUS"
Sì alla prudenza, no al panico

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DOSSIER "IL VACCINO ANTI-COVID"
La scienza e la propaganda

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09-10-2021

2 - GLI URGANI SONO SEMPRE MENO DEVASTANTI E SEMPRE MENO FREQUENTI
Infatti le notizie allarmanti sul clima sono false... invece è vero che la Cina aumenta la produzione di carbone, con tanti saluti alle belle promesse per la Cop26 (ecco perché il Green Deal affosserà l'economia dell'Europa)
Autore: Bjørn Lomborg - Fonte: Tempi, 1 ottobre 2021

Siamo continuamente esposti a un diluvio di notizie allarmanti sul clima, con foto di uragani e devastazioni diffuse ogni ora. Ma questo è dovuto in gran parte all'effetto Cnn: oggi molte più telecamere riprendono qualunque catastrofe e ne rilanciano le immagini h24. Ma se vogliamo predisporre misure corrette, dobbiamo guardare ai dati di lungo periodo.
Buona parte dei dati migliori viene dagli Stati Uniti. E malgrado quel che si sente ripetere, gli uragani atlantici non stanno diventando più frequenti. Per la verità, la frequenza degli uragani che toccano terra negli Stati Uniti è leggermente diminuita dal 1900.
Aeroplani e satelliti hanno enormemente accresciuto la capacità degli scienziati di individuare tempeste in mare. Per questo la frequenza degli uragani che toccano terra, documentata in modo affidabile già dal 1900, è un dato statistico migliore rispetto al numero totale degli uragani atlantici.
E non è vero nemmeno che gli uragani oggi siano più intensi. Anche la frequenza degli uragani di categoria 3 o superiore che toccano terra sta leggermente diminuendo dal 1900. Sebbene sentiate un gran parlare di uragani che diventano più forti, un articolo di Nature rivela che si tratta «non di una intensificazione su scala secolare, bensì di una risalita da un picco minimo registrato negli anni Sessanta-Ottanta».
Nel resto del mondo, nonostante i dati siano meno dettagliati, si osserva la medesima fotografia. La migliore ricostruzione del periodo 1950-2020 non mostra alcun aumento di frequenza degli uragani più intensi né degli uragani in generale.
Le immagini di devastazioni causate dagli uragani abbondano, ma ricordate che lungo le coste lo sviluppo e il popolamento, soprattutto negli Stati Uniti, si sono ampliati enormemente nell'ultimo secolo. Molte più persone vivono sul percorso di queste rovinose tempeste rispetto anche solo a pochi decenni fa.
Ma per salvare vite è molto più utile il miglioramento delle infrastrutture, possibile grazie ad aggiornamento tecnologico e ricchezza, che un taglio delle emissioni di Co2. Oggi gli uragani causano nel mondo danni di entità pari allo 0,04 per cento del prodotto interno lordo globale. E anche dando credito alla recente stima del Gruppo intergovernativo Onu sul cambiamento climatico (Ipcc) in base alla quale gli uragani di categoria alta aumenteranno proporzionalmente, la distruzione causata da queste tempeste secondo uno studio di Nature diminuirà in proiezione fino a valere lo 0,02 per cento del Pil globale nel 2100, perché l'economia mondiale diventerà più ricca, rendendo le infrastrutture più resilienti. Anche se potessimo eliminare del tutto il cambiamento climatico (cosa naturalmente impossibile), tale diminuzione dei danni accelererebbe soltanto fino a raggiungere lo 0,01 per cento del Pil nel 2100.
I migliori dati di lungo periodo disponibili sugli uragani che colpiscono gli Stati Uniti indicano una diminuzione, anche per gli uragani di categoria alta. E il mondo sta diventando più resiliente a questi fenomeni, con o senza tagli di emissioni.

Nota di BastaBugie: Leone Grotti nell'articolo seguente dal titolo "La Cina aumenta la produzione di carbone (addio alle belle promesse sul clima)" spiega che per far fronte alla carenza di energia elettrica, Pechino emetterà ancora più Co2. La mossa di Xi Jinping mina alla radice la Cop26: quando la finiremo di fidarci delle promesse di Pechino? È ormai evidente che il Green Deal è un pericolo per l'economia dell'Europa.
Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 9 ottobre 2021:

Non solo l'Europa, Anche la Cina è nei guai per problemi legati all'energia. Nelle ultime settimane, per far fronte alla carenza di elettricità, 17 province e regioni hanno annunciato tagli alla produzione industriale dopo che numerosi blackout hanno mandato in tilt la vita di importanti città soprattutto nel Guangdong, Heilongjiang, Jilin e Liaoning. Il presidente Xi Jinping ha quindi deciso di correre ai ripari ordinando di aumentare del 10 per cento la produzione di carbone, come riportato dal Financial Times.
La decisione è gravida di conseguenze, soprattutto in vista della conferenza sul clima di Glasgow, la Cop26. La Cina, infatti, non ha migliorato le sue promesse e obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2, come richiesto e fatto da altri paesi. Resta quindi impegnata a raggiungere il tetto delle emissioni nel 2030 e la neutralità climatica nel 2060.
Ma le promesse di Pechino fanno costantemente a pugni con le decisioni politiche che vengono prese dal Partito comunista giorno dopo giorno. Tre settimane fa, all'assemblea dell'Onu, Xi aveva dichiarato che la Cina non avrebbe più costruito centrali a carbone all'estero, guadagnandosi l'applauso di tutti i convenuti. Ma quell'annuncio aveva sollevato diverse domande e il timore del solito doppio gioco da parte del regime.
Ora è arrivata l'ennesima conferma sulla mancanza di volontà della Cina di impegnarsi seriamente nella lotta al cambiamento climatico: l'anno scorso la Cina ha prodotto 3,9 miliardi di tonnellate di carbone e quest'anno la produzione aumenterà ancora.
Dopo l'annuncio di Pechino, la Cop26 sembra indirizzarsi verso l'ennesimo fallimento. Tra i dieci paesi responsabili della maggior parte delle emissioni dal 1850 a oggi, soltanto quattro hanno annunciato obiettivi di riduzione più ambiziosi. Cina, Russia, India, Giappone, Indonesia e Brasile, invece, non hanno presentato piani soddisfacenti.
Le mosse di Pechino dovrebbero anche far suonare un campanello d'allarme a Bruxelles. L'Unione Europea, responsabile di appena l'8% delle emissioni globali, con il Green Deal si è lanciata in un piano iper ambizioso per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il piano rischia di danneggiare enormemente l'economia del continente.
La scommessa è che i paesi responsabili della maggior parte delle emissioni di Co2 seguiranno l'esempio dell'Europa. Ma i fatti, al momento, sembrano dare torto alle speranze della Commissione Ue e questo, come già spiegato in una nostra inchiesta, potrebbe non solo danneggiare il comparto industriale europeo ma anche peggiorare l'ambiente a livello globale.

Fonte: Tempi, 1 ottobre 2021

3 - L'OBIETTIVO DI OGNI RIVOLUZIONE SONO SEMPRE I BAMBINI
Una pediatra inglese lancia l'allarme sul rischio di curare male i bambini se viene cambiato il sesso sulle loro cartelle cliniche (e intanto la propaganda Pixar-Disney del cartone animato del 2015 Inside Out spinge i bambini a seguire solo le passioni)
Autore: Luca Volontè - Fonte: Provita & Famiglia, 11 settembre 2021

I giovani confusi sul genere rischiano di essere mal diagnosticati se il loro sesso viene cambiato sulle loro cartelle cliniche.
Una pediatra inglese ha lanciato l'allarme nei giorni scorsi. La pediatra ha denunciato di aver visto almeno sei bambini, il più giovane sotto i dieci anni, le cui informazioni mediche erano state alterate per registrare un diverso sesso biologico, così come nuovi nomi e pronomi. Secondo le linee guida del NHS, autorità sanitaria inglese, tutti pazienti possono cambiare la loro "identità di genere" sui documenti ufficiali di registrazione semplicemente scrivendo al loro medico di base.
Tutto ciò è molto preoccupante perché, ha spiegato la pediatra "registrare sulle cartelle cliniche se qualcuno è maschio o femmina è vitale nella sua cura medica. Senza questa informazione, tutti i tipi di diagnosi potrebbero dimostrarsi sbagliate". A titolo di esempio, ha spiegato: "Se hai una ragazza di 15 anni che si lamenta di dolori addominali, il tuo primo pensiero è: 'Spero che non sia incinta'. Ma se quell'adolescente si presenta come un ragazzo, ovviamente non penseresti a queste cose, ma anche "il peso e l'altezza sono specifici per il sesso perché le ragazze e i ragazzi crescono a ritmi e tempi diversi".
Nei giorni successivi alla denuncia del pediatra, un genitore ha denunciato la propria difficoltà nel rintracciare la figlia di 15 anni dopo che era stata portata in ospedale a seguito di un'overdose perché il reparto l'aveva ricoverata come un ragazzo. Una madre ha detto di aver avuto difficoltà a prendere un appuntamento con il medico di famiglia per sua figlia di 14 anni poiché l'ambulatorio non ha potuto trovare alcuna cartella clinica su di lei nel sistema. Nome e sesso della figlia erano stati cambiati senza che la madre ne avesse conoscenza.
Come già detto, nel Regno Unito, chiunque, compresi i minori di 18 anni con sufficiente capacità di dare il proprio consenso, è legalmente autorizzato a richiedere di cambiare il proprio nome o genere nella propria cartella clinica. Anzi, chiunque può intentare una causa civile contro qualsiasi medico generico che rifiutasse di accogliere la richiesta di cambiare sesso e nome sulla propria cartella clinica.
Una follia totale che è figlia della logica intrinseca del concetto di non discriminazione e dell'assalto alla ragione e natura biologica umana.

Nota di BastaBugie: Roberto Marchesini nell'articolo seguente dal titolo "L'antropologia ribaltata secondo Pixar-Disney" del cartone animato del 2015, Inside Out, che ha avuto un grande successo mondiale. È l'esempio del modello educativo attuale: una vita tutta guidata dalle passioni. Non esiste la ragione, che discerne il bene dal male, l'utile dal dannoso, che decide la direzione da dare alla vita.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 23-07-2021:

Nel 2015 Pixar, insieme alla Disney, hanno prodotto un cartone animato... psicologico di grande successo; vinse l'Oscar e il Golden Globe come miglior film d'animazione: Inside out. È un film psicologico perché alcuni professionisti della salute mentale hanno collaborato alla stesura del copione.
Il film mostra un periodo di cambiamento nella vita di una bambina di undici anni, Riley: cresciuta nel Minnesota, si trasferisce con la famiglia a San Francisco, in California. All'interno della bambina agiscono cinque emozioni: Gioia, Tristezza, Disgusto, Rabbia e Paura. Ogni volta che accade qualcosa di rilevante, si produce un ricordo caratterizzato da ognuna delle cinque emozioni; i ricordi più importanti, i ricordi base, costruiscono la personalità della bambina. Gioia monopolizza la vita della bambina, tentando in ogni modo di escludere Tristezza. Tuttavia, alla fine del film, Gioia deve accettare che, nella vita di Riley, anche Tristezza può svolgere un ruolo fondamentale. In questo modo, la vita della bambina diventa più equilibrata e tutto procede per il meglio.
A prima vista sembra un ottimo prodotto per bambini, con una morale importante: nella vita tutte le emozioni, compresa la tristezza, hanno un ruolo. Però... c'è un però. Già: dov'è Ragione? Non esiste? La vita della bambina è guidata esclusivamente dalle emozioni? Facciamo un passo indietro.
L'antropologia classica è ben rappresentata nel mito della biga alata di Platone. L'uomo è come una biga, trainata da due cavalli (uno bianco e uno nero) le cui briglie sono saldamente tenute da un auriga. I cavalli sono le passioni (irascibile e concupiscibile) e l'auriga è la ragione. Il significato è chiaro: senza cavalli (cioè le passioni) la biga non andrebbe da nessuna parte; ma la direzione la decide l'autiga, cioè la ragione. È la ragione, infatti, che ha il compito di discernere il bene e il male, l'utile e il dannoso; quindi, di decidere la direzione da dare alla vita dell'uomo, guidandolo verso il bene e lontano dal male.
Nel mondo moderno questa antropologia è ribaltata. La ragione è spodestata, detronizzata, focomelizzata. Essa - si dice - non è in grado di discernere il bene e il male perché non può cogliere le verità metafisiche. Essa può solo cogliere le realtà materiali, quelle che cadono sotto i nostri sensi, quelle misurabili. Così, la filosofia e, in particolare, la metafisica sono sostituite dalla scienza, lo strumento di conoscenza che, semplicemente, misura. Non dice come le cose dovrebbero essere, ma come sono. Non c'è più alcun «dover essere».
E chi guida l'uomo al posto dell'auriga-ragione? I cavalli, cioè le passioni. Va' dove ti porta il cuore (non la ragione), soddisfa la tua sete (cioè i tuoi appetiti)... C'è però un particolare rilevante da mettere in chiaro: chi non segue la ragione, ma segue le passioni, non è libero. È schiavo: innanzitutto delle passioni, ma anche di chiunque gli metta un guinzaglio al collo. L'uomo libero è colui che sceglie tra bene e male; e sceglie, ovviamente, il bene. La libertà è, infatti, la possibilità di scegliere il bene.
Tutta la modernità - dall'empirismo all'illuminismo, dal romanticismo al gender - insiste nel convincere l'uomo che la sua parte più autentica e pura, quella sola che lo può guidare nella vita, è quella passionale; e che la ragione, con la sua ossessione per la morale, per la distinzione tra il bene e il male, è un tiranno crudele da rovesciare. Così anche la cultura pop, nella quale siamo immersi.
Torniamo, quindi, a Inside out. Nel film viene rappresentata una antropologia chiarissima, che ormai siamo in grado di riconoscere: Riley è guidata dalle passioni, solo dalle passioni. La ragione non esiste. Questo è il messaggio che la Pixar/Disney comunica ai bambini, a milioni di bambini, attraverso un racconto, una storia.
L'obiettivo di ogni rivoluzione sono sempre i bambini.

Fonte: Provita & Famiglia, 11 settembre 2021

4 - IL CATTOLICO LASSISTA, OVVERO LA LEGGE DI DIO COME OPTIONAL
Un amico mi ha detto ''Si può tradire la moglie, te lo dico da cattolico''
Autore: Pierfrancesco Nardini - Fonte: I Tre Sentieri, 3 ottobre 2021

Parlando con un amico mi sono trovato a parlare [...] sulla possibilità o meno di poter tradire la moglie, se questa non si concedeva.
L'argomento non è dei migliori, ma rende bene l'idea: l'interlocutore non solo sosteneva che era moralmente possibile, ma addirittura che non fosse nemmeno peccato. "E te lo dico da cattolico!", ha poi intercalato, quasi a voler convincere giocando la carta della fede.
In primis, in nessuna parte della dottrina cattolica, anche post conciliare, si trova giustificazione alla possibilità di tradimento.
Entrambi i coniugi hanno il dovere di stare in intimità, ovviamente con frequenze e modalità di buon senso, e commettono anche peccato nel non farlo. Si parla proprio di dovere. [...]
Gesù spiega che anche solo il desiderare un'altra donna (ma vale anche per il desiderare un altro uomo) sia peccato. È nei Comandamenti ed è stato sempre ribadito dalla Chiesa fino all'ultimo attuale Catechismo.
Nonostante questo ci sono persone, che si professano cattoliche, che insistono sulla possibilità di poter ignorare una parte della Legge divina sulla morale. In pratica si autoconvincono che quella tal cosa è permessa dalla Chiesa. Eppure basterebbe così poco per rendersene conto.
Allora ecco che spunta fuori il "cattolico lassista".
Il lassismo è un "sistema di opinioni o tendenza individuale caratterizzati da mancanza di rigore nel conformare la propria condotta alla legge morale, alle norme della disciplina, ecc., o da eccessiva indulgenza nel richiederne l'applicazione" (Treccani vocabolario online). È lo stesso vocabolario citato ad evidenziare che nello specifico della morale religiosa è una "disposizione dell'anima (detta anche coscienza lassa) che porta a negare l'obbligatorietà di una legge morale quando vi sia un motivo anche debolmente probabile per credere che tale legge non esista".
Si tratta, insomma, di separare la fede dalla vita. Dio viene sì riconosciuto, ma non è il centro, non è più la bussola vera del proprio esistere.
Un problema, questo, che è connaturato nell'uomo ferito. La perdita del dono d'integrità, dopo il peccato originale, ha fatto sì che tendessimo più verso il male che verso il bene; quindi più verso ciò che ci è più comodo, piuttosto che verso ciò che ci è più difficile.
Ma è anche un problema che - oggi - trova terreno fertile nella dimensione laicista, che non si manifesta solo nella politica (sarebbe riduttivo pensarlo), ma anche in quello esistenziale. E così, alla fine, è sempre la propria coscienza ad essere più o meno elevata ad un ultimo criterio di giudizio.
Quando invece tutta la vita cristiana è ben sintetizzata dalle parole di San Paolo ai Galati (2,20): "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me." Cioè al proprio criterio di giudizio, bisogna sostituire quello di Cristo.
Solo in questo modo Cristo è riconosciuto come Signore... altrimenti è solo un orpello!

Fonte: I Tre Sentieri, 3 ottobre 2021

5 - COMMISSIONE SUGLI ABUSI IN FRANCIA: LA MAGGIOR PARTE SONO COMMESSI DA OMOSESSUALI
Per il Rapporto della commissione Sauvé sugli abusi in Francia negli ultimi 70 anni ben l'80% dei casi sono stati fatti da omosessuali (e solo il 2,5% riguarda sacerdoti)
Autore: Nico Spuntoni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06-10-2021

Un nuovo fulmine nel cielo cielo già poco sereno della Chiesa cattolica sta per spuntare, questa volta in Francia. Ieri, infatti, la Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa ha presentato il risultato dell'inchiesta lunga due anni e mezzo che ha ricostruito i crimini sessuali commessi da religiosi ai danni di minori o di vulnerabili tra il 1950 e il 2020. Un rapporto di 2500 pagine che stima - facendo una media sulla base dell'incrocio dei dati raccolti con più metodologie - in circa 216mila i casi di abuso sessuale negli ultimi 70 anni, destinati a salire a 330mila se nel bilancio si aggiungono anche le aggressioni commesse da funzionari laici della Chiesa.
Secondo questo calcolo, quindi, in Francia ci sarebbero stati tra i 2.900 ei 3.200 preti predatori dal 1950 ad oggi. Il rapporto ha preso il nome dal capo della Commissione, Jean-Marc Sauvé, già vicepresidente del Consiglio di Stato di Francia. Formazione cattolica dai gesuiti e una breve esperienza in seminario, fu Sauvé a leggere nel 2014 le motivazioni con cui il Consiglio di Stato diede semaforo verde allo stop all'idratazione e all'alimentazione di Vincent Lambert.
La relazione finale è stata consegnata alla Conferenza episcopale francese e alla Conferenza dei Religiosi e dei Religiosi di Istituti e Congregazioni (Corref), che l'avevano commissionata. Il presidente dei vescovi francesi, monsignor Eric de Moulins-Beaufort, ha dichiarato: "Siamo allibiti, le loro voci ci stanno scuotendo, il loro numero ci affligge. Desidero chiedere perdono, perdono a ciascuno di voi". Nel report viene fatto un quadro dettagliato sotto più punti di vista - da quello sociologico a quello storico fino a quello psicologico - del fenomeno abusi, che aiuta a ricostruire anche il profilo dei preti aggressori.
C'è, ad esempio, uno studio fatto da due esperte sulle perizie psichiatriche tratte dai fascicoli giudiziari di 35 sacerdoti predatori: il numero delle loro vittime ammonta a 177, di cui 134 sono vittime di sesso maschile (76,5% dei casi) e 43 di sesso femminile. Secondo il lavoro della psicologa Julia Marie e della psichiatra Florence Thibaut "questo studio così come diversi studi precedentemente pubblicati su questo argomento" attesterebbe che gli "aggressori sessuali all'interno della Chiesa cattolica presentano una serie di specificità come l'aggressione molto più frequente su maschi minorenni" e su minori in età prepuberale.

UNA PIAGA OMOSESSUALE
L'età media delle vittime, infatti, sarebbe di 12,5 anni per i minori e 27 anni per gli adulti vulnerabili secondo lo studio coordinato dalla dottoressa Thibaut. Il lavoro si è soffermato anche sul livello socio-culturale degli aggressori che sembra essere tendenzialmente più elevato rispetto alla media, e sul loro orientamento sessuale, relativamente al quale questo è l'esito del lavoro delle due esperte della Commissione: "Il clero predatore incluso in questo studio si è dichiarato omosessuale nel 48,6%, mentre il 25,7% ha riferito di essere eterosessuale e il 25,7% ha riferito di essere bisessuale».
Tra gli aggressori sessuali di minori, l'omosessualità è dichiarata nel 53,3% dei casi rispetto al 20% per gli aggressori sessuali di adulti. Gli aggressori di vittime maschili minorenni si sono dichiarati omosessuali nell'83,3% dei casi, mentre l'eterosessualità è dichiarata nel 16,7% dei casi a dispetto dell'80% dichiarata dagli aggressori sessuali di adulti".
Conclusioni che combaciano con quelle tratte dalle interviste a 11 sacerdoti predatori che hanno risposto all'appello a parlare indirizzato loro dal presidente della Commissione. Più della metà dei preti interrogati si è dichiarata omosessuale, alcuni raccontando di aver avuto rapporti con adulti della loro età, prima o dopo l'ordinazione sacerdotale. Sulla base di queste 11 interviste, il sociologo Philippe Portier, uno dei membri della commissione, ha tratteggiato tre profili di predatori: chi si prende la responsabilità delle azioni commesse, chi minimizza i fatti e chi pensa di essere vittima di un complotto delle istituzioni.
Sia lo studio della psichiatra che le undici interviste fanno parte della prima delle quattro parti dell'indagine della Commissione, quella relativa alla raccolta dati con 6.471 contatti: 3.652 interviste telefoniche, 2.459 email e 360 lettere elaborate dal team France Victims. Accanto a questa 'caccia' alle testimonianze, c'è stato tutto il lavoro di ricerca negli archivi di diocesi, istituti, ministero di giustizia, Gendarmeria e nel materiale giornalistico e televisivo dal 1950 al 2020. Ci sono state 174 audizioni di vittime ascoltate per almeno due ore e 20 audizioni di membri del clero francese dai profili diversificati.

SCUOLE E PARROCCHIE
Nella seconda parte del rapporto, dal titolo "Fare luce: analisi qualitativa e quantitativa della violenza sessuale nella Chiesa cattolica in Francia, sulla base dei dati raccolti", si sono distinte tre fasi nel lungo periodo preso in considerazione dall'indagine: dal 1950 al 1970 c'è una fase clou con 121.000 vittime; dal 1970 al 1990, sono 48.000 vittime mentre dal 1990 al 2020 se ne attestano 47.500.
La Commissione ha anche elaborato una caratterizzazione del tipo di abusi: il 35% sono abusi scolastici, cioè nei luoghi di educazione cattolica, molto diffusi nei primi 20 anni presi in esame e poi in calo dal 1970 in poi; gli abusi parrocchiali calati, come ha evidenziato Sauvé, con il calo delle vocazioni ma comunque in maniera meno netta rispetto a quelli scolastici; il 20% sono abusi fuori le mura, avvenuti ad esempio in pellegrinaggi o nell'ambito dei movimenti ecclesiali.
C'è poi l'abuso in famiglia commesso dal sacerdote ai danni di un consanguineo e che sembra essere aumentato dal 1970 in poi. Nonostante i numeri imponenti degli abusi sessuali commessi dal clero dal 1950 ad oggi secondo al calcolo effettuato dalla Commissione, il fenomeno in Francia sarebbe meno diffuso rispetto a quanto documentato in realtà come quella tedesca o statunitense: i presunti predatori, infatti, rappresenterebbero il 2,5% dei religiosi francesi, mentre costituivano il 4,4% e il 4,8% dei sacerdoti in Germania e negli States. Lo stesso Sauvé, nel presentare il report, ha spiegato che quelli operati da membri del clero sono il 4% dei casi di abusi sessuali su minori commessi in Francia. Un dato comunque grave, ma che testimonia come non sia la parrocchia il posto più pericoloso per un minore francese.

Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Abusi, la laicizzazione è il problema non la soluzione" analizza le origini di un problema che deve preoccupare, ma non basta chiedere scusa, né utilizzare i criteri del mondo.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 6 ottobre 2021:

Il Rapporto della Commissione Sauvé sugli abusi perpetrati negli ultimi 70 anni da esponenti del clero francese sui minori [...] ha molti aspetti che dovranno essere chiariti e precisati, ma il fenomeno descritto e, per quanto riguarda le cifre, stimato è uno degli aspetti più preoccupanti di cui la Chiesa si deve oggi occupare.
Essa però non dovrebbe limitarsi a chiedere perdono, come ha subito fatto il presidente dei vescovi francesi, ma dovrebbe anche fare un grande sforzo per capire cosa sia successo e soprattutto perché. E per farlo non può e non deve utilizzare solo i criteri del mondo, che pure nei loro aspetti di indagine devono essere ascoltati, ma soprattutto i propri. La valutazione del triste fenomeno non può essere appaltato né a Commissioni né alla magistratura ordinaria né alle statistiche né all'opinione pubblica. La sua interpretazione in profondità deve essere fatta dalla Chiesa secondo i propri criteri teologici e giuridici. Questo non perché la Chiesa possa così assolvere più facilmente se stessa, sottraendosi alla condanna del mondo ma, proprio al contrario, per affondare più a fondo il bisturi nella propria carne e per intravvedere meglio i rimedi.
Si ha invece l'impressione contraria, ossia che la Chiesa sbrigativamente abbia preteso di individuare nel "clericalismo" la causa di questi mali, incolpando quindi se stessa di non aprirsi a sufficienza alle considerazioni del mondo. C'è stata quindi una progressiva rinuncia a guardare in profondità dentro se stessa, per concentrarsi quasi esclusivamente sulla sua presunta lentezza ad assumere i criteri valutativi del mondo. Si ricorderà che Francesco, come risposta allo scandalo degli abusi, ha subito privato la Chiesa dei propri sistemi di indagine e dell'utilizzo del proprio codice giuridico, imponendo ai vescovi di denunciare immediatamente alla magistratura ogni sentore di abuso. La giustizia della Chiesa è stata completamente sostituita con quella dello Stato.
Anche la Commissione Sauvé è esempio di questa rinuncia. Il suo presidente è un Grand commis della Repubblica francese e a lui è stata data la facoltà di scegliere tutti i membri della Commissione stessa. In astratto il criterio della "indipendenza" è valido, ma non deve essere interpretato a senso unico: Indipendente nel giudizio sarebbe solo il mondo laico e non la Chiesa.
È peraltro significativo che la Commissione esprima tutta una serie di raccomandazioni - per la precisione 45 - rivolte alla Chiesa su comportamenti che questa dovrebbe tenere per far fronte in futuro a queste situazioni deplorevoli e che molte di esse riguardino, come si dice espressamente nella Presentazione, "proposte su teologia, ecclesiologia e morale sessuale". Queste raccomandazioni tendono a porre dei limiti al segreto confessionale, a ridurre il ruolo del prete in quanto tale utilizzando la nota accusa di "clericalismo", e giungono perfino - con la raccomandazione n. 4 - a consigliare di riprendere e sviluppare quanto suggerito dal Sinodo dell'Amazzonia a proposito dell'ordinazione sacerdotale di uomini sposati: i viri probati.
Significativo è anche che si consiglino cambiamenti nel Codice di diritto canonico, nella formazione sacerdotale, si dica come fare catechismo e come scrivere i documenti magisteriali. Si tratta, evidentemente, di aspetti sui quali la Commissione non aveva alcuna competenza, però sono invadenze comprensibili e perfino logiche dopo che la Chiesa si è rivolta al giudizio del mondo laico come se fosse unico ed assoluto. Se il problema è il clericalismo la soluzione è la laicizzazione, se la soluzione è la laicizzazione competente in materia è lo Stato e non più la Chiesa.
Se la Chiesa avesse il coraggio di guardare in profondità dentro se stessa piuttosto che consegnarsi al tribunale di salute pubblica, vedrebbe che proprio la laicizzazione della sua vita è alla base di questi disastrosi comportamenti. La laicizzazione del sacerdozio e non il clericalismo, la laicizzazione dell'insegnamento nei seminari, la laicizzazione della teologia morale cattolica e soprattutto della morale sessuale, l'indebolimento della vita sacramentale con molti sacerdoti che si confessano solo una volta all'anno, l'impegno di molti sacerdoti in prassi pastorali insidiose e pericolose su questi fronti, la debolezza nell'uso del diritto canonico sconfessato ormai dal nuovo pastoralismo dell'accoglienza, il silenzio su leggi dello Stato moralmente inaccettabili riguardanti proprio questi problemi scabrosi, la benedizione in chiesa delle coppie omosessuali. Dal Rapporto risulta un aspetto che già si sapeva: gli abusi sono per la maggior parte di natura omosessuale. Ma una Chiesa che omosessualizza la dottrina e la pastorale come può pensare di frenare questa pratica tra il clero?
Il crollo della dimensione verticale della vita sacerdotale è la causa profonda di questi mali, ma la si attribuisce invece al contrario, al fatto che i sacerdoti non siano diventati adeguatamente mondo e si pensa che la soluzione sia una ulteriore laicizzazione della Chiesa. Benedetto XVI che indica la causa nel "crollo della teologia morale cattolica" e nel conseguente degrado senza precedenti della vita e della formazione nei seminari, che scrive contro l'ordinazione di uomini sposati, non viene ascoltato. Piuttosto si convocano i presidenti delle conferenze episcopali continentali per dar contro al "clericalismo", si promuovono sinodi che chiedono la benedizione delle coppie omosessuali, si preme perché i preti possano sposarsi, si elabora una teologia Lgbt.
Quella degli abusi è una grande disgrazia per la Chiesa, ma forse non minore è la disgrazia di voler approfittare degli abusi per legittimare una laicizzazione della vita della Chiesa passandola per terapia.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06-10-2021

6 - LA SCUOLA CATTOLICA, IL FILM CHE FA NOTIZIA SOLO PERCHE' ATTACCA LA CHIESA
Si insinua che l'orribile delitto del Circeo, con tre giovani che massacrarono una ragazza, sia stato commesso ''a causa'' dell'educazione della scuola (ma la verità è che il reato è stato compiuto ''nonostante'' tale educazione)
Autore: Peppino Zola - Fonte: Tempi, 7 settembre 2021

Vedo e leggo che ci sono tanti modi per attaccare la Chiesa e la sua presenza nel mondo, anche se troppo spesso la Chiesa stessa rimane silente.
In questi giorni, nei due unici Tg che ho ascoltato (Tg1 e Tg3) ho sentito dare, quasi con le stesse parole e con grande risalto anche in termini di tempo, una notizia che, evidentemente, non ha altro scopo che attaccare la Chiesa, dato che ogni giorno nel mondo vengono proiettati migliaia di nuovi film, il che non può costituire una notizia.
La notizia, dunque, è questa. Al festival di Venezia è stato proiettato un film fuori concorso intitolato La scuola cattolica, tratto dall'omonimo romanzo di Edoardo Albinati. La tesi conclamata dai due Tg è che l'orribile delitto del Circeo (tre giovani criminali massacrarono una ragazza), di cui le cronache si sono occupate per molto tempo, è stato commesso da quei tre ragazzi a causa dell'educazione ricevuta in una scuola cattolica. Repressi da quella educazione e quindi terribili assassini: questa la tesi insinuata dai due Tg, pagati da noi.
Tesi evidentemente strumentale per descrivere nel peggiore dei modi l'educazione data dalle istituzioni cattoliche. Infatti, potrebbe anche essere che i tre criminali, usando male della loro libertà e dei loro istinti, abbiano commesso l'orribile delitto "malgrado" l'educazione ricevuta nella loro scuola. Chi può dirlo? Basterebbe questo dubbio per impedire ai due Tg pubblici di far girare una notizia assolutamente tendenziosa.
Se dovessimo applicare lo stesso criterio, allora perché non proclamare che la maggioranza dei femminicidi viene commessa da uomini che hanno frequentato scuole statali, ritenute libere e non repressive? Perché non dire che la maggioranza degli schiavi della droga ha frequentato scuole statali? Perché non rimarcare nei Tg nazionali che la maggioranza dei disastri italiani di tutti i tipi sono stati causati da persone che hanno frequentato scuole statali?
Ma non possiamo metterci su questa strada: l'educazione è un problema troppo grave per essere affrontato ideologicamente come è stato fatto dai due Tg, collegando due fatti come solo una mente che odia il cristianesimo può fare. Sull'educazione occorre mettere insieme tutte le forze migliori, guardando solo al bene dei giovani e lasciando da parte i propri pregiudizi ideologici. Se i redattori della notizia si fossero informati, avrebbero saputo che, a detta di moltissimi genitori e nonni, le scuole cattoliche sono giudicate tra le migliori d'Italia, tanto è vero che, appena lo possono fare economicamente, vi iscrivono i propri figli.
Ai nemici della Chiesa vorrei raccomandare di smetterla di cercare ai annientarla, tanto non ci riusciranno. Gesù stesso ha assicurato che le tenebre non prevarranno sull'esperienza cristiana. Anche la Rai dovrebbe ricordarlo, invece di usare così male i soldi anche di tanti cattolici. Inviterei questi ultimi, invece, a smetterla di stare zitti.

Fonte: Tempi, 7 settembre 2021

7 - LA STRAORDINARIA VITA DI SANT'AGNESE DA MONTEPULCIANO
Entrò in monastero a 9 anni e a 15 divenne madre badessa, aveva come padre spirituale il beato Raimondo da Capua (lo stesso di Santa Caterina da Siena) e unì la sua grave malattia alle sofferenze di Gesù
Autore: Liana Marabini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 01-08-2021

La fanciulla si gira indaffarata tra le lunghe mensole della dispensa del monastero. Lo scapolare di ruvido panno che indossa dà grazia ai suoi movimenti, malgrado la semplicità del tessuto. La giovane passa in rassegna le provviste e sistema meglio i cesti contenenti legumi secchi, trecce di aglio e cipolla, mazzi di candele legati con lo spago e giare di olive. Ha solo quattordici anni, ma la madre superiora si fida tanto di lei da affidarle la dispenseria.
Prega sottovoce e la cantilena della preghiera suona come una melodia. Bruscamente si interrompe e si gira: ha sentito una presenza. Accecata dalla luce che vede, cade in ginocchio. E dall'alone dorato esce la figura diafana della Madonna. Sorride e parla alla giovane con voce calma. Le dà tre pietre e le spiega che prima di morire dovrà costruire un monastero a lei dedicato, fondando l'edificio sull'indivisibile Trinità. La Vergine scompare e la giovane rimane prostrata per lungo tempo, stringendo le tre pietre nella mano. Le guarda e le mette nel sacchetto delle elemosine, legato alla lunga corda che le cinge la vita. Da quel momento la sua vita è tracciata nella luce di quella apparizione.
La giovane è Agnese Segni, nata in una famiglia benestante il 28 gennaio 1268 a Gracciano, piccolo borgo nei pressi di Montepulciano. Fin dalla nascita intorno a lei accadevano cose misteriose, come per esempio una moltitudine di candele accese al momento in cui la madre Francesca l'aveva data alla luce. Agnese aveva sentito il fascino della fede e la bellezza della preghiera fin dalla più tenera età. Si estasiava davanti alle icone e chiedeva a sua madre di insegnarle le preghiere. A nove anni visitò il monastero di Montepulciano e le "suore saccate", chiamate così per il loro abito. Tornata a casa, Agnese disse ai genitori che voleva diventare una di loro. Non si opposero, la piccola aveva già un carattere ben definito che intimidiva. La lasciarono andare e lei trovò fin da quella tenera età il suo posto nel mondo.

IN MONASTERO A NOVE ANNI
La superiora, suor Margherita, le volle bene subito, ammirata davanti alla devozione della piccola. Passato il periodo necessario per la formazione religiosa, la superiora le affidò la dispenseria. E in quel luogo che lei curava e teneva in ordine, sorvegliando le provviste del monastero, accadde l'incontro con la Vergine, che avrebbe dettato gli accadimenti della sua vita. Ma non era tutto. Suor Margherita aveva notato il potere della giovane di guarire. Più di una volta, dei malati che venivano al monastero erano ripartiti guariti, dopo solo un segno della croce tracciato su loro corpo da suor Agnese. Suor Margherita aveva capito che quella giovane era speciale, che il Signore aveva dei piani con lei. Perciò la stimava e la proteggeva.
Alla notizia dei prodigi che Dio operava per mezzo di Agnese, gli amministratori del Castello di Proceno, una località vicina (nell'attuale provincia di Viterbo), chiesero nel 1283 alle religiose di fondare un monastero. L'incarico fu affidato a suor Margherita, ma ella accettò a condizione che le fosse data, come compagna, Agnese. Prima di entrare in paese le due monache si fermarono per riposare presso un tronco d'albero abbattuto. Poiché nella fiasca l'acqua era terminata, Agnese prese a scavare nella terra con le mani e da quelle zolle cretose sgorgò uno zampillo d'acqua fresca. Quel luogo verrà in seguito chiamato Acquasanta. E così la giovane suora giunse a Proceno, insieme alla superiora suor Margherita, per fondare il monastero, nella parte più alta del paese (detta oggi "Poggio di S. Agnese"). Gli abitanti di Proceno rimasero tanto entusiasti delle straordinarie virtù di suor Agnese che richiesero la sua elezione a superiora del loro monastero. Una cosa inaudita, lei aveva solo quindici anni: fu necessaria la dispensa del papa Martino IV (1210-1285), che in quei tempi dimorava nella vicina Orvieto.
Il monastero si sviluppò rapidamente e Agnese fu un grande esempio per le religiose e le giovani che si raggrupparono intorno a lei. Praticava una straordinaria mortificazione ed era inspiegabile come potesse vivere nutrendosi abitualmente solo di pane e acqua; nei giorni di festa mangiava pasta condita con briciole di pane (vedi la ricetta che correda questo articolo). Dormiva per terra, con una pietra sotto la testa. A Proceno Agnese mise in pratica varie volte il meraviglioso dono dei miracoli affidatole dal Signore: bastava che si avvicinasse agli ossessi e questi venivano liberati. In più occasioni moltiplicò il pane e malati gravi riacquistarono la salute.

IL RITORNO A MONTEPULCIANO
Rimase a Proceno 22 anni. In quel periodo, malgrado fosse capace di dispensare la guarigione agli altri, lei era sofferente e malata. Nella primavera del 1306 fu richiamata a Montepulciano, dove iniziò la costruzione di una chiesa, come la Vergine Maria nella visione avuta alcuni anni prima le aveva chiesto. E così fondò il monastero di Santa Maria Novella (di cui sarà badessa) che si alimenterà della spiritualità domenicana. (Si spiega così l'iconografia che ritrae Agnese sempre con l'abito bianco e il mantello nero).
Oltre alle qualità di guaritrice, Agnese si dimostrò una straordinaria paciera. Numerose furono le occasioni in cui intervenne in città per risolvere le controversie nelle lotte tra le famiglie nobili. Purtroppo la grave malattia contratta a causa delle severe mortificazioni, dei digiuni a ripetizione e dell'austerità che si era imposta non le dava pace e il suo stato peggiorò. Fu costretta a letto, con le forze che si affievolivano ogni giorno di più. Nel 1316 Agnese, su suggerimento del suo medico e dietro le insistenze delle consorelle andò a Chianciano, per curarsi alle terme. Nel luogo dove si immergeva sgorgò una nuova polla d'acqua, era calda e sulfurea. Quella sorgente prenderà il nome di Bagni di S. Agnese. La sua presenza fu d'aiuto ai numerosi malati presenti nella località e Agnese operò numerosi miracoli, ma le cure termali non portarono alcun giovamento alla sua malattia, che peggiorò.
Ormai in punto di morte, Agnese rincuorava le consorelle invitandole a rallegrarsi perché per lei era giunto il momento tanto atteso dell'incontro con Dio. E questo avvenne il 20 aprile 1317. Siccome le suore e i frati domenicani volevano imbalsamare il corpo di Agnese ordinarono del balsamo a Genova, ma non ce ne fu bisogno, perché dalle mani e dai piedi di Agnese stillò un liquido odoroso che impregnò i panni che coprivano il suo corpo. Ne furono raccolte alcune ampolle. L'eco del miracolo richiamò numerosi ammalati che desideravano essere unti dall'olio miracoloso. La salma non fu inumata, ma sistemata in un'urna di legno munita di serratura che permetteva di aprirla e di mostrare ai fedeli i resti mortali che rimasero per lungo tempo incorrotti.
Come scrisse il beato Raimondo da Capua nella sua Legenda nel 1366, il suo corpo era ancora intatto, come se Agnese fosse appena morta, e molti erano i miracoli di guarigione che avvenivano nella chiesa, che ormai era conosciuta come "Chiesa di sant'Agnese". Un'altra autorevole fonte, la Vita (1606) di padre Lorenzo Sordini Mariani testimonia in questo senso. Le guarigioni furono miracolose e istantanee e nessun medico fu in grado di spiegarle. Di questi miracoli si ha anche una pubblica registrazione fatta da notai già a partire da pochi mesi dopo la morte della santa. Secondo la tradizione compì dopo morta altri prodigi, fra cui quello di aver risparmiato Montepulciano dall'epidemia di colera del 1855.
L'origine della sua malattia non è mai stata accertata. Il culto di sant'Agnese si è diffuso rapidamente grazie anche all'opera dei domenicani. È stata canonizzata da Benedetto XIII (1649-1730) il 12 maggio 1726 nella chiesa romana di Santa Maria sopra Minerva. L'esempio di fede e di vita di sant'Agnese è una fonte di ispirazione. Anche se per i nostri contemporanei le mortificazioni fisiche sono difficili da mettere in pratica, possiamo almeno vivere senza sprechi, in modo austero e semplice: qualità che affinano la nostra vita spirituale.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 01-08-2021

8 - OMELIA XXIX DOM. DEL T.ORD. - ANNO B (Mc 10,35-45)
Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Anche questa domenica il Vangelo ci parla di umiltà e di croce. Si avvicinarono a Gesù i due figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, e gli chiesero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra» (Mc 10,37). Gli Apostoli non avevano ancora compreso l'insegnamento di Gesù, essi ricercavano ancora la gloria umana, mentre il Maestro voleva far capire a loro che si entra nella gloria del Regno solo attraverso la sofferenza della croce e l'umiltà del cuore. Per far comprendere questa esigenza, Gesù domanda loro: «Potete bere il calice che io bevo?» (Mc 10,38). Gesù intende il calice amaro della Passione e Morte in Croce. Giacomo e Giovanni non comprendono ancora bene, e rispondono: «Lo possiamo» (Mc 10,39). Gesù predice loro che anch'essi avrebbero bevuto questo calice amaro – infatti tutti gli Apostoli dopo la Pentecoste ebbero a soffrire per il Nome di Gesù, e quasi tutti morirono martiri –, ma afferma che spetta solo al Padre stabilire a chi spettano i posti d'onore accanto a Lui nella gloria.
Dall'altra parte vediamo gli altri dieci Apostoli. Anch'essi non avevano ancora compreso la grande lezione di umiltà e carità del Salvatore, e «cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni» (Mc 10,41) a causa della loro grande pretesa. Ecco allora che Gesù impartisce a tutti e Dodici un grande insegnamento, facendo loro comprendere chi è veramente grande agli occhi di Dio: «Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo, infatti, non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,43-45).
In poche parole, Gesù ci insegna a ricercare sempre l'ultimo posto. La ricerca dell'ultimo posto ha sempre contraddistinto la condotta dei Santi, i quali volevano fedelmente seguire le orme di Gesù e vivere in umiltà. La vera umiltà si riconosce da alcuni segni. Come quando c'è molto caldo e il sole picchia, istintivamente si cerca l'ombra; così l'anima umile cerca di rimanere sempre nascosta. Essa, quando è posta in alto, si sente a disagio.
Il secondo segno è quello di accettare serenamente le umiliazioni che ci vengono dagli altri. Essa soffre interiormente per l'umiliazione subita; ma, nel profondo del suo cuore, rimane in una pace inalterata. Un conto è umiliarsi davanti agli altri, con la segreta speranza che nessuno ci creda, un altro conto è subire una ingiusta umiliazione e rimanere tranquilli. San Francesco d'Assisi si dimostrava riconoscente nei confronti di tutti quelli che, in qualche modo, lo riprendevano e lo umiliavano.
Un altro segno è quello di parlare sempre bene di tutti. Si capisce: se l'umile si considera l'ultimo di tutti, di conseguenza pensa bene di tutti. Non potrebbe essere diversamente. San Francesco era convinto che se Dio avesse dato le grazie a lui concesse a qualsiasi delinquente di questo mondo, questi sarebbe certamente meglio di lui. Forse questo è il segno più certo che denota una grande carità d'animo.
Poi vi sono altri segni. Uno consiste nel non potersi inorgoglire delle lodi ricevute. L'anima umile sa benissimo che è Dio l'artefice di tutto il bene che riesce a compiere, per cui indirizza subito la lode ricevuta al suo Signore. Così fece la Madonna, la quale, lodata da Elisabetta, esclamò: «L'anima mia magnifica il Signore». L'ultimo segno che consideriamo consiste nel non accorgersi nemmeno del bene che si fa. Questo segno lo vediamo in tutto il suo splendore nella vita di san Francesco, il quale, prima di morire, disse così ai frati radunati attorno a lui: «Fratelli, iniziamo a far del bene, perché finora non abbiamo fatto nulla».
La ricerca dell'ultimo posto ha contraddistinto la vita di sant'Antonio da Padova. Egli, prima di entrare nell'Ordine francescano, era già un profondo teologo e un grande predicatore; ma, una volta entrato tra i frati, volle nascondere queste sue doti per poter vivere nell'ombra. Nel convento dove fu destinato svolse i lavori più umili, stimando una grande grazia quel genere di vita così nascosta agli occhi degli uomini. Ma Dio dispose diversamente. Un giorno, essendoci delle Ordinazioni sacerdotali, e venuto meno il predicatore per un imprevisto, serviva qualcuno che annunziasse la Parola di Dio all'assemblea radunata. Tutti gli altri sacerdoti si tirarono indietro perché non erano preparati e temevano di fare una brutta figura. Allora i Superiori ordinarono all'obbediente sant'Antonio di predicare. Fu una predica meravigliosa e, da quel giorno, i Superiori lo destinarono alla predicazione popolare, per la gloria di Dio e il bene delle anime.
Chi si umilia sarà innalzato!

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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