BastaBugie n°744 del 24 novembre 2021

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1 LA DISCRIMINAZIONE DEI NON VACCINATI E' UN CRIMINE
L'europarlamentare Francesca Donato: ''La mia libertà non finisce dove inizia la tua ossessione''
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 IL PRINCIPE CORRADINO DEL REAME DI ZUCCAPIENA
Fiaba realistica per capire che se rinunci al bendidio che hai per una finta libertà, ti trovi senza il bendidio e senza la libertà
Autore: Benedetta de Vito - Fonte: Stilum Curiae
3 SCANDALO AL GRANDE FRATELLO VIP: ALFONSO SIGNORINI SI DICHIARA CONTRO L'ABORTO
Bufera di polemiche sul presentatore che in prima serata su Canale 5 ha detto: ''Noi siamo contrari all'aborto in ogni sua forma'' (VIDEO: Un padre racconta l'aborto)
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone
4 LADY GAGA PIANGE SUL FALLIMENTO DELLA LEGGE ZAN
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Lufthansa abbandona il saluto ''signori e signore'', Voglio essere coreano come i trans che cambiano sesso, Il bavaglio Lgbt alle facoltà di medicina
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Provita & Famiglia
5 LA VERA STORIA DI MARIE HEURTIN E' ANCORA PIU' BELLA DEL FILM
Un film bello e commovente, ma che dimentica di dire che Dio fu il vero protagonista della storia della suora che seppe educare Marie, la bambina sordomuta e cieca dalla nascita (VIDEO: trailer del film)
Autore: Miguel Cuartero Samperi - Fonte: Aleteia
6 COL PROGRESSO STIAMO DIVENTANDO PIU' STUPIDI
E, come tutti gli stupidi, non solo non siamo in grado di rendercene conto, ma sprizziamo arroganza da tutti i pori (VIDEO: Perché gli stupidi si credono intelligenti)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 UNA FAMOSA TENNISTA SPARISCE PER AVER CRITICATO IL REGIME CINESE (POI RIAPPARE, MA...)
E intanto la giornalista che denunciò quello che accadeva a Wuhan sta morendo in carcere
Autore: Francesca Burattin - Fonte: Sito del Timone
8 OMELIA I DOM. AVVENTO - ANNO C (Lc 21,25-28.34-36)
I vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni
Fonte: Il Settimanale di Padre Pio

1 - LA DISCRIMINAZIONE DEI NON VACCINATI E' UN CRIMINE
L'europarlamentare Francesca Donato: ''La mia libertà non finisce dove inizia la tua ossessione''
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21-11-2021

«È sbagliato e pericoloso parlare di una pandemia di non vaccinati». Ad affermarlo è il professore Günter Kampf in un articolo appena pubblicato dalla rinomata rivista The Lancet. Il professor Kampf, che è docente di Igiene e Medicina ambientale all'Università di Greifswald (Germania) e ha all'attivo circa 180 articoli scientifici relativi alle infezioni, si mostra preoccupato della comunicazione sul Covid che viene veicolata dalle autorità negli Stati Uniti e in Germania. Ma ricordiamo che anche in Italia la tesi della "pandemia dei non vaccinati" è stata prontamente rilanciata. E la "punizione" delle persone non vaccinate è allo studio del governo, chiesta a gran voce da molti politici con il sostegno dei media più importanti, cosa che ha ovviamente guadagnato il consenso di gran parte della popolazione italiana.

I VACCINATI TRASMETTONO IL COVID
Perché è sbagliata questa tesi? Perché «c'è la crescente evidenza che le persone vaccinate continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione» del Covid. E qui Kampf cita diversi studi condotti negli Stati Uniti e in Germania, che dimostrano come i vaccinati si infettino e anche muoiano di Covid e quando contagiati abbiano una carica virale alta, non diversamente dai non vaccinati. Riporta anche il caso del focolaio registrato in un nightclub di Münster, in Germania, dove 85 delle 380 persone pienamente vaccinate o guarite dal Covid, sono state contagiate. Tutte le analisi fin qui fatte, dice Kampf, dimostrano che «i vaccinati hanno un più basso rischio di contrarre una malattia grave ma sono ancora una parte rilevante della pandemia». Quindi parlare di pandemia è effettivamente sbagliato. Ma perché è anche pericoloso? «Storicamente - prosegue Kampf - sia Stati Uniti che Germania hanno generato esperienze negative stigmatizzando parti della popolazione a causa del colore della pelle o della religione». È abbastanza chiaro quindi dove porta la strada della demonizzazione dei non vaccinati.
Il professor Kampf non è certo il solo nel mondo scientifico a lanciare l'allarme. Nei giorni scorsi abbiamo citato un altro studio pubblicato da The Lancet in cui si dimostra, dati britannici alla mano, che la carica virale dei contagiati vaccinati è alta e pari a quella dei non vaccinati. Ma anche il noto dottore Anthony Fauci, direttore negli Usa del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), ha ammesso in diverse interviste rilasciate nei giorni scorsi che c'è un numero «significativo» di americani vaccinati che sono ricoverati in ospedale a causa del Covid. Ad essere precisi, documenti del Dipartimento della Difesa dicono che da agosto il 60% delle ospedalizzazioni riguardano persone pienamente vaccinate. Ed è un trend che riguarda tutti i paesi occidentali.

LA VACCINAZIONE SEMESTRALE
Ma c'è anche un secondo aspetto che, in parte, spiega il primo: ovvero è ormai evidente che l'efficacia del vaccino decade nel giro di pochi mesi, vale a dire che chi è stato vaccinato da 5-6 mesi è già di nuovo senza protezione. Per questo motivo i diversi governi si stanno lanciando sulla terza dose. Ma non basterà certamente, checché ne dica l'immunologo Sergio Abrignani, del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), che nei giorni scorsi, senza uno straccio di documentazione scientifica, ha sparato che con la terza dose si sarà al riparo per 5-10 anni. A essere più realista, per quanto inquietante, è stato Fauci, secondo cui invece i richiami del vaccino devono essere considerati come «parte del regime normale». In altre parole la prospettiva è la vaccinazione anti-Covid ogni 5-6 mesi a tempo indeterminato, alla faccia di chi aveva creduto alla storia della puntura, massimo due, e tutti liberi.
Si può discutere se di fronte a questi dati ormai incontrovertibili sia più saggio proseguire nella strategia vaccinista che prevede richiami continui, forse a intervalli di tempo sempre più corti, oppure se sia il caso di ripensare il tutto, riconsiderando ad esempio l'importanza delle terapie precoci domiciliari. Ma certamente non si può discutere sul fatto che la criminalizzazione dei non vaccinati e l'alimentazione dell'odio sociale nei loro confronti sia una decisione politica gravissima, che avrà conseguenze altrettanto gravi e i cui artefici ne dovranno portare la responsabilità. Tanto più che in Italia già oggi circolano liberamente con il Green Pass - che vale 12 mesi - milioni di persone la cui vaccinazione ha perso efficacia e sono di fatto alla pari dei non vaccinati. Con la differenza che questi ultimi si fanno i tamponi e sono quindi controllati.

Nota di BastaBugie: Marinellys Tremamunno nell'articolo seguente dal titolo "Odio sociale, l'Italia sulle orme del Venezuela" parla del clima di odio sociale che viene montato contro i cosiddetti No Vax. Questo meccanismo è lo stesso che ha usato il dittatore comunista Hugo Chavez nell'ascesa al potere in Venezuela.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 novembre 2021:

Come sappiamo in questi giorni c'è grande agitazione intorno all'argomento dei cosiddetti No Vax (in realtà persone che non si fidano di questo vaccino o non lo fanno per scelta etica). Si annuncia l'imposizione di ulteriori restrizioni che mirano a escludere i non vaccinati dalla vita sociale, compresa perfino la durata dimezzata di 24 ore della certificazione ottenuta con il test rapido. I mass media italiani non parlano d'altro, i No Vax sono il nemico da sconfiggere: "Sono negazionisti", "sono i colpevoli della quarta ondata", "finiscono in terapia intensiva prendendo il posto di chi veramente ha bisogno", e così via in un crescendo di affermazioni e sentenze pilotate, senza nessun fondamento scientifico.
Non basta avere più dell'84% della popolazione over 12 vaccinata, no! Nonostante sia dimostrato che i vaccinati contagiano e si contagiano lo stesso, secondo il governo è la minoranza - peraltro molto attenta con le misure di protezione per evitare il contagio - che mette a rischio l'intero Paese e deve essere perseguitata con ogni mezzo. Anche violando garanzie costituzionali, come il diritto al lavoro o le libertà personali.
È una vera follia! Ma da venezuelana mi sembra di vivere un déjà-vu che potrebbe portare l'Italia verso un percorso molto pericoloso.
È la trappola della cultura dell'odio, un copione già vissuto in Venezuela in nome di una ideologia, il socialismo: il piano implica la creazione del nemico interno da segnalare, perseguitare e sconfiggere con la logica della guerra, limitando ogni libertà e utilizzando le proprie strutture civili, che significa usare settori della popolazione per compiti di intelligence, per il confronto diretto tra cittadini, senza armi. [...]
Quello che mi preoccupa di più è che si stanno sottovalutando le conseguenze di questa pazzia. Sono italiana, ma sono anche venezuelana e so bene cosa significa perdere un Paese per l'imposizione di una ideologia.
Hugo Chavez ha limitato le libertà ai venezuelani in nome della lotta alle disuguaglianze, Mario Draghi sta limitando le libertà degli italiani in nome della lotta contro il Covid-19. Papa Giovanni Paolo II aveva già sollevato il monito: "Grave è la responsabilità delle ideologie che proclamano l'odio e il risentimento come motori della storia".
Evidentemente quello che accade in Italia non è casuale. Per capire la gravità della situazione si deve guardare al di là della discussione sul vaccino, ovvero alla pericolosa predica dell'odio e della punizione di ogni dissenso, che deteriora le relazioni sociali distruggendo la convivenza anche all'interno delle famiglie.
La storia ci ha insegnato che tutti i sistemi dittatoriali devono cercare meccanismi per mantenersi e avendo un nemico è possibile giustificare determinate azioni. La trappola della lotta contro i No Vax non è casuale, aprite gli occhi!

IL COMMENTO DI RINO CAMMILLERI
Nel suo interessantissimo blog "Antidoti", il 18 novembre 2021 Rino Cammilleri in merito alla demonizzazione dei novax ha scritto:
Allora, se ho capito bene: il vaccino non ferma i contagi perché ci sono i non vaccinati. Costoro verranno messi dunque con le spalle al muro. Quando avranno capitolato saremo tutti vaccinati. E se il contagio ancora non si ferma, la colpa sarà di quelli che non hanno fatto la terza dose. E se il contagio ancora non si fermerà, sarà di quelli che non fanno la quarta. Come trovata governativa è geniale: si può andare avanti all'infinito. È il vecchio "divide et impera". Ma sempre efficace per evitare che i sudditi, stufi, se la prendano col re.

DOSSIER "CORONAVIRUS"
Sì alla prudenza, no al panico

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DOSSIER "IL VACCINO ANTI-COVID"
La scienza e la propaganda

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21-11-2021

2 - IL PRINCIPE CORRADINO DEL REAME DI ZUCCAPIENA
Fiaba realistica per capire che se rinunci al bendidio che hai per una finta libertà, ti trovi senza il bendidio e senza la libertà
Autore: Benedetta de Vito - Fonte: Stilum Curiae, 17 novembre 2021

Nel bel reame di Zuccapiena, quando gli asini volavano e Berta filava, viveva un principino di nome Corrado, che tutti però, poiché era piccino, chiamavano Corradino e così faremo anche noi. A Corradino, che amava schiacciare le formiche e uccidere le mosche con la fionda, non garbava l'ordine in cui era costretto a vivere. Storceva il naso al profumo di lavanda delle sue lenzuola, si tediava a veder che persino i muli erano ben educati a Zuccapiena e sbuffava quando sua madre invitava lui e i suoi fratellini alla preghiera. Con la bocca recitava, con il cuore era al fianco di Gigetto Rompicollo a schiacciar le rane nel pantano.
Un giorno, però, un brutto giorno mentre stava chino sull'acqua torbida dello stagno, non fece in tempo ad acchiappare una raganella che quella gli stampò su una guancia un bacio. Sentì tutto un formicolio, apri la bocca, ma invece di aiuto disse cra e, con un salto, si buttò nel gorgo mentre Gigetto si sbellicava dalle risa e, invece di dargli una mano, si infilava tutte le dita nelle narici del naso a pescar le cosette sue.
Corradino che lassù era principe si trovò principe anche tra le ranocchie, che vivevano in piena libertà, in un Sessantotto si può dire da leccarsi le dita con lo schiocco per il nostro Corradino che vi si buttò, per così dire, a pesce. Regole non ce n'erano e se c'erano erano talmente confuse che si trovava sempre un mezzuccio per aggirarle. Si poteva dormir tutto il giorno e aver lo stesso i pasti assicurati e anche le bisbocce. Corradino se la spassò alla grade, incurante di tutto e ben felice di essersi lasciato alle spalle la mamma, le duchesse e tutti gli spigoli dei doveri che a Zuccapiena erano rispettati dai paggi, dai palafrenieri e anche dalle mosche. Che sguazzi, che solluccheri, che scialo, signori miei, No, a Corradino non dispiaceva punto aver perduto il suo tronino al palazzo del Re. Il bene era chiamato male nel fosso e non si pregava mai perché Dio lo avevano cancellato da vocabolario.
E tutto andò avanti così per un bel pezzo e Corradino non si accorse per niente che l'acqua del pantano si era fatta più calda. No, no, no, nossignore, anzi il bagnetto al vapore quasi gli piaceva ed era diventato, per le rane, una moda. Chiamavano quel teporino, il bagno di bellezza e così, scrollando le zampette, non ci pensarono più. Poi un mattino di pioggia, portato dalla guazza si presentò alle porticine dello stagno un grosso rospo, detto il Drago, che aveva fatto parlar di sé in giro per i pantani vicini per essere un tipo meticoloso, un gran signore, un tutto d'un pezzo e un tesoruccio.
Fu così che il re delle rane, stanco di governare e anche un poco stufo, passò al Drago i pieni poteri. Il pantano si fece un poco più caldo, ma non troppo. Il Drago, presto, cominciò a legiferare e il mondo già storto delle rane si mise a capo in giù. Tutte le rane, da allora in poi, potevano, volendo, farsi libellule. Così in molte si mozzarono le zampette e rubarono le ali agli insetti che svolazzava quieti sull'acque. Via aprire tutti i confini alle rane immigrate che erano, di stazza, il doppio di quelle del pantano. Così in molte si trovarono in esilio e nessuno se ne curava, presi com'erano a dare il benvenuto alle nuove venute, applaudite anche se eran piene di bitorzoli.
Poi il Drago stabilì che le rane maschio potevano dirsi femmine e viceversa e Corradino iniziò a non capirci più nulla. Un giorno poi il Drago disse che si era scatenata una pestilenza gravissima e che, per sopravvivere, le rane dovevano star ferme per giorni, settimane e mesi nel luogo detto il Riposo delle ninfee. Cioè il cimitero. E le rane tutte quante, malate di paura, obbedirono. Le zampe a mollo permanente non le sentivan più, ma il cuore batteva ancora. Si guardavan in cagnesco l'un l'altra per timore del contagio. Il Drago per non sentirle più lamentarsi tappò loro la bocca con una benda anti-malattia. Tiè! Zitte e mosca.
Poi il Drago dichiarò che per far la medicina contro la pestilenza occorreva sacrificare i girini e quelle, ubbidienti, gli portarono gli ingredienti, felici di salvarsi la pelle, uccidendo i loro piccolini. Fu distribuita la medicina che era un pastrocchio color marrone che lasciava il segno in modo che si vedesse chiaro e tondo chi l'aveva messa e chi, contravvenendo al volere del Drago, no.
E siccome Corradino, di girini, da sacrificare non ne aveva, se ne restò in un canto, color verde brillante, sperando di non dar nell'occhio. Oh, ma invece lo videro, eccome, e lo randellarono per bene perché, senza unguento della vita (cioè della morte) metteva in pericolo il gruppo, perché si comportava da antisociale, perché non voleva uniformarsi a quel che facevan gli altri e alla volontà del Drago.
Tutto ammaccato, e mogio mogio, Corradino ripensò al suo lettino profumato di lavanda, alla mamma che lo chiamava alle preghiere, ai muli educati di Zuccapiena e provò una gran nostalgia, il cuore gli si strinse in petto e proprio mentre stava per gocciolar la prima lacrima si svegliò: era nel suo bel lettino, a Zuccapiena e, tra le braccia, stringeva un ranocchio verde dono della tata, che, entrata in quell'istante, gli disse: "Ovvia, svegliati pigrone, mica vuoi esser come quel ranocchio che stringi al petto?. Nossignore, rise tra sé Corradino e il giorno successivo tuffò le mani nello stagno, estrasse un grosso rospo nero e lo portò ai confini del regno, nel Deserto delle lucertole viola... Così finiscono nelle fiabe e anche nel libro della Sapienza, i cattivoni che usurpano il potere che è dono del Signore.

DOSSIER "CORONAVIRUS"
Sì alla prudenza, no al panico

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Fonte: Stilum Curiae, 17 novembre 2021

3 - SCANDALO AL GRANDE FRATELLO VIP: ALFONSO SIGNORINI SI DICHIARA CONTRO L'ABORTO
Bufera di polemiche sul presentatore che in prima serata su Canale 5 ha detto: ''Noi siamo contrari all'aborto in ogni sua forma'' (VIDEO: Un padre racconta l'aborto)
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone, 18 novembre 2021

Polemiche dovevano essere e polemiche, come da copione, son state. Le reazioni alle parole di Alfonso Signorini che durante il Grande Fratello Vip, in prima serata su Canale 5, ha osato esprimere a chiare lettere una difesa della vita nascente - «Noi siamo contrari all'aborto in ogni sua forma» - sono state numerose e prevedibilmente critiche. Dall'attrice Anna Foglietta («occhio ai diritti») alla cantante Fiorella Mannonia («ma noi chi?»), dalla giornalista Selvaggia Lucarelli («parla per te e per il tuo corpo») fino all'attrice Sabrina Ferilli («un passo avanti, due indietro») molte, infatti, son state le frecciate all'indirizzo di Signorini, il quale, peraltro, nel pronunciare le sue parole partiva dal caso d'una cagnolina; e se si fosse limitato a condannare l'aborto tra gli animali e non quello «in ogni sua forma», vien da dire, probabilmente gliela avrebbero pura fatta passere liscia.

TUTTI CONTRO UNO
Invece Signorini ha osato e, come si diceva, la polemica è stata forte. Perfino Endemol Shine Italia, società produttrice del Grande Fratello Vip, in una nota ha preso le distanze dal conduttore, affermando che l'aborto è «un diritto di ogni donna sancito dal nostro ordinamento». Certo, il popolare giornalista ha incassato pure delle dichiarazioni di appoggio (Paolo Brosio, Mario Adinolfi, il Movimento per la Vita, ProVita&Famiglia), ma non c'è dubbio che le voci critiche contro di lui sian state ben più numerose. Eppure - ecco, forse, la vera notizia - Signorini non ha mollato, non è corso a scusarsi. E, nella serata di martedì, a 24 ore dalle sue parole sull'aborto, ha rilanciato la sua posizione, difendendo un principio che troppi sembran essersi dimenticati: la libertà di pensiero.
«Tra i diritti civili per i quali mi batto da sempre ci sono il rispetto e la difesa della libertà di pensiero», ha scritto Signorini su Twitter, subito aggiungendo: «Un principio che difendiamo, anzi difendo, con assoluta fermezza. Indipendentemente dai miei gruppi di lavoro». Dice bene, il conduttore del Grande Fratello. Il punto è che - ed ora se ne starà di certo accorgendo pure lui, a sue spese - la libertà di pensiero, oggi, non è più tollerata; non se si parla di aborto e non nel mondo occidentale. Le prove di questo sono ormai purtroppo evidenti e gli esempi, come si suol dire, si sprecano.

LA DIFESA DELLA VITA SI PAGA CARA
Si va da Stéphane Mercier, docente di filosofia che nel 2017 fu sospeso dall'università cattolica belga di Lovanio per aver equiparato l'aborto all'omicidio, a padre David Palmer, allontanato dall'università di Nottingham per aver difeso la vita sui social, fino a John Gibson, top manager statunitense nel mondo dei videogiochi che, per aver espresso supporto alla legislazione pro life del Texas è stato cacciato. Insomma, oggi essere antiabortisti costa. La difesa della vita si paga cara e, soprattutto, dell'aborto - sul piccolo schermo - non si deve parlare. Guai.
Se ne accorse a sue spese pure un mito del giornalismo italiano, Enzo Biagi, che l'8 marzo 1985, nel suo programma su Rai 1, Linea diretta, trasmise in versione integrale Il grido silenzioso, documentario sull'aborto realizzato, dopo la conversione alla causa pro life, dal già citato Nathanson. Fu il finimondo. E come andò a finire? Non risulta che Biagi abbia subito richiami ufficiali ma Linea diretta l'anno dopo, fatalità, non era più nei palinsesti. Questo, beninteso, non significa che Alfonso Signorini verrà cacciato. Anzi, ci auguriamo vivamente che la sua voce possa continuare ad essere presente sul panorama televisivo e non solo. Ma prima di tornare sull'argomento aborto, ecco, probabilmente la prossima volta lui per primo ci penserà, anche più delle famose due volte.

Nota di BastaBugie: proponiamo ancora una volta lo struggente video dal titolo (durata: 13 minuti) "Un padre racconta l'aborto" con la testimonianza di due coniugi sulle conseguenze devastanti dell'aborto nella vita interiore di chi lo commette. Ma la speranza di potersi rialzare esiste e va cercata nel perdono di Dio.


https://www.youtube.com/watch?v=f-ZQbcmfmQQ

Fonte: Sito del Timone, 18 novembre 2021

4 - LADY GAGA PIANGE SUL FALLIMENTO DELLA LEGGE ZAN
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Lufthansa abbandona il saluto ''signori e signore'', Voglio essere coreano come i trans che cambiano sesso, Il bavaglio Lgbt alle facoltà di medicina
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Provita & Famiglia, 16 novembre 2021

Ci mancava solo Lady Gaga, a piangere sull'affossamento del ddl Zan. É quanto avvenuto nell'ultima puntata di Che tempo che fa, su Rai2, nel corso della quale la star mondiale - in questi giorni in Italia per l'uscita della sua ultima opera cinematografica - ha dichiarato, appunto, il suo appoggio ai diritti civili e in particolare al defunto ddl Zan, la legge contro l'omotransfobia naufragata al Senato con la «tagliola».
«Volevo dire alla comunità Lgbtq+ qui in Italia che siete i più coraggiosi, siete i più gentili, i più generosi», sono state le parole dell'attrice e cantante, che ha pure aggiunto: «Dovete essere protetti a tutti i costi, come tutti gli esseri umani sulla Terra, e continuerò a scrivere musica per voi e a combattere per voi». Ora, siccome che non risulta che, dinnanzi a tali parole, il conduttore, Fabio Fazio abbia informato Lady Gaga che le persone, quali che siano le loro tendenze, sono già oggi protette «a tutti i costi, come tutti gli esseri umani sulla Terra», ci permettiamo di farlo noi.
Infatti la star evidentemente non sa - ed è normale sia così, non essendo l'Italia il suo Paese e non avendo lei una formazione da giurista - che già oggi, senza il compianto ddl Zan, il nostro ordinamento persegue i delitti contro la vita (art. 575 e ss. cod. pen.) e contro l'incolumità personale (art. 581 ss. cod. pen.), i delitti contro l'onore, come la diffamazione (art. 595 cod. pen.), i delitti contro la personalità individuale (art. 600 ss. cod. pen.), i delitti contro la libertà personale, come il sequestro di persona (art. 605 cod. pen.) o la violenza sessuale (art. 609 ss. cod. pen.), i delitti contro la libertà morale, come la violenza privata (art. 610 cod. pen.), la minaccia (art. 612 cod. pen.) e gli atti persecutori (art. 612-bis cod. pen.). E tutto ciò, sia badi, rigorosamente - e giustamente - prescindere dall'orientamento sessuale della vittima di siffatti delitti.
Dunque i membri della comunità Lgbt sono a tutti gli effetti tutelati «come tutti gli esseri umani sulla Terra». Non solo. In caso di aggressione ad una persona in ragione del suo orientamento sessuale, il giudice nell'emanare la propria sentenza può riconoscere delle aggravanti, che riguardano sia le motivazioni di tale gesto (l'aggravante dei motivi abietti e futili di cui all'art. 61 co. 1 n. 1 cod. pen), sia la possibilità che una simile violenza possa avvenire approfittando della vulnerabilità di un soggetto che, per esempio, fosse circondato da un gruppo di bulli (l'aggravante della c.d. minorata difesa).
Non è ancora finita. Con questo impianto normativo, l'Oscad - l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, operativo presso il Vimininale - esaminati gli atti contro le persone riconducibili alla minoranza Lgbt, ci dice che essi sono fortunatamente rarissimi. Al massimo qualche decina all'anno, in un Paese da 60 milioni di abitanti come l'Italia; e, attenzione, non v'è ragione alcuna di dubitare dell'attendibilità dell'Oscad dal momento che lo stesso ddl Zan prevedeva di affidare ad esso (all'articolo 10) funzioni di monitoraggio nella situazione nel Paese.
Da ultimo, andrebbe precisato un fatto - non solo per Lady Gaga, ma per tutti coloro che piangono la fine del ddl Zan alla stregua d'una tragedia nazionale -, e cioè che quella legge non aggiungeva diritti. Anzi, ne toglieva. A chi? A chi considera la famiglia come formata dal matrimonio tra un uomo ed una donna, a chi pensa che le cure ormonali per i "baby trans" siano un pericolo, a chi ritiene che l'utero in affitto sia un crimine. Tutte queste persone, infatti, se fosse passata la legge arcobaleno oggi sarebbero a rischio di sanzioni penali, peraltro assai pesanti. Sarebbe bello che un futuro ospite di Che tempo che fa, magari un po' informato, lo facesse presente.

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.

LUFTHANSA ABBANDONA IL SALUTO ''SIGNORI E SIGNORE''
Salendo a bordo degli aerei Lufthansa e delle consociate (Swiss, Austrian Airlines, Brussels ed Eurowings) non si verrà più salutati con «Signori e signore benvenuti a bordo», bensì con il più inclusivo «Benvenuti a bordo». La portavoce della compagnia tedesca, Anja Stenger: «La diversità per noi non è una frase vuota, da ora vogliamo esprimere la nostra attenzione al linguaggio».
Anche grazie alle parole il conformismo neutralizzante e paralizzante della teoria del gender si sta diffondendo sempre più.
(Gender Watch News, 15-07-2021)

VOGLIO ESSERE COREANO COME I TRANS CHE CAMBIANO SESSO
L'influencer inglese Oli London, spendendo ben 170mila euro, si è sottoposto a 18 interventi chirurgici per assomigliare ad un coreano. Tra questi interventi ricordiamo la plastica facciale, il rimodellamento delle sopracciglia e la modifica alla dentatura. L'obiettivo era quello di assomigliare alla popstar coreana Jimin dei BTS.
London, che inoltre si definisce non binario (ossia né maschio né femmina), ha spiegato: «Finalmente sono coreano! Ho effettuato la transizione. Sono così felice di aver completato il mio cambiamento. Sono stato intrappolato per otto anni in un corpo che non era il mio. Essere transessuale è come essere transraziale perché sei nato nel corpo sbagliato».
Qualcuno lo ha accusato di «appropriazione culturale». La sua risposta: «Questa è la mia cultura adesso. Il mio aspetto riflette questa cultura. Alcuni non capiranno, ma per chi ha seguito il mio viaggio negli ultimi otto anni, in cui sono stato molto infelice, questa notizia non suona come una novità».
Il discorso del confuso London non fa una piega: se io nonostante sia maschio posso diventare una femmina, allora significa che io, nonostante sia di etnia caucasica, posso diventare di etnia asiatica. Se critichiamo London per appropriazione culturale allora dovremmo criticare tutti i transessuali per appropriazione sessuale.
(Gender Watch News, 02-07-2021)

IL BAVAGLIO LGBT ALLE FACOLTÀ DI MEDICINA
Il bavaglio arcobaleno non colpisce solo sacerdoti e cristiani, e sarebbe miope non rendersene conto. Tra le vittime eccellenti dell'ideologia gender, infatti, da tempo si segnala anche una realtà che con la religione e i presunti oscurantismi ha poco a che vedere: quella delle facoltà di medicina. A farlo presente, con interessanti approfondimenti, è la giornalista e scrittrice Katie Herzog, la quale si è messa a raccogliere testimonianze di professori e studenti che, il più delle volte, hanno preferito l'anonimato nel riferire ciò di cui sono stati testimoni.
Già questo, a ben vedere, è un particolare che fa riflettere e indicativo del clima che si respira oggi in certi atenei, ma andiamo avanti perché dalle indagini della Herzog sono emerse storie davvero incredibili. Per esempio, quella d'un professore che, nel bel mezzo di un recente corso di endocrinologia in una delle migliori facoltà di medicina dell'Università della California, ha ritenuto di fermarsi scusandos i per qualcosa che aveva detto all'nizio della lezione. Quell'offesa così grave da giustificare lo stop di una lezione universitaria erano tre semplici parole: «Donne in gravidanza». Sì perché secondo il dogma gender la gravidanza non è esperienza delle donne bensì di chi donna «si sente». Che l'affare sia serio è provato dal caso della parlamentare norvegese Jenny Klinge, recentemente denunciata per aver osato dire che «solo le donne possono partorire», cosa ovvia ma che di questi tempi ricade nella casistica del misgendering, configurandosi come crimine d'odio.
Ma torniamo all'inchiesta di Katie Herzog, la quale riferisce come ormai, nelle facoltà di medicina - dove cioè a dettar legge vi dovrebbero essere solo pubblicazioni scientifiche, evidenze empiriche e statistiche - vi siano insegnanti che, prima delle loro lezioni, si confrontano con membri delle associazioni Lgbt. Avete capito bene: per evitare brutte sorprese dall'inquisizione arcobaleno - che agita le accuse di «omofobia» e «transfobia» con impressionante disinvoltura - ci sono docenti universitari che quasi non entrano in aula, se prima non hanno la certezza di poterlo fare senza incorrere nella gogna mediatica; una cosa che non si vedeva neppure "ai tempi di Galileo", per dirla con un'espressione nota quanto abusata. Un'ulteriore conferma del clima di terrore che regna negli atenei statunitensi viene da quei professori che, per salvarsi la faccia, ricorrono addirittura alle scuse preventive.
«A un certo punto del semestre, un membro della facoltà ha inviato un'e-mail preventiva», racconta in proposito la Herzog, «avvertendo gli studenti delle prossime lezioni che esse contenevano un linguaggio che non si allineava con "l'approccio all'inclusione di genere e all'anti-oppressione di genere/sesso" della scuola». A quale linguaggio intollerante si alludesse è presto detto: quello includente l'espressione "donne in premenopausa". «In futuro, ha promesso il professore, questo sarebbe stato aggiornato a "persone in premenopausa"», ha riferito la giornalista, la cui indagine fa capire come l'accademicamente corretto stia mietendo almeno tre vittime eccellenti.
La prima vittima è senza dubbio la verità della differenza sessuale: si nasce maschi e femmine, e il fatto che oggi sia abbia paura di dirlo - facendo passare il dimorfismo sessuale come una sorta di opinione tra tante - nuoce al bene comune. In secondo luogo, vengono i tanti docenti che hanno visto rovinata o almeno ostacolata la loro carriera per aver assunto posizioni non gradite all'universo Lgbt. Herzog ne fa un elenco esteso: Lisa Littman, Ray Blanchard, Ken Zucker, Michael Bailey, Stephen Gliske, Jamie Feusner...
Infine, le terze vittime, ma non certo per importanza, dell'ideologia gender sono loro, i bambini. Il furore ideologico di matrice arcobaleno sta infatti rendendo molto difficile, per psichiatri e specialisti, non appoggiare in modo incondizionato un approccio «affermativo» del genere tale per cui è bene che un minore venga subito avviato al "cambio di sesso" in base a ciò che si sente di essere. Emblematica, in tal senso, la testimonianza, raccolta dalla Herzog, di Julia Mason, pediatra di Portland con un quarto di secolo di esperienza alle spalle. «Una ragazzina di 12 anni è venuta a trovarmi col padre», ricorda la dottoressa Mason, «il quale mi ha detto che erano reduci da un incontro con uno specialista il quale, dopo appena cinque minuti di vista, ha concluso: "Sì, sua figlia è trans"». «Poi sono andati da un endocrinologo pediatrico che ha raccomandato alla giovane i bloccanti della pubertà alla prima visita», aggiunge la pediatra. Che in questo modo offre uno spaccato inquietante ma preciso delle conseguenze che il sacrificio della scienza sull'altare dell'ideologia sta producendo. E, per di più, a danno dei pazienti più giovani e vulnerabili.
(Gender Watch News, 04-08-2021)

Fonte: Provita & Famiglia, 16 novembre 2021

5 - LA VERA STORIA DI MARIE HEURTIN E' ANCORA PIU' BELLA DEL FILM
Un film bello e commovente, ma che dimentica di dire che Dio fu il vero protagonista della storia della suora che seppe educare Marie, la bambina sordomuta e cieca dalla nascita (VIDEO: trailer del film)
Autore: Miguel Cuartero Samperi - Fonte: Aleteia, 18/10/17

Ambientato in Francia alla fine dell'Ottocento, il film racconta la storia di Marie Heurtin, una bambina di dieci anni sordomuta e cieca dalla nascita incapace di relazionarsi col mondo esterno, con un carattere difficilissimo e violento (sembra un «animaletto» dirà suor Marguerite). Fin dalla nascita Marie vive «nell'oscurità totale, nel silenzio assoluto». A dieci anni viene portata dal padre nel convento di Larnay delle suore Figlie della Saggezza che si occupano di ragazze sordomute. Marie colpisce subito l'attenzione di suor Sainte-Marguerite (1860-1910), una religiosa dalla salute precaria che si dedica instancabilmente all'educazione delle bambine sorde e mute. Nonostante il parere negativo della madre superiora, Marguerite comincia a prendersi cura di Marie guadagnandosi la sua fiducia. Fin dal primo momento le difficoltà sono enormi: la violenza di Marie, la sua completa incapacità di relazionarsi col mondo esterno, la mancanza di risultati immediati, le incomprensioni con la superiora, la salute precaria di Marguerite. Ma alla fine tutto si risolverà per il meglio: la religiosa riuscirà a comunicare con Marie e, a poco a poco, ad ammorbidirle il cuore e ad appacificare il suo spirito; grazie alla pazienza e alla dedizione di suor Marguerite, Marie riuscirà a vivere dignitosamente e a comunicare con chi le sta attorno. L'esperienza di Marie aprirà la strada ad altre sordomute cieche che approderanno al convento di Larnay per ritrovare una speranza nel buio delle loro esistenze.

DIO SULLO SFONDO
In realtà non si può definire Marie Heurtin un film religioso o, di argomento religioso, solamente perché la protagonista della storia è una religiosa. [...] Tutta la pellicola si svolge in un convento, oltre alle suore e alle allieve, sono solamente tre i personaggi che compaiono nel film e che vivono fuori dalla struttura della comunità religiosa: i genitori di Marie e il medico di suor Sainte-Marguerite. Nonostante questo, inspiegabilmente, in nessun momento le suore pregano, né assieme né in privato, non una liturgia, non una processione o un rintocco di campane. È vero che i pasti vengono consumati in silenzio nell'ascolto di letture spirituali, ma di Dio si parla esplicitamente una volta sola in tutto il film, solamente in un dialogo viene nominato: «Devo morire anche io» dice suor Margaret a Marie che ribatte a segni «E chi lo ha deciso?». «Lo ha deciso Dio». Eccolo finalmente spuntare come una comparsa, fa la parte di chi decide, sentenzia, la morte. Viene da chiedersi se è stato lo stesso Dio a decidere che Marie nascesse sordomuta.
Per quanto chi scrive possa ignorare lo stile di vita delle Filles de la Sagesse, sappiamo bene che liturgie, preghiere, devozioni, giaculatorie assieme a digiuni e penitenza, furono il pane quotidiano nei conventi dell'Ottocento. Chi vede il film potrebbe pensare a delle suore senza Dio, a delle operatrici sociali prive di fede e incapaci dunque di trasmetterla alle ragazze seguite. [...]
Resta in primo piano suor Marguerite, una donna interiormente forte, caparbia, capace di superarsi, con un ottima dose di quella virtù oggi tanto di moda, la resilienza. Avremmo di certo preferito una Marguerite più realistica e meno idealizzata, un ritratto meno utopico e irraggiungibile. Magari una suora debole e incostante, che però traeva la sua forza dalla preghiera e dall'adorazione eucaristica e che donava la sua vita per amore a Dio e agli uomini; che confidava in un Dio buono e previdente (non in un boia che decide la morte); una religiosa che insegnava ad amare Dio e a confidare in lui, e non - non solo - a credere in se stessi e andare avanti, che trasmetteva a Marie la fede e la fiducia in Lui assieme a quella cultura cattolica che era l'anima della società francese ed europea a cavallo tra il IXX e il XX secolo.
Marie Heurtin era "Un'anima in prigione", così il titolo del libro scritto nel 1900 da Louis Arnould, ristampato nel 2015 in Francia dalle edizioni Salvator. Ma dobbiamo ammettere che anche le nostre anime restano prigioniere se dal nostro orizzonte viene escluso Dio, il Padre Nostro che provvede per le nostre vite, e il cibo e il senso. [...]

DAL BUIO ALLA LUCE... DI DIO
Il libro di Arnoud rappresenta una testimonianza eccellente di quella che fu la vera storia di Maria Herutin. Si scopre che Dio fu tutt'altro che assente, si scopre che sia suor Sainte-Marguerite che Marie avevano una profonda spiritualità e che una vita di preghiera sosteneva le loro battaglie quotidiane. Il 19 marzo del 1904 la vera Marie Heurtin scriveva a sua madre: "Si avvicina la festa di san Giuseppe il vostro grande e glorioso patrono: raddoppierò le mie preghiere per voi, affinché vi ottenga tutte le grazie necessarie, soprattutto per la santificazione della Pasqua: spero che il mio caro papà non manchi di celebrare la Pasqua assieme a voi. Che prolunghi la vostra vita e vi conservi in buona salute. Io sto bene, grazie a Dio".
Agosto 1902 così Marie scrive: "Diario delle mie vacanze. Che gioia quando la buona Madre Saint-Hilaire mi ha annunciato che la mia cara tutrice suor Marguerite mi porterà a Vertou a trovare i miei genitori! Il 6 agosto mi ha svegliata alle 5 del mattino. Dopo aver fatto il segno della croce e offerto il mio cuore al buon Dio, mi sono vestita velocemente pensando alla mia felicità nel vedere presto i miei genitori. Una volta vestita ho recitato le lodi e pregato il buon Dio di proteggere il nostro viaggio. Dopo aver pregato ho preso un caffè e mangiato pane e burro..."
Sugli straordinari progressi di Marie, scrive suor Sainte-Marguerite (1903): "L'educazione religiosa di Marie progredisce senza sosta, e tale è la sua vita interiore che viene ammessa a ricevere di frequente i sacramenti. Continua a studiare il catechismo e si applica con un ardore vivace per l'istruzione religiosa. La Storia Ecclesiastica la rende felice. Apprezza particolarmente la lettura e lo studio del martirio di san Ignazio, di san Policarpo, di san Sinforiano (e il coraggio di sua madre), di san Lorenzo, di san Cipriano e del giovane Cirillo. Non condivide affatto i sentimenti di Ario e detesta cordialmente Giuliano l'Apostata..."
Si potrebbe continuare con gli esempi, ma bastino queste poche citazioni prese dal libro di Arnoud per rendere giustizia alla giovane Marie Heurtin e alla sua amica, maestra ed educatrice suor Saint-Marguerite due donne che trassero da Dio la forza per passare "dal buio alla luce".

Nota di BastaBugie: per approfondimenti sul film e per leggere le schede dei migliori film, visita il sito FilmGarantiti.it cliccando nel link sottostante.
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=55


https://www.youtube.com/watch?v=oSUPrJdiRFg

Fonte: Aleteia, 18/10/17

6 - COL PROGRESSO STIAMO DIVENTANDO PIU' STUPIDI
E, come tutti gli stupidi, non solo non siamo in grado di rendercene conto, ma sprizziamo arroganza da tutti i pori (VIDEO: Perché gli stupidi si credono intelligenti)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11-10-2021

«Dipinte in queste rive son dell'umana gente "Le magnifiche sorti e progressive"». Così scriveva Leopardi ne La ginestra, secondo qualcuno irridendo il cugino Terenzio Mamiani che aveva coniato quell'espressione. Che bella cosa, il progressismo: l'idea per cui la strada dell'umanità è costantemente in salita; secondo la quale oggi è meglio di ieri e domani sarà ancora meglio. Noi - quindi - saremmo meglio di chi ci ha preceduti e i nostri tempi meglio dei tempi antichi. Noi viviamo - sempre secondo il progressismo - meglio dei nostri padri, molto meglio dei nostri nonni: ringraziamo quindi la scienza e la tecnica, sconosciute a quei trogloditi. Abbiamo OGM, pesticidi, vaccini, computer, cellulari, green pass, SPID, Alexa, Amazon... A volte ci chiediamo: ma come era possibile vivere senza cellulare? Che ignoranza sesquipedale, senza Wikipedia! Come siamo fortunati, noi moderni.

LA FATICA DI PENSARE
Avevano dunque ragione Hegel e Marx; torto Talleyrand, al quale è attribuita l'affermazione «Non conosce la dolcezza del vivere chi non è vissuto gli anni prima della Rivoluzione [francese]». E pensare che una simile bestia (Talleyrand, intendo) era considerata un genio dai coevi... Evidentemente erano ancora più bestie! Che bella cosa, il progressismo. Un balsamo per l'autostima e una giustificazione perenne per lo status quo. Quante volte abbiamo sentito dire «Nel 2021 non si possono dire certe cose», oppure «Non siamo più nel medioevo»? Con una semplice e stupida frase abbiamo liquidato due millenni; così, con una semplice emissione di fiato. Tanto diffuso che sembra assurdo anche soltanto riflettere su tali affermazioni! È evidente, non è necessaria alcuna dimostrazione. E poi: il pensiero logico è un relitto dei secoli bui... Adesso siamo smart, abbiamo tanti slogan, la televisione e i social media che ci risparmiano la fatica di pensare. Siamo «nativi digitali» e chi si ostina a pensare è un boomer, un «analfabeta funzionale»: da Wikipedia (sia benedetta per sempre): chi non è in grado di «comprendere, valutare e usare le informazioni nell'attuale società».
Una dimostrazione della verità del progressismo è il cosiddetto «effetto Flynn». È un effetto osservato dallo psicologo James R. Flynn per il quale il QI medio è in costante aumento in diversi Paesi del mondo «occidentale». QI sta per Quoziente intellettivo: grossomodo è il rapporto tra età mentale ed età biologica. Un punteggio di 100 è considerato il valore medio: chi ha un punteggio superiore a 100 è considerato più intelligente; viceversa chi ha un punteggio inferiore a 100. Non infiliamoci nell'eterna diatriba riguardante la validità del QI: il succo del discorso è che, grazie alla scuola gratuita e di Stato, a una alimentazione industriale e all'industria farmaceutica, la popolazione mondiale diventa sempre più intelligente! È l'evoluzione della specie che si compie sotto i nostri occhi, aveva ragione Darwin! Però, però...

LA DECADENZA DELL'EFFETTO FLYNN
Però, negli ultimi anni (anzi: negli ultimi decenni) questa teoria ha incontrato un intoppo. Pare che - sempre nei paesi «occidentali» - il QI medio stia calando. In modo deciso. Per essere pignoli... sta precipitando. Vediamo solo un paio di ricerche tra le più recenti.
Nel 2019 Leehu Zysberg, professore al Gordon College, in Israele, ha pubblicato un articolo (L'inversione dell'effetto Flynn e i suoi riflessi in campo educativo) nel quale definisce «drammatico» il crollo del QI in molti Paesi. Secondo Zysberg questo effetto, osservato dagli anni Novanta del secolo scorso, riguarda i nati dalla metà degli anni Settanta in avanti: da lì in avanti lui stesso, in qualità di insegnante, ha osservato un netto peggioramento delle performance scolastiche. Valutando i test standardizzati di matematica e scrittura rilevati tra gli studenti in una decina di Paesi, con l'eccezione della Russia, si nota una netta diminuzione dei punteggi dal 2012 al 2015.
Tre ricercatori texani (Acosta, Smith e Kreinovich) hanno pubblicato un articolo nel 2020 intitolato «Perché i punteggi dei test del QI stanno leggermente diminuendo». Essi scrivono: «Mentre i punteggi di intelligenza sono in costante aumento da diversi decenni, ultimamente, si osserva un fenomeno inverso, quando i punteggi medi non crescono più; invece, declinano. Questo declino non è così grande da spazzare via i risultati dei decenni precedenti di crescita, ma è abbastanza grande essere statisticamente significativo». Come si nota sin dal titolo, questi ricercatori minimizzano - senza poterla negare - questa tendenza; e la giustificano come naturale: va bene così, è un assestamento. Un «analfabeta funzionale» osserverebbe: se aumentano, è merito del progresso; se diminuiscono è naturale...
Insomma, giriamola come vogliamo, la frittata resta sempre quella: stiamo diventando sempre più stupidi. E, come tutti gli stupidi, non solo non siamo in grado di rendercene conto; ma sprizziamo arroganza da tutti i pori. Ecco, forse è questo atteggiamento è più indicativo di parecchi test psicologici.

Nota di BastaBugie:
la tecnologia è una delle principali cause del nostro scivolare verso la stupidità in quanto rende semplice e a portata di mano ciò che prima richiedeva la fatica di pensare unita a un grande impegno e sforzo personale. Per capirlo meglio si può leggere il seguente articolo con relativo video cliccando sul link sottostante.

CELLULARE E WHATSAPP DANNO L'ILLUSIONE DI ESSERE CONNESSI, MENTRE SIAMO DISCONNESSI DALLA REALTA'
Se dal telefonino alzassimo lo sguardo su volti, tramonti, santi, cattedrali, i nostri genitori, i nostri figli, ci renderemmo conto che il messaggio che attendevamo è già arrivato e ce lo siamo persi (VIDEO: disconnessi per essere connessi)
di Antonio Socci
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4262

VIDEO: PERCHÉ GLI STUPIDI SI CREDONO INTELLIGENTI
Assolutamente da non perdere il seguente video (durata: 6 minuti e mezzo) dal titolo "Perché gli stupidi si credono intelligenti". In esso viene spiegato l'effetto Dunning-Kruger che è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in quel campo. Per contro, persone davvero competenti tendono a sminuire o sottovalutare la propria reale competenza. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti.


https://www.youtube.com/watch?v=S-aX6ZQz2qA

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11-10-2021

7 - UNA FAMOSA TENNISTA SPARISCE PER AVER CRITICATO IL REGIME CINESE (POI RIAPPARE, MA...)
E intanto la giornalista che denunciò quello che accadeva a Wuhan sta morendo in carcere
Autore: Francesca Burattin - Fonte: Sito del Timone, 19 Novembre 2021

Peng Shuai, 35 anni, una delle star del tennis più famose della Cina, è oggetto di speculazioni e preoccupazioni internazionali dopo che il 2 novembre ha pubblicato una lunga dichiarazione su Weibo (la piattaforma di social media cinese simile a Twitter), in cui accusava l'ex vicepremier del paese, Zhang Gaoli, di averla aggredita sessualmente.
Peng ha dichiarato che lei e Zhang Gaoli, che ora ha 75 anni, hanno avuto per diversi anni una "relazione" extraconiugale, ma Zhang Gaoli aveva smesso di contattarla dopo essere salito nei ranghi del partito comunista. Circa tre anni fa però l'ha invitata a giocare a tennis con lui e sua moglie e poi l'ha aggredita sessualmente a casa sua.
Il post è stato cancellato dalla rigida censura cinese in meno di 30 minuti, ma è comunque diventato virale. I censori hanno bloccato parole chiave come "tennis", disabilitando i commenti sull'account di Peng e rimuovendo numerosi riferimenti a lei da Internet in tutta la Cina.

L'EMAIL SCRITTA DALLA TENNISTA... O DAL REGIME?
L'emittente televisiva statale cinese, CGTN, ha poi rilasciato un'e-mail, sostenendo che fosse stata scritta da Peng, dopo che le preoccupazioni per la sua sicurezza avevano iniziato a crescere: «Ciao a tutti, sono Peng Shuai. Per quanto riguarda le recenti notizie rilasciate sul sito ufficiale della WTA, il contenuto non è stato confermato o verificato da me stesso ed è stato rilasciato senza il mio consenso. Le notizie contenute in quel comunicato, compresa l'accusa di aggressione sessuale, non sono vere. Non sono dispersa, né in pericolo. Sono a casa e va tutto bene. Se la WTA (Women's Tennis Association) pubblica altre notizie su di me, per favore verificatele con me e rilasciatele solo con il mio consenso. Come tennista professionista, ringrazio tutti per la vostra considerazione. Spero di promuovere il tennis cinese con tutti voi se ne avrò la possibilità in futuro. Spero che il tennis cinese diventi sempre migliore. Ancora una volta, grazie per la vostra stima».
Il presidente della Women's Tennis Association (WTA) Steve Simon ha condiviso una dichiarazione confermando di aver letto l'e-mail, ma ha chiesto ulteriori prove che fosse stata scritta da Peng. «La dichiarazione rilasciata oggi dai media statali cinesi... solleva solo le mie preoccupazioni sulla sua sicurezza e su dove si trovi. Ho difficoltà a credere che Peng Shuai abbia effettivamente scritto l'e-mail che abbiamo ricevuto o a credere a ciò che le viene attribuito», ha detto. «La WTA e il resto del mondo hanno bisogno di prove indipendenti e verificabili che sia al sicuro. Ho più volte cercato di contattarla tramite numerose forme di comunicazione, senza alcun risultato». Il ministero degli Esteri cinese rifiuta di commentare la posizione della star del tennis Peng Shuai.

LA GIORNALISTA CHE DENUNCIÒ QUELLO CHE ACCADEVA A WUHAN
La giornalista e attivista Zhang Zhan, che denunciò per prima quanto stava accadendo a Wuhan, invece, si trova attualmente in carcere, dove ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione. La sua famiglia dice che non si aspettano che sopravviva all'inverno se non viene al più presto rilasciata per motivi di salute.
Zang è scomparsa a Wuhan nel maggio 2020, dove si trovava per riportare ai media la situazione della gestione epidemica lì, dove tutto ha avuto inizio. In seguito è emerso che era stata presa dalle autorità cinesi e detenuta a Shanghai, dove è stata condannata a quattro anni di detenzione per «aver provocato disordini» a seguito di un processo farsa.
Nel giugno 2020, Zhang Zhan ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione. A dicembre, il suo corpo era così debole che ha dovuto partecipare al processo su una sedia a rotelle. Prima del processo, le autorità l'hanno alimentata forzatamente e l'hanno tenuta bloccata per giorni interi per impedirle di rimuovere il sondino con cui la nutrivano. Hanno anche costretto Zhang a indossare catene alle mani 24 ore al giorno per più di tre mesi come punizione per il suo sciopero della fame.
Il 31 luglio 2021 è stata ricoverata in ospedale a causa della grave malnutrizione. Tuttavia, è stata riportata in prigione dove continua a praticare uno sciopero della fame parziale nonostante il grave rischio per la sua salute, che continua a peggiorare a un ritmo drammatico. Dopo il suo processo, le autorità si sono rifiutate di permetterle di parlare con il suo avvocato o di incontrare la sua famiglia di persona. Le sono state consentite solo telefonate o videochiamate occasionali con i parenti e sempre sotto supervisione.
«Zhang Zhan, che non avrebbe mai dovuto essere imprigionata, ora sembra essere seriamente a rischio di morire in prigione. Le autorità cinesi devono rilasciarla immediatamente in modo che possa porre fine al suo sciopero della fame e ricevere le cure mediche appropriate di cui ha disperatamente bisogno», ha affermato Gwen Lee, attivista cinese di Amnesty International.
Le storie di Peng Shuai e Zhang Zhan, in attesa di seguirne l'evolversi, sono altre due brutte storie che arrivano da Pechino. Storie di regime.

Nota di BastaBugie: dopo la crescente pressione internazionale la tennista cinese Peng Shuai è riapparsa in video. La giocatrice ha parlato in videoconferenza con il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), rassicurandolo sulle sue condizioni dicendo: "Sto bene e sono al sicuro".
Eppure Luigi Conte su Yahoo Notizie il 22 novembre, commenta così questo video:

La Cina tenta di seppellire il caso Peng Shuai con la benedizione del Comitato olimpico internazionale (Cio): non usa mezzi termini Le Monde dopo la video chiamata di domenica fra la star cinese del tennis e Thomas Bach.
A quest'ultimo Peng ha detto di "stare bene" ma ha anche chiesto il rispetto della privacy. [...]
Il quotidiano francese solleva dubbi circa la reale condizione in cui si trova la 35enne ex numero uno mondiale del doppio: "Nulla ci dice che è libera".
Secondo Human Rights Watch, la conversazione tra Bach e Peng è stata condotta sotto "coercizione".
"Il Cio è complice della macchina della propaganda e di un caso di coercizione e sparizione forzata da parte del governo cinese", ha twittato un attivista dell'organizzazione.
Le Monde osserva che il comunicato diffuso dal Cio dopo il colloquio fra Bach e l'atleta è "particolarmente leggero" aggiungendo che il Comitato, "che si appresta a organizzare i Giochi olimpici invernali a Pechino, il prossimo febbraio, non ha citato le accuse di stupro rivolte a Gaoli".
"Stando a quanto afferma il Cio, va tutto bene per Peng Shuai ed è meglio lasciarla in pace", prosegue il quotidiano.
Il New York Times ha inoltre evidenziato che Peng era affiancata da un "amico" durante la video chiamata, per aiutarla a esprimersi in inglese. Ma la tennista "lo parla correntemente dopo aver giocato per 15 anni nel circuito internazionale", osserva ancora Le Monde sottolineando che "in passato la Cina ha spesso messo in scena confessioni forzate di dissidenti, intellettuali o dirigenti silurati".
"Il Cio ha coronato gli sforzi propagandistici di Pechino", si legge ancora nell'articolo, firmato da Simon Leplatre, corrispondente da Shanghai.
"È dall'inizio della vicenda che il Cio si è distinto per la sua compiacenza con Pechino", conclude il giornalista francese osservando che, "al contrario, l'associazione delle giocatrici di tennis, la Wta, ha deciso di tenere testa alla Cina, anche se rischia di perdere importanti incassi con i circa dieci tornei organizzati nel Paese e i relativi diritti tv". [...]
La storia continua ad essere completamente censurata dai media e dai social cinesi, e anche il segnale in diretta di alcune reti internazionali come la Cnn sbiadisce quando i suoi giornalisti iniziano a parlare del caso, ha denunciato la stessa emittente sulla sua pagina web.
Il ministero degli Esteri cinese insiste sul fatto che il caso "non è una questione diplomatica"

Fonte: Sito del Timone, 19 Novembre 2021

8 - OMELIA I DOM. AVVENTO - ANNO C (Lc 21,25-28.34-36)
I vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni
Fonte Il Settimanale di Padre Pio

È iniziato l'Avvento, ovvero il Tempo che ci prepara a festeggiare il Natale del Signore. In questo Tempo la Chiesa ci invita a riflettere sulla venuta del Signore. Vi è stata una prima venuta del Figlio di Dio sulla terra, a Betlemme. Questa prima venuta si è verificata nel silenzio e nel nascondimento: il Figlio di Dio è sceso su questa terra prendendo carne nel grembo della Vergine Maria. La Sacra Scrittura paragona questa discesa a quella della rugiada che irrora la terra, oppure a un germoglio che spunta da un ramo. Questa prima venuta è avvenuta nella povertà e nell'umiltà per insegnare a noi la via da percorrere se vogliamo raggiungere il Cielo.
Vi è poi una seconda venuta che ci sarà alla fine dei tempi. Quest'ultima venuta sarà contraddistinta dalla gloria e dalla maestà: il Figlio di Dio verrà per giudicare il mondo intero e vi sarà la definitiva vittoria del bene sul male.
Di queste due venute parlano le letture di oggi. La prima lettura si riferisce alla prima venuta. Il profeta Geremia, infatti, afferma: «In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra» (Ger 33,15). Della seconda venuta ci parla il Vangelo: «Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria» (Lc 21,27). Per prepararci a questa venuta, il Vangelo ci esorta a pregare con perseveranza: «Vegliate in ogni momento pregando» (Lc 21,36).
Nessuno sa quando Gesù verrà nella gloria. Una cosa sola è certa: quel giorno verrà all'improvviso, quando meno ce lo aspetteremo. Il Signore dice: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso» (Lc 21,34). Ogni giorno dobbiamo essere pronti per l'incontro con Dio. Del resto, quando verrà la nostra ultima ora, quella per noi sarà la fine e dovremo rendere conto a Dio della nostra vita. Poco importa sapere quando verrà la fine del mondo! I vizi e i peccati appesantiscono il nostro cuore e ci impediscono di pensare al Cielo.
Per prepararci all'incontro con Gesù, san Paolo, nella seconda lettura di oggi, ci esorta a comportarci rettamente, ricercando la nostra santificazione e l'amore fraterno. Egli, infatti, così scrive ai Tessalonicesi: «Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell'amore fra di voi e verso tutti [...] per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità» (1Ts 3,12-13).
Se faremo così anche noi, non avremo nulla da temere da quel giorno che verrà all'improvviso. Sarà un giorno di gioia per tutti quelli che amano il Signore, e un giorno di condanna per tutti quelli che moriranno in peccato mortale. Pertanto, la Chiesa ci esorta a confessarci spesso e a confessarci bene, sinceramente, con vivo pentimento e sincero proposito di non peccare più.
Il modo migliore per vivere il Tempo dell'Avvento è quello di riordinare la nostra coscienza con un buon esame di coscienza, con una buona Confessione e con una preghiera più generosa.
Un proposito molto bello potrebbe essere quello di leggere e meditare quotidianamente le letture della Messa. Da questa meditazione scaturiranno certamente dei propositi di miglioramento. Un altro proposito ci viene indicato dalla Colletta, ovvero dalla preghiera iniziale della Messa. Con quella preghiera abbiamo chiesto a Dio di suscitare in noi la volontà di andare incontro a Gesù con le buone opere. Il campo delle opere buone è sconfinato. L'Avvento sarà il tempo propizio per individuare cosa potremo fare concretamente.
Riassumendo, possiamo dire che la preghiera e le opere buone devono essere il nostro proposito: allora il Natale che si sta avvicinando sarà il più bello della nostra vita, e Gesù tornerà a nascere nel nostro cuore.

Fonte: Il Settimanale di Padre Pio

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