BastaBugie n°749 del 29 dicembre 2021

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1 NESSUNO PARLA MAI DELLA VIOLENZA DELLE DONNE CONTRO GLI UOMINI
Violenze inventate che spingono gli uomini al suicidio, figli tolti a padri perbene, uomini incolpevoli costretti a dormire in macchina (VIDEO: Donne che odiano gli uomini)
Autore: Silvana De Mari - Fonte: Silvana De Mari Community
2 L'ARCHIVIAZIONE DEL CASO CAROLA RACKETE GIUSTIFICA L'IMMIGRAZIONE ILLEGALE
Infatti quest'anno sono sbarcati 66.432 clandestini (quasi tutti musulmani), il doppio del 2020 e il sestuplo del 2019 (con Salvini ministro dell'Interno)... e intanto nelle carceri italiane un detenuto su tre è straniero
Autore: Gianandrea Gaiani - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 IL FORUM DI DAVOS SPINGE PER L'ABOLIZIONE DELLA PROPRIETA' PRIVATA
Aveva ragione Aldous Huxley: ''La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia, una prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno mai di fuggire''
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: Corrispondenza Romana
4 IL REGALO DI NATALE DI BIDEN: PIU' ABORTI X TUTTI
L'ONU nomina direttore esecutivo dell'Unicef un'assistente super abortista del presidente Biden, mentre il presidente Giammattei trasforma il Guatemala nel cuore pulsante dei pro life dell'America latina
Autore: Luca Volontè - Fonte: Provita & Famiglia
5 NEL 1869 NASCE LA CARTOLINA, OVVERO IL DESIDERIO DI SPEDIRE LA BELLEZZA
Ora le cartoline sono state soppiantate da saluti in tempo reale grazie agli smartphone eppure nell'essere umano rimane la voglia di condividere qualcosa di bello
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri
6 L'OMS E' QUASI INTERAMENTE FINANZIATA DALL'INDUSTRIA FARMACEUTICA
La ''comunità scientifica'' non beneficia di un confronto fra scienziati indipendenti, ma è in realtà un luogo ove si perseguono gli interessi dell'industria farmaceutica
Autore: Alessandro Rimoldi - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 L'EUROPA FESTEGGIA LA BANDIERA... CON QUELLA LGBT
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): sui documenti scrivi l'età che ti senti, finanziato il cambio-sesso con 15 milioni di euro, il Ddl Zan europeo e la Teoria della dittatura
Autore: Manuela Antonacci - Fonte: Provita & Famiglia
8 OMELIA MARIA MADRE DI DIO - ANNO C (Lc 2,16-21)
Maria custodiva tutte queste cose nel suo cuore
Fonte: Il settimanale di Padre Pio
9 OMELIA II DOMENICA DI NATALE - ANNO C (Gv 1, 1-18)
In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio
Fonte: Maranatha
10 OMELIA EPIFANIA DEL SIGNORE - ANNO C (Mt 2,1-12)
Abbiamo visto spuntare la sua stella
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: L'invisibile che si manifesta

1 - NESSUNO PARLA MAI DELLA VIOLENZA DELLE DONNE CONTRO GLI UOMINI
Violenze inventate che spingono gli uomini al suicidio, figli tolti a padri perbene, uomini incolpevoli costretti a dormire in macchina (VIDEO: Donne che odiano gli uomini)
Autore: Silvana De Mari - Fonte: Silvana De Mari Community, 22 dicembre 2021

Siamo una nazione senza nuovi nati, che si avvia allo squallore dell'estinzione, dove ogni anno ci sono 4000 suicidi, 800 di donne e 3200 di uomini. I numeri oscillano da un anno all'altro, quello che non oscilla è il dolore degli uomini. Dovrebbe essere evidente a chiunque abbia capacità cognitive (è una maniera cortese per scrivere a chiunque non sia stupido) che l'emergenza è il suicidio degli uomini, è l'orrendo malessere degli uomini. Il numero dei suicidi degli uomini è approssimato per difetto. Molti suicidi vengono spacciati per incidenti, incidenti sul lavoro o incidenti stradali. L'uomo si vergogna del suicidio.
Esiste una violenza di uomini contro le donne, uomini che odiano le donne, che le maltrattano, che le picchiano fino a distruggerle.
Esiste una violenza delle donne contro gli uomini, una violenza che a volte uccide, altre spinge al suicidio, violenze inventate, figli tolti a padri perbene, uomini incolpevoli lasciati e costretti a tornare a vivere nella loro stanzetta di ragazzo, a dormire in macchina.

I MALTRATTAMENTI SONO ALL'80% UN'ARMA DI RITORSIONE
Le false accuse sono un fenomeno reale. Un uomo che picchia una donna è ignobile. Una donna che inventa di essere stata picchiata è ignobile. Farsi un livido e poi correre il ospedale permette di essere equiparate alle vere vittime di stupri e percosse, e quello che è tragicamente grave è che questo a volte avvenga con l'avallo di avvocati, che sono professionisti privati, o, peggio, con avallo di assistenti sociali, che sono funzionari dello Stato, e psicologi, che sono periti dello Stato. Il risultato è un'ulteriore danno sulle donne vittime vere di violenza, e un danno su uomini innocenti trattati come criminali, e su tutti gli uomini, addosso ai quali viene buttato un'ombra.
«I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un'arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni...», «...è appurato che le versioni fornite dalle presunte vittime sono gonfiate ad arte. Solo in 2 casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri, il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione...». Sono affermazioni della dottoressa Carmen Pugliese, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Bergamo - all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2009, previa autorizzazione del Proc.Gen Addano Galizi, 29/1/2009.
«Onestà intellettuale vuole che (...) si parli anche dei casi di "false" violenze o meglio di "false" denunce di violenza subita...».., «Inutile dire che per l'esperienza fatta le false denunce provengono quasi nella totalità da donne, spesso madri che in tal modo tentano di allontanare gli ex mariti dai figli...», scrive la dottoressa Jacqueline Monica Magi, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Pistoia - sul Sole 24 Ore, del 25/10/2009.
«L'accusa di violenza sessuale è il modo più facile per estromettere il padre dalla vita dei figli. La donna non solo si libera del partner come coniuge ma anche come padre, facendolo uscire definitivamente dalla sua vita...», «La legge attuale non garantisce né il padre, né il minore. Per quanto riguarda il bambino (...) quando si rivela la falsa accusa, che di solito è fatta su istigazione della madre, la situazione si rivolta proprio contro di lui...» spiega la dottoressa Maria Carolina Palma, CTU c/o Trib. di Palermo - Avvenire, 13/4/2009.

IL COLLOQUIO CON IL BAMBINO
Il caso tragico della Bassa Modenese e i casi drammatici di Bibbiano e più recentemente di Torino dimostrano purtroppo che non sempre i servizi sociali sono neutri e lo stesso vale per gli psicologi. Non è un caso che in tutti questi casi fosse coinvolto lo stesso centro "Hansel e Gretel" di Moncalieri. Sono strutture spesso politicizzate, ideologicamente portate al disprezzo per la famiglia tradizionale e per la figura maschile. A questo si aggiunge l'altro caso tragico del Forteto, dove lo sforzo ideologico di costruire la menzogna che possano esistere molti tipi di famiglia, mentre quella vera è ritenuta inadeguata a prescindere, ha fatto sì che bambini fossero strappati alla famiglie con false accuse per essere rinchiusi in un luogo dove hanno subito abusi veri. Fino a quando qualcuno non ha scoperchiato il verminaio sia il Forteto che Bibbiano sono stati considerati fiori all'occhiello dei servizi sociali. I contribuenti ringraziano commossi. Ogni bambino deportato è costato fiumi di denaro alla comunità. Abbiamo pagato anche i congressi di beatificazione.
Il colloquio con il bambino dovrebbe sempre essere fatto con presenza di un avvocato, perché sono possibili manipolazioni gravi se non è condotto correttamente. Non devono mai essere fatte domande cui si possa rispondere semplicemente sì, perché i bambini sono assertivi e compiacenti, soprattutto se sono spaventati, e possono rispondere sì per semplice compiacenza o perché la tortura del colloquio finisca. La domanda "Il babbo ti toccava e ti faceva male, vero?", è una domanda sbagliata. Occorre chiedere genericamente cosa il bambino faceva col genitore, cosa gli piaceva fare, cosa detestava fare e così via.
Riascoltate il video in cui la psicologa del centro Hansel e Gretel urla contro un bambino di 7 anni, pare dopo essersi travestita da lupo, pagata con denaro pubblico 140 euro l'ora. Rileggete l'agghiacciante audizione alla Camera della dirigente dei servizi sociali Federica Anghinolfi di Bibbiano, dove dichiara con infinita fierezza che "al minimo sospetto", i servizi sociali di Bibbiano si precipitano a sequestrare un bambino per rinchiuderlo nell'orrore di una casa famiglia, dopo aver mandato i carabinieri per trascinarlo via urlante, distruggendo la sua serenità per sempre, distruggendo la sua famiglia per sempre. Il minimo sospetto può essere dato da una denuncia di un vicino di casa malevolo, da un disegno dove il bambino ha riprodotto quanto gli è stato imposto di imparare alle sempre più folli lezioni di educazione sessuale.
Dopo che il bambino è stato sequestrato per un tragico errore, trascinato in una casa famiglia a mangiare cibo da mensa, dove passa tutta la prima notte a piangere, dove degli educatori si alternano ogni otto ore, quale assistente sociale avrà l'onestà morale di riconoscere che ha fatto un tragico errore? Qualcuno sicuramente sì, ma non tutti. Altri condurranno le cose così da dimostrare la colpevolezza della famiglia.

LE FALSE MEMORIE
A Bibbiano erano stati addirittura alterati disegni per inventare inesistenti abusi, deportare i bambini e consegnarli a estranei. Alterare i disegni è una tecnica molto grossolana, che un grafologo può svelare facilmente. Ci sono tecniche più astute per ottenere disegni con implicazioni psicologiche. Si chiede al bambino di fare una serie di disegni, si sceglie quello che ha un contenuto meno pacifico, che contiene qualcosa che potrebbe essere considerato come violento. Si invita il bambino a fare altri disegni come quello, si mostra di preferirli e prima o poi il bambino disegnerà quello che vogliono da lui. Tenendo presente che ormai tutti i bimbi i sono esposti a immagini televisive crude, anche di cartoni animati, non è difficile ottenere il disegno violento che non corrisponde alla situazione psichica del bambino.
Un interrogatorio mal condotto può creare false memorie. L'uso della tecnica EMDR mal condotta può creare false memorie.
Come è possibile che dopo il Forteto, Bibbiano e soprattutto la Bassa Modenese, noi permettiamo che dei bambini restino soli con psicologi e assistenti sociali senza la presenza di un avvocato o di un perito di parte? Come è possibile che non si siano imposte queste regole di sicurezza dopo il caso della Bassa Modenese: uomini onesti accusati di stupri di bambini e sacrifici durante messe nere, figli strappati che sono cresciuti in mano a estranei, innocenti morti suicidi o di infarto. In altri casi sono coinvolti gli stessi psicologi coinvolti nella Bassa modenese, che hanno sede a Moncalieri, e vengono spostati in Emilia Romagna moltiplicando i costi e pagati cifre assurde. In Emilia Romagna non ci sono psicologi?
Gli psicologi e gli assistenti sociali sono persone che hanno superato degli esami e preso una laurea. Nessuno dei loro esami testimonia onestà o salute mentale. Chi ritiene che queste parole siano troppo dure si rivada ad ascoltare le intercettazioni di Bibbiano, riguardi i disegni alterati per dare l'impressione che un uomo innocente abbia abusato la sua bambina. "Ho sbagliato ad allontanare quel bambino dalla sua famiglia, ma ho eseguito gli ordini della mia dirigente", sono le candide dichiarazioni di due assistenti sociali, una del Forteto e una di Bibbiano, entrambe tuttora in servizio. La difesa del bambino è il primo compito dello stato. Quanti uomini perbene sono stati esclusi dal loro diritto di essere padri, o incriminati per false accuse? Tutto questo a poche centinaia di metri da luoghi dove bambini e bambine vivono di mendicità e prostituzioni in luoghi troppo vivaci perché i servizi sociali desiderino visitarli.

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 8 minuti) dal titolo "Donne che odiano gli uomini" riproponiamo una puntata di "Nemo - Nessuno escluso" andata in onda su Rai Due il 13/04/2017 che parla delle violenze che hanno subito degli uomini da parte di donne. Questo dimostra che la violenza e la cattiveria sono sempre sbagliate indipendentemente dal sesso di chi maltratta e di chi subisce. Invece la cultura contemporanea condanna solo gli uomini perché vuole far aumentare la diffidenza delle donne rispetto agli uomini. Ma una volta alimentata questa diffidenza chi proteggerà le donne? Lo Stato? Ma per piacere...


https://www.youtube.com/watch?v=pxF3J5Q5A3Y

Fonte: Silvana De Mari Community, 22 dicembre 2021

2 - L'ARCHIVIAZIONE DEL CASO CAROLA RACKETE GIUSTIFICA L'IMMIGRAZIONE ILLEGALE
Infatti quest'anno sono sbarcati 66.432 clandestini (quasi tutti musulmani), il doppio del 2020 e il sestuplo del 2019 (con Salvini ministro dell'Interno)... e intanto nelle carceri italiane un detenuto su tre è straniero
Autore: Gianandrea Gaiani - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 28-12-2021

Salvare vite in mare è' "un dovere", un obbligo sancito "dal diritto nazionale e internazionale del mare". Per questo Carola Rackete non ha commesso alcun reato entrando in porto a Lampedusa con i naufraghi soccorsi in mare dalla Sea-Watch 3, nave della Ong tedesca di cui la Rackete era comandante.
Con queste valutazioni è stato archiviato anche il procedimento penale nei confronti della capitana tedesca, accusata di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di aver violato l'articolo 1099 del codice di navigazione perché non obbedì all'ordine di non entrare nelle acque territoriali italiane, emesso ai sensi del Decreto Sicurezza Bis varato dal ministero dell'Interno guidato da Matteo Salvini.
La Rackete "ha agito nell'adempimento del dovere di salvataggio", spiega il gip di Agrigento Micaela Raimondo dopo che nel 2020 la Cassazione aveva sancito l'illegittimità dell'arresto dell'esponente della Ong tedesca mentre lo scorso maggio un primo provvedimento di archiviazione fece cadere le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e violenza a nave da guerra. Di fatto il 22 dicembre si sono chiuse tutte le indagini penali nei confronti dei membri della Sea-Watch che all'epoca speronò una motovedetta della Guardia di Finanza per entrare in porto a Lampedusa e sbarcarvi i clandestini a bordo.
La richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica di Agrigento, le cui motivazioni sono state integralmente accolte dal gip nel decreto di archiviazione, riconosce la correttezza della condotta della comandante nell'individuazione del place of safety più vicino e stabilisce che la Libia non può' essere considerata, ai fini dello sbarco, un luogo sicuro. Fu quindi l'adempimento di un dovere giuridico, quello di portare in salvo le 42 persone soccorse da Sea-Watch 3, a dettare la scelta di Carola Rackete di entrare in acque territoriali italiane e attraccare al porto di Lampedusa il 29 giugno 2019.
Le motivazioni dell'archiviazione si soffermano anche sull'applicazione del Decreto Sicurezza Bis, sottoscritto dall'allora ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che presupponeva la violazione, da parte dell'ex comandante di Sea-Watch 3, delle norme nazionali e internazionali. In realtà, si legge nel decreto di archiviazione, "Rackete ha agito nell'adempimento del dovere di salvataggio previsto dal diritto nazionale ed internazionale del mare". Il decreto di archiviazione sembra dunque contestare l'applicabilità del Decreto Sicurezza Bis nel salvataggio dei migranti.
Accogliendo le motivazioni espresse dal pubblico ministero nella richiesta di archiviazione, dunque, il giudice ritiene che non esistessero elementi sufficienti a far ritenere che il passaggio di Sea-Watch 3 potesse definirsi "non inoffensivo", dal momento che la "non inoffensività del passaggio" non può essere desunta "dal solo presupposto che i naufraghi fossero tutti stranieri senza documento". Peraltro il giudice sottolinea che Carola Rackete "ha agito nell'adempimento del dovere perché non si poteva considerare luogo sicuro il porto di Tripoli". Il giudice cita un rapporto dell'Alto commissario per le Nazioni Unite che ha sottolineato "che migliaia di richiedenti asilo, rifugiati e migranti in Libia versano in condizione di detenzione arbitraria e sono sottoposti a torture". Quanto all'averli condotti in Italia, nonostante il divieto, il gip aggiunge: "La condotta risulta scriminata dalla causa di giustificazione".

LE CONSEGUENZE
L'impatto delle decisioni dei giudici di Agrigento si presta a diverse valutazioni. Innanzitutto persegue un evidente obiettivo politico, puntando a demolire pubblicamente i Decreti Sicurezza di Salvini, unica iniziativa assunta dall'Italia per fermare i flussi migratori clandestini e contrastarne gli artefici, trafficanti e Ong.
La sentenza sembra indicare che chiunque voglia portare in Italia immigrati clandestini è giustificato a speronare mezzi dello Stato e mettere a repentaglio la vita di militari italiani, mortificando così il lavoro e il ruolo di chi veste l'uniforme. Inoltre la decisione dei giudici contesta il diritto internazionale, negando la Libia come porto sicuro nonostante l'area marittima di competenza di Tripoli per la ricerca e soccorso sia riconosciuta a livello internazionale così come il governo libico ad interim mentre a Tripoli sono presenti le agenzie delle Nazioni Unite OIM e UNHCR che si occupano degli immigrati illegali.
Inevitabili le conseguenze di questa decisione giudiziaria che sottolinea il ruolo supino di Roma di fronte all'assalto alle sue coste e si aggiunge a un contesto politico in cui l'attuale governo nulla sta facendo per ostacolare i flussi migratori illegali, nonostante le continue richieste in tal senso provenienti dalla maggioranza (Lega) e dall'opposizione di Fratelli d'Italia. Negli ultimi giorni infatti gli sbarchi si sono moltiplicati: in quasi 500 sono arrivati il 26 dicembre a Crotone dalla rotta turca cresciuta quest'anno del 200% rispetto al 2020 mentre quella libica è aumentata del 300%. Cinque gli sbarchi nel crotonese nel giro di 24 ore con l'arrivo di quasi 800 clandestini.
In un centinaio sono arrivati a Lampedusa il giorno di Natale, provenienti da Bangladesh, Eritrea, Pakistan e Gambia mentre è attraccata a Trapani la nave della Ong norvegese Ocean Viking con a bordo altri 114 migranti illegali e a Pozzallo (Ragusa) è arrivata la nave Ong Sea Eye 4 con 214 clandestini. Dalla Libia sbarcheranno a breve oltre un migliaio di clandestini raccolti dalle navi delle Ong Geo Barents e Sea Watch che porteranno a quasi 68mila il numero complessivo di immigrati illegali giunti in Italia dal mare nel 2021: quasi 16mila i tunisini seguito da oltre 8mila egiziani e quasi 8mila bengalesi più iraniani, ivoriani, siriani, marocchini, guineani, eritrei. Record storico anche per i cosiddetti "minori non accompagnati" (cioè coloro che si dichiarano minori) quest'anno saliti a 9.478, più del doppio dello scorso anno e quasi 6 volte in più rispetto al 2019.
I dati complessivi del Viminale riportavano ieri che dall'inizio dell'anno sono sbarcati dal mare in Italia 66.432 clandestini (cifra che non considera quelli entrati dal confine sloveno), il doppio del 2020 (34.134) e ben sei volte di più del 2019 (11.439), anno in cui fino a inizio settembre il ministero dell'Interno venne guidato da Matteo Salvini.

LE VALUTAZIONI
Non a caso il leader della Lega ha dichiarato il 24 dicembre che quest'anno "arriviamo vicini a 70mila sbarchi clandestini. Che in periodo di Covid e di super Green Pass ci siano 70mila sbarchi clandestini, senza regole e controlli, non è rispettoso nei confronti degli italiani che stanno facendo dei sacrifici".
Mentre Fratelli d'Italia sottolinea la fallimentare gestione del Viminale da parte del ministro Luciana Lamorgese, il sottosegretario allo stesso ministero Nicola Molteni (Lega) amplia le valutazioni sull'allarme per l'immigrazione senza limiti ricordando che ai clandestini si aggiungono i 70mila ingressi regolari previsti dal nuovo decreto flussi e che le ridistribuzioni in Europa sono fallite.
In un'intervista su La Verità di ieri, Molteni ha sottolineato gli aspetti salienti della drammatica situazione migratoria. «La tragica conta di morti e dispersi in mare è arrivata a quota 1.500, il dato più alto degli ultimi anni. Le Ong sono tornate a farla da padrone nel Mediterraneo. I tunisini, che sono in testa nella classifica degli sbarchi sulle nostre coste, non scappano da guerre o da persecuzioni. E i rimpatri sono solo 3.500, meno dell'anno scorso e la metà rispetto a quelli del 2019. Un'altra stagione come questa davvero non possiamo permettercela. In questo momento ci sono altre Ong che stanno puntando verso l'Italia con carichi di migranti irregolari» - evidenzia Molteni. «L'unica soluzione è la difesa delle frontiere esterne. Non possiamo attendere che le istituzioni comunitarie decidano con i loro tempi di affrontare il problema migratorio. In periodo di Covid chiediamo agli italiani sacrifici e limitazioni e non possiamo consentire che l'immigrazione non gestita si scarichi sui territori provocando tensioni sociali. È un fenomeno che impatta con la percezione della sicurezza e, d'altra parte, su ogni tre detenuti uno è straniero».

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 28-12-2021

3 - IL FORUM DI DAVOS SPINGE PER L'ABOLIZIONE DELLA PROPRIETA' PRIVATA
Aveva ragione Aldous Huxley: ''La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia, una prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno mai di fuggire''
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: Corrispondenza Romana, 22 dicembre 2021

Il World Economic Forum (WEF) di Davos ha prodotto uno spot intitolato "8 pronostici per il mondo per il 2030". Questi pronostici, che nell'intento dei realizzatori dovrebbero essere tutti di segno positivo, sono stati indicati dai membri del World Economic Forum's Global Future Councils. Sulla piattaforma dedicata al WEF gli otto obiettivi per il 2030 sono introdotti da un'affermazione che la dice lunga sull'orientamento fortemente ideologico del WEF: "Come dimostrano la vittoria della Brexit e di Donald Trump, prevedere anche il futuro immediato non è un'impresa facile". Come a dire: i potenti della Terra avevano stabilito che il Regno Unito rimanesse in Europa e che un tizio come Trump non potesse mai sedere alla Casa Bianca, ma le cose, incredibile a dirsi, sono andate diversamente. Che non accada mai più! E dunque ecco che il WEF corre ai ripari e pone degli obiettivi che dovranno essere raggiunti senza se e senza ma.
Gli obiettivi sono: fissare un prezzo per la CO2 (la famigerata tassa sull'aria che respiriamo da battuta da bar si trasformerà a breve in realtà); il tramonto dell'egemonia Usa a favore di una coalizione di poteri nazionali tra alcune stati; privilegiare le cure domiciliari rispetto a quelle ospedaliere; diminuzione del consumo di carne; riorganizzazione mondiale dei piani di accoglienza degli immigrati; "i valori che hanno costruito l'Occidente saranno messi alla prova fino al punto di rottura" (ossia uccidere le ultime sacche di resistenza culturale fondate sul connubio tra filosofia classica di matrice greca, diritto romano e soprattutto cristianesimo); immigrazione verso Marte (sic). Ogni punto meriterebbe una tesi di dottorato, ma qui, per motivi di spazio, ci soffermiamo su un ottavo obiettivo che, in realtà, è il primo della lista che viene così presentato: "Tutti i prodotti diventeranno servizi. 'Non possiedo niente. Non possiedo un'auto. Non possiedo una casa. Non possiedo elettrodomestici o vestiti', scrive la deputata danese Ida Auken. Lo shopping è un lontano ricordo nella città del 2030, i cui abitanti hanno ottenuto energia pulita e preso in prestito ciò di cui hanno bisogno su richiesta". Il relativo claim nello spot sopra citato suona così: "Non possederai niente e sarai felice". Scritta che compare in sovraimpressione sopra il viso di un giovane dal sorriso beota.

ELIMINARE LA PROPRIETÀ PRIVATA
Dunque i potenti della Terra vogliono eliminare la proprietà privata e noi tutti saremo contenti di questo. Qualche breve riflessione. Questo obiettivo ha una matrice chiaramente comunista: l'abolizione della proprietà privata è un must del pensiero dei teorici del comunismo puro. Ogni bene sarà messo in comune, dunque ognuno, come indicato dal WEF prenderà a prestito ciò che gli servirà. Non si paga nulla e dunque nessun bene è di proprietà di nessuno. Ecco perché i prodotti spariranno, intesi come merce acquistabile, e diventeranno servizi: come uso del treno per spostarmi, ma il treno non è mio, parimenti userò un'auto per spostarmi, ma quell'auto non sarà mia. Lo sharing diventerà universale, ossia riguarderà tutti, e generale, cioè interesserà tutti i beni. Si tratta di un attacco frontale al diritto naturale e al diritto divino che prevedono in capo ai singoli il diritto alla proprietà privata. In tal modo lo Stato si impossesserà dei tuoi beni gestendo in modo ancor più pervasivo e asfissiante la tua libertà personale. Non solo, ma i membri del WEF preconizzano che noi non ci ribelleremo a questo esproprio non più proletario ma statale, bensì ne saremo entusiasti. La proprietà, evidentemente per questi signori, è un cappio al collo, un legame che soffoca, un vincolo che porta solo crucci, conflitti interpersonali. Ritorniamo invece al felice stato di natura dove nessuno possiede nulla perché non vi sono leggi, con il piccolo aggiustamento che sarà lo Stato ad occuparsi di te dalla culla, se ci arrivi, alla fossa. Nulla di nuovo: è il pensiero illuminista giacobino che con la forza ha tolto i beni all'aristocrazia e al clero e che trova le sue radici culturali nell'empirismo inglese del '500. Pensiamo al filosofo Thomas Hobbes (1588-1679) che, nel suo De Cive, raffigura l'uomo nello stato di natura come un soggetto che potenzialmente ha diritto su tutto. Un diritto dunque assoluto. Una volontà di potere che non si appalesa solo nel diritto di proprietà, ma è anche e soprattutto nel diritto ad un'esistenza pacifica e serena. Però predicare la possibilità di avere e fare tutto ciò che si desidera porta inevitabilmente ad un conflitto globale: il mio diritto che vuole essere assoluto incontra il limite del tuo diritto, che anche nelle tue intenzioni pretenderebbe di essere assoluto. Questo contrasto può solo essere evitato tramite la potestas, che genera effetti coattivi, dello Stato. Prezzo da pagare per garantirsi simile tutela è quello della cessione in mano al princeps dei propri diritti personali, un principe che diventa così Leviatano, figura che preconizza lo Stato hegeliano come suprema e assoluta entità morale.

LA DECRESCITA FELICE
Dunque l'invito, che diventerà una vera e propria imposizione in futuro, sarà quello di cedere il diritto di proprietà agli Stati e vivere così una vita spensierata: sarà l'approdo del fenomeno socio-politico conosciuto come decrescita felice. Una sorta di povertà generalizzata e coatta che ci dovrebbe rendere più sereni. Prova che il favore delle masse verso l'esproprio volontario diventerà realtà è almeno duplice. Da quasi due anni le popolazioni mondiali devono attenersi, chi più chi meno, a forme di restrizioni della libertà personali molto accentuate a motivo della pandemia. In alcuni casi tali misure sono giustificate, in altri appaiono irragionevoli. Eppure anche in quest'ultima ipotesi buona parte della collettività appoggia non solo senza fiatare, ma addirittura in modo entusiasta la privazione della libertà personale assumendo poi il ruolo di delatrice di chi non si allinea. Il nemico del popolo deve essere stanato e processato. Simile dinamica avviene anche per i temi ambientali: si rinuncia a prodotti che costano meno per optare per quelli più costosi e in genere meno performanti, però green. La rinuncia anche in questo caso è entusiasta perché viene rivestita di alto valore etico. Dunque lo scenario futuro prossimo sarà quello di una massa di persone volontariamente povere e felici di esserlo, verso cui non servirà la spada per convincerla a cedere i propri beni, ma solo la persuasione mass mediatica. I cittadini obbediranno scodinzolanti, felici di obbedire. È l'apice del totalitarismo non più duro e sanguinario, bensì soft e mellifluo. Aldous Huxley, autore de ll mondo nuovo, ebbe a scrivere: "La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia, una prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno mai di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù".

Nota di BastaBugie: leggendo un articolo come questo potrebbe sembrare che siamo sull'orlo del baratro e che ci siamo senza possibilità di fuggire. Un destino ineluttabile sembra essere minaccioso davanti a noi. In realtà se quelli descritti sono i piani veri di chi vorrebbe sovvertire il mondo, e questo è indubitabile, però è altrettanto indubitabile che i piani potrebbero fallire. Spesso nella storia i piani dei cattivi sono falliti. Sembravano vincenti, ma è bastato poco a farli crollare. Insomma non è detta l'ultima parola. I buoni dovranno lottare per quanto possibile ciascuno al proprio posto e se lotteranno hanno buone probabilità di ribaltare i progetti dei cattivi. Inoltre i credenti hanno dalla loro parte il Dio che "ha rovesciato i potenti dai troni". (Giano Colli, direttore di BastaBugie)

Fonte: Corrispondenza Romana, 22 dicembre 2021

4 - IL REGALO DI NATALE DI BIDEN: PIU' ABORTI X TUTTI
L'ONU nomina direttore esecutivo dell'Unicef un'assistente super abortista del presidente Biden, mentre il presidente Giammattei trasforma il Guatemala nel cuore pulsante dei pro life dell'America latina
Autore: Luca Volontè - Fonte: Provita & Famiglia, 23 dicembre 2021

Biden 'nomina' superabortisti e liberalizza le kill pills. Avete letto bene. Proprio lo scorso 9 dicembre, il presidente degli Stati Uniti ha nominato Geeta Rao Gupta a capo dell'importante Ufficio per le questioni femminili globali presso il Dipartimento di Stato. La Gupta, come ha dichiarato la Presidente di Planned Parenthood, Alexis McGill Johnson, "giocherà un ruolo chiave" nel promuovere "la salute e i diritti sessuali e riproduttivi nelle politiche estere degli Stati Uniti".
Il giorno seguente, il 10 dicembre, le Nazioni Unite hanno invece annunciato la nomina di Catherine Russell, un'assistente (super abortista) del Presidente americano Joe Biden, come prossimo direttore esecutivo dell'agenzia per l'infanzia Unicef. Un'abortista incallita all'Unicef per aiutare i bambini a non morire di fame o stenti?
La furia abortista della nuova amministrazione Usa non si è però placata ma anzi, la FDA (agenzia che autorizza la vendita di farmaci), ha recentemente deliberato l'autorizzazione della distribuzione su tutto il territorio federale delle pillole abortive (le kill pills), un tentativo nemmeno troppo mascherato di bypassare le nuove leggi che in alcuni stati stanno limitando l'aborto.
La F.D.A. permetterà dunque di vendere e ricevere le pillole abortive (RU-486 o Mifeprex) per posta. La decisione amplierà l'accesso all'aborto farmacologico, metodo sempre più comune autorizzato negli Stati Uniti per gravidanze fino a 10 settimane di gestazione, che diventerà quindi più disponibile per le donne. Con ciò si permette alle donne di avere un appuntamento di telemedicina con una delle tante multinazionali dell'aborto che potranno prescrivere le pillole e inviarle per posta. A queste decisioni incredibili hanno reagito con una serie di dure dichiarazioni moltissimi leader delle organizzazioni pro life americane e la stessa Conferenza Episcopale Cattolica degli USA.
Tra gli altri, Nicole Hudgens, della 'Family Policy Alliance', ha detto che è l'industria dell'aborto da miliardi di dollari che beneficia della nuova decisione, non le donne. Parlando con Fox News, Kristan Hawkins, presidente di 'Students for Life', ha definito l'amministrazione Biden "sconsiderata" e "folle" nel suo disinteresse per la sicurezza delle donne e dei bambini. Il regalo di 'buon Natale' di Biden è dunque un gran dono per le industrie abortiste e a pagarlo saranno i bambini e le donne americane.

Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Guatemala, un presidente cattolico che protegge la vita" parla del presidente del Guatemala che ha dichiarato il suo Paese diventerà la capitale pro-vita dell'America Latina sin dall'inizio del prossimo anno 2022.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 18 dicembre 2021:

Il presidente del Guatemala ha dichiarato il suo Paese diventerà la capitale pro-vita dell'America Latina sin dall'inizio del prossimo anno 2022, mentre Biden nomina abortisti in ruoli nevralgici della sua Amministrazione e nell'Unicef. C'è modo e modo di essere cattolici in politica.
La notizia ha fatto il giro del mondo, grazie alla stampa cattolica e delle diverse denominazioni cristiane, il Presidente Alejandro Giammattei ha annunciato la sua intenzione di fare del Guatemala la capitale della vita dell'America Latina durante un discorso tenuto al Willard Hotel di Washington, D.C., lo scorso 6 dicembre. Giammattei ha pronunciato il suo discorso come ospite d'onore in un evento ospitato dall'Institute for Women's Health, un'organizzazione pro-vita fondata dall'un ex dirigente del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani dell'amministrazione Trump, Valerie Huber e dall'International Human Rights Group (altro istituto americano che promuove i diritti umani a partire dal quelli del bimbo concepito). Come notato in una dichiarazione dell'Institute for Women's Health, Giammattei non è stato invitato al 'Democracy Summit' organizzato dal presidente Joe Biden, dove si sono riuniti diversi leader delle democrazie del mondo (alcune dei quali erano tiranni tagliagole).
Il Guatemala non è stato invitato a partecipare al vertice, forse le differenze sul diritto alla vita sono state la ragione fondamentale per l'omissione del paese. Nel suo discorso all'evento Giammattei aveva ampiamente presentato la sua passione e condivisione convinta per le iniziative e le sfide che i sostenitori della vita stanno affrontando e aveva annunciato che il Guatemala diventerà la capitale della vita dell'Ibero-America il 9 marzo 2022: "Ogni persona merita di avere la propria vita protetta, dal concepimento alla morte naturale. (...) È totalmente falso che l'aborto sia un diritto umano. Qualsiasi sforzo per cercare di imporre l'aborto in un Paese è un'interferenza indebita negli affari internazionali". L'Associazione per la Famiglia' del Guatemala (AFI) ha accolto con favore il recente annuncio del presidente Alejandro Giammattei e, in una dichiarazione, ribadito che "è il risultato di anni di lavoro, sia da parte della società civile e delle organizzazioni che lavorano attivamente per sostenere la vita, la famiglia e la libertà, così come di funzionari di diverse amministrazioni pubbliche".
Gli ha fatto eco uno dei leader evangelici Aàron Lara che ha aggiunto come l'intenzione di Giammattei sia stata ufficialmente dichiarata dinnanzi al Congresso Intermericano per la Vita, all'OSA (Organizzazione degli Stati Americani) e davanti a funzionari del governo degli Stati Uniti, e che si inaugurerà "un monumento per la vita come di questo evento nella storia" del Paese. Non è la prima volta che il Presidente del Guatemala dimostra la il suo impegno sui temi della vita, come della famiglia naturale. Giammattei aveva firmato per il suo Paese, lo scorso 12 ottobre, la 'Dichiarazione di Consenso di Ginevra', promossa da Trump e rinnegata da Biden, in cui si dichiara che "non esiste un diritto internazionale all'aborto". L'imminente riconoscimento del Guatemala come capitale pro-vita dell'America Latina è l'ennesimo esito di un buon governo attento alla vita, educazione infantile, tutela delle donne e della famiglie nel Paese, che durante l'estate, ha approvato un piano ventennale (2021-2032) di politica pubblica interministeriale per la protezione della vita e della famiglia.
Eletto l'11 agosto del 2019, come avevamo profeticamente descritto, sino al 2024 il Presidente Giammatei ha tutto il tempo necessario per fare del proprio Paese il vero cuore pulsante dei pro life dell'America latina. Il Paese è con lui ed anche le proteste della scorsa estate, tutt'altro che spontanee, sono di fatto svanite nel nulla, davanti alla 'carovana' popolare per la famiglia che si conclusa proprio nella piazza della capitale l'8 agosto. Le potentissime lobbies LGBTI e le multinazionali abortiste, messe fuorilegge in Guatemala, hanno mostrato la loro sete di vendetta ed il loro enorme potere, con l'eliminare il Guatemala dalle lista, come peraltro l'Ungheria, dalla lista dei 'paesi democratici' dell'Amministrazione Biden. Sì, proprio il 'cattolico devoto' che siede alla Casa Bianca, non solo ha evitato il confronto sulla democrazia con Giammattei, ma ha fatto di più e di peggio. Negli stessi giorni, il 9 dicembre, Biden ha nominato Geeta Rao Gupta a capo dell'importante Ufficio per le questioni femminili globali presso il Dipartimento di Stato. La Gupta, come ha dichiarato la Presidente di Planned Parenthood, Alexis McGill Johnson, "giocherà un ruolo chiave" nel promuovere "la salute e i diritti sessuali e riproduttivi nelle politiche estere degli Stati Uniti".
Biden non si è fermato qui: il 10 dicembre le Nazioni Unite hanno annunciato la nomina di Catherine Russell, un'assistente (super abortista) del presidente americano Joe Biden, come prossimo direttore esecutivo dell'agenzia per l'infanzia Unicef. Ci pensate? Un'abortista incallita all'Unicef per aiutare i bambini. C'è cattolico e cattolico in politica, ma c'è anche una democrazia che preserva la vita e un'altra che colonizza il mondo con omicidi e ideologie tiranniche.

Fonte: Provita & Famiglia, 23 dicembre 2021

5 - NEL 1869 NASCE LA CARTOLINA, OVVERO IL DESIDERIO DI SPEDIRE LA BELLEZZA
Ora le cartoline sono state soppiantate da saluti in tempo reale grazie agli smartphone eppure nell'essere umano rimane la voglia di condividere qualcosa di bello
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: I Tre Sentieri, 30 settembre 2021

Chi inventò la cartolina? Un professore di economia. L'austriaco Hermann Emmanuel. Questi insegnava all'Accademia Militare di Wienere Stad e pensò che una cartolina postale potesse essere una corrispondenza molto più veloce della classica lettera.
Hermann Emmanuel presentò la sua idea su un giornale e il direttore delle Poste Austriache ne rimase colpito. Si giunse così alla prima emissione che avvenne il 1° ottobre del 1869.
Le prime cartoline erano fatte con un cartoncino di colore avorio. Erano preaffrancate e con uno spazio per un breve scritto, non più di 20 parole.
Fu un successo. La cartolina costava di meno della lettera e inoltre costringeva ad essere sintetici.
Il passaggio alle immagini fu naturale. Al posto del semplice cartoncino colorato, una bella foto.
Ora le cartoline sono state soppiantate da saluti in tempo reale grazie a smartphone e internet. Eppure c'è qualcosa d'interessante a cui può rimandarci la vecchia cartolina.
Al di là del saluto, del ricordo, del dire: adesso sono qui e ti penso... c'è un invito a far presente una bellezza: un monumento, un paesaggio, uno spaccato di città. Si tratta di quella voglia d'impressionare un bel ricordo che è tipica dell'essere umano.
Quando noi guardiamo qualcosa di bello, non solo ci stupiamo e apprezziamo, ma vogliamo che ciò che stiamo ammirando non passi via e non venga dimenticato. E se siamo soli, avvertiamo anche il desiderio che quella bellezza possa essere ammirata anche dalle persone a cui teniamo.
Un tempo, mandare una cartolina con qualcosa di bello non era solo voler dire a chi si scriveva: sono qui e ti penso, ma anche: ti dono ciò che di bello sto ammirando.
Solo l'uomo può trasmettere la bellezza, perché solo l'uomo può apprezzare la bellezza.
Solo l'uomo ha la capacità di riconoscere, ammirare ed eventualmente ridonare.
E quindi solo l'uomo poteva pensare di spedire per posta la bellezza.
Anche una semplice cartolina ci costringe a prendere in considerazione chi siamo e a cosa siamo destinati. A patto però che riconosciamo ed orientiamo il nostro essere al giusto fine, qual è l'Eterna Bellezza.

Fonte: I Tre Sentieri, 30 settembre 2021

6 - L'OMS E' QUASI INTERAMENTE FINANZIATA DALL'INDUSTRIA FARMACEUTICA
La ''comunità scientifica'' non beneficia di un confronto fra scienziati indipendenti, ma è in realtà un luogo ove si perseguono gli interessi dell'industria farmaceutica
Autore: Alessandro Rimoldi - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 28-08-2021

La maggior parte degli studi, delle ricerche e delle sperimentazioni in ambito sanitario è finanziata dal settore privato, ovvero dall'industria farmaceutica (nel 2019 in Italia il numero di studi clinici indipendenti si è attestato al 23,2%). Scarsi e insufficienti sono i finanziamenti pubblici devoluti a favore della ricerca clinica, con la conseguenza che i ricercatori accademici e gli scienziati che possono permettersi di lavorare senza il sostegno interessato delle case farmaceutiche, costituiscono una piccola minoranza all'interno della comunità scientifica.
La "comunità scientifica" perciò, lungi dall'essere quell'ideale di meritocrazia e di confronto alla pari fra scienziati indipendenti che mettono a disposizione il proprio lavoro per il perseguimento del bene comune, è in realtà un luogo ove si perseguono in gran parte gli interessi dell'industria farmaceutica. L'industria farmaceutica controlla, ad ogni livello, ogni settore ed istituzione della sanità.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'organismo dell'ONU al vertice della sanità mondiale, contrariamente alla rappresentazione di autorità scientifica imparziale al servizio e tutela della salute dei popoli che ne fanno i principali mezzi di informazione, può essere considerata come un garante di interessi privati. Ed infatti ben 3/4 delle sue risorse finanziarie provengono direttamente o indirettamente dall'industria farmaceutica e dalle aziende produttrici di vaccini.
Se formalmente l'OMS è finanziato dai 194 Paesi membri dell'ONU con contributi fissi in base al PIL (congelati dal 1987), nella sostanza sono i contributi volontari (donazioni) di soggetti privati (aziende e fondazioni) la parte più consistente (quasi la totalità) delle entrate finanziarie dell'ente: ovvero 4,6 miliardi di dollari su un budget complessivo di 5,6 miliardi di dollari.
A ciò si aggiunga che oltre 4,3 miliardi delle donazioni volontarie sono "legate a un progetto", ossia sono destinate ai progetti specifici decisi dai donatori privati. Così è evidente che aziende farmaceutiche come Sanofi Pasteur e GlaxoSmithKline (che figurano nell'elenco dei principali finanziatori privati dell'OMS) e fondazioni, indirettamente finanziate dalle stesse case farmaceutiche, orientano tramite le proprie "donazioni" le politiche sanitarie dell'OMS a proprio vantaggio e tornaconto.

IL MAGGIORE FINANZIATORE DELL'OMS È BILL GATES
Peraltro, il maggiore finanziatore dell'OMS è Bill Gates, il quale, attraverso la sua fondazione "Bill & Melinda Gates Foundation" e GAVI Alliance (ente di cooperazione mondiale creato nel 2000 avente come scopo quello di diffondere "l'immunizzazione per tutti" attraverso i vaccini e come principale finanziatore la stessa fondazione "Bill & Melinda Gates"), di fatto controlla l'OMS e ne indirizza la politica, i programmi e le strategie sanitarie. Non si sottraggono a questa logica le agenzie di vigilanza del farmaco, come l'EMA e l'FDA.
Per il 2021 il budget annuale dell'EMA, l'Agenzia Europea per i medicinali, ammonta a 385,9 milioni di euro: il 14% dei fondi proviene dall'Unione europea, mentre la restante parte, l'86% delle risorse economiche di cui l'EMA dispone (circa 330 milioni), deriva da tasse e oneri (commissioni) pagate dalle stesse aziende farmaceutiche che desiderano immettere un medicinale sul mercato.
È evidente il conflitto di interessi che tale meccanismo di finanziamento crea, posto che il soggetto "controllante" (l'EMA) è direttamente finanziato dal soggetto "controllato" (azienda farmaceutica), e non vi è chi non veda come tale criterio di dipendenza economica sia lo strumento migliore di cui l'industria farmaceutica possa avvalersi per esercitare la sua azione di influenza, di pressione e di controllo sulle decisioni dell'Agenzia.
Tale conflitto di interessi mina certamente l'indipendenza e l'imparzialità dell'organismo che si occupa del monitoraggio e dell'approvazione dei medicinali distribuiti negli Stati dell'Unione.
La FDA (Food and Drug Administration), la principale Agenzia governativa degli Stati Uniti per il controllo sui farmaci e sugli alimenti, non fa eccezione a questo criterio di finanziamento. Il budget della FDA per l'anno 2019 è stato di 5,9 miliardi di dollari: circa il 55% (3,2 miliardi di dollari), del bilancio è fornito dall'autorizzazione del budget federale, mentre il restante 45%, (2,7 miliardi di dollari), proviene dalle tasse di utenza del settore. Le attività di regolamentazione dei farmaci umani rappresentano il 33% del budget della FDA; mentre il 65% di queste attività è pagato dalle tasse di utenza del settore.
Dunque anche sulla più importante agenzia di farmacovigilanza degli Stati Uniti pesano gravi conflitti di interesse, considerato che la quota maggioritaria (65%) delle risorse finanziarie, che la FDA destina per la vigilanza e l'approvazione dei farmaci ad uso umano, proviene da commissioni pagate dall'industria farmaceutica.

I CONFLITTI DI INTERESSI
Tralasciando i conflitti di interessi che l'industria farmaceutica ha generato in ambito più particolare, ove la sua azione di ingerenza e influenza si è estesa in modo capillare fino a controllare enti ed istituzioni nazionali, nonché associazioni e società di medici, si evidenzia l'assoluta e grave anomalia che si è venuta a consolidare, a livello globale, negli ultimi decenni nel settore sanitario circa la mancanza di criteri e regole volti ad arginare lo strapotere delle multinazionali farmaceutiche.
In giurisprudenza, i principi di imparzialità e indipendenza costituiscono il fondamento giuridico di ogni decisione giudiziaria. L'indipendenza ed imparzialità dell'organo giudicante è sancita: dall'art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo; dagli articoli 104 e 111 della Carta Costituzionale; dagli istituti della incompatibilità, astensione e ricusazione previsti dal codice di procedura civile e dal codice di procedura penale (artt. 51 e ss. c.p.c. e artt. 34 e ss. c.p.p.); dagli articoli 8 e 9 del codice etico dei magistrati; dal reato di istigazione alla corruzione previsto dall'art. 322 del Codice Penale che sanziona penalmente l'offerta o la promessa di denaro o qualsiasi altra utilità al pubblico ufficiale. A garanzia e tutela di codesti principi di indipendenza ed imparzialità, l'organo giudicante è finanziato esclusivamente dallo Stato (e per mezzo di esso dalla generalità dei cittadini).
In nessuno stato democratico si consentirebbe che un organo giudicante possa accettare denaro, doni o altra utilità da un privato e ancor meno da una delle parti coinvolte nel giudizio. Nessun cittadino tollererebbe di essere giudicato da chi non dà garanzie di assoluta indipendenza e imparzialità. E allora perché il cittadino si dovrebbe affidare ad organismi come l'OMS, l'EMA o l'FDA che prendono decisioni sulla vita e sulla sua salute, allorquando l'attività di tali enti è finanziata, direttamente o indirettamente, dall'industria del farmaco? Perché mai il cittadino si dovrebbe fidare della dichiarazione di pandemia e delle linee guida sanitarie in materia di vaccini assunte e imposte dall'OMS? Perché mai si dovrebbe fidare delle valutazioni e delle decisioni di enti come l'EMA e l'FDA in materia di sicurezza ed efficacia di farmaci e vaccini?
L'indipendenza e l'imparzialità dovrebbero valere ancor più in ambito sanitario ove in gioco c'è la vita e la salute dei cittadini. Si deve riflettere sul fatto che fra le tante opzioni di cura del covid-19 (terapie meno costose come il plasma iperimmune, farmaci in uso da anni, ecc.) tali enti abbiano scelto la via della prevenzione sanitaria a mezzo di un "vaccino", se pur sperimentale. Il "vaccino" è un farmaco per tutti, persone fragili e sane, anziani e giovani, e certamente è il più redditizio per le case farmaceutiche, le quali grazie ad esso (e ai richiami periodici già in essere e/o programmati) stanno incrementando a dismisura i propri profitti, mentre i popoli si impoveriscono sempre più per effetto dei lockdown e delle chiusure forzate delle proprie attività.
Nel 1976 Henry Gadsen, direttore generale di una delle principali case farmaceutiche al mondo - la Merck - rilasciò la seguente dichiarazione alla rivista "Fortune": «Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque». Quel sogno (o meglio quell'obiettivo) dell'industria farmaceutica oggi si sta realizzando...

DOSSIER "CORONAVIRUS"
Sì alla prudenza, no al panico

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 28-08-2021

7 - L'EUROPA FESTEGGIA LA BANDIERA... CON QUELLA LGBT
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): sui documenti scrivi l'età che ti senti, finanziato il cambio-sesso con 15 milioni di euro, il Ddl Zan europeo e la Teoria della dittatura
Autore: Manuela Antonacci - Fonte: Provita & Famiglia, 10 dicembre 2021

Pochi sanno che la bandiera europea ha qualcosa di "mariano", infatti il significato della bandiera riprende un'immagine della devozione alla Madonna, propria del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse: "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle". Anche Wikipedia, versione inglese, riporta questa origine. Eppure l'Unione Europea, come al solito, sembra voler cancellare ogni traccia delle sue radici cristiane, persino nel rimuovere il vero significato dei simboli della sua bandiera.
La pagina facebook del Consiglio dell'Unione Europea, infatti, nel celebrare il sessantaseiesimo anniversario della scelta della bandiera come simbolo dell'UE, viene linkato il significato di ciò che simboleggerebbe. Così cliccando sul link leggiamo che il cerchio con le dodici stelle rappresenterebbe la solidarietà e l'armonia tra gli europei e il numero dodici sarebbe collegato ad una non ben precisata idea di perfezione e "interezza".
Insomma, una spiegazione non chiarissima e se vogliamo anche un po' raffazzonata e forzata, così come è davvero forzato l'accostamento della bandiera dell'Unione Europea a quella arcobaleno, in una delle immagini riportate dal post celebrativo. Ci si chiede infatti, come mai i riferimenti alla religione cristiana (che è la religione della maggioranza degli stati europei) sono proibiti e censurati e l'esaltazione dell'ideologia LGBT che appartiene ad una minoranza, anche nei suoi simboli, debba essere ostentata.
Per cui, ormai, si crede poco alla favola dell'esclusione dei simboli religiosi (il riferimento più recente è ovviamente alle contestatissime – e poi ritirate - linee guida della Commissione europea, per la "comunicazione inclusiva" che disponevano di non citare il Natale nei documenti istituzionali) in nome di un non ben inteso concetto di "inclusività", se poi lo stesso non vale per altri "dogmi".
Non solo, tutto ciò suona ancora più ridicolo se si pensa che il cristianesimo permea le radici culturali dell'Europa stessa. Un'identità iscritta nel DNA europeo con cui volenti o nolenti ci si troverà sempre a fare i conti.

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.

SUI DOCUMENTI SCRIVI L'ETÀ CHE TI SENTI
Se conta solo quello che uno "si sente" (maschio, femmina o altro), perché non deve contare se mi sento vecchio o giovane, al di là della mia età anagrafica?
E infatti, la Corte Suprema messicana ha affermato il diritto di cambiare il certificato di nascita per riflettere l'"identità" dell'età che uno si sente.
Rientra nel "diritto fondamentale all'identità personale", poiché l'identità è composta da qualcosa di più della semplice "verità biologica".
L'unico limite è che le modifiche non siano poste in essere "per creare, modificare o estinguere diritti o obbligazioni in danno di terzi".  Nel 2018, un tribunale olandese aveva respinto la richiesta analoga avanzata da Emile Ratelband.
Chissà se la giurisprudenza messicana farà scuola....
(Provita & Famiglia, 10 dicembre 2021)

FINANZIATO IL CAMBIO-SESSO CON 15 MILIONI DI EURO
«Siamo sconcertati dall'emendamento con cui la Senatrice Papatheu di Forza Italia intende finanziare con 15 milioni di euro dei cittadini italiani gli interventi chirurgici per il cambio di sesso per i prossimi tre anni. Ci chiediamo perché tali operazioni debbano gravare sulle spalle di lavoratori, famiglie e pensionati, in un momento di gravissima crisi sanitaria in cui sono a stento garantiti i livelli minimi di assistenza per malati oncologici e per altre categorie a rischio di vita», è la denuncia di Jacopo Coghe, vicepresidente di Pro Vita & Famiglia.
«Nel mare magnum di migliaia di emendamenti - conclude Coghe - si vuole far passare surrettiziamente la cultura gender e incentivare una sessualità fluida e incerta. Allarma che l'emendamento sia stato presentato da Forza Italia, una forza politica che si è più volte opposta al progressismo ‘politicamente corretto' promosso dalla Sinistra».
(Provita & Famiglia, 2 dicembre 2021)

IL DDL ZAN EUROPEO E LA TEORIA DELLA DITTATURA
La notizia ormai non fa più quasi notizia. La Commissione europea sta lavorando ad un documento che intende estendere i crimini d'odio ad alcune condotte che fino a ieri erano legittime. Giustamente vengono annoverati tra i crimini la violenza domestica, il razzismo, le discriminazioni religiose, però ecco che compare anche la cosiddetta omofobia. Da sanzionare anche gli hate speech, ossia i discorsi d'odio.
L'obiezione usuale a tali tipi di reati è intuibile: quali criteri oggettivi adottare per distinguere i discorsi d'odio dalla libera espressione del proprio pensiero? Se uno psicoterapeuta afferma che un bambino per crescere sano ha bisogno di un papà e di una mamma, questa affermazione può essere intesa come discriminatoria delle coppie omosessuali e quindi come affermazione che fomenta l'odio? In breve, tale norma difetterebbe di tassatività che è quel principio che impone al legislatore di determinare con precisione le condotte illecite distinguendole da quelle lecite. L'europarlamentare di Fratelli d'Italia, Nicola Procaccini, ha dichiarato: "La Commissione europea ha posto le fondamenta per la realizzazione di un mega Ddl Zan in salsa europea".
Questo nuovo documento programmatico, che attualmente non ha ancora visto la luce, è - nella sua ratio - simile a moltissimi altri che riguardano temi sensibili come la vita, la famiglia, l'educazione, la libertà di educazione et similia. Il documento, al pari di altri, è infettato da alcuni virus tipici del clima da totalitarismo di velluto che stiamo vivendo negli ultimi anni, un totalitarismo che è tale perché ha preso possesso direttamente delle coscienze personali e quindi della coscienza collettiva di intere nazioni senza uso di carri armati, torture, sequestri e prigioni, ma soggiogando le menti con la persuasione, l'omologazione informativa e la paura. Tali virus sono ben descritti da Michel Onfray, filosofo di estrazione levantina e autore del recente Teoria della dittatura, nel quale il saggista, rileggendo 1984 di Orwell, individua sette fasi della dittatura. Le elenchiamo qui brevemente perché ben presenti nel documento targato UE appena citato.
LA PRIMA FASE: DISTRUGGERE LA LIBERTÀ
Scrive Onfray: "La libertà si rimpicciolisce come una pelle zigrinata. Siamo una società sottoposta a controlli di ogni tipo, una società in cui la parola, la presenza, l'espressione, il pensiero, le idee e gli spostamenti sono tutti tracciati e tracciabili". La parola è quindi controllata e verificata non alla luce dell'oggettiva dignità umana, bensì alla luce dell'ideologia del mainstream attuale che, relativamente al documento UE, si sostanzia nella teoria del gender.
SECONDA FASE: IMPOVERIRE LA LINGUA
"Attacco alla lingua. La politicizzazione della lingua arriva persino a proibizioni sul maschile e femminile. Ci sono vademecum da rispettare per i giornali. Ma impoverire la lingua con stereotipi, conformismi e slogan è la tomba del pensiero". È noto che chiamare un uomo che si sente donna con sostantivi, pronomi e aggettivi maschili può essere definito un atteggiamento discriminatorio. Onfray parla dell'impoverimento della lingua, ma vi sono altre dinamiche linguistiche che interessano il processo rivoluzionario. Ad esempio la cancellazione di alcuni termini (ad esempio padre e madre), i neologismi (omofobia, cisgender, etc.), lo svuotamento di significato e la sua sostituzione con un altro significato (ad esempio il termine natura non ha più una connotazione metafisica ma solo empirica: la natura è sinonimo solo di ambiente).
TERZA FASE: ABOLIRE LA VERITÀ
"Si stabilisce come nuova e insormontabile verità il fatto che non esistono più verità ma solo prospettive. E guai a chi rifiuta la nuova verità sull'inesistenza delle verità!... Questo nichilismo della verità consente di fare tabula rasa di qualsiasi certezza... Se non esiste più una verità ma soltanto delle prospettive, allora tutto diventa possibile... la menzogna ha a propria disposizione un viale intero". Questa fase indicata da Onfray crediamo che sia ormai superata. Non viviamo più in un mondo relativista dove, ad esempio, il giudizio positivo e negativo sull'omosessualità possono coesistere perché hanno pari dignità. Ormai il nostro mondo ha sposato solo alcune verità, è ormai ostaggio di un pensiero che non è più pluralista scadendo nel relativismo, ma è un pensiero unico che scade nel dispotismo. L'unico pensiero accettato, e ci rifacciamo all'esempio di prima, è che l'omosessualità è una condizione moralmente buona perché variante naturale dell'attrazione sessuale. Affermare l'opposto è tanto errato da meritare una sanzione di carattere giuridico e non più solo una censura di natura culturale. Questo ci sta dicendo il documento UE di cui sopra.
QUARTA FASE: SOPPRIMERE LA STORIA
È il famigerato fenomeno denominato cancel culture. Un esempio per tutti: la non menzione delle radici cristiane nella Costituzione europea. Anche a causa di ciò poi un documento come quello che sta partorendo la Commissione europea potrà essere varato.
QUINTA FASE: NEGARE LA NATURA
"La cancellazione della natura, con la teoria dei generi, che postula che noi non nasciamo né di sesso maschile né di sesso femminile, ma neutri e che diventiamo ragazzi o ragazze solo per questioni di cultura, di civiltà, di società e d'indottrinamento, attraverso stereotipi che andrebbero decostruiti fin dalla scuola".
SESTA FASE: PROPAGARE L'ODIO
"L'incoraggiamento dell'odio. Nell'ambito della cultura postmoderna, l'odio viene riservato a chi non si inginocchia davanti alle verità rivelate della religione che si autoproclama progressista. L'odio è contro tutto ciò che è sovranista, ed è un odio senza limiti". La Commissione europea vuole combattere l'odio sociale, ma in realtà lo alimenta perché bolla i dissenzienti come soggetti pericolosi, privi di moralità, nemici della pace sociale che occorre individuare e neutralizzare grazie anche all'opera di delazione da parte dei cittadini.
SETTIMA FASE: ASPIRARE ALL'IMPERO
"L'Impero è in marcia. Ma quale Impero? La fine delle nazioni è stata voluta dagli attori dell'Europa di Maastricht. In un mondo in cui i progressisti hanno cancellato la verità, il progresso significa sostenere il catechismo dei dominatori e ingoiare tutti i princìpi della loro ideologia, significa non rimettere mai niente in questione e prendere per oro colato tutte le cose che si raccontano a scuola, sui giornali, in televisione o su Internet". Sempre più spesso la sovranità nazionale viene esautorata dall'Unione europea che si propone e s'impone dunque non come un organismo internazionale, bensì come un sovrastato composto da più Stati a lui vassalli. Un impero, dunque, per dirla con Onfray.
(Tommaso Scandroglio, La Nuova Bussola Quotidiana, 17 dicembre 2021)

Fonte: Provita & Famiglia, 10 dicembre 2021

8 - OMELIA MARIA MADRE DI DIO - ANNO C (Lc 2,16-21)
Maria custodiva tutte queste cose nel suo cuore
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Un celebre passaggio della Esortazione Apostolica Marialis Cultus spiega l'importanza della festa odierna, alla luce della riforma liturgica post conciliare. Così scrive il papa Paolo VI: «Il tempo di Natale costituisce una prolungata memoria della maternità divina, verginale, salvifica, di colei la cui illibata verginità diede al mondo il Salvatore: infatti, nella solennità del Natale del Signore, la Chiesa, mentre adora il Salvatore, ne venera la Madre gloriosa; nella Epifania del Signore, mentre celebra la vocazione universale alla salvezza, contempla la Vergine come vera Sede della Sapienza e vera Madre del Re, la quale presenta all'adorazione dei Magi il Redentore di tutte le genti (cf. Mt 2,11); e nella Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (domenica fra l'ottava di Natale) riguarda con profonda riverenza la santa vita che conducono nella casa di Nazaret Gesù, Figlio di Dio e Figlio dell'uomo, Maria, sua Madre, e Giuseppe, uomo giusto (cf. Mt 1,19).
Nel ricomposto ordinamento del periodo natalizio Ci sembra che la comune attenzione debba essere rivolta alla ripristinata solennità di Maria Ss. Madre di Dio; essa, collocata secondo l'antico suggerimento della Liturgia romana al primo giorno di gennaio, è destinata a celebrare la parte avuta da Maria in questo mistero di salvezza e ad esaltare la singolare dignità che ne deriva per la Madre santa [...] per mezzo della quale abbiamo ricevuto [...] l'Autore della vita (dal Messale Romano, 1º gennaio, Ant. d'ingresso e Colletta); ed è, altresì, un'occasione propizia per rinnovare l'adorazione al neonato Principe della Pace, per riascoltare il lieto annuncio angelico (cf. Lc 2,14), per implorare da Dio, mediatrice la Regina della Pace, il dono supremo della pace. Per questo, nella felice coincidenza dell'Ottava di Natale con il giorno augurale del primo gennaio, abbiamo istituito la Giornata mondiale della pace, che raccoglie crescenti adesioni e matura già nel cuore di molti uomini frutti di Pace» (n. 5).
Il Vangelo di oggi ci presenta la Vergine Maria con suo Figlio in braccio. È l'immagine più raffigurata dagli artisti cristiani, sin dai primi tempi del Cristianesimo. Maria, come trono della Divina Sapienza, dona al mondo il Salvatore. Chi lo cerca, come i pastori o i magi, lo troverà in braccio a Lei, che lo porge alla contemplazione e all'adorazione di tutti.
Come ha scritto il Papa, la solennità di oggi vuol celebrare la parte attiva che Maria ha avuto nell'opera della nostra salvezza. Il suo è stato un ruolo unico, quale Madre di Dio, Mediatrice di Grazia e Corredentrice, unita e subordinata al Figlio di Dio e suo, Mediatore e Redentore del genere umano. San Paolo, nella Lettera ai Galati (4,4-7: II Lettura), afferma che Gesù «nacque da donna, nacque sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché avessimo l'adozione a figli». Maria è questa donna, grazie alla quale è iniziata la nostra salvezza, grazie alla quale abbiamo avuto la possibilità di diventare figli di Dio.
Oggi veneriamo Maria non solo come Madre di Dio, ma anche come Madre del Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa. Perciò essa ricorre a Lei con fiducia, per avere in dono la salvezza. Non solo, ma la prende come suo modello insuperabile nel cammino di fede e di santificazione.
Lo ha ricordato papa Benedetto XVI nella sua omelia del 1° gennaio 2006: «All'inizio di un nuovo anno, siamo come invitati a metterci alla sua scuola, a scuola della fedele discepola del Signore, per imparare da Lei ad accogliere nella fede e nella preghiera la salvezza che Dio vuole effondere su quanti confidano nel suo amore misericordioso».
E ancora, lo stesso Pontefice propone la Vergine come modello di contemplazione, adatto proprio all'inizio di un nuovo anno, da vivere nella ricerca del Bene supremo e della sua volontà: «"Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19). Il primo giorno dell'anno è posto sotto il segno di una donna, Maria. L'evangelista Luca la descrive come la Vergine silenziosa, in costante ascolto della parola eterna, che vive nella Parola di Dio. Maria serba nel suo cuore le parole che vengono da Dio e, congiungendole come in un mosaico, impara a comprenderle. Alla sua scuola vogliamo apprendere anche noi a diventare attenti e docili discepoli del Signore. Con il suo aiuto materno, desideriamo impegnarci a lavorare alacremente nel "cantiere" della pace, alla sequela di Cristo, Principe della Pace. Seguendo l'esempio della Vergine Santa, vogliamo lasciarci guidare sempre e solo da Gesù Cristo, che è lo stesso ieri, oggi e sempre! (cf. Eb 13,8)».

Nota di BastaBugie: brevi spunti per l'omelia delle Messe feriali si possono leggere ogni giorno nella rubrica "Schegge di Vangelo" pubblicata sul sito de La Bussola Quotidiana.
Ecco il link:
http://lanuovabq.it/it/schegge-di-vangelo

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

9 - OMELIA II DOMENICA DI NATALE - ANNO C (Gv 1, 1-18)
In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio
Fonte Maranatha

«Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo e ho ricoperto come nube la terra... Prima dei secoli, fin dai principio, egli mi creò... ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso...». La prima lettura di questa domenica costituisce uno dei grandi elogi della Sapienza divina: essa si identifica da una parte con la Parola di Dio personificata, dall'altra con lo Spirito divino che si librava sulle acque primordiali. Il prologo di Giovanni ha un andamento molto simile: Gesù è chiamato la Parola, il Verbo, in quanto rivelazione definitiva del Padre. E la Parola, per Giovanni, evoca precisamente il ricordo della Parola divina dell'Antico Testamento, Parola che trova la sua perfezione in Gesù: egli è la Parola di Dio fattasi carne per la vita del mondo.
La seconda lettura è costituita dall'inno con cui Paolo inizia la lettera ai cristiani di Efeso. Dio ci ha predestinati ad essere suoi figli per opera di Gesù. Dobbiamo chiedergli «uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui».
Ci troviamo di fronte ad un grande trittico scritturistico: con toni solenni celebriamo l'intervento di Dio Padre nella storia degli uomini nella persona annunciata nell'Antico Testamento; il Verbo è la Parola di Dio che si è fatta carne e ha piantato la sua tenda fra noi; in lui Dio «ci ha benedetti con ogni benedizione...».

SI È INCARNATA LA PAROLA
Gesù è la Parola di Dio: non può essere una parola che non ha senso. Egli è tutto parola e parola di tutto. Dio aveva rivelato il suo eterno potere per mezzo della creazione, aveva inviato i suoi profeti, i suoi messaggeri, ma nonostante ciò era rimasto pieno di mistero, imperscrutabile, invisibile, celato dietro i principati e le potenze, dietro le tribolazioni e le ansietà. Ad un certo punto Dio si è rivelato; ha parlato distintamente e chiaramente. Ciò è avvenuto in Gesù di Nazaret. Gesù è la Parola che ha rotto il relativo silenzio di Dio. Il contenuto di questa Parola è Dio stesso. Un Dio diverso da come lo pensavano gli uomini: è un Dio Trinità d'amore, è un Padre misericordioso che ama l'uomo e lo vuole salvo. Gesù «a tutti i credenti indica la via della verità» (oraz. sopra le offerte), ed è venuto per rivelarci quel Dio che l'uomo di ogni tempo attende e invoca: «...luce dei credenti... rivélati a tutti i popoli nello splendore della tua verità» (colletta).

DIO NON SERVE PIÙ?
Per molti oggi questa «Parola» cade nel vuoto. Dio non fa più parte delle nostre abitudini. Oggi la sua esistenza è messa in discussione. L'ateismo non è più soltanto il problema di pochi: esso investe un numero sempre maggiore di uomini, tanto da diventare un fenomeno di civiltà. «Dio non serve a niente», è l'obiezione più facile. In effetti Dio non esiste per «servire» a qualche cosa, come molti ancora pensano; Dio non è il medico dei casi disperati, né un'agenzia di assicurazioni su pegni di giaculatorie o pellegrinaggi, né un alibi per spiegare quello che l'uomo non capisce o ancora non riesce a fare.
Il Dio di Gesù Cristo non è una specie di tiranno, benevolo o irritato, secondo i casi, che interviene arbitrariamente nel corso degli avvenimenti per arrestarne alcuni o modificarne altri. Credere in un Dio così, è sedere nell'anticamera dell'ateismo.

ABBIAMO BISOGNO DI DIO
Non è semplice fare un'analisi del complesso problema dell'irreligiosità moderna poiché non si presenta come un tutto omogeneo e anche le sue radici affondano spesso nell'inafferrabilità della coscienza individuale. Non sono pochi coloro che danno la responsabilità di tutto questo a larghe sfere della cristianità stessa che con atteggiamenti sbagliati e con un certo assenteismo ne avrebbero favorito il dilagare. Alla base del fenomeno dell'ateismo e dello scetticismo religioso attuali c'è spesso l'ignoranza dell'autentico messaggio cristiano. Per questo la Chiesa ha teso la mano agli atei per un incontro leale ed un dialogo sincero.
Ci si dimentica che l'uomo in tutto il suo essere spirituale, cioè nelle sue supreme facoltà di conoscere e di amare, è correlativo a Dio, è fatto per Lui; e ogni conquista dello spirito umano accresce in lui l'inquietudine, e accende il desiderio di andare oltre, di arrivare all'oceano dell'essere e della vita, alla piena verità che sola dà la beatitudine. Togliere Dio come termine della ricerca, a cui l'uomo è per natura sua rivolto, significa mortificare l'uomo stesso. La così detta «morte di Dio» si risolve nella morte dell'uomo. E allora un primo dovere ci coglie: quello di godere della conoscenza di Dio; e un secondo: quello di cercarlo; di cercarlo appassionatamente, dove, come e quando egli si lascia incontrare.

Fonte: Maranatha

10 - OMELIA EPIFANIA DEL SIGNORE - ANNO C (Mt 2,1-12)
Abbiamo visto spuntare la sua stella
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: L'invisibile che si manifesta

L'Epifanìa è il giorno in cui siamo chiamati a contemplare la realtà stupefacente di un Dio che - invece di star rinchiuso nella sua lontana e inaccessibile infinità - decide di arrivare fino a noi col suo fulgore, si rivela agli occhi umani, si dona alla nostra comprensione e alla nostra affettuosa contemplazione.
E' dunque il lieto annuncio che le molte oscurità che intristiscono l'esistenza sono dissipate e vinte da una luce dall'alto. "Su di te risplende il Signore" (cfr. Is 60,2), abbiamo ascoltato nella prima lettura da una voce profetica.
Questa è la bella notizia dell'Epifanìa: "i giorni infausti e brevi" che trascorriamo quaggiù, li sappiamo ormai illuminati da un superiore destino di gioia che li congloba e li trascende. È, come si vede, la grande festa della "manifestazione di Dio".
Ci avvediamo subito che quella odierna non è, in fondo, una celebrazione diversa da quella del Natale. E' piuttosto una sua chiarificazione e un suo intrinseco compimento.

È PRIMA DI TUTTO UNA CHIARIFICAZIONE
Anche il Natale è la manifestazione - la "epifanìa" autentica e sostanziale - di un Dio che, per farsi conoscere e amare, addirittura si è fatto nostro fratello: "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria" (Gv 1,14), ha scritto nel suo prologo l'evangelista Giovanni.
Ma gli uomini corrono spesso il pericolo di dare interpretazioni forvianti ai disegni divini, soprattutto quando si lasciano influenzare dalle ideologie dominanti.
La festa dell'Epifanìa vuol preservarci appunto da qualcuno di tali malintesi.
Ciò che è avvenuto nella notte di Betlemme, non ha avuto risonanza nella società. Uno potrebbe dedurne che la salvezza di Dio deve sempre restare nascosta, avvolta nell'oscurità e nel nascondimento; e quindi - si può arrivare a pensare - anche l'azione della Chiesa (che tale salvezza custodisce e propone) ha da essere il più possibile "sotterranea": non deve cioè farsi sentire troppo all'esterno, non deve disturbare gli altri, deve umilmente mimetizzarsi entro la scena mondana.
L'Epifanìa ci dice che il contrario è vero: nell'episodio dei Magi, il re, le autorità, l'intera Gerusalemme, i responsabili della cultura, sono tutti raggiunti e inquietati dal messaggio che viene dal cielo.
Certo, Dio comincia da coloro che sono semplici e umili, perché sono i più cari al suo cuore: questo è il significato del Natale. Ma non desidera affatto che la sua iniziativa redentrice resti nascosta e quasi clandestina: questo è il significato dell'Epifanìa.
"Quello che vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce; e quello che ascoltate all'orecchio, predicatelo sui tetti" (Mt 10,27): sono parole di Gesù, e possono essere considerate il programma "epifanico", che è vincolante nell'azione pastorale della Chiesa, è l'impegno "epifanico" di ogni battezzato. Propria di ogni battezzato è appunto la vocazione a diventare un forte e chiaro annunciatore di Cristo e del suo Regno.
Ancora, ciò che è avvenuto a Betlemme (dove gli angeli hanno parlato soltanto ai pastori, poveri e analfabeti) potrebbe indurre qualcuno a ritenere che i "ricchi" - ricchi non solo di censo, ma anche di cultura, d'informazione, di potere, di fama - non siano tra i destinatari della missione del Figlio di Dio. Ed è sicuro che essi non sono tra i più favoriti e i più facilitati a capire il Vangelo, tanto è vero che il Signore ha detto: "Ti benedico, o Padre, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli" (cfr. Mt 11,25).
Ma la vicenda dei Magi - che arrivano ad adorare il Messia, pur essendo così benestanti da poter portare oro in regalo e così istruiti da saper scrutare e interpretare il corso degli astri - ci dice che nessuno è escluso irrimediabilmente (per la sola ragione della sua condizione mondana) dalla misericordia di quel Dio "il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (1 Tm 2,4).
Perché Gesù ha detto anche: "Ciò che non è possibile umanamente parlando, è possibile a Dio" (cfr. Lc 19,27); e così ha dato speranza persino ai potenti orgogliosi, ai danarosi sazi e insaziabili, agli intellettuali pieni di sé, purché però essi seguano l'esempio dei Magi e, abbandonata la loro opulenta desolazione, si pongano seriamente in cammino verso Betlemme.

UN COMPLETAMENTO DELL'INSEGNAMENTO DEL NATALE
L'insegnamento dell'Epifanìa non è solo una provvidenziale chiarificazione dell'insegnamento del Natale; è anche un suo necessario e organico completamento.
Nel Natale noi abbiamo adorato un Dio che è venuto a incontrarci. Nell'Epifanìa ci rendiamo conto che, in risposta, anche l'uomo deve muoversi incontro al suo Dio: dobbiamo diventare ricercatori di colui che ci ha ricercati per primo.
Senza dubbio le due ricerche non sono tra loro confrontabili, se non altro per la ragione che il Signore è l'iniziatore, l'ispiratore, il sostegno anche del nostro tendere a lui. E' lui che infonde nell'uomo la consapevolezza pungente della sua radicale insufficienza e lo spinge a indirizzarsi verso colui che è l'Assoluto e l'Eterno.
E tuttavia l'anèlito verso la Divinità è anche qualcosa di nostro, fa parte della nostra indole di invincibili indagatori delle ultime cause, e non può essere mortificato e soffocato in noi dalla molteplicità e dalla prepotenza delle attrattive e delle preoccupazioni mondane.
Se Dio è venuto fino a noi nel Natale, è giusto e doveroso che anche noi tentiamo di andare a lui, uscendo da una vita superficiale e pigra, senza palpiti e senza fremiti di rinnovamento. E' l'esempio e l'incitamento che ci viene dai Magi, come dai Magi ci viene la fiducia che possiamo anche noi conseguire il traguardo della nostra ricerca e trovare Dio.
Trovano Dio coloro che, come i Magi, sanno guardare non solo in terra ma anche in cielo, e si aprono senza resistenze a una luce e a un'energia che sono date infallibilmente dall'alto a chi le chiede con cuore sincero.
Trovano Dio coloro che, come i Magi, hanno il coraggio di lasciare le abitudini di comodità, di vita mediocre, di incoerenza morale, per obbedire alla voce della coscienza che propone una più perfetta obbedienza alla legge interiore e ai più elevati ideali.
Trovano Dio coloro che, come i Magi, per amore della verità e della giustizia, non temono di sfidare la mentalità più diffusa e non si lasciano intimidire dalle ironie di chi vive ricurvo sulla terra e non può tollerare chi invece ha deciso di raddrizzarsi e di innalzare il suo sguardo.
"Movétevi - ci dicono oggi i Magi - e fate almeno qualche passo in più verso il Signore che già si è mosso verso di noi". E' la semplice e decisiva lezione di vita di questa bella festa dell'Epifanìa.

Nota di BastaBugie: brevi spunti per l'omelia delle Messe feriali si possono leggere ogni giorno nella rubrica "Schegge di Vangelo" pubblicata sul sito de La Bussola Quotidiana.
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Fonte: L'invisibile che si manifesta

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