BastaBugie n°777 del 13 luglio 2022

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1 LA TRISTE E CRUDA REALTA' DELLA PORNOGRAFIA
Le donne vengono maltrattate, umiliate, usate in ogni modo... ma le femministe non combattono l'industria della pornografia (perché, diciamolo sinceramente, alle femministe della dignità delle donne non importa nulla)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Blog di Nicola Porro
2 GLI ECOTERRORISTI: UN PO' GRETA, UN PO' CHE GUEVARA
Arriva dal Messico un'organizzazione terroristica che vuole salvare l'ambiente con un centinaio di attentati fatti in tutto il mondo (c'è anche un italiano, già arrestato)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 LA NATO VUOLE DI NUOVO LA ''CORTINA DI FERRO'' CONTRO LA RUSSIA
Considerando nemico Putin, ma non la Cina, l'impero angloamericano si sta suicidando e non solo per la guerra in Ucraina, ma anche abortifici, woke, cancel culture, transgender, Black lives matter, ecc.
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Blog di Nicola Porro
4 L'IMITAZIONE DI CRISTO, UN BESTSELLER DEL MEDIOEVO
L'autore voleva rendere la religione cristiana più comprensibile e scrisse il suo capolavoro per i monaci, ma ben presto ci si accorse che il libro andava benissimo per tutti
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Il Timone
5 IL ROMANZO STILE ORWELL SUGLI ORRORI DELL'IDEOLOGIA WOKE
La Fuga è il romanzo distopico di Mario A. Iannaccone ambientato in una Milano oppressa dalla Società Corretta il cui simbolo è un unicorno arcobaleno con il motto ''Andrà tutto bene''
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Blog di Nicola Porro
6 LA SCUOLA CATTOLICA, UN FILM NOIOSO E FUORVIANTE CHE ATTACCA LA CHIESA
Si insinua che il delitto del Circeo fu commesso perché avevano ricevuto un'educazione cattolica, ma ovviamente le cose non stavano così
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 IN ITALIA E' VIETATO NON ESSERE D'ACCORDO CON CHI COMANDA
Guerra, auto elettriche, gay pride: nessuno può esprimere un'opinione contraria (e così si scopre che più parlano di democrazia, meno ce n'è)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Blog di Nicola Porro
8 OMELIA XVI DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 10,38-42)
Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - LA TRISTE E CRUDA REALTA' DELLA PORNOGRAFIA
Le donne vengono maltrattate, umiliate, usate in ogni modo... ma le femministe non combattono l'industria della pornografia (perché, diciamolo sinceramente, alle femministe della dignità delle donne non importa nulla)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Blog di Nicola Porro, 5 giugno 2022

Mi è capitato di imbattermi nel web in un film il cui titolo permettetemi di non citare perché non vorrei incoraggiare eventuali onanismi. Allora perché l'ho guardato io? Perché fuorviato dal titolo. Comunque, a parte qualche scena hard, non è un film porno ma sul porno. Film svedese sottotitolato del 2021. Narra di una giovane svedese che sogna, contenta lei, di fare la pornostar. Poiché fin dagli anni Sessanta la Svezia è stata celebre per la disinvoltura delle sue donne, magari si sarà detta: perché divertirsi gratis, visto che c'è un mercato apposito? Così, si trasferisce a Los Angeles, notoria patria di ogni tipo di bengodi, e si immette nel giro. Negli studios le chiedono preventivamente tutto, le fanno firmare di tutto, la filmano mentre firma e accetta tutto quel che le viene chiesto, lavaggi vaginali disinfettanti compresi. Le chiedono anche che cosa sia disposta a fare, e lei risponde: qualunque cosa. Filmata anche in questo, perché gli americani, si sa, vanno con l'avvocato anche dal medico. Alé, si va a incominciare.
Nuda in mezzo a energumeni, fa il quarto di manzo così come le viene richiesto e va ad abitare in un appartamento con altre «attrici». Ma dopo un po' vuole salire di grado. Non le basta più fare la porno, intende diventare porno-star, anzi, la mejo di tutte. Così, passa al bondage: legata come un salame e appesa, viene sbatacchiata in lungo e in largo da stalloni tatuati mentre la troupe le fa il carosello intorno: macchina da presa, zoom in ogni sfintere, truccatrici, regista, suggeritori e quant'altro. Bene, brava, è finito, slegatela. Vuoi un bicchiere d'acqua per riprenderti? Sì. grazie. Ma la svedese vuol proprio ascendere all'olimpo del genere, perciò riesce a procurarsi un provino nello stile «estremo». E si ritrova in un set in cui tre masnadieri la picchiano, le sputano in faccia, la insultano in ogni maniera conosciuta, la schiaffeggiano sulle natiche, la strangolano mezza, sempre coprendola di sputi mentre la montano in tutte le salse. A metà percorso, però, lei non ce la fa più e grida che vuole smettere. Okay, stop, fermi tutti. Vuoi andare? Vai. Ma non vedi un soldo perché i patti non erano questi. Nell'ultima scena che ho visto, prima di chiudere con la visione, c'è lei, in lacrime, che guida verso casa, ma a un certo punto deve fermarsi a vomitare.
Ah, dimenticavo la scena in cui lei, un guinzaglio da cani al collo, lecca le scarpe al macho. E quella in cui telefona affranta alla madre in Svezia: quest'ultima, usa a non influenzare le scelte esistenziali dei figli (swedish style), non fa una piega.
Ora, dopo aver guardato ‘sta roba, mi sono chiesto: ma le femministe l'hanno mai visto un video porno? È vero che l'industria in questione è una della più fiorenti al mondo e macina miliardi di dollari come neanche Amazon durante la pandemia, ma gli strilli del #MeToo o delle pasionarie nostrane per i complimenti pesanti di qualche alpino li avete uditi a proposito di un settore global in cui le donne sono trattate come avete letto?
Sì, è vero, ci sono quelle che, come la svedese del film, lo fanno volontariamente e non per fame. Ma risulta che Catherine Deneuve sia stata subissata per aver detto che anche certe avances non proprio signorili a molte donne fanno piacere. No, come in tutta la sfera del politicamente corretto e di quanto è nato dal Sessantotto (femminismo, ecologismo, animalismo, woke e il resto mettetecelo voi) c'è qualcosa di schizofrenico in tutto questo. Ma chiedere che almeno se ne rendano conto è pretendere troppo...

DOSSIER "PORNOGRAFIA"
Com'è nata e le sue conseguenze

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Fonte: Blog di Nicola Porro, 5 giugno 2022

2 - GLI ECOTERRORISTI: UN PO' GRETA, UN PO' CHE GUEVARA
Arriva dal Messico un'organizzazione terroristica che vuole salvare l'ambiente con un centinaio di attentati fatti in tutto il mondo (c'è anche un italiano, già arrestato)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 05-04-2022

Il 31 marzo u.s. le Digos unite di Torino e Milano hanno arrestato un italiano, torinese per la precisione, con l'accusa di far parte dell'Its. Ora, uno potrebbe chiedersi da quand'è che appartenere a un Istituto Tecnico Superiore sia reato. Il fatto è che l'arrestato non è un giovane studente (ha 47 anni) e l'Its di cui parliamo è un'altra cosa. Si tratta di un'organizzazione anarco-eco-terroristica nata probabilmente in Messico e inizialmente autodenominatasi Individualistas Tendiendo a lo Salvaje. Da qui la sigla Its. In italiano suona Individualisti Tendenti al Selvaggio. E, dal momento che ormai sono internazionali, nell'anglosfera e nel web sono diventati necessariamente Itw, Individualist Tending to the Wild.
Nel 2011 il primo attentato in Sudamerica, tanto per far capire che non scherzavano. Da lì si sono allargati anche in Europa, dove hanno marcato il territorio a modo loro in Spagna, Grecia, Scozia. A tutt'oggi, gli attentati messi a segno in tutto il mondo sono circa un centinaio, e l'arresto di un italiano dovrebbe cominciare a preoccupare anche noi. Le azioni violente sono dirette a siti e persone ritenute dall'Its simboli di civilizzazione: università, apparati di comunicazione, mezzi di trasporto e, naturalmente, chiese. A occhio il loro ideale è Christopher McCandless, il giovane laureato che nel 1992 decise di andare a vivere nelle terre selvagge dell'Alaska per tornare allo stato di natura rousseauiano. Lo stato di natura, naturalmente, lo uccise, ma fece la fortuna di Jon Krakauer, scrittore che ne raccontò la storia nel bestseller Terre estreme. Altrettando naturalmente, detta storia non poteva non piacere alla sinistra hollywoodiana e Sean Penn, uno dei più sfegatati liberals di celluloide, nel 2088 ci cavò il film (pluripremiato, obviously) Into the Wild. Ma almeno il protagonista si era assunto in prima persona le responsabilità delle conseguenze del suo amore per il selvaggiume neolitico.
Gli ecoterroristi no: da buoni giacobini pretendono che tutti vivano come piace a loro. Ma, d'altra parte, che cosa ci si aspettava? Come da noi dai comizi comunisti «di denuncia» del Sistema si è passati alle vie di fatto degli Anni di Piombo, così anche in tema ambientale era chiaro che, prima o poi, si sarebbe passati da Greta all'Its. Chi avvia rivoluzioni lo fa, dapprima, a parole. Poi, come la storia insegna, quando scopre che c'è qualcuno «più a sinistra» di lui, si arrabbia e pretende che il processo da lui avviato si fermi dove dice lui. Ma la storia insegna che la storia non insegna niente. Forse la fisica: il sassolino solo di rado non diventa valanga.
In fondo l'Its non è che una variante «a mano» della Cancel Culture (tanto per cambiare) nordamericana. Blm, Political Correctness, Schwa, Inclusive Language etc.? Fesserie: azzeriamo tutto e ripartiamo da zero. No, error: non ripartiamo mai più. E chissenefrega se l'Ambiente non è l'Eden ma Valle di Lacrime. Viva il Nulla e viva Caino. Sì, perché la civiltà serviva a questo: proteggere Abele.
Voi direte: ma questi ragionano? Be', a modo loro sì. Come quegli Esperti d'Italia che impongono il greenpass anche ai frequentatori dei c.d. centri sociali. Sulla carta, obviously. Pensate che il mondo stia impazzendo? Non più di Mameli e Mazzini. Che c'entrano, dite? Il primo, seguace del secondo, andò a farsi sparare (e sparare a sua volta) a vent'anni in nome dell'Umanità e del Progresso, traguardo da ottenersi cacciando il Papa da Roma per sostituirlo col suo maestro. Oggi cantiamo il suo Inno negli stadi, sotto ai monumenti del secondo. Mai sottovalutare gli Its...

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 05-04-2022

3 - LA NATO VUOLE DI NUOVO LA ''CORTINA DI FERRO'' CONTRO LA RUSSIA
Considerando nemico Putin, ma non la Cina, l'impero angloamericano si sta suicidando e non solo per la guerra in Ucraina, ma anche abortifici, woke, cancel culture, transgender, Black lives matter, ecc.
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Blog di Nicola Porro, 3 luglio 2022

Ci hanno messo dieci anni e denari e impegno per far tornare la Cortina di Ferro. Stoltenberg (nomen omen?) dice la Cina non è un nemico ma la Russia sì. Di chi? Della Nato, dice lui. Cioè, di americani e inglesi+Commonwealth (54 Paesi), diciamo noi. E dove hanno trovato la faglia da far sprofondare? Dov'è sempre stata: in Ucraina. Poi dicono che, in globalismo, la geografia non conta più niente...
Tanti sforzi per ripristinare la famigerata Cortina spiegano tante cose. La prima è, a quanto pare, che quando c'era quella vecchia erano sotto sotto contenti. Ricordate? La parola d'ordine era «contenere» l'Unione Sovietica, mica abbatterla. Poi è spuntato un outsider, un fuori-dal-coro, uno che non veniva dal Deep State o dall'Establishment wasp, bensì, nientemeno, dal cinema. Uno che era cresciuto col mito di John Wayne e dei Berretti Verdi e - figurarsi - scambiava missive coi veggenti di Medjugorje e, con la moglie, si era messo addirittura a digiunare il mercoledì come richiesto dalla Gospa. Uno che, sordo alla realpolitik di quelli che comandano veramente, aveva osato l'inosabile: aprire regolari relazioni diplomatiche con la Santa Sede. Cioè, coi papisti, l'odio puro degli americani di una volta. Sì, era Reagan. Provarono a sparargli, al solito, ma evidentemente la Gospa lo proteggeva e lui, cocciuto, continuò fino a far crollare l'Impero del Male.
Risalendo per i rami e alla luce della novità, ecco che qualche storico "putiniano" dovrebbe, perché no, rimettersi a riesaminare Yalta. In questi decenni si è provato in tanti modi a cercare di spiegare perché Roosevelt consegnò mezza Europa a Stalin. Molti modi, perché, comunque la si rigirasse, la cosa non tornava. Difettava di logica. Senza la spaventosa fornitura di armi, aerei, navi, fabbriche chiavi-in-mano, soldi, ospedali da campo, attrezzature, vestiario, treni e perfino derrate alimentari, i sovietici sarebbero stati sbaragliati dalla Germania. Gli strateghi tedeschi non erano fessi e, se attaccarono i russi, è perché sapevano di potercela fare. Ma leggendo le memorie di piloti da caccia tedeschi si apprende la loro meraviglia nel trovarsi di fronte a Mustang e Hurricanes con la stella rossa sopra. Grazie al Lend Leasing Act, legge inventata da Roosevelt per cedere armi gratis, gli aerei americani diventati russi erano 14mila.
Se dunque tanto hanno fatto e tanto hanno detto, la Cortina di Ferro faceva male ai popoli, sì, ma benissimo agli affari dei soliti. Si badi, non sto riesumando la famosa Vodka-Cola degli anni Settanta, né i libri di Volkoff in cui i dissidenti sovietici venivano incaprettati con manette marca Smith&Wesson. Ma solo cercando di capire perché qualcuno alla Cortina di Ferro ci tiene tanto.
Un altro outsider che rischiava di far saltare il Progetto era Trump, che, credendo bastasse avere dalla sua i voti, fu l'unico leader occidentale a metter piede in NordCorea. Così come Nixon aveva fatto con la Cina. E si è visto in qual modo entrambi sono finiti nella polvere. Trump per l'assalto al Capitol (mentre i pro-choice assaltano la Corte Suprema protetti dalla polizia). Nixon per - udite, udite! - aver osato spiare il Partito Democratico. Però l'impero angloamericano si sta suicidando tramite abortifici, woke, cancel culture, trans, gender e Blm. Speriamo che non si tratti dell'ultimo sussulto agonico, tipo muoia Sansone e quel che segue. In ogni caso, ci rincuora il fatto che la Cortina odierna è più facile da abbassare: i russi non chiedono altro.

Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Rino Cammilleri, nell'articolo seguente dal titolo "Cara Europa, sicura di voler adottare lo stile di vita Usa?" spiega la fissazione di esportare l'american way of life da parte degli americani, ma soprattutto la strana voglia degli italiani di adottare lo stile di vita Usa.
Ecco l'articolo completo pubblicato sul Blog di Nicola Porro il 29 aprile 2022:

Graecia capta ferum victorem cepit. Con questa frase di Orazio, nota a quelli che hanno fatto il liceo vero (quello in cui si bocciava ch'era un piacere) si intendeva quanto segue: l'Impero Romano, conquistata la Grecia, ne importò la cultura e perfino gli dei, cui si limitò a cambiare nome (Zeus=Giove, Hera=Giunone, Athena=Minerva, etc.). L'Impero Romano punto 2, cioè gli Usa, hanno fatto il contrario. Si facevano gli affari propri in base alla c.d. «dottrina Monroe», che suonava così: «l'America agli americani». Cioè, tutta, Nord e Sud, a loro, gli Usa. E la corrotta, decadente, aristocratica Europa, da cui il loro Padri Fondatori avevano preso schifati le distanze, la lasciavano a se stessa. Quando si decisero a intervenire, nella Grande Guerra, loro erano democratici e repubblicani, mentre l'Europa era tutta regni e imperi. Ma erano ancora figli di quella che fu giustamente chiamata Magna Europa, nati da colonie che gli europei, sciamando, avevano disseminato in tutto il mondo.
Finita la guerra se ne tornarono ai fatti loro. Ma con la Seconda tutto cambiò. Compresero che dovevano esportare l'american way of life, che loro giudicavano la migliore in assoluto. I primi a capirlo, al solito, furono i comici: Alberto Sordi in Un americano a Roma e, prima di lui, Renato Carosone con Tu vuo' fa' l'americano, due cult rimasti giustamente nel nostro immaginario. Ma ingurgitare una cultura aliena, specialmente da parte di popoli che di cultura ne avevano da vendere, non era facile. Infatti, gli americani per noi erano quelli a cui Totò poteva agilmente rifilare la Fontana di Trevi, quelli che indossavano camicie fiorate di pessimo gusto e venivano a Cinecittà a imparare. Ma ormai il solco era fatalmente tracciato.
Venne il Sessantotto e l'ultima diga fu spazzata via. Nacque, la c.d. Contestazione, non dal Maggio Francese come si crede, bensì dai moti studenteschi di Berkeley, Usa. Anche la c.d. cultura beat ci venne da laggiù. E fu così che pure noi ci vestimmo con le camicie a fiori e ci facemmo crescere i capelli. Il resto ce lo fornì l'appendice europea degli Usa, l'Inghilterra, che per la prima volta nella sua storia cominciò a far baronetti i complessini musicali, con diritto a sedere in Parlamento. La sartina Mary Quant risparmiò sulla stoffa con la minigonna e i pantaloncini inguinali. Celebre il suo slogan: «Amo la volgarità. Il buon gusto è la morte, la volgarità è la vita». Amen. Da allora fu tutta una discesa verso l'american way of life, che a sua volta scendeva sempre più fino ai livelli odierni. E i livelli odierni sono visibili in una cronaca nera quotidiana che ormai non fa più notizia.

DOSSIER "GUERRA RUSSIA-UCRAINA"
L'offensiva di Putin nel 2022

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Fonte: Blog di Nicola Porro, 3 luglio 2022

4 - L'IMITAZIONE DI CRISTO, UN BESTSELLER DEL MEDIOEVO
L'autore voleva rendere la religione cristiana più comprensibile e scrisse il suo capolavoro per i monaci, ma ben presto ci si accorse che il libro andava benissimo per tutti
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Il Timone, settembre 2021

La morale, nel cattolicesimo, non viene più menzionata, perché i padroni del linguaggio sono riusciti a deformarla, nelle nostre teste, con la sua caricatura, il moralismo. Perciò, anche la Chiesa docente ormai le preferisce il termine «etica». La quale, a sua volta, è finita sinonimo di «educazione civica», in attesa di evaporare in niente del tutto. E dire che la morale sarebbe addirittura una branca della teologia (la quale a sua volta era la più importante delle discipline, visto che dobbiamo morire tutti, anche i positivisti). Ora, se questo è quel che accade attorno alla morale, figurarsi quell'altro ramo della teologia che si chiamava «ascetica». Sapendo che all'uomo odierno, intriso di edonismo, l'idea stessa di sforzo per motivi spirituali produce conati di vomito, per sicurezza l'ascetica è semplicemente sparita sotto al tappeto. Ragionavo con un prete mio amico, il quale, formatosi ai tempi del cardinale Carlo Maria Martini, sapendomi esperto di santi mi confessava di non capire come mai alcuni di loro usassero il cilicio, che senso aveva? Bella domanda. E dire che anche un papa molto caro al progressismo, Paolo VI, pare ne indossasse uno.

UN COLLODI DELLO SPIRITO
Personalmente tengo molto caro, e leggo e rileggo e medito, un libretto che ha contribuito a insegnare l'ascetica ai cristiani, per la precisione alla gente semplice, nei secoli. E a spiegare che, senza, non si va da nessuna parte. «Il libro dell'Imitazione di Cristo è certo, dopo la Sacra Scrittura, il più gran libro che possiede la cristianità». Così scriveva nel 1934 il traduttore padre Vincenzo Mancardi, sacerdote paolino, nella prefazione della copia che possiedo. Tascabile e senza note: non ce n'è bisogno, perché il testo è già esplicativo di suo. Scritto verso il 1420 (dunque, ben 600 anni fa), il suo destino fu un po' come quello di Pinocchio, di autore mediocre ma geniale one-shot: Collodi scrisse molto, ma io stesso farei fatica a menzionare a memoria qualche altra sua opera. Lo stesso accadde a Tommaso da Kempis, il supposto autore dell'Imitazione (infatti, non si sa con certezza neppure se fu lui): le fonti lo danno come mistico, ma si tratta più che altro di una tradizione orale. E non è nemmeno stato beatificato. Era sacerdote e monaco, e scrisse il suo capolavoro per chi conduce vita monastica. Ma ben presto ci si accorse che, guidato da qualche angelo, aveva fatto una cosa che andava benissimo per tutti, anche per i laici. Infatti, dopa la Bibbia il suo fu il libro più stampato da quando Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili. Al 1650 le edizioni erano 740, ben 1.800 alle soglie dell'Illuminismo. E dire che l'autore voleva solo rendere la religione cattolica (ai suoi tempi, cristiana tout court) più comprensibile e accessibile.

I FRATELLI DELLA VITA COMUNE
Tommaso da Kempis era un tedesco nato verso il 1380 a Kempen, in quel di Colonia. Thomas Hemerken von Kempen era il suo nome esatto. Com'è che da Kempen si passa a Kempis? Misteri del tempo in cui le cose andavano scritte a mano (infatti, in certi documenti il cognome è Hamerken, in altri Hemerken). Non c'è da stupirsi: anche quando sono nato io gli impiegati dell'anagrafe scrivevano a mano, talché io sono Cammilleri, mia cugina Cammalleri e il mio prozio defunto Camilleri. Ora, Hemerken in tedesco sta per «nota», in norvegese per «osservazione», ma forse nel XV secolo significava «martelletto», tant'è che la latinizzazione del nostro divenne Tomas Malleolus (il latino era allora la lingua comune degli europei). Il Nostro, di cui non conosciamo il ceto d'origine, nel 1395 fu ammesso alla scuola che i Fratelli della Vita Comune tenevano nella non troppo lontana Deventer, nell'attuale Olanda. Questi Fratelli della Vita Comune erano stati fondati dal predicatore olandese Geert de Groote pochi decenni prima. Costui, ricco di famiglia, a un certo punto ebbe una fortissima esperienza spirituale che lo portò a vivere da eremita per sette anni; poi cominciò a predicare, e la sua passione trascinava le folle. Approvato dalla Santa Sede, riunì i suoi discepoli nella comunità in cui il Kempis andò a studiare. Attirato dalla fama di Florent Radewijns, teologo considerato un grande maestro e cofondatore della Comunità, in questa scuola scopri le sue doti di copista e anche la sua vocazione, tant'è che andò a farsi monaco agostiniano (come Lutero, per inciso) ad Agnietenberg (Monte Sant'Agnese), vicino alla cittadina olandese di Zwolle, dove c'era già suo fratello Johan che ne era il priore. Nel 1413 vi venne ordinato sacerdote. Nel 1429 fu eletto vicepriore, ma proprio in quell'anno lui e gli altri monaci dovettero sloggiare di fretta perché un tumulto di popolo aveva reso il luogo poco sicuro. Il fatto è che la zona era nella diocesi di Utrecht e il vescovo locale, Rudolf van Diephoit, era considerato un usurpatore da Roma. Ma non dai suoi partigiani. Da qui i disordini. Nel 1432 le acque si calmarono e il Kempis poté tornare alle sue incombenze, cui aggiunse la predicazione pubblica. Non si mosse più dal suo monastero, dove morì nel 1471 ultranovantenne. Fu sepolto nella chiesa, ma questa venne in seguito distrutta dai protestanti. I suoi resti, portati via in tempo, si trovano a Zwolle. Dopo l'immenso successo dell'Imitazione si provò a canonizzarlo, ma quel che pare sia successo merita di essere riportato perché mostra con quale serietà la Chiesa di quel tempo procedeva. L'iter prevedeva (e prevede) per prima cosa la riesumazione della salma. Ebbene, l'accuratezza di tale ricognizione riscontrò la presenza di schegge di legno sotto le unghie. Le aveva già quando fu sepolto? Era, la sua, una morte apparente e, rinvenuto, aveva cercato disperatamente di liberarsi? O si trattava di uno spasmo involontario? Non c'era modo di saperlo, perciò, per sicurezza, niente canonizzazione. Anche se pure un santo non è meno santo se cerca di uscire da una bara in cui è stato chiuso troppo frettolosamente.
Il Kempis scrisse molte altre opere, ma qui lo ricordiamo per quella fondamentale. Imitazione di Cristo, perché Cristo stesso ha detto «prendete esempio da Me». Per andare nel regno dei Cieli, che è (o dovrebbe essere) lo scopo della vita di ognuno, non importa fare altro. Ma la domanda è: si può imitare con successo Cristo? La risposta è sì, e ne sono esempio i santi, che sono i primi della classe in questo esercizio. E, come in ogni classe, non c'è bisogno di essere per forza i primi per essere promossi. Un esempio della prosa dell' Imitazione: «Sii cauto (mi dice uno); sii cauto, tieni in segreto quanto ti dico. Eppure, mentre io taccio e credo che la cosa resti nel segreto, egli non sa osservare il silenzio che lui stesso mi raccomandò, ma tosto scopre sé e me, e mi lascia così».

Fonte: Il Timone, settembre 2021

5 - IL ROMANZO STILE ORWELL SUGLI ORRORI DELL'IDEOLOGIA WOKE
La Fuga è il romanzo distopico di Mario A. Iannaccone ambientato in una Milano oppressa dalla Società Corretta il cui simbolo è un unicorno arcobaleno con il motto ''Andrà tutto bene''
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Blog di Nicola Porro, 27 maggio 2022

Sulla scia dei grandi romanzi distopici tipo 1984 e Brave new world, Mario A. Iannaccone ne ha fatto uno singolare ma altrettanto agghiacciante. Ha immaginato cioè, in qual mondo ci toccherà vivere se l'ideologia angloamericana detta woke dovesse stendersi e prevalere. La cosa grottesca è quanto segue: quando c'era l'Urss la gente scappava in Occidente; ora, che fai, scappi in Russia? Paradossi della storia, ma sempre sulla pelle dei poveracci.
In effetti, lo stretto legame che esiste in Russia tra il Trono e l'Altare, fin dai tempi del cesaropapismo bizantino, fa sì che nella Terza Roma (come da allora gli ortodossi russi amano chiamarsi) il clero sia sotto il controllo dello Stato, ma anche viceversa: lo Stato deve fare i conti col consenso popolare che ha il clero. Da qui, niente woke in Russia. Tornando al romanzo, Iannaccone è un fior di ricercatore saggista e, se fate un giro in internet, vedrete quanto sia capace di fare libri definitivi (talmente completi, cioè, che nessuno può aggiungere una virgola), tipo, per dirne uno, La rivoluzione psichedelica (Ares). O, passando alla narrativa, il ciclo dei gialli dell'ispettore Brigante, la cui ricostruzione storica (anni Sessanta) è semplicemente perfetta.
Il romanzo distopico di cui dicevamo è La Fuga (Il Timone, pp. 400, €. 21). Vi si immagina una Milano tra mezzo secolo, oppressa dalla Società Corretta, il cui simbolo è un unicorno arcobaleno e il motto «Andrà tutto bene». Tutta la vita è regolata da chip a cui niente-ma-proprio-niente sfugge, compresi gli stati d'animo, droni di sorveglianza e una polizia che se mostri segni di devianza ti porta nei campi di rieducazione. I media sono parte integrante dell'asfissia. I neonati possono essere ceduti alla Scienza (pratica incoraggiata e che fa acquisire crediti). Dopo i cinquant'anni si può scegliere di essere terminati per cedere i propri crediti a chi si vuole. Detti crediti sono attribuiti da sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale in base alla scala di adesione entusiasta alla Correttezza obbligatoria.
Perciò la società è praticamente divisa in caste contrassegnate da un diverso colore (arcobaleno) e si può ascendere o calare nel punteggio. La religione è permessa solo nel Vaticano per non offendere gli altri culti. I protagonisti della nostra storia lavorano alla digitalizzazione dei libri e alla scelta di quelli che, in omaggio alla Correttezza, devono essere distrutti (ogni riferimento alla c.d. cancel culture è puramente voluto). Proprio a furia di leggerli si rendono conto che c'è stato un tempo in cui la vita non era così. Grazie a uno scienziato che li isola informaticamente quanto basta per avere il tempo di scappare, cominciano un'avventurosissima fuga per superare il Green, il muro virtuale che divide il Mondo Corretto da quello abbandonato a se stesso. Chi vive in quest'ultimo non ha nemmeno l'elettricità, niente regole ed è il frutto di un calcolo: le Autorità hanno giudicato che andare a stanarli costava troppo all'erario. Per il momento.
In questo ambiente tornato allo stato di natura la sopravvivenza è problematica ma si svolge tra i ruderi di quella che un tempo era stata una grande civiltà e almeno vi si respira. Da qui la speranza con la minuscola può rinascere. Qui, almeno, nessuno viene a toglierti i figli perché giudicati non sufficientemente «fluidi». Buona lettura.

Nota di BastaBugie: per acquistare il libro "La Fuga" di Mario Iannacone clicca nel link sottostante.
https://www.iltimone.org/prodotto/la-fuga/

Fonte: Blog di Nicola Porro, 27 maggio 2022

6 - LA SCUOLA CATTOLICA, UN FILM NOIOSO E FUORVIANTE CHE ATTACCA LA CHIESA
Si insinua che il delitto del Circeo fu commesso perché avevano ricevuto un'educazione cattolica, ma ovviamente le cose non stavano così
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 2 maggio 2022

Edoardo Albinati ha vinto lo Strega 2016 col romanzo La scuola cattolica. Di solito non leggo letteratura contemporanea, e poi si tratta di un'opera di 1300 pagine, perciò non l'ho letto. Però i film li guardo, perciò posso parlare solo del film con lo stesso titolo. Altra piccola premessa. In genere i film italiani li scanso a priori: dal Sessantotto sono tutti in mano ai sinistri e, senza sussidi statali (i.e. soldi vostri), non potrebbero nemmeno essere girati. Ma per questo film ho fatto eccezione, perché "io c'ero". Non nei luoghi commemorati, certo, ma in quell'anno fatale. Ero studente universitario a Pisa, dove imperava Lotta Continua e la cappa di pensiero unico&obbligatorio si era già stesa (a sprangate).
1975, anni di piombo. Il Delitto del Circeo ebbe perciò un'enfasi che oggi, inabissatasi la cronaca nera, farebbe solo ridere. A conti fatti, la vittima fu solo una, l'altra si salvò. I tre liceali stupratori e assassini e pure pirla furono subito presi, tranne uno che latitò per sempre. Ma di omicidi latitanti ce n'erano a bizzeffe in quegli anni. Solo che questi tre romani erano - come si diceva - pariolini. Cioè, di buona famiglia borghese, frequentavano una scuola privata retta da preti (da cui il titolo) e, soprattutto, simpatizzavano per l'estremismo di destra. Apriti cielo. Per un paragone: oggi, se un africano fa a fette una ragazza italiana e la mette nel trolley si piglia max una quindicina d'anni per buona condotta. Quei tre furono sepolti sotto una valanga di ergastoli. Ma, ripeto, se non si tiene presente il clima di quegli anni non si capisce molto. Si tenga presente che, nello stesso anno e nelle stesse zone, venne ammazzato Pasolini, e vanamente l'intellettualume cercò di appiccicare all'assassino qualche legame con la destra. Ancora oggi, si sa, c'è qualcuno che parla di «complotto» e non si rassegna all'evidenza: un torbido delitto a sfondo sessuale. E basta.
Il film insiste su nudi, deflorazioni in piedi e signore un po' zoccole. Ma ottiene solo noia, senza considerare il fatto che, nei film italiani non doppiati, quando gli attori parlano si capisce poco, a meno che non debbano gridare o scandire perché lo dice il copione. Il titolo stesso, del film ma anche del romanzo, è fuorviante. Sarebbe l'aver frequentato una scuola di preti e aver subito un'educazione borghese a scatenare istinti sadici e criminali? Ma questo è Freud+Marx in salsa qualunquista sessantottarda. Roba che credevamo «superata» da cinquant'anni. Lo stesso Angelo Izzo, principale responsabile del delitto e perciò pluriergastolano, prese le distanze dal film e dal romanzo. Pur non avendo più nulla da perdere. Riprendiamo l'esempio: se un africano fa a pezzi una italiana e la mette in valigia, è colpa della sua cultura d'origine? È perché è stato cresciuto in un tukul ed educato alla stregoneria sciamanica? Se qualcuno si azzardasse a proporre questa chiave di lettura verrebbe subissato, perché gli orizzonti culturali cambiano ma il conformismo ossessivo del gregge no. E hanno voglia di premiarsi e filmarsi addosso...
La recente caccia ai «no vax» e ora ai «putiniani», cioè a quelli che non si allineano, dimostra che il Sessantotto è ancora tra noi e ha solo cambiato pelle. Ma il gregge non è così compatto come sperano, allora come oggi. Chi non bela coi versi obbligatori c'è, e non basteranno Dpcm o cannoni ad acqua per eliminarlo. Per quanto riguarda il film, fatevi un regalo: guardate l'ultimo Spiderman.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 2 maggio 2022

7 - IN ITALIA E' VIETATO NON ESSERE D'ACCORDO CON CHI COMANDA
Guerra, auto elettriche, gay pride: nessuno può esprimere un'opinione contraria (e così si scopre che più parlano di democrazia, meno ce n'è)
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Blog di Nicola Porro, 1° luglio 2022

«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. (...) Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito» (Mt 23,1). Questo brano evangelico, mutatis mutandis, mi torna in mente ogni volta che accendo i tiggì e vedo il Bibitaro, il Fenomeno, la Salma, la Inesistente, il Ce-lo-chiede-l'Europa e tutta la Comédie Italienne che ci governa. Non è il caso di ripetere qui la (lunga, sempre più lunga) lista di lamentele che, come popolo, potremmo ululare al loro indirizzo. Purtroppo, per restare nell'ambito evangelico, tra noi non c'è un san Francesco di Paola, che prese le monete d'oro offertegli dal re Ferrante di Napoli per i suoi poveri, le strizzò in sua presenza e ne fece uscire sangue. «Questo» disse «è il sangue del tuo popolo oppresso dalle tasse, e tu te la cavi dando un po' di quel che non è tuo ai poveri?».
Altro esempio religioso, biblico questa volta: a re David, colpevole di una serie di trasgressioni, si presentò il profeta Nathan e gli disse: «Dio ti fa scegliere la punizione: guerra o peste?». David, intelligentemente, scelse la peste perché era meglio finire nelle mani di Dio che in quelle degli uomini. Bene, noi popolo d'Italia fino a qualche tempo fa potevamo lamentarci di aver sbagliato scelta. Ora neanche questo, perché da tempo non scegliamo più niente. Rassegnati all'oppressione, plagiati tutti i giorni da mezzi di comunicazione che comunicano solo quel che vuole chi li sussidia (e che altro potrebbero fare per non scomparire o darsi all'agricoltura bio?), capito che se non voti bene arrivano la magistratura, i mercati, lo spread, la Nato, Ursula-Michel, Caronte, la Bbc, i Nani e le Ballerine, la Germanotta da Fazio e magari Zelensky baionetta innestata, questo popolo ha optato per smetterla coi «ludi cartacei», tanto vince sempre il banco.
Io, abituato per mestiere a mettermi del panni degli altri, ho appena scoperto che, vivendo a Milano, entro settembre dovrò comprami una nuova auto. Quella che ho, diesel euro 3 o 4 (boh), è vietata. Incentivi? Seeeh! Come il 110%: va' avanti tu ché mi scappa da ridere. E se tra due anni anche la nuova auto verrà dichiarata inquinante? Voilà: basta mettermela fuorilegge. Il pensiero va a quei poveri pensionati che dovranno, se possono camminare, usare solo i mezzi pubblici, ostaggio di scioperi ogni venerdì. E dovranno pure schiattare di caldo perché ce lo chiede l'Ucraina.
Ho detto pensionati? Io lo sono e la nuova è che per il Cud devo andare sul sito Inps. Ci ho messo mezza giornata per districarmi e sono dovuto lo stesso ricorrere al commercialista. Si chiama informatizzazione della burocrazia. Cioè, si stava meglio quando si stava peggio. Già: dietro i sofware ci sono uomini e per questo David preferiva la peste. Ho pensato alla vicina di pianerottolo, ottantacinquenne pensionata vedova e sola: la immagino alle prese col computer, con lo sciopero dei mezzi, con la vecchia utilitaria da buttare per indebitarsi, col suo pinguino a singhiozzo blackout con la bandierina gialloblu che sventola solo quando apre la finestra e fa entrare Lucifero.
Epperò la Capitale Morale ha avuto un GayPride di due settimane che ora prosegue con iniziative capillari di Zona, in una delle quali - leggo - ci sarà animazione riservata a (sic) bambini dai 3 agli 8 anni. Il passo evangelico che parla di bambini e di macine al collo andatevelo a leggere da soli. Ma occhio in quanto non vedono l'ora di mettervi-ci in galera e ingoiare la chiave perché ci siamo permessi di non essere d'accordo. Ci avete fatto caso che più si riempiono la bocca di democrazia e meno ce n'è?

Fonte: Blog di Nicola Porro, 1° luglio 2022

8 - OMELIA XVI DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 10,38-42)
Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Il tema delle letture di questa domenica è l'ospitalità. Nella prima lettura abbiamo ascoltato una pagina del libro della Genesi, nel quale si narra l'episodio di Abramo, il quale ospitò «tre uomini» (18,2) a casa sua. È molto interessante notare come Abramo, appena li vide, esclamò: «Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo» (18,3). Diversi Padri della Chiesa hanno veduto in questo episodio una prefigurazione, ovvero un'anticipazione profetica, del mistero della Santissima Trinità, dell'unico Dio in tre Persone uguali e distinte. Ciò che è accaduto ad Abramo è certamente una bellissima manifestazione divina: egli ha accolto Dio stesso nella sua tenda ed è stato beneficato con la promessa che egli e sua moglie Sara avrebbero avuto finalmente il sospirato figlio.
Ciò che è accaduto ad Abramo, in un certo senso, può avvenire anche a ciascuno di noi quando benefichiamo il nostro prossimo. Infatti, tutto quello che facciamo ai nostri fratelli che sono nel bisogno lo facciamo a Gesù stesso. Accogliendo il bisognoso, noi accogliamo Dio, e non rimarremo senza ricompensa in questa e nell'altra vita.
Il Vangelo di oggi ci propone lo stesso tema. Lazzaro, Marta e Maria ospitano nella loro casa Gesù. Durante il convito avviene qualcosa di particolare: Marta era tutta presa dai molti servizi, mentre Maria, «sedutasi ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola» (Lc 10,39). Marta si rivolge allora a Gesù e vorrebbe che Egli richiamasse la sorella Maria affinché ella la aiuti nei molti servizi. Marta è sicura di aver ragione; ma, inaspettatamente, Gesù dice: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta» (Lc 10,41-42).
Con queste parole, Gesù non voleva certamente disprezzare l'umile servizio di Marta. Anche di questo c'è bisogno. Probabilmente Marta stava esagerando, voleva fare una bella figura, e si affaccendava eccessivamente nel servizio materiale, dimenticando ciò che era più importante: ascoltare la parola di Gesù.
Nelle due sorelle Marta e Maria possiamo vedere le due dimensioni della vita cristiana, la dimensione orizzontale e quella verticale, ovvero l'attività e la contemplazione. Di tutte e due c'è bisogno, ma, certamente, la contemplazione è la cosa più importante che non deve mai mancare. Ai giorni d'oggi spesso si perde di vista la necessità della preghiera e si dà una grande importanza all'attività pratica. Non se ne comprende il valore e si esaltano unicamente le virtù attive. Ciò è molto pericoloso! L'attività senza la preghiera è come una bolla di sapone, è come un corpo senz'anima. Il Vangelo di oggi ci insegna prima di tutto a non trascurare mai la vita di preghiera, l'ascolto della parola di Gesù, solo in questo modo le opere che realizzeremo saranno benedette da Dio.
Spesso anche noi ci affanniamo e ci agitiamo per le molte cose da fare, e perdiamo di vista la cosa più importante. La società odierna in cui viviamo è entrata in un vortice da cui è difficile uscire. Tutti corrono, tutti hanno fretta, e pochi sono quelli che pensano alle realtà celesti. Per uscire da questo vortice, l'unico rimedio è quello di fare come Maria di Betania, di metterci anche noi ai piedi di Gesù, e di ascoltare la sua parola.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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