BastaBugie n°780 del 03 agosto 2022

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1 LO SCANDALO DELLA MESSA SUL MATERASSINO
Un sacerdote celebra in costume nel mare di Crotone: la procura indaga per offesa alla religione, poi il sacerdote chiede scusa sul sito della parrocchia, ma precisa ''una signora mi ha ringraziato dicendomi che si era sentita raggiunta dalla Chiesa anche in spiaggia''
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone
2 L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA' LANCIA UN'INQUIETANTE EMERGENZA PER IL VAIOLO DELLE SCIMMIE
Eppure è una malattia che si verifica per il 98% negli uomini che fanno sesso con altri uomini (quindi perché iniziare la campagna di vaccinazione di massa per tutta la popolazione?)
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 ESTER, IL FILM SULLA REGINA CHE SALVO' IL SUO POPOLO
Molto fedele al testo biblico e visibile gratis su YouTube, il film esalta la tesi del ribaltamento del destino deciso da uomini empi (VIDEO: Film completo di Ester)
Fonte: Film Garantiti
4 L'INGIUSTO LINCIAGGIO DEGLI ALPINI, ORA SI CHIEDA SCUSA
All'Adunata degli Alpini a Rimini non ci sono state molestie di donne, come denunciavano i giornali... ma perché invece i casi di vere molestie commesse da immigrati passano sotto silenzio?
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone
5 MATRIX, LA RICERCA DELLA VERITA'
Matrix non è solo un film-culto di fantascienza, ma aiuta a rispondere alle domande filosofiche fondamentali: la realtà oggettiva, la sua ricerca, la libertà di scelta, l'esistenza di Dio e della Provvidenza (VIDEO: Trailer del film)
Autore: don Stefano Bimbi - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 NON ESISTE LA MARIJUANA SICURA, ANZI RIEMPIE GLI OSPEDALI
Con le dimissioni del Governo Draghi le proposte di legge per la coltivazione in casa della cannabis sono decadute e quindi per ora è rimandato lo sdoganamento del consumo degli spinelli
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Provita & Famiglia
7 IL GIUDICE ALITO DIFENDE LA STORICA SENTENZA CHE HA NEGATO IL DIRITTO ALL'ABORTO NEGLI USA
Intanto i cosiddetti democratici vogliono cambiare le regole della Corte Suprema portando i membri da 9 a 13 in modo da comandare di nuovo loro (VIDEO: Il giudice Samuel Alito difende la vita e prende in giro il principe Harry)
Autore: Luca Volontè - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 OMELIA XIX DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 12,32-48)
Nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - LO SCANDALO DELLA MESSA SUL MATERASSINO
Un sacerdote celebra in costume nel mare di Crotone: la procura indaga per offesa alla religione, poi il sacerdote chiede scusa sul sito della parrocchia, ma precisa ''una signora mi ha ringraziato dicendomi che si era sentita raggiunta dalla Chiesa anche in spiaggia''
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone, 28 luglio 2022

La vicenda di don Mattia Bernasconi, il sacerdote milanese che domenica scorsa ha celebrato l'eucaristia in mare - su un materassino - in località Alfieri (Crotone), nelle scorse ore ha conosciuto almeno due elementi di sviluppo. Il primo è dovuto ad una iniziativa della procura crotonese che, dimostrando più tempestività delle autorità ecclesiali, ha deciso indagare il sacerdote della parrocchia di San Luigi Gonzaga di Milano per offesa ad una confessione religiosa. Il secondo dato di novità sono invece le scuse del sacerdote in questione che, sul sito della parrocchia, ha pubblicato una lettera in tal senso.
«Carissimo Arcivescovo Mario, carissimi vicari episcopali, carissimi confratelli, carissimi fratelli e sorelle nella Fede», è l'esordio della nota, «vi scrivo poche ma sentite righe per chiedere scusa per la celebrazione di domenica 24 mattina nelle acque del mare di Capo Colonna». Tutto bene, dunque? Non proprio, e non solo perché, come si diceva poc'anzi, l'episodio rischia di avere conseguenze giudiziarie. Infatti, il sacerdote, formulando le sue scuse, ha da una parte derubricato tutto ad una leggerezza («mi rimprovero forse un po' di ingenuità») - quasi avesse posteggiato l'auto in doppia fila, anziché mancare gravemente di rispetto alla Presenza reale di Gesù nell'eucaristia - e, dall'altra, ha aggiunto una considerazione spiazzante.
«Però una signora mi ha ringraziato», ha replicato don Mattia, «dicendomi che si era sentita raggiunta dalla Chiesa anche in spiaggia». Un pensiero che andrebbe benissimo se di mezzo ci fosse l'attività di vendita di birra o di cocco fresco; ma un sacerdote - anche se forse il concetto non è forse più così chiaro - è qualcosa di leggermente diverso dall'uomo del «cocco bello». Soprattutto, la Santa messa è qualcosa di anni luce diverso da un semplice intrattenimento in salsa religiosa, da allestirsi dove capita. Peccato, pure qui, che però il significato originale della celebrazione della liturgia si sia perso spesso di vista in favore di degenerazioni sconcertanti.
Dinnanzi a tutto questo, amareggia ancora più un fatto: il debutto della messa sul materassino gonfiabile era stato in qualche modo previsto. E non l'anno scorso, ma decenni or sono quando l'allora cardinale Joseph Ratzinger, intervistato da Vittorio Messori in un libro che fece epoca - Rapporto sulla fede (1985) - ebbe a rammentare: «La liturgia non è uno show, uno spettacolo che abbisogni di registi geniali e di attori di talento. La liturgia non vive di sorprese " simpatiche ", di trovate " accattivanti ", ma di ripetizioni solenni. Non deve esprimere l'attualità e il suo effimero ma il mistero del Sacro». Ora, perché sono significative tali valutazioni?
Per un motivo semplice: pur togliendo le parole, tanto è grave, il caso del sacerdote che arriva a dire messa sul materassino gonfiabile non è il problema, bensì la più estrema conseguenza di un problema. Che è quello di celebrazioni improvvisate, disordinate e, in definitiva, della totale mancanza di consapevolezza di che cosa sia l'eucaristia, anzi di Chi sia. A non saperlo, non è una novità, sono anzitutto milioni di fedeli ogni domenica, non c'è dubbio. Il punto è che, se ad istruire e a formare questi stessi fedeli, sono poi pastori che a loro volta preferiscono il mare all'altare, stiamo freschi; e in tutti i sensi, anche se purtroppo la cosa è ben poco consolante.

Nota di BastaBugie: Stefano Chiappalone nell'articolo seguente dal titolo "La liturgia annega nel mare di Crotone" spiega che la Messa celebrata in acqua, con il celebrante in costume e usando un materassino come altare, è il culmine di decenni di sperimentazioni in cui ciascuno si sente padre-padrone del culto, da manipolare a piacere, nell'indifferenza di una gerarchia che sanziona soltanto la Tradizione
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 luglio 2022:

Le foto che stanno facendo il giro del web parlano da sole: una Messa in mare utilizzando un materassino come altare, con tutti i presenti in costume, compreso (ovviamente) il celebrante. A che pro? Nel corso dei decenni le hanno tentate tutte per mostrare una Chiesa "accattivante" (o semplicemente modaiola), ma a don Mattia Bernasconi va riconosciuto senz'altro il "merito" di aver superato tutti gli altri, buttando - letteralmente - a mare quel che resta della sacralità del culto cattolico ma anche del buon senso.
La bizzarra liturgia è avvenuta al termine di un campo di volontariato a Crotone, organizzato da Libera (l'associazione fondata da don Luigi Ciotti). Qui il giovane sacerdote ambrosiano, viceparroco della Comunità Pastorale San Luigi Gonzaga di Milano, ha portato i suoi ragazzi a trascorrere alcuni giorni tra escursioni e incontri sulla legalità, al termine dei quali, essendo domenica, si doveva pur onorare il giorno del Signore. Ma dove? In chiesa sarebbe parso troppo scontato: «Avevamo scelto una pineta di un campeggio ma era occupata da un'altra iniziativa. Faceva molto caldo e così ci siamo detti: perché non fare la Messa in acqua? Una famiglia che si trovava nei pressi ci ha sentito parlare ed ha messo a disposizione il loro materassino che abbiamo trasformato in altare. È stato bellissimo anche se ci siamo scottati», riferisce il sacerdote.
Il diritto canonico sembrerebbe pensarla diversamente: «La celebrazione eucaristica venga compiuta nel luogo sacro [cioè, in chiesa], a meno che in un caso particolare la necessità non richieda altro; nel qual caso la celebrazione deve essere compiuta in un luogo decoroso» (Can. 932 §1). Ci sarebbe da dire sia sul luogo «decoroso» (che dovrebbe significare anche: adatto all'azione sacra), sia sulla «necessità»: possibile che non ci siano chiese a Crotone? Immaginiamo che non fossero raggiungibili facilmente dall'allegra brigata costringendola a "improvvisare"... però «il sacrificio eucaristico si deve compiere sopra un altare dedicato o benedetto; fuori del luogo sacro può essere usato un tavolo adatto, purché sempre ricoperto di una tovaglia e del corporale» (ivi, §2). Almeno un tavolo, non un materassino! E perché in mezzo all'acqua invece che sulla riva, non avranno mica naufragato? La mobilità dell'altare "aquatico" non avrà forse favorito la dispersione di frammenti? E come sarà andata per la comunione? La sacra particola avrà cominciato a sciogliersi sulle mani probabilmente bagnate... Senza contare la possibilità che un'onda anomala travolgesse l'anomalo altare con tutto il Corpo e Sangue.
Se in contesti drammatici sacerdoti e fedeli sono stati costretti a celebrare con mezzi di fortuna, qui non siamo in un campo di concentramento, né in guerra, per cui l'unica «necessità» ipotizzabile è l'insopprimibile smania di protagonismo che da decenni spinge il clero a escogitare infinite variazioni di quella lex orandi che dicono sia e debba essere unica, ma invece si rivela di fatto una, nessuna, centomila.
La "Missa aquatica" di Crotone è la vetta (o l'abisso?) di una liturgia concepita come campo di battaglia in cui "vince" chi la inventa più grossa, annegando - è il caso di dirlo - l'unico vero Protagonista.
Ancora una considerazione, sul piano più laico: immaginereste un giudice che, spinto dalla calura e dal desiderio di mostrarsi cool, decidesse di tenere un processo in spiaggia, col costume invece della toga? O un giornalista che trasmettesse il telegiornale a bordo piscina? Qualunque sia l'ambito, nell'esercizio delle proprie funzioni ciascuno tende a presentarsi in modo professionale. Ne va della serietà di ciò che sta compiendo. Non dovrebbe valere, a maggior ragione, per chi compie la più elevata delle funzioni, la più sacra delle azioni? A meno di non ridurre la Messa a un gioco di società... Il tutto con un sottinteso senso di "impunità", sapendo di poter stravolgere il mistero affidato loro, ben sapendo di non rischiare nulla (curioso paradosso, dopo un campo sulla "legalità": vale solo per le norme civili, mentre il Corpo di Cristo si può manipolare a piacimento?). Di certo il comunicato della diocesi di Crotone («è necessario mantenere quel minimo di decoro e di attenzione ai simboli richiesti dalla natura stesse delle celebrazioni liturgiche») non basterà a dissuadere il don Mattia di turno dal presentare il proprio numero sulla scena del cabaret liturgico, mentre gli unici a subire sanzioni concrete sono quei sacerdoti che celebrano con pietà e riverenza secondo un rito usato per secoli nella Chiesa.
La Messa di don Mattia è in realtà l'epifania della "pastorale della spoliazione", che credeva di togliere orpelli e ha finito per perdere di vista la sostanza. Pur di "avvicinare" la gente (che non si è avvicinata affatto) alcuni chierici hanno iniziato spogliando gli altari. Poi hanno ridotto i paramenti, limitandosi a camice e stola, talvolta soltanto la stola. Infine, sono rimasti in mutande, pardon, in costume. Sarà stato, almeno quello, del colore liturgico giusto?

Fonte: Sito del Timone, 28 luglio 2022

2 - L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA' LANCIA UN'INQUIETANTE EMERGENZA PER IL VAIOLO DELLE SCIMMIE
Eppure è una malattia che si verifica per il 98% negli uomini che fanno sesso con altri uomini (quindi perché iniziare la campagna di vaccinazione di massa per tutta la popolazione?)
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30-07-2022

Il Covid non basta più: nel tempo delle emergenze sanitarie, bisogna costantemente implementare la paura, creare un problema e poi offrire un rimedio. Del vaiolo delle scimmie si è cominciato a parlare negli ultimi due mesi, a causa della comparsa di alcune decine di casi in Europa e negli Stati Uniti. Ora è arrivata una clamorosa dichiarazione del Direttore Generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha convocato una seconda riunione del Comitato di Emergenza Sanitaria.
La prima riunione, un mese fa, aveva deliberato all'unanimità che l'epidemia non rappresentava un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. Tuttavia, la scorsa settimana, una nuova riunione ha stabilito che il vaiolo delle scimmie costituisce un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. Cosa ha portato a questo repentino cambiamento? Due giorni prima della conferenza stampa di Ghebreyesus, il 20 luglio, Rosamund Lewis, responsabile tecnico dell'OMS per il vaiolo delle scimmie, aveva dichiarato: «Circa il 98% dei casi è tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, e principalmente quelli che hanno più nuovi o sconosciuti partner recenti».

UNA DECISIONE CHE LASCIA PARECCHI DUBBI
La valutazione degli esperti dell'OMS è dunque che il rischio di vaiolo delle scimmie sia moderato a livello globale e in tutte le regioni, ad eccezione della regione europea dove si valuta che il rischio sia alto. Ghebreyesus ha affermato che "abbiamo un focolaio che si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, attraverso nuove modalità di trasmissione, di cui sappiamo troppo poco. (...) Per tutti questi motivi, ho deciso che l'epidemia globale di vaiolo delle scimmie rappresenta un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale".
Una decisione che lascia parecchi dubbi: perché una malattia che si verifica per il 98% negli uomini che fanno sesso con altri uomini viene ora estesa ad una popolazione mondiale - uomini, donne, bambini - di tutte le età, che non si adattano a questo profilo di rischio? Già qualcuno parla - tra i televirologi d'assalto - di avviare una campagna di vaccinazione di massa per tutta la popolazione, visto che - casualmente - dal 2019 è disponibile un vaccino contro il Vaiolo delle scimmie finora inutilizzato, anche perché dopo pochi mesi dalla sua approvazione arrivò la pandemia da Coronavirus.
Tuttavia, il Monkeypox non è un virus respiratorio. È molto più facile controllare la diffusione del vaiolo delle scimmie che controllare la diffusione del COVID-19. Per controllare la diffusione del vaiolo delle scimmie non servono mascherine, lockdown di massa e quarantene per tutti. Si deve semplicemente evitare il contatto diretto con le secrezioni corporee di una persona infetta.

UNA PREOCCUPAZIONE POLITICA, PIÙ CHE SANITARIA
L'Oms si è portato avanti, raccomandando a tutti i Paesi di lavorare "a stretto contatto con le comunità di uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, per progettare e fornire informazioni e servizi efficaci e adottare misure che proteggano la salute, i diritti umani e la dignità delle comunità colpite. Lo stigma e la discriminazione possono essere pericolosi come qualsiasi virus". Una preoccupazione soprattutto politica, più che sanitaria. Un ulteriore suggerimento del Direttore dell'OMS, come detto, è quello di sostenere campagne vaccinali, e non solo per le categorie a rischio.
C'è un'ultima preoccupazione che desta questa risoluzione del Direttore dell'OMS: mentre ancora non è assolutamente chiaro come questa malattia delle scimmie possa essere arrivata a colpire l'uomo, diventando quindi una zoonosi, si fa intravedere l'ipotesi che ci sia stato un fenomeno di "spillover", di cui si era già parlato inizialmente per il Covid, quando ancora si cercava di capire la sua origine, prima che questo pur cruciale argomento venisse messo totalmente da parte.
Lo spillover è una sorta di salto di specie che fa un microrganismo che passa dall'infettare gli animali all'uomo. Diffondere la paura di eventuali ulteriori spillover rappresenterebbe una fonte pressoché inesauribile di minacce-fantasma con cui tenere l'umanità sotto una cappa di paura, e in fondo sosterebbe l'ipotesi neo-darwinista che l'uomo non è che un animale come gli altri e può prendere le stesse malattie. Una prospettiva inquietante.

Nota di BastaBugie: avevamo già messo in guardia contro le mistificazioni di questo "nuovo" vaiolo con il seguente articolo.

IL VAIOLO DELLE SCIMMIE E LA 4° DOSE DEL VACCINO
Una malattia rara di cui è già stato approvato il vaccino nel 2019 quando ancora non c'era bisogno (e ad autunno saremo di nuovo alle prese con il Covid e quello che segue: quarta dose, ancora mascherine, ecc.)
di Paolo Gulisano
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7016

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30-07-2022

3 - ESTER, IL FILM SULLA REGINA CHE SALVO' IL SUO POPOLO
Molto fedele al testo biblico e visibile gratis su YouTube, il film esalta la tesi del ribaltamento del destino deciso da uomini empi (VIDEO: Film completo di Ester)
Fonte Film Garantiti

La vicenda di Ester è la spiegazione dell'origine dell'importante festa ebraica dei Purim.
I fatti si svolgono "nell'anno secondo del regno di Assuero, il Gran Re", identificato dai commentatori con Serse I, benché siano state proposte da alcuni anche altre ipotesi: accettando questa identificazione, sarebbe nel 485 a.C.
Mardocheo, giudeo della tribù di Beniamino che vive a Susa, capitale dell'impero persiano e residenza invernale dei Re dei Re a partire dal regno di Dario I, sogna due draghi che con il loro sibilo inducono i popoli a combattere contro il "popolo dei giusti". Questo sogno premonitore lascia intendere come sui Giudei stia per abbattersi una grave sciagura.
Allora il re Assuero manda a chiamare la sua sposa, la regina Vasti, interpretata da Ornella Muti, ma questa è intenta a festeggiare nel gineceo e non obbedisce. Allora Assuero la ripudia e si cerca una nuova sposa. La scelta cade sulla giudea Adassa (in ebraico mirto), di cui Mardocheo è tutore, essendo figlia di un suo zio. Ma Assuero ignora che ella appartiene al popolo di Giuda, e la conosce come Ester.
Per i Giudei si avvicina uno dei momenti peggiori della loro storia, giacché Aman, il perfido consigliere del re, di stirpe Agaghita, odia Mardocheo per il fatto che non vuole prostrarsi a lui né rendergli omaggio, e così concepisce un piano mostruoso: adoperando il sigillo imperiale che il sovrano gli ha affidato, firma un editto che ordina lo sterminio totale di tutti i Giudei che si trovino all'interno del regno di Assuero, anticipando di millenni la soluzione finale di Adolf Hitler.

IL CORAGGIO DI ESTER PER SALVARE IL SUO POPOLO
Mardocheo viene a sapere del complotto, si straccia le vesti e si lamenta con alte grida. Passato il momento della disperazione, tuttavia, chiede ad Ester di intercedere presso il sovrano affinché ritiri l'editto. Ma nessuno, pena la morte, può presentarsi al re senza prima essere convocato. Allora Ester, dopo aver chiesto a Mardocheo che tutti i Giudei digiunino per lei per tre giorni, si veste a lutto e prega Dio di venirle in soccorso.
Alla fine Ester si presenta ad Assuero in tutta la sua bellezza. Il re, abbagliato, la tocca con lo scettro d'oro e le salva la vita; ella così può presentare la sua richiesta, che consiste in un invito a cena nei suoi appartamenti con il ministro Aman. Egli nel frattempo, con l'appoggio di amici e della moglie Zeres fa già innalzare il patibolo sui cui spera di far impiccare Mardocheo il giorno successivo. Ma a sorpresa Aman è costretto dal re ad onorare pubblicamente l'odiato Mardocheo, dopo aver creduto di essere colui cui era destinato il pubblico trionfo.
Gli eventi precipitano quando Ester, nel corso del banchetto, accusa Aman di aver condannato a morte tutti i Giudei, e quindi anche lei. Il sovrano monta su tutte le furie ed ordina di appendere Aman a quello stesso patibolo che aveva fatto innalzare per Mardocheo.
Così descrive la scena Dante Alighieri nella Divina Commedia (Purgatorio XVII, 25-30):
«Poi piovve dentro a l'alta fantasia
un crucifisso, dispettoso e fero
ne la sua vista, e cotal si moria;
intorno ad esso era il grande Assüero,
Estèr sua sposa e 'l giusto Mardocheo,
che fu al dire e al far così intero».
Il tutore di Ester giunge al culmine degli onori poiché viene fatto ministro al posto di Aman e gli viene consegnato il sigillo reale. Allora Mardocheo promulga un nuovo editto secondo cui ai Giudei è concesso difendersi contro coloro che li attaccheranno e spinge i Giudei a celebrare con banchetti lo scampato pericolo.
In questo modo può avvenire l'eccidio dei persecutori dei Giudei, perpetrato, con l'aiuto dei funzionari del re, in quello stesso giorno che era stato decretato per la loro rovina: il 13 di Adar. Da allora, secondo i dettami di Mardocheo, questo giorno viene ricordato dagli Ebrei come la festa di Purim, da una parola non ebraica ma accadica parlata dagli antichi babilonesi: Pur, cioè "oggetto per tirare a sorte", perché Aman aveva scelto tramite il lancio di questi oggetti il giorno in cui si sarebbe dovuto portare a termine il suo piano.
Al giorno d'oggi la festa di Purim è celebrata con feste in maschera e corrisponde al carnevale.

HA ROVESCIATO I POTENTI DAI TRONI, HA INNALZATO GLI UMILI
La vicenda di Ester esalta la tesi, assai cara alla Bibbia, del ribaltamento del destino deciso da uomini empi: l'ingiusto, che sembra destinato al successo, viene invece rovesciato e subisce la stessa punizione che aveva preparato per il giusto; quest'ultimo invece viene glorificato. Si noti che anche nell'Esodo era accaduta la stessa cosa: gli egiziani mettono a morte i figli maschi degli Ebrei, e Dio mette a morte i primogeniti maschi degli egiziani. Tutto ciò rivela l'azione decisiva del Signore nella storia umana e si trasforma in un appello alla speranza, proprio quando la morte appare l'unico destino possibile, così come accadeva durante la persecuzione di Antioco IV Epifane, l'epoca durante la quale è stato composto il racconto di Ester.
Il libro di Ester, le cui vicende vengono raccontate nel film in maniera molto fedele al testo biblico, viene ancor oggi riletto nella festa di Purim. Così viene ricostruita la fiducia nel Signore che protegge il suo popolo e porta al ringraziamento per i risultati raggiunti, anche con il contributo intelligente e diverso dei personaggi che vi partecipano.
Se un nemico giurato di Mardocheo, Aman, ottiene l'autorizzazione per attuare una strage contro il popolo ebraico, Ester, che vuole difendere il suo popolo, invita il re e Aman a un banchetto e intercede per il proprio popolo. Il re, finalmente, si ricorda della onestà di Mardocheo, che lo aveva in precedenza liberato da una congiura, e condanna a morte Aman. Importante notare che il re garantisce che accoglierà qualunque richiesta di Ester dicendo "Fosse pure metà del mio regno, l'avrai". Questa promessa ci ricorda la morte di Giovanni Battista, causata da un altrettanto esigente giuramento fatto in un banchetto a Salomé, la figlia di Erodiade. In quel caso viene usata per il male, la morte del giusto Giovanni Battista. In questo caso per il bene: Ester che salva il popolo di Dio dallo sterminio.

Nota di BastaBugie: Ester e Mardocheo sono decisivi per la salvezza del popolo di Dio nella città di Susa, capitale della Persia.
Per vedere il film di Ester completo e gratuito su YouTube, clicca qui!
Invece nel seguente video (durata: 10 minuti) si può vedere un riassunto del libro di Ester.


https://www.youtube.com/watch?v=Qh3IVKPLA-Y

Fonte: Film Garantiti

4 - L'INGIUSTO LINCIAGGIO DEGLI ALPINI, ORA SI CHIEDA SCUSA
All'Adunata degli Alpini a Rimini non ci sono state molestie di donne, come denunciavano i giornali... ma perché invece i casi di vere molestie commesse da immigrati passano sotto silenzio?
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone, 7 luglio 2022

Ricordate i giornali di inizio maggio? A seguito dell'adunata degli Alpini tenutasi a Rimini, era scattata una sorta di gara a chi drammatizzava di più l'accaduto. Più esattamente, si parlava di molte decine di giovani molestate. Addirittura 150, secondo quanto riferivano le fonti femministe, prontamente ripresa da Repubblica e giornali amici. La sigla Non una di meno aveva perfino raccolto un «dossier con oltre 500 segnalazioni di altrettante donne», che sarebbero state molestate dagli alpini a Rimini.
A seguire, un gruppo d'una ventina di deputate del Pd era arrivata a presentare un'interrogazione parlamentare al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, per chiedergli quali azioni intendesse adottare per evitare il ripetersi di «episodi gravissimi». Ora, rispetto a quei fatti - e alla rovente polemica che, come appena ricordato, ne era seguita - Il Timone aveva subito parlato d'un processo sommario e ideologico. Ebbene, per quanto sia anticipato citarsi possiamo dirlo: ci avevamo visto giusto. Risale infatti alle scorse ore la notizia che, rispetto all'unica denuncia effettivamente presentata, la Procura ha avanzato richiesta di archiviazione.
Questo perché, ufficialmente, gli inquirenti, visionate le telecamere - che coprono solo parzialmente la zona dove sarebbe avvenuto il fatto - non sono riusciti a identificare i tre uomini che avrebbero molestato la ragazza che, appunto, aveva sporto denuncia. Sarà. Sta di fatto, ci permettiamo di aggiungere, che se davvero ci fossero state 500 molestie - o anche "solo" 150 -, almeno alcuni responsabili avrebbe dovuto essere individuati, tanto più che le adunate delle Penne nere, come noto, non sono ritrovi di incappucciati bensì di soggetti che, al massimo, sfoggiano il classico cappello da alpino.
Dopodiché, ovvio, non si vuole qui insinuare che a Rimini sia filato tutto liscio né che l'adunata sia stata una sorta di cena di gala. Quasi sicuramente, inutile negarlo, qualche episodio sopra le righe ci sarà stato, per carità. Siamo però lontani anni luce dagli stupri di massa riferiti nelle ore successive alla manifestazione riminese. E decenza vorrebbe che chi in quell'occasione ha esasperato i toni, gonfiando a piacimento fatti che, se gravi, son comunque stati infinitesimali rispetto alla globalità dell'evento, facesse finalmente una cosa giusta. Come? Chiedendo scusa agli Alpini. Ed evitando, in futuro, toni enfatici funzionali solo a mistificare la realtà.

Nota di BastaBugie: Ruben Razzante nell'articolo seguente dal titolo "L'ingiusto linciaggio mediatico contro gli Alpini" parla delle denunce di molestie ai danni di donne di Rimini che si sono ridotte ad una sola e non circostanziata: caso chiuso, la Procura archivia. Ma perché i casi di vere molestie commesse da immigrati passano sotto silenzio?
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 7 luglio 2022
:
La notizia è ormai nota: la Procura della Repubblica di Rimini ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sulle molestie denunciate da una ventiseienne durante la 93esima Adunata nazionale degli Alpini, dal 5 all'8 maggio scorsi, nella città romagnola. Alla base della richiesta della Procura ci sarebbe la non identificazione, a due mesi dai fatti, dei presunti autori delle molestie. L'identificazione si è rivelata difficile sia per la presenza numerosa di persone nello stesso luogo sia per la copertura solo parziale delle telecamere di sorveglianza della zona.
Nel frattempo, però, per mesi gli Alpini hanno subìto un linciaggio mediatico non fondato su alcuna evidenza, visto e considerato che si era parlato di centinaia di testimonianze ma che alla fine la denuncia è stata una sola e neppure circostanziata.
Ora, però, sarebbe il momento di scusarsi con le penne nere e ammettere che c'è stato un accanimento eccessivo su quel caso. Invece nessuno si pentirà e gli opinionisti che avevano pronunciato sentenze stroncatorie prima del tempo, dando luogo a uno dei tanti processi mediatici che imperversano a reti unificate sulle principali reti televisive, si dilegueranno come sempre succede in casi del genere. Opportune le parole dell'assessore del Veneto Elena Donazzan, felice che "l'ignobile vicenda" si sia chiusa e dispiaciuta per il fango rimasto sulle penne nere.
Ma, soprattutto, è un gran peccato che questa storia di presunte e mai in alcun modo accertate molestie ai danni di alcune donne presenti all'Adunata non abbia ricevuto trattamento analogo a quello che l'informazione mainstream ha riservato a episodi del recente passato, derubricati a illazioni prive di riscontri.
Partiamo da Milano. Spessissimo Piazza Duomo si riempie di stranieri che scattano foto ai turisti e cercano di vendere loro braccialetti e altri souvenir. Ogni tanto si scatena qualche rissa. L'ultima, giorni fa, ha coinvolto decine di immigrati africani, che a suon di calci, pugni e cinghiate, aggredivano altre persone. In questa ricostruzione non c'è nulla di discriminatorio nei confronti degli immigrati, ma la semplice descrizione di quanto le stesse forze dell'ordine hanno documentato. Spesso ad azzuffarsi sono italiani e non immigrati africani, ma ultimamente questi ultimi si stanno dimostrando assai litigiosi, per usare un eufemismo. E, in ogni caso, i media non hanno dato più di tanto visibilità a quegli episodi.
Piazza Duomo è la stessa piazza della quale si è parlato in occasione dell'ultimo capodanno, con molti cittadini che hanno commentato le violenze subite da alcune ragazze in vacanza a Milano, che sono state aggredite e violentate da bande di immigrati. Una notte di follia, che però è sfuggita ai riflettori dei mezzi di informazione, che hanno minimizzato parlando di bravate o poco più, tipiche della notte di San Silvestro. E invece alcune trasmissioni Mediaset, nei giorni successivi, hanno documentato le scene di molestie sessuali e accerchiamenti di ragazze da parte di un branco di immigrati. L'assessore alla sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato ha parlato di vero e proprio bollettino di guerra, accusando il Comune di Milano di non aver garantito la sicurezza dei suoi cittadini e dei turisti, ma quella denuncia è caduta nel vuoto. Evidentemente, nella narrazione ufficiale, ci sono molestie di serie A e molestie di serie B, molestie gravi e molestie poco più che goliardiche.
Infine, un mese fa, l'episodio delle cinque adolescenti lombarde di ritorno da Gardaland sul treno regionale Verona-Milano, aggredite da una banda di stranieri di origine africana. Anche in questo nulla di discriminatorio: erano davvero stranieri di origine africana che, se l'inchiesta andrà avanti, si vedranno contestare le violenze sessuali ma anche l'aggravante dell'odio razziale. Anche in questo caso i fatti non hanno trovato più di tanto spazio nelle cronache di quei giorni, quasi si fosse trattato di bravate di provincia. Le ragazze, invece, hanno denunciato di essere state aggredite alle spalle, palpeggiate e di essere rimaste in balìa di quei ragazzi. Il sindaco di Peschiera, Oriella Gaiulli, di centrodestra, ha peraltro ricordato che già due anni fa un centinaio di ragazzi stranieri nordafricani e africani avevano compiuto azioni analoghe sulla spiaggia libera di Castelnuovo, con disordini e un annegamento. Si tratta, quindi, di bande organizzate che continuano a colpire nella quasi totale indifferenza dei media e nonostante l'impegno delle autorità e delle forze dell'ordine. A poco sono servite le toccanti testimonianze dei genitori delle ragazze, terrorizzate dalle baby gang che ormai dominano nelle grandi città e sono sempre pronte a colpire senza alcun freno inibitorio, anzi con la volontà di esibire come trofei di caccia le ragazze violentate.
Di fronte all'ennesimo esempio di due pesi e due misure, in base all'identità e all'orientamento dei protagonisti di fatti simili, occorre richiamare i media all'applicazione del principio di uguaglianza, cioè della trattazione in modo uguale di situazioni uguali. Gli Alpini assolutamente non avrebbero meritato quel trattamento loro riservato da alcuni "soloni del giornalismo", sempre pronti ad ergersi a moralizzatori prima ancora di aver accertato i particolari dei fatti da commentare, salvo poi chiudere un occhio e anche due di fronte a episodi simili ma con altri protagonisti.

PROCESSO IDEOLOGICO AGLI ALPINI
Si vuol far scoppiare un caso per apprezzamento a qualche ragazza di Rimini durante un raduno di 400.000 persone (mentre nessuno ebbe a ridire al Capodanno a Milano per le molestie ad opera di extracomunitari)
di Valerio Pece
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7015

Fonte: Sito del Timone, 7 luglio 2022

5 - MATRIX, LA RICERCA DELLA VERITA'
Matrix non è solo un film-culto di fantascienza, ma aiuta a rispondere alle domande filosofiche fondamentali: la realtà oggettiva, la sua ricerca, la libertà di scelta, l'esistenza di Dio e della Provvidenza (VIDEO: Trailer del film)
Autore: don Stefano Bimbi - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 05-05-2022

Il 1° gennaio di quest'anno è uscito nei cinema italiani, adesso disponibile anche in dvd, Matrix Resurrections il quarto film della serie con il ritorno di Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss da protagonisti come nella trilogia originale. Questo nuovo capitolo della saga ci permette di ripercorrere i motivi che hanno portato al successo i primi tre film per comprendere come mai continuano ad esercitare un così grande fascino.
Era il 1999 quando uscì il primo film di Matrix che ebbe un notevole impatto sul grande pubblico. Il successo di questa pellicola non era dovuto soltanto agli effetti speciali, straordinari anche a distanza di oltre un ventennio, o al ritmo incalzante dato dalle numerose scene di azione, ma dal fatto che metteva di fronte al problema della realtà e al problema della scelta. Queste sono domande filosofiche a cui l'uomo si è sempre interessato e a cui si interesserà sempre: per questo Matrix piacque e continua a piacere così tanto da arrivare adesso a produrre un quarto capitolo sulla scia del successo della trilogia conclusa nel 2003.
Richiamiamo alla mente i passaggi principali e i dialoghi più importanti prima di addentrarci nei significati più profondi di questa straordinaria opera cinematografica.
Thomas Anderson vive una doppia vita: di giorno lavora per una grossa azienda di software, mentre di notte è un hacker esperto che ha commesso ogni sorta di crimine digitale. È conosciuto nell'ambiente con il nome di Neo. Questo personaggio, che è il protagonista del film, sente che c'è qualcosa che non quadra nel mondo che lo circonda. Lo percepisce come estraneo. È pieno di domande a cui non riesce a dare risposta. Un giorno viene contattato da Morpheus, considerato il più grande pirata virtuale vivente, che gli dice di avere la risposta a tutte le sue domande. Morpheus sostiene che Neo sia l'eletto, destinato a salvare l'umanità dal grave problema che la affligge. Ma di che problema si tratta? Sentiamolo direttamente dalla bocca di Morpheus in uno dei dialoghi più interessanti di tutto il film e che ce ne da la chiave di lettura.
Morpheus dice a Neo: "Immagino che in questo momento ti sentirai un po' come Alice che ruzzola nella tana del Bianconiglio. [...] Lo leggo nei tuoi occhi: hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi. E curiosamente non sei lontano dalla verità. Tu credi nel destino, Neo?". Neo risponde di non crederci perché non gli piace l'idea di non poter gestire la sua vita. Allora Morpheus inizia a svelargli cos'è Matrix: "Capisco perfettamente ciò che intendi. Adesso ti dico perché sei qui. Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c'è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo. Non sai bene di che si tratta, ma l'avverti. È un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto. È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando... [...] Ti interessa sapere di che si tratta, che cos'è? Matrix è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità. [...] E la verità è che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre".

RASSICURANTE BUGIA O DURA VERITÀ?
Morpheus, invece di rivelargli direttamente la verità, lo pone dinanzi ad una scelta. Nella scena che personalmente considero la più significativa di tutto il film, il protagonista viene posto davanti ad un bivio. Dovrà scegliere tra una rassicurante bugia e la dura verità. Infatti Morpheus offrendo a Neo una pillola azzurra e una rossa dice: "Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più". A questo punto Neo prende la pillola rossa e la manda giù.
Qual è quindi questa verità che Morpheus mostra a Neo? Molto tempo prima le macchine che l'uomo aveva costruito erano diventate così intelligenti da ribellarsi. C'era quindi stata una guerra fra uomini e macchine nella quale gli uomini avevano oscurato il sole con una coltre di nubi artificiali visto che le macchine funzionavano ad energia solare. Queste ultime avevano fatto una cosa inaspettata: siccome ogni uomo produce con il suo corpo l'energia elettrica di una batteria da 120 volt le macchine avevano iniziato ad usarli come batterie. Avevano poi creato questa realtà virtuale, Matrix appunto, a cui collegare le menti di tutti gli uomini per fargli credere che quella fosse la realtà, mentre i loro corpi erano attaccati alle macchine che li usavano come batterie e avevano bisogno della loro attività cerebrale per fargli produrre energia elettrica. Gli uomini quindi vivevano in un mondo virtuale, convinti che fosse la realtà perché non avevano visto nient'altro che questo. Morpheus libera Neo da Matrix e lo fa rientrare nel mondo reale nell'ultima comunità di uomini liberi, sopravvissuti rifugiandosi sotto terra, vicini al nucleo terrestre.
È a questo punto che Morpheus, descrivendo il modo in cui le macchine usano gli esseri umani per produrre elettricità, afferma riguardo al mondo vero nel quale adesso si trovano: "Dinanzi a quello spettacolo, potendo constatare la loro limpida raccapricciante precisione, mi è balzata agli occhi l'evidenza della verità. Che cosa è Matrix? È controllo. Matrix è un mondo creato al computer per tenerci sotto controllo al fine di convertire l'essere umano in una pila". Al che Neo replica con sdegno: "No! non è possibile! Io non ci credo!". C'è da notare come chi viene messo di fronte ad una dura verità, non potendola controbattere con degli argomenti, dica "Ma non è possibile!". È importante superare questo iniziale momento di rigetto e adeguare le nostre idee alla realtà e non il contrario, come fanno le ideologie. Queste infatti vorrebbero piegare la realtà alle loro idee. Questa è la via facile ed infatti Morpheus dice a Neo: "Non ho detto che sarebbe stato facile: ho detto che ti offrivo la verità."

LA VERITÀ E L'APPARENZA
Neo quindi accetta di combattere al fianco di Morpheus, insieme agli altri uomini, per la liberazione del genere umano. Sarà un'avventura emozionante, ma piena di difficoltà: infatti, per compiere tale missione dovrà rientrare in Matrix, nel programma di realtà virtuale che gli uomini credono essere il mondo vero. Per loro Matrix sarà un posto ostile, pieno di nemici, cioè di intelligenze artificiali sotto le spoglie di esseri umani.
Oltre alla storia veramente appassionante, la bellezza di questo film sta nelle concezioni filosofiche che vi si possono leggere al suo interno. Il tema principale è l'opposizione fra un mondo vero e un mondo falso, tra la verità e l'apparenza. In altre parole è quello che viene chiamato in filosofia il problema gnoseologico, ovvero: quello che vediamo e sentiamo è davvero la realtà oppure è il prodotto della nostra immaginazione? I nostri sensi ci ingannano oppure ci permettono di percepire la realtà?
Da questo punto di vista Matrix non è altro che la riproposizione, in chiave fantascientifica, del mito della caverna scritto da Platone, uno dei testi universalmente riconosciuti come fondamentali per la storia del pensiero e della cultura occidentale.
Come lo schiavo del mito della caverna, Neo è vissuto in un mondo finto che aveva creduto essere quello vero. Anche lui, ad un certo punto si è liberato e ha potuto osservare la vera realtà venendo abbagliato dal mondo vero. Infatti dirà a Morpheus "mi fanno male gli occhi" e si sentirà rispondere:" Perché non li hai mai usati". Infine anche Neo ritornerà in Matrix per salvare gli altri uomini, tenuti schiavi dalle macchine.
La filosofia soggiacente al film Matrix può essere interpretata a sostegno di entrambe le risposte al problema della verità. Da un lato gli scettici diranno che Matrix è la dimostrazione che i nostri sensi ci possono ingannare e che quindi non siamo sicuri che quello che vediamo sia effettivamente la realtà. Dall’altro lato ci sono i realisti, i quali sostengono che i sensi ci mostrano la verità e che il mondo finto di Matrix, così come la caverna di Platone, è un’allegoria per parlare della ricerca della verità da parte dell'uomo.
La seconda risposta è quella che soddisfa di più e che spiega più pienamente il senso del film. Perché? Innanzitutto perché sono gli stessi dialoghi fra Neo e Morpheus che ci fanno capire come la ricerca di questi due personaggi non sia volta al dubbio sistematico, bensì alla ricerca della verità, che esiste ed è oggettiva. Ripetutamente Morpheus parla di una verità che è stata occultata e che lui gli sta rivelando. Con le sue parole non conduce Neo allo scetticismo, ma alla certezza di aver finalmente trovato la verità che stava cercando e allo scioglimento di quell'inquietudine che lo accompagnava. Se questo film volesse appoggiare la visione del dubbio sistematico, non si capisce perché Neo non dubiti costantemente anche di Morpheus e del nuovo mondo in cui lo ha portato, ma lo prenda per vero. Il punto è che Morpheus non lo ha ammaliato con vuoti discorsi, ma gli ha aperto gli occhi e rivelato quella verità che già percepiva dentro di sé, quando viveva in Matrix, cioè quello che gli sembrava il mondo reale che però non reale non era. Una volta conosciuta la verità, questa è così forte che ogni dubbio crolla. È la stessa forza che ha la luce nei confronti del buio: quando arriva la luce le tenebre spariscono. Questo perché le tenebre non hanno una forza propria come la luce, ma sono semplicemente assenza di luce. Più buio dell'assenza completa di luce non ci può essere, mentre può sempre esistere una luce più potente di un'altra. Più freddo dello zero assoluto (-273,15 gradi) non si può andare, mentre il calore può andare fino all'infinito.

ALLEGORIA DELL'INDOTTRINAMENTO
Matrix è l'allegoria dell'indottrinamento, che chiude le menti in una bolla, impedendogli di conoscere qualcosa che sia fuori dal programma. È quello che sempre più spesso vediamo oggi nella scuola dove i programmi standardizzati non permettono ai bambini di conoscere una realtà che sia al di fuori di ciò che impone la cultura dominante. Per questo ogni totalitarismo ha ritenuto essenziale esercitare il proprio controllo sui programmi scolastici. Oggi a scuola viene spesso insegnata più che la storia, una vera e propria rilettura di essa in chiave anticattolica, piena di falsità (vedi la leggenda nera sul Medioevo a cui nessuno storico serio, anche ateo, crede più), manipolazioni (vedi il caso Galilei, condannato a recitare i sette salmi penitenziali una volta a settimana, ma che lo studente medio crede essere stato torturato, se non arso vivo), terminologia ingannatrice (p.es. Illuminismo, Risorgimento, Rinascimento non sono dei termini rigorosi per fare storia, ma danno un giudizio) ecc. Ogni errore, vero o presunto, degli uomini di Chiesa viene amplificato a dismisura, mentre i bagni di sangue dei rivoluzionari vengono minimizzati e trattati come se fossero le "ragazzate" di una democrazia non ancora adulta (vedi le stragi dei contadini istigate da Lutero, il genocidio della rivoluzione francese in Vandea, gli orrori del comunismo, ecc.). Il risultato è che la verità è stata occultata e nessuno è in grado di pensare diversamente, perché gli hanno tolto anche le categorie mentali per farlo. Ma quando qualcuno inizia a sentire che c'è qualcosa che non va in questa narrazione e si mette alla ricerca della verità con onestà intellettuale, ecco che la verità lo trova e dissipa ogni dubbio, come Morpheus ha trovato Neo. Gli altri potranno dirgli quello che vorranno, ma lui non ricadrà nel loro inganno perché la verità è più forte della menzogna. Questo sembra contraddire quello che vediamo nel mondo di oggi dove la falsità sembra prevalere. Ma è un'illusione. La verità è che la verità è davvero più forte, infatti chi l'ha scoperta non potrà più essere ingannato dalla propaganda. Se anche fosse insultato, escluso o minacciato di morte, anche se cedesse per debolezza, non per questo crederebbe all’errore. Saprebbe che è sbagliato, tuttavia cederebbe ma solo per mancanza di forza. La verità lo avrà reso libero.
O come non vedere in Matrix una similitudine con la realtà virtuale in cui vivono sempre più le persone di oggi. Pensiamo ai giovani che passano diverse ore al giorno davanti ad uno smartphone disconnettendosi completamente dalla realtà. Attraverso questi strumenti sappiamo magari a perfezione quello che succede a migliaia di chilometri di distanza, ma siamo disconnessi con quello che succede ai nostri famigliari e amici.
Innestato al tema della verità c'è poi quello della sua ricerca da parte dell'uomo, rappresentato magnificamente dalla scena della pillola rossa contrapposta a quella azzurra. La scoperta della verità è frutto di una scelta: sei disposto ad ascoltarla oppure no? Chi cerca sinceramente la verità prima o poi la trova, ma a chi non la vuole sentire non c'è modo di fargliela capire. Quanti uomini preferiscono una rassicurante bugia alla dura verità! Eppure le bugie non ci appagano e ci lasciano tristi ed insoddisfatti. E infatti quale può essere la soddisfazione di chi si illude? È come il bambino superbo che crede di essere il migliore in qualche cosa, ma evita il confronto con gli altri per paura di essere smentito. È come la ragazzina brutta e vanitosa che crede di essere la più bella di tutte e si illude anche di esserlo. Ma dentro di sé sa che si sta ingannando e la sua falsità non l’appaga. Tutto il contrario accade con la verità: una piccola soddisfazione, ma reale e meritata, è molto più gratificante di una soddisfazione grande, ma falsa. Diciamola tutta: chi non ricerca la verità, costi quel che costi, è un fallito. Infatti non sarà in grado di prendere su di sé il peso della vita e quindi non combinerà mai niente. Neo al contrario non ha dubbi. La sua mano si tende subito verso la pillola rossa, accettando coraggiosamente tutte le conseguenze che questa porterà.

SIAMO LIBERI OPPURE DOMINATI DAI CONDIZIONAMENTI ESTERNI?
Un altro quesito filosofico importantissimo posto dal film è il problema della volontà contro il determinismo. Siamo veramente liberi di fare quello che facciamo oppure le nostre scelte non sono altro che la conseguenza inevitabile di condizionamenti esterni? Su questo punto la posizione dei primi tre film è molto chiara: sono i cattivi a sostenere il determinismo e a dire ai buoni che con le loro azioni non possono cambiare la realtà. Rhinheart, un cattivo di Matrix, rimanda tutto alla causalità, negando la possibilità di effettuare una scelta libera. Invece il personaggio dell’oracolo, a cui i buoni si rivolgono, conosce il futuro, ma non fino a prevedere le scelte che verranno fatte. Se tutto fosse un semplice causa-effetto, lei potrebbe vedere interamente il futuro, ma non è così. Il determinismo vale per tutta la natura tranne che per l'uomo: i pianeti ruotano perché le forze della natura gli fanno compiere necessariamente quel moto, le piante non possono decidere se produrre frutti o no, gli animali sono guidati in tutto dal loro istinto di sopravvivenza e di riproduzione e non possono fare altro che seguirlo. L'uomo ha sì questi istinti, ed è una verità che non va mai dimenticata, ma ha anche la ragione e la volontà per guidare l'istinto e, talvolta può anche andarci contro. Come quando Trinity, nel secondo film della serie, per salvare Neo, il suo amato, va contro l'istinto più forte, quello di sopravvivenza. Il sacrificio per qualcun altro infatti è una esclusiva del genere umano.
L'ultimo punto da affrontare è quello della presenza di Dio nei film di Matrix. Potrebbe sembrare che l'elemento religioso sia assente: nessuno si rivolge ad una divinità o accenna a qualche forma di religiosità. Intanto nel film è presente una certa simbologia cristiana. Per esempio Trinity è un chiaro riferimento alla Trinità, e se questo non bastasse i creatori di Matrix hanno voluto rendere ancora più evidente questa allusione al Dio dei cristiani. Infatti Neo è l'anagramma di "One", ossia uno. Essendo Neo e Trinity uniti in un legame amoroso formano insieme l'idea del Dio cristiano uno e trino. L'intenzione di dare questo significato ai nomi dei due personaggi è confermato dal fatto che, nella scena iniziale del film, Trinity si trovi nella stanza 303, mentre quella di Neo è la 101. Inoltre, e qui il riferimento religioso mi sembra ancora più profondo, Morpheus nel terzo film parla della Provvidenza come di colei che tira davvero le fila della loro missione, che altrimenti, se affidata alle sole forze umane è destinata a fallire. Lui, anche se verrà disprezzato per questo da altri comandanti delle navi degli uomini, ascolta le profezie dell'oracolo e le segue. È lui che riconosce in Neo l'eletto di cui parlavano queste profezie. In definitiva, come dice lui stesso, crede nel destino. E qui si potrebbe pensare che, in fondo in fondo, non solo per Rhinhearth, ma anche per Morpheus le nostre scelte non sono libere. Nel primo caso perché condotte da un mero principio di causalità (date certe premesse gli uomini non potranno che seguire il loro destino predeterminato), nel secondo perché guidati da una volontà soprannaturale. Ma non è così. Il destino di cui parla Morpheus è l'esatto opposto del determinismo di Rhinhearth. Secondo Rhinhearth date certe premesse gli uomini non potranno che seguire il loro destino predeterminato. Per Morpheus invece il destino è la Provvidenza che agisce nella storia, ma lo fa attraverso le libere scelte delle persone. E questo vale più di mille discorsi sulla fede che avrebbero potuto mettergli in bocca.

Nota di BastaBugie: per vedere il trailer del primo film, guarda il video qui sotto.
Per vedere quattro clip del film, clicca qui!
Per richiedere il cofanetto con i dvd dei 4 film di Matrix, clicca qui!


https://www.youtube.com/watch?v=VdZwkM_HWzw

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 05-05-2022

6 - NON ESISTE LA MARIJUANA SICURA, ANZI RIEMPIE GLI OSPEDALI
Con le dimissioni del Governo Draghi le proposte di legge per la coltivazione in casa della cannabis sono decadute e quindi per ora è rimandato lo sdoganamento del consumo degli spinelli
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Provita & Famiglia, 22 luglio 2022

Non che manchino né mancassero, naturalmente; però le ragioni per opporsi alla legalizzazione delle cosiddette "droghe leggere" continuano ad aumentare. E anche ora che il governo è caduto e quindi tutte le discussioni e le proposte di legge sono rimandate, eventualmente, alla prossima legislatura, crediamo sia opportuno porre ugualmente un'attenzione particolare contro qualsiasi volontà, anche non parlamentare, di sdoganamento del consumo di droga.
A rafforzarne il numero di ragioni contrarie è la voce più autorevole in assoluto, quella della letteratura scientifica, da cui arrivano sempre nuovi elementi di riflessione che non possono in alcun modo lasciare indifferenti. L'ultimo spunto a questo riguardo è stato da poco pubblicato sul BMJ Open Respiratory Research ed è uno studio che francamente impressiona; anzitutto per l'ampiezza.

PROBABILITÀ DI ESSERE RICOVERATI: 22% IN PIÙ
Sì, perché con questo lavoro si son considerati i dati delle cartelle cliniche nazionali di oltre 30.000 residenti dell'Ontario, in Canada, di età compresa tra i 12 ei 65 anni e per un periodo di sei anni. L'esame effettuato è quindi stato di notevole consistenza ed ha consentito di portare alla luce qualcosa di molto grave. Da questa ricerca, infatti, è emerso come, rispetto alle persone che non facevano uso di marijuana, i consumatori abituali di cannabis avessero il 22% in più di probabilità di recarsi al pronto soccorso o di essere ricoverati in ospedale. Un esito molto grave e che, statisticamente, ha resistito anche all'aggiustamento di oltre 30 fattori confondenti, quali cui l'uso illecito di droghe, l'uso di alcol e il fumo di tabacco.
Possiamo quindi essere ragionevolmente sicuri che quel 22% di accessi alle strutture ospedaliere non è stato determinato anche dall'uso di "droghe leggere", come incautamente chiamate, ma proprio da quelle. Lapidario, davanti a cotanta evidenza, il commento dell'autore dello studio, il dottor Nicholas Vozoris, ricercatore del dipartimento di medicina dell'Università di Toronto: «L'uso di cannabis non è così innocuo e sicuro come alcuni potrebbero pensare. Le lesioni fisiche - e subito dopo le criticità respiratorie - sono state la principale causa di visite al pronto soccorso e ricoveri in ospedale tra i consumatori di cannabis».

TRE FATTI SIGNIFICATIVI
Ora, questo lavoro canadese appare rilevante per almeno tre motivi, che passiamo subito ad esporre.
Il primo è perché conferma come la cannabis tutto sia fuorché qualcosa che, se consumato, non produce ricadute sulla salute: ne determina eccome, e pure gravi.
In seconda battuta, questa nuova ricerca evidenzia come il consumo di sostanze stupefacenti non sia mai un fatto che interessa il singolo, dato che le sue conseguenze pesano poi sull'intera comunità; a meno che, ovviamente, non si abbia il coraggio di dire che saturare il pronto soccorso con ricoveri evitabili sia qualcosa di irrilevante.
Infine, terzo punto, l'indagine di cui sopra merita d'essere considerata perché, come si diceva all'inizio, va ad arricchire un insieme di ricerche già significativo e pressoché unanime rispetto alle sue conclusioni. Si può qui per esempio ricordare come, secondo un lavoro di coorte su oltre 200.000 soggetti tra i 10 ed i 24 anni di età uscito nel gennaio dello scorso anno su JAMA Pediatrics, l'uso massiccio di marijuana da parte di adolescenti e giovani adulti con disturbi dell'umore quali depressione e disturbo bipolare, è stato collegato a un aumento del rischio di autolesionismo, tentativi di suicidio e morte.
Poco dopo questo lavoro, sempre nel 2021, un lavoro uscito sul Journal of Adolescent Health, la cui principale autrice è la professoressa Carol J. Boyd dell'Università del Michigan, ha osservato come l'uso di cannabis fosse associato non ad uno bensì a tutti e cinque i sintomi respiratori negativi considerati in quello studio. Con tali premesse, non sorprende dunque che il consumo regolare di certe sostanze sia associato a maggiori ricoveri o accessi al pronto soccorso - francamente, stupirebbe il contrario.
Invece sorprende che vi sia ancora chi spesso tenta, con ragionamenti acrobatici quanto inconsistenti, di ricondurre l'assunzione di marijuana a fattore individuale. Posto infatti che anche fosse così non sarebbe qualcosa da salutare positivamente - una società dove il bene del prossimo e la sua salute non mi stanno a cuore, semplicemente, cessa di essere una società -, è vero l'esatto contrario: il consumo di cannabis è sempre e comunque un fenomeno sociale; perché collettive, e spesso drammatiche come abbiamo visto, sono le sue conseguenze. Sottovalutarlo è da irresponsabili.

Fonte: Provita & Famiglia, 22 luglio 2022

7 - IL GIUDICE ALITO DIFENDE LA STORICA SENTENZA CHE HA NEGATO IL DIRITTO ALL'ABORTO NEGLI USA
Intanto i cosiddetti democratici vogliono cambiare le regole della Corte Suprema portando i membri da 9 a 13 in modo da comandare di nuovo loro (VIDEO: Il giudice Samuel Alito difende la vita e prende in giro il principe Harry)
Autore: Luca Volontè - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30-07-2022

I Giudici Supremi americani rilasciano commenti sulla sentenza Dobbs, subiscono censure e minacce di morte, mentre Joe Biden nel chiarire le sanzioni contrarie all'obiezione di coscienza, raccoglie le dure critiche dalla Conferenza Episcopale USA.
Il giudice Samuel Alito, autore della storica sentenza Dobbs contro Jackson Women's Health Organization che ha sconvolto mezzo secolo di precedenti abortisti della Corte Suprema, ha per la prima volta commentato, seppur marginalmente, le critiche rivolte alla decisione. Il 21 luglio scorso Alito è stato l'oratore principale della cena di gala 'Religious Liberty Summit' organizzato dalla Notre Dame University a Roma dal 20 al 22 luglio. La notizia e il video dell'intervento è stato ripreso da agenzie di stampa mondiale, mass media e da molti quotidiani internazionali solo ieri 29 luglio.
Nel suo intervento, che aveva come oggetto principale il diritto alla libertà religiosa, la bontà della tradizione americana e le sfide globali che questo diritto inalienabile deve affrontare nella società attuale, irreligiosa e ampiamente secolarizzata, oltre a ribadire la convinzione della maggioranza dei giudici della Corte Suprema ("la nostra Costituzione prevede alcuni diritti e non altri"), il giudice Alito ha risposto con ironia e sagacia alle sconsiderate ed irrispettose critiche rivolte alla sentenza di molti leader politici (Boris Johnson, Emmanuel Macron, Justin Trudeau). E ha ridicolizzato l'intervento del Principe Harry, duca di Sussex, all'Onu, che aveva paragonato la decisione della Corte Suprema di azzerare il falso diritto costituzionale all'aborto, all'invasione russa dell'Ucraina. "In questa legislatura" ha ricordato Samuel Alito ai suoi ospitii, "ho avuto l'onore di scrivere, credo, l'unica decisione della Corte Suprema nella storia di questa istituzione che sia stata criticata da tutta una serie di leader stranieri che si sono sentiti perfettamente a proprio agio nel commentare la legge americana".

IL RISPETTO DELLA DIGNITÀ UMANA DI CIASCUNA PERSONA
Nel suo intervento il giudice Alito ha correttamente ricordato come il rispetto della dignità umana, di ciascuna persona, sia "il fondamento primo di ogni altra libertà"; una evidenza che troppo spesso colpevolmente sfugge dalle valutazioni dozzinali sulla sentenza Dobbs che si sono lette nelle ultime settimane. Una stoccata chiara alle ingerenze ignoranti e politicamente motivate che hanno visto nelle scorse settimane persino il Parlamento ed alcuni esponenti della Commissione Europea unirsi al coro degli abortisti. Lo stesso 21 luglio, durante un'apparizione pubblica a una conferenza sui temi giuridici in Montana, il giudice Elena Kagan, nominata dai Democratici alla Corte Suprema, ha messo invece in risalto la sua preoccupazione crescente perché la Corte "se, nel corso del tempo, perde ogni legame con il pubblico e con il sentimento dell'opinione pubblica, questa è una cosa pericolosa per una democrazia". Per i giudici nominati dai Dems solo se le decisione sono popolari allora sono anche democratiche, poco importa se siano costituzionalmente corrette.
Questo è il cuore dell'attacco della democrazia, ancor più se prendiamo atto quanto il 'sentimento popolare' sia volubile e manipolabile con campagne mass mediatiche di minoranze estremiste. Ieri intanto si è saputo che Nicholas John Roske, l'uomo californiano accusato di aver tentato di uccidere il giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh, lo scorso 8 giugno, aveva l'obiettivo dichiarato di cambiare la composizione della Corte Suprema "per i decenni a venire". Lo ha scritto lui stesso ad utenti internet non identificati: il suo obiettivo iniziale era quello di rovesciare la bozza di decisione della Roe v. Wade, nei giorni successivi alla sua divulgazione e, successivamente avrebbe dichiarato che, non solo voleva sparare a tre giudici conservatori ("se ci sono più giudici liberali che conservatori, avranno loro il potere") ma si era attivato nei mesi di maggio e giugno per cercare su internet il più "silenzioso fucile semi-automatico' sul mercato". Roske è accusato di tentato omicidio di un giudice degli Stati Uniti. Si è dichiarato non colpevole e la data del processo è stata fissata per il mese prossimo. Dunque, come abbiamo più volte sostenuto su La Bussola, il trafugamento illegale della bozza della sentenza, la sua pubblicazione, le polemiche violente, gli attentati prima e dopo la Sentenza Dobbs, le urla e le minacce di fiancheggiatori politici e pseudo intellettuali, potevano e possono portare alla morte dei giudici supremi con la finalità di determinare una maggioranza abortista e pro Lgtbi nei prossimi anni.

ANCHE I VESCOVI USA DANNO BATTAGLIA
Non facciamo illazioni, prendiamo atto dei fatti, delle dichiarazioni degli abortisti, dei politici Dems e degli inquietanti e, a questo punto, conniventi silenzi di Presidente e Vice Presidente degli Usa. A tal proposito, Joe Biden in nelle scorse 24 ore non ha solo nominato l'avvocato Julie Rikelman che rappresentava il Center for Reproductive Rights nel caso Dobbs come giudice federale e promosso un incontro tra i vertici del Dipartimento della Giustizia e gli esperti legali delle multinazionali della morte per delineare con loro le migliori strategia di applicazione delle decisioni pro aborto del Dipartimento della Salute, ma ha anche pubblicato una guida in cui si ribadisce che il controllo delle nascite gratuito è garantito dall'Affordable Care Act, indipendentemente dallo Stato in cui si vive.
Ma oltre ai singoli stati Repubblicani, anche i vescovi Usa danno battaglia con una chiara e dura dichiarazione contro i nuovi regolamenti dell'amministrazione Biden che considerano l'aborto un 'cura' e violano i diritti di libertà religiosa e obiezione di coscienza di medici, operatori e strutture ospedaliere cattoliche e cristiane. Quando vien meno il rispetto per il diritto inalienabile per la dignità umana, diceva Samuel Alito, la libertà di coscienza e religione è in pericolo e l'amministrazione Biden lo sta dimostrando ampiamente.

Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 2 minuti) dal titolo "Samuel Alito difende la vita dall'assalto democratico" si può vedere l'intervento dell'autore della storica sentenza della Corte Suprema che ha cancellato il diritto all'aborto di cui si è parlato nel precedente articolo.


https://www.youtube.com/watch?v=fhR432IpkD4

I DEMOCRATICI VOGLIONO CAMBIARE LE REGOLE DELLA CORTE SUPREMA
L'autore del precedente articolo, Luca Volontè, nell'articolo seguente dal titolo "Corte Suprema, i Dem vogliono cambiare le regole" spiega che dopo che è stata annullata la sentenza abortista Roe vs Wade, i Democratici spingono sull'acceleratore per cambiare gli equilibri della Corte Suprema, con giudici a loro graditi. Due proposte di legge in pochi giorni. La prima mira a portare le toghe supreme da 9 a 13. La seconda prevede un diverso sistema di nomina e limiti di mandato.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 luglio 2022:

Tutto il peggio è possibile negli Stati Uniti, in cui persino le singole città governate dai Democratici - che si trovano negli Stati governati dai Repubblicani - si permettono di autodichiararsi "santuari" dell'aborto. Il tentativo dei Dem di boicottare e svuotare la sentenza Dobbs della Corte Suprema è sia dal basso (attraverso le manifestazioni, le violenze e i contenziosi giudiziari) che dall'alto (attraverso le decisioni del presidente Biden e dei dipartimenti del governo federale), come abbiamo descritto nell'ultimo mese sulla Bussola.
Da qualche giorno, il Partito Democratico e le lobby abortiste ed Lgbti che lo promuovono stanno fortemente puntando alla distruzione della Corte Suprema per come l'abbiamo conosciuta negli ultimi decenni, pur di poter controllare in un sol colpo i tre poteri dello Stato: esecutivo, legislativo e giudiziario. La ragione di fondo che ha mosso le bande di protestatari ad abbattere statue e vietare quadri, persino a manipolare con falsità assurde e cancellare i padri fondatori e la storia degli Stati Uniti d'America, è triste ma semplice: imporre un nuovo socialismo di oligopolisti globali e burattini politici. Non c'è altra spiegazione alla rincorsa dei gruppi parlamentari Dem di Camera e Senato nel proporre proposte di legge rabberciate e partigiane per distruggere la Corte Suprema e conquistarne il controllo.
Sostenendo che "le libertà fondamentali sono sotto attacco" da parte dei giudici "ultraconservatori" della Corte Suprema, un gruppo di otto Democratici della Camera ha presentato, lunedì 18 luglio, una proposta di legge per portare da nove a tredici il numero di toghe del massimo organo giudiziario statunitense. Il rappresentante della Georgia Hank Johnson, Democratico e già principale sponsor del Judiciary Act, ha dichiarato a The Hill che la Corte, nella sua attuale composizione, è "una Corte Suprema in crisi con sé stessa e con la nostra democrazia", dove "le libertà fondamentali sono sotto attacco" da parte della maggioranza conservatrice perché gli attuali giudici prenderebbero decisioni che usurpano il "potere dei rami legislativo ed esecutivo".
Il Judiciary Act era stato presentato l'anno scorso e si era arenato al Congresso per mancanza di consensi e l'opposizione dei Repubblicani, visto che la riforma prevede una maggioranza qualificata. La riproposizione del testo, fatte salve le polemiche verso le decisioni dei giudici contro l'aborto, dimostra quanto sia innata la pretesa dei Dem di governare a maggioranza tutti i poteri dello Stato, in barba ad ogni minimo criterio di divisione dei poteri, indipendenza del sistema giudiziario, necessità di riforme strutturali bipartisan.
La sentenza Roe vs Wade (1973) è stata ufficialmente annullata il 26 luglio, un mese e due giorni dopo la storica sentenza Dobbs e quasi mezzo secolo dopo la legalizzazione dell'aborto che ha provocato la morte di 64 milioni di bambini. Infatti, sebbene la Corte Suprema abbia pubblicato il 24 giugno la sua decisione di rovesciare la Roe vs Wade, si attendeva che trasmettesse una copia certificata della sentenza Dobbs alle corti inferiori, fatto che è avvenuto appunto il 26 luglio. Sarà forse per questa ragione che inaspettatamente - mentre molti istituiti e agenzie di stampa pubblicano sondaggi sulla crisi economica, l'inflazione, la caduta a picco della popolarità di Biden - l'Associated Press e il NORC Center for Public Affairs Research hanno invece pubblicato, il 25 luglio, i dati di un sondaggio dal quale risulta che circa due americani su tre (che per l'82% si dicono elettori dei Democratici e per il 57% dei Repubblicani) sarebbero favorevoli a limiti di mandato o a un'età di pensionamento obbligatoria per i giudici della Corte Suprema.
Il perché di questo sondaggio, ripreso significativamente anche da Forbes, si è evidenziato il 26 luglio, quando un gruppo di Dem alla Camera, guidato dal già citato Hank Johnson, ha presentato una proposta di legge ("Supreme Court Tenure Establishment and Retirement Modernization Act") che prevede limiti di età al mandato dei giudici alla Corte Suprema. Le nuove norme consentirebbero ai presidenti degli Stati Uniti di nominare nuovi giudici della Corte Suprema ogni due anni, al primo e al terzo anno del rispettivo mandato. Inoltre, la proposta di legge prevede che un giudice della Corte Suprema permanga in regolare servizio attivo per 18 anni. La Corte Suprema è composta da nove giudici dal 1869, ma i Democratici considerano l'attuale maggioranza conservatrice 'abusiva' perché non corrisponde ai propri desideri e quindi vogliono eleggere altri giudici per poter controllare il massimo organo giudiziario.

DOSSIER "ABOLITO IL DIRITTO ALL'ABORTO"
La Corte Suprema USA annulla la Roe vs Wade

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30-07-2022

8 - OMELIA XIX DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 12,32-48)
Nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo
Fonte Il settimanale di Padre Pio

La pagina del Vangelo di oggi ci invita alla vigilanza. Gesù ci dice: «Siate pronti con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese» (Lc 12,35). Dobbiamo essere vigilanti perché non sappiamo quando il Signore verrà a domandarci conto della nostra vita. Egli, inoltre, afferma: «Nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo» (Lc 12,40) e paragona la sua venuta a quella di un ladro: «Se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa» (Lc 12,39).
La lampada che dobbiamo tenere accesa è quella della nostra fede, speranza e carità. In poche parole, dobbiamo vivere sempre nella luce della grazia di Dio. Se la morte ci sorprenderà in peccato mortale, allora la nostra anima cadrà all'inferno per tutta l'eternità. Dobbiamo allora alimentare di continuo questa lampada con l'olio della nostra preghiera e delle nostre buone opere.
La migliore vigilanza sarà quella di amare Dio con tutto il nostro cuore, e il prossimo come se stessi. Se il nostro cuore sarà rivolto al Signore, allora inizieremo la nostra vita eterna già su questa terra, in quanto il nostro cuore, in qualche modo, sarà già in Paradiso. Infatti, Gesù ci dice: «Dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore» (Lc 12,34). Se il nostro tesoro è il Signore, allora il nostro cuore vive nella pace; se, invece, bramiamo smodatamente i beni e i piaceri di questa terra, allora ci incamminiamo verso la nostra infelicità. Il nostro cuore, più che in noi stessi, vive in ciò che amiamo: se amiamo la terra, diventerà terra; se amiamo Dio, si innalzerà su nei cieli.
A tal proposito ricordiamoci di quell'episodio che si racconta nella vita di sant'Antonio da Padova. Si stava celebrando con solennità il funerale di un uomo molto ricco e anche molto avaro. Al funerale era presente anche sant'Antonio il quale, mosso da un'ispirazione improvvisa, dichiarò ad alta voce che quel morto non andava sepolto in luogo consacrato, bensì lungo le mura della città. E ciò perché la sua anima era dannata all'inferno e quel cadavere era privo di cuore, secondo il detto del Signore: dov'è il tuo tesoro, ivi è anche il tuo cuore. A queste parole, com'è naturale, tutti rimasero sconvolti. Alla fine furono chiamati dei chirurghi, che aprirono il petto alla salma; ma non vi trovarono il cuore. Esso, secondo la predizione del Santo, fu ritrovato nella cassaforte, dov'era conservato il denaro.
Al contrario, san Gabriele dell'Addolorata, che tanto amava la Madonna, così diceva: «Sono sicuro di andare in Paradiso!». «Come fai ad essere così sicuro?», gli domandò un amico. «Sono sicuro di andarci perché già ci sono!». «E come puoi dire che già sei in Paradiso?», replicò l'amico. «Già ci sono perché amo la Madonna!». Questa fu la risposta del Santo, e questa risposta ci è di grande incoraggiamento: se anche noi amiamo Gesù e Maria, il nostro cuore è già con loro in Paradiso.
Non dobbiamo dunque dubitare. Gesù ce lo dice chiaramente: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno» (Lc 12,32). Dobbiamo temere solo quando smettiamo di amare, solo quando in noi si spegne la luce della grazia di Dio e cadiamo in peccato mortale. Solo allora!
Il Signore, inoltre, ci esorta a mirare all'unico guadagno che conta, all'unico che rimane in eterno, ovvero ad accumulare meriti per il Paradiso. Egli, infatti, afferma: «Fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma» (Lc 12,33).
Rimaniamo dunque desti e, se ci rimorde la coscienza, facciamo al più presto una buona confessione che riaccenderà nel nostro cuore la luce della grazia di Dio!

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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