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BastaBugie n.418 del 9 settembre 2015

SPAGNA ANNI '30: ASSASSINI DI MASSA IN ODIO ALLA FEDE

Inoltre le forze liberali-laiciste, comuniste e radicali vollero trasformare la morale, soprattutto quella familiare e sessuale (l'omosessualità fu accettata come nuovo status symbol)

di Mario A. Iannaccone

Uno degli aspetti che sono stati messi in ombra dagli storici riguardo la Seconda Repubblica Spagnola (1931-1939) - corresponsabile del tragico bilancio dei Martiri di Spagna - è che nel periodo che va dalla fine del 1931 a tutto il 1938 sono stati condotti, per la prima volta su vasta scala, esperimenti di rivoluzione sociale e sessuale come non se ne erano mai viste prima in Europa e che attirarono osservatori da ogni parte del mondo.

UNA RIVOLTA CONTRO LA MORALE
Nel 1930 varie forze liberali-laiciste e radicali si organizzarono in partiti e conquistarono il potere con un'elezione amministrativa durante la quale, unilateralmente, proclamarono la Repubblica e dichiararono abolita la Monarchia.
Il Governo cercò, sin da subito, con un'ampia serie di provvedimenti, di modificare la società spagnola e la sua morale tradizionale abolendo l'insegnamento della religione, introducendo il divorzio, l'aborto (tentativo sventato) e favorendo per la prima volta programmi di educazione sessuale.
Contestualmente agì anche in ambito religioso abolendo l'insegnamento nelle scuole primarie e comprimendo la libertà dei cattolici con un'impressionante serie di provvedimenti che comprendevano anche la confisca di beni ecclesiastici e l'espulsione dei sacerdoti.
Nel campo della libertà sessuale fu giocata la rivoluzione più radicale. Le componenti anarchiche del regime repubblicano spagnolo instaurarono, prima sporadicamente (nel 1934 e nel 1935) poi in modo convinto, dal febbraio del 1936, una rivoluzione dei costumi che non aveva precedenti in Europa, con l'eccezione di brevi periodi rivoluzionari del passato (fasi della Rivoluzione Francese o dell'Anabattismo cinquecentesco). Questa rivoluzione contro la morale fu fatta alla luce del sole scegliendo i principali laboratori dell'Andalusia e la capitale della Catalogna, Barcellona, due bastioni dell'anarchia spagnola. La rivoluzione sessuale spagnola degli anni Trenta fu, da un lato, preparata dalla legislazione repubblicana e poi attuata, soprattutto negli anni 1935-1938, dalle forti componenti anarchiche della società spagnola.

ABOLIZIONE DEL MATRIMONIO, ALLEVAMENTO DEI FIGLI IN COMUNE, OMOSESSUALITÀ
Queste, scavalcando i primi, tentarono di istaurare una società nella quale fosse abolito il matrimonio, le unioni fossero libere, l'omosessualità e la bisessualità fossero accettate senza pregiudizi e i ruoli sessuali fossero molto rigidi.
Le "repubbliche" anarchiche nacquero al grido Uniòs Hermanos Proletarios (Fratelli Uniti del Proletariato) nel 1932 e si diffusero, a diverse ondate, sino a tutto il 1938.
Divenute molto diffuse dopo la vittoria del Frente Popular nel 1936, erano delle vere e proprie comuni libertarie ispirate da decenni di propaganda di case editrici come Cenit e Zenit, le quali pubblicavano romanzi pornografici. Si predicava la fine della famiglia, l'allevamento dei bambini in comune, la condivisione di donne e uomini. Una sessualità libera non coniugale che minava le basi della società.
La "reforma sexual" fu alimentata da potenti industrie editoriali che stamparono libri e riviste con gran dispendio di mezzi. Subito, all'avvento della Seconda Repubblica, furono messi in cantiere e pubblicati molti testi sull'argomento, dalla Pequeña Enciclopedia de Educaciòn Sexual (Siviglia, 1932), alla Biblioteca de Educaciòn Sexual (Barcelona 1932-1933) o la Cultura Sexual (Barcelona,1936-1937). Si trattava di imprese editoriali che godettero di ampia diffusione; con la scusa dell'informazione, avevano lo scopo di cambiare la percezione della sessualità nel pubblico, inserire temi di eugenetica e spezzare la mentalità della monogamia. La serie Temas Sexuales (Madrid, 1932-34), ad esempio, era diretta da Angel Martìn Lucenay, sessuologo e studioso di perversioni ma anche divulgatore dalla penna facile al limite (o forse ben oltre) della pornografia. Nei suoi libri si diffondeva sulle pratiche sessuali più eterodosse, che guardava con una certa simpatia, come la bisessualità. Anche se non aveva l'allure libertaria del più famoso Felix Martì Ibañez, "medico libertario", che certi orientamenti li incoraggiava utilizzando disegni. Questa vasta attività editoriale non va sottovalutata in quanto tendeva a dare fondamento scientifico all'idea che l'istituzione ecclesiastica e i cattolici, con la loro morale considerata repressiva, provocassero malattie e malessere nella società e andassero dunque sconfitti.

LE COMUNI E IL POLIAMORE
Le potenti organizzazioni anarchiche, riunite intorno al sindacato CNT e alla federazione anarchica della FAI, imposero in varie parti della Spagna ma soprattutto a Barcellona decine di comunità indipendenti, collettivizzate e autogestite, senza classi né Stato, dove uomini e donne potevano intrecciare rapporti senza formalità anche in presenza di matrimoni già contratti (poliamore).
La rivoluzione sessuale si accompagnò ad una rivoluzione antigerarchica, con abolizione delle classi sociali. Furono aboliti i segni distintivi nell'abbigliamento (cappello, giacche, cravatte), le formule di saluto e di cortesia e gruppi di anarchici si servivano di case altrui o di negozi per attuare "l'esproprio proletario". L'omosessualità, prima considerata un fatto eccezionale, fu accettata come un nuovo status symbol.
A ciò s'accompagnò l'abolizione della moneta e s'introdusse l'uso del baratto anche dove non vi era scarsità di moneta. Si riteneva che tutta la società fosse da riformare perché oppressiva così la rivoluzione doveva trasformare i costumi, con particolare interesse per le questioni relative alla famiglia e alla sessualità.

ANTICIPI DI FEMMINISMO
In questa logica si situa anche l'azione di femministe come Emma Goldman, Marìa Lacerda de Mura, Lucìa Sanchez Saornir (leader delle Mujeres Libres), Clara de Campoamor e altre, che anticiparono in modo evidente quanto si sarebbe visto 25 anni più tardi nel resto d'Europa e Stati Uniti; lottavano contro il principio gerarchico "paternalistico" combattendo allo stesso tempo per una collettivizzazione dei mezzi economici (rivoluzione economica) e per l'amore libero (liberazione sociale).
La fase clou di questa rivoluzione, che tuttavia si tramutò in uno stato di caos nelle grandi città, si instaurò diffusamente soprattutto all'indomani del fallito golpe militare che diede inizio alla Guerra Civile, il 17 Luglio 1936. Fra i partiti che appoggiarono questa rivoluzione vi furono le componenti radicali dei repubblicani, come il Partito Obrero de Unificaciòn Marxista, formato da comunisti dissidenti che si rifacevano all'anarchia di Bakunin o Malatesta o anche a Lev Trostkj; o, ancora, l'inglese Indipendent Labour Party, nel quale militò George Orwell.
In quei mesi la Spagna libertaria divenne il paradiso di tutti gli anarchici d'Europa e di coloro che si ribellavano alla morale o alla società organizzata. Una frase spesso ripetuta era: "la rivoluzione sessuale è la chiave della rivoluzione sociale". Ovvero soltanto la prima, distruggendo ogni idea di gerarchia sociale e di valori, poteva innescare la seconda.

LA RADICE: SRADICARE IL CATTOLICESIMO
Contrari a questa deriva della società erano i marxisti legati all'Unione Sovietica che tra il 1937 e il 1938 incarcerarono e fucilarono moltissimi anarchici (non prima che questi ultimi avessero sterminato i cattolici). Furono i sovietici, prima dei franchisti, a non accettare la rivoluzione libertaria, reprimendola in un bagno di sangue e ciò fa comprendere, al di là di quanto si racconta nei libri di Storia più diffusi, che vi furono due fazioni "di sinistra" a darsi battaglia nella parte repubblicana.
Concordavano soltanto su un punto: la necessità di eliminare il problema cattolico alla radice, sradicandolo. E così iniziò il supplizio di circa 11000 cattolici uccisi soltanto perché tali, con mutilazioni, torture, distruzioni vastissime. Il 75% delle chiese di Spagna fu distrutto, quasi il 20% dei religiosi spagnoli ucciso, circa 7300 religiosi e 3000 laici - 124 sono già beati e altri 120 in corso di beatificazione - torturati e uccisi durante parodie della messa o di riti religiosi.

Nota di BastaBugie: sulla Guerra di Spagna consigliamo la visione dei seguenti tre film
1) L'ASSEDIO DELL'ALCAZAR (1940)
La gloriosa resistenza del comandante Moscardò e del presidio militare di Toledo
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=40
2) THERE BE DRAGONS - UN SANTO NELLA TEMPESTA (2012)
Una storia avvincente nel contesto della guerra di Spagna
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=38
3) UN DIOS PROHIBIDO (2013) °
La gloriosa testimonianza di fede dei 51 frati barbaramente uccisi dal Fronte Popolare in odio alla fede cattolica
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=42

Titolo originale: Spagna anni '30: un anticipo della dissoluzione odierna

Fonte: Il Timone, giugno 2015 (n. 144)

Pubblicato su BASTABUGIE n.418
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