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BastaBugie n.618 del 26 giugno 2019

IL RITORNO DEL SESSANTOTTO... ANZI, PER LA VERITA', NON SE N'ERA MAI ANDATO

Femministe sul piede di guerra, dichiarazioni d'odio e disprezzo verso Dio, patria e famiglia, niente regole, indulgenti coi trasgressori, intolleranti coi conservatori, bollano fascista chiunque non sia dalla loro parte

di Marcello Veneziani

Femministe sul piede di guerra, dichiarazioni d'odio e disprezzo verso le famiglie anzi verso Dio, patria e famiglia, campagne d'odio contro carabinieri e poliziotti, lotte per l'aborto, il sesso libero e la droga legalizzata, rivolte planetarie contro i potenti della terra, contro il modello di sviluppo e scoperta dell'ecologia e dell'ambiente devastato, campagne contro le discriminazioni omosessuali e razziali, dichiarazioni d'amore per il terzo mondo, i neri, i "dannati della terra", porte aperte a tutti, societÓ sconfinata, abbasso i muri e i freni, indulgenti con i trasgressori, intolleranti coi conservatori, accuse di fascismo a chiunque non sia dalla loro parte, anzi, elevazione del fascismo a categoria metastorica, pacifismo libertario, ma a chi non concorda tappiamogli la bocca...

UN FILM GI└ VISTO
Ma questo film l'avevamo giÓ visto, ricordo le sequenze. Tanto tempo fa. Eravamo adolescenti, ma io me li ricordo quegli slogan, quelle facce, quei cortei, quei cartelli, quei manifesti, quelle campagne... Ma si, certo. Eravamo nel '68 e paraggi. A giudicare la triplice mobilitazione dei nostri giorni contro i potenti della terra, contro i difensori della famiglia e contro i difensori dei confini, degli stati e delle nazioni, in favore degli sbarchi, mi accorgo che il filo conduttore Ŕ rimasto quello lý. I circoli viziosi della storia. Gira e rigira e siamo tornati a cinquant'anni fa, al tempo del bianco e nero. E infatti non c'Ŕ via di mezzo, non c'Ŕ sfumatura di colore, c'Ŕ una radicalizzazione tra quelli e questi, tra maggioranze silenziose e minoranze fragorose. C'Ŕ una separazione etnica tra i due mondi. Certo, nel frattempo la mentalitÓ sessantottina Ŕ andata al potere, si Ŕ fatta Zeitgeist, Spirito del Tempo, domina le agenzie di comunicazione e di orientamento, controlla i due terzi del personale docente, gran parte del ceto intellettuale, la comunicazione. Nel frattempo, i sessantottini sono diventati sessantottenni, detengono largamente il potere mediatico, culturale, giudiziario. Gli estremisti dirigono i centri sociali, lavorano per le Ong. I comunisti si comprano bambini da uteri in affitto, abbandonano gli operai per sposare la causa gay-trans. Le femministe d'assalto sono diventate Vestali attempate, con le borse sotto gli occhi o il botulino sulle labbra, vegliano sull'ordinamento giuridico e biopolitico uscito da quel clima, da quell'epoca, e mordono se qualcuno osa rimettere in discussione i loro dogmi a norma di legge. Gi¨ le mani, gi¨ le mani...

DA RIBELLI A GENTE DI POTERE, MA L'IDEOLOGIA ╚ LA STESSA
Insomma, il tempo Ŕ passato, le posizioni sono cambiate, da ribelli sono diventati gente di potere, i radical choc si sono fatti radical chic, ma il contenuto Ŕ rimasto lo stesso. ╚ la sola tradizione riconosciuta in Italia, il Sessantotto, la sola ideologia che ha libero corso e valore legale, il solo passato che ha valore nei curriculum. Vi partecipano eredi consapevoli e inconsapevoli. Tra i primi la vecchia guardia della sinistra di lotta e da passeggio, pi¨ la generazione che ne segue le orme, di cui l'esempio pi¨ grottesco sono gli antifascisti in assenza di fascismo, le Anpi formate da post-partigiani usciti da fecondazioni artificiali della storia, uteri in affitto della storia, che ignorano tutto, eccetto l'eternitÓ dello odio manicheo.
Tra i secondi, ci sono gli ignoranti enciclopedici del grillismo, quelli che si lanciano dalla piattaforma Rousseau, altro mito tardo-sessantottino, passato dalla natura al web. [...]
Rieccolo, il 68. Non Ŕ tornato, non se n'era mai andato, solo che ora esce allo scoperto e si sente nuovo, mentre si avverte che Ŕ rancido, inacidito, invecchiato male e andato a male.
Il '68 riciccia nella retorica dei diritti separati dai doveri e associati ai desideri, nella convinzione cosmica che l'uomo sia ci˛ che vuole essere e non ci˛ che Ŕ, nella certezza che chiunque decida di lasciare una terra, una famiglia, una responsabilitÓ ha il diritto di farlo perchÚ "lo sente" e gli altri hanno l'obbligo d'accoglierlo, a prescindere e di caricarsi degli effetti della sua scelta. Totale disprezzo dei meriti, delle responsabilitÓ, delle capacitÓ, primato delle intenzioni sui fatti, e per finire una bella spanzata di umanitarismo come lavatrice della propria coscienza. Rieccola, l'utopia di un mondo migliore, genere Imagine di John Lennon, un mondo fratelloso e ripulito, senza barriere, senza identitÓ. Ecco, stiamo ancora lý. Siamo al modernariato sessantottino, al vintage degli anni Sessanta, con balcone sugli anni di piombo e affaccio sulle prove tecniche di guerra civile, ma pacifica, per caritÓ. Abbasso la tolleranza repressiva dei gendarmi di ieri e dei salvini di oggi, viva l'intolleranza permissiva: tutto Ŕ permesso ma guai a chi dissente.

Nota di BastaBugie: per approfondimenti sul Sessantotto, clicca sul seguente link

UN'ULTIMA PAROLA SULLA RIVOLUZIONE CULTURALE DEL SESSANTOTTO
Il 2018 Ŕ stato il 50░ anniversario dell'anno in cui con lo slogan ''vietato vietare'' inizi˛ la (presunta) liberazione dell'uomo dalla morale tradizionale per costruire una societÓ basata su sesso e droga
di Roberto de Mattei
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5486

Titolo originale: Siamo ancora fermi al '68

Fonte: La VeritÓ, 21/03/2019

Pubblicato su BASTABUGIE n.618
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