
I PIÙ LETTI DEL MESE
ARGOMENTI
Aborto
America
Animalisti e vegetariani
Attualità
Cinema
Comunismo
Cristianesimo
Ecologia
Economia
Eutanasia
Evoluzionismo
Famiglia e matrimonio
Fecondazione artificiale
Immigrazione
Islam
Libri
Liturgia e sacramenti
Morale
Omelie
Omosessualità
Pedofilia
Pillole
Politica
Santi e beati
Scienza
Scuola
Storia
Televisione
« Torna alla edizione
TUTTI IN FILA PER LA COMUNIONE... MA QUANTI SI CONFESSANO?
Essendo nato alla fine del 1950 dovetti fin da piccolo imparare a memoria il Catechismo detto di san Pio X, quello a domande e risposte. Era un libretto minuscolo e mandarlo a mente era agevole. [...] Ebbene, tra quelle antiche norme d'inizio Novecento c'era anche l'obbligo, per i fedeli, di «confessarsi almeno una volta all'anno» e «comunicarsi almeno a Pasqua». Il che fa capire che, a quei tempi, i fedeli erano riottosi alla confessione e alla comunione, sennò non ci sarebbe stato bisogno di scongiurarli di provvedere «almeno» ogni dodici mesi. Smisi di andare a Messa contagiato dal clima degli anni Sessanta, ma da bambino ci andavo e ricordo bene che, per poter accedere alla Comunione, bisognava essere digiuni dalla mezzanotte. E questo era un motivo in più, per quanti a messa ci andavano solo la domenica (e a quella principale di mezzogiorno, cioè quasi tutti), per astenersi dalla Comunione.
DUBBI GIOVANILI
Per venire incontro alle istanze dei tempi che mutavano, la Chiesa accorciò il digiuno eucaristico a un'ora, consentì la comunione in piedi (prima bisognava inginocchiarsi alla balaustra attorno all'altare, perché il prete celebrava spalle-al-popolo) e poi anche in mano. Ero ormai un giovanotto (ma sempre agnostico) quando mi stupivo nel vedere in tivù certe cerimonie da stadio con preti sparpagliati sulle gradinate gremite e intenti a distribuire ostie a chiunque tendesse le mani. Mi chiedevo: ma tutta quella gente si sarà confessata? Infatti, ai miei tempi la chiesa domenicale era, sì, piena, ma a far la comunione erano in pochi. Oggi vedo la chiesa domenicale piena e tutti i presenti mettersi in fila per la comunione. Tutti.
Giustamente ha fatto notare il vaticanista de L'Espresso, Sandro Magister, che ormai far la comunione è percepito come un segno comunitario al pari della "pace" e sentirsene esclusi è vissuto come un'intollerabile attentato ai propri "diritti": un cristianesimo puramente emotivo e ignorante della dottrina quale quello odierno non può tollerarlo. Ai tempi di scarsa frequenza alla comunione chi non era in regola con la dottrina poteva passare inosservato, non così quando a comunicarsi va l'intera chiesa. Ho una coppia di amici del Centro-Italia che convivono, ma frequentano volentieri la parrocchia, dove lei, anzi, suona l'organo e dirige il coro. Pienamente e fraternamente accolti, nessun parrocchiano, nemmeno il parroco, ha mai fatto pesare loro la situazione personale. Mi manifestavano il loro disagio al momento della comunione, quando saltava all'occhio che erano gli unici a non mettersi in fila. Ho dovuto passare una nottata a spiegare il sacramento del matrimonio. Io, un laico che sta a Milano. Non so se li ho convinti.
LA COMUNIONE È DIVENTATA UN FENOMENO DI MASSA
Ma a questo punto il vero problema non è quello attualmente in dibattito, cioè i divorziati risposati che vogliono fare la comunione. Questi sono quattro gatti, e non c'è bisogno di scomodare gli statistici per saperlo. No, i pastori dovrebbero chiedersi, semmai, com'è che la comunione è diventata un fenomeno di massa mentre la pratica penitenziale è a picco. Giustamente uno che convive more uxorio protesta: date la comunione oves et boves e a me no? Quello, dunque, dei divorziati risposati è un falso problema. Il problema vero è una pastorale matrimoniale fallimentare o inesistente. Di più: il concetto stesso di "peccato" è sparito e ormai siamo tutti come i biblici abitanti di Ninive che non sapevano «distinguere la propria mano destra dalla sinistra» (Giona 4, 9). Il criterio di concedere alle umane debolezze e ignoranza quel che chiedono non paga, lo dicono l'esperienza e la storia stessa della via dell'"apertura".
Giona, con sua gran sorpresa, convertì i pagani di Ninive semplicemente annunciando loro: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta» (3, 4). Certo, forse il metodo di Giona non è adatto al nostro evo. Ma è anche vero che i Novissimi sono spariti dalla predicazione, perché per troppo tempo si è ritenuto di poter rievangelizzare facendo ricorso alla sociologia. Un anonimo parroco francese convertì Eve Lavallière, la più celebre sciantosa francese dell'Ottocento, col solo chiederle se pensasse mai all'Inferno. Ovviamente, almeno in che cosa consistesse quest'ultimo la sciantosa lo sapeva: al catechismo, da bambina, glielo avevano insegnato.
-
BastaBugie consiglia

MANIFESTAZIONE PER LA VITA
Sabato 13 giugno
Roma (14.30-18.30) -
Pubblicato 10 anni fa...
STRAGE DI GAY
In nome di Allah
di Riccardo Cascioli
Articolo del 15 giugno 2016 -
Video della settimana
PARIGI BRUCIA
Immigrazione fuori controllo
di Silver Nervuti
Durata: 10 min. (08/06/2026) -
Da LibriGarantiti.it
TOLKIEN
Il mito e la grazia
di Paolo Gulisano
Anno 2023 / pag. 224 / € 16 -
Da FilmGarantiti.it
L'ESORCISMO DI EMILY ROSE
Un'incredibile storia vera
Giudizio: capolavoro (*****)
Genere: horror - Anno: 2005 -
I dossier di BastaBugie
LA MONARCHIA INGLESE
Da Enrico VIII a Carlo III
Dossier: 10 articoli + 3 video -
Santo della settimana
CHIARA CORBELLA
Donare la vita per i figli
Dossier: 6 articoli + 3 video
13 giugno (Serva di Dio) -
Video per la formazione
SCUOLE ISLAMICHE
Formate da immigrati
FarWest, RaiTre
Durata: 5 min. (24/03/2026) -
Personaggi del passato
NELSON MANDELA
Un finto eroe
di Cristiano Ottaviani
1918 - 2013 (95 anni)









