
I PIÙ LETTI DEL MESE
-
PER IL 2026 ABBIAMO BISOGNO DEL TUO AIUTO!

SOSTIENI
BastaBugie
CON UNA OFFERTA
DI ALMENO 15 EURO
Riceverai un omaggio -

Audio registrati
SCEGLI UN ARGOMENTO
Aborto
America
Animalisti e vegetariani
Attualità
Cinema
Comunismo
Cristianesimo
Ecologia
Economia
Eutanasia
Evoluzionismo
Famiglia e matrimonio
Fecondazione artificiale
Immigrazione
Islam
Libri
Liturgia e sacramenti
Morale
Omelie
Omosessualità
Pedofilia
Pillole
Politica
Santi e beati
Scienza
Scuola
Storia
Televisione
« Torna agli articoli di Rino Cammilleri
THE PROMISE: IL FILM SUL GENOCIDIO ARMENO
Il genocidio armeno è stato narrato non molte volte dal cinema. Si ricordano solo La masseria delle allodole (2007) dei fratelli Taviani, Il padre (2014) di Fatih Akin, il tedesco Aghet del 2010 (ma è un documentario, peraltro mai distribuito in Italia) e Ararat (2002) di Atom Egoyan. Con ben altri mezzi si è mossa Hollywood nel 2016 producendo The Promise (che in italiano ha conservato il titolo originale, La promessa). Diretto da Terry George, schiera un cast di tutto rispetto: Christian Bale, Oscar Isaac, James Cromwell, Jean Reno. Alla voce corrispondente su Wikipedia troviamo che «la pellicola ha attirato su di sé operazioni di trolling e di voti negativi, forse da parte di gruppi nazionalisti turchi. Hollywood Reporter ha notato che la pagina del film sul sito Internet Movie Database è stata inondata da migliaia di voti a una stella, il voto minimo, già a partire dalla presentazione avvenuta al Toronto International Film Festival, così da abbassare il rating del film».
Gli stessi mezzucci denigratori erano stati usati in Germania per Aghet, perché colà gli immigrati turchi sono numerosi e numerosi sono, tra questi, i sostenitori di Erdogan, che al solo sentir parlare di «genocidio armeno» va su tutte le furie. Com'è noto, il governo turco nega questa sua macchia storica, quantunque avvenuta cent'anni fa. C'è chi pensa che un riconoscimento ufficiale aprirebbe una serie pressoché infinita di vertenze risarcitorie, dal momento che la comunità armena al tempo del Metz Yeghern (il «Grande Male», così gli armeni chiamano il loro genocidio) era la più ricca dell'Impero ottomano. E la Turchia, malgrado le sue attuali manie di grandezza, è in piena crisi economica.
Il film narra di un giovane armeno che nel 1914 sogna di studiare all'università a Istanbul ma non ne ha i mezzi. Si fidanza allora con una ragazza ricca e ne usa la dote per mantenersi agli studi. Nella capitale fa amicizia con un giornalista americano e la di lui compagna, della quale finisce per innamorarsi. Ma ha una promessa (da qui il titolo) da mantenere, così torna a casa e sposa la fidanzata. Quando questa rimane incinta, però, comincia il genocidio. Lui viene catturato dai soldati turchi e adibito ai lavori forzati in un campo da cui si esce solo morti: chi cade, o non ce la fa, viene ucciso sul posto. Durante un tentativo, abortito, di rivolta, riesce a fuggire. Ma al suo paese trova la sua famiglia sterminata. La moglie gravida è stata addirittura sventrata.
Si unisce allora a un gruppo di profughi che cerca di difendersi a mano armata e di raggiungere il monte Mussa Dagh per trincerarvisi e vendere cara la pelle. L'episodio è vero e nel 1929 lo scrittore Franz Werfel gli dedicò il suo capolavoro, I quaranta giorni del Mussa Dagh. Intanto il giornalista americano (Christian Bale) è stato arrestato perché nella sua corrispondenza ha rivelato al pubblico americano quel che sta succedendo nell'Impero ottomano. Per farlo liberare interviene l'ambasciatore Morgenthau (James Cromwell), il quale minaccia il ministro dell'interno turco di un intervento americano. Il giornalista viene allora deportato a Malta, ma qui trova un ammiraglio francese (Jean Reno) e lo convince a soccorrere gli armeni assediati sul Mussa Dagh. Anche questo episodio è storicamente vero: fu una fregata francese a trarre in salvo gli armeni del Monte di Mosè (Mussa Dagh).
Il film ha ritmi hollywoodiani e si segue fino all'ultimo col fiato sospeso. Anche se il finale è amaro. Fu il primo genocidio del Novecento (il primo in assoluto fu quello commesso nel 1793-1794 dai rivoluzionari francesi nella cattolica Vandea), del quale quasi subito si perse il ricordo. Hitler lo citava per far intendere che la «soluzione finale» per gli ebrei era praticabile: in poco tempo nessuno se ne sarebbe ricordato. È vero, la fiamma del ricordo vive solo se qualcuno la tiene accesa. O la riaccende. Anche dopo un secolo.
Nota di BastaBugie: per ulteriori informazioni sul film The promise e per vedere il trailer vai sul sito FilmGarantiti cliccando sul seguente link.
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=72
-

TOP TEN 2025
I migliori articoli
-
Pubblicato 10 anni fa...
FUNERALI AI SUICIDI
E' meglio non farli?
di Rino Cammilleri
Articolo del 27 gennaio 2016 -
Libro della settimana
LA CHIESA FRA LE TEMPESTE VOL.2
Dal Medioevo alla Rivoluzione francese
di Roberto De Mattei
Anno 2018 / pag. 176 / € 15 -
Video della settimana
LE CREPE DEL WOKE
Video ironico
di Silver Nervuti
5 minuti (12/01/2026) -
Da FilmGarantiti.it
IL CAVALIERE OSCURO
Batman sconfigge il male umiliandosi
Giudizio: ottimo (**)
Genere: fantasy (2008) -
I dossier di BastaBugie
MARIO DRAGHI
Il banchiere prestato alla politica
Dossier: 9 articoli e 1 video -
Santo della settimana
FRANCESCO DI SALES
Dottore della Chiesa
Dossier: 5 articoli
Festa: 24 gennaio -
Video per la formazione
LA CAMPANA DEI NON NATI
Intervista a Mons. Suetta
di Francesco Borgonovo
Durata: 18 min. (17/01/2026) -
Personaggi del passato
VITTORIO EMANUELE DI SAVOIA
Membro di casa Savoia
Escluso dalla successione
1937 - 2024 (87)









