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DAVVERO E' COLPA DEL CALDO SE NON FACCIAMO PIU' FIGLI?
Un tempo si diceva "Piove, Governo ladro". Come a dire, qualunque cosa accada, è questo esecutivo disonesto e cialtrone la causa di qualunque disgrazia si abbatta sulle nostre povere vite. Ora invece se piove, è colpa del caldo. Le cosiddette "bombe d'acqua" che ogni estate fanno danni e qualche volta vittime sono figlie del caldo estremo, l'aria trattiene più umidità e quando la temperatura cala rilasciano tutto in violenti nubifragi, prima li chiamavamo semplici temporali, ora la loro azione è come un attacco militare e la colpa è del clima impazzito a causa del caldo estremo.
Ma il caldo fa questo e molto altro. A fine giugno a Milano è finito sul banco degli imputati come principale imputato per il crollo dell'insegna sulla torre Hadid dell'iconica City Life avvenuta all'alba di una settimana caldissima. «L'estate che scioglie le insegne» titolava sobriamente Il Domani. Ma ad evocare i 37 gradi che in quei giorni soffocavano il capoluogo lombardo sono state molte testate, dal Corriere a Repubblica, da Fanpage al Sole 24 ore, passando per Open. Sul crollo la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta. L'obiettivo è chiarire quali siano state le imprese coinvolte nell'installazione dell'insegna posta sulla sommità del grattacielo e chi sia il responsabile della manutenzione, essenziale è essenziale capire se vi siano eventuali responsabili penali, chissà se alla sbarra finirà anche il caldo. Che nel caso dovrebbe spiegare perché ha risparmiato le torri della finanza e del commercio di Abu Dhabi, o gli hotel di Las Vegas a pochi chilometri dalla Death Valley. Ma con questo caldo è meglio non impiegare energie a farci troppe domande.
Ma il caldo, udite udite, sarebbe anche responsabile della denatalità che non fa che crescere nel nostro Paese. A scriverlo è il quotidiano torinese La Stampa, che citando un rapporto della Società europea di Embriologia e Medicina della Riproduzione, spiega che «i cambiamenti climatici incidono anche sulla fertilità umana, in termini complessivi, di nascite pretermine, di aborti e di basso peso alla nascita. E questo perché l'innalzamento delle temperature e l'aumento dell'inquinamento atmosferico sono associati a un peggioramento della qualità del seme maschile, con alterazioni nei parametri spermatici, riduzione del numero di spermatozoi e danni al DNA. Anche la riserva ovarica nelle donne può essere ridotta». Insomma se non nascono bambini il problema non è culturale, economico o sociale ma la colpa è sempre sua, del gran caldo. Non si spiega però come in Sudan la media di figli per donna si aggiri attorno ai 4,6, mentre arriva addirittura a sei in Niger dove la temperatura media è di quaranta gradi. Ma come abbiamo detto è meglio non farsi troppe domande.
Più comodo accodarsi e seguire la moda, del momento si intende. Perché il capro espiatorio è fluido e quindi cambia, e se sul podio dei mali del mondo al momento campeggiano Trump e Putin, se nella top ten troviamo la plastica, l'olio di palma e il fumo, insieme alla carne rossa e i parabeni, un posto d'onore lo ricopre anche il senso di realtà, un tempo così ampiamente diffuso e condiviso, oggi quasi del tutto scomparso dai radar, rimosso dal dibattito pubblico ed espunto dai tantissimi cervelli, perché è quello in fondo, la causa di ogni male, da estirpare a qualunque costo. E a qualunque temperatura.
VIDEO: L'anno più caldo di sempre (durata: 3 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=M-jF_SD8mU0
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Pubblicato 10 anni fa...

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