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VESTE LA BANDIERA NAZIONALE, CACCIATA DA SCUOLA
Il sindaco di Londra è musulmano; lo stesso a Birmingham, Leeds, Blackburn, Sheffield, Oxford, Luton, Oldham, Rochdale, città che vai, sindaco islam che trovi. Se non è ancora sostituzione etnica poco ci manca e comunque la sostituzione amministrativa è cosa fatta in un Paese dove su 66 milioni di abitanti i musulmani sono "solo" 4 milioni: ma basta a giustificare le oltre 3.000 moschee, i 130 tribunali islamici, i 50 e passa consigli della Sharia il 78% delle donne musulmane che non lavora, riceve assistenza statale e alloggio gratuito, il 63% dei musulmani inattivo e sostenuto da aiuti statali, le famiglie che hanno in media da 6 a 8 figli e beneficiano di un alloggio gratuito e vengono pagate dallo Stato per il solo fatto di esistere.
Come se non bastasse, si ritrovano un premier sciagurato capace di scatenare in poco tempo danni irreversibili: Keir Starmer è quello che manda la polizia a prendere gli inglesi che si lamentano, che osano denunciare lo scandalo e atroce scandalo del racket delle bambine inglesi disagiate messe a prostituzione o comunque violentate sistematicamente dalla mafia pakistana, roba che si sapeva da 30 anni ma solo adesso è emersa nello stracciarsi di vesti del governo che fin che ha potuto ha coperto, ha represso la verità e le stesse vittime.
CACCIATA DA SCUOLA
Così che non può stupire se una dodicenne Courtney Wright viene cacciata da scuola con insulti da trivio, a maggior ragione su una bambina, siccome ha osato fare ciò che la ricorrenza le suggeriva di fare, la "Giornata della celebrazione delle culture" per esaltare le patrie tradizioni o così aveva capito la poverina, presentatasi avvolta nella Union Jack, la bandiera britannica, con un bel discorso, ingenuo e pulitino, su quanto è bello essere inglesi. Ma l'ha presa per il verso sbagliato, le culture erano, fatalmente, quelle "altre", ossia la islamica, il senso dell'appuntamento, «promuovere l'inclusione, la comprensione e l'apprezzamento di differenti retroterra, tradizioni ed eredità», andava colto nella resa, nel senso di colpa, voi siete padroni a casa mia, anzi vostra, e io non sono degna di mostrare il mio volto. E allora giù con le accuse più oscene a una bambina di 12 anni che il padre è dovuto andarsi a riprendere, trovandola in lacrime, sconvolta davanti a tanta furia fanatica.
Dopo, ovviamente, dopo che la faccenda si è risaputa, dopo che è diventata di pubblico dominio e scandalo, la scuola si è arrampicata sui vetri insaponati con le unghiette cosparse d'olio: un errore, un fraintendimento, non ci siamo capiti, viva la Union Jack: e hanno pregato la piccola di tornare a leggere il suo tenerissimo sermone. Ma Courtney, che ha più dignità della sua scuola, si è rifiutata, anche perché ancora terrorizzata.
Ma quale errore. Ma quale equivoco. È lo zelo, miserabile. È la furia dell'odio verso se stessi, il proprio Paese, una bambina che lo esalta esattamente come potrebbe fare una bambina. È la totale resa della ragione all'ideologia, che è una cosa demoniaca perché va esattamente contro la logica e tende ad imporre un idolo fatto d'aria mefitica. Tutte le scuole del Regno Unito devono insegnare lezioni sull'Islam e questa, signori, è la Union Jack, oggi, un posto dove un premier cialtrone dopo avere scatenato la polizia del pensiero finge di costernarsi: "Il primo ministro è stato chiaro - ha detto un portavoce di Starmer - che essere britannici è qualcosa che deve essere celebrato e lo si può vedere da tutto ciò che questo governo ha fatto. Siamo un Paese tollerante, diversificato e aperto: siamo orgogliosi di essere britannici".
TOLLERANTI A SENSO UNICO
Miserabili buffoni. Aperti? Tolleranti? Come no, a senso unico. Hanno solo paura di una certezza, non venire rieletti, e allora abbassano la cresta ma la vergogna di una piccola inglese cacciata dalla sua scuola con violenza razzista e sessista, quella resta. Non si cancella. Dimostra che il woke, cacciato dalle porte americane, sfonda quelle europee ed anglosassoni dall'altra parte del mare. Ce ne sarà ancora da fare, per stroncare questa lebbra che da trenta anni distorce ogni democrazia e che la sinistra criminosa e pornografica ha coltivato per becere ragioni di calcolo politico. Una metastasi che avvolge l'Europa, che fuori e dentro dalla UE non smette di allargarsi.
Non è un mistero che scuole e università di tutta Europa vengano pesantemente finanziate dal mondo arabo, sceiccati, sultanati, che siano fucine di islamismo anche aggressivo, di integralismo e di odio verso chi accoglie, ospita, paga le case. Ma l'Islam, a coglierlo nella sua essenza, è sistema progressivo, la conquista non può fermarsi se non con la definitiva sparizione o assoggettamento della cultura invasa, il che può, deve avvenire con tutti i mezzi inclusi i più violenti. Insomma più gli dai e più sei in debito, più devi cedere e concedere.
C'è una enorme rimozione nel processo di assimilazione a senso unico dell'Islam in Europa, e porta a credere che i ricorrenti fatti di criminalità spicciola quali aggressioni, rapine, pestaggi, stupri, siano in fondo accidentali, incidenti di percorso sulla strada dell'inclusione: niente di più sbagliato, niente di più falso, sono atti deliberati con cui non solo i maranza marcano il territorio: ad ogni prodezza si vantano, la mostrano sui social, la rivendicano come l'ennesima battaglia vinta in una guerra che non può arrestarsi, che non prevede tregue o confronti; i responsabili vengono trattati come eroi dalla comunità musulmana, portati ad esempio. Poi si può fingere di non vedere certi processi, ma i processi travolgono la viltà e sono inarginabili.
La dodicenne Courtney che piange nella sua bandiera mentre le stracciano il discorso su quanto è bello essere inglesi al grido "vattene, prima che ti ammazziamo", e viene cacciata dai suoi insegnanti, britannici come lei, non è un incidente e non è un accidente. È la pura realtà di un mondo che reale non è più e democratico meno che mai, un mondo dove il razionale è irreale, comunque fanatico, comunque folle, comunque ignobile.
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