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JONATHAN ROUMIE DIFENDE L'EUCARISTIA E CITA CARLO ACUTIS
Carlo Acutis e le sue intuizioni sull'Eucarestia, farina del sacco che Gesù stesso ha riempito con abbondanza nella sua vita breve e compiuta, continuano a conquistare nuovi seguaci, testimoni originali e convinti come lo è stato lui. Uno di essi è l'attore Jonhathan Roumie, interprete di Gesù nella serie The Chosen, approdata dopo una sorprendente marcia di avvicinamento anche su Netflix. Come credente ha partecipato alla processione eucaristica che si è svolta a New York il 14 ottobre, promossa dal NAPA Institute. Prima della Santa Messa nella Cattedrale di Saint Patrick, l'attore ha offerto una sua meditazione sulla fede e sull'importanza decisiva dell'Eucarestia nella vita dei fedeli e lo ha fatto con profondità e leggerezza insieme. Dopo aver richiamato l'espressione del piccolo Carlo che si stava recando nel monastero del Bernaga per ricevere la prima comunione con un anno di anticipo, «L'Eucaristia è la mia autostrada per il cielo», Roumie ha dichiarato quali siano i suoi sentimenti e soprattutto le sue radicate convinzioni intorno all'importanza decisiva dei sacramenti, Eucarestia al centro: «Da newyorkese nato e cresciuto, vorrei aggiungere un sentimento simile: l'Eucaristia è il mio treno espresso per il paradiso. Probabilmente il treno "3", per ovvi motivi, a meno che non sia il fine settimana, nel qual caso, a causa delle chiusure, probabilmente dovrete prendere il "2", o, peggio ancora, dovrete fare la spola fino a Grand Central e poi magari prendere il "4" o il "5". E sappiamo tutti come va a finire». Riferimenti più che eloquenti per i newyorkesi, dalle risate che si levano distintamente tra i numerosi presenti, come potrebbe esserlo una battuta sulla puntualità della metro di Roma, o sui treni per i pendolari in una delle nostre città. Prosegue dichiarando come è importante cercare l'unità sempre più profonda con Gesù nelle nostre vite. Come? in cose piccole, sottili, umili (un po' alla santa Teresina, per intendersi, il grande dottore della Chiesa "inventrice" della piccola via): «(...) nelle nostre interazioni reciproche: tenere aperta la porta a qualcuno; rivolgere un sorriso di benvenuto alle persone che ti circondano; conversare e persino mostrare un qualche tipo di riconoscimento a un senzatetto, offrirgli una tazza di caffè, magari del cibo; o dare a chiunque ti chieda qualcosa, indipendentemente da come ci siano arrivati e da cosa pensi di come ci siano arrivati».
Davvero, si fa così, con piccoli gesti pressoché invisibili? non è meglio testimoniarlo alla grande, raggiungendo milioni di spettatori nel mondo, magari interpretando il ruolo di Cristo in una serie di successo planetario? No, assicura di no: «(...) essere al servizio di chiunque incontriate e portare con voi la gioia di Cristo mentre lo servite. Perché i piccoli gesti? Qual è l'importanza delle cose più piccole? Non dovrei fare qualcosa di gigantesco? Non dovrei andare in televisione e interpretare Gesù? No, non dovreste. Fidatevi, non ve lo consiglio. È una grazia e un dono, certo, ma non è obbligatorio». Anzi, interpretare Gesù soprattutto nella sesta stagione che è incentrata sulla Passione e Morte è stata un'esperienza talmente impegnativa e ardua che senza il nutrimento dell'Eucarestia è certo che non avrebbe potuto affrontarla. E di sicuro non avrebbe reso il servizio che invece è riuscito a offrire: «(...) cercando la guarigione delle profonde ferite del peccato dentro di me attraverso il sacramento della riconciliazione e ricevendo l'Eucaristia quasi ogni giorno, o quando e dove possibile, è stato Cristo a prendere il sopravvento e a plasmare ulteriormente la mia anima affinché riflettesse di più Lui dentro di me. È Cristo la cui luce risplende in questa tavolozza, vaso di pelle e ossa».
TUTTO SU THE CHOSEN (FilmGarantiti.it)
Per informazioni, video commentati, colonna sonora e trailer della serie The Chosen, clicca qui!
VIDEO: Jonhathan Roumie a New York (7 minuti, inglese)
https://www.youtube.com/watch?v=o5XLjTNCmg4
Trascrizione del discorso pronunciato nella Cattedrale di San Patrizio al termine della Processione Eucaristica a New York,14 ottobre 2025
Buonasera.
Si racconta che Carlo Acutis, all'età di 7 anni, mentre si recava con un anno di anticipo a fare la sua prima Comunione in un monastero a Milano, disse con tono profondo durante il viaggio: "L'Eucarestia è la mia autostrada verso il cielo". E dopo aver partecipato alla Messa quotidiana disse di voler "essere sempre unito a Gesù: questo è il mio programma di vita". Essendo nato e cresciuto a New York vorrei aggiungere un simile sentimento: l'Eucarestia è il mio treno espresso per il cielo, probabilmente il treno numero tre per ovvie ragioni, a meno che non sia il fine settimana, nel qual caso, a causa delle chiusure, probabilmente dovrai prendere il due o, peggio, dovrai fare la spola fino a Grand Central e poi prendere il quattro o il cinque. E sappiamo tutti come va a finire. Oppure se non sei andato a confessarti, probabilmente dovrai prendere l'autobus. Ma questa sembra una direzione completamente diversa, se capite cosa intendo. Senza offesa per gli autisti degli autobus. Ma il programma della vostra vita dovrebbe essere quello di unirvi a Gesù. Bene, questa dovrebbe essere la nostra missione, in ogni momento di ogni giorno: unire noi stessi a Gesù nei modi più umili e modesti. Le nostre interazioni reciproche, tenere la porta aperta a qualcuno, dare un sorriso di benvenuto intorno a te, conversare e persino esprimere un qualche tipo di riconoscenza a un senzatetto, offrirgli un caffè o magari un po' di cibo, o donare qualcosa a chiunque te lo chieda, indipendentemente da come siano arrivati lì e da come pensi ci siano arrivati. Far propria l'umiltà di Cristo è essenziale in questo cammino alla Sua sequela. Per essere al servizio di chiunque incontri e portare la gioia di Cristo con te mentre Lo servi.
Perché questi piccoli gesti? Qual è l'importanza di queste piccole cose? Non dovrei fare qualcosa di più grande? Non dovrei andare in televisione ad interpretare Gesù? No, non dovresti. Fidati. Non ve lo consiglio. È una grazia e un dono, naturalmente. Ma non è obbligatorio farlo. Non è necessario interpretare Gesù in TV per essere Gesù per il mondo intorno a te. Ed è qui che Lo troviamo nella sua forma più umile, quella del pane e del vino. Questa forma, questo cibo è il modo in cui assumiamo la responsabilità della missione, il programma che ci ha suggerito San Carlo, rendendo l'Eucarestia parte della nostra vita quotidiana, se possibile. E se non sei cattolico e non puoi riceverlo ma vorresti, diventa cattolico! È tutto ciò che devi fare! Ricevi, se puoi e se sei cattolico, ricevi questo sacramento di Colui che ti ha formato e ti ha creato, quotidianamente o ogni volta che sia possibile. Questo è diventato il mio sforzo negli ultimi sei mesi della mia vita, durante le riprese della più recente e penultima stagione, la sesta stagione di The Chosen, che abbiamo completato circa un mese fa, incentrata sulla crocifissione. È stata di gran lunga la cosa più dura che io abbia mai provato, sia come attore che come uomo cristiano.
L'intensità e il peso di rappresentare la passione di Cristo, la sofferenza e la morte sulla croce, è una cosa che mi ha messo alla prova ed ha richiesto un livello di forza che io da solo non possiedo, ma solo Cristo stesso. L'unico modo in cui ho potuto sostenere me stesso ed ottenere questa forza è stato prendere parte alla Santa Eucarestia quanto più spesso il tempo me lo ha permesso. Confessione, adorazione ed Eucarestia sono diventate il mio vero cibo e la mia vera bevanda. E senza di esse, sarei stato sicuramente morto di fame. Morto nell'abisso della mia approssimazione mentale sulla crocifissione e morte di Nostro Signore. Ma cercando la guarigione dalle profonde ferite del peccato dentro me stesso, attraverso il sacramento della riconciliazione e ricevendo l'Eucarestia quasi quotidianamente o ogni volta e dovunque sia stato possibile, è stato Cristo che ha preso il sopravvento ed ha ulteriormente plasmato la mia anima per riflettere più di Se stesso dentro di me. È Cristo la cui luce brilla dentro questo pallido contenitore di pelle ed ossa. È Cristo il cui vero cuore diventa il nostro cuore. Ed è Cristo che il mondo vede e percepisce, non me. Questo è possibile solo per mezzo della promessa che ci ha fatto due millenni fa: che non ci avrebbe mai lasciato e abbandonato, che sarà con noi sempre, fino alla fine dei tempi. E dal fatto che siamo tutti riuniti qui oggi, vediamo che il Nostro Signore ha mantenuto la Sua promessa. Per 2000 anni! Ha mantenuto la Sua promessa. Egli è con noi e continuerà a mantenere questa promessa. Quindi appena ci riverseremo nelle strade oggi, continuiamo o forse iniziamo ad essere veri testimoni per tutti coloro che guardano alla speranza, alla guarigione, alla consolazione, alla gioia che si trova solo nel più profondo desiderio dell'umanità. Che è Cristo stesso. Grazie tante e che Dio vi benedica.
VIDEO: Intervista a Jonathan Roumie (6 minuti, italiano)
https://www.youtube.com/watch?v=lPm5emz80n4
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Pubblicato 10 anni fa...

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