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SETTE STRATEGIE PROPOSTE DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER DISTRUGGERE I GIOVANI
La salute mentale della Generazione Z - la coorte nata tra il 1996 e il 2012 - è crollata in tanti Paesi a partire dall'inizio degli anni 2010. Inizialmente si poteva pensare perché è una generazione viziata, iperprotetta. Ma ormai c'è un crescente numero di prove che coinvolgono la tecnologia, in particolare smartphone e social media. Ne è convinto John Haidt, noto psicologo americano, autore fra l'altro di una lucida analisi del malessere giovanile ("La generazione ansiosa", Rizzoli). All'interno del suo blog, After Babel, racconta di un esperimento fatto con ChatGPT. Ha chiesto all'Intelligenza Artificiale come avrebbe fatto a distruggere la gioventù americana e una delle prime risposte è stata: «Il modo più efficace per distruggere la prossima generazione senza che se ne accorga sarebbe attraverso una lenta e invisibile corrosione dello spirito umano, piuttosto che attraverso attacchi evidenti». Haidt - dopo aver sottoposto a ChatGPT vari argomenti, che potete leggere qui di seguito - conclude: «Se il diavolo volesse distruggere una intera generazione, potrebbe semplicemente dare a tutti degli smartphone».
Ecco il "piano distruttivo" dell'intelligenza artificiale.
1) ERODERE L'ATTENZIONE E LA PRESENZA
Se i giovani non riescono a concentrarsi, non possono imparare, creare o amare bene. La trappola sottile è quella di renderli dipendenti da stimoli continui: scrolling infinito, notifiche, micro-scariche di dopamina. Si sentiranno impegnati, "connessi", persino informati, mentre in realtà la loro capacità di pensiero e presenza prolungata si erode. Non sapranno mai cosa hanno perso.
2) CONFONDERE IDENTITÀ E SCOPO
Se si confondono le fonti del significato - famiglia, comunità, nazione, fede, vocazione - i giovani si smarriscono. Saranno incoraggiati a vedere l'identità come infinitamente fluida e performativa, costantemente gestita per ottenere l'approvazione esterna (like, follower), anziché radicata in valori o impegni duraturi. Questo li rende malleabili, ansiosi e dipendenti dalla convalida esterna. Su questo aspetto, Haidt sottolinea che i ragazzi con un forte senso religioso, radicati in una comunità che crede in dei valori, sono meno vulnerabili degli altri.
3) TROPPE INFORMAZIONI MA POCA SAGGEZZA
«Rendete tutto disponibile all'istante - ha risposto l'intelligenza artificiale - ma eliminate le indicazioni su come soppesare, ordinare e interpretare. Date loro infinite risposte senza insegnare loro a porre domande appropriate». In quella nebbia, verità e falsità sembrano ugualmente sfuggenti, quindi il cinismo diventa naturale. Una generazione che dubita di tutto non crede a nulla.
4) SOSTITUIRE LE RELAZIONI REALI CON I SIMULACRI
Un'altra indicazione dell'AI è stata quella di «incoraggiare i sostituti digitali dell'amicizia, dell'amore e dell'intimità». Le persone accumuleranno "connessioni" sentendosi più sole che mai. I legami superficiali sono più facili da monetizzare e manipolare rispetto ai legami profondi di famiglia, amicizia e comunità. La tragedia è che potrebbero non rendersi conto di cosa significhi una vera connessione.
5) SÌ ALL'EDONISMO, NO ALLA DISCIPLINA
«Convinceteli - ha proseguito l'AI - che comodità, consumismo ed espressione di sé sono i beni più nobili, mentre moderazione, sacrificio e impegno a lungo termine sono oppressivi». In questo modo i giovani celebreranno l'indulgenza, deridendo tradizione e disciplina, proprio quelle cose che costruiscono forza e libertà attraverso le generazioni.
6) MINARE LA FIDUCIA TRA GENERAZIONI
Se si semina sospetto tra genitori e figli, insegnanti e studenti, anziani e giovani; se ogni figura autorevole viene dipinta come inaffidabile o obsoleta, la generazione successiva crescerà senza radici, tagliata fuori dalla saggezza ereditata e costretta a navigare nel mondo solo con la guida dei coetanei e degli algoritmi.
7) OGNI COSA DIVENTA UN MERCATO
Se ogni esperienza - gioco, arte, sesso, spiritualità, persino amicizia - diventa mercificata, allora nulla rimane sacro. I giovani potrebbero scambiare il consumo per significato, senza rendersi conto che la profondità richiede che alcune cose siano senza prezzo. Per dirla con un termine tanto caro proprio ai giovani, tutto è "instagrammabile", tutto si fa per ottenere un like.
CONCLUSIONE
Quindi la conclusione dell'intelligenza artificiale è che si potrà arrivare - con queste subdole tecniche - a «distruggere la prossima generazione non con il terrore o la violenza, ma con la distrazione, la disconnessione e la lenta erosione di significato. Non se ne accorgerebbero nemmeno, perché sembrerebbe libertà e divertimento». Di qui, i consigli John Haidt per salvare le nuove generazioni: niente smartphone prima del liceo; niente social media prima dei 16 anni (come ha recentemente fatto l'Australia); scuole senza telefono, dove il contatto con "altro" rimane sospeso da campanella a campanella: infine più indipendenza, gioco libero e responsabilità nel mondo reale. Se messe in atto insieme, queste norme possono mettere fine all'infanzia basata sul telefono e riusciranno a restituire ai bambini tempo e opportunità per giocare, stringere amicizie, leggere libri, sviluppare un'identità stabile e imparare a prestare attenzione in modo costante.
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Pubblicato 10 anni fa...

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