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BACIO GAY AL CONCERTO DI CAPODANNO, UNA BOMBA CONTRO LA CULTURA
Il famoso Concerto di Capodanno a Vienna, eseguito dai Wiener Philharmoniker, è stato sequestrato dall'ideologia LGBT. Infatti il direttore d'orchestra Yannick Nézet-Séguin (nella foto), apertamente gay, ha dapprima eseguito un pezzo dal titolo inequivocabile: Rainbow Waltz, ossia il Valzer arcobaleno. E poi, durante la celebre Marcia di Radetzky, brano obbligato di ogni Concerto di Capodanno, è andato a baciare sulla nuca il proprio compagno Pierre Tourville, violinista dei Wiener che stava eseguendo la marcia. Correttamente il sito Gay.it appunta: «Che lo si voglia o no, rendere visibile un amore gay in un contesto come quello del Concerto di Capodanno di Vienna è un atto politico. Non perché porti con sé uno slogan, ma perché normalizza ciò che per secoli è stato rimosso».
Il messaggio politico volto a normalizzare ancor di più l'omosessualità è stato dirompente per più motivi. In primis il Concerto viennese è il paradigma della tradizione, concerto che si svolge nel tempio della tradizione viennese: la sala dorata del Musikverein di Vienna. Il bacio gay è in questa prospettiva terrorismo puro, atto violento che rivoluziona la tradizione perché la uccide, ne contesta in radice tutti i suoi valori, tra cui ovviamente la diversità uomo e donna e l'attrazione reciproca, la famiglia naturale e molto altro. Ecco allora spiegata la scelta non solo di baciare il compagno, a lui unito civilmente, durante il concerto, ma proprio durante la Marcia di Radetzky, pezzo per antonomasia tradizionalissimo.
I prodromi di questo approccio dinamitardo e compiaciuto nella sua volontà di scioccare erano già nell'aria: il pubblico che applaude in momenti vietati, l'orchestra che canta e soprattutto l'attore-direttore che si mette a dirigere dalla platea, convinto che tutto ciò che è rottura sia eticamente valido, tutto ciò che rompe gli schemi è liberatorio perché al di là dei limiti si esprimerebbe l'autenticità personale.
Su altro fronte il Concerto di Capodanno si svolge nell'atmosfera, meglio: nel contesto della felix Austria. Tutto trasuda Austria imperiale. Austria felice anche perché l'impero degli Asburgo è stato radicalmente e profondamente cattolico. Il bacio omosessuale allora vandalizza anche questo ambiente culturale e di fede che è strettamente connaturato alle musiche eseguite durante il Concerto di Capodanno. Chiara è stata dunque la volontà di violentare l'anima della nostra storia intessuta di identità cristiana e ordine divino. Un gesto deflagrante anche sotto la prospettiva spirituale.
Il bacio gay scambiato non da due comparse qualsiasi, ma da due attori del Concerto allora è volutamente e consapevolmente omicida: uccide la tradizione, il portato culturale più sanamente occidentale, la nobilità, il pudore, il decoro - tre anime proprie del Concerto di Capodanno e dei Wiener - e soprattutto la fede cattolica di un Paese e di un Continente.
Il gesto letale però è stato astutamente indorato grazie agli stucchi e, per l'appunto, agli ori della sala, grazie alla musica classica che in quel Concerto più classica non potrebbe essere, una musica esuberante, allegra, festante. In quella cornice così brillante la bomba sganciata dal direttore è stata percepita come un innocuo e divertente petardo di fine d'anno, una trovata che ben si poteva inserire in quel clima di baldoria musicale.
A margine: guai se a scambiarsi quel bacio fosse stato il direttore e sua moglie. Sarebbe stato giudicato perlomeno inopportuno. Ma ai gay tutto è scusato, anzi tutto è grato.
La storia si ripete: Gesù fu tradito da un bacio ed un bacio oggi tradisce la nostra storia.
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Pubblicato 10 anni fa...

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