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I FIGLI RENDONO INFELICI? LA SCIENZA DICE L'ESATTO CONTRARIO
Molti studi confermano che la vita di chi è genitore ha più senso e moltiplica la gioia e le relazioni
di Lorenza Perfori
 

Lo studio statunitense intitolato "Life with kids is better: Analyzing public well-being data", uscito a marzo 2025, è stato realizzato da Ken Burchfiel, ricercatore per l'Institute for Family Studies, il quale ha preso in esame i dati degli adulti tra 25 e 50 anni del sondaggio Atus (American Time Use Survey) del 2021. Dallo studio emerge che gli intervistati assegnano i punteggi più elevati in termini di benessere alle attività fatte con i figli: «il 56% del tempo dedicato alle attività ottiene il punteggio di significatività più alto quando sono presenti i figli, rispetto al 37% del tempo trascorso con altre persone. Analogamente è più probabile che gli intervistati assegnino i punteggi di felicità più alti al tempo trascorso in attività con i propri figli (44%) rispetto a quando essi non ci sono (25%)». Non solo, gli intervistati riferiscono che anche altre esperienze, come viaggi, pranzi fuori casa, attività sociali e domestiche risultano più significative se svolte insieme ai figli. I dati mostrano inoltre che il tempo trascorso con i bambini ha una probabilità uguale o superiore di produrre alti livelli di felicità e significatività rispetto al tempo trascorso solo con il coniuge. «In altre parole - osserva Burchfiel - anche se i genitori non riescono a trascorrere tanto tempo in coppia come prima di avere dei bambini, dedicare del tempo ai figli può più che compensare».

LO STUDIO POLACCO
Anche lo studio polacco, uscito nel 2024, si basa sui risultati di un sondaggio rappresentativo a livello nazionale condotto su genitori. Realizzato dal think tank polacco Institute for Family and Society Studies, lo studio mostra che la genitorialità è un'esperienza multidimensionale che influisce positivamente su vari ambiti della vita di uomini e donne.
La maggior parte degli intervistati ritiene che vale la pena essere genitori ed è gratificante, nonostante i costi. Quasi tre quarti di essi (72%) affermano che i benefici immateriali dell'essere genitori superano i costi economici del crescere i figli; ben l'85% non riesce a immaginare la propria vita senza bambini e quasi l'80% afferma che avrebbe dei figli se potesse decidere di nuovo.
La genitorialità aumenta anche il senso di sicurezza nei confronti del futuro: le risposte positive all'affermazione "La genitorialità mi fa guardare al futuro con un maggiore senso di sicurezza" superano il 70%. I genitori polacchi ritengono inoltre che i bambini migliorano la vita, soprattutto in termini di significato (70%) e in via generale (69%); e che l'essere genitori non è in conflitto con la vita professionale: l'82% afferma che fare il genitore non ha un impatto negativo sulla sua carriera.
Secondo la maggioranza degli intervistati la genitorialità fa sviluppare capacità, competenze e comportamenti in vari ambiti, soprattutto nell'organizzazione del tempo, favorendo la distinzione delle cose importanti da quelle non importanti (81%). Poi l'essere genitori favorisce una maggiore sensibilità verso i bisogni degli altri (79%), una migliore gestione delle finanze (79%), una maggiore attenzione alla propria salute e forma fisica (quasi il 60%), alla qualità dei pasti consumati (75%) e del tempo libero (76%).
Ovviamente crescere dei figli non è tutto rose e fiori, ma comporta anche preoccupazioni per il loro benessere. La preoccupazione che i genitori riportano più spesso riguarda la salute dei figli (42,2%). Poi più di un genitore su cinque esprime timore per le eccessive responsabilità (25,1%), le finanze (25%), l'incapacità di prendersi cura dei figli (24,8%) e il non riuscire a conciliare genitorialità e lavoro (20,3%), ma - affermano i ricercatori dello studio - «la buona notizia è che la maggior parte di queste paure non è confermata nella vita reale. Per esempio il timore per la salute dei figli, riferito più spesso, è stato confermato solo da un terzo degli intervistati». Lo studio ha analizzato anche le famiglie numerose riscontrando sia aspetti positivi sia negativi. Tra i vantaggi dell'avere tre o più figli gli intervistati riportano l'occasione per i fratelli di trascorrere del tempo insieme, sviluppare la loro indipendenza e l'opportunità di un sostegno reciproco tra fratelli. Le problematiche più menzionate sono maggiori spese e meno spazi in casa. Tra i benefici riferiti dai genitori di età più avanzata con più figli vi è la maggiore probabilità di ricevere assistenza. I ricercatori osservano che «in generale sono i polacchi con più figli, religiosi e di un'età più avanzata quelli più fortemente propensi a esprimere opinioni positive sulla propria esperienza di genitore».

«I FIGLI SONO UNA BENEDIZIONE»
La cultura odierna è pressoché tutta focalizzata a denigrare la genitorialità: media mainstream e influencer sui social media esaltano la presunta bellezza di una vita senza figli, concentrata solo su se stessi, sui propri bisogni e desideri. Tuttavia i dati delle scienze sociali, come questi nuovi studi e molti altri più vecchi (già da noi riportati nel n. 135 di dicembre 2024 di questa Rivista), dimostrano che diventare genitori genera benefici e gratificazioni e quindi che non c'è motivo di temere il matrimonio e il generare dei bambini. Burchfiel, autore dello studio Usa riportato all'inizio, afferma che «come comuni mortali siamo spesso spaventati dall'ignoto, anche se Dio ci ha esortato più volte a "non avere paura". Questo è particolarmente vero quando le coppie considerano di diventare genitori: è più facile vedere le bollette future e le notti insonni, piuttosto che l'amore incredibile e la gioia esponenziale che i figli apportano non solo ai genitori, ma al mondo intero». Ma come «"dimostrano" queste ricerche: i figli sono una benedizione. È un bene che vi siano studi a supporto della genitorialità e della vita familiare. Preghiamo affinché le persone radicate nella fede possano abbracciare il piano di Dio per il matrimonio, che è per i bambini e la vita in abbondanza», conclude il ricercatore. Mary Szoch, direttrice del Center for Human Dignity al Family Research Council, aggiunge che «i bambini portano luce e gioia in ogni situazione, anche in quelle tristi e difficili. I figli ci spronano a concentrarci su qualcosa di diverso da noi stessi e, quando lo facciamo, scopriamo che la vita diventa più piacevole e gratificante».

FARE IL GENITORE FA BENE AL CERVELLO
Lo studio "Being a parent keeps the brain young - especially if you've got multiple kids" ("Essere genitori mantiene il cervello giovane, soprattutto se si hanno più figli"), pubblicato a febbraio 2025 sulla rivista scientifica Proceedings of the Natural Academy of Sciences, ha analizzato le scansioni cerebrali di circa 38.000 adulti. I ricercatori dell'Università di Yale, nel Connecticut, hanno scoperto che coloro che erano genitori di più bambini presentavano una maggiore connettività a livello dell'intricata rete di collegamenti tra le diverse aree del cervello. Avram Holmes - autore principale dello studio e professore associato di psichiatria presso la Robert Wood Johnson Medical School della Rutgers University - afferma che «le regioni del cervello che con l'età presentano una diminuzione della connettività funzionale sono le stesse che sono collegate a una maggiore connettività quando le persone hanno dei figli». Lo studio si è concentrato in particolare sulle tre aree del cervello coinvolte nella funzione motoria, sensitiva e delle interazioni sociali. Holmes spiega che si è visto che maggiore è il numero di figli, maggiore è l'aumento delle vie somatosensoriali e motorie. Le vie somatosensoriali si riferiscono alle informazioni sensoriali provenienti dalla pelle e dal sistema muscolo-scheletrico come il tatto, il dolore e la sensibilità termica (percezione di caldo e freddo). Questa ricerca innovativa evidenzia l'importanza di dedicarsi a tutte quelle attività quotidiane che sono legate all'essere genitori, indicando come la responsabilità e le sfide derivanti dal crescere dei figli possano stimolare il cervello in modalità del tutto uniche, con un impatto positivo profondo sulla salute del cervello e, potenzialmente, mitigando il rischio di declino cognitivo legato all'avanzare dell'età. Inoltre questo effetto positivo tende a rafforzarsi con ogni figlio in più. Questo studio sembra pertanto contraddire l'idea comune secondo la quale avere figli aumenterebbe lo stress e le tensioni, contribuendo al processo di invecchiamento del cervello. Quello che emerge è, al contrario, che dedicarsi a fare il genitore arricchisce e giova alla salute cerebrale grazie all'aumento dell'attività fisica, delle interazioni sociali e della stimolazione cognitiva.
Holmes spiega che non è tanto «la gravidanza in sé a essere importante, quanto piuttosto il processo di accudimento dei figli, visto che questi effetti positivi sono presenti non solo nelle madri, ma anche nei padri». Rispetto alle persone senza figli, i genitori esaminati dallo studio avevano anche livelli più elevati di interazioni sociali, un maggior numero di frequentazioni familiari e reti sociali più estese. Lo studio osserva inoltre che negli uomini l'avere più figli risulta associato a una maggiore capacità di resistenza, che predice la salute generale del cervello e l'autonomia in età più avanzata. Sebbene i ricercatori avvertano - come avviene solitamente in tutte le ricerche serie - che sono necessari ulteriori studi per capire esattamente in che modo l'essere genitori migliora le funzioni cerebrali, i risultati possono tuttavia avere implicazioni importanti per le persone che non hanno il classico rapporto genitori-figli. «Se riscontriamo che avere più figli nella vita è collegato al miglioramento delle interazioni sociali e del sostegno a livello di comunità, allora potremmo sfruttare i medesimi processi anche per le persone che al momento non hanno una rete di sostegno sociale», afferma Holmes, dal momento che l'impegno a livello sociale - che avvenga con l'essere genitore, o con le attività comunitarie o con il coinvolgimento in reti sociali - risulta essenziale per un cervello sano e attivo.

BENEFICI PER TUTTA LA COMUNITÀ
Il maggior coinvolgimento dei genitori - in particolare con un'istruzione universitaria - in attività comunitarie e reti sociali è confermato da uno studio Usa del 2024 del Survey Center on American Life, intitolato "Disconnected: The growing class divide in American civic life" ("Disconnessi: Il divario di classe crescente nella vita civica americana"). Con impegno civico ci si riferisce alla partecipazione attiva delle persone all'interno di una comunità per affrontare questioni sociali, politiche e ambientali o, più in generale, per contribuire al benessere generale della comunità. Ciò comprende una vasta gamma di attività come il volontariato; il dialogo con i funzionari o i politici eletti locali; l'organizzazione di eventi sociali; la partecipazione alle riunioni di comunità (o di quartiere), a campagne di advocacy (promozione di una causa presso l'opinione pubblica) e alle iniziative e funzioni religiose della Chiesa locale. I ricercatori hanno scoperto che più dei due terzi dei genitori americani con un'istruzione universitaria riferiscono di partecipare agli eventi della comunità (inclusi gli eventi sportivi o altre iniziative delle scuole superiori). Rispetto all'americano medio, i genitori risultano maggiormente coinvolti nella propria comunità locale e si assumono gran parte della responsabilità comune nel costruire e mantenere la convivenza civile.
Per esempio i genitori con un'istruzione universitaria - il 50% delle madri e il 42% dei padri - fanno volontariato nella propria comunità almeno qualche volta all'anno; e più dell'80% di essi riferisce di ospitare persone a casa propria almeno qualche volta all'anno, rispetto al 66% della popolazione generale. Ciò non significa che coloro che sono single, e lo rimangono per tutta la vita, abbiano meno rapporti sociali, una vita sociale meno attiva o che non abbiano a cuore la propria comunità e le persone che ne fanno parte; significa che i single dedicano effettivamente molto meno tempo alle attività civiche tradizionali citate in precedenza. Inoltre, dal momento che i single tendono a essere meno radicati nelle loro comunità, prestano anche meno attenzione a ciò che vi accade. Rispetto ai genitori sposati sono meno propensi a informarsi sulle notizie locali o a contattare i politici del posto per sciogliere dubbi o risolvere problemi. Ovviamente diventare genitore non ti rende automaticamente una persona più premurosa o empatica, ma quello che si registra è che impegnarsi nel crescere dei figli accresce significativamente l'interesse a impegnarsi anche nella propria comunità. I genitori sono infatti incentivati a familiarizzare con i propri vicini, a prendersi cura dei parchi e delle aree gioco locali, a sostenere le scuole locali, a interessarsi maggiormente dei problemi a livello locale e a partecipare con più regolarità agli eventi e alle attività della comunità.
Insomma sono tanti i modi, grandi e piccoli, e troppo spesso non riconosciuti, con i quali i genitori partecipano al miglioramento delle loro comunità, con benefici per tutti. In Italia studi analoghi non ci risulta che ve ne siano, tuttavia ciascuno di noi, guardando alla propria comunità locale, può verificare se è presente la medesima tendenza, ovvero se effettivamente anche da noi i genitori sono più presenti e impegnati a livello civico rispetto ai single.

 
Titolo originale: Fare figli fa bene, ecco perché
Fonte: Provita & Famiglia, 5 gennaio 2026