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ABORTO IMPENSABILE: E ANCHE PAPA LEONE MARCIA PER LA VITA (INVECE LA CEI...)
Mettiamo a confronto la grandiosa Marcia per la vita negli USA (che si meritano l'intervento di Papa Leone) e lo sconfortante messaggio della Cei per la Giornata per la Vita 2026 (VIDEO: March for Life 2026)
di Luca Volontè
 

Alla "Marcia per la vita" di Washington, Papa Leone ribadisce l'impegno totale per la vita e dall'Amministrazione Trump, dopo alcuni tentennamenti, ripartono le misure contro l'industria dell'aborto americana e mondiale. L'attenzione della "Marcia per la Vita" quest'anno, «non è solo quella di cambiare le leggi a livello statale e federale, ma anche di cambiare la cultura per rendere l'aborto impensabile», si legge nel sito web ufficiale della Marcia 2026.
Perché ancora marciare per la vita, chiedono gli organizzatori. «Purtroppo, il numero di aborti ogni anno è ancora ben superiore a 900.000 e si prevede che tale numero diminuirà solo di circa 200.000 all'anno nell'America post-Roe. Si profilano all'orizzonte molte battaglie legislative nazionali, tra cui anche il mantenimento delle protezioni Hyde di lunga data, che limitano i finanziamenti governativi per l'aborto nei disegni di legge di bilancio annuali. L'emendamento Hyde ha salvato milioni di vite ed è senza dubbio la politica pro-vita più incisiva nella storia della nostra nazione, ma ora non può essere dato per scontato...continueremo a marciare ogni gennaio a livello nazionale fino a quando non sarà ripristinata una cultura della vita negli Stati Uniti d'America».

ROE VS WADE
Siamo infatti alla 52^ manifestazione (53° anniversario dalla sentenza "Roe vs Wade") annuale, infatti la prima "Marcia per la Vita" si era svolta nel gennaio 1974, in occasione del primo anniversario della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che legalizzava l'aborto a livello federale. 50 anni dopo, lo scorso 2021 la Corte Suprema aveva rivisto e annullato la "Roe vs Wade" con lo storico caso "Dobbs contro Jackson Women's Health Organization", decisione descritta dalla Bussola. Ora l'obiettivo è si culturale ma, la precondizione necessaria e sufficiente per combattere questa nuova battaglia, è che le riforme legislative per la tutela della vita del concepito ed i tagli contro l'aborto si mantengano e se possibile accrescano. 
Nel messaggio diffuso in vista della manifestazione annuale pro-life nella capitale degli States, Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense della storia, ha espresso calorosi saluti e vicinanza spirituale ai manifestanti e ricordato il suo recente e cruciale discorso fatto al corpo diplomatico del 9 gennaio, di cui diversi autori hanno presentato alcuni contenuti sulla Bussola, ribadendo che «la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento indispensabile di ogni altro diritto umano».
Infatti, ha ricordato il Papa, «una società è sana e progredisce veramente solo quando tutela la sacralità della vita umana e si adopera attivamente per promuoverla... affinché la vita sia rispettata in tutte le sue fasi, attraverso iniziative appropriate a tutti i livelli della società, anche attraverso il dialogo con i responsabili civili e politici». Difendendo i «nascituri», ha sottolineato il Papa, «sappiate che state adempiendo al comando del Signore di servirlo nei nostri fratelli e sorelle più piccoli». Oltre alle decine di interventi e testimonianze toccanti e forti, il Vice Presidente degli Stati Uniti JD Vance ha tenuto un discorso alla folla ribadendo l'impegno personale ed il messaggio dell'amministrazione Trump nella "Giornata Nazionale sulla Santità della vita umana" (22 gennaio), dopo le recenti contraddizioni. 

LA RETROMARCIA DEI REPUBBLICANI
Infatti, lo scorso 6 gennaio il presidente USA aveva chiesto ai repubblicani del Congresso di essere più flessibili sul finanziamento pubblico degli aborti, soprattutto sull'emendamento Hyde, nato come disposizione bipartisan nei disegni di legge sul finanziamento che ha vietato l'uso di fondi federali alle multinazionali dell'aborto per oltre 45 anni, sempre rinnovato dal 1976, sino all'ultima amministrazione Biden e che ha salvato, secondo uno studio del "Charlotte Lozier Institute", circa 2.6 milioni di bimbi.
Nei giorni successivi, non solo Marjorie Dannenfelser, presidente dell'importante associazione prolife "Susan B. Anthony Pro-Life America", ma anche altri leaders prolife avevano criticato Trump e previsto una sconfitta certa per il partito del presidente se avesse tradito gli impegni a favore della vita. Il tanto atteso disegno di legge sul programma sanitario del presidente Donald Trump, presentato alla stampa ed al Congresso il 15 gennaio, non menziona l'Emendamento Hyde, pur garantendo la collaborazione con il Congresso perché fossero incluse «le più forti protezioni possibili a favore della vita».
La retromarcia dei Repubblicani è stata repentina, il 19 gennaio, con un comunicato congiunto, i Repubblicani membri della Commissione Bilancio del Congresso, assicuravano che il disegno di legge proveniente dalla Casa Bianca era stato per includere l'Emendamento Hyde e «proteggere la vita dei bambini non ancora nati». Giovedì 22 gennaio, la "Small Business Administration" (SBA) ha avviato una indagine federale sulle agenzie abortiste affiliate a Planned Parenthood per verificare se abbiano ricevuto illegalmente 88 milioni di dollari in prestiti del "Paycheck Protection Program" (PPP), programma di ristoro economico, durante la pandemia di COVID-19. Infine, ieri, giorno della Marcia, il Dipartimento di Stato ha ampliato la cosiddetta "Mexico City Policy", norma che impedirà che gli aiuti esteri sovvenzionino l'aborto e, in un importante ampliamento, anche ai programmi di "gender e diversità, equità e inclusione" (DEI). Trump, Vance e l'intera amministrazione, dunque, compiono un passo avanti deciso ed economicamente concreto a favore della vita e contro le multinazionali dell'aborto, tutte decisioni che favoriranno la battaglia culturale pubblica a cui i movimenti pro life sono chiamati con il sostegno limpido di Papa Leone XIV.

Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Giornata per la Vita, rituale stanco perché dimentica le origini" parla degli scopi originali della Giornata nazionale per la Vita istituita a seguito dell'approvazione della legge 194 che legalizzò l'aborto in Italia.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 31 gennaio 2026: 

47 anni e li dimostra tutti. Domani, prima domenica di febbraio, come ogni anno dal lontano 4 febbraio 1979 la Chiesa italiana celebra la Giornata nazionale per la vita. Ma sempre più stancamente, sempre più distrattamente: qualche prete lo ricorderà tra gli avvisi alla fine della Messa; un numero minore ne farà cenno durante l'omelia; all'esterno di diverse chiese eroici volontari dei Centri di Aiuto alla Vita venderanno le primule, fiore-simbolo, anche per autofinanziarsi; forse qualche parrocchia organizzerà un convegno o una veglia di preghiera. E poi si chiude e ci si dà appuntamento all'anno prossimo, sempre più stancamente, sempre più distrattamente.
Non aiuta certo la Conferenza Episcopale Italiana con i suoi messaggi per la Giornata, così generici da suscitare qualche buon pensiero (se va bene) e poco più. Prendiamo quello di quest'anno, dal titolo "Prima i bambini": per carità, nulla di sbagliato, forse un po' di eccesso sentimentale nella definizione di una «visione evangelica dell'infanzia» che sa tanto di Mulino Bianco; però poi un lungo elenco di violazioni dei diritti dei bambini su cui fare un esame di coscienza. E si va dai bambini «vittime collaterali delle guerre degli adulti» ai «bambini "fabbricati" in laboratorio», dai bambini-soldato a quelli «fatti oggetto di attenzioni sessuali». A un certo punto si citano anche «bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere», modo elegante di definire le vittime dell'aborto, parola che nel messaggio non viene citata neanche una volta.
Perché ci soffermiamo su quest'ultimo particolare? Perché la stanchezza e la distrazione rispetto alla Giornata per la Vita sono il frutto di una dimenticanza - per non dire della rimozione - dell'origine, del motivo per cui è stata istituita. Essa è infatti la risposta all'approvazione della legge 194 del 22 maggio 1978 che legalizza l'aborto in Italia, ma è anche figlia di una battaglia condotta dalla CEI fin dall'inizio degli anni '70 per contrastare il tentativo di approvare una legge abortista; battaglia che a legge fatta la CEI intende continuare a tutti i livelli: ecclesiale, caritativo, culturale, politico.
Di quelle intenzioni oggi è rimasto praticamente nulla, se addirittura abbiamo eminenti prelati che parlano di legge 194 come «pilastro della società» e politici cattolici che «nessuno tocchi la 194».
Per capire meglio cosa è cambiato nella Chiesa in questi anni basta riprendere in mano l'Istruzione pastorale La comunità cristiana e l'accoglienza della vita umana nascente, approvata dal Consiglio permanente della CEI nella sessione del 23-26 ottobre 1978, la stessa che istituisce la Giornata per la Vita alla prima domenica di febbraio. Essa si presenta come una vera e propria «catechesi sulla responsabilità relativa all'accoglienza della vita nascente» e una chiamata all'azione, sia nelle opere di accoglienza della vita nascente (per le madri, le famiglie, le comunità ecclesiali fino agli operatori socio-sanitari) sia nell'impegno socio-politico che arriva fino alla richiesta di «operare per un superamento della legge attuale, moralmente inaccettabile, con norme totalmente rispettose del diritto alla vita».
Tutto il documento è percorso dalla consapevolezza della gravità dell'aborto, definito «un grave crimine morale» e un «gravissimo peccato», fonte di gravi problemi sociali, e dall'urgenza educativa di agire per scongiurarlo.
E in occasione della terza Giornata per la Vita, il 1° febbraio 1981, la CEI, attraverso la Commissione per la famiglia, proponeva una serie di azioni tra cui: «In ogni S. Messa, si apra la Liturgia richiamando l'attenzione dei fedeli sulla vita come dono di Dio, e sulla necessità di difenderla dai rischi sempre più numerosi e più gravi. Tra questi va annotato il tentativo di rendere colpevole la maternità e di isolare la madre che rifiuta l'aborto»; «Se possibile, si promuova una veglia di preghiera, specie fra i giovani, secondo uno schema ben studiato e preparato»; la promozione di «interventi e dibattiti, conferenze e tavole rotonde»; interventi sui giornali, radio e tv locali; ma soprattutto «In una celebrazione eucaristica ben preparata, tuttavia, l'omelia deve considerarsi il punto più luminoso ed efficace della celebrazione della "Giornata". Nessun mezzo di comunicazione sociale può sostituire il valore efficace dell'omelia domenicale».
Un altro mondo, un'altra Chiesa verrebbe da dire. Ma il motivo di tanta distanza sta nel nocciolo della questione che riguarda l'aborto, ben descritto nell'Istruzione del 1978. Pur non dimenticando «la triste presenza nella nostra società di cause sociali, di difficoltà economiche e legislative, di sofferenze psicologiche, ecc., che spesso favoriscono la tragedia dell'aborto», si pone l'accento sulla vera causa del ricorso a tale pratica: «La causa generale più determinante si ritrova nella disistima e nel rifiuto dell'assoluta intangibilità della vita umana non-ancora-nata. Ciò è frutto di una cultura che ritiene l'uomo un valore assoluto, svincolato da ogni legame con Dio e con una norma morale universale e immutabile, impegnato solo a perseguire il proprio benessere materialisticamente ed edonisticamente inteso, anche con la strumentalizzazione degli altri, sino a misconoscerne i diritti più sacri e inviolabili».
Più tardi Giovanni Paolo II avrebbe definito questa la «cultura della morte», che evidentemente ha contaminato anche la Chiesa affievolendo anche in tanti pastori il senso della sacralità della vita e della gravità unica dell'aborto. Così pian piano l'aborto - anche per amore del quieto vivere sociale - è finito, indistinto, nel lungo elenco di abusi sull'infanzia a cui volgere il pensiero almeno una volta l'anno.

VIDEO: March for Life 2026 (2 minuti)


https://www.youtube.com/watch?v=y4oO0T9VtQU

 
Titolo originale: «Aborto impensabile». E anche Papa Leone marcia per la vita
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 24 gennaio 2026