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PLANNED PARENTHOOD NASCONDE LA MORTE DI UNA DONNA DURANTE UN ABORTO
Planned Parenthood è ritenuta responsabile di aver occultato intenzionalmente la morte di una giovane madre a seguito di un aborto. Il tragico evento si è verificato a Fort Collins, in Colorado, in una clinica della rete del colosso americano degli aborti: la ragazza è morta per complicazioni sopraggiunte dopo un aborto chirurgico praticatole nel secondo trimestre di gravidanza. Lo ha confermato il referto dell'autopsia sul corpo della diciottenne Lexi Arguello, che però è stato reso pubblico soltanto adesso, al termine di una battaglia legale durata oltre un anno. Finora, infatti pare purtroppo che questa potente industria dell'aborto non sia mai stata chiamata a rispondere in tribunale per aver posto fine alla vita di una madre, oltre che a quella del suo bambino ancora in grembo.
OCCULTARE INFORMAZIONI PUBBLICHE
In effetti, Planned Parenthood ha cercato in tutti i modi di insabbiare il tragico epilogo di questa storia. È stata necessaria una battaglia legale di più di un anno per rendere pubblico il referto dell'autopsia della giovane madre del Colorado. Lexi Arguello si è infatti sottoposta all'aborto il 6 febbraio 2025, quando era incinta di 21 settimane e 6 giorni. Il referto ha individuato la «probabile embolia da liquido amniotico» come condizione che ha contribuito in modo significativo al suo decesso. Stando a quanto constatato dal medico legale, a seguito dell'intervento abortivo, la giovane avrebbe manifestato una coagulazione intravascolare disseminata, ossia un grave disturbo della coagulazione che le ha poi provocato un collasso cardiovascolare e un'insufficienza a livello multiorgano. Sebbene due note organizzazioni pro-life - Operation Rescue e Life Legal Defense Foundation - abbiano richiesto l'autopsia meno di due settimane dopo la morte di Arguello, si sono viste recapitare una copia del referto pesantemente censurata, nella quale venivano omesse le informazioni relative all'aborto e alle possibili complicazioni sopraggiunte. Di qui le suddette associazioni, in collaborazione con l'avvocato del Colorado Tim Goddard, hanno deciso di intentare una causa contro il medico legale per aver interpretato erroneamente diverse leggi e regolamenti in materia, al fine di occultare informazioni pubbliche sulla causa della morte di Lexi. A questo punto, nonostante il medico legale Stephen Hanks avesse ribadito la correttezza delle informazioni riportate nel referto senza rimaneggiamenti, un giudice del tribunale distrettuale ne ha ordinato la pubblicazione integrale lo scorso 27 aprile.
IL TENTATIVO DI INSABBIARE LA VERITÀ
«L'autopsia rivela chiaramente le malefatte di Planned Parenthood. Tale referto è uno dei pochi documenti pubblici in grado di smascherare le responsabilità di Planned Parenthood nella tragica morte di Lexi Arguello», ha dichiarato a LifeNews.com il presidente di Operation Rescue Troy Newman. «È anche un documento che può dimostrare quanto siano diventate pericolose le cliniche abortiste non regolamentate e senza licenza in Colorado. Le donne muoiono e i funzionari statali si voltano dall'altra parte» - ha aggiunto ancora Newman - criticando duramente l'operato del medico legale, il quale avrebbe omesso intenzionalmente alcuni dettagli nel tentativo di non screditare la procedura abortista che, com'è noto, non è avulsa da pesanti ricadute non solo psicologiche ma anche fisiche per la salute della madre. «Il medico legale sapeva perfettamente che le donne potrebbero non entrare in una clinica per aborti se fossero a conoscenza del fatto che il personale sanitario ha ferito o addirittura ucciso una paziente. Solo che, invece di credere che le donne meritino di conoscere tutti i fatti per scegliere a chi e dove rivolgersi per l'assistenza sanitaria, il signor Hanks ha pensato fosse meglio tenerle all'oscuro e nascondere la verità sulla morte di Lexi. È così che i fautori dell'aborto mantengono in vita il loro business: nascondendo costantemente la verità», ha sottolineato Alexandra Snyder, presidente della Life Legal Defense Foundation. Nel caso di specie, dunque, «non si è trattato di una semplice censura per motivi di privacy. I funzionari del Colorado hanno nascosto al pubblico i risultati delle analisi mediche e la causa ufficiale della morte di Lexi per proteggere un settore politicamente favorito da eventuali controlli», ha osservato Snyder, evidenziando proprio come «la morte della giovane metta in luce la pericolosa mancanza di controllo che circonda il settore dell'aborto in Colorado. Il pubblico ha il diritto di sapere cosa succede all'interno di Planned Parenthood, soprattutto quando le strutture che offrono servizi di aborto finanziati dai contribuenti continuano a opporsi a standard di sicurezza di buon senso». «Sospettiamo inoltre che Planned Parenthood abbia indotto i familiari a credere che la morte di Lexi fosse inevitabile. Incoraggiamo la famiglia a rivolgersi a un avvocato specializzato in negligenza medica. Se necessario, Operation Rescue è sempre disponibile a mettere i familiari in contatto con un legale», ha affermato infine il suo presidente Newman, accusando contestualmente il colosso degli aborti di aver anche ritardato le cure di emergenza che avrebbero potuto salvare la vita della giovane madre.
NON È UN CASO ISOLATO?
La dinamica di questa vicenda risulta emblematica di come sia concreto il rischio che quello di Lexi Arguello non sia un "caso isolato". D'altra parte in special modo Planned Parenthood non è nuova agli scandali per tutelare il fiorente business degli aborti. Basti a tal proposito ricordare anche soltanto quanto balzato agli onori della cronaca nel 2015, allorquando emerse che tale rete di cliniche si premurava di vendere illegalmente persino gli organi e i tessuti dei feti abortiti, pur di implementare ulteriormente i propri introiti. Pertanto, alla luce della gestione aziendale di Planned Parenthood, è molto probabile che quanto accaduto alla giovane diciottenne in Colorado sia in passato già successo, ossia che Lexi sia l'ennesima donna morta per le conseguenze legate a un aborto, e che dunque nei dati ufficiali potrebbero celarsi numerosi tentativi di insabbiamento compiuti additando motivazioni cliniche di altra natura dietro i decessi delle madri a seguito delle complicanze di un intervento abortivo.
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Pubblicato 10 anni fa...

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