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« Torna agli articoli di Francesca Romana Poleggi
VIOLENZA E DOLORE AL TRANS PRIDE DI LONDRA
A fine luglio si è tenuto a Londra il Trans+ Pride. Ne ha scritto un resoconto Julie Bindel, nota giornalista femminista e lesbica: una persona che non può essere bollata come integralista cattolica o omofoba, evidentemente. Ma la Bindel, da vera femminista, si batte contro l'ideologia gender e contro la legalizzazione della prostituzione. Motivo per cui è odiata a morte in quanto TERF (trans exclusionary radical feminist) da quella parte del mondo LGBTQIA+ e femminista che odia le donne (vere).
Scrive la Bindel su The Telegraph: «Ero con Michael Kerr, che ha vissuto per sette anni come Caitlin prima di interrompere la transizione l'anno scorso, e che ora è considerato un nemico del movimento trans . Da oltre 20 anni mi batto contro l'ideologia gender e non mi aspettavo certo un'accoglienza calorosa. Quello che non avevo previsto era quanto mi avrebbe sconvolto la vista di centinaia di giovani donne che mostravano con orgoglio le cicatrici della doppia mastectomia: mi ha straziato fino alle lacrime».
QUESTA È LA MIA ULTIMA ESTATE CON LE TETTE
«La prima cosa che ho visto al mio arrivo sono state due donne, entrambe con la barba, che si passavano la crema l'una all'altra, facendo una smorfia di dolore mentre massaggiavano le cicatrici lasciate dagli interventi chirurgici.Molte presentavano gravi eruzioni acneiche, presumibilmente dovute agli ormoni sessuali. E, nonostante le modifiche chirurgiche e chimiche, rimanevano chiaramente identificabili come donne. C'era anche una percentuale di partecipanti disabili superiore alle aspettative».
Oltre a scritte come questa, c'erano anche molti cartelli violenti e cori minacciosi sono stati gridati contro di lei quando qualcuno l'ha riconosciuta.
«Alcuni dei cartelli più osceni minacciavano violenza contro J.K. Rowling. Un uomo teneva un cartello con la scritta: "Vore tutti i transfobici". La vorarefilia è una perversione sessuale che consiste nell'eccitarsi all'idea di mangiare un'altra persona. Aveva del sangue finto che gli colava sul viso. [...] Ma forse il peggiore è stato: "Il 90% dei maiali nel Regno Unito viene ucciso con il gas, ma le TERF esistono ancora"».
L'attivista trans Sarah Jane Baker inneggiava ai diritti dei prigionieri, avendo scontato in un carcere maschile fino al 2019 una lunga pena per sequestro di persona, tortura e tentato omicidio. [...] La scritta "Free Gaza" era dipinta sul suo petto nudo. [...] Molti paragonavano il "genocidio" delle persone trans a quello che sta accadendo a Gaza. Erano presenti anche attivisti per la legalizzazione della prostituzione».
Manifestavano con i trans molte persone che promuovevano diverse parafilie (uomini-cani, sado-maso, ecc.)
DOLORE E DISPERAZIONE CHE SI POTREBBERO EVITARE
Continua la Bindel «Un uomo con il volto coperto da un velo nero ha puntato il dito in modo teatrale contro di me e Kerr, e poi ha mimato il gesto di volerci tagliare la gola. Ho chiesto poi a un gruppo di uomini gay perché fosse necessario il Trans+ Pride in aggiunta al classico gaypride estivo. Hanno risposto che alle "donne" trans veniva impedito l'accesso ai "loro" bagni e ad altri spazi, e che non era riconosciuto loro alcun diritto. Quando ho menzionato i diritti delle donne (vere) - capivano forse che gli spazi riservati alle donne sono stati creati per difendersi dalla violenza maschile? - sono rimasti sbalorditi. Se una "donna" trans commettesse un'aggressione sessuale, hanno detto, sarebbe come se lo facesse una donna qualsiasi».
«Mi è stato sventolato davanti al viso il cartello con la scritta "Ogni volta che colpisci una TERF, un ragazzo trans ottiene più diritti". Ma in quel mare di misoginia di minacce e di violenza, tutto ciò che volevo fare era piangere per tutti quei corpi femminili mutilati, travolti dalla forma più pericolosa di contagio sociale che si possa immaginare».
È davvero uno strazio assistere a una manifestazione di piazza in cui si festeggia con rabbia il dolore di un corpo (maschile o femminile che sia) massacrato e mutilato. Si festeggia l'odio per sé stessi, che viene sbandierato come una conquista, una liberazione.
Ed è davvero sconvolgente pensare che tanto dolore potrebbe evitarsi: se non venisse dato credito alla folle ideologia gender, le persone che non accettano se stesse potrebbero essere aiutate a superare l'odio per il proprio corpo. O quantomeno non sarebbero illuse e ingannate dall'idea che, facendosi del male con gli ormoni e con la chirurgia, possono "diventare" quello che non sono e non saranno mai.
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Pubblicato 10 anni fa...

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