BastaBugie n�224 del 23 dicembre 2011

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1 LA MASSONERIA E LA GUERRA DELL'ICI CONTRO LA CHIESA: ECCO LA STRATEGIA DEI FEROCI ATTACCHI IN MATERIA DI PRESUNTI PRIVILEGI E AGEVOLAZIONI FISCALI
Jerzy Buzek (Presidente del Parlamento europeo), Herman Van Rompuy (Presidente del Consiglio europeo) e José Manuel Barroso (Presidente della Commissione Europea) applaudono all'intervento del Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia
Autore: Gianfranco Amato - Fonte: CulturaCattolica
2 IL QUOTIDIANO REPUBBLICA RICICLA UN ARTICOLO DI SEI MESI FA PUR DI SCREDITARE LA CHIESA
E dopo lo scandalo dei preti pedofili (purtroppo vero, ma usato come pretesto per colpire la Chiesa), si passa all'8 x mille, poi all'esenzione ICI... e adesso si tirano fuori i rosari albanesi
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Bussola Quotidiana
3 ANZITUTTO DICIAMO LA VERITA': NON E' IN CORSO UNA CRISI, MA UNA GUERRA
Una guerra mondiale non combattuta su campi di battaglia militari, ma nelle borse, nelle banche e nel sistema finanziario internazionale
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
4 SARANNO BEATIFICATI ALTRI VENTIDUE RELIGIOSI MARTIRIZZATI NELLA GRAVE PERSECUZIONE RELIGIOSA SPAGNOLA CONCLUSA DAL PROVVIDENZIALE INTERVENTO DEL GENERALISSIMO FRANCISCO FRANCO
I frati avevano la ''colpa'' di animare la vita religiosa nella zona: in carcere soffrirono una lenta e atroce agonia di fame, freddo, terrore e minacce, ma tutti morirono perdonando i carnefici
Autore: Domenico Agasso Jr. - Fonte: Vatican Insider
5 UNIONE EUROPEA: LE VERE INQUIETUDINI DEGLI EUROPEI
L'opinione pubblica si sviluppa fuori dell'influenza mediatica su argomenti che tendono a diventare tabù: ad esempio il 67% degli italiani pensa che ci siano troppi immigrati
Fonte: Corrispondenza Romana
6 TROVATA LA PARTICELLA DI DIO? TELEVISIONI E GIORNALI LO DANNO PER CERTO, MA RESTA ANCORA DA CONFERMARE LA SCOPERTA DEL BOSONE DI HIGGS
Le conquiste della scienza sono provvisorie e non riusciranno mai a esprimere tutta la verità dell’universo: il senso del mistero fa parte del patrimonio degli scienziati onesti intellettualmente
Autore: Fabio Spina - Fonte: La Bussola Quotidiana
7 IL PROTAGONISTA DEL CORTOMETRAGGIO ''IL CIRCO DELLA FARFALLA'' SI RACCONTA IN UN VIDEO
Nato senza arti, Nick Vujicic tentò il suicidio a 8 anni: adesso ringrazia Gesù Cristo per non aver esaudito la sua preghiera di avere braccia e gambe come gli altri
Fonte: Wikipedia
8 IL MESSICO DOPO VENT'ANNI RIMUOVE IL DIVIETO DI TRASMETTERE IN TELEVISIONE E RADIO LE MANIFESTAZIONI RELIGIOSE
Resta comunque limitata la libertà religiosa come ad esempio l'ingiusto divieto di insegnare la religione nelle scuole pubbliche
Autore: Michela Coricelli - Fonte: Avvenire
9 CONFERENZA DI DURBAN SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI: ANCHE STAVOLTA IL COSTOSO RITROVO AMBIENTALISTA SI RIVELA UN TOTALE FALLIMENTO
Dopo il naufragio del Protocollo di Kyoto, appuntamento l'anno prossimo in Qatar per un'altra delusione
Autore: Fabio Spina - Fonte: La Bussola Quotidiana
10 LA MARCIA PER LA VITA (13 MAGGIO 2012 A ROMA) AIUTA PROGETTI CONCRETI IN FAVORE DELLA VITA UMANA INDIFESA
Parte degli introiti andrà a finanziare il Caritas Baby Hospital di Betlemme, l'unico ospedale pediatrico presente nei territori palestinesi
Autore: Giulia Tanel - Fonte: Libertà e Persona
11 LETTERE ALLA REDAZIONE: COSTANZA MIRIANO E LE CASALINGHE NON DISPERATE
Ho rinunciato alla carriera per donarmi totalmente a mio marito: ora sono la persona più felice e realizzata della Terra
Autore: Valeria - Fonte: Redazione di BastaBugie
12 OMELIA DELLA MESSA DI NATALE DEL GIORNO
Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: Un Natale vero?

1 - LA MASSONERIA E LA GUERRA DELL'ICI CONTRO LA CHIESA: ECCO LA STRATEGIA DEI FEROCI ATTACCHI IN MATERIA DI PRESUNTI PRIVILEGI E AGEVOLAZIONI FISCALI
Jerzy Buzek (Presidente del Parlamento europeo), Herman Van Rompuy (Presidente del Consiglio europeo) e José Manuel Barroso (Presidente della Commissione Europea) applaudono all'intervento del Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia
Autore: Gianfranco Amato - Fonte: CulturaCattolica, 11/12/2011

Non vi è nulla di casuale nei feroci attacchi che la Chiesa Cattolica sta subendo in materia di agevolazioni fiscali. Si tratta di un'offensiva che risponde ad una strategia militare ben precisa e ben orchestrata. La battaglia è iniziata a metà dello scorso agosto. Per l'esattezza il 19 agosto 2011, quando Gustavo Raffi, Gran Maestro della potente obbedienza massonica del Grande Oriente d'Italia, lancia l'attacco. In un comunicato rilasciato dalla Villa Il Vascello, prestigiosa residenza romana e luogo simbolo della repubblica del 1848, Raffi proclama: «E' giusto che lo Stato abolisca le esenzioni dell'ICI per i beni immobili della Chiesa non destinati al culto e di tutti gli altri enti che si avvantaggino di tale esenzione, così come è opportuno congelare per tre anni l'8 per mille fino al raggiungimento del pareggio di bilancio, come fissato nella manovra, destinando le risorse alla ripresa economica dello Stato». Spiega il Comandante massonico delle truppe anticlericali: «In un tempo di grave crisi economica, in cui si chiedono lacrime e sangue ai pensionati e ai più deboli, (…) non sono più ammesse esenzioni feudali né privilegi di casta che hanno il sapore di un autentico insulto alla povertà e a milioni di italiani che lottano quotidianamente per far fronte a difficoltà di ogni tipo». Et voilà, la Chiesa è servita. Del resto, è sempre il battagliero Raffi a precisare che «la Libera Muratoria è dalla parte di chi si rimbocca le maniche per far uscire il Paese dalle secche dell'egoismo e dell'indifferenza».
Con buona pace della Caritas, delle tante comunità di assistenza cattoliche e dei poveri missionari.
Come in ogni antica battaglia romana che si rispetti, quando il console dà l'ordine d'attacco, l'attendente lo comunica ai reparti con il suono del corno.
Così se a Raffi spetta il ruolo di consul, è al quotidiano Repubblica che viene affidata la funzione – degnamente svolta – di cornicen. Il giorno successivo all'ordine (20 agosto 2011), il suono di Repubblica è univoco e chiarissimo, come il titolo dell'articolo di Mauro Favale: Ma la Chiesa si tiene 3 miliardi di euro niente ICI e l'Ires scontata al 50%. A nulla importa che l'articolo sia farcito – in buona o cattiva fede – di omeriche falsità, imprecisioni, numeri inventati, e fantasiose elucubrazioni. L'importante è trasmettere l'ordine d'attacco. Si muove immediatamente la fanteria, ed i solerti pedites radicali avanzano a ranghi serrati. Vengono, infatti, presentati gli emendamenti 2.0.5 e 2.0.17 a firma Bonino, Poretti, Perduca, Carloni e Chiaromonte relativi all'abolizione dell'esenzione dell'ICI per le attività commerciali del Vaticano. L'azione non ottiene un grande successo, poiché viene respinta, il 5 settembre, con un voto alla Commissione Bilancio del Senato.
A questo punto entra in campo la potentissima cavalleria pesante: gli equites di Bruxelles.
L'intervento viene preannunciato, come al solito, dal cornicen. Repubblica del 24 settembre così titola un articolo di Alberto D'Argenio: Sconto ICI alla Chiesa la Ue processa l'Italia. Sottotitolo: Esenzioni per due miliardi l'anno - Bruxelles accelera: "Sono aiuti di Stato" - Se l'Italia sarà condannata, dovrà chiedere il rimborso delle tasse non pagate.
Si viene, quindi, a sapere come sia stata data un'incredibile accelerazione ad un'indagine aperta dalla Commissione Europea contro la Chiesa Cattolica per aiuti di Stato, che sopiva tranquilla da quattro anni. La tempistica di quel repêchage è a dir poco sospetta.
Repubblica ci spiega che nell'inchiesta europea sono stati passati al setaccio gli asseriti «privilegi fiscali attribuiti agli enti ecclesiastici in settori in cui "l'azienda Chiesa" (conta circa 100 mila fabbricati) è leader nazionale: ospedali, scuole private, alberghi e altre strutture commerciali che godono di un'esenzione totale dal pagamento dell'ICI e del 50% da quello sull'IRES, con un risparmio annuo che si avvicina ai due miliardi di euro e conseguenti vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti laici». Le cifre ballano, ma si sa, in battaglia anche la matematica diventa un'opinione.
Resta il fatto che, a seguito dell'accelerazione, lo scorso ottobre viene formalmente aperta una procedura d'infrazione nei confronti dello Stato italiano, sull'assunto che non appaiano infondate le contestazioni sollevate dai radicali, come si legge nell'introduzione del documento redatto dal commissario alla Concorrenza Joaquin Almunia (il predecessore di Zapatero alla segreteria nazionale del partito socialista spagnolo): «Alla luce delle informazioni a disposizione la Commissione non può escludere che le misure costituiscano un aiuto di Stato e decide quindi di indagare oltre». Entro 18 mesi dall'inizio della procedura l'Unione Europea dovrà emettere un verdetto.
La condanna, secondo Repubblica, sarà difficile da scampare, stando alle conclusioni preliminari contenute nel documento dello stesso Almunia: l'esistenza dell'aiuto di Stato sarebbe resa chiara dal «minor gettito per l'erario», e la norma violerebbe la concorrenza in quanto i beneficiari degli sconti ICI «sembrano» essere in concorrenza con altri operatori nel settore turistico-alberghiero e della sanità. Quindi, conclude il Commissario, le condizioni dell'esistenza dell'aiuto e della sua incompatibilità con le norme comunitarie «sembrano essere soddisfatte».
Come finirà la battaglia? Sono ardui i pronostici, ma certo preoccupa la risposta sibillina che lo scorso 9 dicembre Mario Monti, proprio mentre si trovava a Bruxelles, ha dato ad una domanda sul tormentone dell'ICI e la Chiesa Cattolica: «Sono anche a conoscenza di una procedura dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato». E di fronte al Moloch dell'Unione, anche il Professore deve inchinarsi. Lo stesso giorno 9 dicembre gli faceva eco il Gran Maestro Raffi, sempre con un comunicato dalla solita sontuosa Villa romana: «Bisogna cancellare i privilegi, senza se e senza ma: anche la Chiesa paghi le tasse, perché nel momento in cui si chiedono lacrime e sangue ai pensionati e alle fasce sociali più deboli, non si possono mantenere feudali esenzioni per gli immobili commerciali di proprietà del clero».
Il rapporto tra il console e la cavalleria, del resto, è molto stretto ed affiatato. Lo dimostra l'intervento che lo stesso Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia ha tenuto al meeting svoltosi il 30 novembre 2011 a Bruxelles, presso la Commissione Europea, con i rappresentanti delle associazioni umanistiche non confessionali. Quell'incontro dal titolo "Un partenariato per la democrazia e una prosperità condivise: una volontà comune di promuovere i diritti e le libertà democratiche" è stato presieduto da Jerzy Buzek, Presidente del Parlamento europeo, Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo, e dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso. Non proprio figure di secondo piano nell'organigramma comunitario. Questi altissimi dignitari hanno convintamente applaudito i vari passaggi dell'intervento del Gran Maestro, tra cui uno particolarmente significativo: «Le istituzioni libero-muratorie vogliono impegnarsi in modo più forte, anche nel solco dell'azione svolta dalla Comunità Europea, per rafforzare il senso di appartenenza culturale all'Europa, svolgendo un'opera di vera e propria Paideia per il cittadino, all'insegna di quei valori di fratellanza, tolleranza, laicità, libertà e democrazia, che devono rimanere saldi anche dinanzi a scenari difficili».
Non sembra mettersi molto bene per la Chiesa Cattolica.

Fonte: CulturaCattolica, 11/12/2011

2 - IL QUOTIDIANO REPUBBLICA RICICLA UN ARTICOLO DI SEI MESI FA PUR DI SCREDITARE LA CHIESA
E dopo lo scandalo dei preti pedofili (purtroppo vero, ma usato come pretesto per colpire la Chiesa), si passa all'8 x mille, poi all'esenzione ICI... e adesso si tirano fuori i rosari albanesi
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Bussola Quotidiana, 15/12/2011

Era giusto un anno fa, si era in piena bufera "preti pedofili": uno scandalo purtroppo vero, ma usato come pretesto per colpire la Chiesa, come conferma il diverso trattamento usato dalla stampa per il caso degli ebrei ortodossi pedofili di cui abbiamo riferito nei giorni scorsi. Ebbene, proprio in quel clima un conoscente molto al dentro di certi ambienti usi a muoversi dietro le quinte, mi diceva: "Vedrai, appena si esaurirà il tema pedofilia, cominceranno ad attaccare la Chiesa sui soldi". E' una "profezia" che mi è tornata in mente in questi giorni osservando questa ondata di menzogne contro la Chiesa che dura ormai da mesi: prima, timidamente, sull'8 per mille, poi una valanga sull'esenzione dall'Ici, ora l'accusa al Vaticano di speculare sui Rosari fatti a mano da povere donne albanesi che vivono come schiave. [...] E chissà cos'altro ancora ci aspetta prossimamente.
Che si tratti di una strategia pronta a sfruttare ogni pretesto per colpire la Chiesa non ci sono dubbi:  già in agosto avevamo notato il "la" dato dal Gran Maestro Gustavo Raffi (Grande Oriente d'Italia, la massoneria per capirci) alla campagna per costringere la Chiesa a pagare l'Ici a cui avevano immediatamente risposto il quotidiano Repubblica e i Radicali. Certo, sulla vicenda Ici anche vescovi e ministri cattolici ci mettono del loro rilasciando dichiarazioni poco chiare o contraddittorie, e non giova certo ai vescovi questa fastidiosa sensazione di vederli agguerriti quando si parla di soldi e molto più rilassati quando sono in gioco le verità di fede e le basi della società (qualcuno ha visto prese di posizione della Cei sul caso della sedicenne di Trento costretta ad abortire dai genitori?).
Ma ciò non toglie che questa campagna sia una vera e propria porcata, facilitata dall'aumento generalizzato delle tasse che rende semplice additare la Chiesa "parassita" e "avida" che strappa privilegi per miliardi di euro mentre la gente comune viene spremuta. E pochi si rendono conto che ad essere colpiti non sono i presunti privilegi della Chiesa, ma la possibilità della Chiesa stessa di rispondere ai bisogni dei più poveri (l'esenzione riguarda le opere assistenziali ed educative), compresi i nuovi provocati dalla manovra in atto. In fondo lo scrittore inglese G. K. Chesterton lo aveva spiegato molto bene: "Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell'umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l'umanità pur di combattere la Chiesa".
Una porcata è anche l'inchiesta pubblicata da la Repubblica sul "business dei rosari". Non tanto per il fatto in sé, ovvero lo sfruttamento di donne albanesi per la produzione dei rosari (cosa peraltro già denunciata dall'associazione Giovanni XXIII, e comunque purtroppo un fenomeno comune per ogni genere di prodotti che vengono venduti nel nostro paese), ma per l'indebito collegamento con il Vaticano come se il commercio degli oggetti sacri venisse gestito direttamente dall'appartamento papale.
E come non notare che per l'occasione Repubblica ha semplicemente riciclato un articolo che lo stesso giornalista aveva già pubblicato il 2 maggio su un sito internet: ovvio che nel contesto attuale abbia tutt'altro impatto. Un po' troppe violazioni della deontologia professionale per non ritenere che si tratti di un'operazione che niente ha a che vedere con la passione per l'inchiesta.
In quest'ultima vicenda a colpire è anche l'oggetto dell'attacco, ovvero uno strumento di preghiera molto amato dal popolo cattolico e molto diffuso. Ma soprattutto vengono alla mente i messaggi della Madonna, che a Lourdes, Fatima, Medjugorje ha invitato e invita a pregare il Rosario ogni giorno per sconfiggere il demonio ed evitare una catastrofe per l'umanità. Che per attaccare la Chiesa si cerchi di screditare il Rosario (lasciando intendere che per il Papa e per il Vaticano la preghiera è solo un pretesto per fare affari) fa riflettere: che siamo arrivati alla battaglia decisiva?

Fonte: La Bussola Quotidiana, 15/12/2011

3 - ANZITUTTO DICIAMO LA VERITA': NON E' IN CORSO UNA CRISI, MA UNA GUERRA
Una guerra mondiale non combattuta su campi di battaglia militari, ma nelle borse, nelle banche e nel sistema finanziario internazionale
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 18/12/2011

"Sembra che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno", scrive il Papa nel suo messaggio per la giornata mondiale della pace.
Ma da dove viene questa tenebra che produce ansia e insicurezza? Cosa esattamente sta accadendo e perché?
I saputelli di casa nostra indicano il nostro "debito pubblico", ma la risposta è sbagliata (e provinciale) perché era a questi livelli anche dieci anni fa.
Del resto il Giappone ha un debito pubblico che è quasi il doppio del nostro e un'economia che va male eppure non è minacciato da speculazione e default.
Noi abbiamo le nostre colpe, ma è assai più complesso scoprire perché d'improvviso tutto l'Occidente (anche Francia, Spagna o Germania e Stati Uniti) si trova sull'orlo dell'abisso.

NON CRISI, MA GUERRA
Il primo passo per capire e uscire fuori dalla foresta oscura è dare il giusto nome alla cose. Diciamo allora la verità. Quella in cui ci troviamo non è una "crisi", ma una "guerra". Passa un'enorme differenza tra le due situazioni.
Una "crisi" infatti è come un disastro naturale (terremoto o alluvione) o come la traversata di un deserto: ci fa sentire uniti da un compito comune e fa dire a delle persone in gamba che è addirittura "un'opportunità" (espressione che io però userei sempre con cautela o mai perché ci sono delle vittime).
Ma una "guerra" invece non è "un'opportunità" per nessuna persona perbene (solo loschi potentati bramano guadagnarci, ma di certo nessun uomo che abbia una moralità).
In una guerra ci sono nemici, interessi in conflitto e forti che assalgono deboli. In una guerra è vitale capire chi sta combattendo, per cosa e come. E da che parte stiamo noi.
A me pare che molte persone in gamba (penso al mondo cattolico) siano incorse nell'abbaglio di confondere una guerra con una crisi, scambiando lucciole per lanterne, o le cannonate delle artiglierie per i fulmini di un temporale o per i fuochi d'artificio della festa paesana.
Ha colto bene la situazione invece il gruppo di Alleanza Cattolica di Massimo Introvigne che sulla rivista "Cristianità" ha proposto una riflessione molto interessante, partendo proprio dalla nozione di "guerra" [http://www.alleanzacattolica.org/comunicati/acnews/acnews_2011_01.html].
E' proprio perché non ci si è ancora resi conto che siamo in guerra – dice Cristianità – che molti, i quali condividono ideali comuni (per esempio cattolico-liberali o ispirati alla dottrina sociale della Chiesa) "rischiano  di dividersi tra loro": sui "sacrifici", il "governo dei tecnici", l'Europa e altro.
Ed è anche per questo che in Italia i vecchi schieramenti politici si frantumano e tutto sta cambiando.

GUERRA ASIMMETRICA
Capiamo allora di che tipo di guerra si tratta. "Cristianità" spiega: "Almeno dal 2008 è in corso una guerra mondiale più difficile da capire di altre, perché combattuta non su campi di battaglia militari – almeno non principalmente, perché non mancano episodi di questo genere, come la guerra in Libia – ma nelle borse, nelle banche e nel sistema finanziario internazionale.
Che questa sia una modalità delle moderne guerre dette 'asimmetriche', a proposito delle quali la parola 'guerra' è usata in senso proprio e non solo metaforico, è stato chiarito dagli stessi ideatori della nozione di 'guerra asimmetrica', i colonnelli dell'esercito della Repubblica Popolare Cinese Qiao Liang e Wang Xiangsui, che nel loro libro 'Guerre senza limiti. L'arte della guerra asimmetrica tra terrorismo e globalizzazione', talora presentato come 'la Bibbia dei nuovi conflitti', oltre all'esempio del terrorismo citano precisamente quello delle aggressioni attraverso tecniche di tipo finanziario".
Anche Mario Monti concorda che il problema comincia nel 2008 con la grande esplosione dei "subprime" americani (costata 4.100 miliardi di dollari che hanno dissestato l'economia mondiale).
In una conferenza tenuta alla Luiss nel febbraio scorso affermava che anche in quel caso il disastro "è stato per un problema di regole e soprattutto di 'enforcement' delle regole" (cioè di attuazione, esecuzione delle regole) e – proseguiva Monti – "non tanto per carenze nei meccanismi di 'enforcement' quanto per il motivo più brutto che può star dietro a questa mancanza".
Monti indicava l'atteggiamento dell'autorità che doveva sorvegliare i mercati e "le sue genuflessioni di fronte al mondo del grande capitalismo americano in quegli anni... ma anche abbiamo visto l'asservimento di finalità sociali, come quella di dare l'alloggio in proprietà ad ogni americano. Per cui si sono fatte cose turpi. Nessuno ha osato richiamare al rispetto di certe regole che pure esistevano".
Anche Monti – a proposito di questa regolazione dei mercati – parla di "conflitto, non armato, ma conflitto".
Resta da capire se, quanto e come tale regolazione "bellica" di forze finanziarie più potenti degli stati possa essere imposta da tecnocrazie spesso provenienti dallo stesso mondo finanziario e bancario e con procedure che sembrano annacquare sempre più democrazia e sovranità popolare.

PERDENTI E VINCENTI
"Cristianità" scrive: "Dopo che la crisi del 2008, seguita dall'elezione di un presidente degli Stati Uniti particolarmente inadatto a governarla, ha dimostrato che per la prima volta dopo la fine della Seconda guerra mondiale l'egemonia statunitense può essere messa in discussione, si è scatenata una guerra asimmetrica di tutti contro tutti per cercare di sostituirla con 'qualche cos'altro', dove i principali contendenti sono la Cina, alcuni Paesi arabi – che si muovono anche secondo una logica di tipo religioso –, e il BRI, sigla riferita a Brasile-Russia-India, Paesi che si considerano le potenze economiche emergenti del futuro e formano il cosiddetto BRIC con la Cina, con cui però hanno interessi non coincidenti".
Questa descrizione della situazione ha molti annessi: per esempio l'atteggiamento della Gran Bretagna risente del fatto che la sua prima "industria" è quella finanziaria e i capitali che hanno scelto Londra come loro "patria" sono anzitutto quelli del petrolio arabo. Bisogna tener presente infatti che i protagonisti in campo non sono solo degli interessi nazionali definiti perché vi sono ormai masse di capitali, senza patria e più potenti degli stati, che si muovono su loro logiche di profitto (o anche ideologiche o religiose).
Inoltre ci sono errori degli Stati Uniti e dell'Europa che hanno contribuito grandemente a dar fuoco alle polveri e a rendere l'Europa il vaso di coccio o meglio la preda.
Primo: gli Usa hanno "dopato" la loro economia non solo con le "bolle" speculative, ma anche consentendo alla finanza quell'errata globalizzazione che ha trasformato l'Asia e soprattutto la Cina in produttore a basso costo. Per questo hanno consentito quell'ingresso di schianto e senza condizioni della Cina nel Wto che ha messo in ginocchio le nostre produzioni e ha trasformato la Cina oggi nel "padrone" degli Usa (visto che ne detiene una parte significativa del debito pubblico).
Secondo. In Europa, col crollo del comunismo e la riunificazione della Germania, è riesploso lo scontro fra interessi nazionali, si è accantonata la cultura cattolica europeista di Adenauer, Schuman e De Gasperi e si è dato il potere a una tecnocrazia che ha inventato un'altra Europa, quella della moneta unica, senza una banca centrale come referente finale e senza un governo politico federale.
Così esponendo l'euro e l'Europa – inermi – agli assalti.
In questo scenario "bellico" l'Italia è un vaso di coccio che ha perfino osato andare per conto suo alla ricerca del petrolio libico e del metano russo.
Perciò hanno usato il suo storico debito pubblico (e certi errori della sua classe politica) per punirla e metterla a guinzaglio essendo peraltro una preda appetitosa per i tesori che possiede (dal grande risparmio delle famiglie, alle aziende di stato, al patrimonio pubblico in generale) e che molti vogliono spolpare.
La guerra continua e non è chiaro come si difende l'Italia e chi sta con chi.

Fonte: Libero, 18/12/2011

4 - SARANNO BEATIFICATI ALTRI VENTIDUE RELIGIOSI MARTIRIZZATI NELLA GRAVE PERSECUZIONE RELIGIOSA SPAGNOLA CONCLUSA DAL PROVVIDENZIALE INTERVENTO DEL GENERALISSIMO FRANCISCO FRANCO
I frati avevano la ''colpa'' di animare la vita religiosa nella zona: in carcere soffrirono una lenta e atroce agonia di fame, freddo, terrore e minacce, ma tutti morirono perdonando i carnefici
Autore: Domenico Agasso Jr. - Fonte: Vatican Insider, 16/12/2011

Per la Spagna è di nuovo tempo di beatificazioni, dopo quella di Maria Catalina Irigoyen Echegaray dello scorso 29 ottobre. Il prossimo 17 dicembre infatti, nella Cattedrale dell'Almudena di Madrid, saliranno agli onori degli altari ventidue Oblati spagnoli, vittime della persecuzione religiosa della seconda metà degli anni '30 del secolo scorso.
 I Missionari Oblati di Maria Immacolata si insediano nel quartiere della stazione di Pozuelo de Alarcon (Madrid) nel 1929. Esercitano il servizio di cappellani in tre comunità di religiose, collaborano anche nelle parrocchie vicine, insegnano catechismo e la loro corale interviene nelle celebrazioni liturgiche.
Scoppia la guerra civile, un conflitto combattuto dal luglio 1936  all'aprile 1939 dai nazionalisti anti-marxisti contro i «Republicanos» composti da truppe governative e sostenitori filo-marxisti della Repubblica spagnola: una guerra lacerante, che terminerà con la sconfitta della causa repubblicana e darà il via alla dittatura del generale nazionalista Francisco Franco. In questa temperie l'attività religiosa degli Oblati di Pozuelo comincia a dare fastidio ai comitati rivoluzionari (socialisti, comunisti e sindacalisti, laicisti radical) del quartiere.
I «frati» (così li chiamano) hanno la «colpa» di animare la vita religiosa nella zona. La comunità degli Oblati non si lascia però intimidire: intensifica le misure di prudenza, così come le iniziative per diffondere serenità e calma, sempre con la particolare attenzione a non rispondere agli insulti provocatori. Il programma di formazione spirituale e intellettuale prosegue, anche perché, sebbene le minacce rivoluzionarie si facciano sempre più aggressive, i superiori oblati non immaginano che la situazione possa diventare così grave e drammatica come invece sarà. Il contesto degenera a partire dal 20 luglio 1936, quando giovani socialisti e comunisti scendono in piazza e danno fuoco a chiese e conventi, in particolare a Madrid. I miliziani di Pozuelo assaltano la cappella del quartiere della stazione, portano in piazza gli ornamenti e le immagini e li incendiano, così come bruciano la stessa cappella. Due giorni dopo un nutrito contingente di miliziani, armati di fucili e pistole, irrompe nel convento, arresta i religiosi (sono 38) e li rinchiude in un piccolo locale. I prigionieri hanno subito la sensazione che la morte sia vicina. E non si sbagliano. Il giorno 24, alle 3 del mattino, avvengono le prime esecuzioni. Nessun interrogatorio, nessun pseudo-tribunale, nessuna difesa. Semplicemente chiamano sette di quei religiosi e li separano dagli altri. Questi primi condannati a morte sono: Juan Antonio Perez Mayo, sacerdote, professore, 29 anni; Manuel Gutierrez Martin, studente suddiacono, 23; Cecilio Vega Dominguez, studente, suddiacono, 23; Juan Pedro Cotillo Fernandez, studente, 22; Pascual Alaez Medina, studente, 19; Francisco Polvorinos Gomez, studente, 26; Justo Gonzalez Lorente, studente, 21. Vengono fatti salire sulle auto e portati al martirio.
I religiosi rimasti nella cella improvvisata dedicano il tempo di attesa alla preghiera. Ma l'ultimo atto della loro esistenza non si compie subito: inaspettatamente, il giorno seguente vengono liberati.
Dopo tre mesi di nascondigli e clandestinità, però, sono nuovamente arrestati. In carcere soffrono una lenta e atroce agonia di fame, freddo, terrore e minacce. I pochi sopravvissuti racconteranno della loro eroica sopportazione: quelle settimane di pene le affrontano in un costante e impressionante clima di carità reciproca e di preghiera silenziosa. Fino al mese di novembre, quando per la maggior parte di loro giunge la fine di quel calvario. Il giorno 7 vengono giustiziati padre José Vega Riano, sacerdote, 32 anni, e il fratello studente Serviliano Riano Herrero, di 30. Venti giorni dopo tocca ad altri tredici.
Sempre senza alcuna denuncia, giudizio, difesa, spiegazioni; nulla di nulla, nemmeno inscenato o simulato; solo l'annuncio dei loro nomi da altoparlanti: Francisco Esteban Lacal, superiore provinciale, 48 anni; Vicente Blanco Guadilla, superiore locale, 54; Gregorio Escobar Garcia, sacerdote, 24; Juan José Caballero Rodriguez, studente, suddiacono, 24; Publio Rodriguez Moslares, studente, 24; Justo Gil Pardo, studente, diacono, 26; Angel Francisco Bocos Hernandez, fratello coadiutore, 53; Marcelino Sanchez Fernandez, fr. coadiutore, 26; José Guerra Andres, studente, 22; Daniel Gomez Lucas, studente, 20; Justo Fernandez Gonzalez, studente, 18; Clemente Rodriguez Tejerina, studente, 18; Eleuterio Prado Villarroel, fr. coadiutore, 21. Vengono condotti a Paracuellos de Jarama, e lì fucilati.
Tutti muoiono perdonando i carnefici, e, malgrado le torture psicologiche subite durante la crudele prigionia, nessuno perde la fede, né si lamenta di avere abbracciato la vocazione religiosa. Per questo i loro familiari, gli Oblati e il popolo cristiano li considerano subito santi, e domandano alla Chiesa che li riconosca come autentici martiri cristiani.  E così sarà.  Tra poco più di un mese, nel Duomo della capitale di Spagna, la proclamazione a Beati.

Fonte: Vatican Insider, 16/12/2011

5 - UNIONE EUROPEA: LE VERE INQUIETUDINI DEGLI EUROPEI
L'opinione pubblica si sviluppa fuori dell'influenza mediatica su argomenti che tendono a diventare tabù: ad esempio il 67% degli italiani pensa che ci siano troppi immigrati
Fonte Corrispondenza Romana, 22/11/2011

L'istituto spagnolo IPSOS ha pubblicato un sondaggio intitolato Visione globale sull'immigrazione, effettuato tra il 15 e il 28 giugno su di un campione rappresentativo di cittadini appartenenti a nove Paesi europei: Belgio, Gran Bretagna, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Spagna e Svezia. I risultati capovolgono tutte le idee ricevute e mettono in discussione il mito della "diversità multiculturale".
Alla domanda «pensate che vi siano troppi immigranti nel vostro Paese?», la risposta è sì per il 77% dei belgi, il 71% degli inglesi, il 67% degli italiani, il 67% degli spagnoli, il 53% dei tedeschi, il 52% dei francesi, il 50% degli ungheresi e il 46% degli svedesi. Alla domanda «pensate che il numero di immigranti sia aumentato negli ultimi cinque anni?», la risposta è sì per il 94% dei belgi e l'80% degli italiani.
Alla domanda «pensate che l'immigrazione abbia avuto un impatto positivo o negativo sul vostro Paese?», la risposta è «un impatto negativo» per il 72% dei belgi, il 64% degli inglesi, il 56% degli italiani, il 55% degli spagnoli, il 54% dei tedeschi e il 54% dei francesi. Alla domanda «pensate che l'immigrazione imponga troppe pressioni sui servizi pubblici del vostro Paese (per esempio la sanità, i trasporti, l'educazione)?», la risposta è sì per il 76% degli inglesi, il 70% degli spagnoli, il 68% dei belgi, il 58% dei tedeschi e il 56% dei francesi. Dai risultati emerge che l'opinione pubblica sembra svilupparsi al di fuori dell'influenza mediatica su argomenti che tendono a diventare tabù.
Sia che non vengano affrontati o che se ne parli tergiversando grossolanamente, la popolazione diventa impermeabile all'influenza dei media su questi argomenti e si fida di più di ciò che vede o sente, indipendentemente dai commenti suscitati dal potere vigente. Sembra che il condizionamento dell'opinione pubblica registri un insuccesso inatteso.

Nota di BastaBugie: se non l'avete già visto, vi invitiamo a guardare il filmato, da noi consigliato già due mesi fa, "La vera fine del mondo" che, dati alla mano, fa capire che gli europei hanno ragione per quanto riguarda la drammaticità della situazione www.youtube.com/watch?v=aDaUppMaoEI

Fonte: Corrispondenza Romana, 22/11/2011

6 - TROVATA LA PARTICELLA DI DIO? TELEVISIONI E GIORNALI LO DANNO PER CERTO, MA RESTA ANCORA DA CONFERMARE LA SCOPERTA DEL BOSONE DI HIGGS
Le conquiste della scienza sono provvisorie e non riusciranno mai a esprimere tutta la verità dell’universo: il senso del mistero fa parte del patrimonio degli scienziati onesti intellettualmente
Autore: Fabio Spina - Fonte: La Bussola Quotidiana, 16/12/2011

Il "bosone di Higgs" è l'unica particella, tra quelle teorizzate dai fisici nel più accreditato modello che cerca di spiegare "il come" dell'Universo (detto "Modello Standard"), a non essere stata ancora osservata sperimentalmente. Scrivo "a non essere stata ancora osservata" perché la notizia della sua scoperta, diffusa da molti mass-media, non è ancora certa. Per ora si tratta di "tracce" che dovranno essere confermate entro il prossimo anno, inoltre sarà importante conoscere l'eventuale "esatta" misura della sua massa, infatti se questa risulterà sensibilmente diversa dall'aspettata ciò causerà un notevole aggiornamento della teoria. La prudenza in scoperte scientifiche di tale portata non è mai troppa.
L'esistenza di tale particella fu per la prima volta ipotizzata nel 1964 dal lavoro di diversi fisici che, quasi simultaneamente, arrivarono alle medesimi conclusioni. Tra questi vi era il fisico inglese ateo Peter Ware Higgs (Newcastle, 29 maggio 1929) che le dette il nome al bosone. Solo circa quindici anni fa fu ribattezza "Particella di Dio". Tale nome nulla a che vedere con la fede o la scienza o la Creazione, gli fu dato dall'editore di un libro divulgativo solo allo scopo di vendere più copie. Il testo era stato scritto dal Premio Nobel della Fisica 1988, Leon Max Lederman (Buffalo, 15 luglio 1922) per avvicinare il comune lettore al mondo del subatomico. Secondo quanto raccontò pochi anni fa lo stesso Peter Higgs, inizialmente Lederman l'aveva nominata nella bozza del saggio "a goddamn particle", cioè "la particella-che-Dio-la-stramaledica" (o "la stramaledettaparticella"), quindi non la "particella di Dio" ma la "particella dannata" (per la difficoltà di rilevarla).
Tale particella "nasce" nell'ambito di una teoria elaborata dai fisici, detta "Modello Standard", al fine di descrivere sia la materia che le forze dell'Universo. La bellezza di tale teoria è nella capacità di descrivere tutta la materia sulla base di relativamente poche particelle e interazioni fondamentali . In poche righe è difficile descrivere completamente lo "zoo" delle particelle al completo, dopo che Gell-Mann scelse il nome di "quark" per enfatizzare la loro unicità, i nomi dei successivi corpuscoli divennero stravaganti: muone, kaone, leptone, gluone, barioni, mesoni, gravitone, neutrino, etc.
Semplificando molto si può affermare che secondo la fisica attuale esistono particelle che sono costituenti fondamentali della materia (in termini di "Modello Standard" ad esempio neutroni è protoni sono formati da due tipi di quark che sono tenuti insieme da gluoni) e particelle che sono mediatrici di forza attraverso le quali avvengono le interazioni tra le particelle fondamentali della materia (nel "Modello Standard"  le interazioni sono descritte come uno scambio di "particelle di forza" dette "bosoni intermedi" o quanti del campo d'interazione, ad esempio il gravitone agisce su tutte le particelle, il fotone per l'interazione elettromagnetica).
Il "bosone di Higgs" potrebbe spiegare perché esiste la massa nell'Universo, ossia perché alcune particelle elementari possiedono una massa mentre altre no. La sua esistenza potrebbe aiutare a comprendere perché particelle come i fotoni, che trasportano la radiazione elettromagnetica, anche la luce, sono prive di massa, mentre altre particelle elementari, come i bosoni W e Z che sono legati alla forze nucleare debole, possiedono invece una massa. Così come il fotone è legato al campo elettromagnetico, il bosone di Higgs è il "quanto" del campo di Higgs: un campo di energia che genera la massa delle particelle elementari; come si suol dire, le particelle "mangiano il "bosone di Higgs" per guadagnare peso.
La miriade dei fenomeni naturali sono governati da quattro interazioni fondamentali, che sono responsabili degli scambi di energia tra la materia e della struttura dell'Universo, ciascuna ha una propria legge matematica. Tali interazioni sono: l'elettromagnetica, la forte, la debole e quella di gravità. E' possibile cercare in esse la manifestazione di un'unica entità, di una sola legge, della formula che "descrive l'Universo": si tratterebbe della famosa "teoria del tutto", che un accorto uomo di marketing la potrebbe denominare "la mente di Dio" (pur non avendo alcun nesso con la dimostrazione scientifica della Sua presenza o meno).
Oggi si è riusciti a unificare in unico riferimento concettuale la forza elettromagnetica, la nucleare forte e la nucleare debole; la quarta forza ossia la gravità - rimane ancora esclusa da questo quadro di riferimento e forse l'individuazione del bosone di Higgs aiuterebbe a comprendere meglio le relazioni esistenti fra le quattro forze della Natura.
Dal punto di vista del progresso scientifico si può inoltre notare che la recente scoperta del neutrino più veloce della luce ha messo in risalto la "fisica sperimentale", capace di far emergere "verità scientifiche" neanche lontanamente immaginate dalla "fisica teorica" ed in grado di "far cadere" teorie consolidate negli anni come la "teoria della relatività" di Einstein. In opposizione, l'eventuale osservazione del "bosone di Higgs" riporta in primo piano la  "fisica teorica" in grado di anticipare le osservazioni della "fisica sperimentale" di decenni e quindi di indirizzarla.
Tali sorprendenti risultati scientifici fanno tornare in mente il discorso di Giovanni Paolo II ai membri della Pontificia Accademia delle Scienze del 12 novembre 1983: «Senza dubbio le conquiste della scienza sono talora provvisorie, sottoposte a ripensamenti e revisioni e non riusciranno mai a esprimere tutta la verità che si cela nell'universo: il senso del mistero fa parte del vostro patrimonio intellettuale e vi avverte che quanto non conoscete è molto di più di quello che conoscete. Nella ricerca della verità l'audacia della ragione si accorda con l'umiltà dei suoi limiti, la gioia del conoscere entra in simbiosi con l'ammirazione dell'ignoto».

Fonte: La Bussola Quotidiana, 16/12/2011

7 - IL PROTAGONISTA DEL CORTOMETRAGGIO ''IL CIRCO DELLA FARFALLA'' SI RACCONTA IN UN VIDEO
Nato senza arti, Nick Vujicic tentò il suicidio a 8 anni: adesso ringrazia Gesù Cristo per non aver esaudito la sua preghiera di avere braccia e gambe come gli altri
Fonte Wikipedia

Primogenito di una famiglia serba cristiana, Nick Vujicic nacque a Melbourne, Australia con un rara malattia genetica: la tetramelia: è privo di arti, senza entrambe le braccia, e senza gambe eccetto i suoi piccoli piedi, uno dei quali ha due dita. Inizialmente, i suoi genitori rimasero scioccati per questo.
La sua vita è stata piena di difficoltà. Non ha potuto frequentare la scuola tradizionale a causa del suo handicap, come la legge australiana richiede. Durante il suo periodo scolastico, la legge fu cambiata, e Nick fu uno dei primi studenti disabili a frequentare una scuola normale. Ha imparato a scrivere usando le due dita del suo "piede" sinistro, e un dispositivo speciale che si aggancia al suo grande alluce. Ha anche imparato ad usare un computer ed a scrivere usando il metodo "punta tacco" (come mostra durante i suoi discorsi), lanciare palle da tennis, rispondere al telefono, radersi e versarsi un bicchiere d'acqua (anche questo mostrato nei suoi discorsi).
Preso di mira dai bulli della scuola, Nick diventò estremamente depresso, ed all'età di otto anni, cominciò a pensare al suicidio. Dopo aver supplicato Dio di fargli crescere braccia e gambe, Nick comprese che le sue condizioni erano di ispirazione per molte persone, e cominciò a ringraziare Dio di essere vivo. [...]
È stato realizzato un film attorno a Nick Vujicic, chiamato "The Butterfly Circus".
 
Nota di BastaBugie: puoi vedere tutto il film "Il circo della farfalla" andando al link seguente:
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=26
Inoltre consigliamo vivamente la visione dell'intervista di Nick Vujicic. Clicca nel video qui sotto.


www.youtube.com/watch?v=uMb7oKgVz5E

Fonte: Wikipedia

8 - IL MESSICO DOPO VENT'ANNI RIMUOVE IL DIVIETO DI TRASMETTERE IN TELEVISIONE E RADIO LE MANIFESTAZIONI RELIGIOSE
Resta comunque limitata la libertà religiosa come ad esempio l'ingiusto divieto di insegnare la religione nelle scuole pubbliche
Autore: Michela Coricelli - Fonte: Avvenire, 17/12/2011

Ogni messicano ha il «diritto di partecipare individualmente o in modo collettivo, sia in pubblico sia in privato, alle cerimonie, agli atti di devozione e agli atti di ciascun culto, purché non rappresentino un delitto o siano castigati dalla legge». Dopo un'accesa seduta parlamentare – con due tentativi di boicottaggio da parte della sinistra che anche in passato ha cassato ogni ipotesi di riforma – la Camera dei Deputati messicana ha approvato la riforma dell'articolo 24 della Costituzione, che riconosce il diritto alla «libertà di convinzioni etiche, di coscienza e di religione».
La Magna Carta sottolinea che nessuno potrà «utilizzare gli atti pubblici di espressione di tale libertà con fini politici, di proselitismo o di propaganda», ma da ora in poi le organizzazioni religiose potranno trasmettere le loro cerimonie anche attraverso i mezzi di comunicazione e non saranno escluse dalle concessioni radiofoniche e televisive. Nel 1992 in Messico vennero approvate diverse modifiche costituzionali che relegarono le celebrazione degli atti religiosi esclusivamente nei luoghi di culto, regolandone la diffusione attraverso l'autorizzazione del ministero dell'Interno. In futuro, sottolinea il sito "InfoCatolica", la riforma apre le porte alla possibilità di insegnare la religione anche nelle scuole pubbliche.
Il testo dell'articolo – che ora passa in Senato – è stato varato dalla Camera con i 119 voti del Pan (il partito del presidente Felipe Calderon) e del Pri, mentre il Prd e il Pt (sinistra) hanno tentato di bloccare l'approvazione, denunciando la presunta violazione della «laicità» dello Stato messicano. Le modifiche alla Costituzione – ribatte il Pan – non toccano lo Stato laico, ma il Messico entrerà a far parte della «modernità» – insieme a Paesi come la Francia e la Germania – nel pieno rispetto della libertà religiosa.
Per don Manuel Corral, portavoce della Conferenza episcopale messicana, questa modifica le­gislativa era «inevitabile», dato che la libertà religiosa è un ingrediente essenziale della «vita democratica».

Fonte: Avvenire, 17/12/2011

9 - CONFERENZA DI DURBAN SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI: ANCHE STAVOLTA IL COSTOSO RITROVO AMBIENTALISTA SI RIVELA UN TOTALE FALLIMENTO
Dopo il naufragio del Protocollo di Kyoto, appuntamento l'anno prossimo in Qatar per un'altra delusione
Autore: Fabio Spina - Fonte: La Bussola Quotidiana, 13/12/2011

«Trovato l'accordo un capolavoro di diplomazia», «l'intesa alla conferenza Onu tiene insieme i tagli alle emissioni (25-40% entro il 2020) e gli interessi dei vari Stati rinviando la definizione degli impegni vincolanti Paese per Paese». «Per ora è solo architettura, ma è un'architettura robusta: il disegno di un progetto concreto per la salvaguardia del clima», l'accordo «traccia la strada per un'intesa contro il caos climatico a cui dovrà essere data forma definitiva il prossimo anno: taglio delle emissioni del 25-40 per cento rispetto al livello del 1990 entro il 2020 per evitare che l'aumento di temperatura superi i 2 gradi e un pacchetto di fondi (10 miliardi l'anno che arriveranno a 100 miliardi l'anno nel 2020) per il trasferimento delle tecnologie pulite e il mantenimento delle foreste tropicali». «La Cina ha accettato i criteri di trasparenza nei controlli sulle emissioni serra che per gli Stati Uniti costituivano una precondizione indispensabile per la trattativa e ha aperto alla possibilità di impegni vincolanti per la fine del decennio. L'India ha adottato una posizione simile. I Paesi schierati sulle posizioni più radicali hanno ritrovato lo spirito del multilateralismo e la disponibilità a creare meccanismi più efficienti per il trasferimento di tecnologie pulite».
Avete appena letto i risultati dell'incontro COP16 di Cancun del 29 novembre - 10 dicembre 2010, da questi è opportuno ripartire se si vuole dare una oggettiva valutazione della recente Conferenza di Durban, COP17, sui cambiamenti climatici. In 17 anni sono stati quasi 500 i giorni di discussione, ogni anno migliaia di persone si sono incontrate in amene località del pianeta, mai al palazzo di vetro dell'ONU, per arrivare ad un risultato che scongiurasse la fine del pianeta. Ogni anno si trattava sempre dell'ultima chance ed alla fine, fuori tempo, la decisione della conferenza è stata sempre un rinvio spacciato come un passo avanti ed un successo diplomatico.
Quest'anno a Durban è cambiato palcoscenico ma il copione e gli attori sono stati gli stessi degli anni precedenti. Circa 20.000 persone, una cittadina al completo come Salsomaggiore Terme, si sono trasferite in Sud Africa in comodi alberghi a numerose stelle per discutere 12 giorni delle sorti del pianeta. Tutti sapevano che sarebbe stato l'ennesimo rinvio, per questo i capi degli stati più importanti si sono tenuti alla lontana; sulla Bussola Quotidiana era stato previsto che il finale più probabile del COP17 fosse che i ventimila di Durban non avessero concluso nulla di fattivo rimandando tutto alla prossima conferenza. In realtà siamo stati ottimisti, il rinvio non è al prossimo anno ma al 2015, quando si decideranno gli eventuali limiti a cui le nazioni dovranno adeguarsi ad iniziare dal 2020. Naturalmente il prossimo anno la grande riunione non è rinviata, seppur non definitiva si svolgerà ugualmente in Qatar, uno dei paesi con le maggiori emissioni procapite, dove si pensa di far svolgere gli eventuali mondiali di calcio in stadi con aria condizionata.
In sintesi i risultati di Durban, raggiunti alle ore 04.00 del giorno 11, quando la conferenza doveva concludersi il 9 dicembre, si scrive siano stati (per omogeneità li riprendiamo dallo stesso quotidiano:

- ESTENSIONE DEL PROTOCOLLO DI KYOTO:
la prima fase di applicazione andava dal 2008 alla fine del 2012 e comprendeva tutti i paesi industrializzati, Usa esclusi. La seconda fase si applica all'Ue e una parte di paesi industrializzati. Si sono sfilati Canada, Giappone e Russia.

 - ACCORDO GLOBALE NEL 2015, OPERATIVO A PARTIRE DAL 2020: a Durban è stato deciso di dare il via ai negoziati per un nuovo trattato globale, per la prima volta. La forma giuridicamente vincolante sarà decisa nel 2015 e entrerà in vigore a partire dal 2020.

- ALZARE LIVELLI RIDUZIONE CO2: il un nuovo strumento giuridico ha come mandato quello di "aumentare i livelli di ambizione" nella riduzione delle emissioni di gas serra. Ma i negoziati di Durban non sono riusciti a estendere gli impegni di riduzione delle emissioni contenuti nei documenti di Copenaghen nel 2009 e di Cancun nel 2010.

- TRASPARENZA: nuove disposizioni per rendere più trasparente le azioni intraprese dai paesi in via di sviluppo.

- FONDO VERDE: definizione del Fondo verde per il clima che prevede fino a 100 miliardi di dollari all'anno entro il 2020 a favore delle nazioni più povere. Manca però la fonte di finanziamento.

Possiamo analizzarli punto per punto:

- ESTENSIONE DEL PROTOCOLLO DI KYOTO: già alla conferenza di Bali, Cop13 del 2007, era stata definita una "road map" per il Kyoto2 per sostituire "in maniera più ambiziosa il Protocollo di Kyoto". Quel progetto è naufragato mentre ora siamo di fronte invece ad un proseguimento del "protocollo di Kyoto" in modo "meno ambizioso" essendosi defilati alcuni importanti paesi ed essendo rimasti solo i "volenterosi" come l'UE che da sola si è data da tempo l'obiettivo del 20-20-20 per il 2020 dovendo mantenere in vita il mercato dei "carbon credit" in cui si sono effettuati enormi investimenti.

- ACCORDO GLOBALE NEL 2015, OPERATIVO A PARTIRE DAL 2020: di fatto inizia una nuova trattativa necessaria soprattutto perché il mondo è sensibilmente cambiato negli ultimi anni, si tratta dei soliti buoni propositi come gli anni precedenti. Dall'anno 1990 riferimento del "Protocollo di Kyoto" al 2020 saranno passati ben 30 anni, è probabile che tra le potenze attuali del G7 e paesi in via di sviluppo nei decenni a seguire il 2020 le posizioni saranno invertite. Inoltre il petrolio non doveva finire?

- ALZARE LIVELLI RIDUZIONE CO2: solo promesse visto che tutto è da discutere, importante sarà anche la decisione di ridurre emissioni rispetto 1990 o il 2005 oppure l'emissione procapite oppure l'emissioni per unità di PIL.

-TRASPARENZA: già decisa a Cancun non si sono fatti passi avanti.

- FONDO VERDE: a Cancun si era decisa attivazione del fondo prima 2020, anche stavolta si è d'accordo sull'esistenza del fondo ma non su chi mette i soldi e chi lo gestirà.

Concludendo, tante parole e pochi fatti. Tredici intensi giorni di discussione sono serviti a giustificare solo che "the show must go on….trip", essendo la prima decisione effettuata ad un'unanimità quella di svolgere il COP18 in Qatar. Dopo anni di parole ed incentivi alla "green economy", le uniche sensibili riduzioni delle emissioni del mondo sviluppato si sono ottenute, purtroppo e per fortuna, grazie alla crisi economica. Tanti anni di discussioni e grandi spazi sui quotidiani hanno solo ottenuto l'effetto di legare angosciosamente ogni variazione naturale al cambiamento climatico dovuto alle emissioni umane.
Nel 1961, mezzo secolo fa, nel Il giorno della Civetta, Leonardo Sciascia poteva scrivere senza creare preoccupazioni ecologiche: «Forse tutta l'Italia va diventando Sicilia... A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso il nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno... La linea della palma... Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato... E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già, oltre Roma...». Rileggendola oggi, più che dell'espansione della mafia, saremmo preoccupati per il riscaldamento globale.

Fonte: La Bussola Quotidiana, 13/12/2011

10 - LA MARCIA PER LA VITA (13 MAGGIO 2012 A ROMA) AIUTA PROGETTI CONCRETI IN FAVORE DELLA VITA UMANA INDIFESA
Parte degli introiti andrà a finanziare il Caritas Baby Hospital di Betlemme, l'unico ospedale pediatrico presente nei territori palestinesi
Autore: Giulia Tanel - Fonte: Libertà e Persona, 18/12/2011

In questi tempi, dopo il successo della I Marcia per la Vita di Desenzano del maggio scorso, il Movimento Europeo Difesa vita (Mevd) e l'associazione Famiglia Domani, insieme a molte altre realtà  sono già all'opera per organizzare la prossima marcia, che si terrà a Roma il 13 maggio (www.marciaperlavita.it).
L'intento è quello di manifestare pubblicamente l'importanza della difesa della vita nascente e dei principi non negoziabili in generale.
Ma intorno alla marcia, ed in preparazione ad essa, si stanno realizzando, in varie parti dell'Italia, altre attività: volantinaggi, incontri e, soprattutto, un progetto di solidarietà ai bambini della Terra Santa.
L'attenzione della Chiesa, nei secoli, alla famiglia e alla vita dei bambini, infatti, ha portato in tempi recenti alla costituzione dei Centri Aiuto alla Vita (Cav), del Progetto Gemma, e delle culle per la vita; in passato, invece, alla creazione di ruote degli esposti, orfanotrofi ed ospedali pediatrici.
Proprio in Terra Santa esiste ancora oggi un bellissimo esempio di questa storia gloriosa di carità. Questo paese è ricco di religione e di umanità ma, nel contempo, è anche un luogo intriso di tensioni e di conflitti.
La quotidianità in questi territori è infatti profondamente diversa da quella a cui siamo abituati noi occidentali: la paura, i disagi economici, la disuguaglianza sociale molto marcati e, soprattutto, ogni attimo della giornata è caratterizzato dall'incertezza.
Ma nei luoghi dove Nostro Signore è nato, vissuto e morto per la salvezza dell'umanità, fioriscono però anche moltissimi germogli positivi, incarnazione concreta e palpabile delle tre virtù teologali di fede, speranza e carità.
Una testimonianza in tal senso è rappresentata dal Caritas Baby Hospital di Betlemme, che è l'unico ospedale pediatrico presente nei territori palestinesi.
Fondato nel 1952, questa struttura di assistenza ha una genesi che merita di essere menzionata.
In una notte di Natale lo svizzero padre Ernst Schnydrig, pellegrino in Terra Santa, stava percorrendo a piedi il tratto di strada che lo separava dalla grotta della Natività, dove avrebbe celebrato la Santa Messa, quando si imbatté in un padre che stava seppellendo il proprio bambino. Sinceramente commosso, padre Schnydrig chiese all'uomo di cosa fosse morto suo figlio e si sentì rispondere: "Di fame e di stenti". Appena udì questa risposta, il prelato svizzero pensò: "Non è possibile che nei luoghi dove Cristo si è fatto Bambino, non vi sia una struttura in grado di accogliere e curare queste piccole creature".
La contraddizione era troppo grande e, una volta tornato in patria, padre Scnydrig si attivò e cercò chi si unisse a lui nel suo progetto che infine vide la luce.
Dalla fondazione del Caritas Baby Hospital sono passati ormai quasi sessant'anni.
Oggi questa struttura ospedaliera è conosciuta da tutti gli abitanti della West Bank, i quali sanno che se si rivolgeranno ad essa troveranno ascolto, accoglienza, amore e professionalità; all'interno delle mura dell'ospedale di Betlemme, infatti, non vengono fatte differenze su base religiosa ed economica e le tensioni rimangono confinate all'esterno.
Inoltre, fattore non certo di secondaria importanza, il Caritas Baby Hospital è in grado di fornire ai propri assistiti un intervento medico efficiente, garantito in ogni sua componente dall'operato congiunto dei ben 216 dipendenti della struttura.
Il primo approccio, fondamentale e assicurato a tutti, consiste in una visita ambulatoriale.
A seguito di questa, spetta al personale medico valutare se il bambino necessiti di una semplice ricetta e delle indicazioni di cura, oppure se, nell'eventualità di patologie più complesse che necessitano di terapie specifiche ed ulteriori esami, sia il caso di ricoverarlo in day hospital, o per un lasso temporale più lungo.
La struttura ospedaliera di Betlemme non si limita però alla semplice cura dei propri piccoli pazienti, bensì ha come componente integrante della propria mission anche quella di educare le madri palestinesi riguardo ad alcune elementari nozioni di igiene, alimentazione e malattie infantili, nonché quella di appurare, grazie ad una rete di assistenti sociali, quali siano le condizioni in cui versano le famiglie.
Queste attenzioni fanno sì che l'intervento del Caritas Baby Hospital non si limitati esclusivamente alle ore in cui il bambino è in ospedale, ma che i suoi frutti si estendano anche al di fuori dello stretto perimetro delle sue mura.
Un ultimo aspetto sul quale preme soffermarsi è che tutto quanto l'ospedale di Betlemme fa per gli abitanti palestinesi è reso possibile esclusivamente grazie ad una fitta rete di solidarietà.
Sorella Donatella, una suora italiana dell'ordine delle francescane elisabettine che da sette anni presta il proprio servizio come infermiera al Caritas Baby Hospital, riguardo la carità internazionale che è all'origine di tutto afferma: "Noi viviamo solo di Provvidenza e questa siete voi. Così Dio entra nel cuore delle persone e le spinge a donare piccole gocce di amore e solidarietà, che andranno a formare un grande oceano di comunione che nessun muro, per quanto granitico e alto sia, potrà mai bloccare".
Relativamente a questo aspetto della carità, Benedetto XVI nell'enciclica Deus Caritas Est scrive: "L'amore del prossimo radicato nell'amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l'intera comunità ecclesiale, e questo a tutti i suoi livelli: dalla comunità locale alla Chiesa particolare fino alla Chiesa universale nella sua globalità. […] L'intima natura della Chiesa si esprime in un triplice compito: annuncio della Parola di Dio (kerygma-martyria), celebrazione dei Sacramenti (leiturgia), servizio della carità (diakonia). Sono compiti che si presuppongono a vicenda e non possono essere separati l'uno dall'altro. La carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza. Inoltre, la Chiesa è la famiglia di Dio nel mondo" (op. cit., 20-25).
Ecco dunque che anche il Mevd ha deciso di dedicare questi mesi che ci separano dalla marcia del 13 maggio a Roma, sia a promuovere la conoscenza del Caritas Baby Hospital, sia per raccogliere offerte in suo favore (per chi volesse: Movimento Europeo Difesa Vita (Mevd), Unicredit, Agenzia di Verona, Iban: IT 31 R 02008 11796 000101130378, specificando come causale: Caritas Baby Hospital).
Non c'è modo più concreto, infatti, per difendere la vita, che propagandare la sacralità di ogni creatura sin dal concepimento, per prevenire il terribile dramma dell'aborto, e, nello stesso tempo, assistere concretamente quei bambini già nati che in varie parti del mondo necessitano di un aiuto.
Il Mevd ha già donato al Caritas Baby Hospital:
- 400 euro di offerte
- 600 euro acquistando gadget, cartoline pro ospedale etc.
- 1110 euro per promuovere la conoscenza di questa realtà e realizzare un DVD registrato direttamente a Betlemme
… ma con l'aiuto di tutti possiamo fare ancora molto per tanti bambini!

Fonte: Libertà e Persona, 18/12/2011

11 - LETTERE ALLA REDAZIONE: COSTANZA MIRIANO E LE CASALINGHE NON DISPERATE
Ho rinunciato alla carriera per donarmi totalmente a mio marito: ora sono la persona più felice e realizzata della Terra
Autore: Valeria - Fonte: Redazione di BastaBugie, 19 dicembre 2011

Cari amici di BastaBugie,
vi ho scritto in passato e confermo che, con tutto il rispetto per la bravura professionale e il credo di Costanza Miriano, mi meraviglio di trovare sul vostro sito una sua foto in abbigliamento non decisamente pudico, che mi pare smentire quanto professate su pudore ecc. Per non dire di alcuni passaggi dei suoi articoli, in cui utilizza un linguaggio da Desperate Housewives, programma che scrive tranquillamente di seguire per TV, cosa che personalmente trovo inammissibile per una cristiana.
Personalmente, non trovo molto traccia di noi donne cristiane, normali, che rinunciamo a carriere (fama e denaro correlato) per fare le casalinghe, non disperate, ma liete, vestite sobriamente e che preferiscono senz'altro la Messa quotidiana alle maratone ecc.
Non si tratta di un giudizio sulla persona, ma della sorpresa di chi dovrebbe sentirsi rappresentata come donna cristiana dai suoi, per altro rispettabili e legittimi, discorsi.
Poi, per carità, rispetto la bravura, la professionalità, la buona volontà e sicuramente la fede di questa nostra sorella, ma penso che i modelli per noi donne cristiane siano le nostre mamme e nonne, casa e chiesa e non le donne manager, in giro per il mondo. E lo scrivo senza un filo d'invidia, avendo rinunciato, col cuore e ben volentieri, a tutto questo, e anche a charme e seduzione, per amore di Cristo, per essere una semplice e genuina donna di fede, pur nella sua casta avvenenza, non voluta e non cercata, ma che credo emerga dalla purezza del cuore e sincerità dello sguardo.
Che Dio vi benedica e benedica la sorella in Gesù e Maria Costanza Miriano,
Erika

Cara Erika,
quando ho letto il libro di Costanza Miriano, "Sposati e sii sottomessa" ho avuto anch' io qualche perplessità.
Soprattutto mi sembrava strano che fosse una donna lavoratrice, addirittura nel campo televisivo, visto che lei stessa consiglia vivamente alle donne di sostituire l'impegno lavorativo con la donazione totale delle proprie energie alla famiglia.
Ciononostante penso che il merito principale della Miriano sia quello di essere una voce fuori dal coro e per aver avuto il coraggio di tornare a dire a noi donne qual è il nostro vero ruolo, spronandoci a tornare alla nostra vera natura e i nostri veri talenti, andando per questo contro la mentalità dilagante della donna emancipata che, secondo l'idea sbagliata del femminismo, si realizzerebbe soltanto facendo carriera e ricoprendo i posti di potere. Ma non è così! A guardare da com'è ridotta la società e da quanta poca serenità si trova negli occhi delle donne moderne, non si direbbe proprio che sono più felici delle nostre nonne casalinghe.
E' ovvio che non deve essere la Miriano il nostro modello di vita, l'unico che può esserlo a pieno titolo è solo Gesù Cristo e, semmai, sua madre Maria! Ma i consigli contenuti nel suo libro sono davvero preziosi e, se non l'hai già fatto, ti consiglio vivamente di leggerlo. In fondo se tu andassi da un medico fumatore che ti consigliasse di smettere di fumare per il bene della tua salute, non dovresti pensare che il suo consiglio vale di meno perché egli stesso fuma. Purtroppo ogni essere umano, quindi anche il cristiano, è in continuo cammino per migliorarsi e a volte sbaglia. Ma la cosa più bella che il credente può fare è riconoscersi umilmente peccatore. E la Miriano, nel suo libro e in ogni suo articolo non ha paura di mettersi a nudo confessando anche i suoi limiti. Io la ammiro per questa sua sincerità e genuinità, dote rara al giorno d'oggi, che non la fa nascondere dietro l'ipocrisia del fariseo che all'esterno è a posto, ma poi non lo è nell'anima. E inoltre non bisogna dimenticare che, a causa di ciò che afferma, ella rischia ogni giorno di essere emarginata sul posto di lavoro: non è forse questa una testimonianza che, in fondo, non le importa poi così tanto la carriera?
Poi, giusto per la precisione e perché ho parlato di persona con lei, ti informo che, a causa della nascita dei figli, Costanza ormai non corre più la maratona e che invece alla Messa ci va tutti i giorni.
Concludo con il raccontarti la storia di una donna cristiana normale che ha rinunciato a carriera (fama e denaro correlato) per fare la casalinga molto lieta: questa sarei io, che pur essendomi laureata con l'intenzione di specializzarmi nell'ambito giornalistico, ho rinunciato a tutto per seguire mio marito e formare così una famiglia cristiana. Ora lo aiuto nell'azienda agricola della sua famiglia, ma principalmente mi occupo della casa. L'essermi donata totalmente a lui e il potermi occupare di lui così pienamente mi rende la persona più felice e realizzata della Terra.
Senza la presunzione di averti convinto, ma con la speranza di aver spostato l'attenzione su ciò che c'è di buono e non sulle mancanze (poiché penso, seguendo san Tommaso D'Aquino, che qualunque cosa buona venga detta anche dal peggior peccatore viene dallo Spirito Santo), ti saluto da amica.

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Fonte: Redazione di BastaBugie, 19 dicembre 2011

12 - OMELIA DELLA MESSA DI NATALE DEL GIORNO
Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: Un Natale vero?, settembre 2006 (ed. Studio Dominicano)

Ciò che è avvenuto a Betlemme venti secoli fa può esser qualificato come un'invasione di gioia. Una gioia immensa, una gioia invincibile, per la prima volta è entrata nella storia; in quella storia umana che è più che altro un succedersi ripetitivo di tristezze e di angosce. "Vi annunzio una grande gioia" (Lc 2,10): così nella notte santa l'angelo dà la notizia del Natale agli insonnoliti pastori. Questa gioia, notificata dal cielo, è arrivata fino a noi e contraddistingue e rischiara lietamente questi giorni tra tutti i giorni dell'anno.
La ragione più semplice e immediatamente comprensibile della contentezza che (in misura e in forme diverse) oggi raggiunge ogni uomo, è che l'umanità intera almeno confusamente capisce di aver ricevuto un regalo.
Un regalo, anche se piccolo, è il segno che qualcuno ci vuole un po' di bene; e sentirsi amati è la cosa più bella e gratificante che ci sia.
Ma qui il dono è il più grande e sorprendente che si possa pensare: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito" (Gv 3,16).
La pagina altissima del vangelo di Giovanni, che abbiamo ascoltato, ci aiuta a renderci conto dell'immensa ricchezza che abbiamo ricevuto.
Quel "Figlio unigenito" - quel "Verbo che era presso Dio ed era Dio" (cfr. Gv 1,1) - ci aiuta a risolvere, almeno sul piano esistenziale, i nostri problemi più difficili. Se ci chiediamo, per esempio: da che parte è venuto l'universo?, il Natale ci risponde sciogliendo l'enigma dell'origine delle cose: "Tutto è stato fatto per mezzo di lui - ci è stato detto - e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste" (Gv 1,3). "Per mezzo di lui", cioè per mezzo di quel bambino povero e indifeso che contempliamo effigiato nei nostri presepi, del quale la parola di Dio, che qui è risonata, ci ha rivelato il nascosto prestigio e la forza trascendente: "Ultimamente, in questi giorni, ci ha parlato per mezzo di un figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo" (Eb 1,2).
Ma che cosa rappresenta il bimbo nato a Betlemme per me, per le mie sostanziali aspirazioni di creatura smarrita, che deve affrontare l'arcano inquietante di un pellegrinaggio terreno senza certezze, verso un destino che non mi è noto?
Quel bambino è "la luce vera, quella che illumina ogni uomo" (Gv 1,9), ci è stato risposto. Dopo che lui è venuto, non siamo più dei viandanti che camminano al buio: non solo la nostra origine, ma anche la nostra mèta ci è stata chiarita nell'evento del Natale.
La nostra mèta è quella di assimilarci al Verbo che si è fatto uomo, ed essere come lui "generati da Dio" (cfr Gv 1,13), cioè possessori, rimanendo creature umane, della vita divina; una vita tanto superiore e preziosa da essere in grado di sottrarci alla tirannia della morte e di porci al riparo dagli insulti del male: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16).
"Chiunque crede in lui". La strada per realizzare in noi la realtà del Natale è quella, come si vede, di accogliere la venuta del Signore Gesù con una fede autentica e piena, una fede che trasformi la nostra mentalità irredenta e converta sostanzialmente la nostra vita: "A quanti l'hanno accolto - abbiamo sentito - ha dato potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome; i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati" (Gv 1,12-13).

 " E il Verbo si fece carne e venne ad abitare il mezzo a noi" (Gv 1,14).
Abita in mezzo a noi, è ormai dei nostri, nostro familiare e nostro compagno di viaggio: anche questo fa parte dell'intima motivazione della gioia natalizia. E' il dono di poter evadere della solitudine e vincere il disagio dell'incomunicabilità.
Gli uomini vivono oggi addensati e fitti come in nessun'altra epoca. Eppure sono troppo spesso estranei gli uni agli altri, senza il conforto di una sincera comunione di pensieri e di vita.
Ma da quando il Figlio di Dio si è fatto uomo e ha preso dimora fra noi, nessun uomo deve più sentirsi abbandonato e solo. Ognuno che crede e accoglie il Natale nella sua piena verità, arriva alla persuasione che lo fa rinascere e gli fa dire: "C'è un Dio che è con me, un Dio che sa che ci sono e non mi dimentica, un Dio che mi ha raggiunto con il suo amore, un Dio che ha assunto volto e cuore di uomo perché anch'io potessi amarlo come lui mi ama".
Questa è la bellezza e l'incanto più coinvolgente della festa di luce e di vita che oggi ci raduna.

 "Ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo" (Lc 2,11): così la voce dell'angelo ha squarciato non solo il silenzio della notte palestinese ma anche la notte oscura che incombe sull'intera vicenda umana.
"Di tutto il popolo"; dunque anche nostra. Nell'evangelo" - nella "buona notizia" che è partita da Betlemme - non ci sono privilegi di ricchezza, di classe, di dominio, di fama.
Questa gioia ineffabile entri allora in tutte le case, si posi come una divina carezza sul capo dei nostri bimbi, come dolce conforto nelle sofferenze dei malati, come una mite consolazione nelle pene dei tribolati, come una presenza rasserenante nel deserto di chi si sente derelitto e solo, come un'energia di vittoria nella debolezza di chi è tentato, come una certezza per tutti di un esistenza più significante e felice.
Questo è l'augurio natalizio più adeguato e più vero.

Fonte: Un Natale vero?, settembre 2006 (ed. Studio Dominicano)

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