BastaBugie n�654 del 04 marzo 2020

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1 SANTA GIACINTA DI FATIMA MORIVA 100 ANNI FA PER IL VIRUS DELLA SPAGNOLA (MILIONI DI MORTI)
Morì completamente sola nell'ospedale di Lisbona (le venne negata anche la consolazione della Comunione)
Autore: Cristina Siccardi - Fonte: Corrispondenza Romana
2 DELIRIO LGBT CONTRO LA FAMIGLIA COMPOSTA DA UOMO, DONNA E BAMBINI
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): al Carnevale di Viareggio un carro lgbt, la pedofilia è 20 volte più comune negli omosessuali, mentre siamo distratti dal Coronavirus stanno approvando in Italia la legge sull'omofobia
Autore: Manuela Antonacci - Fonte: Provita & Famiglia
3 CORONAVIRUS, LA SITUAZIONE IN CINA DI CUI NESSUNO PARLA
In Cina l'epidemia da Covid-19 è in fase calante, chi è infettato guarisce nel 98% dei casi, ma soprattutto è letale principalmente per anziani, per chi ha malattie croniche e per i fumatori (da notare che nessun bambino è morto per il Coronavirus)
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
4 I CATTOLICI AMERICANI VOTERANNO DONALD TRUMP
Per la prima volta un presidente degli Stati Uniti ha tenuto un discorso il Mercoledì delle Ceneri sulla Quaresima e lo ha fatto come atto ufficiale (così si torna a identificare gli Usa come nazione cristiana)
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone
5 BIBBIA O CATECHISMO: PER UN CRISTIANO COSA E' PIU' IMPORTANTE?
La dottrina non è un optional, ma il fondamento di tutto: senza dottrina, non c'è fede e non c'è nemmeno la pastorale
Fonte: I Tre Sentieri
6 L'ABBRACCIO MORTALE DELLO STATO ALLA CHIESA
Le quattro strategie fallimentari della Chiesa (che sono risultate deboli ed anzi dannose, vedi coronavirus)
Autore: Stefano Fontana - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 L'IDEOLOGIA COMUNISTA AVANZA IN SPAGNA E IN IRLANDA
La recrudescenza comunista in Paesi-simbolo del Cattolicesimo europeo (Spagna e Irlanda) è un segnale pericoloso da non sottovalutare, specie in prospettiva
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana
8 LETTERE ALLA REDAZIONE: CORONAVIRUS, NON SONO D'ACCORDO CON LE CONFERENZE EPISCOPALI
L'aver abolito in alcune regioni la santa Messa con il popolo è un cedimento alle logiche mondane
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie
9 OMELIA II DOMENICA QUARESIMA - ANNO A (Mt 17,1-9)
Questi è il Figlio mio, l'amato
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - SANTA GIACINTA DI FATIMA MORIVA 100 ANNI FA PER IL VIRUS DELLA SPAGNOLA (MILIONI DI MORTI)
Morì completamente sola nell'ospedale di Lisbona (le venne negata anche la consolazione della Comunione)
Autore: Cristina Siccardi - Fonte: Corrispondenza Romana, 26 Febbraio 2020

Mentre il mondo combatte contro il Coronavirus del 2020 (Covid-19), dove l'Italia è il terzo Paese al mondo per numero di contagi, in questi giorni si è celebrato un centenario di grande importanza, silenziato dalla Chiesa e dai media, ma molto sentito da tutti quei prelati, sacerdoti, monaci, monache e fedeli rimasti cattolici e, quindi, seriamente devoti alla Madonna di Fatima. Il 20 febbraio 1920 moriva, infatti, a dieci anni, santa Giacinta Marto a causa della pandemia del virus della Spagnola (influenza H1N1), come suo fratello Francesco. Fra il 1918 e il 1920 la pandemia causata da quel virus contagiò circa 500 milioni di persone, inclusi alcuni abitanti di remote isole dell'Oceano Pacifico e del Mar Glaciale Artico, provocando il decesso di 50-100 milioni di individui (dal tre al cinque per cento della popolazione mondiale dell'epoca), più vittime della peste nera del XIV secolo. Ma veniamo a Giacinta. Uno dei suoi divertimenti preferiti, insieme a Francesco e alla cugina Lucia, era quello di gridare ad alta voce, dall'alto dei monti, seduta sulla roccia. Il nome che più echeggiava era quello della Madonna. A volte proprio lei, «quella a cui la Vergine Santissima ha comunicato maggior abbondanza di grazie e maggior conoscenza di Dio e della virtù», come scriverà suor Lucia dos Santos, recitava tutta l'Ave Maria, pronunciando la parola seguente soltanto quando l'eco riproduceva per intero quella precedente. Tale innocentissima preghiera di bambina, quasi surreale, dove il soprannaturale si sovrapponeva al naturale, riecheggia nelle nostre coscienze quando veniamo a sapere che proprio lei sacrificò la sua vita per i «poveri peccatori», per la Chiesa e per il Papa.

LO SGUARDO DI GIACINTA
L'unica pubblicazione degna di nota, uscita in questi giorni per rendere omaggio alla piccola e grandissima bimba del Portogallo, è stato il libro di Padre Serafino Tognetti, dal semplice titolo Giacinta (Etabeta, pp.134, € 12,00). L'autore le ha dedicato una biografia non solo perché si tratta di un anniversario che non può e non deve essere trascurato, ma perché ella rappresenta quella militanza di cui oggi la Chiesa ha assoluto bisogno. Un giorno ha detto il monaco dei Figli di Dio, primo superiore della Comunità dopo la scomparsa di Don Divo Barsotti, che abbiamo bisogno dello sguardo di Giacinta, quello dei lottatori, di coloro che sanno che la vittoria sul male costa sudore e sangue. E il mondo ha paura del suo sguardo severo: sono occhi che parlano di Dio e della Sua Grazia, degli uomini e dei loro peccati.
Giacinta, che era stata, fino al momento delle apparizioni dell'Angelo del Portogallo (1916) e quelle di Nostra Signora di Fatima, una bambina solare, allegra, spensierata, che amava cantare e ballare, si trasforma e diventa, come stanno a dimostrare sia le testimonianze che le fotografie che la ritraggono, serissima e con pupille che trafiggono come lame lucenti. «"Mentre Giacinta sembrava preoccupata nell'unico pensiero di convertire i peccatori e salvare le anime dall'Inferno, Francesco sembrava che pensasse solo a consolare Gesù e la Madonna, che aveva contemplato molto tristi" [dalle Memorie di suor Lucia, ndr]. Entrambi si piazzano sotto la croce, guardano Gesù crocifisso, ma Giacinta tiene un piede anche sulla porta dell'Inferno, perché ciò che vide il 13 luglio del '17 fu impresso in lei con ferro rovente, ed ella non potrà mai dimenticare quell'agghiacciante visione. [...] Giacinta, ne siamo sicuri, è un'anima che ottiene. La sua preghiera è accolta proprio per la sua sincerità totale, assoluta, senza macchia. Se questa fu la sua potenza mediatrice sulla terra, lo sarà probabilmente anche adesso in Cielo» (pp. 22).

SACRIFICIO E MORTIFICAZIONI
Il profilo che Lucia tratteggia della cuginetta è straordinario: è il ritratto dei puri di cuore. Giacinta era insaziabile nella pratica del sacrificio e delle mortificazioni. Agli inizi del mese di luglio del 1919, entrò in ospedale, contagiata dalla Spagnola. Sua madre le chiese che cosa desiderasse e la piccola chiese la presenza di Lucia. La visita fu tutto un parlare delle sofferenze offerte per i peccatori al fine di allontanarli dall'Inferno, ma anche per il Sommo Pontefice. Scrive nelle Memorie suor Lucia: «Tu rimani qua per dire che Dio vuole istituire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando ce ne sarà l'occasione, non ti nascondere. Di' a tutti che Dio ci concede le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria; che le domandino a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che vicino a Lui, sia venerato il Cuore Immacolato di Maria. Chiediamo la pace al Cuore Immacolato di Maria; Dio la mise nelle mani di Lei. S'io potessi mettere nel cuore di tutti, il fuoco che mi brucia qui nel petto e mi fa amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!». Nelle sue manifestazioni Giacinta cammina sempre sul crinale della vita eterna, con l'abisso della dannazione che si spalanca sotto i suoi piedi: ella ragiona come il vero cattolico medievale, ovvero trascendendo il mondo con il suo benessere materiale, perseguendo soltanto la via del Cielo, per questo ella sopportava tante sofferenze e tante ingiustizie (comprese le drammatiche vessazioni di tutti coloro che non credevano ai pastorelli di Fatima).

IL SENSO DELLE COSE
«Se sapessero...» ripeteva sempre, pensando agli uomini dei tempi moderni. Sapessero che cosa? «Che gli atti di questa vita terrena hanno una valenza eterna. Questo è il grande problema dell'uomo di oggi: non sapendo più che cosa sta a fare al mondo, cerca affannosamente il senso delle cose, senza mai trovarlo» (p. 97). Diceva ancora Giacinta che le persone non pensano alla morte di Gesù. Don Divo Barsotti, dal canto suo, affermava che «"Gesù è diventato un pretesto per parlare d'altro". Si inizia a parlare del Cristo, si finisce col parlare di politica» (ibidem). La Passione di Cristo è una passione per i figli del Padre e in ogni uomo c'è il prezzo del sangue divino, c'è la nobiltà della Santa Croce. Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dall'ultima apparizione di Fatima del 13 ottobre 1917 al dies natalis di Giacinta trascorsero 28 mesi: è in questo tempo che si santificò, spogliandosi totalmente di se stessa per servire umilmente Gesù, per consolarLo, per farLo contento con i mezzi che la Madre di Dio aveva rivelato alla Cova d'Iria: la preghiera, il Santo Rosario, la rinuncia, il sacrificio. Invero, la penitenza è l'unico mezzo per assurgere a Cristo Signore, ben lo sanno i Santi. Giacinta morì completamente povera e sola nell'ospedale di Lisbona, e non ebbe neppure la consolazione di ricevere la santa Comunione, perché le venne negata.
La fede di Giacinta è quella dei Santi di Dio, non quella da salotto. È una fede virile, forte, che non fa sconti a se stessi ed è coraggiosa, va all'arma bianca: da soli contro il nemico, il demonio e le sue tentazioni, quelle che portano al peccato. La guerra terribile non è contro il mondo, ma è contro se stessi e chi vince quella guerra si fa partecipe della Redenzione dell'Unico Salvatore.
L'internazionale Carnevale di Venezia è stato abolito in questo Anno Domini 2020 per limitare i contagi dal Coronavirus e la Quaresima, quest'anno, inizia con la quarantena di molti. Approfittiamo di questo tempo di castighi e di misericordia per ascoltare e mettere in pratica, finalmente, gli insegnamenti della Madonna di Fatima, che santa Giacinta prese alla lettera sine glossa.

FATIMA
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DOSSIER "CORONAVIRUS"
Sì alla prudenza, no al panico

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DOSSIER "LA MADONNA DI FATIMA"
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Fonte: Corrispondenza Romana, 26 Febbraio 2020

2 - DELIRIO LGBT CONTRO LA FAMIGLIA COMPOSTA DA UOMO, DONNA E BAMBINI
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): al Carnevale di Viareggio un carro lgbt, la pedofilia è 20 volte più comune negli omosessuali, mentre siamo distratti dal Coronavirus stanno approvando in Italia la legge sull'omofobia
Autore: Manuela Antonacci - Fonte: Provita & Famiglia, 20 febbraio 2020

"Che senso ha promuovere la nostra Puglia come un luogo accogliente per la comunità LGBTI, se poi l'assessorato al welfare fa una rappresentazione delle famiglie (al plurale!) così tradizionale?"
E' la protesta social che "Mixed LGBTI" ha lanciato dalla sua pagina Facebook: Mixed LGBTI è un'associazione pugliese nata due anni fa per promuovere le rivendicazioni LGBTI attraverso interventi "culturali" mirati, associazione che, stavolta, non avendo evidentemente niente di meglio da fare, ha deciso di scagliarsi, contro una rappresentazione della famiglia perfettamente corrispondente alla realtà e in merito ad un'iniziativa che riguarda proprio la famiglia stessa.
Di cosa stiamo parlando? Lo riporta il sito della Regione Puglia che pubblicizza l'iniziativa: "Con la D.G.R. 2885 del 20 dicembre 2012 la Regione ha approvato il Programma attuativo per rendere la Puglia un territorio amico delle famiglie e promuovere, in generale, la parità di genere, la conciliazione vita-lavoro e famiglia lavoro.  [...] "Puglia Loves Family" è il marchio di attenzione e qualità promosso da Regione Puglia per identificare il network delle organizzazioni amiche delle famiglie. Il marchio, registrato presso la Camera di Commercio di Bari, è garanzia di servizi e standard rispondenti alle esigenze dei nuclei familiari".
 L'iniziativa è rivolta ad alberghi, Bed & Breakfast, stabilimenti balneari, che per ricevere il marchio devono dimostrare di aderire agli standard di "Puglia loves Family". Ma il Mixed LGBTI ovviamente si è curato poco dei contenuti e ha lanciato i suoi strali contro la "forma", il "packaging" dell'iniziativa, ovvero il logo di "Puglia loves Family". E' il caso davvero di riportare il loro anatema perché ne emerga tutta l'assurdità:
"Una coppia, uomo e donna, lei col pancione, un passo indietro rispetto al suo uomo. Bianchi. Eterosessuali. Senza disabilità. Con un bambino in braccio e l'altro in grembo. Magri e senza animali domestici Esistono diversi tipi di famiglie, cara Regione Puglia, con e senza figli, con persone dello stesso sesso e senza pancioni obbligatori che richiamano gli appelli a procreare di #ProVita - a loro volta nostalgici della migliore propaganda fascista Abbiamo diritto ad una #rappresentazione alternativa, o quantomeno ulteriore rispetto a questa?"
Insomma parole da cui emerge il vero spirito di certe associazioni e certe rivendicazioni: che il nemico numero uno evidentemente non è la discriminazione ma... la famiglia naturale!

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).

AL CARNEVALE DI VIAREGGIO UN CARRO LGBT
Al Carnevale di Viareggio sfila un carro LGBT chiamato in modo significativo «Né di Eva né di Adamo» - titolo prelevato da un romanzo omonimo - tanto per sottolineare che il sesso binario non è più di moda. Coppie omosessuali di cartapesta e in carne e ossa danzano. Il sito ufficiale del Carnevale di Viareggio spiega: «La costruzione allegorica è un omaggio all'amore in tutte le sue espressioni ed un monito contro l'omofobia. All'intero del tempio antico, antico quanto l'universale sentimento amoroso, simboliche figure ballano un valzer coinvolgente. E' un inno all'amore senza sesso o distinzione, colore o religione e alla libertà di baciarsi senza ostacoli. I particolari cigni sul timpano del tempio sono il simbolo della purezza e della poesia d'amore».
Davvero l'omosessualità e la transessualità si fanno "costume". Di carnevale.
(Gender Watch News, 19 febbraio 2020)

LA PEDOFILIA È 20 VOLTE PIÙ COMUNE NEGLI OMOSESSUALI
La ONG polacca Fundacja Pro ha allestito dei furgoni che riportavano le seguenti scritte: «La pedofilia è 20 volte più comune negli omosessuali. Vogliono insegnare ai tuoi figli. Fermali!». Le lobby LGBT ovviamente sono insorte e hanno portato a processo i responsabili della campagna.
Il caso è stato archiviato. Infatti il giudice Adam Maciński ha affermato che la campagna «dovrebbe essere considerata come avente una dimensione informativa e sociale» ed  «è un'espressione della libertà di parola e di credo costituzionalmente garantita per l'imputato».
(Gender Watch News, 23 febbraio 2020)

MENTRE SIAMO DISTRATTI DAL CORONAVIRUS STANNO APPROVANDO IN ITALIA LA LEGGE SULL'OMOFOBIA
Tutti siamo concentrati sulle notizie che ci arrivano circa il coronavirus e che riempiono di paura molti italiani, parte dei quali sono presi da una forma strana di panico, peraltro diffuso da tutti i mass media. Questa situazione ci distrae da tutto il resto, anche se "tutto il resto" continua ad esserci e ad andare avanti, anche se non ce ne accorgiamo. [...]
Nel silenzio e nella distrazione generale, la conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso che il progetto di legge relativo alla omofobia/transfobia venga portato in aula il prossimo 30 marzo. Se dovesse passare, tale legge costituirebbe un ulteriore attacco alla libertà di pensiero e di opinione garantita dall'articolo 21 della Costituzione. È evidente ed è fuori di ogni discussione il fatto che ogni persona debba essere rispettata, proprio in quanto persona, qualunque sia la propria tendenza sessuale ed il proprio pensiero in proposito: e già esistono le leggi che condannano ogni violenza ed ogni offesa personale in tal senso.
Il pericolo costituito da quel progetto di legge è che esso finisca con l'introdurre nel nostro Paese il divieto ad esprimere qualsiasi parere od opinione su di un aspetto così delicato della vita umana. Tanto per fare un esempio, in Spagna, sulla base di una legge analoga, un Cardinale di Santa Romana Chiesa è stato incriminato per il semplice fatto di avere esposto la dottrina della Chiesa Cattolica in tema di sesso.
Sarebbe bene, allora, che tutti gli amanti della libertà vigilino e lottino perché una tale legge non venga approvata in Italia. [...]
(Peppino Zola, La Nuova Bussola Quotidiana, 2 marzo 2020)

Fonte: Provita & Famiglia, 20 febbraio 2020

3 - CORONAVIRUS, LA SITUAZIONE IN CINA DI CUI NESSUNO PARLA
In Cina l'epidemia da Covid-19 è in fase calante, chi è infettato guarisce nel 98% dei casi, ma soprattutto è letale principalmente per anziani, per chi ha malattie croniche e per i fumatori (da notare che nessun bambino è morto per il Coronavirus)
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 26-02-2020

La psicosi che è stata generata negli ultimi giorni per i casi di polmonite da nuovo Coronavirus (Covid-19) hanno completamente stornato l'attenzione da ciò che succede in Cina, ormai surclassata nell'attenzione dei media dai casi autoctoni.
Eppure le notizie che arrivano dalla Cina sono estremamente interessanti e meritevoli di qualche considerazione. Innanzitutto i numeri: i casi di Coronavirus accertati sono arrivati a 77.658.
Le morti nel corso dell'ultima settimana sono state 71 - che rappresenta il dato più basso da oltre due settimane - per un bilancio complessivo di 2.663 morti. Il tasso di mortalità è dunque del 2,8%.
Ma c'è un altro dato molto importante da rilevare: al di fuori dell'Hubei - la provincia epicentro dell'epidemia, dove si sono verificati più del 90% dei casi cinesi - i nuovi casi nel resto della Cina sono stati solo nove.
Cosa significa tutto questo? Che l'epidemia è entrata in una fase calante. Sarà merito delle misure di quarantena, sarà il clima meteorologico che si sta mitigando, in ogni caso l'ondata del virus che ha fatto tremare il mondo sembra stia passando. Tranne in Italia, dove stiamo vivendo ancora nella paura del contagio.

MA TORNIAMO ANCORA ALLA CINA
Negli scorsi giorni, il  17 febbraio, una rivista scientifica, il Chinese Journal of Epidemiology, ha diffuso un importante studio epidemiologico sul tasso di mortalità da Covid-19. Lo studio ha preso in esame ben 72.314 pazienti, di cui 44.672 casi di Coronavirus confermati. Il report conferma i tassi di mortalità finora evidenziati, che parlano di un 2% di vittime tra le persone colpite.
Tuttavia, è l'analisi per fasce di età che ci fornisce i dati più interessanti. Innanzitutto, tra i bambini da 0 a 9 anni il tasso è dello zero per cento: non c'è stato nessun bambino di quell'età morto. Il tasso di mortalità aumenta con l'età: si passa dallo 0,2% della fascia tra i 10 e i 39 anni, comprendente quindi ragazzini, giovani e giovani adulti, per arrivare all'1% dei cinquantenni, il 3,6 % dei sessantenni, l'8% per le persone tra 70 e 80 anni, e infine impennarsi al 14,8% per infetti dagli 80 anni in su.
Cosa ci dicono questi dati? Che il Covid-19 è un virus respiratorio in grado di dare problemi importanti alle persone anziane e fragili, come molte altre polmoniti e bronchiti, ad esempio quelle prodotte da Pneumococco - che causa ogni anno circa 8.000 morti - prevalentemente in soggetti anziani. Potrà sembrare strano, ma sempre in Italia, dall'analisi delle schede di dimissione ospedaliera, si evince negli ultimi anni un trend in aumento dell'incidenza delle polmoniti pneumococciche nel periodo 2001-2010 con un tasso medio di ospedalizzazione di 9,8/100.000 nella popolazione pediatrica e 16,5/100.000 nei soggetti di età superiore ai 65 anni: 200.000 casi di polmonite  di origine virale e batterica, quindi trasmissibile, che però non hanno mai indotto ad assaltare farmacie e supermercati in cerca di mascherine, o a proclamare il coprifuoco.

GRAVI MALATTIE CRONICHE
Inoltre, la presenza di gravi malattie croniche, come diabete, ipertensione, tumore, insufficienza respiratoria cronica e problemi cardiovascolari sono terreno fertile per il Coronavirus. Soprattutto negli adulti dai 70 anni in su, con un sistema immunitario compromesso. Sono le stesse identiche evidenze che emergono dai casi italiani di questi giorni.
Altri dati interessanti che vengono dallo studio epidemiologico cinese sono poi quelli che riguardano le caratteristiche delle persone colpite: il virus risulta più letale per il sesso maschile piuttosto che quello femminile: 2,8% contro 1,7%. Tra i fattori evidenziati dai ricercatori che rendono più pericolosa l'epidemia da Coronavirus c'è il fumo: in Cina vive circa un terzo dei fumatori di tutto il mondo, di cui il 50% è rappresentato dagli uomini e solo il 2% dalle donne.
Anche questo è un dato che dovrebbe risultare ovvio: chi fuma danneggia le cellule dei propri polmoni, e pertanto non è strano riscontrare più casi tra i fumatori. Forse dovrebbe essere un dato su cui riflettere attentamente da parte di chi è dedito a questo vizio, e anziché mettersi la mascherina o cospargersi di amuchina meglio sarebbe buttare via il pacchetto di sigarette.
Da ultimo, l'analisi dei ricercatori cinesi dimostra che l'80,9% delle infezioni da Coronavirus si possono classificare come "leggere", il 13,8% "importanti" e solo il 4,7% come "critiche". Se poi, come ipotizza qualcuno, il dato delle persone che hanno contratto il Coronavirus è decisamente superiore a quanto finora riportato, questo significherebbe un tasso di mortalità ancora più basso.
Insomma, nonostante il tasso di allarmismo sia da noi ancora altissimo, c'è di che ben sperare.

Nota di BastaBugie
: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "I vescovi e il Dio che sostiene, ma non può fare miracoli" spiega il motivo teologico per cui i vescovi invitano a pregare perché Dio sostenga i malati e i medici, ma pochi di loro chiedono di pregare perché il Cielo sconfigga il contagio. Sembra che non si riconosca a Dio la possibilità di operare al di fuori dell'ordine del creato, come diceva invece San Tommaso, ma solo rispettando le leggi di questo ordine. Tutto ciò è il frutto della teologia di Rahner, dove Dio è intramondano.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 febbraio 2020:
Nei comunicati di molti vescovi a proposito della sospensione delle Messe a causa del Coronavirus si legge l'invito a pregare perché Dio sostenga i malati, le persone colpite e danneggiate e gli operatori sanitari in modo che il contagio venga sconfitto. Solo in pochi casi si è potuto notare un invito a pregare perché il Cielo sconfigga il contagio e perché la Madonna interceda affinché Dio ponga fine alla piaga.
A sconfiggere il contagio potrà essere solo la scienza e che Dio aiuti gli scienziati: questo il senso di molti interventi episcopali. Sembra che non si riconosca a Dio la possibilità di operare al di fuori dell'ordine del creato, ma solo rispettando le leggi di questo ordine: quindi non cesserà la malattia se non quando le sue cause naturali avranno fatto il loro decorso o quando tale decorso verrà interrotto dall'intervento umano. È come se una persona malata pregasse e facesse pregare i suoi familiari e amici non affinché Dio estirpasse la sua malattia, ma solo perché sostenesse i medici e gli infermieri dell'ospedale in cui è ricoverato, riservando solo a costoro la possibilità di vincere la malattia. Con questa mentalità non esisterebbe nessun santuario dedicato alla Madonna della Salute. Dietro la decisione molto drastica di alcuni vescovi di applicare in modo rigorosissimo le normative restrittive dell'autorità civile si può forse notare un effetto di questo modo di vedere.
Sul punto in questione la teologia cattolica tradizionale la pensava in modo diverso dalla teologia prevalente oggi. San Tommaso d'Aquino dimostra che Dio ha creato le cose dal nulla e che il mondo non è sempre esistito. Egli poi spiega che creare il mondo significa anche conservarlo nell'essere e governarlo: "Come non può esservi cosa che non sia stata creata da Dio, così non può esservi cosa che non sia sottoposta al suo governo". Ciò non vuol dire che Dio faccia tutto direttamente sul piano esecutivo, infatti egli "governa le cose in maniera da rendere alcune di esse cause rispetto al governo  di altre: come un maestro che rendesse i suoi alunni non solo dotti, ma anche capaci di insegnare agli altri". In altre parole l'operare di Dio va inteso "in modo da non pregiudicare il fatto che le cose stesse hanno la loro propria attività", pur essendo Dio la causa prima del loro operare.
Fino a questo punto San Tommaso spiega che Dio opera tramite l'operato delle cause seconde, nel caso del Coronavirus degli scienziati e degli operatori sanitari. Egli però aggiunge anche che Dio può operare nel mondo al di fuori delle cause naturali da Egli stesso create e ordinate: "Dio può operare fuori dell'ordine stabilito, poiché non lui è soggetto all'ordine delle cause seconde, ma tale ordine è a lui soggetto". "Le opere compiute da Dio fuori dell'ordine delle cause da noi conosciute vengono dette miracoli".  Il miracolo può superare la forza della natura in tre modi secondo San Tommaso: nel fare quanto la natura non può assolutamente fare; nel fare quanto la natura può fare ma non in quel tale soggetto; nel fare quando la natura può fare ma non in quel modo, "per esempio uno guarisce istantaneamente dalla malattia senza cure e fuori dal decorso normale della malattia".
Allora si deve pregare Dio in quanto causa prima delle cause seconde che stanno operando contro la malattia, ma si deve pregare Dio anche perché guarisca dalla malattia  intervenendo al di fuori del suo naturale decorso. Questo secondo punto viene oggi trascurato nel caso del Coronavirus.
Non è però una distrazione. La teologia contemporanea non condivide che Dio possa operare anche al di fuori delle cause naturali e quindi - in linea di principio - non ammette una preghiera perché ciò avvenga. Dietro la diversità di impostazione sta una diversa visione della creazione, dato che la teologia di oggi non pensa che in essa Dio abbia posto il mondo fuori di sé, come invece sosteneva San Tommaso. Per i teologi di oggi, l'azione di Dio nel mondo avviene sempre nel mondo e tramite il mondo e mai fuori di esso. Per rimanere nel caso che stiamo esaminando: non può esistere un intervento di Dio al di fuori dell'azione del personale sanitario e, più in generale, degli interventi umani, perché Dio è inteso come l'orizzonte che rende possibili quegli interventi e che si auto-comunica proprio dentro quelle storie. Perché dovrebbe sospenderle se proprio lì Egli si manifesta?
Karl Rahner, per esempio, ritiene che se Dio operasse in contrasto con le leggi naturali da lui stesso create si trasformerebbe in una causa naturale, una causa tra le altre cause e perderebbe assolutezza e trascendenza. Un intervento di Dio, secondo lui, non avviene muovendo le cause seconde, né agendo al di fuori delle cause seconde, la presenza di Dio si dà nell'esistenza dell'esistente finito e, quindi per il nostro caso, proprio nelle iniziative umane di tipo sanitario e sociale. Dio è per definizione intramodano e i miracoli non sono una sospensione momentanea della legge di natura da parte di Dio.
Se nei comunicati dei vescovi sul Coronavirus si è talvolta notato un eccesso di zelo amministrativo e solo un modesto sguardo agli interventi del Cielo, queste sono le cause teologiche.

DOSSIER "CORONAVIRUS"
Sì alla prudenza, no al panico

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 26-02-2020

4 - I CATTOLICI AMERICANI VOTERANNO DONALD TRUMP
Per la prima volta un presidente degli Stati Uniti ha tenuto un discorso il Mercoledì delle Ceneri sulla Quaresima e lo ha fatto come atto ufficiale (così si torna a identificare gli Usa come nazione cristiana)
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Sito del Timone, 28 febbraio 2020

Le elezioni presidenziali si avvicinano e, negli Usa, i politologi iniziano ad interrogarsi sulle preferenze degli elettori. A tal proposito, vale la pena chiedersi: e i cattolici? Chi e come sembrano intenzionati a votare? Offre qualche risposta un nuovo sondaggio - il secondo dopo uno già effettuato a fine 2019 - targato EWTN News / RealClear Opinion Research che, raccolti il 28 gennaio e il 4 febbraio i pareri di 1521 battezzati, ha cercato di vederci chiaro. I dati emersi da questa rilevazione demoscopica sono numerosi, motivo per cui vale la pena soffermarsi sui più significativi.
Anzitutto, viene inquadrato il livello di adesione dei battezzati alla dottrina cattolica, che purtroppo è molto scarso: appena il 18% di questi cattolici interpellati, infatti, dichiara di accettare tutti gli insegnamenti della Chiesa dice che essi si riflettono nel modo in cui vivono la loro vita; un ulteriore 38% riferisce di accettare la maggior parte degli insegnamenti e di provare a vivere di conseguenza, il 29% non accetta gli insegnamenti chiave, il 13% ritiene che il cattolicesimo abbia un'influenza minore sulla propria vita e il 2% si qualifica addirittura come ex cattolico.

COME VOTERANNO I CATTOLICI?
Le cupe fotografie del Pew Research Center sul cattolicesimo Usa, ritratto come ben poco attento alla dottrina, vengono insomma confermate. D'accordo ma, tornando a noi, come voteranno questi cattolici, in particolare quelli devoti e attenti al magistero? Secondo EWTN News, quasi uno su due di costoro (47%) approva quanto fatto dalla presidenza Trump. Il che è un dato estremamente significativo, per almeno due ragioni. La prima consiste nel fatto che non si sa ancora chi sarà lo sfidante del presidente uscente. Dunque una così alta fiducia al magnate significa che, finora, esso ha convinto molto i cattolici che potremmo definire praticanti.
Un secondo elemento interessante, di questo gradimento trumpiano tra i fedeli che osservano l'insegnamento della Chiesa, consiste nel fatto che esso appare in crescita. Infatti, se oggi risulta - come si diceva poc'anzi - del 47%, nella rilevazione EWTN News di novembre 2019 tale percentuale ammontava al 44%. Come mai Trump piace sempre di più a questo mondo cattolico, fedele all'insegnamento della dottrina? Una spiegazione, neppure troppo campata per aria, potrebbe essere quella della recente partecipazione del Presidente degli Stati Uniti alla March for Life 2020, che come noto si è tenuta a fine gennaio, pochi giorni prima della rilevazione demoscopica di cui stiamo parlando.

LA MAGGIOR PARTE VOTERÀ PER TRUMP O CI STA PENSANDO
Ad ogni modo, al di là del gradimento del tycoon del citato 47%, i cattolici che, nel loro insieme - non solo quelli devoti - dichiarano che non voteranno mai per lui, ammontano al 36%. Ne consegue come la maggior parte dei cattolici americani o voterà per Trump o comunque ci sta pensando. Anche se non si sa ancora quale sarà il suo sfidante. Il che, al di là di ogni valutazione sulla figura del Presidente Usa uscente, ci dice anche un'altra cosa, e cioè che non tutte le idee sono compatibili con il cattolicesimo. Una verità lampante sul piano puramente dottrinale ma, a quanto pare, riscontrabile anche su quello elettorale, con un sondaggio - quello EWTN News -, che per quanto vada preso con tutte le cautele del caso, alcune indicazioni utili le dà.
Indicazioni che ricordano come l'elettorato cattolico - specialmente quello più attento ai principi del Catechismo, che non è purtroppo così numeroso ma ha ancora il suo peso - non si lascia incantare da alcune formulette filantropiche o promesse elettorali. Vuole fatti e impegni. Coerenti con gli insegnamenti della Chiesa.

Nota di BastaBugie: Marco Respinti nell'articolo seguente dal titolo "Trump: primo discorso delle Ceneri di un presidente Usa" fa notare che per la prima volta un presidente degli Stati Uniti ha tenuto un discorso il Mercoledì delle Ceneri sulla Quaresima e lo ha fatto, non come atto privato, ma come atto ufficiale. La scelta di Donald J. Trump è di importanza cruciale, non solo perché a capo della prima potenza mondiale, ma perché torna a identificare gli Usa come nazione cristiana.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 28 febbraio 2020:
«E la luce brillò nelle tenebre e/ contro il Verbo il mondo inquieto ancora/ mulinava attorno al centro del Verbo silenzioso». Quando, nel 1930, T.S. Eliot (1888-1965) pubblicò il poema Ash Wednesday, «Mercoledì delle Ceneri», mai più si sarebbe immaginato che una delle rappresentazioni più plastiche e concrete di quei suoi versi lancinanti sarebbe stato il presidente del Paese che il poeta si era lasciato alle spalle, gli Stati Uniti d'America, e tra tutti i presidenti certamente il più improbabile.
Nel mondo cristiano mercoledì 26 è iniziata la Quaresima con il rito dell'imposizione delle ceneri e il capo del Paese più importante del mondo, Donald J. Trump, ha segnato l'evento sul calendario della storia inviando al proprio Paese e al mondo intero un messaggio. Non era mai successo. «Melania e io auguriamo a tutti di vivere il Mercoledì delle Ceneri come un giorno di pace e di preghiera», ha scritto il presidente. «Per i cattolici e per molti altri cristiani, il Mercoledì delle Ceneri segna l'inizio del periodo quaresimale che si conclude con la gioiosa celebrazione della domenica di Pasqua. Oggi milioni di cristiani saranno marcati sulla fronte con il segno della croce. L'imposizione delle ceneri è un invito a vivere il tempo della Quaresima digiunando, pregando e impegnandosi in gesti di carità. Questa tradizione potente e sacra ci ricorda la mortalità che ci accomuna, l'amore di Cristo che salva e la necessità di pentirci accettando più pienamente il Vangelo. Ci uniamo dunque in preghiera a tutti coloro che osservano questo giorno santo e auguriamo loro un cammino quaresimale di preghiera. Durante questo periodo benedetto possiate avvicinarvi di più a Dio nella fede».
Poche parole, essenziali, che parlano dell'essenziale. Dio, la preghiera, la penitenza, la riconciliazione, il trionfo della Risurrezione. Bellissime. Ma non è solo qui la bellezza intrinseca delle parole di Trump. Il supplemento di bellezza nelle parole di Trump è che Trump quelle parole le abbia scritte. Per diversi motivi. Anzitutto perché Trump dà la fede come un dato normale di realtà. Dagli albori del genere umano fino a grosso modo l'Illuminismo l'ateismo non è mai esistito. Al massimo era il passatempo di qualche intellettualoide borghese che per vincere la noia si sforzava di stupire il prossimo. Oggi invece la fede, almeno in Occidente, sembra una cosa da marziani. Trump ribalta dunque tutto, ricominciando daccapo.
Secondo, perché non lo fa da privato, ma da presidente, e del Paese più potente del mondo. Il suo messaggio è stato diramato ufficialmente dalla Casa Bianca come tutti gli atti ufficiali del presidente. Ora, nessuno è tenuto giudicare la fede personale di Trump, ma la sua fede pubblica è un altro dato potente di realtà.
Terzo, la fede pubblica mostrata dal presidente è la fede cristiana. Gli Stati Uniti si sono concepiti come Paese cristiano sin dall'inizio. Possono avere sbagliato, ma questo è quello che hanno sempre pensato di sé. Solo oggi l'identità cristiana del Paese viene messa ideologicamente in dubbio dall'interno. Il gesto di Trump la ribadisce invece con naturalezza, come un dato di fatto.
Quarto, che la fede svolga un ruolo pubblico non viola la laicità e nemmeno la democrazia. Un Paese è serio anzitutto e soprattutto se lo è rispetto alla propria identità culturale e dunque religiosa. L'omogeneità culturale, che si fonda anche sull'identità religiosa, è la condizione per poter rispettare, difendere e accogliere realtà sociali diverse, che non condividano il dono pieno della medesima fede o la fede in quanto tale. Non è infatti il relativismo che garantisce la libertà religiosa, ma l'identità religiosa cosciente, giacché la libertà religiosa non è fare di Dio quel che si vuole bensì avere la libertà necessaria per adorarLo in spirito e verità, confrontandosi da uomini integrali con Lui.
Quinto, non si può non notare l'accento posto con enfasi, dolce, sul cattolicesimo. In un Paese erroneamente percepito come "protestante" pare strano. Ma, a parte il fatto che i cattolici restano la maggioranza relativa del Paese, e che dunque è statistico che il presidente inizi da loro seguitando poi con gli altri cristiani, Trump "subisce" il fascino del cattolicesimo. Certo, diramando il messaggio a nome della moglie e proprio, e anteponendo per giusta cavalleria il nome della consorte al proprio, ed essendo Melania cattolica, si potrebbe scambiare la cosa per mera cortesia. Ma, a parte il fatto che la buona educazione è già metà della santità, come diceva santa Francesca Saverio Cabrini (1850-1917), e che quindi cedere il passo a lady Melania non è cosa piccola, il punto è che il messaggio del Mercoledì delle Ceneri non lo ha mandato Trump da single, ma la famiglia presidenziale, Trump e signora. Il fatto che la signora Trump sia cattolica è importante; non fa di Trump il secondo presidente cattolico degli Stati Uniti, ma neppure riesce a nascondere il flirt che Trump ha, per un verso o per l'altro, con il cattolicesimo. Flirt culturale e pubblico, ma noi che non siamo i suoi confessori a ciò dobbiamo solo attenerci. Il Dio cattolico non è fiscale.
Alla fine di questo mercoledì da leoni, dunque, che resta? Un fatto che nessun potrà mai sbianchettare. La dimensione pubblica della fede torna senza chiedere né permesso né scusa nel mezzo del buio laicista e relativista più nero, ovvero quando «la luce brillò nelle tenebre» perché «il mondo inquieto contro il Verbo» pur sempre ancora «mulinava attorno al centro del Verbo silenzioso» non riuscendo comunque a scrollarselo di dosso. Quando si scriveranno le cronache della nuova Cristianità, diversa, inedita, gli amanuensi del futuro appunteranno certamente alcune date significative della sua protostoria, fra cui Washington, Mercoledì delle Ceneri, A.D. 2020. [...]


DOSSIER "DONALD TRUMP"
Il presidente nemico del politicamente corretto

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Fonte: Sito del Timone, 28 febbraio 2020

5 - BIBBIA O CATECHISMO: PER UN CRISTIANO COSA E' PIU' IMPORTANTE?
La dottrina non è un optional, ma il fondamento di tutto: senza dottrina, non c'è fede e non c'è nemmeno la pastorale
Fonte I Tre Sentieri, 27 gennaio 2020

Per un cattolico è più importante la Bibbia o il Catechismo? Ovviamente sono importanti entrambi, ma... c'è un "ma" che va precisato in questi tempi di estrema confusione. E lo facciamo molto brevemente.
Ciò che è decisivo per un cattolico non è la Bibbia, ma la conoscenza del Catechismo, ovviamente secondo le possibilità e i talenti che ognuno possiede.
Non a caso nelle parrocchie ai bambini che devono accedere alla Prima Comunione si è sempre insegnato il Catechismo, non si sono mica fatti corsi di Sacra Scrittura? Che poi nell'ambito del Catechismo s'insegnano anche i fatti più importanti della Storia Sacra, questo è un altro discorso. D'altronde quel grande ed insostituibile catechismo che è il Catechismo di San Pio X ha proprio un'appendice con la narrazione dei fatti più importanti della Bibbia.
Che poi i corsi catechistici nelle nostre parrocchie lascino molto a desiderare, questo è un altro discorso ancora. Corsi lunghi (per non dire: lunghissimi) dove - ci si permetta la battuta - s'insegna tutto, anche come cambiare i pneumatici dell'auto, ma non l'essenziale: la Dottrina Cattolica!
Già!.. la parola "Dottrina"... questa dimenticata. Una volta si diceva così: "mio figlio questo pomeriggio è andato a Dottrina", per dire, appunto, "mio figlio questo pomeriggio è andato al catechismo".
La Dottrina non è un optional. È il fondamento di tutto. Senza Dottrina, non c'è fede e non c'è nemmeno pastorale.
Ovviamente, se la Dottrina si ferma a se stessa non serve a nulla. Il demonio conosce benissimo la dottrina cattolica (tant'è che la combatte perché sa bene quanto è pericolosa), ma non gli è servito e non gli serve né gli servirà a nulla. Occorre, infatti, che la conoscenza si completi nell'amore. È però indubbio che la conoscenza, logicamente (anche se non sempre cronologicamente) viene prima dell'amore: non si può amare ciò che non si conosce. [...]

Fonte: I Tre Sentieri, 27 gennaio 2020

6 - L'ABBRACCIO MORTALE DELLO STATO ALLA CHIESA
Le quattro strategie fallimentari della Chiesa (che sono risultate deboli ed anzi dannose, vedi coronavirus)
Autore: Stefano Fontana - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 02-03-2020

Il problema c'è ed è serio. È stato riportato sotto i riflettori da una emergenza contingente, ma comunque è serio. Non appena governo e regioni hanno emanato le loro disposizioni in materia di limitazioni anti-contagio, i vescovi italiani hanno subito obbedito anche per quanto riguarda l'aspetto più essenziale e centrale della vita della Chiesa, la sospensione della celebrazione della Santa Messa.

1) LA CHIESA HA UN RUOLO PUBBLICO NELLA POLITICA E NEL MATRIMONIO
Il caso serio è proprio questo: la Chiesa che obbedisce allo Stato in quanto è ad essa più proprio, la Chiesa che si concepisce come un elemento della comunità politica e non come il fondamento di quella società politica. In altri tempi essa pensava di essere il Sole che dava luce alla Luna, riteneva di godere della "plenitudo potestatis", la pienezza del potere, e che il potere spirituale fosse originario e supremo rispetto a quello secolare. Poi c'è stata la secolarizzazione e la situazione di fatto è mutata, ma questo non significa che la Chiesa debba rinunciare a difendere, con prudenza e lungimiranza, alcune prerogative e pretese che le appartengono per natura e sottomettersi allo Stato, accettando che sia esso a definire il perimetro e il senso della sua missione che, essendo divina, precede lo Stato e infatti un tempo si diceva che non c'è autorità se non da Dio.
La Chiesa ha ceduto allo Stato la propria giurisdizione, originaria e non derivata, sul matrimonio. Nel 1929 il cardinale Gasparri aveva tenuto fermo questo punto, mentre dalla revisione del 1984 le cose si sono fatte confuse, compresa la questione degli effetti civili del matrimonio religioso. Teniamo presente, tra l'altro, che il Concordato, assunto dalla Costituzione con l'articolo 7, è un testo extra-costituzionale e può essere modificato in qualsiasi momento senza che ciò comporti una modifica della Costituzione.

2) LA CHIESA HA UN RUOLO PUBBLICO NELL'EDUCAZIONE
Ha anche ceduto allo Stato il proprio diritto originario di svolgere, non per concessione statale ma in virtù della sua "maternità soprannaturale", un ruolo pubblico nell'educazione. Il sistema scolastico paritario colloca l'attività delle scuole cattoliche dentro il quadro costituzionale e legislativo dello Stato. L'esame di Stato legato al valore legale del titolo di studio impone alla Chiesa di accettare parametri educativi posti dall'esterno. È vero che - così almeno si dice - rimane una buona fetta di libertà educativa, ma ogni intervento legislativo dello Stato contiene, ove più ove meno, anche delle ripercussioni sulle relazioni educative e le scuole cattoliche devono adeguarsi, riducendo progressivamente l'idea di avere una originaria specificità e, soprattutto, una originaria legittimazione ad esistere che non può derivare dallo Stato. Oggi si può arrivare a motivare il dovere/diritto delle scuole cattoliche ad esistere al massimo con riferimento al dovere/diritto dei genitori ad educare i loro figli, il che, però, è insufficiente e può rivelarsi una trappola. E se i genitori volessero un insegnamento gender anche nelle scuole cattoliche, su cosa si dovrebbe fondare un no? Il motivo ultimo della scuola cattolica è il dovere/diritto originario della Chiesa in campo di educazione pubblica, che però oggi viene dimenticato in questa sottomissione allo Stato.

3) LA CHIESA HA UN RUOLO PUBBLICO CON I SUOI TRIBUNALI
Un altro punto in cui il trapasso è evidente riguarda il tema degli abusi. Sembra che la Chiesa abbia scelto la strada di rimettere le questioni man mano che emergono immediatamente e solo nelle mani dello Stato, rinunciando al dovere/diritto di procedere prima di tutto con i propri strumenti di indagine e secondo il proprio sistema giuridico. Le nuove normative in fatto di abusi impongono di denunciare subito una eventuale denuncia alla Procura, con il conseguente abbandono dei membri del clero eventualmente coinvolti e delle stesse presunte vittime appunto nelle mani dello Stato. Storicamente parlando, il diritto civile occidentale è nato, oltre che da altre fonti, soprattutto romane, anche dal diritto canonico, ma ora il rapporto viene rovesciato.

4) IL SOSTENTAMENTO ECONOMICO E LA SOLIDARIETÀ DELLA CHIESA
Sono tanti altri i settori in cui l'abbraccio dello Stato alla Chiesa appare evidente. Pensiamo per esempio che il sostentamento economico della Chiesa dipende dal sistema dell'8 per mille e che maggioranze governative diverse potrebbero domani riconsiderare la legge attualmente in vigore, esercitando un potere di ricatto della politica verso la Chiesa che lascia molto preoccupati. Oppure pensiamo alle attività di solidarietà svolte oggi dalla Chiesa. Un tempo essa ne deteneva il monopolio e le esercitava, almeno sul piano di diritto, senza dover subire ingerenze politiche. Oggi l'attività della Caritas contro varie forme di disagio, avviene in convenzione con lo Stato e i comuni, seguendo le direttive delle Prefetture e in un regime di dipendenza dallo Stato.
Tutto questo trova il suo quadro teorico nell'ossequio alla Costituzione, che spesso viene proposto nella Chiesa come uno dei principi fondamentali - secondo alcune correnti di pensiero superiore allo stesso Vangelo - dell'agire della Chiesa e dei cattolici nella società.

Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Stefano Fontana, nell'articolo seguente dal titolo "Chiesa e biopolitica: le quattro strategie fallimentari" spiega come mai, per far fronte all'attacco senza precedenti costituito dalle sfide alla bioetica, le strategie messe in campo dalla Chiesa sono deboli e alla prova dei fatti dannose. Le quattro strategie sono: valorizzazione degli aspetti positivi di leggi ingiuste, difesa dell'obiezione di coscienza, approvazione del male minore e appellarsi alla Costituzione.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 20 febbraio 2020:
La Evangelium vitae (1995) di Giovanni Paolo II aveva posto le questioni bioetiche dentro la questione sociale. Da qui il nesso tra bioetica e Dottrina sociale della Chiesa. Se osserviamo la realtà attuale bisogna però riconoscere che il messaggio non è stato recepito e che quell'incontro non è avvenuto.
Dalla Nota dei vescovi italiani del 2007 sulle copie di fatto, nonostante la schiera di leggi innaturali approvate soprattutto in questi ultimi cinque anni - Cirinnà, divorzio express, fine vita, suicidio assistito, diritto al figlio concepito in provetta - , ben più dirompenti e ingiuste di quella sulle coppie di fatto, l'episcopato italiano non ha più prodotto nessun documento in materia. Mentre le leggi andavano sempre più in fondo alla questione e l'offensiva si radicalizzava, la Chiesa si ritirava sempre più alla superfice della questione. Bisogna poi ricordare che tutte le leggi sopra ricordate sono state approvate con il voto dei cattolici presenti in Parlamento. La Dottrina sociale della Chiesa dichiarava così la propria sconfitta, causata più dal fronte interno che da quello esterno, dato che "le cose buone non muoiono che per suicidio".
Se la Dottrina sociale della Chiesa non assume in sé la bioetica e tutti gli aspetti che questo comporta, termina di svolgere la propria funzione anche come Dottrina sociale della Chiesa. Purtroppo è proprio questo che sembra stia accadendo. Se esaminiamo le strategie messe in campo dalla Chiesa e nella Chiesa di fronte all'attacco senza precedenti costituito dalle sfide alla bioetica, notiamo la loro debolezza e la loro funzionalità, nel lungo termine, al fronte opposto. Le metto in evidenza per far risultare la validità e l'urgenza di scelte opposte.
1) VALORIZZAZIONE DEGLI ASPETTI POSITIVI DELLE LEGGI INGIUSTE
Una prima strategia consiste nel lottare per la completa applicazione delle leggi in vigore su tematiche bioetiche. Si tratta delle tattica che consiste nel valorizzare eventuali aspetti positivi contenuti in leggi negative. Il caso più tipico riguarda la 194 che disciplina l'aborto. I cattolici pensano di mantenerla e di applicarla nei punti che, secondo loro, sono positivi. Quasi nessuno infatti parla più di abrogazione della legge e chi lo fa viene snobbato e deriso.
2) DIFESA DELL'OBIEZIONE DI COSCIENZA
Una seconda strategia consiste nel darsi da fare affinché nelle leggi ingiuste sia riconosciuto il diritto all'obiezione di coscienza. In questo modo non si tiene conto che il fatto di prevedere l'obiezione di coscienza non rende giusta una legge ingiusta. Se la legge prevede l'obiezione ciò non dispensa dal combatterla fino all'abrogazione. L'obiezione di coscienza non è un fatto individuale, ma politico, ossia un modo per resistere di fronte all'ingiustizia e per lottare per la giustizia, altrimenti esprime un relativismo morale: io voglio che mi si riconosca il diritto di fare come voglio e io, a mia volta, riconosco il diritto agli altri di fare come vogliono.
3) LAVORARE PER IL MALE MINORE
Una terza strategia è di lavorare per il male minore. I vescovi francesi hanno invitato i parlamentari a "migliorare" la legge sulla bioetica poi approvata dal senato il 20 gennaio scorso, come se il male fosse migliorabile. I vescovi italiani hanno sostenuto la proposta di legge sul suicidio assistito che, in cambio del mantenimento del fatto come reato, lo depenalizzava quasi completamente. Nel dibattito parlamentare sulla legge Cirinnà, molti deputati cattolici hanno votato a favore della legge dopo aver ottenuto che essa non prevedesse la stepchild adoption, vantandosi così di averla migliorata e di aver evitato il male maggiore. Anche i "certi casi" in cui si prevede il diritto dopo la sentenza della Corte costituzionale sono destinati ad ampliarsi. Ciò che oggi sembra il male maggiore da evitare mediante l'accettazione del male minore, diventerà domani il male minore che verrà accettato per evitare un male ancora maggiore. Chi accetta il male minore ha già perso in partenza e ha già prenotato l'accettazione futura del male maggiore.
4) APPELLARSI ALLA COSTITUZIONE
Una quarta strategia perdente è di appellarsi alla Costituzione e far notare che le leggi di biopolitica eversive dell'ordine naturale sono incostituzionali. Questa miope strategia, che vuole utilizzare la Costituzione come scudo all'ingiustizia in campo bioetico, si scontra con varie evidenze ormai accertate. Numerose sentenze della Corte costituzionale hanno stabilito che quando la Carta parla di diritti non si riferisce ad un ordine naturale e oggettivo (come potrebbe far pensare il verbo "riconosce" di cui agli articoli 2 e 4) ma ad un ordine posto dal legislatore.
Infatti tutte le sentenze della Corte costituzionale, a cominciare da quella del 1975 secondo cui l'embrione non è persona fino all'ultima sulla liceità in certi casi del suicidio assistito negano l'esistenza del diritto naturale ed esprimono una posizione gius-positivista del diritto. Di conseguenza il problema è diventato proprio quello della Costituzione e della Corte costituzionale, è quindi illogico rifarsi a queste fonti per avere giustizia, quando l'ingiustizia viene proprio da lì. Infatti in giro per l'Europa aumentano i movimenti che vogliono riformare proprio le Costituzioni per blindare i principi non negoziabili, alcuni dei quali hanno già ottenuto successo. La Costituzione è il problema e non la soluzione.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 02-03-2020

7 - L'IDEOLOGIA COMUNISTA AVANZA IN SPAGNA E IN IRLANDA
La recrudescenza comunista in Paesi-simbolo del Cattolicesimo europeo (Spagna e Irlanda) è un segnale pericoloso da non sottovalutare, specie in prospettiva
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana, 19 Febbraio 2020

L'ideologia comunista avanza in Europa. L'allarme è partito dalla Spagna con la svolta autoritaria assunta dalla Sinistra al potere: il patto di governo Psoe-Podemos ha subito attaccato la Chiesa; fatto "saltare" gli accordi vigenti con la Santa Sede; declassato l'ora di religione nelle scuole, privandola della possibilità di fare media; imposto agli alunni l'educazione «affettivo-sessuale», cavallo di Troia di una mentalità contraccettiva, abortista e Lgbt-friendly; negato ai genitori il diritto di scegliere la scuola per i figli e di indirizzare la loro educazione religiosa.
Una nuova bandierina "rossa" è stata ora conficcata in un altro Stato a forte tradizione cattolica, l'Irlanda. Qui i risultati delle elezioni parlamentari, svoltesi lo scorso 8 febbraio, hanno purtroppo registrato un significativo rafforzamento dell'estrema sinistra, rappresentata da ben cinque liste (Sinn Fein, Verdi, Solidarietà-Popolo prima del profitto, Indipendente per il cambiamento, Partito dei lavoratori). Insieme hanno totalizzato il 34,7% dei voti e rappresentano in questo momento la forza progressista più solida d'Europa (in Grecia Syrisa ha ottenuto "solo" il 31,5% dei consensi alle elezioni parlamentari dello scorso luglio), una presenza rafforzatasi peraltro proporzionalmente alla scristianizzazione del Paese.

GOVERNO PROGRESSISTA
I loro programmi non promettono alcunché di buono. Il Sinn Fein, che nel Parlamento europeo fa parte del Gue-Gruppo delle Sinistre Unite, ad esempio, è un partito fortemente filo-abortista e filo-Lgbt: si è distinto per la foga con cui, in occasione del referendum del 2018, si è battuto per l'abrogazione dell'ottavo emendamento costituzionale, quello che garantiva all'embrione la medesima tutela della madre. E non ha esitato, per lo stesso motivo, ad espellere l'unica voce contraria, quella di Peadar Toibin, che, una volta fuoriuscito, ha fondato una nuova lista totalmente pro-life, denominata Aontu: chiede che venga negata la possibilità di abortire a motivo della disabilità dell'embrione, invoca l'obiezione di coscienza per il personale medico, cure d'urgenza per i bimbi sopravvissuti all'aborto e l'ecografia del bambino, che portano in grembo, per le donne che abbiano deciso di abortire. Ma non è la sola formazione pro-life, questa, del panorama politico irlandese: anche un'altra lista, Renua Ireland, chiede, tra l'altro, una riduzione delle tasse per le famiglie, di fermare la propaganda abortista e filo-Lgbt nelle scuole, nonché di bloccare la pornografia su Internet, considerata qual è ovvero un abuso su minori.
Di contro, il governo progressista guidato in Irlanda da Leo Varadkar, primo premier dichiaratamente omosessuale ed anti-cattolico, si è distinto per aver introdotto le "nozze" gay, facilitato il divorzio e cancellato il reato di blasfemia, tutti provvedimenti approvati a colpi di referendum.

LA VIA ELETTORALE OPPURE I TUMULTI DI PIAZZA
Come in America Latina, anche in Europa, laddove le forze di Sinistra non riescano a strappare il potere per via elettorale, ci provano con i tumulti di piazza. Così accade in Francia, ad esempio, dove anche quest'anno sono attese centinaia di anarchici a sfilare per le strade di Montpellier in occasione del Martedì Grasso per il cosiddetto «Karnaval dei Mendicanti», nonostante la manifestazione sia stata vietata da diversi anni per i danni e per il degrado provocati ogni volta: bidoni della spazzatura dati alle fiamme, vetrine in frantumi, negozi saccheggiati, scontri con la Polizia, il solito festival dell'eversione messo in scena ogniqualvolta vengano organizzate manifestazioni di questo tipo, insomma. Che vengano emanate disposizioni senza poi essere in grado di farle rispettare ricorda tristemente le «grida» manzoniane e denuncia tutta l'impotenza di un sistema politico privo di credito, di autorevolezza e disarmato di fronte alla violenza cieca ed all'arroganza delinquenziale dalla chiara matrice politica, quella di estrema Sinistra. L'anno scorso, ad esempio, tutto si risolse con soli 6 arresti a fronte del centinaio di criminali assiepati nel Boulevard de Strasbourg.
Questa recrudescenza comunista in Paesi-simbolo del Cattolicesimo europeo rappresenta un segnale da non sottovalutare, soprattutto perché frutto, in Spagna ed in Irlanda, di un consenso popolare espresso per via elettorale o referendaria, dunque sintomo di un mutato clima civile, politico e culturale, quanto mai pericoloso, specie in prospettiva...

Nota di BastaBugie
: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Le tre mosse (anticristiane) del governo Sanchez" racconta come dal 13 gennaio 2020 si sia insediato il nuovo esecutivo di sinistra guidato da Pedro Sanchez e in pochi giorni ecco tre atti contro la libertà. Primo, la lotta contro il pin parental, perché secondo l'esecutivo "i figli non appartengono ai genitori". Secondo, l'accelerazione sull'eutanasia. Terzo, il tentativo di mettere le mani sui beni della Chiesa.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1° febbraio 2020:
Non sono passate nemmeno tre settimane dalla nascita ufficiale del secondo governo Sanchez, avvenuta lo scorso 13 gennaio. E già il nuovo esecutivo spagnolo - formato da socialisti, comunisti e Podemos - ha fatto tre mosse per imbavagliare genitori, persone sofferenti e Chiesa. Non c'era da aspettarsi altro, e tuttavia colpisce il dinamismo sinistro con cui il nuovo governo si è messo all'opera.
Il primo "casus belli" è nato a seguito della proposta di prevedere nel sistema educativo della regione della Murcia, governata da una coalizione di centrodestra (Popolari, Ciudadanos e appoggio di Vox), che i genitori siano informati dei programmi scolastici extracurriculari delle scuole ed eventualmente possano far valere il diritto umano di rifiutare tali programmi per i propri figli (il cosiddetto pin parental, "controllo genitori"). La possibilità di scelta, ovvero il riconoscimento del diritto dei genitori, è stata invocata dopo i pericoli di indottrinamento in alcune scuole riguardo all'educazione sessuale e ideologia di 'genere'. L'accettazione della proposta da parte del governo della Murcia, il 17 gennaio, ha spinto il ministro per l'Educazione, Isabel Celáa, a impugnare la decisione per via giudiziale: da qui la polemica feroce che infiamma le radici della convivenza civile spagnola.
Lo stesso Sanchez, nella sua prima intervista televisiva alla Tv pubblica, ha rincarato la dose contro la libertà educativa e i diritti dei genitori: "Cose da ultra destra... un modo per evitare i problemi reali, un tentativo di esautorare la comunità educativa spagnola". Ancora più chiara la già citata Celáa: "Non possiamo pensare in nessun modo che i figli appartengano ai genitori, noi difenderemo il diritto dei minori di pensarla in maniera diversa". Sulla stessa linea il ministro dell'Uguaglianza, Irene Montero, che ha definito il pin parental una censura educativa e un frutto del machismo: "Una famiglia omofoba non ha diritto che i figli vengano educati con lo stesso spirito omofobo".
Diversamente da ciò che traspare dalle dichiarazioni di Sanchez e dei suoi ministri Celáa e Montero, la Costituzione spagnola non include il proclama sul comunismo di Bucharin del 1919, che al paragrafo 79 diceva che "il bambino appartiene alla società; [...] il diritto dei genitori di educare i propri figli, da un punto di vista socialista, non ha fondamento". Nella Costituzione spagnola si dice invece (art. 27.3) che si riconosce il diritto dei "genitori affinché i loro figli ricevano una formazione religiosa e morale conforme alle proprie convinzioni". Con sentenza del Tribunale Costituzionale del 1981, si limita la libertà del docente che mai può tramutarsi in indottrinamento. La stessa Corte europea dei diritti umani ha più volte, nel 2007 e in seguito, riconosciuto il diritto della libertà di coscienza dei genitori nel campo educativo, anche nei riguardi di materie curriculari. Una serie di dichiarazioni dell'Onu, tra cui la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, confermano questo diritto inalienabile dei genitori e della libertà educativa.
La violenta reazione all'approvazione del pin parental, strumento amministrativo per rendere effettivi i diritti dei genitori, smaschera il vero scopo del governo Sanchez, cioè di impossessarsi dei figli degli spagnoli e indottrinarli.
Davanti a questo pericolo, l'Alleanza evangelica spagnola è scesa in campo con un durissimo comunicato di denuncia, in cui si accusa il governo di voler indottrinare i figli a dogmi ideologici presentandoli come nuove verità assolute. Il 25 gennaio, lo stesso cardinale Antonio Cañizares, nella sua lettera settimanale, non ha mancato di stigmatizzare le gravi affermazioni di Sanchez e di altri esponenti dell'esecutivo ("i figli non appartengono ai genitori"), ricordando non solo che il diritto/dovere dei genitori di educare i propri figli è comunemente accettato, ma altresì che è "solo dei sistemi dittatoriali e delle dittature l'affermare che questo diritto/dovere appartiene allo Stato e che i figli appartengono allo Stato", come già visto nell'URSS, a Cuba o in Cina.
In questi stessi giorni, il 29 gennaio, il secondo colpo del governo Sanchez, ossia la confermata proposta della coalizione di sinistra ad approvare in tempi rapidi, e prevedendo obblighi per cliniche pubbliche e private, una nuova legge sull'eutanasia. L'eutanasia attiva, oggi delitto punibile per la legislazione spagnola, era stata oggetto di accordo nel governo e ora la maggioranza ha chiesto una rapida approvazione da parte del parlamento. Il ministro della Salute, Salvador Illa, ha incluso la legge sull'eutanasia come una delle quattro priorità assolute del suo impegno. Sarà possibile per tutte "le persone maggiorenni e in piena capacità di agire e decidere" a condizione che lo facciano "in modo autonomo, consapevole e informato" e che si trovino "in condizioni di malattia grave e malattia cronica incurabile o grave che causino intollerabili sofferenze fisiche e/o psicologiche"; sarà sempre a carico del servizio sanitario pubblico e disponibile anche in centri privati. Per ora pare garantito il diritto all'obiezione di coscienza dei medici, ma si vedrà meglio in seguito.
Un terzo segnale, che dimostra un chiaro intento intimidatorio verso libertà e cristianità, proviene dall'incontro (cordiale) tra la vicepresidente del governo, Carmen Calvo, e il neo Nunzio in Spagna, monsignor Bernardito Auza. Richieste chiare: la Chiesa paghi le tasse sugli edifici non di culto e rendiconti più dettagliatamente come spende i fondi che le provengono dalle dichiarazioni fiscali dei cittadini. Si chiede alla Chiesa di destinare quei fondi a iniziative sociali aperte a tutti, non per altri progetti. Nell'orizzonte dell'esecutivo c'è dell'altro, come si dichiara nel programma di governo firmato da Sanchez e Iglesias: la Chiesa sarà chiamata a render conto e ridare allo Stato i beni registrati come sue proprietà attraverso donazioni.
Insomma, tre pugni nello stomaco alla tradizione, alla cristianità e alla civiltà giuridica spagnola; tre pericoli per la dignità umana e la libertà del Paese. Seguendo il ragionamento del cardinal Cañizares, tre scelte di governo che indicano per la nazione spagnola una prospettiva ben lontana dalla democrazia liberale.

Fonte: Corrispondenza Romana, 19 Febbraio 2020

8 - LETTERE ALLA REDAZIONE: CORONAVIRUS, NON SONO D'ACCORDO CON LE CONFERENZE EPISCOPALI
L'aver abolito in alcune regioni la santa Messa con il popolo è un cedimento alle logiche mondane
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie, 4 marzo 2020

Spettabile Redazione di BastaBugie,
i provvedimenti suggeriti da alcune conferenze episcopali regionali in occasione dell'"emergenza coronavirus" mi lasciano molto perplesso.
L'aver abolito la santa Messa aperta alla partecipazione da parte del popolo è un cedimento alle logiche mondane.
A parte il fatto che durante la santa Messa, soprattutto feriale, c'è una così bassa partecipazione che, se vogliono, le persone possono agevolmente mantenere la distanza desiderata le une dalle altre, le forme di devozione indicate come alternative (ad esempio, Adorazione Eucaristica, santo Rosario) non possono sostituire l'Eucaristia.
È grave che i vescovi abbiano meno fede Eucaristica e, in generale, nell'efficacia soprannaturale della santa Messa.
Anche durante le pestilenze del passato la santa Messa pubblica non mi risulta che fu sospesa. Cambiarono, semmai, i luoghi in cui veniva celebrata. Non tutti sanno (ma i vescovi dovrebbero saperlo) che molti tabernacoli che sorgono in luoghi pubblici (tipicamente negli incroci delle strade) devono la loro origine al fatto che lì, durante le epidemie di peste, veniva celebrata la santa Messa e il popolo partecipava affacciandosi alle finestre, così da mantenere le distanze ma senza rinunciare alla partecipazione pubblica della celebrazione.
Faccio notare che si trattava della peste e non, come oggi, di una forma un po' più morbosa di influenza.
Se, insieme a questa considerazione, ci ricordiamo che intere schiere di martiri preferirono affrontare la morte terrena anziché rinunciare alla santa Messa poiché, come impavidamente molti di loro affermarono, non potevano vivere senza la Domenica, beh, si ha la misura della fede Eucaristica di questi pastori.
Mi risulta incomprensibile, inoltre, come si possa incentivare l'Adorazione Eucaristica e poi sospendere la santa Messa pubblica o obbligare, come sta accadendo ad esempio in Toscana (dove la Messa per ora non è stata sospesa) a ricevere l'Eucarestia sulla mano, quando è stato provato che così facendo si rilasciano molti più frammenti di ostia rispetto alla modalità ordinaria sulla lingua, ben sapendo per fede che in ciascuno di essi c'è Cristo intero.
Non nascondano questi pastori la poca fede con un presunto allineamento alle disposizioni impartite dalle autorità laiche poiché esse non hanno sospeso, ad esempio, le frequentazioni dei trasporti pubblici, dei locali commerciali, ecc., normalmente - ahinoi - assai più affollati delle chiese.
Infine, quest'ultima considerazione: sono quasi trecento anni che più di duecento ostie consacrate si trovano in perfetto stato di conservazione a Siena ed è stato scientificamente osservato come muffe, spore e altri micro organismi si trovino sul cristallo nonché sul fondo e sotto il coperchio del contenitore ma non su di esse...
Inoltre è stato limitato l'uso dell'acqua santa... Eppure sono più di centocinquanta anni che ogni sorta di malati, sottolineo che si tratta di malati, si bagnano nelle acque di Lourdes e nessuno ha mai preso malattie per questo. In pratica e, tantomeno, nella fede non c'era quindi nessuna necessità di questi provvedimenti, perché se Dio non permette che le ostie di Siena si corrompano e i malati di Lourdes si contaminino, lo stesso farà con noi.
Già, nella fede... ma noi e i nostri pastori l'abbiamo ancora questa fede? Se noi e i nostri pastori amassimo veramente e adeguatamente la santa Messa, secondo voi non avrebbero escogitato forme alternative di celebrazione come si fece in passato? Se i nostri pastori avessero ancora un'integra fede nella transustanziazione delle Specie Eucaristiche, con ciò che ne consegue, avrebbero obbligato i fedeli a ricevere l'ostia consacrata in mano?
Pierluigi

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Caro Pierluigi,
in questi giorni abbiamo ricevuto diverse mail da lettori che chiedevano come comportarsi in questa incresciosa situazione che si è venuta a creare. Abbiamo deciso di pubblicare la tua mail per dare, seppure indirettamente, una risposta a tutti loro.
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Come ricevere l'Eucarestia

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DOSSIER "CORONAVIRUS"
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Le risposte del direttore ai lettori

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Fonte: Redazione di BastaBugie, 4 marzo 2020

9 - OMELIA II DOMENICA QUARESIMA - ANNO A (Mt 17,1-9)
Questi è il Figlio mio, l'amato
Fonte Il settimanale di Padre Pio

Il Vangelo della seconda domenica di Quaresima ci invita a riflettere sull'episodio della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor, un episodio avvenuto – narra l'Evangelista – sei giorni dopo il primo annuncio fatto da Gesù sulla sua prossima Passione. In quella circostanza, Gesù si manifesta chiaramente come il Messia sofferente, come Colui che è venuto al mondo a morire per gli uomini, a morire per la salvezza dell'umanità. Quella rivelazione non rispondeva alle comuni attese degli ebrei di un Messia glorioso, quindi di quelle degli Apostoli. In questi ultimi produsse sgomento e scoraggiamento. Allo scopo di incoraggiarli, il Maestro divino portò sul monte Tabor Pietro, Giacomo e Giovanni e lì si trasfigurò davanti a loro: «Il suo volto brillò come il sole – racconta il Vangelo – e le sue vesti divennero candide come la luce» (Mt 17,2).
Il Signore mostrò ai tre Apostoli lo splendore della sua divinità. Dovette essere un'esperienza così beatificante da indurre Pietro, a nome degli altri, ad esprimere il desiderio di voler rimanere per sempre sul monte a contemplare Dio.
Questo episodio ci richiama il significato della Quaresima, tempo di preghiera e penitenza.
Gesù abbandona la pianura, la città, e sale sul monte Tabor per rimanervi nella solitudine, in preghiera. Il monte nella Sacra Scrittura (come il monte Sinai, il monte Carmelo) è il luogo della presenza straordinaria di Dio.
La salita al monte Tabor ci rivela la necessità della penitenza, il distacco dalle cose materiali per poter pregare: incontrare e conoscere Dio.
Dobbiamo purtroppo rilevare la difficoltà a pregare da parte di tanti uomini. Questo accade soprattutto perché risulta difficile staccare il cuore da tanti interessi materiali, da tante passioni terrene, da tante occupazioni volute da noi. Ed allora diventa difficile anche entrare in chiesa, trovare un po' di tempo per la preghiera.
Pensiamo a quanti perdono la Santa Messa domenicale per gli avvenimenti sportivi (partita di calcio, ad esempio). Per una passione si vendono l'anima al diavolo! Qualsiasi sacrificio per il calcio! Non riescono a staccarsi. Il cuore è attaccato agli interessi materiali.
Ma anche se si trova il tempo per andare alla Messa, molto spesso, purtroppo, si riduce solo ad una presenza fisica, come quella dei banchi e dei muri. Questo per togliersi lo scrupolo di non aver perso la Messa. Ma la mente, il cuore dove stanno, dove vagano?
Ecco il monte Tabor: bisogna staccarsi dal piano, arrampicarsi, fare lo sforzo del distacco per potersi incontrare con Dio e avere i veri frutti della preghiera: l'incontro e la manifestazione di Dio, la conoscenza sempre più profonda di Dio.
Fratelli e sorelle, una volta che siamo riusciti a salire e a rimanere sul monte, una volta che ci mettiamo a pregare, una volta che gustiamo la preghiera, può succedere anche a noi ciò che è accaduto per l'Apostolo Pietro: Signore restiamo sempre qui! È bello stare con te! Non vogliamo più lasciarti!
Padre Pellegrino Funicelli, che fu anche assistente personale di Padre Pio, ha raccontato di averlo a lungo "spiato" di giorno e di notte, un po' dappertutto, sino alla sua morte: «Ebbene, non l'ho mai sorpreso ad oziare: non soltanto pregava sempre, ma quando credeva di essere solo pregava con una concentrazione tale che sembrava in contatto diretto con la Divinità. In pubblico, invece, per non distinguersi, si uniformava allo stile e al ritmo della comunità».
E quanto ritenesse vitale la preghiera anche per i suoi figli spirituali lo documenta una testimonianza della signorina Clementina Belloni: «In una confessione, Padre Pio mi accusò di aver rubato. Sorpresa, negai. Il Padre continuò: "Hai rubato il tempo a nostro Signore". E infatti il giorno precedente avevo mancato al dovere della preghiera». Con padre Giacomo Piccirillo, che indugiava a fotografarlo da diverse angolazioni, sbottò: «Stai con questo "mastrillo" [riferendosi alla macchina fotografica, nda] in mano da più di un'ora e non hai detto neanche un'Ave Maria!».
A conclusione di questa nostra riflessione domandiamoci: che cosa abbiamo fatto noi, intanto, in questo primo scorcio di Quaresima? Che cosa abbiamo fatto per aumentare la nostra preghiera? Possiamo già dire che in questo periodo quaresimale stiamo pregando di più? Abbiamo già fatto qualche sforzo, sacrificio proprio per facilitare il movimento del nostro spirito nell'innalzarsi verso Dio (Santa Messa quotidiana, un Rosario in più, ecc.)?
Proponiamoci dunque di pregare di più e meglio, ossia di pregare con sacrificio, pregare rinunciando a tutte le occasioni di distrazione (non riempire la mente unicamente di fatti di cronaca o di notizie sportive o altro che non ci eleva e che ci degrada addirittura, evitare chiacchiere inutili, perdite di tempo, ecc.). Solo così la nostra preghiera sarà più efficace e ci attirerà grazia sovrabbondante dal Signore.

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Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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