BastaBugie n�790 del 12 ottobre 2022

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1 LE ABISSALI DIFFERENZE TRA LA MELONI E TRUMP
Il presidente americano ha insegnato come si può vincere persino contro l'aborto, le multinazionali e il mainstream... ma in Italia possiamo scordarcelo
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 LA DISTRUZIONE PIANIFICATA DELLA SCUOLA ITALIANA
La sinistra ha imposto la sua cultura nel sistema educativo ed oggi non c'è più possibilità di uscirne, nemmeno se cambia il governo (l'unica soluzione è l'homeschooling)
Autore: Julio Loredo - Fonte: Tradizione Famiglia Proprietà
3 LE GLORIOSE MARTIRI DI COMPIEGNE
L'eroico martirio delle suore carmelitane scalze di Compiègne barbaramente ghigliottinate a Parigi il 17 luglio 1794 dalla Rivoluzione Francese (FILM GRATIS SU YOUTUBE: I dialoghi delle carmelitane)
Autore: Bernadette Mary Reis - Fonte: L'Osservatore Romano
4 IL PRIMO ARBITRO DONNA IN SERIE A? E' LA FAMOSA ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA!
E la regola è che alcune professioni sono per natura più maschili e altre più femminili (ad esempio: il calcio non è sport per signorine)
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 DRAGHI APPROVA IN EXTREMIS IL PIANO LGBT
Clamorosa la scorrettezza del governo (ormai scaduto) che fa passare una ''Strategia nazionale'' simile al ddl Zan in grado di vincolare il prossimo esecutivo
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Radio Roma Libera
6 IL VESCOVO DI TERNI INAUGURA LA SEDE DELLA MASSONERIA
La massoneria è un'associazione segreta condannata da innumerevoli documenti della Chiesa perché propone una visione del mondo incompatibile con quella cattolica
Autore: Roberto De Mattei - Fonte: Radio Roma Libera
7 DA PICCOLA DESIDERAVO ESSERE UN MASCHIO E PER QUESTO MI HANNO TOLTO IL SENO, MA ADESSO...
Chloe Cole ha 18 anni e grida al mondo: ''Nessun bambino merita di soffrire sotto i ferri di un chirurgo che crede al gender''
Autore: Federica Di Vito - Fonte: Sito del Timone
8 OMELIA XXIX DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 18,1-8)
Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - LE ABISSALI DIFFERENZE TRA LA MELONI E TRUMP
Il presidente americano ha insegnato come si può vincere persino contro l'aborto, le multinazionali e il mainstream... ma in Italia possiamo scordarcelo
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10 ottobre 2022

«Ci muoveremo nella direzione di non toccare la 194... di non togliere diritti (l'aborto non è un diritto per l'ordinamento italiano, ndr) alle donne», si è affrettato a dire Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia in conferenza stampa subito dopo la vittoria elettorale del suo partito. A sentire politici che, pur democraticamente eletti, accettano di dover giustificare le proprie posizioni di fronte a leader europei che, pur mai votati, si ergono a poliziotti nazionali, sorge qualche dubbio sul possibile cambiamento culturale che tanti ritengono necessario per cambiare certe norme. Cambiamento che invece l'America sta vivendo, pur dentro il travaglio del parto.
Mentre, infatti, il centrodestra indossa gli abiti richiesti da una UE che vuole fare dell'aborto un diritto, in America, dopo il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade del 24 giugno scorso, vengono attaccati e uccisi pro life e vandalizzate strutture di sostegno alla maternità
Torna in mente la corsa alle presidenziali Usa del 2016, quando Trump andava promettendo di nominare giudici pronti a mettere in discussione la Roe v. Wade che dal 1973 aveva reso l'aborto un diritto federale da tutelare in tutti gli Stati Uniti. A molti pareva una follia ormai irrealizzabile. Eppure, dopo l'elezione del presidente repubblicano, con le sue parole sull'aborto in netta contrapposizione alla cultura dominante, i parlamenti statali cominciarono, per la prima volta, ad avere il coraggio di legiferare in massa per limitare o addirittura vietare la pratica abortista.

ODIATO E AVVERSATO
Cosa mai avvenuta prima, nonostante in Usa il movimento pro life sia una voce molto più influente in politica rispetto a quella del movimento italiano. Insomma tutto è cambiato quando un presidente ha osato sfidare il mondo e la cultura, non più solo togliendo fondi al colosso abortista Planned Parenthood ma anche spingendo per la revisione di una sentenza tanto storica quanto contraria alla Costituzione americana. Oggi dopo il pronunciamento della Corte Suprema che rimette la decisione sull'aborto ai singoli Stati, togliendo loro l'obbligo di garantirlo, quelle norme che vietano o restringono la possibilità dell'omicidio in grembo sono entrate in vigore.
Trump è stato odiato e avversato innanzitutto, anche se non solo, per questo motivo: il cambiamento che promise in campagna elettorale di nominare alla Corte giudici a favore della legge naturale, e di una lettura della Carta Costituzionale a partire dalle intenzioni dei padri costituenti, produsse il terrore del progressismo individualista che reagì con ferocia. La scelta costò al presidente americano processi mediatici e politici, attacchi continui a mezzo stampa, con una nazione messa a ferro e fuoco dai movimenti progressisti. Ma Trump, anziché indietreggiare, lottò fino alla elezione dell'ultimo giudice "originalista", Amy Coney Barrett.
Dall'emissione della Roe v. Wade in poi, anche in tempi molto più pacifici, nessuno credeva possibile che i giudici si pronunciassero come accaduto. Invece, a furia di dirlo e sostenerlo, l'impossibile si è realizzato. E ciò dimostra, come disse il dottor Leandro Aletti in una intervista alla Bussola del 2018 - rilasciata quattro anni prima di morire - dopo milioni di morti e di feriti (le madri) i tempi sono maturi per abrogare la 194. Bisognerebbe saltare sul carro vincente americano. Invece...

LA TRISTE SITUAZIONE ITALIANA
Invece in Italia si continua a ripetere noiosamente da decenni che deve prima cambiare la cultura. Con anche la maggioranza degli uomini di Chiesa che anziché parlare del bambino non nato fanno eco alla politica.
Ma se è verissimo che serve un movimento pro life più forte, se è verissimo che la Chiesa deve lavorare di più a fianco delle madri, se è vero che l'uomo deve incontrare Dio per cambiare mentalità, come può mutare la cultura se nessuno di coloro che la plasmano (fra cui giornalisti, politici, movimenti e vescovi) si unisce, come accade negli Usa, per dire che l'omicidio in grembo dovrebbe essere vietato?
Perché è questo che per anni sia i vescovi americani sia il movimento pro life sia i politici statunitensi hanno ripetuto. In Italia invece si pretende di combattere l'aborto predicando che prima deve cambiare la cultura, mentre si difende la legge che lo legalizza e che fa mancare all'appello oltre 6 milioni di italiani pensando di salvare così qualche vita (mentre in realtà gli aborti aumentano anche grazie alle pillole). Ma la verità può trionfare solo se si comincia a dirla e a sostenerla. Un compito questo che la Chiesa dovrebbe svolgere per prima per servire davvero la politica senza inseguirla. Come disse il martire del regime comunista Jerzi Popieluszko: «I cattolici non possono rettificare le menzogne che altri sostengono... compito del cristiano è rimanere attaccato alla verità anche se dovesse costargli molto... per il buon seme della verità a volte bisogna pagare un prezzo molto alto».
Infatti, sebbene a seguito delle elezioni del 2020 si poteva pensare che Trump alla fine avesse perso contro una cultura dominante troppo forte per permettere un reale cambiamento, dopo la sentenza di giugno è più corretto credere che si sia sacrificato per un bene più grande.
Finché nessuno sarà disposto a tanto, facendo il primo passo, abbattendo il tabù e cominciando a dire che l'aborto va limitato se non vietato e che ormai gli "aborti terapeutici" vengono eseguiti da chiunque voglia abortite dopo il terzo mese, insomma finché nessuno metterà in discussione la legge 194 (parlando dei bambini oltre che delle donne e dei loro diritti), la cultura necessaria alla vittoria della vita non farà mezzo passo in avanti.

Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Anno giudiziario negli Usa, importanti sentenze in arrivo" racconta come la Corte Suprema si prepara a produrre altre sentenze storiche dopo la clamorosa cancellazione della sentenza che cinquanta anni fa ha introdotto l'aborto in tutti gli Stati Uniti. Si dovrà decidere sulla discriminazione alla rovescia nelle università e della libertà di non collaborare alle nozze gay. E sul commercio dei maiali.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 6 ottobre 2022:

Negli Usa, da questa settimana, è iniziato il nuovo anno giudiziario. Vi sono almeno tre sentenze in vista che possono cambiare ancor di più il volto dell'America in senso conservatore.
I nove giudici della Corte Suprema sono al centro dell'attenzione almeno dalla sentenza Dobbs vs. Jackson che ha ribaltato la Roe vs. Wade sull'aborto e che ha restituito le decisioni ai parlamenti degli Stati. Hanno poi fatto scalpore altre due sentenze, una in cui è stata giudicata incostituzionale la legge locale di New York che limitava la libertà di portare armi, l'altra con cui l'Epa, l'agenzia federale per l'ambiente, si è vista negare la prerogativa di regolamentare le quote d'emissioni negli Stati (in quanto non è un organo legislativo, ma amministrativo). Queste sentenze hanno ribadito la separazione dei poteri in base al principio dei pesi e dei contrappesi, ma sono intese dall'opinione pubblica progressista come un "rigurgito" reazionario su aborto, armi e clima. Ora ai nove giudici, a maggioranza conservatrice, si è aggiunta la progressista Ketanji Brown, la prima donna afro-americana ad entrare nel gruppo, nominata dal presidente Joe Biden e confermata dal Senato. Ma la sola giudice Brown non è in grado di ribaltare di nuovo i rapporti di forza. Quindi c'è da attendersi che le prossime sentenze saranno ancora decise dai giudici conservatori.
Da tenere d'occhio due casi originati dalle denunce di Students for Fair Admissions, un'associazione che perora la causa delle ammissioni nei college e nelle università senza discriminazioni razziali. Perché, in entrambi i casi, sia l'università di Harvard che quella della North Carolina, hanno ammesso i candidati sulla base della loro etnia. Con un razzismo alla rovescia tipico della "affirmative action", Harvard ha discriminato gli asiatici, perché mediamente "troppo bravi" nelle materie matematiche e scientifiche. Mentre l'Università della North Carolina ha privilegiato l'ammissione di neri, ispanici e nativi americani, a spese degli europei e, ancora, degli asiatici. Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, sia negli studi che nel lavoro, nel pubblico e nel privato. Ed è il contrario del sogno di Martin Luther King che sognava un mondo in cui si guardasse al "contenuto delle idee" e non al colore della pelle, nemmeno se la discriminazione va a vantaggio delle etnie storicamente discriminate.
Un'altra causa importante per la società americana nasce dal caso di Lorie Smith, grafica e proprietaria dell'agenzia 303 Creative. Una legge del Colorado, dove risiede, la obbligherebbe a disegnare siti Web anche per nozze gay, se le venisse richiesto. La Smith ha dichiarato di non aver alcun problema a eseguire un lavoro commissionato da clienti gay dichiarati, ma per le nozze gay no, perché è cristiana praticante ed è contro i suoi valori. La corte d'appello del Decimo circuito le ha dato torto. Ora la Corte Costituzionale potrebbe ribaltare la sentenza. In questa causa sono in gioco due principi fondamentali protetti dal Primo Emendamento: libertà religiosa e libertà di espressione. Da parte progressista, invece, la sentenza è attesa perché ritenuta importante nella causa contro la discriminazione delle persone Lgbt. Due generazioni di diritti si confrontano: quelli fondamentali della Costituzione contro i nuovi diritti sessuali.
Importante anche una causa di allevatori contro animalisti: una legge californiana impone che tutti i maiali venduti entro i confini dello Stato siano stati allevati in condizioni rispettose del loro relativo benessere, anche se sono importati da altri Stati. Macellati sì, ma prima di esserlo devono essere allevati in spazi congrui, almeno 8 metri quadrati per animale. Ciò riguarda tutti gli allevamenti del Paese: chiunque produca maiali senza rispettare queste regole, è escluso dal mercato della California che, con i suoi 40 milioni di abitanti, è quello che compra di più. Il sindacato degli allevatori di maiali ha dunque fatto causa allo Stato perché ritiene che sia una violazione delle regole per il commercio interno agli Usa e un sopruso di uno Stato nei confronti degli altri. Al di là dei maiali, una sentenza in questo caso creerebbe un precedente anche per altre cause che riguardano il rapporto fra Stati che proteggono diritti differenti, sia ambientali che umani. Può, ad esempio, costituire un precedente per future sentenze sui viaggi dell'aborto, dagli Stati che lo limitano a quelli che lo permettono in ogni circostanza.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10 ottobre 2022

2 - LA DISTRUZIONE PIANIFICATA DELLA SCUOLA ITALIANA
La sinistra ha imposto la sua cultura nel sistema educativo ed oggi non c'è più possibilità di uscirne, nemmeno se cambia il governo (l'unica soluzione è l'homeschooling)
Autore: Julio Loredo - Fonte: Tradizione Famiglia Proprietà, 1° ottobre 2022

Sulla scia della rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia, diversi pensatori marxisti iniziarono a esplorare le possibilità per replicarla in Occidente. Giunsero rapidamente alla conclusione che da noi fosse impraticabile. Era necessaria una nuova strategia. Gli sforzi più importanti in questo senso furono portati avanti dall'Institut für Sozialforschung dell'Università Johann Wolfgang Goethe in Germania, meglio conosciuto come Scuola di Francoforte, anche dopo che i suoi membri si trasferirono prima in Francia e poi negli Stati Uniti.
I membri di questa scuola applicarono il marxismo a una teoria sociale radicale e interdisciplinare, utilizzando le intuizioni della psicoanalisi, della sociologia, della filosofia esistenziale e di altre discipline per disegnare un piano di Rivoluzione totale. Nel 1936, ad esempio, coniarono l'espressione "rivoluzione sessuale" per descrivere l'utilizzo della decadenza morale già allora in atto per distruggere la mentalità "borghese" e forgiarne una nuova socialista.
Forse meno noto a livello internazionale ma, in più di un modo, maggiormente importante fu il lavoro di Antonio Gramsci, cofondatore del PCI. Ampliando il concetto marxista di egemonia - che considerava l'economia la "struttura" e tutti gli altri ambiti (politico, culturale, ecc.) semplici "sovrastrutture" - Gramsci esplorò gli aspetti culturali dell'egemonia, sviluppando le basi di quella che poi divenne nota come Rivoluzione culturale. Insisteva sul fatto che prendere il controllo del governo non è l'obiettivo più importante (come invece sosteneva Lenin). Secondo lui, la sinistra doveva piuttosto controllare alcuni settori chiave della società, in particolare l'istruzione, la cultura e la magistratura. Istruzione e cultura sono intimamente legate. Mentre una cultura di sinistra plasma il sistema educativo, un'educazione di sinistra forma i giovani che in seguito svilupperanno la cultura, creando un circolo vizioso che lentamente ma inesorabilmente cambia le mentalità. Le trasformazioni politiche, sosteneva Gramsci, sarebbero arrivate in seguito come naturale conseguenza di questi cambiamenti nella cultura.
"L'educazione è da sempre strumento per il consolidamento di qualsiasi egemonia - scrivono Lorenzo Caruti e Giammarco Serino - l'educazione [è] strumento imprescindibile di egemonia politica (...) l'educazione plasma le influenze geopolitiche".
La sinistra ha avuto un enorme successo nell'applicare questa strategia. La cultura occidentale moderna - lingua, arti, musica, teatro, fotografia, cinema, letteratura, poesia, televisione, moda, pubblicità - è massicciamente orientata a sinistra. Non esiste una cultura "conservatrice" o "tradizionalista" di qualche rilievo. Se prendiamo gli elementi della cultura definiti da Andrew Brown, autore di Organisational Culture - artefatti, storie, rituali, eroi, simboli, credenze, atteggiamenti e valori - ci accorgiamo che sono tutti egemonizzati dalla sinistra.
Lo stesso per l'istruzione. La sinistra ha avuto un enorme successo nell'infiltrare il sistema educativo fino a controllarlo virtualmente. In Italia, ad esempio, indipendentemente da chi è al governo, l'istruzione cammina sempre a sinistra.
Come possiamo definire la Rivoluzione culturale?
Nel descrivere lo spirito che anima il processo rivoluzionario, Plinio Corrêa de Oliveira afferma: "Due nozioni concepite come valori metafisici esprimono bene lo spirito della Rivoluzione: l'uguaglianza assoluta, la libertà completa. E due sono le passioni che più le servono: l'orgoglio e la sensualità". Se analizziamo le riforme dell'istruzione negli ultimi decenni, tutte si riducono a questo: più uguaglianza e più libertà. Teniamo conto, però, che quando la Rivoluzione proclama la completa libertà come principio metafisico, lo fa solo per giustificare il libero corso delle peggiori passioni e degli errori più perniciosi. Quando è al potere, limita facilmente, e persino con gioia, la libertà del bene.

LA DISTRUZIONE PIANIFICATA DELLA SCUOLA
Negli ultimi decenni abbiamo assistito in Italia a quella che un analista ha definito "la distruzione pianificata della scuola". Già visibile negli anni ‘60, questa distruzione subì una brusca accelerazione negli anni ‘90, durante i governi del comunista Massimo D'Alema e del "cattolico adulto" Romano Prodi. Il suo principale promotore fu allora il ministro comunista dell'Istruzione Luigi Berlinguer. Scrive Luciano Benadusi: "A partire dall'assunzione della titolarità ad interim dei due rispettivi ministeri da parte dell'on. Luigi Berlinguer, la politica scolastica ed universitaria italiana è entrata in una fase di grande dinamismo, tradottosi nell'ideazione - sebbene non ancora nell'approvazione - di importanti riforme". Queste riforme erano guidate da un "chiaro disegno strategico", di ispirazione comunista.
Il concetto stesso di "educazione" cambiò radicalmente. Se tradizionalmente l'educazione era concepita come trasmissione di conoscenze e formazione del carattere secondo determinati valori condivisi, oggi l'educazione è concepita come un mezzo per distruggere nei bambini e nei ragazzi i vecchi modelli di riflessione, volizione e sensibilità, sostituendoli gradualmente con forme di pensiero, deliberazione e sensibilità sempre più egualitarie e libertarie.
Vediamo alcuni aspetti di questa distruzione.

SOCIALISMO AUTOGESTIONARIO
Un primo elemento è stato il decentramento del sistema educativo. In breve, ogni scuola è libera di scegliere il proprio stile e i propri contenuti. Alle scuole fu data autonomia "nell'organizzazione, nell'istruzione, nella ricerca e nello sviluppo"; fu concessa "libertà di pianificazione" e la "libera scelta di metodi, contenuti e tempi". D'altra parte, gli studenti dovevano essere sempre tenuti in considerazione quando si prendevano decisioni che avrebbero riguardato la scuola. Nacquero così le assemblee scolastiche. Tutto questo ispirato al cosiddetto socialismo autogestionario. Chissà per quale motivo, però, nell'applicare la "libertà di scelta", la quasi totalità delle scuole adottò esattamente le stesse riforme rivoluzionarie...

1) Abolizione dei voti
L'istruzione si è sempre basata sul premiare i più intelligenti e i più diligenti, cercando di stimolare i meno intelligenti e i meno diligenti. L'impegno era premiato, mentre la pigrizia veniva punita. Questo creava naturalmente una gerarchia: alcuni erano i primi della classe, altri gli ultimi. Questo si scontra con lo spirito egualitario della Rivoluzione.
Così, in Italia, negli anni è cresciuto il movimento per l'abolizione dei voti. Il primo a essere abolito, nel 2017, è stato il voto di condotta. Poi, nel 2019, agli insegnanti delle scuole elementari è stato vietato di dare voti. Una mia amica, insegnante nella scuola locale, mi ha raccontato che non appena hanno attuato questa legge, il livello accademico della sua classe è crollato. I bambini non erano più stimolati a studiare in maggior misura. Ha avuto allora un'idea brillante: invece di dare voti (vietati dalla legge), ha assegnato dei colori, come quelli dell'arcobaleno. Il rosso per il voto più alto, il viola per il più basso. Immediatamente i bambini hanno iniziato a fare a gara per ottenere un rosso e il livello scolastico generale è tornato alla normalità. Ebbene, la direttrice l'ha rimproverata, perché una simile politica creava disuguaglianze.

2) Abolizione dell'ora di religione
Secondo il Concordato del 1929 firmato tra lo Stato italiano e il Vaticano, le scuole devono insegnare la religione cattolica. Il nuovo Concordato del 1984 ha reso questo insegnamento facoltativo: gli studenti potevano scegliere se svolgere o meno l'ora di religione. Da allora la frequenza all'ora di religione è diminuita costantemente e in molte scuole è di fato inesistente. Oggi c'è un movimento crescente per abolire del tutto l'ora di religione, come parte di uno sforzo per cancellare la religione dalla vita pubblica.

3) Educazione affettiva e sessuale
Seguendo una tendenza visibile in altri campi, la scuola italiana si è spostata da un'educazione basata sulla conoscenza a una basata sulla psicologia. In altre parole, non è tanto importante ciò che si impara, ma come ci si relaziona con il mondo: abbiamo di fronte agli altri un atteggiamento "corretto", cioè liberale, tollerante, non giudicante? O piuttosto un atteggiamento "sbagliato", cioè basato su verità e valori oggettivi?
Tutto è iniziato con l'"educazione all'affettività". Secondo un documento, "l'educazione all'affettività ha l'obiettivo di sviluppare l'intelligenza emotiva a partire dalla consapevolezza delle proprie sensazioni, delle proprie emozioni e dei propri sentimenti e di accrescere le abilità affettive con l'obiettivo di favorire una buona relazione interpersonale". È destinata alle scuole elementari e inizia con la domanda "Chi sono io?". Naturalmente è vietata qualsiasi identità di genere. La conclusione è: "Non so chi sono. Io divento. Sono fluido". Nella seconda fase, "Io e gli altri", si esplorano le relazioni interpersonali. Ai bambini a partire dai cinque anni viene chiesto di esplorare il proprio corpo e quello dei colleghi. Questo porta alla terza fase, "Affetto e sessualità", in cui i bambini sono stimolati a relazionarsi anche sessualmente con i loro compagni.

4) Agenda LGBT
L'imposizione dell'agenda LGBT merita un capitolo a sé. Nel 2014, il Ministero della Pubblica Istruzione emanò un decreto che imponeva un "Programma di educazione all'affettività e alla sessualità". Gli studenti dovevano essere istruiti da membri dell'ArciGay. Gli insegnanti dovevano seguire "corsi di aggiornamento" tenuti da questi stessi militanti. I critici hanno accusato questo programma di trasformare le scuole in un campo di indottrinamento LGBT. Un portavoce dell'ArciGay ha risposto: "Accresceremo la conoscenza sulle famiglie omogenitoriali e sui loro bambini (...) Amplieremo le conoscenze e le competenze di tutti gli attori della comunità scolastica sulle tematiche lesbo, gay, bisessuali, transessuali (Lgbt); favoriremo l'empowerment delle persone Lgbt nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra gli alunni. Contribuiremo alla conoscenza delle nuove realtà familiari, superando il pregiudizio legato all'orientamento affettivo dei genitori".
Poco prima della pandemia, con l'intento di "educare alla tolleranza", il Ministero aveva emanato una circolare suggerendo alle scuole di organizzare una giornata settimanale in cui i ragazzi si vestissero da ragazze e viceversa. Più recentemente, il 15 maggio 2022, il Ministero ha emanato una circolare in cui invitava le scuole a organizzare "iniziative di educazione e sensibilizzazione" in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. L'elenco potrebbe continuare.
Tutto questo ha avuto ripercussioni sul livello dell'istruzione nel nostro Paese. Infatti, secondo la maggior parte dei parametri, l'Italia è terzultima in Europa per qualità, davanti solo a Portogallo e Malta. Secondo altri rapporti, l'Italia è penultima, davanti solo alla Romania. Questo, però, non sembra preoccupare i promotori della Rivoluzione Culturale, che sembrano accettare questo abbassamento dei livelli accademici pur di imporre la loro agenda.

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Fonte: Tradizione Famiglia Proprietà, 1° ottobre 2022

3 - LE GLORIOSE MARTIRI DI COMPIEGNE
L'eroico martirio delle suore carmelitane scalze di Compiègne barbaramente ghigliottinate a Parigi il 17 luglio 1794 dalla Rivoluzione Francese (FILM GRATIS SU YOUTUBE: I dialoghi delle carmelitane)
Autore: Bernadette Mary Reis - Fonte: L'Osservatore Romano, 6 ottobre 2022

Scorrendo gli annali della storia, vediamo che ci sono momenti in cui le religiose hanno avuto un ruolo importante nel corso degli eventi umani. È il caso, ad esempio, delle martiri carmelitane scalze di Compiègne. Molti ne hanno sentito parlare, ma forse non sanno che il loro sacrificio ha contribuito a mettere fine al Regime del Terrore.
Tutto inizia con un sogno. Nel 1693, una donna disabile di 29 anni che vive nel Carmelo di Compiègne sogna Gesù in compagnia di sua Madre, di santa Teresa d'Avila e di altre due carmelitane che erano vissute nello stesso monastero. Dopo avere ricevuto istruzioni sulla sua propria vocazione, ha una visione nella quale vede un certo numero di carmelitane scelte per "seguire l'Agnello".
Un salto in avanti, al 1786: madre Teresa di Sant'Agostino, neo-eletta priora dello stesso monastero, trova un racconto della visione che suor Elisabeth Baptiste ha avuto prima di prendere i voti come suora carmelitana. Madre Teresa ha il presentimento che questo sogno sia una profezia che riguarda la sua comunità.

LA RIVOLUZIONE MALEDETTA
Qualche anno dopo, in Francia scoppia la rivoluzione che poi scatena il Regime del Terrore. Nel febbraio 1790 viene ratificata la sospensione provvisoria dei voti religiosi. Il 4 agosto sono inventariati i beni della comunità carmelitana; il giorno dopo, tutte le suore vengono interrogate e viene offerta loro la possibilità di rinunciare ai voti. Con grande rammarico dei dirigenti rivoluzionari, tutte le suore esprimono la loro ferma determinazione a rimanere fedeli ai loro voti fino alla morte.
Pasqua 1792: il 6 aprile diventa illegale indossare l'abito religioso; due giorni dopo, il sogno di suor Elisabeth Baptiste è stato raccontato alle suore della comunità. Gli eventi precipitano: ad agosto, i monasteri femminili sono chiusi ed evacuati e i beni delle suore sequestrati.
Le 20 carmelitane di Compiègne lasciano il loro monastero il 14 settembre, festa dell'Esaltazione della Croce. Con l'aiuto di amici trovano rifugio in quattro località diverse e riescono a comprare un abito civile per ciascuna: non hanno denaro a sufficienza per comprare anche un cambio e la richiesta di sostentamento al governo rimane inascoltata.
Non molto tempo dopo, madre Teresa di Sant'Agostino si consulta con le quattro suore del coro, le più anziane, in merito alla proposta da fare all'intera comunità di offrire la propria vita per la salvezza della Francia: la sua proposta si radica nel desiderio della stessa santa Teresa d'Avila di riformare il Carmelo. Comprensibilmente, incontra resistenza: chi, in realtà, si sottoporrebbe volontariamente alla decapitazione per mezzo della ghigliottina, appena inventata?
Stranamente, però, nel giro di poche ore le due suore più anziane chiedono perdono alla priora per la loro mancanza di coraggio: questo spiana la strada a madre Teresa, che propone un atto di donazione della vita agli altri membri della comunità. A partire dal 27 novembre, tutte le suore recitano un "atto di dono di sé" per la salvezza della Francia, scritto dalla priora. In seguito si aggiunge un'intenzione perché sempre meno persone siano giustiziate con la ghigliottina, e per la liberazione delle persone arrestate.

IL SACRIFICIO PORTA FRUTTO
Il 21 giugno 1794 i soldati perquisiscono gli alloggi delle suore. Il giorno dopo sono arrestate sulla base di una prova che sarebbe emersa durante la perquisizione, usata a dimostrazione che esse abbiano continuato a vivere una vita consacrata e che simpatizzino per la monarchia. La comunità carmelitana, che a questo punto conta 16 suore, si ritrova agli arresti nell'ex convento della Visitazione insieme a 17 suore benedettine inglesi. Il 12 luglio, il sindaco di Compiègne irrompe nel convento con i soldati, sorpreso di trovare le donne vestite con i loro abiti religiosi: l'unico abito civile che possedevano era completamente zuppo. A questo punto, la partenza per Parigi, dove le attende il processo, è inevitabile.
Il 17 luglio, le 16 suore carmelitane insieme ad altri 24 prigionieri sono riconosciute colpevoli di essere "nemici del popolo" - tra le altre accuse - e condannate a morte. Le suore si preparano al compimento del sogno profetico: presto seguiranno l'Agnello.
Quella stessa sera, Parigi è percorsa dalla voce delle suore che cantano l'Ufficio divino mentre attraversano le vie della città; il boia consente loro di terminare le preghiere per i moribondi, compreso il canto del Te Deum, seguito dal Veni Creator e dal rinnovamento dei loro voti. Salite al patibolo, ricevono l'ultima benedizione dalla priora, baciano la statuetta di Nostra Signora e seguono l'Agnello sacrificale.
Robespierre viene arrestato dieci giorni dopo e giustiziato il giorno seguente. Finisce il Regime del Terrore, lasciando così poco spazio al dubbio che il Signore abbia accettato il sacrificio della vita delle religiose. Le martiri di Compiègne sono state beatificate da Pio x nel 1909, e attualmente è in corso il processo per la canonizzazione equipollente.

Nota di BastaBugie: per leggere la storia completa delle Martiri di Compiègne con l'avvincente racconto di Padre Antonio Maria Sicari, visita il sito FilmGarantiti, clicca qui!
Per vedere gratis il film I dialoghi delle carmelitane (durata: 1 ora e 44 minuti), con la vicenda delle martiri di Compiègne, guarda il seguente video.


https://www.youtube.com/watch?v=WRkxW68uDyk

Fonte: L'Osservatore Romano, 6 ottobre 2022

4 - IL PRIMO ARBITRO DONNA IN SERIE A? E' LA FAMOSA ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA!
E la regola è che alcune professioni sono per natura più maschili e altre più femminili (ad esempio: il calcio non è sport per signorine)
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 6 ottobre 2022

Diciotto falli fischiati, due ammoniti e un rigore confermato dal Var. Questo il bottino di Maria Sole Ferrieri Caputi - primo arbitro donna in seria A, ma non nuova ad arbitraggi maschili ad alto livello dato che aveva già diretto un match in Coppa Italia - che domenica scorsa ha guidato con polso sicuro la partita Sassuolo-Salernitana, finita 5-0 per il Sassuolo.
I media ovviamente si sono buttati a capofitto in questa notizia ed hanno sfoderato inossidabili stereotipi che, a volte, hanno un fondo di verità: occorre giudicare la Ferrieri per i suoi meriti e non perché donna, per lei è stato più difficile arrivare in cima rispetto ai colleghi maschi, un altro soffitto di cristallo è stato sfondato, etc...
Naturalmente non è mancata la dissertazione sul genere grammaticale dell'apposizione che qualifica la Ferrieri: arbitro o arbitra? Lei inizialmente, come riporta Repubblica, fischia un fallo ai danni della lingua italiana commesso dalle femministe e così sentenzia: "Arbitra non mi piace perché sottolinea che sono donna". Poi, alla Domenica Sportiva su Rai 2, aggiusta il tiro, perché il Var gender ha dato un altro responso e sulla questione se chiamarla arbitro o arbitra lei così si esprime: "Risolvetela voi, per me non fa differenza".
Pare curioso, ma incensare in tal modo la Ferrieri perché arbitro donna in serie A contraddice i motivi stessi che portano alla sua incensazione. Il canovaccio è sempre il medesimo: appena una donna fa un lavoro da uomini si brinda all'uguaglianza e alla cosiddetta parità dei generi. Ma la storia della Ferrieri invece nega questi assunti proprio perché eccezione che conferma una regola di carattere antropologico: alcune professioni sono per natura più maschili e altre più femminili. Non esclusivamente maschili - come testimonia bene la brava Ferrieri - ma più maschili. E quando c'è una donna che arriva a ricoprire certi ruoli prettamente maschili giustamente fa notizia. La rarità merita attenzione e nello stesso tempo conferma il dato ordinario.
Il dato ordinario è il seguente: quanti direttori di orchestra donna ci sono nel mondo? Quanti compositori in gonnella? Abbiamo più camionisti o camioniste? Quale la percentuale di donne nei cantieri edili? E nelle caserme? E per par condicio, quale la quota di ballerini classici nei teatri? Quanti suonatori maschi di arpa conoscete? Quanti educatori uomini negli asilo nido? Si dirà che questo capita per sovrastrutture sociali retrive, maschiliste e patriarcali, per orientamenti culturali malati di fissismo machista.
Ma è falso, perché sono ormai decenni che le donne possono liberissimamente fare il lavoro che vogliono: le pari opportunità esistono da tempo. E alcuni lavori non vengono scelti dalle donne per loro libera decisione, non per condizionamenti esterni, perché non rispondono alle loro esigenze naturali, perché le corde della loro sensibilità e psicologia femminile non risuonano adeguatamente al pensiero di fare questo o quel lavoro. Perché uomini e donne non sono solo diversi nel fisico, ma anche nell'anima e quindi nella mente, nei gusti, nelle aspirazioni. E questo è un bene perché in tal senso - e finalmente anche noi possiamo far nostra un'affermazione molto politicamente corretta - la diversità è ricchezza. L'uguaglianza vera risiede nella pari dignità tra uomo e donna e, in ultima istanza, nella identica chiamata alla santità. Quella falsa pialla le differenze.
Ecco allora che tanto più si gioisce per l'arrivo del primo fischietto rosa in serie A, tanto più si conferma che madre natura o Dio Padre ci ha voluto maschi e femmina non solo nel corpo, ma anche nella società, nelle relazioni, nelle passioni. L'appartenenza sessuale innerva necessariamente ogni nostra azione, informa ogni nostro desiderio e quindi è naturale che anche le professioni risentano di questa nostra ineludibile inclinazione che nasce dai geni e si sviluppa in tutta la nostra persona. La natura da sempre ha assegnato le sue quote rosa e azzurre.
Detto ciò, buon lavoro, arbitro Ferrieri.

Nota di BastaBugie: per approfondire il tema della donna arbitro si può leggere il seguente articolo.

IL CALCIO NON E' UNO SPORT PER SIGNORINE
Una donna che arbitra ci può anche stare, ma il calcio femminile tecnicamente non sarà mai paragonabile a quello maschile (per evidenti differenze muscolari)
di Corrado Gnerre
https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6583

DOSSIER "GIOCO DEL CALCIO"
I preziosi insegnamenti dello sport

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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 6 ottobre 2022

5 - DRAGHI APPROVA IN EXTREMIS IL PIANO LGBT
Clamorosa la scorrettezza del governo (ormai scaduto) che fa passare una ''Strategia nazionale'' simile al ddl Zan in grado di vincolare il prossimo esecutivo
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Radio Roma Libera, 10 ottobre 2022

«Motus in fine velocior»: la nota sentenza latina indica quanto un moto divenga più veloce sul suo finire. Mai verità si attaglia meglio a quest'ultimo scorcio del dimissionario governo Draghi, che con un colpo di coda, a sorpresa (o a tradimento, come molti osservatori hanno commentato...), lo scorso 5 ottobre non ha mancato di varare in zona Cesarini ovvero allo scadere della legislatura una «Strategia nazionale» pro-Lgbt con carattere programmatico, valida per un triennio, fino al 2025, in grado quindi con una serie di «azioni vincolanti» di condizionare anche il prossimo esecutivo.
Non è il ddl Zan, ma su altri piani risulta di eguale portata ideologica. Il provvedimento, approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 5 ottobre su proposta del ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia (sic!), Elena Bonetti, infatti, prevede sei aree cruciali di intervento: lavoro, sicurezza, salute, educazione e sport, cultura e media, monitoraggio e valutazione. Il che, tradotto, significa "congedo parentale" per le coppie dello stesso sesso, incentivi per le aziende che assumano transgender, norme definite "antidiscriminatorie" nei contratti collettivi, misure di contrasto agli effetti ritenuti "negativi" dei trattamenti di conversione o teorie riparative per i minori Lgbt, percorsi di "educazione" mirati nelle scuole di ogni ordine e grado con tanto di "formazione" per il personale scolastico e ATA, il "doppio libretto" universitario per i transgender, altri corsi di "formazione" per poliziotti ed agenti di pubblica sicurezza, nonché le cosiddette "buone pratiche" anche nelle strutture penitenziarie, contrasto all'utilizzo di "stereotipi" e "pregiudizi" nella rappresentazione mediatica delle realtà Lgbt, accarezzando la perenne tentazione di porre un bavaglio alla stampa e di cancellare de facto la tanto sbandierata libertà d'opinione, infine la prima indagine statistica atta ad individuare eventuali discriminazioni.

L'ULTIMO BLITZ DI DRAGHI
Tutto questo recependo una raccomandazione, la CM/Rec (2010) 5, adottata dal comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, totalmente priva tuttavia di efficacia vincolante. E siccome le parole hanno un peso, meritano attenzione quelle pronunciate dal ministro Bonetti, che ha voluto precisare come sia non "facoltà", bensì «responsabilità del prossimo esecutivo rispettare o meno» tale provvedimento, con evidente tono di sfida e di sberleffo, per giungere poi all'autoincensazione con un chiaro avvertimento: «Avranno la responsabilità di essere all'altezza di un governo, che ha impresso una svolta storica sul fronte della parità?», il che rende chiarissimo l'intento provocatorio e strumentalmente ideologico di questa «Strategia nazionale».
La senatrice di Fratelli d'Italia, Isabella Rauti, su Twitter ha parlato di «ultimo blitz di Draghi», inaccettabile già per «una questione di metodo», ritenendo grave che un governo in carica da due anni non si occupi - come dovrebbe - solo di ordinaria amministrazione, ma «presenti una Strategia nazionale pluriennale alla vigilia della nascita di un nuovo esecutivo e di un nuovo parlamento». Sulla stessa linea anche l'on. Eugenia Roccella, sempre di Fratelli d'Italia, per la quale «il governo ha avuto due anni di tempo. Farla adesso è una trovata pubblicitaria. Non si possono prendere impegni per il governo successivo», che dovrà ora «riprendere in mano tutto da capo», dettando un immediato cambio di registro. Non meno critici i toni, cui è ricorsa l'europarlamentare della Lega, Simona Baldassare, che ha evidenziato come nel piano si prevedano «forzature ispirate alle teorie gender come i permessi parentali alle coppie omogenitoriali in palese contrasto con la legge nazionale che vieta l'utero in affitto o addirittura incentivi a chi assuma cittadini transgender, piegando il principio di uguaglianza davanti alla legge all'auto-percezione delle persone».

UNA BANDIERA ALZATA
Il ministro Bonetti ha definito tale «Strategia nazionale Lgbt» il frutto di un «processo molto condiviso», scritto «in accordo fra diversi ministeri», suggerendo l'idea che, come si usa dire, se la siano cantata e se la siano suonata tra di loro. La condivisione pare sia avvenuta più all'interno dell'esecutivo, di regioni, enti locali e di una sessantina di associazioni (sarebbe davvero interessante consultarne l'elenco...), che dialogando realmente con quella società civile, che, se ascoltata, avrebbe probabilmente portato ad un risultato ben diverso, essendo ben altre ora le urgenze, dai pesanti rincari generalizzati al conflitto in Ucraina e via elencando.
Il cosiddetto movimento per i diritti Lgbt, in Italia, ha fatto molta strada rispetto alla prima manifestazione, organizzata dall'associazione Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano a Sanremo nel 1972, per giungere sino ai Gay Pride attuali, sparsi un po' ovunque per la Penisola. Ciò richiama perfettamente quanto l'intellettuale cattolico Plinio Corrêa de Oliveira previde in una delle sue opere fondamentali, Rivoluzione e Controrivoluzione, circa le due velocità del processo rivoluzionario, «l'una rapida, generalmente destinata al fallimento sul piano immediato. L'altra, abitualmente coronata da successo, molto più lenta». Afferma subito dopo: «Si direbbe che i movimenti più veloci siano inutili. Ma non è vero. L'esplosione di questi estremismi alza una bandiera, crea un punto di attrazione fisso che affascina per il suo stesso radicalismo i moderati e verso cui questi cominciano lentamente a incamminarsi».
Senza poterci qui dilungare in merito (ma ne varrebbe davvero la pena), è possibile porre il provvedimento del governo dimissionario Draghi proprio in questo novero dei «movimenti più veloci», di cui parla il prof. Plinio Corrêa de Oliveira: v'è la speranza che il nuovo governo lo azzeri o, quanto meno, lo disinneschi. Senza illuderci però che ciò corrisponda ad un suo fallimento vero e proprio, perché - riprendendo il brano citato - ha intanto alzato «una bandiera». Sì, ma arcobaleno...

Fonte: Radio Roma Libera, 10 ottobre 2022

6 - IL VESCOVO DI TERNI INAUGURA LA SEDE DELLA MASSONERIA
La massoneria è un'associazione segreta condannata da innumerevoli documenti della Chiesa perché propone una visione del mondo incompatibile con quella cattolica
Autore: Roberto De Mattei - Fonte: Radio Roma Libera, 1° ottobre 2022

Il 27 settembre la Casa Massonica del Grande Oriente d'Italia, in via Roma a Terni, ha aperto le proprie porte al pubblico, in occasione dell'inaugurazione della nuova sede. Un evento, comunica il Grande Oriente, al quale hanno partecipato istituzioni e autorità oltre ai "liberi muratori" delle logge cittadine. Il Gran Maestro della Massoneria Stefano Bisi, è stato accolto da Luca Nicola Castiglione, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili dell'Umbria, da Gabriele Cardona, presidente del Consiglio dei Maestri Venerabili di Terni e da numerosi affiliati. Dopo la cerimonia ha avuto luogo la visita alla Casa Massonica che conta al proprio interno due templi. Alla visita quale hanno preso parte il sindaco Leonardo Latini, il prefetto Giovanni Bruno, e il vescovo Terni-Narni-Amelia Francesco Antonio Soddu, che "nei loro messaggi di saluto hanno ringraziato per l'invito ed espresso l'auspicio che iniziative come questa possano alimentare il dialogo e il confronto tra realtá diverse sconfiggendo i pregiudizi".
Uno dei primi atti di mons. Francesco Antonio Soddu, vescovo di Terni dal 29 ottobre 2021, è stato dunque quello della visita a una sede della Massoneria, un'associazione segreta, condannata da innumerevoli documenti della Chiesa, che propone una visione del mondo direttamente antitetica a quella cattolica.
La condanna della Massoneria non è mai stata abolita. La Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, in un suo documento del 26 novembre 1983, stabilisce che "rimane immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono sempre stati considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l'iscrizione ad esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione".
E questo vale per ogni tipo di Massoneria, latina o anglosassone. Non ci sono due o più massonerie, alcune buone, altre cattive. La Massoneria, fin dal suo documento fondativo, le "Costituzioni di Anderson" del 1717, presenta un'ideologia, che mette da parte ogni verità religiosa e morale, riducendo le religioni tradizionali a opinioni soggettive. Il relativismo costituisce in questo senso l'anima della Massoneria, anche se non ne racchiude tutta l'essenza. La Massoneria, infatti, presume di essere una "religione universale", depositaria di un segreto di cui il massone prende gradualmente coscienza attraverso i riti, i simboli, i testi che assimila, ma anche attraverso l'atmosfera coinvolgente che respira nelle logge in cui è inserito. Il tempio della Massoneria di Terni, appena inaugurato, sarà un luogo in cui l'incauto aspirante massone abbandonerà la Chiesa cattolica per essere immesso in una setta anticristiana in cui perderà la sua anima e smarrirà la strada al destino di eterna felicità a cui la fedeltà al Vangelo lo chiama.
Il vescovo di Terni è un successore degli Apostoli. C'è un aureo libretto di sant'Alfonso Maria de' Liguori, dal titolo Riflessioni utili ai vescovi per la pratica di ben governare le loro chiese, ripubblicato qualche anno fa proprio in Umbria (a cura di Mario Colavita, Edizioni Tau, Todi 2015), di cui consigliamo la lettura a mons. Soddu e a tutti i vescovi italiani.
Il compito dei Pastori è quello di salvare le anime del loro gregge, non di portarle all'apostasia e alla perdizione. Perciò, spiega sant'Alfonso, se il vescovo è negligente circa la salute delle sue pecorelle, "sarà reprobo nel tribunale di Gesù Cristo". Questa è purtroppo la strada su cui si è messo mons. Francesco Antonio Soddu, vescovo di Terni-Narni-Amelia, partecipando all'inaugurazione del Grande Oriente di Terni, fianco a fianco con il Gran Maestro della Massoneria italiana.
Che cosa si può fare di fronte a un evento così grave, se non denunciarlo apertamente e pregare per un intervento della Divina Provvidenza che ponga fine a questi scandali che si moltiplicano in Italia e nel mondo?

Fonte: Radio Roma Libera, 1° ottobre 2022

7 - DA PICCOLA DESIDERAVO ESSERE UN MASCHIO E PER QUESTO MI HANNO TOLTO IL SENO, MA ADESSO...
Chloe Cole ha 18 anni e grida al mondo: ''Nessun bambino merita di soffrire sotto i ferri di un chirurgo che crede al gender''
Autore: Federica Di Vito - Fonte: Sito del Timone, 6 ottobre 2022

«Dovevo essere un maschio», Chloe Cole ora ha 18 anni e tra i 12 e i 16, ha subito un processo di transizione di genere e una doppia mastectomia perché l'hanno «ossessionata» a cambiare sesso. Oggi la sua vita è cambiata e sta diventando una delle voci più potenti - o una delle poche coraggiose - a lottare contro le transizioni dei minori...portando la sua testimonianza.
Chloe Cole sarebbe definita come detransitioner, perché dopo essere stata sottoposta a bloccanti della pubertà e interventi per la riassegnazione di genere si è pentita. Ma la sua storia non si ferma qui, perché non vive nascosta nell'ombra e la sua vita parla anche per le tante storie sconosciute ai media e ai più. Oggi sta viaggiando per gli Stati Uniti con l'obiettivo di lanciare un grido di allarme sulle procedure delle cosiddette gender clinics.
La storia di questa giovane inizia nel nord della California. Chloe Cole, cresciuta appunto nel nord dello Stato, aveva solo 11 anni quando è stata esposta per la prima volta all'ideologia di genere attraverso piattaforme online. «Passavo molto tempo online, su social come Instagram, e mi sono presto convinta alla narrativa che il disagio che provavo era dovuto al fatto che dovevo essere un maschio. Tutte le mie aspettative e i miei desideri si racchiusero nel processo di transizione», racconta.

PREFERITE UNA FIGLIA MORTA O UN FIGLIO VIVO?
«Diagnosi: disforia». Non ci è voluto molto prima che i professionisti medici passarono dalle parole ai fatti permettendo il passaggio medico da ragazza a ragazzo. I genitori «erano spaventati e alla disperata ricerca di risposte» e Cole racconta come il loro consenso venne firmato sotto «estrema costrizione» e che fu rivolta loro la classica domanda: «Preferite una figlia morta o un figlio vivo?», consegnando così a quella firma la risoluzione di tutti i problemi, l'unico trattamento in grado di impedire il suicidio dei propri figli. «Volevano l'unica cosa che ogni genitore vuole per i propri figli: che fossi felice», racconta Cole.
«Molti bambini sono portati a credere a questa falsa promessa di felicità: che il cambiamento di genere li renderà felici» ed è a quella stessa promessa che si appigliò Cole, da sempre additata come "strana" e in difficoltà nelle relazioni sociali. «A 16 anni mi sono resa conto che era tutta una bugia. La mia storia serve da monito», avverte, «tutto il Paese è stato travolto dall'ideologia gender. Si è passati dal vivere le teorie transgender come relativamente in minoranza, a una dottrina che ha invaso ogni istituzione».
«A 15 anni sono andata sotto i ferri e ho subito una doppia mastectomia. Quella che fanno le donne malate di cancro al seno. Questo è successo dopo aver subito un'aggressione sessuale a scuola da parte di un maschio», continua Cole, «mi dicevo di essere forte. Ma vivevo un senso di costante odio verso il mio seno». Quando si rende conto del grande errore commesso Cole ammette la verità biologica che più spaventa oggi:«Mi era stata portata via la maternità. Mi sono resa conto che a 12 anni non ero in grado di conoscere la mia identità. Mi sono resa conto che volevo essere ciò che ero sempre stata e sempre sarò: una donna».

IL CALVARIO DELLA TRANSIZIONE
Purtroppo, il calvario della transizione per Chloe non era finito. Smessa l'assunzione dei farmaci cominciò a raccontare la verità a tutti, genitori in preda ai sensi di colpa, amici scomparsi, gli stessi medici che prima si erano dimostrati tanto disponibili si rifiutarono di aiutarla, «ero indietro con lo sviluppo, incapace di allattare figli e completamente sola». Chloe racconta la sua storia senza fronzoli, senza filtri, portandoci a scoprire le ombre di un sistema che si spaccia per collaudato, ma che è del tutto sperimentale. Che va testandosi sulla pelle di minori.
«Ero un maschiaccio, ero timida, non mi adattavo bene alle norme sociali. A 11 anni ho aperto il mio primo account Instagram. Mia mamma non aveva accesso. Così mi sono ritrovata davanti un sacco di contenuti Lgbt», denuncia Cole con lucidità, «non avevo mai visto nulla del genere. Bastava accettare le loro ideologie ed eri un membro riconosciuto e celebrato della comunità di cui si parla di più sulla faccia della Terra. Desideravi inconsciamente quel riconoscimento».
Laddove prima però si parlava solo di "abbattimento di stereotipi" o "libertà di espressione", oggi si usa "scienza" e "medicina" per un sistema che assomiglia di più a un abuso su minori. Chloe si rivolge infine alle istituzioni pediatriche che ritengono che la migliore pratica sia quella di rimuovere il tessuto sano dei bambini mentre vengono somministrati farmaci: «Nessun bambino merita di soffrire sotto il bisturi di un chirurgo che afferma il suo genere. I bambini meritano qualcosa di meglio».

DOSSIER "CAMBIO DI SESSO"
I danni irreversibili della transizione

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Fonte: Sito del Timone, 6 ottobre 2022

8 - OMELIA XXIX DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 18,1-8)
Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?
Fonte Il settimanale di Padre Pio

La prima lettura di oggi e il Vangelo ci parlano dell'importanza della preghiera. La prima lettura, tratta dal libro dell'Esodo, ci narra l'episodio della battaglia degli Israeliti contro gli Amaleciti. Durante quella battaglia Mosè stava sulla cima di un colle con le mani innalzate verso il cielo in atteggiamento di supplica. Quando le sue mani erano alzate, Israele aveva la meglio; come le abbassava, gli Amaleciti prevalevano. Così è pure per noi. La vita su questa terra è tutta una battaglia contro le forze del male. Finché preghiamo, riusciamo a superare tutte le tentazioni; se invece veniamo meno a questo dovere fondamentale dell'orazione, il male prende il sopravvento nella nostra vita. C'è un particolare che dobbiamo tenere in considerazione: Mosè si fece aiutare da Aronne e da Cur nel tenere innalzate le braccia che cadevano dalla stanchezza. Ciò indica che anche noi dobbiamo ricorrere alla preghiera dei nostri fratelli. Da soli non ce la faremo; ma, come si dice, l'unione fa la forza. Le mani di Mosè, in questo modo, rimasero innalzate fino al tramonto del sole. Così la nostra preghiera dovrà essere perseverante. E' soprattutto il Vangelo che ci insegna quanto sia importante la perseveranza. La pagina di oggi riporta la parabola della vedova che ricorre al giudice. L'evangelista Luca scrive che questa parabola ci fa comprendere la necessità di pregare sempre "senza stancarsi mai" (Lc 18,1). Dobbiamo imitare la perseveranza di quella vedova che, alla fine, venne esaudita per la sua insistenza. Se quel giudice disonesto accontentò la povera vedova, quanto più Dio farà prontamente giustizia a quelli che gridano a Lui? (cf Lc 18,7).
La pagina del Vangelo si chiude però con una domanda che deve farci molto riflettere: "Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?" (Lc 18,8). E' necessaria la fede. Solo così la nostra preghiera avrà effetto. Tante volte si prega, ma non si ha una sufficiente fede nella potenza della preghiera. Per questo rimaniamo a mani vuote.
Ogni volta che preghiamo dobbiamo ravvivare la nostra fede in quello che stiamo per fare. Dobbiamo pensare che c'è una enorme differenza tra il recitare, ad esempio, una corona del Rosario e il non farlo; tra il fare un'ora di Adorazione eucaristica e il perdere il tempo in ozio; tra il ricevere la Santa Comunione e il farsi vincere dalla pigrizia e non andare alla Messa. Tante volte, purtroppo, siamo presi da una strana tentazione che ci fa dire che, in fin dei conti, è sempre la stessa cosa. E così la nostra preghiera è come un corpo senz'anima.
Prima di pregare, dunque, rinnoviamo la nostra fede ripetendo le parole della Coroncina al Sacro Cuore di Gesù, tanto cara a Padre Pio da Pietrelcina: "O Gesù che hai detto: chiedete e otterrete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto; ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia tanto desiderata".
Dobbiamo pensare che con la preghiera possiamo ottenere tutto, che la preghiera, come diceva san Claudio de La Colombiere, è l'Onnipotenza di Dio nelle nostre mani. Dobbiamo pensare che Gesù può e vuole esaudirci più di quanto possiamo desiderare di essere esauditi. Dobbiamo pensare che, se ricorriamo all'intercessione della Vergine Maria, la nostra preghiera diventerà molto gradita al Cuore di Gesù e otterrà più facilmente ciò che desideriamo, se veramente quanto chiediamo è secondo la Volontà di Dio e per il nostro bene. Se preghiamo sempre con queste disposizioni interiori otterremo sicuramente molto dal Signore. Ciò che ferisce il Cuore del nostro Salvatore è la nostra mancanza di fiducia.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

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