A LONDRA NASCE IL PARTITO MARXISLAMISTA E VOLA GIA' AL 10%
E anche a New York è in arrivo il primo sindaco islamico: socialista, pro-Hamas e pro-aborto
Autore: Lorenza Formicola - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
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IRLANDA, NON ESISTONO LE SUORE ASSASSINE INVENTATE DAI GIORNALISTI
La fossa comune che non c'era: cronaca di una verità che viene alla luce dopo 10 anni di martellante narrazione anticattolica
Autore: Manuela Antonacci - Fonte: Sito del Timone
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LEONE XIV: TRA AGOSTINO E GRETA, A CHI VOGLIAMO DAR RETTA?
Il Papa mette in guardia dall'adorazione della natura che ha preso il posto del culto a Dio
Autore: Roberto de Mattei - Fonte: Radio Roma Libera
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SVOLTA STORICA NELLO SPORT FEMMINILE: CANCELLATE LE VITTORIE DEL TRANS LIA THOMAS
Dove erano le femministe quando le donne venivano umiliate per far spazio a un uomo in costume da bagno?
Fonte: Provita & Famiglia
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DIMENTICANDO IL DIAVOLO SI NEGA ANCHE LA REDENZIONE
Intervista a Padre Dermine: ''Chi non parla più del demonio, non può più capire cosa vuol dire essere salvati'' (VIDEO: Il diavolo esiste)
Autore: Stefano Chiappalone - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
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NOTRE DAME BATTE IL LOUVRE E LA TORRE EIFFEL
Nel 2025 la cattedrale della Vergine Maria è il luogo più visitato della Francia
Autore: Bernardo Tombari - Fonte: Sito del Timone
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OMELIA XVII DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 11,1-13)
Sia fatta la tua volontà, come in Cielo, così in terra
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: Stilli come rugiada il mio dire
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A LONDRA NASCE IL PARTITO MARXISLAMISTA E VOLA GIA' AL 10%
E anche a New York è in arrivo il primo sindaco islamico: socialista, pro-Hamas e pro-aborto
Autore: Lorenza Formicola - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 17 luglio 2025
Gran Bretagna, scena uno: va in onda il nuovo spettacolo della sinistra estrema, con due protagonisti che sembrano usciti da un romanzo politico scritto a quattro mani tra Marx e l'Intelligenza Artificiale. Da una parte Jeremy Corbyn, il veterano in esilio dai ranghi del Labour; dall'altra Zarah Sultana, deputata, musulmana, giovane, pachistana, popolarissima sui social del momento e capace di infiammare le folle con un post più che con un comizio. Insieme, sono il trailer vivente di un esperimento che vuole rimescolare le carte della sinistra inglese - quella dura e pura, che non accetta più i compromessi da centro. Il sipario si alza. La nuova rivoluzione inglese, forse, presto indosserà la bandiera del hijab e la giacca di tweed sempre oversize perché l'effetto trasandato serve: nasce un nuovo partito a Londra. Non una costola del Labour, ma un mix esplosivo di pacifismo, ambientalismo e islamo-marxismo in salsa britannica, che ha già preso appunti dalla nouvelle gauche francese. Il tandem incendiario, protagonista negli ultimi anni di tensioni con il loro stesso partito, rilancia il fronte rosso-verde (dove i verdi sono l'islam) anche sul Tamigi. Il progetto, ancora in fase embrionale, ha già acceso il dibattito sulle prime pagine dei tabloid: da un parte il Tory che indica la minaccia di un estremismo che minerebbe l'identità nazionale, dall'altra il Labour in paranoia per la dispersione del voto nelle periferie multiculturali e tra i giovani. Jeremy Corbyn coltiva l'idea di formare un nuovo partito fin da quando ha perso la leadership del Labour dopo la sconfitta epocale alle elezioni britanniche del dicembre del 2019, la più bruciante dagli anni '30 - e che il partito conservatore non è stato capace di capitalizzare. Già lo scorso anno l'idea s'era fatta concreta, ma evidentemente non ha voluto osare nell'anno delle elezioni. Ora Corbyn è di nuovo sulla scena, determinato a farsi portabandiera della sinistra "autentica", dopo la sospensione dal partito nel 2020 per antisemitismo.
DEVOZIONE ALLA CAUSA MARXISTA, SOSTEGNO ALL'IMMIGRAZIONE E ODIO VERSO ISRAELE È ancora possibile trovare le cronache di un'intervista in cui Corbyn si rifiutò di definire, per diciassette volte, Hamas un movimento terrorista. Il suo Labour era tutto assistenza statale "dalla culla alla tomba", salario minimo, piano per nuove case popolari, sostegno all'espansione sindacale, tasse ai ricchi, aumento dell'IVA e odio a Israele. Ora ad affiancarlo c'è Zarah Sultana che ha lanciato realmente il progetto prendendo un po' alla sprovvista Jeremy. È stata definita la politica più «virale» del panorama britannico. Eletta in parlamento a soli 26 anni, oggi trentaduenne è la regina di TikTok e Instagram con i suoi oltre mezzo milione di seguaci. Sta promuovendo il nuovo soggetto politico definendo il voto del 2029 come una scelta tra «socialismo e barbarie», citando Rosa Luxemburg. Oltre alla devozione alla causa marxista e al sostegno all'immigrazione, ad accomunare Jeremy e Zarah c'è l'odio verso Israele. Se di Corbyn sappiamo tutto, di Sultana è meno nota la lunga storia di post sui social d'incitazione all'odio contro i «sionisti». Membro del Parlamento britannico per Coventry South dal dicembre 2019 con il Labour Party, è stata rieletta nel 2024 con una maggioranza molto più ampia. Entrata nel Socialist Campaign Group, ne è stata chair dal maggio 2020 al febbraio 2025. Poi lo strappo: sospesa dal partito per aver votato contro un provvedimento di tagli che poneva il limite ad alcuni sussidi, lo scorso fine settimana ha ufficialmente lanciato il nuovo partito. Nel suo post, Sultana non usa mezzi termini: accusa il governo di complicità in un genocidio, denuncia una Gran Bretagna sempre più povera e svela il bluff delle promesse mancate. Poi rilancia: sarà l'alternativa al declino. Ma perché ora? Il 4 luglio è stato il primo anniversario della schiacciante vittoria del Labour, ma il consenso personale di Starmer è ai minimi storici. A creare una ulteriore piccola tormenta nel partito è stata la messa al bando di Palestine Action come organizzazione terroristica. La signora Sultana ha votato contro definendolo un abuso della legge antiterrorismo. Palestine Action è un'organizzazione britannica di attivisti nata nel 2020 e che come modus operandi conta incursioni e atti di vandalismo. E allora eccolo, il pretesto perfetto: è in gioco la libertà d'espressione. La strategia è stata quella di lanciare subito una raccolta fondi e una pagina di iscrizione per i sostenitori a suo nome che, chiamati ad unirsi al "Team Zarah" hanno mandato in tilt il sito.
UN PARTITO CHE NON ESISTE ANCORA, MA GIÀ AL 10% I sondaggi raccontano di un partito già al 10%, con proiezioni che lo vedono salire fino al 18% entro il 2029. Cifre da capogiro per un partito che non esiste ancora e non ha un nome. Tant'è che lo Spectator ironizza sul battesimo, «con entrambi così ossessionati da Israele, potrebbe chiamarsi Nuovo Partito Indipendente Antisionista». Per le analisi d'opinione sarebbe già primo nelle preferenze tra i giovani della fascia tra i 18 e i 24 anni, oltre un terzo (36%) si dice pronto a prendere in considerazione il voto per un partito del genere. Il sostegno potrebbe finire per concentrarsi a Londra, con il 29% dei londinesi disposti a prendere in considerazione l'idea di votare per la nuova coppia rispetto al 15-19% in altre regioni della Gran Bretagna. La disponibilità a prendere in considerazione un partito di sinistra guidato da Corbyn è più alta tra coloro che appartengono alla classe media (21%) rispetto a coloro che appartengono alla classe operaia (16%). Ma i sondaggi indicano anche che potrà contare su un forte sostegno da parte dei musulmani britannici, e questo fattore da solo potrebbe annunciare l'emergere di pericolose tensioni settarie nel Paese. Attualmente, nel Regno Unito vivono circa quattro milioni di musulmani. E il numero di musulmani sta aumentando rapidamente. Nel 1990, rappresentavano meno del 2% della popolazione britannica, ora superano il 6%. Il fattore più significativo è che la stragrande maggioranza dei musulmani del Paese vive in aree urbane, quindi l'impatto sulle elezioni è spesso amplificato perché il sistema elettorale maggioritario a turno unico della Gran Bretagna premia coloro che riescono a concentrare il loro sostegno in singole circoscrizioni. Nel 2024, per esempio, sono stati tanti i candidati che si sono presentati da indipendenti, dopo aver lasciato il Labour, riuscendo a vincere puntando quasi esclusivamente sul voto musulmano locale. Ad oggi, i musulmani britannici rappresentano una quota consistente dell'elettorato in almeno 50 delle 650 circoscrizioni del Paese, secondo i sondaggi. Alle elezioni dello scorso anno, tutti i 32 collegi con la maggiore concentrazione di musulmani sono andati ai laburisti. La vera novità, però, è che a questo punto della guerra a Gaza si è accesa la miccia della radicalizzazione tra molti elettori musulmani britannici stanchi di un Labour percepito come troppo timido nei confronti di Israele. Già nel 2024, sei indipendenti filo-palestinesi hanno strappato seggi in Parlamento, segnando una crepa significativa nell'edificio laburista. È in quello spazio aperto che il progetto politico del duo Zarah-Jeremy potrebbe farsi largo: un'inedita alleanza islamo-marxista, qualcosa che l'Europa non ha mai visto in questi termini - e che, se riuscirà a superare la fase di gestazione potrebbe mandare definitivamente in soffitta il bipartitismo del Regno Unito.
Nota di BastaBugie:Lorenza Formicola nell'articolo seguente dal titolo "La mezzaluna a New York, in arrivo il primo sindaco islamico" spiega chi è il musulmano Zohran Mamdani che stravince le primarie per la carica di primo cittadino. Socialista, pro-Hamas e pro-aborto parte alla conquista della Grande Mela per farne la Grande Mecca dell'islamo-progressismo. Siamo alla frutta? Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27 giugno 2025: Zohran Mamdani, il trentaquattrenne socialista nuova stella del Partito Democratico statunitense, ha battuto Andrew Cuomo, alle primarie democratiche per la carica di sindaco di New York City, martedì sera con il 43,5%. Ed è in pole per diventare il primo sindaco musulmano della città. «Stasera abbiamo fatto la storia!», ha urlato mentre cantava vittoria. In effetti si tratta del più grande sconvolgimento nella storia moderna di New York City. La corsa s'è mostrata dal primo giorno anomala con i due principali candidati democratici che offrivano visioni nettamente diverse per la città. Ma è stato Mamdani ad assicurarsi la nomination democratica per la carica di sindaco. E il ground zero del capitalismo globale si è risvegliato in preda a sudori freddi, scosso da un incubo ricorrente che ha già attraversato il mondo innumerevoli volte, lasciando dietro di sé una scia di distruzione, fame e miseria - solo per scoprire che era tutto fin troppo reale: probabilmente avrà presto un sindaco socialista, o come ha detto Trump, un «lunatico comunista». Una vittoria che ha interdetto Wall Street ma non solo, anche i membri della generazione Z e Alpha che hanno votato per Mamdani: rimasti poi traumatizzati nello scoprire cosa significhi socialismo - è stata infatti registrata un'impennata di ricerche su Google quando sono arrivati i primi risultati. Con un manifesto elettorale che sembra scritto durante un'assemblea nel cortile della Evergreen University, Zohran Mamdani, non è un imitatore di Bernie Sanders, ma il suo modello evoluto. Una specie di supereroe per i giovanissimi di New York che leggono i libri di Bell Hooks - pseudonimo di Gloria Jean Watkins, scrittrice femminista che ha passato la vita a scrivere di intersezionalità, razza, capitalismo, gender -, e vanno in giro con la kefiah al collo tra una visita e l'altra a mamma e papà nell'Upper West Side. Se eletto, Mamdani sarebbe il sindaco di New York più giovane degli ultimi cento anni, il primo sindaco musulmano e la prima persona di origine sud-asiatica a guidare la città. Con l'appoggio dei marxisti Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, New York potrebbe consegnare al movimento della sinistra estrema la sua vittoria più significativa dell'ultimo secolo, preannunciando quasi certamente uno scontro epico ai vertici della politica americana con il socialismo al centro della contesa. Il signor Mamdani si è presentato alla Grande Mela con la promessa di usare la sua poltrona di sindaco «per respingere il fascismo di Donald Trump» e sventolando un programma bello denso per una città "più accessibile". Come? Alloggi gratuiti e affitti congelati investendo 70 miliardi di dollari in edilizia residenziale pubblica (ovviamente 70 miliardi di dollari altrui). Trasporti pubblici gratuiti. Supermercati gratuiti sovvenzionati pubblicamente (sul modello dei supermercati gestiti dall'Unione Sovietica). Assistenza all'infanzia universale. Definanziamento della polizia con i poliziotti sostituiti con assistenti sociali. Protezione degli immigrati clandestini e rifiuto del programma "America First" del presidente Trump. Salario minimo. Aumenti delle tasse per i più ricchi e per le imprese concepiti non per generare entrate, ma per punire. Un elenco di promesse che ripropone ogni vecchia fantasia dell'ultra-sinistra dell'ultimo decennio, più performance artistica che politica. Ed è proprio quello che ha alienato l'elettorato democratico nel voto del 2024. Il musulmano Mamdani sogna L'Avana sull'Hudson. Ma a New York City basterebbe guardare il destino di Chicago - con il suo sindaco ultraprogressista Brandon Johnson - per avere una visione più nitida del futuro che sta abbracciando. Sono tanti gli imprenditori e i proprietari immobiliari che hanno dichiarato di progettare una seria fuga dalla Grande Mela se dovesse diventare sindaco. Da Anthony Pompliano (Professional Capital Management), a Sander Gerber (Hudson Bay Capital), passando per John Catsimatidis proprietario di Gristedes Supermarket, l'iconica catena di supermercati con sede a Manhattan, mentre Goldman Sachs ha registrato un crollo di 430 punti base nel paniere di titoli REIT immobiliari. E poiché Polymarket - gli unici ad aver previsto la vittoria di Trump 2024 - attribuisce al socialista il 73% di probabilità di vincere le elezioni finali, il panico che serpeggia a Wall Street appare più che giustificato. Zohran Mamdani ha 34 anni ed è nato in Uganda. Mamma sceneggiatrice indiana e papà professore alla Columbia. Prima di intraprendere la carriera politica, è stato cantante hip hop e attivista nel Queens, impegnato a difendere gli inquilini colpiti da sfratto per morosità. Nel 2020, è stato eletto Membro dell'Assemblea dello Stato di New York e s'è iscritto ai Socialisti Democratici d'America. È un fiero musulmano d'America. Ama farsi vedere in abiti tradizionali islamici e ha lanciato la campagna visitando decine di moschee e immortalandosi mentre interrompeva il digiuno del Ramadan in metropolitana con un burrito gigante. Tra i suoi video più virali, uno lo mostra nei panni di inviato improvvisato mentre denuncia la Halalflation: l'impennata dei prezzi del cibo halal a New York. Mamdani non nasconde di essere attivista pro-Hamas. È impegnato a sostenere l'abolizione di Israele e l'arresto di Netanyahu se dovesse mettere piede a New York quando sarà lui sindaco. Quando era al college a Bowdoin, ha co-fondato la sezione del suo istituto di 'Students for Justice in Palestine'. Nel 2017, ha registrato una canzone rap in cui esprimeva il suo amore ai cinque leader della HLF - Holy Land Foundation for Relief and Development, una delle più grandi organizzazioni di beneficenza musulmane negli Stati Uniti, fondata nel 1989 con l'obiettivo di fornire assistenza umanitaria ai palestinesi bisognosi. L'omaggio canoro era ai capi della fondazione 9 anni dopo la loro condanna per terrorismo con 108 capi d'accusa. Ma negli ultimi anni, s'è fatto anche paladino degli abortisti specie in occasione del referendum "Prop 1" che ha inserito la protezione dell'aborto nella Costituzione di New York. Con un'affluenza complessiva vicina a 1 milione di voti, i democratici di New York hanno fatto registrare la già alta affluenza dal 2001 per consentirgli di surclassare l'ex governatore Cuomo nei bastioni liberal di Brooklyn Heights, Fort Greene, Boerum Hill e Carroll Garden e nelle zone circostanti a prevalenza bianca. Mamdani ha ottenuto risultati migliori del previsto anche tra gli elettori che tradizionalmente non sostengono i socialisti democratici. Ha vinto di misura a Manhattan, Chinatown, Brooklyn, Queens, e ha perso di poco nel Bronx e a Staten Island. Cuomo ha vinto tra gli over 50, gli elettori neri e latini e la classe operaia, mentre Mamdani ha ottenuto forti consensi tra i giovani bianchi con istruzione universitaria, e ovviamente contando sul voto musulmano. A New York, oltre 350.000 musulmani su un milione sono registrati per votare, ma solo il 12% ha votato alle scorse comunali. Nei suoi comizi, come quello al Bronx Muslim Center nel quartiere di Little Yemen, Mamdani ha fatto appelli accorati affinché la comunità usasse il proprio peso elettorale. D'altronde, come è stato evidente negli ultimi due anni di proteste pro-Pal nei college della Ivy League, è da tempo che si sta scrivendo una nuova alleanza demografica e politica che potrebbe incoronare la mezzaluna a New York importando preoccupazioni islamiche globali. Dopo Londra e Bruxelles, toccherà forse a New York entrare nello scenario à la Sottomissione di Houellebecq?
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 17 luglio 2025
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IRLANDA, NON ESISTONO LE SUORE ASSASSINE INVENTATE DAI GIORNALISTI
La fossa comune che non c'era: cronaca di una verità che viene alla luce dopo 10 anni di martellante narrazione anticattolica
Autore: Manuela Antonacci - Fonte: Sito del Timone, 3 luglio 2025
L'ossessione dei media per lo stereotipo delle "suore malvagie" è, ormai, un dato di fatto e lo testimoniano anche alcune pellicole cinematografiche come Le sorelle Magdalene o Philomena, in cui le consacrate sono rappresentate come i personaggi di un film horror. Non solo, pare esserci proprio un gusto tutto particolare nel descrivere necessariamente le suore come essere malvagi al limite dell'indemoniato, anche nell'immaginario collettivo. E dal 2014 - per la gioia dell'opinione pubblica, che a questo stereotipo è affezionata - si è aggiunta anche la super bufala legata alla scoperta di una "fossa comune" vicino ad un ex istituto irlandese, gestito da suore, la Mother and Baby Homes, in cui sarebbe stato trovato un "significativo numero di resti umani". Di qui la tessitura di leggende metropolitane a non finire, sulla vicenda, ma presto smentite, su cui si sarebbero divertiti i giornalisti. Ma riannodiamo un attimo la vicenda: tanto per incominciare la Mother and Baby Homes era una casa di accoglienza per madri non sposate che, non avendo di che vivere, trovavano rifugio lì, insieme ai loro bambini. L'istituto ha operato tra il 1925 e il 1961 a Tuam, nella contea di Galway in Irlanda ed era gestito dalle suore francesi, la Bon Secours sister.
UNA LEGGENDA NERA La leggenda nera su cui i media avrebbero ricamato alla grande, sarebbe partita dalla scoperta fatta da una storica locale, Catherine Corless, che aveva esaminato i certificati di morte di 796 neonati e bambini piccoli che erano deceduti nella casa, nel corso degli anni della sua esistenza, dal 1925 al 1961. I resti di questi bambini sarebbero stati trovati proprio sotto il terreno dell'ex istituto. Le ossa apparterrebbero a circa 800 piccoli, di età tra le 35 settimane e i tre anni. Trattandosi di un'istituzione cattolica, i media si sono scatenati immediatamente, lasciando intendere che i bambini fossero stati lasciati morire di fame o che fossero stati effettivamente uccisi dalle suore malvagie prima di essere gettati nella "fossa comune" che, secondo le interpretazioni più assurde, avrebbe avuto lo scopo di occultare tali morti. Si deve, invece, tenere presente che il bilancio delle vittime nelle case per ragazze madri, era estremamente alto perché si viveva in un periodo di estrema povertà, fame diffusa e malattie contagiose frequenti. Inoltre, la mortalità infantile era allora purtroppo molto elevata, anche perché non esisteva l'uso diffuso di vaccinazioni, antibiotici e medicinali, ed ancora di più lo era nelle case come la Mother and Baby Homes perché erano sovraffollate e la malattie si diffondevano rapidamente. Una cosa è certa e cioè che non si trattava di una "fossa comune", come hanno detto i giornali, in cui i corpi sarebbero stati gettati in maniera sbrigativa, senza nemmeno preoccuparsi di identificarli.
TUTTO IL CONTRARIO Anzi! Nel caso dell'istituto, per ciascuno dei bambini deceduti sarebbe stato compilato un certificato di morte ed è proprio grazie ad esso che Catherine Corless ha potuto cominciare le sue ricerche sugli 800 bambini seppelliti. La storica ha dichiarato anche che, nei certificati compilati dalle religiose, compaiono oltre ai nomi dei bambini, la loro età, il luogo di nascita e le cause di morte. I documenti, inoltre, mostrano che molti bambini dell'orfanotrofio sono stati battezzati. Invece, nei resoconti di certa stampa, le camere sotterranee dell'istituto in cui sarebbero stati rinvenuti i corpi, si sarebbero trasformati in "fosse settiche", in cui i corpi sarebbero stati "scaricati". Proprio in seguito all'isteria generatasi intorno ai rinvenimenti dell'Istituto di Tuam, nel 2014, il governo irlandese ha istituito una commissione d'inchiesta ufficiale che quattro anni fa ha pubblicato un enorme rapporto sulle case per madri e bambini del paese. Un intero capitolo di questo rapporto è dedicato all'istituto in questione, in cui, alla faccia di certa narrazione anticattolica che vorrebbe le suore come dei mostri di cattiveria dal sapore lugubre, quasi gotico, delle religiose emergono dei ritratti molto positivi, tracciati da testimoni oculari. Parliamo di gente che ha lavorato o vissuto nella casa e che si esprime, proprio sulla suora che ha gestito l'Istituto, per la maggior parte del tempo, in questi termini: «Suor Ortensia amava i bambini e li aiutava». C'è chi poi ha aggiunto: «Aveva un cuore d'oro». La stessa testimone ha osservato che le suore che gestivano la casa erano «le suore più gentili e care che ho avuto il privilegio di conoscere». Che dire? Affermazioni più che positive, ma sconvenienti per la narrazione corrente, visto che la notizia era stata creata per generare scandalo, scalpore e angoscia, ma sicuramente non per fare verità!
Fonte: Sito del Timone, 3 luglio 2025
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LEONE XIV: TRA AGOSTINO E GRETA, A CHI VOGLIAMO DAR RETTA?
Il Papa mette in guardia dall'adorazione della natura che ha preso il posto del culto a Dio
Autore: Roberto de Mattei - Fonte: Radio Roma Libera, 13 luglio 2025
C'è un luogo comune diffuso, secondo cui il surriscaldamento globale minaccia l'umanità e l'uomo sarebbe il principale fattore di questa situazione. Il cambiamento climatico causato dalle attività umane (in particolare l'uso di combustibili fossili, la deforestazione e l'agricoltura intensiva) avrebbe raggiunto un punto critico tale da costituire una minaccia urgente per l'ambiente, la salute, la stabilità economica e la pace nel mondo. Per far fronte a questa emergenza, sarebbero necessarie una serie di misure in diversi settori, come l'energia, i trasporti, l'industria e l'agricoltura, che l'Unione Europea ha riassunto nella formula della "transizione green" o "Green Deal". Cominciamo col dire che la tesi del surriscaldamento climatico è abbondantemente sovrastimata. In un articolo su "Libero" del 6 luglio, Antonio Socci ha portato una serie di dati scientifici i quali dimostrano che, ai nostri giorni, si muore più per il freddo che per il caldo. Secondo le statistiche, infatti, i decessi per il freddo superano di 9 a 1 quelli per il caldo, e le temperature più elevate stanno attualmente riducendo il numero totale di decessi. Luigi Mariani docente di agrometereologia, sulla base di una serie di studi scientifici recenti, sostiene che a livello globale, dal 2000 al 2019, il 91% dei decessi prodotti da temperature estreme è stato provocato dal freddo e solo il 9% dal caldo. La conclusione alla quale sono giunti gli scienziati non rappresenta una novità. Già dieci anni fa una ricerca internazionale pubblicata sulla prestigiosa rivista The Lancet, esprimeva le stesse convinzioni, sulla base dell'esame di 74 milioni di decessi in 12 diversi Paesi. Quando i media ci presentano solo, con grande enfasi, le morti dovute al caldo distorcono la realtà.
CAMBIAMENTI CLIMATICI Ma ammessa l'esistenza di cambiamenti climatici, ciò è dovuto alla natura o all'uomo e, in questo caso, in che senso? Non è la prima volta infatti che si verificano cambiamenti climatici. Il clima del Medioevo, ad esempio, era stato mite, come i suoi costumi. Il secolo XIV, che segnò il passaggio all'era moderna, conobbe invece un brusco irrigidimento della temperatura. In questo periodo vi fu un'avanzata dei ghiacciai alpini e polari che ebbe, tra le altre conseguenze, la scomparsa della vite, che si coltivava in Inghilterra. L'abbassamento del limite meridionale dei ghiacciai e l'aumento della piovosità ebbero come conseguenza frane, inondazioni ed alluvioni, che causarono la diminuzione della terra coltivata, e quindi una serie di successive carestie. Il denutrimento indebolì la popolazione europea, rendendola più facile vittima di malattie, come la peste nera, che a metà del XIV secolo ne portò via almeno un terzo. Gli storici Ruggero Romano ed Alberto Tenenti hanno documentato il ciclo ricorrente tra carestie ed epidemie che caratterizzò il Trecento (Alle origini del mondo moderno 1350-1550, Feltrinelli, Milano 1967). Queste calamità non erano dovute all'uomo, ma alla natura. Però, il fatto che Dio, padrone della natura le avesse permesse, fu interpretato come un castigo per i peccati degli uomini che, in questo senso, vennero considerati responsabili delle catastrofi naturali. Non si trattava della fine del mondo, ma della fine di un'epoca; e sempre, nella storia le sciagure naturali hanno accompagnato le infedeltà e l'apostasia delle nazioni. Accadde alla fine del Medioevo cristiano, sembra ripetersi oggi. L'uomo moderno, nel suo prometeismo, ha cercato di cambiare le leggi della natura, ma nella sua sfida all'ordine divino e naturale dell'universo non può che essere sconfitto. La modernità aveva voluto sostituire l'adorazione di Dio con l'adorazione dell'uomo. Di fronte al fallimento di questo progetto, l'ideologia post-moderna sostituisce l'adorazione dell'uomo con l'adorazione della natura. È questa l'ideologia green, nella sua versione più radicale. Il "pianeta Terra" è qualcosa di più di una patria, è una religione terrestre.
LA PACHAMAMA Questa ideologia è penetrata all'interno della Chiesa sotto il pontificato di papa Francesco e si è materializzata nell'immagine di Pachamama, la Madre Terra delle popolazioni amerindi, che è stata intronizzata nei Giardini Vaticani, il 4 ottobre 2019, alla vigilia dell'apertura del Sinodo post-amazzonico. Il nuovo Papa Leone XIV è un fautore di questa ideologia? Non vogliamo credere che sia così. Il 9 luglio 2025 è stata celebrata la Messa per la Custodia della creazione nel Giardino della Madonnina del "Borgo Laudato si'" di Castel Gandolfo. Il Papa ha concluso la sua omelia con le parole con cui sant'Agostino nelle sue Confessioni, associa le cose create e l'uomo in una lode cosmica: o Signore, «le tue opere ti lodano affinché ti amiamo, e noi ti amiamo affinché ti lodino le tue opere» (Confessioni, XIII, 33,48). "Sia questa - ha detto Leone XIV - l'armonia che diffondiamo nel mondo". L'armonia a cui si riferiscono il Papa e sant'Agostino è antitetica a quella dell'ideologia verde. La retta ragione e la divina Rivelazione ci insegnano che l'uomo, creato ad immagine di Dio, è posto al vertice della scala gerarchica della creazione. La natura è un mezzo donato da Dio all'uomo per raggiungere il suo fine soprannaturale. Un acuto teologo del Novecento, mons. Pier Carlo Landucci ricorda: "Il mondo è la casa dell'uomo, donata dal Creatore dell'uomo. Non dunque l'uomo per la casa, ma la casa per l'uomo, il quale però è tenuto, per rispetto al divino Donatore e per il suo proprio interesse, a difendere e conservarne i valori: ecco l''ecologia' nel suo razionale e morale fondamento" (Istinto e intelligenza negli animali? in "Palestra del Clero", n.14, 15. 7. 1985, p.14.). L'uomo deve rispettare la natura e le sue leggi, che non sono solo quelle fisico-chimiche, ma anche le leggi religiose e morali. Non solo gli individui, ma anche i popoli sono tenuti al rispetto di queste leggi. Se l'uomo si ribella a Dio o si allontana da lui, anche la natura si allontana o si ribella all'uomo. Così è accaduto in tutte le epoche di crisi spirituale e morale e così sembra accadere oggi con il caos climatico che ci aggredisce e che potrebbe manifestarsi in improvvisi castighi naturali. "Però - ha affermato il Papa a Castelgandolfo - nel cuore dell'anno del Giubileo noi confessiamo - e possiamo dirlo più volte: c'è speranza! L'abbiamo incontrata in Gesù. Egli ancora calma la tempesta. Il suo potere non sconvolge, ma crea; non distrugge, ma fa essere, dando nuova vita. E anche noi ci chiediamo: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?"(Mt 8,27).
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Fonte: Radio Roma Libera, 13 luglio 2025
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SVOLTA STORICA NELLO SPORT FEMMINILE: CANCELLATE LE VITTORIE DEL TRANS LIA THOMAS
Dove erano le femministe quando le donne venivano umiliate per far spazio a un uomo in costume da bagno?
Fonte Provita & Famiglia, 3 luglio 2025
Dopo anni di polemiche, proteste e richieste di giustizia da parte di atlete e organizzazioni sportive, l'Università della Pennsylvania (UPenn) ha finalmente riconosciuto di aver violato il Title IX - la legge federale americana che vieta ogni discriminazione sessuale negli ambienti educativi - permettendo al nuotatore transgender Lia Thomas, nato uomo, di gareggiare contro le ragazze nei campionati femminili di nuoto. L'annuncio è arrivato con una comunicazione ufficiale del Dipartimento dell'Istruzione degli Stati Uniti, che ha reso pubblico l'Accordo di Risoluzione sottoscritto da UPenn dopo un'indagine condotta dall'Office for Civil Rights (OCR). Un'indagine che ha certificato come l'ammissione di Thomas alle competizioni e agli spogliatoi femminili rappresentasse una violazione dei diritti delle atlete donne, costrette a subire una sistematica ingiustizia sportiva nel nome dell'ideologia Lgbtqia+ Ora l'Università della Pennsylvania si è impegnata formalmente a: revocare i titoli e i record ottenuti da Lia Thomas nelle competizioni femminili e restituirli alle legittime vincitrici; chiedere scusa personalmente, con una lettera ufficiale, a ciascuna delle nuotatrici coinvolte; dichiarare pubblicamente il proprio impegno a non ammettere mai più uomini biologici nei programmi atletici femminili e a vietarne l'accesso agli spazi riservati alle donne; adottare definizioni basate solo sulla biologia per le parole "maschio" e "femmina", in linea con il Title IX e con gli Ordini Esecutivi firmati dall'Amministrazione Trump ("Defending Women from Gender Ideology Extremism" e "Keeping Men Out of Women's Sports"). Si tratta di una vera e propria inversione di rotta: per la prima volta, infatti, un'istituzione accademica ammette pubblicamente l'errore di aver favorito un atleta maschio a danno di atlete donne, riportando al centro la verità biologica e il diritto alla pari dignità nello sport. Tra le principali sostenitrici di questa battaglia vi è stata Paula Scanlan, nuotatrice ed ex studentessa dell'Università della Pennsylvania, che ha gareggiato proprio contro Thomas: Scanlan ha più volte denunciato la situazione paradossale vissuta dalle ragazze: «Oggi è un giorno importante per sanare le ferite subite da noi atlete e restituire allo sport femminile la sua legittimità», ha dichiarato. Al suo fianco anche Riley Gaines, ex campionessa universitaria, da tempo impegnata nella difesa della categoria femminile: «È la prova che le istituzioni possono cambiare direzione, se la verità viene detta con coraggio». Questa notizia rappresenta un precedente cruciale a livello internazionale. Dimostra che è possibile - e doveroso - difendere lo sport femminile dalle derive ideologiche del gender e del transattivismo, che hanno permesso a uomini biologici di invadere spazi, categorie e competizioni femminili, compromettendo salute, dignità e meritocrazia. Un precedente che chiama in causa anche casi europei come quello della pugile algerina Imane Khelif, che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Parigi 2024 nella categoria femminile nonostante gli elevatissimi livelli di testosterone, o quello - in Italia - di Valentina Petrillo, uomo biologico che ha sottratto podi e medaglie alle donne nelle gare paralimpiche femminili. Anche questi casi meritano lo stesso trattamento ricevuto oggi da Lia Thomas: ripristinare la verità biologica, restituire giustizia e medaglie alle donne, dunque proteggere lo sport.
GLI SPORT FEMMINILI DIVENTANO UN ''PIANO B'' PER ATLETI MASCHI INCAPACI Negli USA un nuotatore che si sente donna vince facilmente con le donne vere (e intanto a Malta un sacerdote è sotto processo per aver detto che la pratica omosessuale è peggiore della possessione diabolica) di Manuela Antonacci https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6961
LA FEDERAZIONE DI BOXE TIENE FUORI DAI MONDIALI FEMMINILI GLI UOMINI CHE SI SENTONO DONNE La medaglia d'oro a Imane Khelif per la boxe femminile alle olimpiadi era ingiusta perché è un uomo (intanto Trump ha firmato un ordine esecutivo perché negli USA i maschi NON possano gareggiare con le femmine) di Renzo Puccetti https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8074
Fonte: Provita & Famiglia, 3 luglio 2025
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DIMENTICANDO IL DIAVOLO SI NEGA ANCHE LA REDENZIONE
Intervista a Padre Dermine: ''Chi non parla più del demonio, non può più capire cosa vuol dire essere salvati'' (VIDEO: Il diavolo esiste)
Autore: Stefano Chiappalone - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10 giugno 2025
Il diavolo esiste, lo affermano la Scrittura e la tradizione della Chiesa, nonché l'esperienza di chi lo combatte sul campo, l'esorcista domenicano François Dermine, che ha concluso la Giornata della Bussola Toscana con un seguitissimo intervento sulla demonologia prolungato dalle numerose domande del pubblico, a ulteriore smentita di chi la vorrebbe "superata". Ci siamo ritagliati un momento di pausa nell'intensa giornata per una breve intervista a padre Dermine, che ha risposto con chiarezza cristallina - e un tocco di garbata ironia: «è la polvere, non è il demonio», commenta scherzosamente quando viene colto da uno starnuto. L'esorcista va dritto al punto: negare l'esistenza del diavolo significa negare anche il mistero della salvezza. E invita a non sottovalutare l'azione più ordinaria ma più pericolosa: la tentazione.
PADRE DERMINE, MOLTI NOSTRI CONTEMPORANEI SI CHIEDEREBBERO PERCHÉ PARLARE ANCORA DEL DIAVOLO NEL XXI SECOLO... Se non ne parliamo la vita cristiana e il mistero dell'Incarnazione, della Redenzione non hanno nessun senso, perché Gesù si è incarnato «per distruggere le opere del diavolo» (1 Gv 3,8). Questo è il senso dell'Incarnazione. Se non esiste il demonio non si può parlare di mistero di salvezza, perché esso si riferisce alla salvezza da un essere più forte di noi, che si chiama appunto il demonio. Altrimenti Gesù Cristo che è venuto a fare? Non ha più senso. Noi dobbiamo essere salvati dalle opere del demonio. Ma se non esiste, non sappiamo da che cosa dovremmo più essere salvati: mistero di salvezza, da che cosa? Se non si parla del demonio e degli angeli - quindi buoni e cattivi che siano - trascuriamo la fetta del creato più consistente in assoluto, cioè gli esseri angelici (buoni e cattivi). Mentre gli esseri umani per esistere hanno bisogno di uno spazio e quindi non possono essere creati in modo infinito da Dio, il problema non si pone per gli angeli che sono dei puri spiriti e quindi Dio ne può creare finché vuole. Lo scopo della creazione è creare il maggior numero possibile di persone che potranno diventare beate per l'eternità e Dio a questo ci tiene, per cui crea, crea, ma non può creare degli esseri umani come può creare degli angeli: non c'è posto qui sulla Terra. Se gli esseri umani fossero numerosi quanto lo sono gli angeli, noi saremmo stipati l'uno accanto all'altro.
LEWIS CHE DICEVA CHE IL DIAVOLO HA DUE MODI PER INGANNARCI, UNO È DI FAR CREDERE CHE NON ESISTE E L'ALTRO È DI FARCI CREDERE TROPPO E DI FARNE PARLARE IN MANIERA MORBOSA. NON VALE FORSE ANCHE PER GLI ANGELI BUONI, QUANDO VENGONO FATTI OGGETTO DI UN APPROCCIO DEFORMATO, IN SENSO NEW AGE? Sì, certo il New Age ha stravolto l'angelologia a suo favore e senz'altro questo rappresenta un pericolo, che però è abbastanza recente. Questa "prudenza" che si dovrebbe avere a causa dell'invasione di campo da parte del New Age è recente e non ci deve spingere a trascurare appunto un aspetto importante della cosmologia - perché, ripeto, se vengono a mancare gli angeli manca la fetta principale del creato - e tutt'altro che superfluo dal punto di vista della vita cristiana.
E RIGUARDO AGLI ANGELI CATTIVI, PERCHÉ SI RISCONTRA UN INTERESSE MALATO VERSO DI LORO? PER ESEMPIO QUANDO SI SENTE PARLARE DI SEDUTE SPIRITICHE O DI FATTI DI CRONACA IN CUI C'ENTRA IL SATANISMO... Senz'altro perché la figura del demonio attira e soprattutto i perversi hanno bisogno di un loro "santo patrono" - scusi l'espressione - quindi il più rappresentativo è Satana che si è ribellato contro Dio e che pur di fare di testa sua ha rifiutato la beatitudine eterna. Satana è il ribelle per eccellenza e allora fa comodo a chi ricerca figure del genere per dare consistenza alle proprie scelte.
VENENDO AL SUO SPECIFICO MINISTERO DI ESORCISTA, QUALI SONO I DANNI PEGGIORI CHE INFLIGGE IL DEMONIO? L'esorcista si occupa dell'azione straordinaria del demonio, che se la prende con l'essere umano in maniera violenta, cosa che non fa abitualmente, poiché di solito agisce in una maniera molto più pericolosa che si chiama tentazione. Non dobbiamo esagerare l'azione straordinaria rischiando di sottovalutare la tentazione: mentre una persona vessata duramente, anche addirittura posseduta può salvarsi - un posseduto può salvarsi -, invece un peccatore che asseconda la tentazione non può salvarsi e allora stiamo attenti a non dare troppa attenzione, troppo peso all'azione straordinaria del demonio, che proprio perché straordinaria rischia di abbagliarci e di farci trascurare l'azione ordinaria.
E QUINDI CI FAREBBE ILLUDERE CHE INVECE SU DI NOI NON HA POTERE... QUALI SONO I MEZZI ORDINARI PER DIFENDERSI, APPUNTO, DA QUESTA AZIONE ORDINARIA? Consistono nel tendere alla santità, nel tendere a Dio e al prossimo. E la confessione.
UN'ULTIMA DOMANDA PENSANDO AL NOME SCELTO DAL NUOVO PONTEFICE. FU LEONE XIII A VOLERE LA PREGHIERA A SAN MICHELE DOPO UNA VISIONE DI ROMA INFESTATA DAI DIAVOLI CHE MINACCIAVANO LA CHIESA E IL MONDO. È ANCORA ATTUALE QUELLA PREGHIERA? A me è dispiaciuto molto che sia stata soppressa. In passato la si recitava dopo ogni Messa. Ho conosciuto quel periodo lì, era una ottima forma di protezione e di affidamento a Dio.
VIDEO: IL DIAVOLO ESISTE di Padre François Dermine (1 ora e 10 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=djJW7SimUpM
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10 giugno 2025
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NOTRE DAME BATTE IL LOUVRE E LA TORRE EIFFEL
Nel 2025 la cattedrale della Vergine Maria è il luogo più visitato della Francia
Autore: Bernardo Tombari - Fonte: Sito del Timone, 15 luglio 2025
Dalle ceneri a sei milioni di visitatori in sei mesi. La cattedrale di Notre Dame è ufficialmente il monumento più visitato della Francia nella prima metà del 2025, superando il Louvre e la torre Eiffel. Lo riportano i dati pubblicati da La Tribune Dimanche: 35 mila visitatori al giorno, in media, dal 16 dicembre 2024 al 30 giugno 2025.
Lo ha confermato al quotidiano anche Monsignor Olivier Ribadeau Dumas, rettore della cattedrale, che ha aggiunto: "L'emozione suscitata dall'incendio è pari solo a quella suscitata dalla riapertura". La cattedrale ha riaperto lo scorso 7 dicembre, 2059 giorni dopo le fiamme che il 15 aprile del 2019 hanno devastato il tetto e la guglia della chiesa gotica. Poco più di cinque anni, come aveva promesso Emmanuel Macron. La riapertura al pubblico è stata il giorno dopo, proprio in occasione dell'Immacolata Concezione, con la messa inaugurale.
Una ricostruzione che ha raccolto donazioni miliardarie dai privati e ha unito tutta la Francia, facendo rivoltare nella tomba gli iconoclasti che durante la Rivoluzione Francese volevano distruggere la cattedrale. Il loro spirito però continua a vivere nel "tocco di contemporaneità" che Macron, sostenuto dall'arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich, ha voluto aggiungere: le vetrate originali, per altro non danneggiate dall'incendio, saranno esposte in un museo e sostituite da delle nuove "in stile contemporaneo". Le nuove vetrate saranno realizzate dall'artista Claire Tabouret e inaugurate verso dicembre 2026.
Il presidente francese ha anche ignorato l'opposizione unanime della Commissione nazionale del patrimonio e dell'architettura, degli storici dell'arte e delle centinaia di migliaia di persone che hanno firmato la petizione per mantenere le vecchie vetrate. Il rifacimento però non è ancora terminato del tutto: "Mancano ancora almeno 140 milioni" ha dichiarato Philippe Jost, presidente del progetto di restauro della cattedrale, facendo un nuovo appello alle donazioni private. Nel frattempo i visitatori continuano ad aumentare di circa mille al giorno, dimostrazione che non è una moda passeggera, e probabilmente finirà il 2025 con più dei 12 milioni di visitatori previsti.
I turisti di tutto il mondo subiscono più il fascino quindi una chiesa simbolo della "epoca buia" dedicata alla Vergine Maria a quello ferro e del progresso della torre Eiffel (6,3 milioni di visitatori in tutto il 2024) o degli egizi del Louvre (8,7 milioni di visitatori), che lo scorso anno sono stati battuti anche dalla Basilica del Sacro Cuore di Montmartre (9 milioni di visitatori). E la rinascita del simbolo della cristianità francese sembra richiamare le parole di G.K. Chesterton: "Il Cristianesimo è morto molte volte e risorto di nuovo, perché ha un Dio che conosce la via d'uscita dalla tomba".
DOSSIER "NOTRE DAME" La cattedrale di Parigi Per vedere articoli e video, clicca qui!
Fonte: Sito del Timone, 15 luglio 2025
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OMELIA XVII DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 11,1-13)
Sia fatta la tua volontà, come in Cielo, così in terra
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: Stilli come rugiada il mio dire
Una riflessione sulla preghiera del "Padre nostro". La pagina evangelica di oggi ci offre un'eccellente occasione per riflettere sulla preghiera che Gesù ci ha insegnato e che noi recitiamo ogni giorno: e che proprio per questo può essere un po' spenta dall'abitudine e come privata della sua originaria incisività. È anche un'occasione per riflettere su tutto il nostro modo di pregare: Gesù, infatti, più che regalarci una formula, ha voluto insegnarci uno stile di preghiera e insieme indicarci i contenuti della preghiera cristiana. PADRE NOSTRO L'autentica preghiera cristiana è sempre rivolta a Dio, fonte di tutto l'essere e traguardo di tutte le esistenze. Se talvolta ci rivolgiamo ai santi, lo facciamo come si fa con dei fratelli, dai quali si sollecita un po' d'aiuto e un po' di comprensione. Ma solo a Dio noi possiamo e dobbiamo rivolgerci con l'offerta di tutto quello che siamo; la preghiera vera, infatti, non consiste tanto nella molteplicità delle parole, ma nella donazione interiore di tutto il nostro essere al nostro Creatore, donazione che nell'orazione diventa sempre più consapevole, più generosa, più completa. PADRE Ci vuole un bel coraggio a chiamare Dio col nome di padre. "Osiamo dire", ci fa pronunciare con grande finezza la Chiesa. Questo coraggio noi giustamente l'abbiamo, perché siamo "di Cristo", cioè non solo apparteniamo a lui, ma siamo in lui e partecipiamo in Cristo alla sua natura filiale. In forza della nostra incorporazione nell'Unigenito di Dio, il padre di Gesù diventa nostro padre. Per questa ragione, ogni vera preghiera che noi rivolgiamo a Dio si appoggia alla mediazione del Signore Gesù, Figlio di Dio e nostro fratello, come facciamo nelle orazioni che il sacerdote pronuncia nella messa a nome di tutti. VENGA IL TUO REGNO Chi ama Dio come un padre, non può non sentirsi a disagio in questo mondo, e come ferito dall'indifferenza e dall'estraneità che il mondo ostenta nei confronti del suo Creatore. L'apparente assenza di Dio da questo mondo suscita nel nostro cuore - se è un cuore dove c'è un po' d'amore - la nostalgia di un mondo diverso, dove la gloria di Dio si manifesterà apertamente; in una parola, la nostalgia del Regno. Il che significa che ogni preghiera cristiana non può restare continuamente ripiegata nell'elenco delle nostre necessità, ma deve essere anche mossa e animata dal desiderio e dalla speranza del Regno. SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ Suggerendoci questa richiesta - terribile, spaventosa richiesta, che noi ripetiamo troppo incautamente, salvo a protestare quando Dio ci prende sul serio -. Gesù ci ricorda che la preghiera non è tanto un mezzo per piegare Dio alla nostra volontà, ma è piuttosto un tentare di disporci a piegare noi stessi ai voleri di Dio. Colui che veramente, sostanzialmente prega, non è uno che tenta di far prevalere i propri voleri; è, invece, uno che si arrende alle esigenze di Dio e si decide ad accoglierle anche quando sono contrastanti coi nostri piccoli progetti e con la nostra corta pazienza. IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO Nel pane è come riassunto e simboleggiato tutto ciò di cui noi abbiamo bisogno ogni giorno: il cibo, l'aria, la luce, il coraggio, la speranza, la conoscenza dei motivi per cui si vive, un po' d'affetto da parte di qualche persona amica, un po' di pace interiore. Tutte cose che durano poco, che si consumano in fretta, e che proprio per questo ogni giorno ci devono essere date. La nostra autonomia è molto limitata: nonostante le orgogliose sicurezze di certi momenti dell'esistenza, noi non siamo capaci di stare a lungo in piedi da soli. Per questo nella preghiera riconosciamo questa nostra povertà, questa nostra precarietà, e chiediamo al Padre che è nei cieli il suo aiuto quotidiano. In particolare, abbiamo bisogno quotidianamente di essere perdonati, perché ogni giorno sbagliamo. Col pane, dobbiamo ricevere la nostra quotidiana razione di misericordia. Perciò preghiamo: Rimetti i nostri debiti. Perciò ci impegniamo a non essere noi stessi avari di misericordia verso i nostri fratelli: Come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Il "Padre nostro" è preghiera bella, facile, semplice da dire; difficile e ardua da vivere nella verità della nostra vita di ogni giorno. Il Signore Gesù che ce l'ha suggerita ci doni la forza di tentare ogni giorno di conformare i nostri sentimenti e le nostre azioni alla sua divina bellezza.
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Le Edizioni Studio Domenicano hanno autorizzato la pubblicazione della porzione di testo sopra riportata con lettera del 3 luglio 2023.
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