VESTE LA BANDIERA NAZIONALE, CACCIATA DA SCUOLA
Aperti a tutte le culture, eccetto la propria: dodicenne inglese punita per la scelta di celebrare la sua identità nazionale
Autore: Max Del Papa - Fonte: Sito di Nicola Porro
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DAVVERO E' COLPA DEL CALDO SE NON FACCIAMO PIU' FIGLI?
Fertilità in crisi, bombe d'acqua, insegne dei grattacieli che si sciolgono... ora sappiamo a chi dare la colpa (VIDEO IRONICO: L'anno più caldo di sempre)
Autore: Raffaella Frullone - Fonte: Sito del Timone
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L'INNO DELLA CEI PER IL SUICIDIO ASSISTITO
La legge all'esame al Senato che allarga le maglie dell'eutanasia, promossa dal centrodestra, riceve l'adesione entusiasta di Avvenire (tre domande facili facili da fare ai vescovi)
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
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L'ULTIMA MOSSA DI HULK HOGAN: INGINOCCHIARSI A CRISTO
Muore il personaggio più famoso del wrestling che si era convertito e battezzato e nel 2024 aveva fatto campagna elettorale per Trump (3 VIDEO: La vita di Hulk Hogan)
Autore: Paola Belletti - Fonte: Sito del Timone
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CRIMINI DI GUERRA, COSA ACCADE SE L'OCCIDENTE NON E' PIU' CRISTIANO
La BBC rivela sconvolgenti crimini di guerra commessi dalle Forze Speciali britanniche in Iraq e Afghanistan (i leader politici hanno coperto i fatti con la retorica del ''noi buoni, gli altri cattivi'')
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
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LETTERE ALLA REDAZIONE: L'INGANNO DELLA PILLOLA CONTRACCETTIVA
La pillola sembra il sogno che ti guarisce da tutto... ma a che prezzo? Ho rischiato il suicidio e vi racconto come Gesù mi ha salvata
Autore: Don Stefano Bimbi - Fonte: Redazione di BastaBugie
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OMELIA XVIII DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 12,13-31)
Cercate piuttosto il regno di Dio
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: Stilli come rugiada il mio dire
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VESTE LA BANDIERA NAZIONALE, CACCIATA DA SCUOLA
Aperti a tutte le culture, eccetto la propria: dodicenne inglese punita per la scelta di celebrare la sua identità nazionale
Autore: Max Del Papa - Fonte: Sito di Nicola Porro, 18 Luglio 2025
Il sindaco di Londra è musulmano; lo stesso a Birmingham, Leeds, Blackburn, Sheffield, Oxford, Luton, Oldham, Rochdale, città che vai, sindaco islam che trovi. Se non è ancora sostituzione etnica poco ci manca e comunque la sostituzione amministrativa è cosa fatta in un Paese dove su 66 milioni di abitanti i musulmani sono "solo" 4 milioni: ma basta a giustificare le oltre 3.000 moschee, i 130 tribunali islamici, i 50 e passa consigli della Sharia il 78% delle donne musulmane che non lavora, riceve assistenza statale e alloggio gratuito, il 63% dei musulmani inattivo e sostenuto da aiuti statali, le famiglie che hanno in media da 6 a 8 figli e beneficiano di un alloggio gratuito e vengono pagate dallo Stato per il solo fatto di esistere. Come se non bastasse, si ritrovano un premier sciagurato capace di scatenare in poco tempo danni irreversibili: Keir Starmer è quello che manda la polizia a prendere gli inglesi che si lamentano, che osano denunciare lo scandalo e atroce scandalo del racket delle bambine inglesi disagiate messe a prostituzione o comunque violentate sistematicamente dalla mafia pakistana, roba che si sapeva da 30 anni ma solo adesso è emersa nello stracciarsi di vesti del governo che fin che ha potuto ha coperto, ha represso la verità e le stesse vittime.
CACCIATA DA SCUOLA Così che non può stupire se una dodicenne Courtney Wright viene cacciata da scuola con insulti da trivio, a maggior ragione su una bambina, siccome ha osato fare ciò che la ricorrenza le suggeriva di fare, la "Giornata della celebrazione delle culture" per esaltare le patrie tradizioni o così aveva capito la poverina, presentatasi avvolta nella Union Jack, la bandiera britannica, con un bel discorso, ingenuo e pulitino, su quanto è bello essere inglesi. Ma l'ha presa per il verso sbagliato, le culture erano, fatalmente, quelle "altre", ossia la islamica, il senso dell'appuntamento, «promuovere l'inclusione, la comprensione e l'apprezzamento di differenti retroterra, tradizioni ed eredità», andava colto nella resa, nel senso di colpa, voi siete padroni a casa mia, anzi vostra, e io non sono degna di mostrare il mio volto. E allora giù con le accuse più oscene a una bambina di 12 anni che il padre è dovuto andarsi a riprendere, trovandola in lacrime, sconvolta davanti a tanta furia fanatica. Dopo, ovviamente, dopo che la faccenda si è risaputa, dopo che è diventata di pubblico dominio e scandalo, la scuola si è arrampicata sui vetri insaponati con le unghiette cosparse d'olio: un errore, un fraintendimento, non ci siamo capiti, viva la Union Jack: e hanno pregato la piccola di tornare a leggere il suo tenerissimo sermone. Ma Courtney, che ha più dignità della sua scuola, si è rifiutata, anche perché ancora terrorizzata. Ma quale errore. Ma quale equivoco. È lo zelo, miserabile. È la furia dell'odio verso se stessi, il proprio Paese, una bambina che lo esalta esattamente come potrebbe fare una bambina. È la totale resa della ragione all'ideologia, che è una cosa demoniaca perché va esattamente contro la logica e tende ad imporre un idolo fatto d'aria mefitica. Tutte le scuole del Regno Unito devono insegnare lezioni sull'Islam e questa, signori, è la Union Jack, oggi, un posto dove un premier cialtrone dopo avere scatenato la polizia del pensiero finge di costernarsi: "Il primo ministro è stato chiaro - ha detto un portavoce di Starmer - che essere britannici è qualcosa che deve essere celebrato e lo si può vedere da tutto ciò che questo governo ha fatto. Siamo un Paese tollerante, diversificato e aperto: siamo orgogliosi di essere britannici".
TOLLERANTI A SENSO UNICO Miserabili buffoni. Aperti? Tolleranti? Come no, a senso unico. Hanno solo paura di una certezza, non venire rieletti, e allora abbassano la cresta ma la vergogna di una piccola inglese cacciata dalla sua scuola con violenza razzista e sessista, quella resta. Non si cancella. Dimostra che il woke, cacciato dalle porte americane, sfonda quelle europee ed anglosassoni dall'altra parte del mare. Ce ne sarà ancora da fare, per stroncare questa lebbra che da trenta anni distorce ogni democrazia e che la sinistra criminosa e pornografica ha coltivato per becere ragioni di calcolo politico. Una metastasi che avvolge l'Europa, che fuori e dentro dalla UE non smette di allargarsi. Non è un mistero che scuole e università di tutta Europa vengano pesantemente finanziate dal mondo arabo, sceiccati, sultanati, che siano fucine di islamismo anche aggressivo, di integralismo e di odio verso chi accoglie, ospita, paga le case. Ma l'Islam, a coglierlo nella sua essenza, è sistema progressivo, la conquista non può fermarsi se non con la definitiva sparizione o assoggettamento della cultura invasa, il che può, deve avvenire con tutti i mezzi inclusi i più violenti. Insomma più gli dai e più sei in debito, più devi cedere e concedere. C'è una enorme rimozione nel processo di assimilazione a senso unico dell'Islam in Europa, e porta a credere che i ricorrenti fatti di criminalità spicciola quali aggressioni, rapine, pestaggi, stupri, siano in fondo accidentali, incidenti di percorso sulla strada dell'inclusione: niente di più sbagliato, niente di più falso, sono atti deliberati con cui non solo i maranza marcano il territorio: ad ogni prodezza si vantano, la mostrano sui social, la rivendicano come l'ennesima battaglia vinta in una guerra che non può arrestarsi, che non prevede tregue o confronti; i responsabili vengono trattati come eroi dalla comunità musulmana, portati ad esempio. Poi si può fingere di non vedere certi processi, ma i processi travolgono la viltà e sono inarginabili. La dodicenne Courtney che piange nella sua bandiera mentre le stracciano il discorso su quanto è bello essere inglesi al grido "vattene, prima che ti ammazziamo", e viene cacciata dai suoi insegnanti, britannici come lei, non è un incidente e non è un accidente. È la pura realtà di un mondo che reale non è più e democratico meno che mai, un mondo dove il razionale è irreale, comunque fanatico, comunque folle, comunque ignobile.
Fonte: Sito di Nicola Porro, 18 Luglio 2025
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DAVVERO E' COLPA DEL CALDO SE NON FACCIAMO PIU' FIGLI?
Fertilità in crisi, bombe d'acqua, insegne dei grattacieli che si sciolgono... ora sappiamo a chi dare la colpa (VIDEO IRONICO: L'anno più caldo di sempre)
Autore: Raffaella Frullone - Fonte: Sito del Timone, 10 luglio 2025
Un tempo si diceva "Piove, Governo ladro". Come a dire, qualunque cosa accada, è questo esecutivo disonesto e cialtrone la causa di qualunque disgrazia si abbatta sulle nostre povere vite. Ora invece se piove, è colpa del caldo. Le cosiddette "bombe d'acqua" che ogni estate fanno danni e qualche volta vittime sono figlie del caldo estremo, l'aria trattiene più umidità e quando la temperatura cala rilasciano tutto in violenti nubifragi, prima li chiamavamo semplici temporali, ora la loro azione è come un attacco militare e la colpa è del clima impazzito a causa del caldo estremo. Ma il caldo fa questo e molto altro. A fine giugno a Milano è finito sul banco degli imputati come principale imputato per il crollo dell'insegna sulla torre Hadid dell'iconica City Life avvenuta all'alba di una settimana caldissima. «L'estate che scioglie le insegne» titolava sobriamente Il Domani. Ma ad evocare i 37 gradi che in quei giorni soffocavano il capoluogo lombardo sono state molte testate, dal Corriere a Repubblica, da Fanpage al Sole 24 ore, passando per Open. Sul crollo la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta. L'obiettivo è chiarire quali siano state le imprese coinvolte nell'installazione dell'insegna posta sulla sommità del grattacielo e chi sia il responsabile della manutenzione, essenziale è essenziale capire se vi siano eventuali responsabili penali, chissà se alla sbarra finirà anche il caldo. Che nel caso dovrebbe spiegare perché ha risparmiato le torri della finanza e del commercio di Abu Dhabi, o gli hotel di Las Vegas a pochi chilometri dalla Death Valley. Ma con questo caldo è meglio non impiegare energie a farci troppe domande. Ma il caldo, udite udite, sarebbe anche responsabile della denatalità che non fa che crescere nel nostro Paese. A scriverlo è il quotidiano torinese La Stampa, che citando un rapporto della Società europea di Embriologia e Medicina della Riproduzione, spiega che «i cambiamenti climatici incidono anche sulla fertilità umana, in termini complessivi, di nascite pretermine, di aborti e di basso peso alla nascita. E questo perché l'innalzamento delle temperature e l'aumento dell'inquinamento atmosferico sono associati a un peggioramento della qualità del seme maschile, con alterazioni nei parametri spermatici, riduzione del numero di spermatozoi e danni al DNA. Anche la riserva ovarica nelle donne può essere ridotta». Insomma se non nascono bambini il problema non è culturale, economico o sociale ma la colpa è sempre sua, del gran caldo. Non si spiega però come in Sudan la media di figli per donna si aggiri attorno ai 4,6, mentre arriva addirittura a sei in Niger dove la temperatura media è di quaranta gradi. Ma come abbiamo detto è meglio non farsi troppe domande. Più comodo accodarsi e seguire la moda, del momento si intende. Perché il capro espiatorio è fluido e quindi cambia, e se sul podio dei mali del mondo al momento campeggiano Trump e Putin, se nella top ten troviamo la plastica, l'olio di palma e il fumo, insieme alla carne rossa e i parabeni, un posto d'onore lo ricopre anche il senso di realtà, un tempo così ampiamente diffuso e condiviso, oggi quasi del tutto scomparso dai radar, rimosso dal dibattito pubblico ed espunto dai tantissimi cervelli, perché è quello in fondo, la causa di ogni male, da estirpare a qualunque costo. E a qualunque temperatura.
VIDEO: L'anno più caldo di sempre (durata: 3 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=M-jF_SD8mU0
Fonte: Sito del Timone, 10 luglio 2025
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L'INNO DELLA CEI PER IL SUICIDIO ASSISTITO
La legge all'esame al Senato che allarga le maglie dell'eutanasia, promossa dal centrodestra, riceve l'adesione entusiasta di Avvenire (tre domande facili facili da fare ai vescovi)
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 28 luglio 2025
Questa legge s'ha da fare. La legge è quella sul suicidio assistito all'esame al Senato e promossa dal centrodestra. L'imperativo categorico è invece pronunciato dalla Chiesa italiana. Leggasi: Conferenza episcopale italiana. La quale, con evidente certezza ha intessuto rapporti di partnership con esponenti del governo per collaborare ad avallare la legge. Non è più moralmente riprovevole che Giuda si sia tolto la vita, ma che non fu aiutato da nessuno a farlo grazie ad una legge e contro la legge di Dio. Per bocca del suo organo di stampa, il quotidiano Avvenire, la Cei da settimane sta perorando la causa (talvolta ce ne siamo occupati anche noi). Il 26 luglio scorso Avvenire ha sfornato due articoli a sostegno della legge. Il primo è a firma di Mario Marazziti. L'invito di Marazziti è quello di guardare alla legge 219/17 sul consenso informato, a cui da parlamentare contribuì nella stesura, per poter legiferare sul suicidio assistito in modo corretto. «È una legge di diritto mite, che non norma tutto ma offre strumenti per umanizzare il morire senza chiamare la morte», scrive il nostro. Una legge di diritto mite? Una legge che ha umanizzato il morire? Una norma che ha legittimato il suicidio e l'eutanasia nella sua forma di omicidio del consenziente sarebbe una legge di diritto mite e umana? Al comma 5 dell'art. 1 infatti possiamo leggere: «Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare [...] qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario [...]. Ha, inoltre, il diritto di revocare [...] il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento. [...] Sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l'idratazione artificiale». Dunque se ad esempio una persona chiede, anche tramite Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), che le venga tolta la nutrizione e l'idratazione assistita, può esigerlo e il medico deve obbedire, quindi deve ucciderla come espressamente indicato al comma 6.
QUESTA LEGGE S'HA DA FARE Noticina a margine: vero è che il comma 6 dice anche che «il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali», ma il rifiuto di trattamenti salvavita non è contrario alla legge alla deontologia e alle buone pratiche, anzi è permesso da queste tre fonti. Seconda noticina a margine: la mite e umana legge 219 permette l'eutanasia anche su persona non consenziente, ossia su minori e maggiorenni incapaci, se è questo che hanno deciso genitori e rappresentanti legali (art. 3). Questa nostra noticina serve a rispondere a Marazziti laddove, trovando ammirevole coraggio, scrive: «Fosse stata in vigore già nel 2009 Eluana Englaro avrebbe continuato a vivere». Se ci fosse stata questa legge Eluana, persona incapace, molto probabilmente sarebbe morta prima e non dopo anni di battaglie legali. Su questo invece Marazziti ha perfettamente ragione: se ci fosse stata la legge 219 «Piergiorgio Welby avrebbe potuto rifiutare legalmente il sostegno vitale», prova provata che anche per il collaboratore di Avvenire la legge 219 permette l'omicidio del consenziente. Ciò detto, con sprezzo del principio di non contraddizione, il Nostro così conclude: «La legge 219 umanizza il morire quanto si può». Poi sulla legge sul suicidio assistito appunta: «La Corte ha invitato a colmare una assenza, non per introdurre il suicidio assistito, ma per dare la possibilità di non sanzionare chi assecondi, in casi molto circoscritti». Una cortina fumogena di parole nemmeno tanto fitta. Ma se non punisco Caio che ha aiutato Tizio a togliersi la vita, la legge non sta introducendo il suicidio assistito nel nostro Paese, ossia non lo sta permettendo? Passiamo al secondo articolo di Avvenire. Si tratta di una lettera siglata da sei firmatari, tra cui le ex parlamentari Paola Binetti e Luisa Santolini, che chiede di approvare la legge sul suicidio assistito perché altrimenti verrebbe approvato il ben peggiore disegno di legge Bazoli targato PD: «Alla fine l'alternativa sarà tra la legge Bazoli e l'attuale testo base». Non solo, ma la legge della Toscana che ha legittimato l'aiuto al suicidio e le sentenze della Corte costituzionali non lasciano scampo: questa legge s'ha da fare.
SI FAVORISCE IL SUICIDIO ASSISTITO Anche in questa lettera aperta emerge una certa incomprensione della lingua italiana e/o della logica di base. Infatti i sei mittenti della missiva, tra cui anche due medici e un avvocato, scrivono a proposito della proposta di legge della maggioranza: «In nessun punto di tale testo si favorisce il suicidio assistito. Anzi, è vero il contrario» e citano l'art. 1 della proposta in cui si dichiara che «La Repubblica assicura la tutela della vita di ogni persona». Ma, come già appuntavamo qualche giorno fa, «l'art. 1 dice di tutelare la vita e poi già all'art. 2 ritira questa tutela permettendo l'aiuto al suicidio». E in merito al fatto che questo Ddl non favorisca il suicidio assistito facciamo un esempio semplice semplice. Fingiamo che domani ci fosse una legge che depenalizzasse la pedofilia. Secondo voi, questa legge favorirebbe o no la pedofilia? Se togli una sanzione ad una condotta questa condotta verrà scelta sicuramente da più persone proprio perché non finisci più in galera o non devi più pagare una sanzione pecuniaria. Non ci pare così difficile da capire. Senza poi aggiungere che in realtà questa norma legittimerebbe il suicidio assistito e non semplicemente prevederebbe la sua depenalizzazione. Veniamo ad una sintesi di questi due articoli. La Cei sceglie il male minore. Noi invece scegliamo un santo per rispondere al cardinal Zuppi. La scelta è caduta su Sant'Agostino: «Ammesso infatti che noi possiamo commettere un peccato più leggero per impedire che un'altra persona ne commetta uno più grave, sarà lecito impedire a un altro lo stupro con un furto commesso da noi, l'incesto con un nostro stupro; e se esiste un'empietà che a noi sembri peggiore dell'incesto, si dirà che noi possiamo commettere anche l'incesto se in questo modo si otterrà che quella empietà non venga perpetrata da quell'altra persona. In questo modo, nell'ambito di ogni singolo peccato, si crederà lecito commettere furti per furti, stupri per stupri, incesti per incesti, sacrilegi per sacrilegi; crederemo lecito commettere noi i peccati anziché farli commettere agli altri» (Contra mendacium, 9, 20).
Nota di BastaBugie:Luisella Scrosati nell'articolo seguente dal titolo "Qualche domanda ai vescovi sul suicidio assistito" spiega perché sembra che i nostri pastori non abbiano chiaro come funziona la vita dell'uomo, quale sia il fine dell'unzione sacra che hanno ricevuto e cosa siano i comandamenti di Dio. Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 luglio 2025: La Conferenza Episcopale Italiana - la quale, grazie a Dio, non è la Chiesa cattolica in Italia - ha deciso che il proprio ruolo, nel frangente storico attuale di discussione di depenalizzazione del suicidio assistito, sarebbe quello di contrattare con il governo per porre presunti paletti legislativi nel terreno del male, che eviterebbero derive ben più gravi. Anche la Pontificia Accademia per la Vita, nella persona del suo presidente, mons. Renzo Pegoraro, ritiene atteggiamento realistico e conforme al Vangelo, quello di opporsi al principio di legittimità del suicidio assistito, ammettendone nel contempo l'effettiva praticabilità, mediante depenalizzazione. Un ragionamento da curatori fallimentari, più che da servi di Cristo Gesù, apostoli per vocazione, prescelti per annunziare il vangelo di Dio (cf Rm 1, 1), costituiti per portare un frutto che rimanga (cf. Gv 15, 16). PRIMA DOMANDA: ma i nostri pastori hanno ben presente come funziona la vita dell'uomo, singolo e in società? Sono davvero seri quando pensano che abbia minimamente senso condannare un principio, mentre acconsentono ad una legge che permette di contraddire questo principio? Chi scrive, spera che si tratti semplicemente di un disorientamento causato dalla frequentazione di labirinti giuridici, fatti di leggi, articoli, commi e sentenze... Ma sta di fatto che i nostri pastori hanno perso di vista la prospettiva del mondo reale. Se vescovi, parroci, sindaci e magistrati, colpiti dalle stragi sulle strade durante i week-end, si profondessero per spiegare quanto è sbagliato, pericoloso, immorale, irresponsabile guidare ad alta velocità, magari dopo l'assunzione di alcool e stupefacenti, ma poi gli stessi garantissero che tuttavia il trasgressore non subirà alcuna conseguenza, quale risultato reale avrà l'intransigente e accorata difesa del principio? I nostri pastori credono ancora alle conseguenze del peccato originale sulla natura umana? SECONDA DOMANDA: i nostri pastori hanno ben presente qual è il fine dell'unzione sacra che hanno ricevuto? Ricordano che la predicazione del Vangelo, in tutta la sua integrità, è un grave dovere che incombe su di loro? E ricordano che, se anziché dare luce e mettere sale in un mondo tenebroso e insipido, dovessero accontentarsi di dialogare sulle bollette della luce più o meno vantaggiose per il consumatore o su rischi e vantaggi del sale iodato nella dieta degli ipertesi, non starebbero adempiendo alla loro missione? Non solo, ma che andrebbero incontro ad un destino poco felice, che Nostro Signore riassume con l'essere gettati via e calpestati dagli uomini (cf. Mt 5, 13)? La sensazione - agghiacciante, ma solo una sensazione - è che nella testa dei nostri pastori, e di non pochi cristiani divenuti a loro immagine e somiglianza in virtù della "santa obbedienza", si creda che sia proprio l'umiltà a chiederci di farci calpestare dagli uomini, a domandarci di non esagerare nel voler far risplendere la luce della verità, per non correre il rischio di mancare di carità nell'accecare i nostri fratelli, a spingerci verso una mimetizzazione che ci renda indistinguibili dal resto del mondo, quasi una sorta di perfettamente adempiuto amore al nascondimento. TERZA DOMANDA: ma i nostri pastori sanno cosa sono i comandamenti di Dio? Non quali sono, ma cosa sono? Per quale ragione il Signore si è scomodato in prima persona nel dare dei comandamenti ben definiti al suo popolo e nell'esigere che fossero osservati, senza aver previsto alcuna depenalizzazione? Non è che gradualmente e impercettibilmente, nonostante la promozione di percorsi sulle "dieci parole", hanno assimilato l'idea che i comandamenti siano delle norme estrinseche un po' rigide e che dunque la bontà di un pastore la si ritrovi proprio nel non prenderle eccessivamente alla lettera, nell'accomodarle a misura della miseria umana e in conformità alla legge della realpolitik, consentendo eccezioni caso per caso, o almeno evitando che i trasgressori debbano incappare in penalità? Il punto è cruciale: se i comandamenti divini sono norme estrinseche, allora è chiaro che il buon padre di famiglia le leviga, le piega, le modella a misura delle situazioni in cui vivono i propri figli. Se invece sono, come spiegava anni fa un vero pastore, il cardinale Giacomo Biffi, il "libretto di istruzioni" per dirci come far funzionare adeguatamente la nostra umanità, come evitare che si inceppi drammaticamente, allora si comprende come concessioni e depenalizzazioni non solo non hanno senso, ma diventano delle trappole devastanti che hanno una sola conseguenza: il male dell'uomo. Detto in altro modo: se il divieto di uccidere la vita innocente, propria o altrui, ha a che fare con il bene temporale ed eterno della mia persona e dell'intera comunità umana, allora si comprende che anche il solo pensiero che i pastori possano sostenere una depenalizzazione dell'omicidio/suicidio fa a pugni con il senso stesso dei comandamenti divini. Non bisogna essere dei fenomeni per capire che l'impunità legislativa favorirà il progressivo diffondersi del fenomeno. La natura umana è un piano inclinato: togliere il freno equivale a spingere sull'acceleratore. Che i vescovi non siano consapevoli di ciò è estremamente grave; non serve a nulla promuovere il bene, difendere i principi, se poi all'atto pratico non ci sono sanzioni adeguate alla preziosità del bene che si vuole difendere. Non c'è ragione politica che tenga: i vescovi italiani e i vertici della PAV si rendono conto che non si tratta di depenalizzare il furto di un sacco di patate, ma di atti deliberatamente volti a uccidere e uccidersi? Ossia a minare il fondamento della convivenza umana, della fiducia reciproca, del senso della vita? Si rendono conto verso quale direzione si orienta la società umana, allorché le persone familiarizzeranno con la prassi che non si incorre in alcuna sanzione nel concorrere a toglier la vita ad un altro, nel tradire quell'indispensabile collante della vita comune che sta in una implicita tutela del bene della vita della persona che mi sta a fianco e della mia stessa vita? Ancora, ci si rende conto che così facendo si contribuirà a svuotare ancora più radicalmente non solo il senso del vivere, ridotto al principio della "qualità della vita", ma anche quello del morire, riducendolo ad un cessare di una vita biologica non più "di qualità"? In un mondo che non sa far altro che dare la morte a tutti i livelli, i vescovi italiani stanno venendo meno al loro preciso dovere di condannare il male, in tutte le sue forme astute e striscianti, di controbattere con fermezza ai poteri forti con l'unica parola che dissipa le tenebre e offre salvezza: «non ti è lecito» (Mc 6, 18). Il cincischiare con una legge che, promuovendo la depenalizzazione, favorirà atti di morte e il rafforzamento di quella cultura tanatofora che da questi atti e da questa legge sarà alimentata, è il tradimento della missione di un vero pastore. Come è il tradimento di un pastore tacere la ripercussione eterna delle nostre scelte in questa vita: chiunque uccide e concorre ad uccidere, perde la vita della grazia e si prepara un destino eterno di oscurità e tormenti. Senza alcuna depenalizzazione.
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 28 luglio 2025
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L'ULTIMA MOSSA DI HULK HOGAN: INGINOCCHIARSI A CRISTO
Muore il personaggio più famoso del wrestling che si era convertito e battezzato e nel 2024 aveva fatto campagna elettorale per Trump (3 VIDEO: La vita di Hulk Hogan)
Autore: Paola Belletti - Fonte: Sito del Timone, 25 luglio 2025
«Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.» (Gv 3, 16). Su queste parole, soprattutto, Hulk Hogan - al secolo Terry Gene Bollea - aveva poggiato il suo ritorno alla fede in Gesù Cristo, facendosi battezzare insieme alla moglie nella Indian Rocks Baptist Church, in Florida. Era il dicembre del 2023 quando il campione più famoso al mondo di wrestling professionistico, capace di riempire palazzetti come nessuno prima e - assicurano commentatori accreditati - nessuno dopo, ha ricominciato a dichiarare pubblicamente e coraggiosamente la propria fede in Gesù come unico Salvatore del mondo. Come lui stesso ha raccontato, si era già riconosciuto come seguace di Cristo da adolescente, a 14 anni ma si era successivamente allontanato dalla fede fino a quando, «negli ultimi anni Dio ha operato nel suo cuore per mostrargli la vanità della fama e riportarlo a Sé», riporta un articolo di Sportsspectrum.com. Un cuore e una vita, i suoi, che ne hanno viste di tutti i colori. Quello con l'attuale moglie che l'ha seguito nella scelta di testimoniare la ritrovata fede in Gesù era già il terzo matrimonio e durante quelli precedenti il campione della WWE, la federazione wrestilng, aveva attraversato burrasche e scandali, il più eclatante legato a pratiche scambiste. Notevole dal punto di vista dei traguardi raggiunti e della longevità, la sua carriera a metà tra sport e spettacolo; piuttosto movimentato anche il suo curriculum da imprenditore. Ciò che val la pena sottolineare, dunque, all'indomani della sua morte sopraggiunta per arresto cardiaco giovedì mattina nella sua casa di Clearwater, è la schiettezza con la quale ha dichiarato in diverse occasioni la sua fede e la radicale revisione della scala di valori che ha operato da quando ha accolto Cristo come Signore della sua esistenza. Lui che aveva "regnato" per 2.185 giorni, campione amato da milioni di americani e non solo, proprio nel tratto finale del suo viaggio terreno aveva deciso su chi scommettere. Non si può certamente presentare come un esempio di virtù e tanti restano i motivi di perplessità se non di scandalo per la sua condotta; nonostante questo è sicuramente positivo notare la schiettezza e l'entusiasmo con i quali ha professato la sua fede cristiana. Più della carriera lunga oltre mezzo secolo, più della fama, dei soldi, le donne, le esperienze al limite, più di tutto ciò che il mondo insomma aveva da offrirgli e che lui ha preso a piene mani, valeva l'incontro con Dio: evento supremo, potere che si esprime nel servizio e nell'amore, come ha dichiarato in uno dei post su X successivi alla conversione. Su Instagram aveva scritto che "La totale dedizione e abbandono a Gesù è il giorno più bello della mia vita. Nessuna preoccupazione, nessun odio, nessun giudizio... solo amore!". Non possiamo che assicurare preghiera alla sua anima, come fa sempre la Chiesa per tutti i defunti, perché possa incontrare Dio nel suo volto misericordioso e giusto e fare tesoro, in questo Occidente così patetico e zelante nel suo tragico tentativo di "sbattezzarsi", dello slancio positivamente fanciullesco che ha mostrato il gigante biondo: campione di Atomic Leg Drop e molte altre mosse diventate leggendarie, ha forse davvero scelto bene la sua "mossa finale" tornando a Dio, secondo i modi e gli incontri che gli sono toccati in sorte.
VIDEO 1: L'uomo che cambiò per sempre il wrestling (in italiano, 11 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=dqmwrhQwKd0
VIDEO 2: La fede di Hulk Hogan (in inglese, 11 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=1ztSQ_mR-qU
VIDEO 3: Hulk Hogan appoggia Trump (in inglese, 9 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=gBjl2ZKZyC8
DOSSIER "SIC TRANSIT GLORIA MUNDI" Persone famose decedute Per vedere tutti gli articoli, clicca qui!
Fonte: Sito del Timone, 25 luglio 2025
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CRIMINI DI GUERRA, COSA ACCADE SE L'OCCIDENTE NON E' PIU' CRISTIANO
La BBC rivela sconvolgenti crimini di guerra commessi dalle Forze Speciali britanniche in Iraq e Afghanistan (i leader politici hanno coperto i fatti con la retorica del ''noi buoni, gli altri cattivi'')
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 13 maggio 2025
Già nel 2022 la tv britannica BBC aveva pubblicato immagini di oltre 50 omicidi commessi dalle Forze Speciali britanniche (UKSF) in Afghanistan in sei mesi tra il 2010 e il 2011, provocando l'avvio di una indagine giudiziaria nel Regno Unito, ancora in corso. Ma ieri il programma Panorama della BBC ha trasmesso le testimonianze di ex membri delle Forze Speciali che per la prima volta raccontano dei crimini di guerra commessi dai propri commilitoni in Iraq e Afghanistan nel corso di oltre dieci anni (nella foto un frame di un video trasmesso dalla BBC). Esecuzione sommaria di prigionieri, uccisione indiscriminata di civili, di persone disarmate e di feriti, perfino bambini. Implicato è non solo il reparto delle SAS (Special Air Service), il più importante delle Forze Speciali, ma per la prima volta anche quello della Marina, le SBS (Special Boat Service). Gli stessi veterani di guerra parlano di barbarie, di ufficiali psicopatici, di regole d'ingaggio sistematicamente violate; addirittura i singoli squadroni tenevano il conto delle uccisioni in una sorta di macabra competizione. Quella dei crimini di guerra compiuti da forze occidentali non è certo una novità: solo per restare in Iraq, si ricorderà lo scandalo nel 2004 del carcere di Abu Grahib, 20 km da Baghdad, dove le forze americane furono protagoniste di sistematiche torture nei confronti dei prigionieri. E sicuramente molte altre cose saranno ancora da rivelare. Nella vicenda fatta ora emergere dalla BBC ci sono però due aspetti che vale la pena sottolineare e che non possono essere ignorati: anzitutto non si è trattato di casi isolati, di gruppi o squadroni fuori controllo come purtroppo tante altre volte è accaduto in teatri di guerra. Era invece il sistema, al punto che dalle testimonianze raccolte si può ritenere che le vittime debbano essere contate in migliaia: seppure non si possa dire che tutti i membri delle Forze Speciali abbiano commesso crimini, il coinvolgimento era molto ampio, non solo tollerato dai superiori ma addirittura incoraggiato, come dicono i veterani. Tutti comunque sapevano.
I POLITICI SAPEVANO, MA TACEVANO E sapevano, e questo è il secondo aspetto, anche i membri del governo: l'allora primo ministro David Cameron, che tra il 2010 e il 2013 si è recato ben sette volte in Afghanistan, era stato ripetutamente avvertito di quel che stava accadendo e aveva dovuto raccogliere le lamentele del presidente afghano Hamid Karzai: Cameron sapeva benissimo che c'erano accuse di esecuzione sistematica di civili, compresi bambini, perpetrate dalle Forze Speciali britanniche, come ha riferito alla BBC l'ex Consigliere afghano per la sicurezza nazionale, Rangin Dadfar Spanta. Di più, lo sapevano tutti i diplomatici e i capi militari occidentali - come ha riferito il generale Douglas Lute, ex ambasciatore statunitense alla NATO - tante erano state le proteste di Karzai. È impossibile restare indifferenti davanti a queste rivelazioni. Sappiamo tutti che la guerra, ogni guerra, è anzitutto violenza, lutto, distruzione e teatro di crimini efferati. E distruzione degli uomini che la combattono, come dimostrano le pesanti conseguenze psichiatriche e psicologiche che subiscono quanti sono stati in prima linea. Sarebbe sbagliato prendersela solo con gli inglesi come se certe nefandezze riguardassero solo loro, per quanto le loro Forze Speciali vantino diversi precedenti del genere. Lo stesso Karzai ha parlato più volte di forze NATO, a sottolineare che c'è un coinvolgimento ben più ampio. Forse la BBC ha giornalisti più bravi a far emergere le verità che riguardano il loro Paese. Ma che la barbarie diventi il pane quotidiano di quelli che siamo abituati a pensare come i "buoni", non può non porci alcune domande. E che a coprire e avallare il tutto siano gli stessi leader politici che poi ci inondano con la retorica della libertà e della democrazia non fa che accrescere il senso di disagio. Questo non significa che allora sono tutti uguali, che forze NATO e Taleban in fondo siano la stessa cosa, che non ci sia una differenza tra truppe occidentali e Isis. Non dimentichiamo che i Taleban hanno ucciso molti più civili afghani di quanto abbia fatto la NATO. Né si deve pensare che tutti i militari siano così o che tutti condividano questo modus operandi; ci sono anche grandi esempi di solidarietà, di generosità e di eroismo. Eppure questo non basta a rendere accettabile l'uccisione indiscriminata di civili da parte di truppe occidentali.
IN OCCIDENTE ALMENO QUESTE COSE EMERGONO E SONO CONDANNATE Tante volte si è detto in occasioni del genere che in Occidente, grazie alla democrazia e a una stampa libera, almeno queste cose emergono e sono condannate (anche se ben difficilmente, a onor del vero, i responsabili pagano). Cosa che non si può dire di eserciti islamisti e di truppe al soldo di Paesi autoritari, per cui ammazzare i civili è tutto sommato routine. E dove, quando a un giornalista viene in mente di raccontarlo, il minimo che può succedergli è di sparire. Ma anche questo non basta per sentirsi a posto, né è di alcuna consolazione per le popolazioni che queste violenze hanno subito. Bisogna riconoscere che l'uomo non nasce buono e in un contesto oggettivamente abbrutente come la guerra dà il peggio di sé se non c'è una educazione al bene, a un sistema di valori che gli permetta di non perdere la propria dignità umana e di rispettare quella degli altri. E tale sistema di valori non è qualcosa che possa darsi l'uomo da solo. Se l'Occidente ha una superiorità morale non è per la democrazia o la libertà, ma è perché la sua cultura poggia sul cristianesimo, su un evento che ha cambiato il corso della storia, che ha fatto conoscere il valore della persona, creata a immagine e somiglianza di Dio. E più ci si allontana da questa radice più si perde il senso della dignità umana, la propria e quella degli altri. Non ci si deve dunque stupire se un Occidente che torna al paganesimo - e apre le porte all'islam - vede aumentare la violenza, nella guerra e non solo. Anche la retorica bellicista che oggi domina in Europa, e la mancanza di un vero impegno per evitare le guerre o trovare soluzioni negoziali laddove le guerre sono già scoppiate, è figlia di questa cultura sostanzialmente anti-cristiana. I crimini di guerra commessi e la complicità e l'ipocrisia dei leader politici sono una vergogna per tutti, ma sappiamo che le cose non cambieranno invocando leggi o cambiamento di governi. Solo una rinnovata decisione personale di ciascuno di noi a vivere seriamente la fede cattolica e a comunicarla agli altri potrà nel tempo invertire la rotta.
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 13 maggio 2025
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LETTERE ALLA REDAZIONE: L'INGANNO DELLA PILLOLA CONTRACCETTIVA
La pillola sembra il sogno che ti guarisce da tutto... ma a che prezzo? Ho rischiato il suicidio e vi racconto come Gesù mi ha salvata
Autore: Don Stefano Bimbi - Fonte: Redazione di BastaBugie, 30 luglio 2025
Gentile redazione del sito BastaBugie, ho trovato conforto leggendo i vostri articoli che mi hanno aiutata nel cammino di fede. Vi scrivo per avere la possibilità di evitare ad altre ragazze quello che ho vissuto io e soprattutto per denunciare la mentalità femminista che permea questa società. Mentalità che promette libertà, ma ci usa come oggetti. Ho avuto il mio primo ciclo molto tardi tipo a 14 anni con alti e bassi si è scoperto che avevo l'ovaio micropolicistico, tramite consultorio gratuito. Lo stesso consultorio, quando avevo 17 anni, non ha esitato a prescrivermi la pillola completamente a caso. Con la ricetta in mano ho iniziato a prenderla con la mente spensierata di un'adolescente un po' ribelle, con genitori poco presenti pensando di aver risolto i miei problemi di ciclo irregolare. Ho preso la pillola per cinque anni ed ho passato un'adolescenza particolare sia perché per motivi personali sono stata molto ribelle e passavo praticamente tutto il tempo fuori casa, appassionata di filosofia sono finita molto facilmente nel nichilismo e dal nichilismo ai pensieri suicidi ricorrenti per cui sono andata anche da una psicologa a 20 anni che mi ha aiutata a diminuirli ma sono rimasti. Un giorno, qualche anno fa per curiosità sono andata a leggere gli effetti indesiderati della pillola che prendevo e tra questi, per ultimo era elencato "pensieri suicidi" per "1 donna su 10". Mi si è gelato il sangue e allora sono andata a chiedere spiegazioni su come mai non mi era stato detto quando mi era stata prescritta la pillola. Ma non ho avuto "soddisfazione" in quanto la mia ginecologa negava che potesse essere effetto diretto perché sosteneva essere una pillola a basso dosaggio. Oggi che ho smesso da quattro anni di prendere la pillola, e dopo aver scoperto Cristo e averlo fatto entrare nella mia vita, sto benissimo e sono felice. Questi pensieri cattivi sono spariti del tutto e conduco una vita molto diversa rispetto a quando ero adolescente. Sono fermamente contraria all'uso della pillola sia perché dopo la conversione sono contraria ai contraccettivi, sia perché non credo più che sia la risposta a tutti i problemi di salute di una donna come viene presentata. Hai tal problema, pillola. Hai l'altro problema, pillola. Qualunque problema, sempre e solo pillola, magico ritrovato moderno. Ebbene, a seguito di una visita per un problema avuto il mese scorso alle ovaie la ginecologa che ho adesso a fine incontro non ha mancato di ricordarmi che esistono "cure" (se così vogliamo chiamarle, per non dire droghe o sperimentazioni) ormonali che alleviano i dolori e riducono a zero il rischio di rivivere episodi traumatici come uno che ho avuto il mese scorso. Le ho risposto con fermezza che non proverò nessun altro dosaggio e che non mi interessa "trovare la pillola adatta a me". Sembra quasi di dover trovare il paio di jeans perfetto, che ti fa stare bene e ti fa sentire sicura di te in una menzogna fatta su misura. Una menzogna che promette due grandi cose che le donne moderne desiderano fortemente: 1. assenza di dolore 2. evitare le gravidanze indesiderate. Ma non sono forse proprio queste due cose a rendere una donna, donna? A fare di un essere umano, un'anima femmina capace di soffrire ed accompagnare la vita? Io sono stanca. Ieri sera ero così arrabbiata e tutt'ora c'è in me il desiderio grande di urlare a tutte le ragazze che si trovano a prendere pillole per slogan, per finte promesse o per pura superficialità dei dottori, che prendere la pillola non risolverà niente. Che l'assenza di dolore fisico non significa libertà e che togliere il rischio della gravidanza ruba la percezione della maternità, che ci fa donne. Come è possibile che sia legalizzato un farmaco che "regolarizza" ormoni con effetti collaterali come "disturbi dell'umore" e "pensieri suicidi"? Quando è stato deciso che la liberalizzazione sessuale vale più delle donne stesse? La maggior parte delle ragazze che conosco prende o ha preso la pillola a seguito di una delle prime visite ginecologiche, prescritta così, subito, senza avvertimenti di nulla. Come se si volesse eliminare il problema della femminilità, del dolore, della sofferenza così intrinseca al nostro essere. Come se si volesse eliminare la possibilità della vita imprevista, nuova, donata. Le donne che prendono la pillola non sono sobrie, il loro essere sarà sempre alterato da ormoni che hanno preso il posto del ciclo mestruale vero e proprio, nonostante di fatto il "ciclo" sembri esserci in realtà è finzione e i dottori non lo dicono se non messi alle strette. Ringrazio tanto Dio per avermi aperto gli occhi su tutto questo e solo ora mi rendo conto di quanto ero tra le carrube a cercare cibo da chi neanche vedeva in me un essere umano. Non so cosa fare di questa rabbia se non offrirla a Dio, che la prenda Lui e ne faccia ciò che vuole. Intanto ho scritto a voi dopo che ho scoperto che la mia storia è simile a tante altre che ho trovato in social di discussione dove le ragazze confidano i loro problemi. Grazie se vorrete pubblicare questo mio grido di dolore e di speranza. Giorgia
RISPOSTA DEL SACERDOTE
Cara Giorgia, grazie per averci scritto aprendo il tuo cuore con tanta sincerità e profondità. Le tue parole trasmettono un dolore reale, ma anche una consapevolezza preziosa che non può che nascere da una luce interiore, quella che il Signore ti ha donato e che, nonostante la fatica, continui a custodire. Hai toccato un tema delicatissimo, che coinvolge non solo la salute fisica, ma anche la dignità della donna, la verità del corpo, la libertà autentica, e soprattutto il mistero della vita che ci è affidato. Il Signore ti ha aperto gli occhi per poter cogliere ciò che capito con tanta lucidità: la tentazione di "normalizzare" il corpo femminile secondo logiche funzionalistiche, in nome di un benessere che talvolta finisce per mascherare una profonda negazione dell'identità femminile. Questo mi permette di fare una considerazione ulteriore. Il femminismo che oggi dilaga ha la stessa radice del maschilismo: l'uomo è superiore alla donna! Il maschilismo ne deduce che la donna va dominata, mentre il femminismo ne deduce che, se l'uomo è superiore alla donna, allora la donna per valere qualcosa in questo mondo deve comportarsi come gli uomini. Ecco perché i dogmi del femminismo sono che le donne devono lavorare per realizzarsi (imitando gli uomini) e non partorire (di nuovo imitando gli uomini, salvo poi pentirsi quando l'orologio biologico dice che tra poco non potranno più diventare mamme). Come vedi, lavorare per realizzarsi e non partorire o farlo il meno possibile è ormai un dogma accettato da tutti. Ecco quindi donne che rimandano matrimoni e figli il più possibile perché devono realizzarsi nel lavoro e pillole a gogo che vengono prescritte per non restare incinta. Così la femminilità è distrutta. E non trovi più una donna realizzata, se non le rare mamme di famiglie numerose. Certo affaticate, ma sempre felici. E in pace con la coscienza. Ed hai ragione nel dire che il dolore e la maternità (in ogni loro forma, non solo biologica) sono parte della vocazione della donna. Non per punizione, ma per un dono misterioso: la capacità di generare, accogliere, custodire. Quando la medicina perde il senso di questo mistero e riduce tutto a un problema da eliminare, il rischio è grande: non si guarisce, si anestetizza. La tua rabbia è giusta, ma ancora più prezioso è il tuo desiderio di offrirla a Dio. Non è uno sfogo sterile, è preghiera profonda. Il tuo grido può diventare voce per tante donne che magari non riescono ancora a dirlo, ma sentono che qualcosa non torna. Continua a parlare, con fermezza e rispetto, ma non aspettarti accoglienza nel mondo. A volte la testimonianza silenziosa vale più di tante parole sui social. Altrimenti crediamo allo Spirito Santo per finta. È Lui ad agire e convertire i cuori, non noi. Ovviamente a chi domanda ragione abbiamo il dovere di rispondere. A tutti gli altri no, anzi a volte è controproducente. Ti porto nella mia personale preghiera di ogni giorno.
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Fonte: Redazione di BastaBugie, 30 luglio 2025
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OMELIA XVIII DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 12,13-31)
Cercate piuttosto il regno di Dio
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: Stilli come rugiada il mio dire
Niente fa litigare di più i fratelli delle questioni di eredità. Ci siano da dividere dei palazzi oppure solo dei vecchi mobili, ci siano molti milioni o poche lire, quando si tratta di eredità si finisce sempre col far baruffa. È così dal principio del mondo La legge mosaica regolava minuziosamente, come le legislazioni moderne, il diritto di successione. Chi si credeva defraudato, si rivolgeva spesso per avere giustizia ai dottori della legge, cioè agli interpreti della Sacra Scrittura. Nell'episodio raccontato dall'odierna pagina di Vangelo, un uomo, privato di quel che gli spettava dalla prepotenza del fratello, si rivolge a Gesù, che ormai è riconosciuto maestro: Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità. Gesù risponde: - con un rifiuto, che ci meraviglia un po'; - con un principio sul vero valore dell'uomo; - con una parabola, che ci fa tutti pensare.
1) IL RIFIUTO: RISOLVERE ALLA RADICE OGNI PROBLEMA TEMPORALE Quell'uomo chiedeva giustizia. In una delle solite beghe, che sono la gioia degli avvocati e la rovina delle famiglie, aveva ricevuto un sopruso. La sua richiesta era dunque legittima. Eppure Gesù risponde quasi con durezza, dichiarando la sua assoluta incompetenza: O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi? Come? Non gli sta a cuore la giustizia? Non si preoccupa della sorte di chi è oppresso e derubato dall'egoismo? Gli sta più a cuore che non si facciano confusioni; si preoccupa di più che il suo messaggio appaia chiaramente per tutti l'annuncio del Regno di Dio e non, direttamente e per sé, la sistemazione delle cose del mondo. Certo egli è giudice, ma è il Giudice che giudicherà i vivi e i morti, cioè giudicherà ciascuno al termine della vita su tutto ciò che è stato compiuto. Certo egli è mediatore, ma non per le liti tra noi: è l'unico Mediatore tra Dio e gli uomini, che può riconciliarci col Padre. Allo stesso modo la Chiesa immette nel cuore dei popoli, col desiderio del Regno, una invincibile nostalgia di giustizia anche terrena, ma il suo compito primo resta la redenzione del cuore e la salvezza eterna dell'uomo
2) IL PRINCIPIO: LA PREMINENZA DELL'ESSERE SULL'AVERE Gesù dice: "La vita dell'uomo non dipende dai suoi beni". Cioè: il valore dell'uomo non sta in ciò che egli possiede. C'è qui un radicale contrasto tra la mentalità di Cristo e la mentalità del mondo; contrasto che potrebbe essere espresso dai due verbi più usati della lingua italiana: il verbo "avere" e il verbo "essere". Per il mondo l'uomo vale per quello che ha: "Quanto hai in banca? Hai la casa in montagna? Hai l'automobile fuori serie?". Con queste domande o con altre simili a queste, il mondo classifica un uomo. Per Cristo l'uomo vale per quello che è: "Chi sei? Che cosa sei? Sei vicino a Dio col tuo cuore e col pensiero di ogni giorno? Sei giusto? Sei buono e caritatevole con gli altri?". Con queste domande il Signore ci aiuta a fare una stima di quello che davvero valiamo. Notiamo che l'avere resta sempre esterno all'uomo e dovrà essere presto o tardi completamente abbandonato. L'essere invece è interno a noi e accompagna l'uomo anche di là dalla morte. Perciò il Signore ammonisce: Guardatevi da ogni avidità, cioè da ogni smodato desiderio di avere. Preoccupatevi invece di essere, cioè di crescere nella vostra ricchezza interiore.
3) LA PARABOLA: NESSUNO PUÒ ELUDERE IL GIUDIZIO SULLA PROPRIA VITA Per farci capire bene questa verità, Gesù racconta con stile molto vivace il caso (così frequente anche ai nostri giorni) di un uomo ricco, che ha passato tutta una vita ad accumulare ricchezze e viene improvvisamente strappato ai suoi compiacimenti e alle sue fantasticherie da un piccolo colpo notturno, col quale la sua esistenza terrena bruscamente si conclude. Andava, quell'uomo, delineando un programma che sembra essere quello degli italiani a ferragosto: "Riposati, mangia, bevi, datti alla gioia". È un programma sbagliato? È piuttosto un programma incompleto. Nella vita organizzata così, sembra non ci sia nessun posto né per Dio né per i fratelli che sono nella necessità. Va rilevato anche il fatto che quest'uomo ragionava tra sé. Il suo è un monologo: sia quando pensa agli affari (magazzini, raccolto), sia quando pensa al riposo e al divertimento (mangiare, bere, stare allegri), non ha interlocutori, è solo con se stesso. Non parla né con Dio nella preghiera né con gli altri nelle opere di misericordia. Proprio per questo è stolto. Ma Dio gli disse: Stolto. Drammatica è questa finale del racconto con l'intervento della voce divina che risona nella notte. Dio è un interlocutore che sta zitto a lungo, ma, quando ha deciso, si inserisce di prepotenza nei nostri monologhi. Anche coloro che sembrano averlo escluso definitivamente dalla loro vita, e non si interrogano mai sulla sua volontà, quando meno se lo aspettano se lo troveranno davanti; alla fine dovranno ascoltare il suo parere sulla loro esistenza e sui loro progetti, e non potranno chiudergli la bocca. Per questo conviene abituarsi a parlare con lui fin da adesso, così che la sua voce non abbia un giorno a costituire una brutta sorpresa.
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Le Edizioni Studio Domenicano hanno autorizzato la pubblicazione della porzione di testo sopra riportata con lettera del 3 luglio 2023.
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