LA CAMPANA DEI BAMBINI ABORTITI A SANREMO NON OFFENDE NESSUNO
Suona ogni sera alle 20 per richiamare ogni fedele alla preghiera in ricordo dei bimbi non nati e per rompere la cortina di silenzio sul tema dell'aborto (VIDEO: Intervista a Mons. Suetta)
Autore: Fabio Piemonte - Fonte: Provita & Famiglia
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A SCUOLA DI SHARI'A, COME L'ISLAM SI DIFFONDE IN ITALIA
Corsi sulla shari'a a Brescia, lezioni di etica musulmana nei licei di Piacenza e in una biblioteca comunale di Milano si promuove la lettura del libro della mente dell'eccidio islamico del 7 ottobre
Autore: Lorenza Formicola - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
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ARRESTATO DI NUOVO L'INSEGNANTE CHE SI RIFIUTA DI USARE I PRONOMI GENDER
Sospeso dall'insegnamento nel 2022 è condannato a pagare 700 euro ogniqualvolta entra nella sua scuola (per ora: 225mila euro) oltre al carcere per 500 giorni (VIDEO: il nuovo arresto)
Autore: Fabio Piemonte - Fonte: Provita & Famiglia
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IL FILM SUL SACRO CUORE CHE COMMUOVE E RIEMPIE I CINEMA
La Francia fa la coda per il film sulle apparizioni a santa Margherita Maria Alacoque che sta per arrivare anche in Italia grazie alla Dominus Production (VIDEO: Trailer del film)
Autore: Federica Di Vito - Fonte: Sito del Timone
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QUANTO PIACE (E FATTURA) IL SAN FRANCESCO SENZA CRISTO
Alessandro Barbero e Aldo Cazzullo scrivono un libro ciascuno sul poverello d'Assisi deformandone la storia, riducendolo ad una macchietta femminista e anti-patriarcale... speriamo di non ritrovarceli in parrocchia!
Autore: Andrea Zambrano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
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IL TOCCANTE OMAGGIO DI TRUMP ALLA VERGINE MARIA
Il Presidente Usa non ha solo omaggiato l'Immacolata, ha anche ricordato come abbia svolto un ruolo speciale nella storia americana per oltre 250 anni
Autore: Paola Belletti - Fonte: Sito del Timone
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OMELIA III DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 4,12-23)
Il Signore è mia luce e mia salvezza
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: Stilli come rugiada il mio dire
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LA CAMPANA DEI BAMBINI ABORTITI A SANREMO NON OFFENDE NESSUNO
Suona ogni sera alle 20 per richiamare ogni fedele alla preghiera in ricordo dei bimbi non nati e per rompere la cortina di silenzio sul tema dell'aborto (VIDEO: Intervista a Mons. Suetta)
Autore: Fabio Piemonte - Fonte: Provita & Famiglia, 19 gennaio 2026
Nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo, sulla torretta campanaria della curia di Villa Giovanna d'Arco, dal 28 dicembre scorso una campana suona ogni sera puntualmente alle 20 in memoria dei bambini non nati. Ormai l'iniziativa è arcinota, soprattutto per le vergognose e strumentali polemiche che fin dal suo annuncio l'hanno caratterizzata e che sono arrivate da sinistra, progressisti, femministi e persino dalla galassia Lgbt. Tutti a scagliarsi contro la campana e contro il vescovo, monsignor Antonio Suetta. «L'iniziativa offende», «colpevolizza le donne che hanno abortito», «criminalizza», addirittura c'è chi - come la Cgil Liguria - l'ha definita «violenta». Ma è davvero così? Ma davvero il semplice suono di una campana può offendere o giudicare qualcuno? Ovviamente no. Innanzitutto partiamo dalle stesse parole del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, il quale ha fin da subito chiarito che l'idea è nata semplicemente «dal desiderio di dare voce a chi non ha potuto avere voce, di custodire nel cuore della Chiesa il ricordo dei bambini non nati a causa dell'aborto». Insomma un invito a elevare una preghiera comune alla stessa ora per ogni piccolissimo nascituro che non ha mai visto la luce e che dunque non vuole colpevolizzare né attaccare nessuno. Le motivazioni di Suetta, però - come già accennato - non sono bastate ed ecco quindi che sono arrivate le proteste di chi si dice favorevole alla libertà d'espressione, ma solo quando la si pensa allo stesso modo.
IL VERO SCOPO DELLA CAMPANA Non serve scomodare proclami teologici per spiegare - e comprendere - quale sia il reale scopo - innocuo - di tale campana, di fatto assimilabile a quello di tutte le altre campane: mediante i suoi rintocchi intende richiamare ogni fedele alla preghiera. Nello stesso tempo certamente essa rompe la cortina di silenzio sul tema dell'aborto, ma lo fa senza giudicare. Il suo suono non riecheggia per condannare le madri che abortiscono, né per metterle pubblicamente alla gogna, ma costituisce un'occasione per interrogare la propria coscienza sul valore della vita. Tale campana, inoltre, è stata fusa in occasione dei 40 Giorni per la Vita 2021-2022, quindi nel corso di un'altra significativa iniziativa di preghiera per tutti i bambini abortiti e per le loro mamme, per cui con i suoi rintocchi esorta semplicemente a un gesto di compassione cristiana, ribadendo la preziosità della preghiera, del raccoglimento e della memoria. Eppure, nonostante le buone intenzioni, il vescovo di Ventimiglia-Sanremo è finito in un tritacarne mediatico che ha addirittura portato la consigliera di Pari Opportunità della Regione Liguria, Laura Amoretti, a scrivere una lettera di "protesta" indirizzata a Papa Leone XIV, mostrando tra l'altro in questo modo anche una certa ignoranza sulla Dottrina e sul magistero della Chiesa sul tema dell'aborto. Torniamo ora al suono della Campana per i bambini non nati e al suo reale scopo. In generale tutte le campane - e questa non fa eccezione - costituiscono, come detto, per fedeli di ogni epoca storica un invito prezioso alla preghiera. Non si tratta dunque semplicemente di segnalare l'ora esatta - che pure un tempo aveva un ruolo importante anche per il lavoro nei campi -, bensì di ricordare anche alle orecchie distratte dell'uomo contemporaneo che c'è un tempo per ogni cosa, anche per pregare, per andare a messa, per festeggiare, persino per il lutto. Ecco dunque che, per esempio, gli scampanellii prolungati - le cosiddette "campane a festa" - preannunciano generalmente l'inizio di una celebrazione eucaristica o la preghiera dell'Angelus alle 12; oppure con ritmo più accelerato e disteso proclamano la gioia del Natale e della Pasqua. Allo stesso modo, anche i ritocchi lenti intervallati da pochi secondi di silenzio - le cosiddette "campane a morto" - che annunciano un funerale sono sì un segno sonoro del dolore che colpisce una comunità, ma costituiscono nel contempo un invito ai fedeli a raccogliersi in preghiera, anche semplicemente dal luogo in cui ci si trova, proprio come il suono di ogni sera alle 20 a Sanremo vuole fare.
LE ALTRE CAMPANE PER I NON NATI Ebbene sì, la Campana per i bambini non nati di Sanremo non è affatto un unicum: segue un'iniziativa già diffusa in altri Paesi che spesso prende il nome di "La voce dei non nati" e che tra l'altro in passato ha ricevuto la benedizione del Santo Padre. Già nel 2021, infatti, fu Papa Francesco, in Vaticano, a benedire alcune campane di questo tipo. È accaduto, per esempio, il 27 ottobre 2021, quando il Pontefice diede la sua benedizione ad alcune campane destinate all'Ecuador e all'Ucraina, ricordando che il loro suono deve «annunciare al mondo il Vangelo della vita», «destare le coscienze» e tenere vivo il ricordo dei non nati, affidando «alla preghiera ogni bambino concepito, la cui vita è sacra e inviolabile». Ma ancora prima, nel settembre 2020, sempre Francesco, e sempre in riferimento ad alcune campane che risuonavano per i bambini vittime dell'aborto, aveva auspicato che il loro rintocco «risvegli le coscienze» dei cittadini e di legislatori nel mondo. Ma c'è di più: alcune di queste campane, infatti, recano un'incisione con le parole del beato polacco Jerzy Popiełuszko ("La vita di un bambino inizia sotto il cuore della madre") e il quinto comandamento, "Non uccidere". Un'altra benedizione è poi arrivata il 21 marzo 2023, sempre da parte di Papa Francesco, quella volta per una campana per la Vita destinata allo Zambia. Va da sé, dunque, che il polverone di polemiche in atto a Sanremo - con tanto di manifestazione di protesta tenuta dai Radicali sabato pomeriggio - sembra più che altro un tentativo di censurare e tappare la bocca a chi la pensa diversamente rispetto alle posizioni abortiste e progressiste. Ecco perché anche Pro Vita & Famiglia si è impegnata in prima linea, fin dai primi giorni di polemiche, per manifestare la propria solidarietà al vescovo Suetta, dando voce alle sue motivazioni e lanciando una petizione che in pochi giorni ha superato le 30.000 firme. E lo stesso vescovo si è sempre detto fermo nella sua decisione, saldo nel portare avanti l'iniziativa e ha per di più esortato proprio Pro Vita & Famiglia, con un messaggio rivolto direttamente all'associazione, a «non desistere da questa battaglia per il bene della vita» e ad essere «campane squillanti senza paura!».
Nota di BastaBugie: Maria Bigazzi nell'articolo seguente dal titolo "Campana dei bimbi non nati, Suetta: Un richiamo contro l'aborto" intervista il vescovo di Sanremo-Ventimiglia mons. Antonio Suetta. Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 31 dicembre 2025: Un rintocco al giorno per ricordare i bambini non nati. È questa l'iniziativa della Diocesi di Ventimiglia - San Remo per dare voce a chi non ha voce e che ha già attirato su di sé numerose critiche e accuse da parte di esponenti del centrosinistra ligure. Il 28 dicembre scorso, infatti, in occasione della memoria liturgica dei Santi Innocenti, la comunità diocesana è stata coinvolta nell'inaugurazione della Campana dei Bimbi non Nati, collocata nella torretta della sede vescovile; la campana era stata benedetta nella Basilica Concattedrale di San Siro, a Sanremo, durante la veglia di preghiera per la Giornata della Vita del 2022. "A tutti i bambini non nati". Così si legge sulla campana che il vescovo, mons. Antonio Suetta, ha voluto dedicare ai tanti innocenti del nostro tempo. Non è la prima volta che la Diocesi ligure si distingue per la sua attenzione alla vita nascente. Lo abbiamo visto con l'iniziativa della "40 giorni per la Vita", quaranta giorni, appunto, di preghiere, testimonianze e incontri per conoscere e approfondire la causa pro-vita. Ed è proprio in questa occasione che la campana è stata fusa, quale segno visibile e duraturo di preghiera, memoria e affidamento. La Bussola ha intervistato mons. Suetta. Una campana per dare voce a chi non ha voce: Eccellenza, perché questa scelta? Da parecchi anni la Diocesi di Ventimiglia - San Remo si impegna a curare con speciale attenzione il tema della custodia e del rispetto della vita, dal suo concepimento alla sua naturale conclusione, soprattutto in occasione dell'annuale Giornata per la Vita e organizzando la "40 giorni per la Vita". Proprio in relazione a questa circostanza, il 5 febbraio 2022, abbiamo pensato di far fondere una nuova campana dedicata "ai bambini non nati" e l'abbiamo benedetta durante la Veglia di preghiera quel 5 febbraio. L'intenzione da subito era quella di collocarla sulla torretta della Villa Giovanna d'Arco (sede della Curia diocesana) nel centro di Sanremo e della Diocesi; soltanto ora, nel contesto di interventi di ristrutturazione, siamo riusciti a posizionarla. Abbiamo scelto come inizio del suono la data significativa della conclusione del Giubileo e della ricorrenza liturgica dei Santi Innocenti Martiri. C'è quindi un intreccio tra i Santi Innocenti e i bambini che vengono abortiti? Assolutamente sì. Pur pensando complessivamente al valore della vita in ogni sua forma e stagione, la campana dedicata "ai bambini non nati" vuole essere un richiamo permanente alla piaga spesso dimenticata e oscurata dell'aborto. Al contempo vuole essere una preghiera, un auspicio e un invito a ripensare leggi inique e a favorire con le risorse del pensiero onesto e della solidarietà concreta un deciso superamento delle pratiche abortive e della loro ideologica propaganda come presunto diritto delle donne e come conquista di civiltà, mentre ne rappresenta una penosa vergogna. Ribadire la dignità della vita nascente e condannare la piaga dell'aborto: quanto è importante oggi? Purtroppo, la diffusione geografica dell'aborto consentito per legge (in quasi la totalità dei Paesi del mondo) e la pratica ricorrente di questo grave delitto nei confronti della vita umana hanno prodotto un'assuefazione al fatto, tanto che molte persone non si rendono conto di che cosa sia effettivamente l'aborto, biologicamente e medicalmente, e soprattutto non lo considerano più né delitto né peccato. Specialmente le campagne ideologiche progressiste e femministe considerano l'aborto un "diritto" della donna e ne configurano decisione e valutazione assoluta in rapporto alla volontà e alla libertà della stessa, pretendendo di piegare il diritto naturale, l'evidenza scientifica, la legge positiva e financo il giudizio morale esclusivamente a tale riferimento soggettivo. Ritengo importante e cogente sensibilizzare le coscienze sulla piaga dell'aborto, tema che non è confessionale, ma antropologico e scientifico. La Campana dei Bimbi non Nati richiama le coscienze. Quello che vuole passare però è anche un messaggio di speranza per tutte quelle mamme che hanno abortito e che possono scoprire la vicinanza dei loro bambini... Certamente. Contrariamente a pregiudizi espressi da più parti in ordine a questa iniziativa, il suono di questa campana è a sostegno della Vita e non vuol essere un'invettiva contro le donne che hanno abortito. La Chiesa condanna fermamente l'aborto come «abominevole delitto» (cfr. Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes n. 51), ma considera anche la donna, che ha fatto ricorso all'aborto, una vittima di questo male: in effetti nel fatto dell'aborto muore un figlio e, al contempo, una madre. L'aborto lascia un pesante fardello di dolore e la campana invita alla preghiera e alla vicinanza per tutte le donne che soffrono per questa ragione. In che modo questo è possibile? La prospettiva della fede e della sana ragione considera gravissimo l'aborto, ma la speranza cristiana insegna che gli esseri umani soppressi volontariamente prima della nascita come anche quelli abortiti per cause naturali e spontanee sono nelle mani di Dio e, nella sua potente misericordia, sono chiamati a conseguire il destino eterno per cui sono stati pensati e voluti dalla provvidenza divina. In questo mistero, riconosciuto come comunione dei santi, questi bambini non nati sono effettivamente "accanto" e "presenti" nella vita dei loro genitori. Non dobbiamo dimenticare anche i papà, considerati estranei a tale processo dalle leggi umane e dalle ideologie.
VIDEO: Intervista a Mons. Antonio Suetta (18 minuti) Nel video la parola "aborto" viene silenziata per evitare il rischio che il video sia censurato da YouTube.
https://www.youtube.com/watch?v=K2XQiYjlGTc
Fonte: Provita & Famiglia, 19 gennaio 2026
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A SCUOLA DI SHARI'A, COME L'ISLAM SI DIFFONDE IN ITALIA
Corsi sulla shari'a a Brescia, lezioni di etica musulmana nei licei di Piacenza e in una biblioteca comunale di Milano si promuove la lettura del libro della mente dell'eccidio islamico del 7 ottobre
Autore: Lorenza Formicola - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12 gennaio 2026
Non era una giornata pensata per finire sotto i riflettori. Eppure, domenica 4 gennaio, a Brescia, qualcosa si è mosso con metodo e precisione. Nella nuova moschea cittadina, il Centro Culturale islamico di Brescia, con il patrocinio dell'Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide, ha preso avvio una giornata di formazione tutt'altro che marginale. Il cuore dell'iniziativa è stato un corso dedicato allo studio degli obiettivi della shari'a. A guidare i lavori non un nome qualunque, ma Sheikh Amin Al-Hamzi, figura di rilievo nel panorama islamico europeo, attivo su scala continentale e membro di un organismo sovranazionale incaricato di elaborare pareri giuridico-religiosi. L'ente che ha sostenuto l'evento risulta in stretta relazione con l'Istituto Bayan, centro di studi con sede a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, specializzato nella formazione islamica. Non un istituto tra i tanti, ma protagonista del famigerato e terribile rapporto che l'intelligence francese ha dedicato al fenomeno del fondamentalismo islamico: reti tentacolari, organizzazioni segrete, quartieri islamizzati allo scopo di provare il reclutamento per instaurare uno Stato islamico sotto il giogo della shari'a in Europa. Secondo il rapporto degli 007 d'oltralpe, l'Istituto Bayan avrebbe ricevuto finanziamenti dal Kuwait attraverso l'International Islamic Charity Organisation, un'organizzazione caritativa internazionale, per diventare un polo centrale per la formazione degli imam in Europa, con tanto di rilascio di titoli destinati a scuole e centri islamici del Vecchio Continente. Stando al rapporto francese, l'Istituto Bayan sarebbe parte di altri sette centri dislocati tra Francia, Regno Unito e Belgio. Quindi l'istituto con sede nel veronese è l'ingranaggio di un'ampia galassia associativa, operante in Europa, con l'obiettivo di esercitare un'influenza sistematica sulle istituzioni dei Paesi europei riconducibile all'area dei Fratelli Musulmani. Qualcosa che colloca la realtà italiana all'interno di dinamiche transnazionali ben più vaste e strutturate. Oltre che pericolose. Anche perché l'Istituto Bayan è in stretti legami con l'International Islamic Charity Organisation, ONG nata in Kuwait e oggi operativa in 56 Paesi. Attiva da oltre venticinque anni, l'organizzazione è riconosciuta da UNHCR e UNRWA per il suo impegno umanitario a favore degli immigrati. Proprio questo doppio livello - da un lato il profilo istituzionale e il riconoscimento internazionale, dall'altro le relazioni personali e associative - spiegherebbe l'attenzione riservata all'ente dai servizi di sicurezza francesi. Secondo le valutazioni degli 007, infatti, alcuni esponenti che nel tempo hanno fatto parte degli organi direttivi della ONG sarebbero figure di primo piano riconducibili alla Fratellanza musulmana. Un intreccio che, tra cooperazione umanitaria e influenza ideologica, contribuisce a delineare uno scenario complesso e tutt'altro che marginale nel cuore dell'Europa.
PIACENZA COLORATA DALL'ISLAM Nel mentre, a Piacenza, nell'apparente lentezza di una provincia sempre più colorata dall'islam, si sta tracciando una traiettoria fatta di inviti formali, visite didattiche, ore di lezione che si aprono a un racconto altro. Protagonista è il frequentatissimo Istituto di Studi Islamici Averroè, che da tempo ha avviato un'attività di pressione culturale indirizzata direttamente agli istituti scolastici della città. L'offerta è strutturata, dichiarata, rivendicata. Ai docenti viene proposta la gita in moschea. E poi di accompagnare gli studenti dentro un percorso disciplinare che l'istituto promuove apertamente: adab, (l'etichetta islamica modellata sulla figura di Maometto); akhlaq (l'etica musulmana); sira (la biografia del Profeta); fiqh (la giurisprudenza islamica); gli hadith (le citazioni attribuite a Maometto); infine il Corano. Due classi di quinta elementare e due licei di Piacenza hanno già partecipato a queste lezioni. Sulle pagine social, l'Istituto Averroè non fa mistero della missione: tra le iniziative dichiarate figura esplicitamente quella di entrare nelle scuole che li invitano, durante le ore di storia e di religione, per raccontare l'islam alle nuove generazioni. A prendere posizione sulla piega piacentina sono esponenti di Fratelli d'Italia e della Lega, che segnalano rischi e chiedono chiarimenti. Il deputato leghista Rossano Sasso ha annunciato un'interrogazione al ministro dell'Istruzione Valditara, con un obiettivo preciso: che almeno venga garantito il necessario consenso informato delle famiglie. «Qui siamo dinanzi a una scuola coranica che manda i suoi docenti a fare lezioni di islam nelle nostre scuole, a ragazzi ma anche a bambini delle elementari. Bisogna fermare immediatamente l'ennesimo tentativo di islamizzazione delle nostre scuole», afferma Sasso.
MILANO ESALTA IL LEADER DI HAMAS E se Piacenza restituisce l'immagine di un sistema di indottrinamento che l'islam sta progressivamente costruendo nel panorama delle scuole italiane, mostrando una rara capacità di infiltrarsi senza attriti e di raggiungere una platea ampia quanto sensibile, basta spostarsi verso la Lombardia per scoprire la forza dell'islam. Alla biblioteca comunale di Milano-Lambrate, s'è deciso di portare in primo piano, tra le letture consigliate, sotto la dicitura rassicurante Scelti per voi, un volume presentato come una saga familiare a sfondo autobiografico: Le spine e il garofano, pubblicato nel 2024. La scheda che lo accompagna parla di uno «sguardo lucido e appassionato di straordinaria intensità narrativa». E chi sarà lo scrittore che sa suonare corde straordinarie? Yahya Sinwar. Il defunto leader di Hamas, la mente dell'eccidio del 7 ottobre. Sembra di essere al centro di un punto di non ritorno di quel masochismo culturale che fino a pochi anni fa era solo paventato. Ora si manifesta nella sottomissione che supera l'immaginazione: non si propongono più i testi dei pensatori islamisti, ma direttamente dei terroristi. Tutto normalizzato. Non è un episodio isolato. Lo scorso inverno, una presentazione dello stesso libro era stata inizialmente bloccata all'Università La Sapienza di Roma, dove era prevista, paradossalmente, al dipartimento di Fisica. Promossa da Davide Picardo - coordinatore dei centri islamici milanese - e Maya Issa - attivista del movimento degli studenti palestinesi, dopo qualche mese di resistenza passiva s'è poi tenuta regolarmente: quindi papa Benedetto XVI no, ma il terrorista Sinwar, sì. A lamentare a lungo quel blocco era stato InfoPal, portale finito, poi, al centro della maxi inchiesta sui finanziamenti ad Hamas e sulla cellula italiana del terrorismo islamico palestinese. Il filo che unisce questi episodi è sottile, ma non invisibile. È l'islamismo che avanza senza clamore, sostenuto da una rete di alleanze esplicite o inconsapevoli. Così, passo dopo passo, ciò che fino a ieri era inconcepibile diventa ordinario. E mentre ci si domanda quale narrazione prenda forma nelle lezioni che arrivano fino ai bambini, a cominciare dall'idea di donna, è importante sottolineare quanto sia superficiale liquidare le lezioni di islam in Italia come qualcosa di marginale e normale solo perché esistono comunità islamiche sul territorio e quindi fanno solo il loro dovere di credenti. La shari'a non si limita al culto: disciplina la sfera familiare, sociale, politica ed economica. Regola il diritto di famiglia, le successioni, la proprietà, l'organizzazione stessa della vita civile. Si fonda su norme ritenute di origine divina e, proprio per questo, immutabili. Non nasce dall'evoluzione storica degli ordinamenti, ma da una rivelazione diretta di Allah. Un sistema che trae legittimazione da un'autorità trascendente e che aspira a governare ogni aspetto della vita collettiva entra inevitabilmente in conflitto con i sistemi giuridici degli Stati europei. Questo quadro restituisce un dato preciso: l'assenza di una reale volontà di adattamento da parte di ampi settori delle popolazioni immigrate islamiche al contesto che li ospita. Le leggi comuni non sono un riferimento, figuriamoci i costumi. È una distanza che non si colma, ma si rivendica per entrare in contrasto. Alla fine, una certezza resta: anche l'Italia, oggi, va a scuola di jihad e di shari'a.
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12 gennaio 2026
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ARRESTATO DI NUOVO L'INSEGNANTE CHE SI RIFIUTA DI USARE I PRONOMI GENDER
Sospeso dall'insegnamento nel 2022 è condannato a pagare 700 euro ogniqualvolta entra nella sua scuola (per ora: 225mila euro) oltre al carcere per 500 giorni (VIDEO: il nuovo arresto)
Autore: Fabio Piemonte - Fonte: Provita & Famiglia, 11 dicembre 2025
Scortato in tribunale con manette ai polsi e lunga catena. È stato trattato quasi fosse un pericoloso killer Enoch Burke, il docente irlandese di storia e lingua tedesca, dapprima sospeso dall'insegnamento nel 2022, poi allontanato dalla sua scuola e costretto in carcere per oltre 500 giorni. L'Alta Corte di Mullingar ha disposto ora per lui un ulteriore arresto «per oltraggio alla Corte», come recita la sentenza del giudice Cregan. Burke è stato recentemente condotto nella prigione di Mountjoy, in compagnia di criminali e stupratori, con la prospettiva di rimanervi finché non ritornerà sui propri passi e non cesserà di entrare nella sua ex scuola, secondo quanto riporta la Bbc. Tuttavia egli non demorde e prosegue con coraggio la sua azione di 'disobbedienza civile' contro sentenze inique, in nome della libertà di pensiero, di parola, di insegnamento e di religione. La vicenda che vede incriminato il professor Burke è purtroppo tristemente celebre sin da quando è balzata alle cronache da ormai più di tre anni ed è emblematica di cosa possa comportare un'opposizione concreta all'ideologia di genere e al 'politicamente corretto', in Irlanda e non solo. Il suo calvario ha inizio infatti nel maggio 2022, quando Burke viene inizialmente sospeso dalla sua scuola, la Wilson's Hospital School, per essersi rifiutato di adoperare il nome femminile per uno studente in fase di transizione di genere, che pretendeva usasse nei suoi confronti il pronome 'loro', poiché ancora non si identificava in realtà in un genere definito. Egli si oppone a tale pretesa anche in virtù del proprio credo cristiano evangelico e, conseguentemente, a porgere le proprie scuse all'alunno. Dopo esser stato posto dapprima d'ufficio in congedo amministrativo retribuito nell'agosto 2022, il consiglio scolastico gli notifica come procedimento disciplinare il divieto di ingresso a scuola, trattandolo alla stregua di un 'soggetto pericoloso'. Bisogna dire altresì che egli ha deliberatamente ignorato a più riprese tale ingiunzione, ritenendola palesemente ingiusta e sproporzionata, per cui fino al 2024 è finito già altre tre volte in carcere. Arrestato una prima volta nel settembre 2022, viene rilasciato dopo tre mesi, ma vi finisce nuovamente con l'accusa di oltraggio alla corte nello stesso mese del 2023. Nel giugno 2024, il giudice dell'Alta Corte di Dublino gli ribadisce il divieto di rientrare in servizio alla Wilson's Hospital School, pena una nuova detenzione. Ma Burke rimane sui suoi passi, riconoscendo di star subendo un'ingiustizia da parte della Corte sia nell'impedirgli l'accesso a scuola, sia nell'imporgli l'utilizzo del pronome femminile per lo studente in fase di transizione di genere, negandogli di fatto libertà di pensiero, di espressione, di religione e di insegnamento. Perciò trascorre altri mesi in carcere e dal 2024 viene condannato a pagare 700 euro ogniqualvolta violi l'ordinanza entrando nella sua ex scuola, per cui attualmente deve allo Stato irlandese circa 225mila euro.
GLI ULTIMI SVILUPPI DELLA VICENDA Sembrava ormai che il braccio di ferro tra la Corte e il docente si fosse concluso in suo favore, anche perché ai magistrati non stava andando giù la strumentalizzazione mediatica della sua detenzione quale forma di protesta nei confronti dell'ideologia di genere. Ma la persecuzione giudiziaria nei suoi confronti prosegue piuttosto con un'altra sentenza e un nuovo arresto. In quest'ultima il giudice Cregan sottolinea che «il signor Burke non è stato imprigionato né multato per le sue opinioni sulle questioni transgender, opinioni che aveva perfettamente diritto di avere», aggiungendo che il professore «non si limita a violare i locali, ma entra direttamente nel cuore della scuola, aggirandosi per i corridoi anche quando non ne ha il diritto. È una presenza maligna e minacciosa, un intruso che perseguita la scuola, i suoi insegnanti e i suoi alunni. Ma questa è una strategia deliberata: una strategia di confronto», secondo quanto riporta anche il quotidiano La Verità. Stando al parere del giudice, il docente e la sua famiglia cercherebbero popolarità mediatica e avrebbero perciò intrapreso un «attacco deliberato, sostenuto e concertato all'autorità dei tribunali civili e allo stato di diritto». «Non ho dubbi che le azioni del signor Burke abbiano causato una crisi tra gli alunni della scuola, gli insegnanti e il consiglio di amministrazione», i quali «invece di concentrarsi sul nobile compito di educare i giovani di domani, devono vedersela con il signor Burke e le sue buffonate», ha aggiunto ancora il magistrato rasentando la calunnia. Al contrario lo scorso agosto, presentandosi davanti la scuola, il docente irlandese ha dichiarato fieramente: «Ecco dove dovrei essere oggi. Non solo devo stare in corridoio e non posso insegnare e fare il mio dovere, ma mi stanno anche togliendo lo stipendio. Vengo ancora pagato, ho qui in tasca la mia busta paga, sono ancora in busta paga. Questo è il mio stipendio, questo è ciò a cui ho diritto, ogni centesimo viene dirottato dal mio conto a causa del Procuratore generale di questo governo». Insomma, come si evince dalle stesse motivazioni addotte, quella dell'Alta Corte si manifesta come una sentenza palesemente ideologica e contraddittoria, nella misura in cui mentre da un lato afferma che non vengono processate le idee del professore, dall'altro scrive che Burke starebbe sacrificando gli alunni «sull'altare della sua fanatica campagna contro il transgenderismo».
E IN ITALIA? Anche il nostro Paese non è purtroppo avulso da tali rischi in materia di libertà di pensiero, parola e fede. Infatti, sebbene sia costituzionalmente garantita la libertà d'insegnamento, anche in Italia continuano a verificarsi episodi di forte limitazione della stessa e di discredito di quei docenti non allineati alla dittatura del 'pensiero unico'. Basti ricordare quanto accaduto a Marisa Francescangeli, insegnante in una scuola primaria di San Vero Milis a Oristano, la quale si è vista notificare nel marzo del 2023 una sospensione di 20 giorni con riduzione dello stipendio per aver costruito un piccolo rosario insieme ai suoi alunni e averli fatti pregare. Sebbene i genitori dei bambini della classe avessero scelto deliberatamente l'insegnamento della religione cattolica per i loro figli, poiché a due mamme l'attività non è piaciuta, le loro proteste sono giunte prima al dirigente scolastico e poi all'Ufficio scolastico provinciale. Nonostante le scuse della docente ai genitori, l'Ufficio scolastico ha accolto le accuse, comminando un provvedimento ingiusto e assolutamente sproporzionato, avverso il quale la docente ha prontamente esposto il proprio ricorso. La scuola è protagonista in negativo anche in materia di ideologia di genere, rispetto alla quale i docenti devono stare particolarmente attenti a ciò che dicono e insegnano in classe. Basti rilevare in proposito che sono oltre 370 le scuole che hanno già adottato la 'Carriera Alias' per cui il docente che non si adegui a chiamare con il nome d'elezione e coi relativi pronomi l'alunno con presunta disforia di genere e desideroso di una 'transizione sociale' rischia sanzioni disciplinari secondo i diversi regolamenti d'istituto, oltre a essere chiaramente additato da colleghi, genitori e studenti come nemico dell'inclusione scolastica. Ciò dimostra che la libertà personale, a qualsiasi livello, è tutelata e promossa solo se prona al mainstream e al 'pensiero unico'.
FINISCE IN CARCERE L'INSEGNANTE CRISTIANO CHE SI RIFIUTA DI USARE I PRONOMI TRANS Una scuola irlandese costringe i professori a rivolgersi con il pronome neutro agli studenti in transizione da uomo a donna (VIDEO: trailer di God's not dead 2) di Federica Di Vito https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7135
COSA SAREBBE SUCCESSO CON LA LEGGE ZAN Un insegnante irlandese che si è opposto ad utilizzare il pronome ''loro'' per uno studente che non si identifica in un genere preciso, dopo 400 giorni di carcere, è stato arrestato di nuovo di Alessia Battini https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7928
VIDEO: il nuovo arresto di Enoch Burke (5 minuti) A gennaio 2026 l'insegnante Enoch Burke è stato arrestato di nuovo. Aveva trascorso oltre 560 giorni nel carcere di Mountjoy. Appena uscito si è fatto nuovamente arrestare per essersi rifiutato di usare il pronome "loro" per uno studente maschio. Nessun preside ha il diritto di avanzare una simile richiesta. Il video ha la possibilità di avere i sottotitoli in italiano cliccando Impostazioni, poi Sottotitoli, poi Inglese (generati automaticamente), poi Traduzione automatica,
poi Italiano.
https://www.youtube.com/watch?v=yUBG_uAKthw
Fonte: Provita & Famiglia, 11 dicembre 2025
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IL FILM SUL SACRO CUORE CHE COMMUOVE E RIEMPIE I CINEMA
La Francia fa la coda per il film sulle apparizioni a santa Margherita Maria Alacoque che sta per arrivare anche in Italia grazie alla Dominus Production (VIDEO: Trailer del film)
Autore: Federica Di Vito - Fonte: Sito del Timone, 20 novembre 2025
Continua a stupire la vicenda legata al film Sacré-Cœur. Lo ricordiamo, si tratta del film che si concentra sulle apparizioni a santa Margherita Maria Alacoque, la cui proiezione era stata bloccata dal sindaco di Marsiglia, per poi venire ripristinata per ordine di un giudice. Ebbene, la sua proiezione ha superato ogni aspettativa, con code davanti ai cinema come non se ne vedevano da anni. Molti deducono dalla popolarità del film che il cattolicesimo stia tornando presente nella vita pubblica francese - culla del laicismo europeo - come anche rilevano altri segni di rinascita. Questo successo è sorprendente anche perché, essendo una "produzione a basso budget", sembrava essere destinata a un pubblico di nicchia. Uscito il primo ottobre, il film sottotitolato "His Reign Will Have No End" (Il Suo Regno non avrà fine) è stato prodotto per celebrare il 350° anniversario delle apparizioni del Cuore di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque, avvenute tra il 1673 e il 1675 a Paray-le-Monial, nella regione francese della Borgogna. Il film dedica ampio spazio ai resoconti di alcuni incontri personali con Cristo, spesso avuti luogo durante l'adorazione del Santissimo Sacramento. I testimoni sono molto diversi: vanno da padre Matthieu Raffray, un sacerdote tradizionalista noto per le sue forti opinioni sui social media, ad alcuni detenuti, ai membri del parlamento, fino ad arrivare a un ex spacciatore di Bondy, una città nella periferia settentrionale di Parigi dove il tasso di criminalità è molto alto.
IL SANTUARIO DI PARAY-LE-MONIAL I registi, Steven e Sabrina Gunnell, hanno deciso di produrre il film dopo aver visitato il santuario in Borgogna. Steven è un ex membro della boy band francese degli anni Novanta Alliage. Si è convertito al cattolicesimo e ora lavora con sua moglie alla produzione di film legati alla fede cristiana. Il film attribuisce grande importanza al santuario di Paray-le-Monial, che affidato alla Comunità Emmanuel dal 1985, accoglie ogni anno decine di migliaia di pellegrini. È stato sede di una celebrazione giubilare di grande successo per il 350° anniversario delle apparizioni, dal dicembre 2023 al giugno 2025. [...] Il successo del film ha anche suscitato critiche provenienti sia dall'interno che dall'esterno della Chiesa cattolica. La maggiore critica nata in casa cattolica sarebbe l'omissione dei gesuiti. Sebbene il film presenti il direttore spirituale della Santa, padre Claude La Colombière, non menziona che fosse un gesuita. Sono stati diversi i sacerdoti francesi appartenenti all'ordine a rammaricarsi per questo, sottolinenando il ruolo chiave dei gesuiti della diffusione della devozione al Cuore di Gesù. Oggi, la Rete mondiale di preghiera del Papa, che affonda le sue radici nella spiritualità gesuita, conta oltre 22 milioni di cattolici in 92 paesi. I gesuiti intervistati hanno affermato che riconoscere la Compagnia, insieme ad altre congregazioni legate a questa devozione, avrebbe dimostrato che la devozione al Sacro Cuore è un movimento vitale all'interno della Chiesa universale e non solo un fenomeno locale. Dal canto suo, padre Pascal Ide, sacerdote dell'arcidiocesi di Parigi noto per le sue critiche cinematografiche online, si è detto soddisfatto del film: «Sacré Cœur rispolvera, declassifica e depoliticizza una verità centrale del cristianesimo, ovvero che Dio si è fatto Cuore». Aggiungendo, intervistato da La Croix: «Ciò che mi ha colpito di più è stata senza dubbio la figura di Gesù e il suo intenso desiderio di raggiungere personalmente ogni persona nel modo più intimo, per sperimentare un'intensa connessione cuore a cuore».
LE POLEMICHE Al di fuori della sfera cattolica, le polemiche hanno sfiorato il livello di "cristianofobia", secondo le parole dello stesso regista, quando istituzioni pubbliche come i municipi si sono mostrate riluttanti a proiettare il film, come è successo a Marsiglia. Oltre ai fatti già narrati, vogliamo ricordare anche che mentre il film stava per essere proiettato in anteprima il primo ottobre in tutta la Francia, MediaTransports, un'agenzia pubblicitaria, si era rifiutata di diffondere la campagna pubblicitaria prevista nelle stazioni della metropolitana e nelle stazioni ferroviarie, citando la «natura religiosa e proselitista» del progetto, «incompatibile con il principio di neutralità del servizio pubblico», secondo quanto riportato da Le Figaro. Dobbiamo però constatare che il film ha avuto un impatto considerevole arrivando a un pubblico ben più vasto dei cattolici praticanti. Lo stesso Le Figaro ha dedicato un'intera pagina al fenomeno affermando che «questo film rivela il discreto ma reale ritorno alla religione nella società francese» constatando inoltre che «settimana dopo settimana, le code davanti ai cinema», che il quotidiano ammette stiano vivendo tempi difficili dall'inizio dell'anno «diventano sempre più lunghe». Vengono poi citati i punti di vista di alcuni spettatori. Jean-Michel ha detto: «Questo film va oltre la portata di un semplice documentario: è un vero e proprio viaggio interiore, un incontro con l'amore vivente del cuore di Gesù». E ancora, Raphaël: «Dopo questo film, ti prendi davvero il tempo per riflettere, e ti rendi conto di quanto sia ricca, varia e potente la nostra religione». Su AlloCiné, il film vanta un punteggio di 4.1 su 5. «Le persone ne escono profondamente commosse. Penso che siano particolarmente toccate dalle testimonianze. Abbiamo ricevuto molti messaggi di ringraziamento, da credenti e non credenti, cristiani e non cristiani allo stesso modo. Tutti bramano l'amore, e questo è il messaggio del film», spiega la co-regista Sabrina Gunnell. Nota di BastaBugie:Manuela Antonacci nell'articolo seguente dal titolo "Francia, il film sul Sacro Cuore in lizza per i Premi Cesàr" parla di quanto sono rimasti stupiti e sorpresi i due registi della pellicola-rivelazione. Ecco l'articolo completo pubblicato sul Sito del Timone il 13 gennaio 2026: Continua a stupire la vicenda legata al film Sacré-Cœur che, dopo aver fatto il boom al botteghino, in Francia, con 400.000 spettatori, ora è nella lista ufficiale delle opere eleggibili per i Premi César 2026. Ricordiamo che la proiezione del film che si concentra sulle apparizioni del Sacro Cuore di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque, era stata bloccata dal sindaco di Marsiglia, per poi venire ripristinata per ordine di un giudice. La pellicola vuol essere un modo concreto e bello per celebrare il 350° anniversario delle apparizioni, avvenute tra il 1673 e il 1675 a Paray-le-Monial, nella regione francese della Borgogna. I registi, Steven e Sabrina Gunnell, hanno deciso di produrre il film dopo aver visitato il santuario in Borgogna. La sua proiezione, come dicevamo, ha superato ogni aspettativa, con code davanti ai cinema. E' un successo sorprendente anche perché, essendo una "produzione a basso budget", sembrava essere destinata a un pubblico di nicchia. Il fatto poi che il film è in nomination per i César è un dato particolarmente significativo perché segna l'ingresso di un film esplicitamente ispirato alla fede cristiana nell'ambito istituzionale del cinema francese. Contattati telefonicamente, i due registi Steven e Sabrina Gunnell hanno espresso il loro stupore per questa notizia: «Sì, siamo molto sorpresi! Anche se "idoneo" non significa "vincitore", per noi è comunque qualcosa di importante, il fatto che il film sia presente sul sito dei Premi César» affermano, spiegando sia la loro cautela sia il significato simbolico di questa visibilità. Il film è ora inserito tra le opere che saranno passate in esame dai membri dell'Accademia. Sebbene il premio non implica alcun riconoscimento artistico, tuttavia certifica il fatto che la pellicola soddisfa i criteri che gli permettono di entrare nel processo ufficiale di selezione. Per comprendere il significato simbolico di questa presenza, è necessario capire cosa rappresentano i Premi César nel panorama culturale francese. L'Accademia di Arti e Tecniche Cinematografiche è stata creata nel 1975 su iniziativa di Georges Cravenne, riunisce professionisti e personalità del settore cinematografico, con l'obiettivo di mettere in luce la natura profondamente collettiva della creazione cinematografica mettendo in risalto tutte le professioni che contribuiscono alla realizzazione di un film. Per garantirne la gestione, Georges Cravenne fondò un'associazione ai sensi della legge del 1901, l'Associazione per la Promozione del Cinema che riunisce i francesi che hanno ricevuto un Oscar e diverse personalità dell'industria cinematografica. Il trofeo assegnato ogni anno, il "César", è una riproduzione personalizzata dell'opera creata da uno amico di Georges Cravenne, lo scultore César, da cui il premio prende il nome. Alto circa trenta centimetri e con un peso di quasi 3,7 chilogrammi, è l'equivalente degli Oscar francesi. Il film concorre in diverse categorie, tra cui Miglior Film, Primo Film, Documentario, Regista, Sceneggiatura, Fotografia e Musica. Come affermano i due registi Steven e Sabrina Gunnel, che venga premiato o meno durante la cerimonia, conta relativamente poco. La cosa più importante è la sua stessa presenza e l'aver permesso che un film del genere che rischiava di essere relegato nella nicchia di un contesto culturale, ristretto, riservato esclusivamente alla religione, appare ora sul sito dell'Accademia César e come un segno inaspettato o meglio, dovremmo dire come "segno di contraddizione".
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PER VEDERE IL FILM NELLA TUA CITTA' La conferma della città e il nome del cinema sarà comunicato al raggiungimento delle 250 presenze. Iscriviti e fai iscrivere i tuoi amici per avere la proiezione nella tua città. https://www.sacrocuorefilm.it/
VIDEO: Trailer del film (2 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=aLlwXrwHmLI
Fonte: Sito del Timone, 20 novembre 2025
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QUANTO PIACE (E FATTURA) IL SAN FRANCESCO SENZA CRISTO
Alessandro Barbero e Aldo Cazzullo scrivono un libro ciascuno sul poverello d'Assisi deformandone la storia, riducendolo ad una macchietta femminista e anti-patriarcale... speriamo di non ritrovarceli in parrocchia!
Autore: Andrea Zambrano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 15 gennaio 2026
Quest'anno ricorrono gli 800 anni della morte di San Francesco e l'occasione è troppo ghiotta per Aldo Cazzullo e Alessandro Barbero per portare in tour i loro due libri, usciti nel 2025, e fare così cassetta con il "Poverello d'Assisi". Francesco, il primo italiano (Harper Collins) e Francesco (Laterza), infatti, sono i due volumi che hanno fatto da sfondo alla presentazione di Castenedolo in provincia di Brescia in un palazzetto dello sport strapieno. Madrina d'eccezione Maria Elena Boschi, deputato Pd e, a quanto dice lei, devota di San Francesco. Presentati come due rockstar, in un palasport gremito (gli organizzatori hanno parlato di 3000 persone) il giornalista e lo storico, più che di San Francesco hanno parlato del "loro Francesco", che è un'operazione di facile presa se si vuole strizzare l'occhio alla solita cartolina del santo che parlava con gli animali, era povero, viveva per tutti con amore. Definito con banalità come un «rivoluzionario» e un «personaggio straordinario, di quelli che ne nascono ogni mille anni: Budda, Cristo e poi lui» (Cazzullo). Più complesso sarebbe stato calarsi nella vita di un gigante della fede, che ha assunto su di sé tutte le specifiche del suo essere un alter Christus, anche nel dolore della carne, attraverso le stigmate, guarda caso mai affrontate dai due, se non en passant da Cazzullo. Ed è questa, in fondo, la grande mancanza dell'operazione Francesco condotta dai due. Il Francesco presentato è un Francesco svuotato di Cristo, perché l'obiettivo della serata non era evangelizzare, ma semplicemente vendere un po' di libri col bollino del francescanamente corretto. Così può succedere che si spazi qua e là sulla sua vicenda umana applicando una lettura storica sbagliata e scorretta perché viziata dalle lenti di oggi, operazione in cui Cazzullo cade ingenuamente a piè pari, ad esempio quando entra in scena sua ovvietà il pacifismo, e nella quale invece il più sgamato Barbero, storico medievalista qual è, scivola di tanto in tanto.
UN FRANCESCO FEMMINISTA E ANTI-PATRIARCALE Un Francesco ridotto alla propria misura. Tralasciamo il Francesco protofemminista e anti-patriarcale nel quale la Boschi e Cazzullo incespicano nel leggere il suo rapporto con Santa Chiara - lettura che come dicono a Roma, nun se po' sentì - concentriamoci sulle letture da cartolina in favor di applauso. Come questa di Cazzullo: «C'è qualcosa di Francesco in noi, se il Cristianesimo in Italia è meno dogmatico che in altri paesi (ma dove? Come? Cosa? Ndr.), noi non siamo Francesco, ma possiamo diventarlo quando abbracciamo il povero e riconosciamo in lui un nostro fratello, siamo Francesco quando rispettiamo gli animali, quando amiamo gli altri esseri umani, quando capiamo che nessuno si salva da solo e ognuno si salva con il resto dell'umanità e con il resto della creazione. Per questo aver dato all'umanità un santo come Francesco è uno dei motivi per cui è bello e una fortuna essere cristiani ed essere italiani». Livello di glicemia altissimo, diabete allo stadio 3, dove le parole sono solo un condimento petaloso di buoni sentimenti per darci un Francesco che non fa male a nessuno, proprio perché svuotato di ciò che fu la sua missione principale: evangelizzare e annunciare Cristo, vivendolo in tutta la sua dimensione, senza tralasciare quella eucaristica. E così anche nell'episodio del sultano, tra l'altro messo in discussione storicamente proprio circa l'ordalia finale, si tace completamente il fatto che la "sfida" di San Francesco fosse per dimostrargli che era lì per annunciargli e testimoniargli «Cristo Crocifisso e risorto», come attestano le fonti.
FONTI DISTORTE Fonti, che sia Cazzullo che Barbero prendono in considerazione un po' a sentimento, mettendone in discussione il valore storico solo quando il contenuto non è conforme al messaggio che si vuole dare. San Bonaventura, ad esempio è il giudizio di Barbero, mitizza la sua storia aggiungendo o togliendo elementi che non erano funzionali alla narrazione come, ad esempio, nel racconto della sua conversione dove Francesco parlava dei lebbrosi. Lì, secondo lo storico piemontese, diventa un lebbroso, il quale poi si trasfigura nel Cristo. Il messaggio che vuole dare è che le stesse fonti non siano così oggettive nel presentarci il santo, quindi bisogna un po' smitizzarle e leggerle nell'ottica dell'interesse dei Francescani. E così anche il Francesco nell'arte: «Nel '600 veniva rappresentato sempre cupo, pensieroso sulla morte», ha detto, quasi che fosse un elemento macabro della sua vita e non - come in realtà fu - l'espressione più completa del suo itinerarium in Deum fino al punto da chiamarla "sorella" e abbracciarla perché è attraverso di essa che si giunge all'incontro con quel Cristo che fu la sua unica ragione di vita. Come la povertà, che fu un mezzo, non il fine. Può darsi che la lente dello storico debba essere particolarmente acuminata nel leggere la successione delle fonti, problematizzando la loro armonizzazione, certo, del resto Ofelè fa el to mesté (Pasticcere fa il tuo mestiere). Ma il fatto che nella stessa serata Barbero abbia definito quella del Purgatorio «un'invenzione della Chiesa medioevale» (la vecchia teoria di Le Goff che ritorna ndr.), per acconciare le anime che non ce la facevano a raggiungere subito il Paradiso e giustificare così il futuro affaire delle indulgenze, non depone a favore della scientificità del metodo di Barbero. Il quale, sarà pure uno storyteller da 3000 spettatori a serata, ma evidentemente non conosce quello che la dottrina dice del Purgatorio. E quello che dice la Scrittura, sia l'Antico che il Nuovo Testamento e tutta la tradizione patristica. Insomma: in escatologia Barbero sarebbe rimandato al primo esame in seminario, ma forse non è tanto il sapere, il problema, semmai il suo esplicito anticlericalismo, che salta fuori quando parla di cristianesimo e lo fa essere poco obiettivo in una materia nella quale bisognerebbe essere più rigorosi. Per evitare sfondoni come questo. Di un Francesco così non sappiamo che farcene, perché senza il suo faro Cristo, è solo un santino. Una cosa però, diciamolo, va invidiata. Nessun cattolico, vescovo o semplice fedele che sia, riuscirebbe a portare 3000 persone in provincia per parlare a loro del vero San Francesco (in contemporanea alla partita della Juve, tra l'altro). E questo, lo ammettiamo, è forse il problema principale che vive la Chiesa oggi. Anzi, semmai, visto l'anno francescano che sta per iniziare, il rischio è che il duo ce lo ritroveremo in qualche parrocchia.
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 15 gennaio 2026
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IL TOCCANTE OMAGGIO DI TRUMP ALLA VERGINE MARIA
Il Presidente Usa non ha solo omaggiato l'Immacolata, ha anche ricordato come abbia svolto un ruolo speciale nella storia americana per oltre 250 anni
Autore: Paola Belletti - Fonte: Sito del Timone, 9 dicembre 2025
«Oggi riconosco che ogni americano celebra l'8 dicembre come un giorno santo in onore della fede, dell'umiltà e dell'amore di Maria, madre di Gesù e una delle più grandi figure della Bibbia. Nella festa dell'Immacolata Concezione, i cattolici celebrano quella che credono essere la liberazione di Maria dal peccato originale come madre di Dio. Entrò per la prima volta nella storia documentata da giovane donna quando, secondo la Sacra Scrittura, l'angelo Gabriele la salutò nel villaggio di Nazareth con la notizia di un miracolo: "Ti saluto, o piena di grazia! Il Signore è con te", annunciandole che "concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio, e lo chiamerai Gesù"». Così si apre il toccante messaggio presidenziale che Donald Trump ha pubblicato in occasione della festa dell'Immacolata Concezione, dogma che spesso persino i cattolici confondono con il concepimento verginale di Gesù. (Va detto che, proprio su questo, le parole del presidente risultano invece imprecise, poiché fanno risalire l'evento dell'Incarnazione alla nascita e non al silenzioso ingresso di Gesù nel tempo nel grembo della giovane di Nazareth).
UN RUOLO FONDAMENTALE Il testo prosegue riconoscendo il ruolo fondamentale di Maria nella redenzione di tutta la storia umana e si sofferma in seguito sull'importanza della devozione alla Madre di Dio da parte del popolo americano e su quanto bene la Vergine abbia compiuto nel corso della storia della nazione. «Per quasi 250 anni, Maria ha svolto un ruolo fondamentale nella nostra grande storia americana. Nel 1792, meno di un decennio dopo la fine della Guerra d'Indipendenza, il vescovo John Carroll, il primo vescovo cattolico degli Stati Uniti e cugino del firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza Charles Carroll, consacrò la nostra giovane nazione alla madre di Cristo. Meno di un quarto di secolo dopo, i cattolici attribuirono a Maria la straordinaria vittoria del generale Andrew Jackson sugli inglesi nella memorabile battaglia di New Orleans. Ogni anno, l'8 gennaio, i cattolici celebrano una Messa di Ringraziamento a New Orleans in memoria dell'aiuto di Maria nel salvataggio della città». Il messaggio si chiude con l'Ave Maria: «Le sacre parole che hanno portato aiuto, conforto e sostegno a generazioni di credenti americani nei momenti di bisogno» sono riproposte come preghiera operante e non come contenuto didascalico. Maria, la creatura umana più potente al mondo, ricordava il National Geographic di qualche anno fa, il modello della nostra vera natura liberata dal peccato, l'anticipo di Paradiso che continua ad accompagnare le nostre vite e interviene nella storia, riconosciuta come tale da un presidente americano non cattolico. È senza dubbio un messaggio di grande valore che non può che trovarci riconoscenti e concordi nell'invocarla.
LE REAZIONI DEI CATTOLICI USA L'Avvocata per eccellenza a cui tutti gli uomini possono rivolgersi perché ottenga la pace considerata per quello che essa è: un dono di Dio: «Oggi, ci rivolgiamo ancora una volta a Maria per trovare ispirazione e incoraggiamento mentre preghiamo per la fine della guerra e per una nuova e duratura era di pace, prosperità e armonia in Europa e nel mondo». Come riporta Aciprensa, non risulta che mai alcun presidente Usa - nemmeno i due cattolici, Kennedy e Biden -, abbia rilasciato dichiarazioni dedicate in via esclusiva alla festa dell'Immacolata; quello di Trump è dunque un messaggio inedito e coraggioso, soprattutto se si considera che la sua fede è da "cristiano non confessionale", come si è definito egli stesso. Nonostante il messaggio abbia ricevuto come prevedibile, critiche per il sospetto di ipocrisia e strumentalizzazione - lo scopo sarebbe ingraziarsi l'elettorato cattolico-, molti sono coloro che ne riconoscono il valore di novità assoluta: «Chad Pecknold, professore di scienze politiche presso la Catholic University of America, ha affermato di aver accolto con favore il riconoscimento della festività da parte del presidente. "Quanto più gli Stati Uniti onorano pubblicamente le festività cristiane come Natale, Venerdì Santo e Pasqua, e quanto più ricordiamo i nostri più grandi santi ed eroi nazionali, tanto più la nostra nazione sarà orientata verso Dio", ha affermato. "Questa è la chiave spirituale per elevare la Repubblica americana per i prossimi 250 anni".» Per Susan Hanssen, docente di storia all'Università di Dallas, il messaggio presidenziale è «"un evento storico abbagliante". Che un presidente celebri Maria come "piena di grazia" e celebri "la centralità dell'Incarnazione", ha affermato, "va oltre qualsiasi cosa gli americani abbiano mai sentito nei discorsi pubblici presidenziali". "Questa proclamazione, insieme al primo Papa americano nella storia del mondo, segna un momento spartiacque nella storia culturale americana"».
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Fonte: Sito del Timone, 9 dicembre 2025
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OMELIA III DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 4,12-23)
Il Signore è mia luce e mia salvezza
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: Stilli come rugiada il mio dire
Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce, abbiamo ascoltato dalle profezie di Isaia. Questo popolo siamo noi che, lasciati a noi stessi, in balia dei nostri pensieri e delle nostre bravure, non sapremo mai infrangere l'oscurità che avvolge la nostra vita, il nostro destino, la concreta possibilità di avere una speranza che non sia presto smentita. Siamo noi il popolo che dimora in una terra dove si proietta su tutto l'ombra invincibile delle morte e dove la prepotenza degli egoismi sembra regnare su tutti i rapporti umani. Siamo noi il popolo che però ha visto una grande luce: la luce del Figlio di Dio, che è venuto a ridare significato alla nostra esistenza, a rivelarci il destino di felicità che ci è stato preparato, a ridonarci la consolazione di poter sempre sperare oltre ogni delusione e ogni pena. Siamo noi il popolo che è stato raggiunto dalla salvezza di Cristo crocifisso e risorto, che ci ha riaperto le porte della vita senza tramonto. Siamo noi il popolo che ha ricevuto, nell'annunzio evangelico, la legge nuova e rinnovatrice dell'amore. A questo pensiero il nostro cuore si gonfia di gioia e di gratitudine per questa grande misericordia di cui siamo stati fatti oggetto. Ma al tempo stesso vogliamo cercare di attuare sempre più compiutamente nella nostra condotta le condizioni necessarie per entrare fruttuosamente in questo splendido gioco del Dio che ci salva.
IL PENTIMENTO COME ATTEGGIAMENTO PERMANENTE La condizione prima e più necessaria, ci ricorda oggi la parola di Gesù, è la "conversione": Convertitevi perché il Regno dei cieli è vicino (Mt 4,17). Convertirsi significa staccarsi da ciò che nel nostro comportamento e nella nostra personalità non è conforme alla volontà del Signore, per aderire pienamente alla proposta di Cristo; anzi, per aderire a Cristo stesso, come al solo punto di riferimento dell'esistenza, all'unico modello di uomo che vale sempre e per tutti, a colui che si identifica personalmente con la verità, con la giustizia, con ogni autentico e intramontabile valore. Convertitevi: da questa parola prende l'avvio l'insegnamento pubblico di Gesù, perché proprio da questa esperienza deve partire ogni serio impegno religioso. Nella via del Vangelo se non si comincia di qui, non si comincia affatto. Ogni discorso cristiano che non inizia da questa doverosa autocontestazione è senza fondamento e alla fine si dimostra ingannevole. Ma attenzione: il pentimento, nei riguardi di ciò che di sbagliato in qualche misura troviamo sempre nei nostri atti, non contrassegna solo gli inizi: è un atteggiamento che resta essenziale sempre, in tutti i momenti della vita cristiana. Non per niente la Chiesa da un'esortazione al pentimento fa iniziare ogni celebrazione eucaristica, e non si stanca di proporre il sacramento della penitenza (cioè del pentimento) a tutti coloro che vogliono essere discepoli di Gesù non solo a parole. Il pentimento è una risoluzione dello spirito intrinsecamente difficile, perché si tratta di rinnegare qualcosa che ci appartiene, anzi qualcosa di noi stessi: le nostre azioni e le nostre inclinazioni cattive. Ma nell'epoca attuale è diventato ancora più difficile, perché la cultura dominante ci sollecita continuamente a rivendicare i nostri diritti e i nostri meriti, non a pentirci del male compiuto o desiderato. Anzi alcuni tentano di trasformare i più disordinati desideri in aspirazioni lecite cui lo Stato dovrebbe dare un riconoscimento pubblico. Il pentimento e il rinnegamento di sé non ci conducono a una pura e infeconda disperazione, che è un sentimento abbastanza frequente tra gli uomini, ma che non è affatto salvifico. Ci conducono piuttosto a consegnarci integralmente al nostro Maestro e Salvatore, Gesù. La prospettiva di mutare le proprie abitudini ingiuste è così sgradevole all'uomo da riuscire impossibile se presa per se stessa. Diventa impresa fattibile e persino facile, se percepita entro l'adesione esistenziale a Gesù Cristo quale unico principio di salvezza. Senza l'esperienza di un amore personale per lui, la strada del ravvedimento è sempre necessaria ma è impercorribile. Se invece ci si innamora del Figlio amato dal Padre, allora si fa naturale staccarsi da ciò che è difforme dal suo esempio e dalla sua volontà. Senza dubbio la conversione vera include un certo indolenzimento dell'anima; è un sentirsi gettati a terra, che ci toglie il desiderio di impartire lezioni agli altri e di discutere, e ci fa preferire il silenzio. Ma senza farci perdere la grande serenità di chi non dimentica mai di essere guidato, sorretto, continuamente rianimato, anche su questa strada penosa dell'autocontestazione, dalla fedeltà di un Salvatore che ci ama e non ci abbandona. È perciò un cammino tormentato e faticoso, ma non è mai senza gioia; è la gioia propria di chi sa di avere finalmente trovato la sua giusta strada.
IL MINISTERO APOSTOLICO, PREZIOSO AIUTO PER RAGGIUNGERE IL REGNO La pagina evangelica odierna ci dice che Gesù, per aiutare tutti a raggiungere, col pentimento, il Regno di Dio, istituisce nella Chiesa il ministero apostolico: chiama cioè degli uomini che, per la sua ispirazione e con la sua grazia, si sottraggono alle condizioni normali di lavoro e di famiglia (Lasciate le reti... lasciata la barca e il padre) per porsi in modo particolarmente impegnativo alla sua sequela, e così diventano per specifica missione pescatori di uomini; cioè sono chiamati a spendere tutte le loro forze e il loro tempo a cercare di portare i fratelli sulla via della conversione e dell'incontro trasformante con Cristo. Oggi tra le nostre preghiere salga anche la supplica perché questi pescatori di uomini non manchino mai nel popolo cristiano, e siano anzi sempre numerosi e generosi, al servizio della venuta tra noi del Regno di Dio.
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Le Edizioni Studio Domenicano hanno autorizzato la pubblicazione della porzione di testo sopra riportata con lettera del 3 luglio 2023.
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