
IL PROBLEMA DELL'AFRICA SONO GLI AFRICANI
Basta con la lagna postale di richiesta di soldi per i bimbi africani denutriti, con tanto di foto strappalacrime fin dalla busta: ormai è chiaro che l'Africa è un pozzo senza fondo
di Rino Cammilleri
Poiché ormai il Natale comincia ai primi di novembre e finisce dopo la Befana, ecco puntuale la lagna postale di richiesta di denari per i bimbi africani denutriti, con tanto di foto strappalacrime fin dalla busta. Ora, nessuno nega l'abnegazione sincera di organizzazioni e missionari (non a caso cattolici) che spesso ci rimettono anche la pelle. Ma va pure detto che 'sta storia è un pozzo senza fondo.
Ormai sono anziano e, per quanto indietro spinga i ricordi, non rammento altro dalla c. d. decolonizzazione in poi. Ero alle medie e il problema lacrimoso era il Biafra. Al liceo la fame si spostò in India, ma l'India ci mise poco a riprendersi, tanto che oggi ha l'atomica, manda sonde sulla Luna ed è sua la più potente flotta dell'oceano omonimo. Anche la Cina ebbe il suo periodo di fame, ma era artificiale, e oggi la Cina mette paura a tutti. Il minuscolo Giappone, pur privo totalmente di risorse, mise in seria difficoltà la superpotenza americana; spianato, unico nella storia, a suon di bombe atomiche, eccolo di nuovo in primo piano mondiale.
È razzismo dire che il problema dell'Africa sono gli africani? Anche su queste pagine da anni la specialista Anna Bono ci rende edotti in dettaglio, e a suo tempo lo stesso insospettabile Obama andò di persona a bacchettare il Continente Nero puntando il dito contro il nocciolo: corruzione e tribalismo. Gli esempi su riportati di terzomondiali che sono usciti dal sottosviluppo hanno un tratto comune: alle loro spalle hanno civiltà raffinatissime e millenarie.
L'Africa, Egitto a parte, no. Partiti i colonizzatori ha ricominciato a fare quel che faceva prima: massacri, golpe, guerre civili, profughi. Il Nord islamico ha qualche parvenza di stabilità, ma se se la passasse bene non ci inonderebbe di migranti; anzi, sarebbe terra di immigrazione. Come lo era -non nascondiamoci dietro un dito- il Sudafrica dell'apartheid. Ricordate Dambisa Moyo? Economista di fama internazionale, africana lei stessa, non esitò a scrivere nei suoi libri che gli "aiuti" occidentali (e di chi se no?) all'Africa non facevano che incancrenire il problema. E si spinse a dare il benvenuto alle odiate (dai marxisti vetero e neo) multinazionali, che almeno portavano lavoro. E chi porta lavoro lo fa, certo, per profitto; ma è suo interesse, proprio per questo, garantire ordine e disciplina. E strade, scuole e ospedali. Cambiamogli pure nome se il termine "colonialismo" è diventato, per via di propaganda, sinonimo di ogni nefandezza. Ma la storia è storia: nell'Africa coloniale non c'erano massacri inter-etnici né schiavitù, e i missionari potevano operare in relativa tranquillità al riparo delle armi europee.
Infatti, come il compianto supermissionario padre Gheddo instancabilmente testimoniava, il problema stava nelle teste, e solo l'evangelizzazione poteva cambiarle. Prevengo quelli che tireranno fuori il Cuore di tenebra conradiano: fate la conta dei morti, quanti da "cuori di tenebra" e quanti dalla decolonizzazione fino a oggi. Un milione nel solo Rwanda e in poche settimane nel 1994. A colpi di coltelli e machete. Diciamolo, anche se provocatorio: ricolonizzare l'Africa farebbe bene a tutti. Prima che diventi, coi soliti spicci sistemi, completamente islamica. Ogni altro espediente, com'è noto, è fallito. L'ultima è che vogliono triliardi di "risarcimento" per la tratta degli schiavi. E li vogliono dall'Occidente, mica dagli arabi che la inaugurarono e condussero per secoli e secoli (e in certi posti non hanno mai smesso). I vari "piani" for Africa? Chiacchiere & distintivo. I triliardi si sa dove finirebbero.
Titolo originale: È razzismo dire che il problema dell'Africa sono gli africani?
Fonte: Sito Nicola Porro, 2 dicembre 2025
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