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SMETTIAMO QUESTA GUERRA CIVILE FRA CATTOLICI
Stiamo assistendo a una criminalizzazione reciproca in cui non si ravvisa più molto di cristiano... e non va bene!
di Antonio Socci

Sono rimasto sinceramente colpito e amareggiato dalla durezza delle polemiche che negli ultimi giorni sono divampate fra cattolici (col contributo dirompente della stampa laica).
Non sono uno a cui non piaccia il confronto, anche vigoroso e polemico, ma quella a cui stiamo assistendo è ormai una sorta di guerra civile tra cattolici, una criminalizzazione reciproca in cui non si ravvisa più molto di cristiano. E non va bene. Non si può andare avanti così.
Molte parole dure e offensive sono state usate dai due campi contrapposti. E ho dovuto constatare che nei confronti di papa Bergoglio, in particolare nei social, vengono usate da alcuni delle espressioni che sono del tutto inaccettabili.
E' vero che taluni lamentano di essere bersagliati - a loro volta - da alcune espressioni che il papa usa, specie nelle omelie di Santa Marta, verso certi cattolici (i cosiddetti "rigidi") e si sentono offesi.
Ma questa non è una ragione per usare parole o giudizi che travalicano la normale e corretta critica.
Penso che il momento che vive la Chiesa sia davvero delicato e drammatico. Per quanto mi riguarda non ho nessuna intenzione di contribuire a questo clima da "guerra civile fra cattolici".
Perciò d'ora in poi ho deciso di tirarmi fuori da questa mischia (nella quale peraltro mi prendo, da tempo, la mia parte d'insulti).
Se mi occuperò della situazione della Chiesa (e lo farò meno di prima) eviterò accuratamente di usare espressioni che possano involontariamente alimentare animosità e rancori, cercando le espressioni che più invitino al dialogo fraterno. E vorrei che questo "codice" fosse condiviso, così da riportare il confronto dentro i binari cristiani.
Mi permetto anche - pur essendo solo un normale cattolico di parrocchia - di invitare tutti a pregare per papa Francesco, perché il Signore lo aiuti nel suo ministero e lo illumini possibilmente facendogli comprendere la situazione di sofferenza e di confusione che vivono tanti cristiani a motivo delle cose da lui dette o decise.
Preghiera da estendere anche a papa Benedetto, perché possa essere accolto il suo paterno contributo alla vita della Chiesa in questo momento così delicato.
Una preghiera che - ovviamente - è anche per la nostra personale conversione, perché ciascuno deve pensare anzitutto alla propria salvezza personale.
Siccome sicuramente questo post susciterà reazioni istintive sbagliate, preciso che tutti coloro che hanno obiezioni da fare all'attuale pontificato dovrebbero rileggersi l'intervista al Foglio del card. Caffarra (o quelle del card. Burke) e sintonizzarsi su quello stile, lo stile dei veri pastori, che sono veri esempi di paternità.
C'è bisogno di quella pacatezza, di quell'amore alla Verità e di quella carità. Non basta testimoniare la Verità (questo è il nostro dovere), bisogna anche farlo nella maniera giusta. Questo è quello che penso (e mi conforta che quanto ho scritto in questo post sia compreso nella sua continuità con quanto ho scritto in questi anni, come dimostra l'articolo che potete leggere qui sotto.

IL COMMENTO DI FRA CRISTOFORO
Mi sento di ringraziare Antonio Socci per l'invito alla preghiera che ha fatto a tutti.
Ammiro tantissimo questo grande giornalista, che è stato uno dei primi a comprendere gli errori di questo tempo e a mettere in guardia da questi pericoli i fratelli nella fede. E' così che fa un buon cristiano.
Socci è un autentico testimone delle Fede Cattolica. I suoi articoli sono precisi, rispettosi, e soprattutto veri e leali. Credo che sia uno dei pochi giornalisti in circolazione che ancora sappia fare il suo mestiere.
E mi sento di appoggiare in pieno la sua iniziativa di preghiera. Anch'io mi rendo conto che talvolta mi lascio prendere la mano dai toni un po' pesanti. Fa parte del mio carattere. Ma la rabbia non può prendere il
sopravvento sulla Verità e sulla Carità.
E anche qui Antonio dici bene: "C'è bisogno di quella pacatezza, di quell'amore alla Verità, e di quella carità".
Ho letto il tuo libro: "Non è Francesco".
Uno dei reportage più belli e utili di questi ultimi 100 anni. Hai ricevuto tante critiche. Ma la storia ti darà ragione. Non hai sicuramente bisogno delle mie parole. Ma aggiungo solo una cosa.
Sei un vero testimone della vera fede. Un autentico "alunno" di Don Giussani. Il prete più intelligente e "vero" che ho conosciuto in vita mia.
Hai tanti che ti seguono. Perché sei un cristiano onesto. E anch'io continuerò a seguirti. Perché leggerti è sempre una scuola di vita.
Grazie di cuore per la tua testimonianza. Grazie... da un sacerdote che ha sempre da imparare.

LA RISPOSTA DI ANTONIO SOCCI
Grazie Fra Cristoforo, io non merito davvero tutti gli elogi che lei mi fa (chi mi conosce di persona sa che ho un pessimo carattere e conosce i miei mille difetti), ma voglio pubblicare il suo articolo perché dimostra che è facile capire quello che ho scritto oggi.
Basta poco per capire che è in continuità con quanto ho scritto in "Non è Francesco".
Con la differenza che a quel tempo (tre anni fa) era necessario aiutare le persone a conoscere tanti fatti e a capirne il significato, mentre oggi i fatti sono chiari a tutti (per chi li vuole vedere) ed è necessario aiutarci sì a difendere (sempre e coraggiosamente) la dottrina cattolica, ma anche lo "stile" cristiano, la diversità cristiana rispetto al mondo e rispetto alle logiche del potere (anche clericale).
Si tratta semplicemente di seguire Gesù che ha comandato: "benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli" (Mt 5, 44-45).

 
Titolo originale: Un invito a pregare per Papa Francesco e per Benedetto XVI e un invito (a tutti) a dire no alla guerra civile fra cattolici
Fonte: Lo Straniero, 08/02/2017

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