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OMELIA XII DOMENICA TEMPO ORD. - ANNO A (Mt 10,26-33)
Due passeri non si vendono forse per un soldo?
di Massimo Rossi

Per ben quattro volte, in poche righe di Vangelo, Gesù menziona la paura: paura degli uomini; paura di chi uccide il corpo; paura di non valere abbastanza; paura di perire nella eterna Geenna.
Le prime tre citazioni sono altrettante esortazioni al coraggio; la quarta è invece un avvertimento contro chi pensa a salvarsi la pelle, ma trascura l'anima...
Il Maestro di Nazareth sceglie coloro che vivranno con lui, condividendo l'impegno dell'annuncio; dà loro alcuni poteri straordinari, come quello di praticare esorcismi e guarire; consegna il kit delle istruzioni su come si annuncia il Vangelo, dove e a chi.
Non ama girare attorno alle questioni, detesta l'accademia verbosa e ipocrita, e soprattutto non indora la pillola, (Gesù) dichiara apertamente agli Apostoli che la loro missione non sarà propriamente una gita in barca...
Non tutti ascolteranno, non tutti si convertiranno; non tutti accoglieranno pacificamente e docilmente la (nuova) dottrina cristiana, specie in quelle parti che innovano profondamente prendendo le distanze dalla tradizione (religioso/morale) ebraica: "Avete inteso che fu detto (...), ma io vi dico (...)."
I Dodici potrebbero addirittura rischiare la vita! La paura divenne la compagna fedele dei cristiani della prima, seconda e terza generazione, dal momento che i tradimenti, le delazioni contro di loro erano all'ordine del giorno nella società; potevano avere origine dovunque: in famiglia, sul posto di lavoro, tra i capi, tra i servi, i commilitoni dell'esercito, gli avversari politici; e naturalmente negli ambienti religiosi giudaici e non: ci si vendeva gli uni gli altri per un tozzo di pane, per pochi spiccioli... proprio come Giuda vendette Gesù per trenta miserrimi denari.
In fondo, non c'era da stupirsi se il messaggio cristiano suscitasse e ancora susciti una così accesa polemica: il vecchio sacerdote Simeone, colui che aveva accolto nel tempio Maria, Giuseppe e il bambino, aveva profetato: questo bambino "è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori..." (Lc 2,34-35). Dunque segno di divisione, anziché di unione.
Il primo evangelista sottolinea la durezza delle parole del Signore che parla ai primi missionari: il Figlio di Dio esige un'adesione totale e indivisibile alla sua persona: la comunione con Lui dev'essere preferita anche ai vincoli umani più sacri.
La proposta, forte e chiara è quella di seguire Cristo senza opporre condizioni, anche a costo della vita. Del resto, la perdita della vita terrena ha come contropartita l'ingresso in una vita eterna.
Il testo si può riassumere in poche parole: Gesù non ammette mezze misure, né compromessi in coloro che scelgono di aderire a Lui. I cristiani tiepidi sono una grossolana contraddizione!

 
Fonte: La Chiesa, (omelia per il 25/06/2017)