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QUELLO CHE IL DIARIO DI ANNA FRANK NON DICE
Riflessioni a margine delle figurine antisemite degli ultras laziali
di Roberto Santoro

Molto rumore per le figurine antisemite degli ultras laziali e per le cadute di stile imbarazzanti del presidente Lotito, ma visto che si torna a parlare di Anna Frank qualcosa di più preciso diciamolo su cosa fu l'Olocausto in Olanda. La tollerante Olanda che ospitava una delle più antiche comunità ebraiche europee, dove prima della occupazione nazista giunsero decine di migliaia di profughi scampati alle persecuzioni tedesche in Europa Orientale, quando ancora non c'era Wilders e il problema per i governi arancioni di allora era questo tipo di immigrazione.
Qualcuno ha ricordato che dopo la guerra, nelle scuole olandesi, quando il professore chiedeva agli studenti 'chi di voi in famiglia ha protetto un ebreo?' tutti alzavano la mano, peccato però che l'Olanda fu uno dei Paesi europei dove la persecuzione della comunità ebraica avvenne nel modo più sistematico e brutale.

MOLTO PEGGIO DELL'ITALIA FASCISTA
La comunità ebraica di Amsterdam fu quasi completamente annientata durante l'occupazione nazista. Per vari motivi. Dall'Olanda era difficile scappare e in Olanda era difficile nascondersi. L'encomiabile burocrazia olandese e l'amministrazione pubblica nordica prese già da allora a modello di efficienza spianarono la strada alla identificazione e successiva epurazione degli ebrei. Secondo lo storico americano di origine ebraica Noam Chomsky, lo sterminio in Olanda fu qualcosa di molto, molto peggio del trattamento che Paesi come l'Italia fascista riservarono agli ebrei.
La storiografia olandese del dopoguerra avrebbe impiegato altrettanto, troppo tempo, per fare i conti con l'accaduto (dopo la guerra la questione dirimente divenne la decolonizzazione ed il rapporto con i nuovi immigrati provenienti dalle ex colonie), e in questo quadro va inserito il successo editoriale del diario di Anna Frank, che tutto sommato dà l'impressione di un popolo olandese non del tutto complice dell'occupante nazista e quindi disposto a nascondere in casa gli ebrei perseguitati come la famiglia di Otto Frank. Le cose purtroppo in Olanda andarono diversamente.

LE TRAPPOLE RASSICURANTI
Da noi se n'era accorto Primo Levi, che si mise a tradurre lo storico Jacob Presser, quello di "Ondergang", il saggio che è anche il racconto della "distruzione degli ebrei olandesi". Perlomeno fino agli anni Settanta, però, a parte casi come Presser, la rappresentazione consolatoria di un popolo olandese pronto a difendere gli ebrei fu quella dominante. Sicuramente anche in Olanda ci furono eroi e tante persone normali che si schierarono dalla parte degli ebrei cercando di salvarli.
Amsterdam è anche la città dello Sciopero di Febbraio del '41 ("Februarystaking"), quando una mobilitazione dei portuali e della sinistra socialista e comunista si trasformò in una protesta di massa che coinvolse decine di migliaia di abitanti della città. Il più grande sciopero contro i nazisti nei Paesi occupati in Europa Occidentale. Ma questi atti di resistenza rimasero isolati.
Per cui va bene denunciare l'antisemitismo sempre strisciante nella nostra società, ma attenzione a non cadere in certe trappole, come definirle, rassicuranti della memoria, usando magari il diario di Anna Frank in modo salvifico, come quei ragazzini a cui avevano insegnato a dire siamo tutti buoni, siamo tutti fratelli, siamo tutti Anna Frank, e invece non era vero niente.

Nota di BastaBugie: da anni va avanti una polemica sul presunto silenzio della Chiesa riguardo all'Olocausto. Sul servo di Dio Pio XII si è creata una leggenda nera che ha finito per affermarsi al punto tale da rendere arduo scalfirla, anche se i documenti e le testimonianze ne hanno ampiamente provato la totale inconsistenza. Va citato il significativo articolo scritto nel dicembre 1940, sul Time magazine, dal grande scienziato ebreo Albert Einstein che non provava certo simpatie per la Chiesa Cattolica: "Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione in Germania e il nazismo andò al potere guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università, vennero ridotti al silenzio, soffocati nell'arco di poche settimane. Soltanto la Chiesa si oppose pienamente alla campagna di Hitler mirante a sopprimere la verità. Non avevo mai avuto in precedenza un interesse particolare per la Chiesa, ma ora sento verso di essa una grande ammirazione, poiché la Chiesa sola ha avuto il coraggio e la perseveranza di difendere la verità intellettuale e la libertà morale. Devo dunque confessare: ciò che un tempo disprezzavo, ora io lodo incondizionatamente".
Nella seguente video della durata di mezz'ora don Stefano Bimbi mette in luce tutta la verità sulla vita del pontefice che è stato definito dai suoi contemporanei il "Pastor Angelicus" (Pastore Angelico) data la sua grandezza morale, spirituale e teologica.


https://www.youtube.com/watch?v=bDvKk9HV1Wg

 
Titolo originale: Gli ultras, Anna Frank e la distruzione degli ebrei olandesi
Fonte: L'Occidentale, 26/10/2017


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