BastaBugie n°412 del 29 luglio 2015

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1 VENGHINO, SIGNORI VENGHINO! ANCHE DALLA LIBIA ARRIVANO DA NOI MIGLIAIA DI CLANDESTINI
L'Italia spalanca le porte a terroristi, disertori, ergastolani fuggiti di prigione: siamo l'unico Stato al mondo (e nella storia) che non pretende neppure che chi arriva presenti i documenti
Autore: Gianandrea Gaiani - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 LA MIA FAMIGLIA MI HA SALVATA DA ME STESSA
Se all'inizio questo ti scomoda un po', poi scopri che è l'unica cosa che ti rende davvero felice (VIDEO: la donna invisibile)
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano
3 PERCHE' I MATRIMONI GAY SONO DANNOSI ALLA SOCIETA'
Video imperdibile (con testo italiano): lo Stato deve promuovere il matrimonio tra uomo e donna, non le unioni omosessuali
Fonte: Notizie ProVita
4 L'ISIS SBARCA IN EUROPA: C'E' GIA' UN CAMPO DI ADDESTRAMENTO IN BOSNIA
Intanto in Francia è iniziato il reclutamento volontario dei cristiani nelle milizie dei ''futuri martiri'' addestrati per contrastare i terroristi islamici sul loro stesso terreno
Fonte: Tempi
5 UN PIANETA GEMELLO DELLA TERRA? UNA NON NOTIZIA
Si dice che sia un pianeta abitabile, ma non si sa nemmeno se vi sia acqua... insomma di Kepler 452b non sapremo mai nulla di preciso visto che dista 1400 anni-luce
Autore: Marco Respinti - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 CONSIGLI CHE OGNI MADRE DOVREBBE DARE ALLA FIGLIA
Ragione e sentimento per educare all'affettività le nostre figlie
Autore: Roberta Sciamplicotti - Fonte: Aleteia
7 CROLLO RECORD DI FEDELI NELLA CHIESA TEDESCA
Dopo le aperture dei vescovi alle condotte omosessuali e alla comunione ai divorziati risposati, 280 mila tedeschi hanno abiurato la fede cattolica
Fonte: No Cristianofobia
8 RICOMINCIA LA PRESSIONE PER LA CHIESA SOTTO RICATTO
Il comune di Livorno a guida grillina vuole far pagare l'ICI a due scuole paritarie cattoliche costringendole alla chiusura, la Cassazione gli dà ragione
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
9 OMELIA XVIII DOMENICA T. ORD. - ANNO B - (Gv 6,24-35)
Io sono il pane della vita
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - VENGHINO, SIGNORI VENGHINO! ANCHE DALLA LIBIA ARRIVANO DA NOI MIGLIAIA DI CLANDESTINI
L'Italia spalanca le porte a terroristi, disertori, ergastolani fuggiti di prigione: siamo l'unico Stato al mondo (e nella storia) che non pretende neppure che chi arriva presenti i documenti
Autore: Gianandrea Gaiani - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 22/07/2015

Venghino lorsignori, venghino. C'è posto per tutti. L'Italia spalanca le porte a chi fugge da guerra, miseria o regimi oppressivi, ma anche ai terroristi che cercano di infiltrarsi in Europa, ai disertori che dicono di non voler più combattere il jihad, agli ergastolani fuggiti di prigione. Tutti in Italia ovviamente, unico Stato al mondo e nella storia che non pretende neppure che si presentino documenti o si dichiarino le proprie generalità per superare il confine ed essere accolti. Unico Stato nel mondo e nella storia a mobilitare le forze armate per garantire l'accesso a tutti, anzi no, solo a chi può permettersi di pagare migliaia di euro ai criminali che trafficano esseri umani.

UNA TERRA DI NESSUNO IN CUI CHIUNQUE PUÒ ENTRARE
A seguire le cronache ci si accorge di come l'Italia sia davvero diventata un porto di mare, una terra di nessuno in cui chiunque può entrare, ma anche tentare di uscire (se non li fermano le guardie di frontiera francesi, svizzere e austriache) liberamente e dove chiunque verrà accolto, basta che si presenti su un barcone con il biglietto della premiata ditta "Schiavisti e scafisti", una spa il cui capitale azionario è detenuto anche da qaedisti e uomini dello Stato Islamico. Nel 2011, quando al ministero degli Interni c'era il leghista Roberto Maroni, accogliemmo 24 mila tunisini che nulla avevano a che fare con la guerra in Libia pur sapendo che tra essi c'erano almeno 11 mila carcerati fuggiti dalle prigioni durante la "Primavera" di Tunisi. Oggi riusciamo a fare anche di meglio, complice il buonismo dei governi Letta e Renzi che hanno incoraggiato il notevole incremento dei flussi migratori che in realtà assomigliano a un'operazione di evacuazione in grande stile dell'Africa. I clandestini si imbarcano su piccoli natanti per essere raccolti in mare dalle flotte europee e trasferiti in Italia dove l'assistenza riservata loro arricchisce un ampio numero di associazioni, cooperative e organizzazioni strettamente legate a quasi tutti gli ambienti politici.
Se nel 2011, anno della guerra in Libia, sbarcarono in Italia in 40 mila, da un paio d'anni si fanno le cose in grande stile: 180 mila l'anno scorso e già più di 85 mila quest'anno. Al Viminale sono soddisfatti perché il trend è di 170 mila arrivi quest'anno contro i 200 mila previsti! Meglio però aspettare a brindare per il "successo" poiché l'estate è ancora lunga e i flussi potrebbero avere un forte incremento specie in assenza di respingimenti e di interventi militari contro i trafficanti. Di fronte a numeri così rilevanti ha poco senso lamentarsi dei partner Ue che hanno ridotto da 40 mila a 35 mila il numero di persone che sono disposti ad accogliere tra quelle che sono barcate in Italia e Grecia e hanno diritto allo status di rifugiato: in ogni caso si tratta di una percentuale irrisoria. E poi sarebbe un vero peccato rovinare il fantastico business dell'accoglienza che fa incassare centinaia di milioni di euro a malavita e lobbies legate alle leadership politiche sia in Libia sia in Italia. Il conto lo saldiamo noi italiani costretti a pagare una flotta che aiuta i trafficanti ad arricchirsi e un'assistenza di prim'ordine a immigrati clandestini che a nessun titolo avrebbero il diritto di restare in Italia. Gli scafisti incassano circa 3 mila euro a persona, lo Stato italiano ne paga 35 al giorno per ogni clandestino alle organizzazioni assistenziali che garantiscono vitto, alloggio, cure mediche Tv in camera o in appartamento, telefonino, schede per telefonare e navigare on line e persino sigarette. Il tutto ovviamente in un contesto che rispetti i precetti coranici perché in caso contrario i nostri graditi ospiti si arrabbiano e chiedono (e ottengono) di essere trasferiti in luoghi più rispettosi dei loro usi e costumi islamici.

OPERAZIONE SVUOTA-AFRICA
L'operazione "svuota l'Africa" condotta dalle flotte italiana ed europee ha portato sulle nostre coste gente di ogni tipo, ma di cui non sappiamo nulla. Non ci sono prove (così dice il governo italiano) che tra i clandestini si siano infiltrati terroristi dello Stato Islamico, ma almeno 5 miliziani di Jabhat al-Nusra, braccio di al-Qaeda in Siria, sono sbarcati in Italia e per fortuna intercettati da nostri servizi segreti. La loro storia? Feriti in combattimento e ricoverati in ospedali turchi, i 5 hanno deciso di disertare raggiungendo il Sudan e poi la Libia con le famiglie. Giunti in Italia hanno ammesso di essere solo di passaggio, intendono raggiungere alcuni parenti in nord Europa. Prego, si accomodino. Tra la moltitudine di africani che per pagarsi il viaggio sui barconi hanno venduto case, attività lavorative e beni di famiglia o che hanno dovuto lavorare un anno in Libia per racimolare la cifra necessaria a "comprare il biglietto" sembra ci sia qualche lavoratore straniero residente in Libia che non aveva nessuna intenzione di rischiare la vita in mare ma è stato costretto a imbarcarsi dai miliziani fedeli al governo islamista di Tripoli.
É il caso di un nigerino di 35 anni che lavorava in Libia come falegname la cui storia è stata raccontata da ll Giornale. «I militari libici mi hanno fermato per strada, mi hanno preso il braccio con la forza e mi hanno obbligato a salire sulla barca, senza pagare niente». Una vicenda che meriterebbe approfondimenti, ma che sembra confermare gli stretti rapporti tra il governo islamista di Tripoli e i trafficanti e potrebbe indicare che i barconi costituiscono anche il metodo più sbrigativo con cui la Libia si libera di immigrati clandestini sempre più ingombranti. Del resto, a proposito di paradossi, proprio le autorità di Tripoli hanno fermato 110 migranti clandestini africani che si preparavano a salpare su una carretta del mare dalle spiagge di Sabrata. Sarebbero diverse migliaia i clandestini reclusi in Libia in attesa di essere rimpatriati e proprio nei giorni scorsi il governo laico di Tobruk ne aveva rimpatriati 27 confermando che persino i libici espellono gli immigrati illegali mentre solo l'Italia li accoglie tutti. Certo Renzi aveva parlato di rimpatriare i migranti economici (che sono la grandissima parte dei clandestini), ma poi al ministero degli Interni hanno fatto sapere che senza accordi con i singoli Paesi di provenienza non si può mandare a casa nessuno. In realtà basterebbe minacciare il blocco agli aiuti economici che la Ue e Roma forniscono agli Stati africani per "incoraggiarli" a riprendersi la loro gente.

RESPINGIMENTI ASSISTITI
Invece di costosi e difficili rimpatri, sarebbero molto più efficaci i respingimenti dei clandestini direttamente sulle coste libiche: quei "respingimenti assistiti" di cui molto abbiamo scritto anche sulla Nuova Bussola. Oltre a elementari considerazioni di carattere politico, economico, sociale, sanitario e di sicurezza, a scoraggiare l'afflusso di centinaia di migliaia di persone, per lo più islamiche, dovrebbe contribuire anche l'ultimo rapporto della Banca d'Italia sui finanziamenti al terrorismo jihadista provenienti dall'Italia. Moschee, onlus, associazioni e fondazioni hanno movimentato fiumi di denaro a favore dei terroristi islamici, con versamenti di contante e operazioni con l'estero che non rientrano nella «movimentazione ordinaria dei rapporti o con lo scopo dichiarato dall'associazione» effettuati da centri islamici e documentati nel maggio scorso dall''Unità di informazione finanziaria di Bankitalia.
Nel primo trimestre del 2015 sono stati segnalati 74 casi di finanziamento al terrorismo", «più del triplo» rispetto allo stesso periodo del 2014 si legge nel rapporto. Dal 2011 sono state 822 le segnalazioni di cui solo il 30% è stato archiviato, ma il rapporto ammette che i casi rilevati sono la punta di un iceberg. «Il numero contenuto di segnalazioni», si legge, «discende dal fatto che il fenomeno è difficilmente identificabile». Evidentemente per il governo italiano vale comunque la pena spalancare le porte dell'accoglienza indiscriminata e costruire altre moschee, ovviamente tutto a spese nostre.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 22/07/2015

2 - LA MIA FAMIGLIA MI HA SALVATA DA ME STESSA
Se all'inizio questo ti scomoda un po', poi scopri che è l'unica cosa che ti rende davvero felice (VIDEO: la donna invisibile)
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano, 23/07/2015

Qualche giorno fa a mia madre è uscita di bocca una frase incauta. "Ma perché non me li mandi tutti, i ragazzi, qualche giorno a Perugia?" L'ha detto. L'ho sentita. Non so quanto poi ci abbia messo a pentirsene, ma l'ha detto. Segue una lunga contrattazione: la mamma dei quattro in oggetto - che sarei io - è riluttante, il babbo pure: ci dispiace separarci dai figli, ma fa caldo, non c'è scuola, noi dobbiamo lavorare, e così si incastrano impegni e turni e si raggiunge l'accordo. Due giorni e mezzo dai nonni. Porta il babbo, riprendo io così sbaciucchio qualche nipote a caso.

COMINCIO A FARE PROGETTI
Nella fervida fantasia di una madre lavoratrice stremata dalla stanchezza due giorni e mezzo senza figli assumono istantaneamente proporzioni fantasmagoriche: superato il dispiacere della separazione comincio a fare progetti. Riordinerò ricevute, credenze, cassetti, leggerò libri arretrati, andrò dall'estetistaparrucchierepodologo, farò ore e ore di meditazione, anzi, credo che diventerò una suora di clausura ma anche un po' una maratoneta da due e cinquanta, una donna meravigliosa dallo spirito saldo, il corpo efficiente, la mensola delle spezie senza barattolini scaduti, il marito ascoltato come merita.
C'è quel piccolo particolare, che due giorni e mezzo sono in realtà solo sessanta ore, un po' poco per riorganizzare una vita, e bisogna anche lavorare, nutrirsi, occasionalmente anche dormire, e trascorrere tempo al telefono con la nonna cercando - vanamente - di carpirle la frase "hanno detto che gli manchi", o almeno un "ti hanno nominata". Insomma, il tempo se ne scivola via dalle mani, mentre si fa sempre più chiara la consapevolezza che la mia vita senza estetista e ricevute ordinate non è un incidente di percorso o un errore, ma è esattamente la mia vita.

FINALMENTE, MA POI?
Una sera devo lavorare, fare delle riprese in notturna (la distribuzione del cibo ai poveri della Stazione Ostiense). Un'altra sera riusciamo finalmente a dedicarcela io e mio marito, andiamo in un ristorante che ci aveva incuriositi perché si chiama come il nostro preferito del Village - non è all'altezza, ma pazienza. Intanto però riusciamo miracolosamente a finire delle frasi senza neanche un "mammaaaa! Lui mi ha menato!" e a restare soli a telefoni spenti. La differenza con una cena da fidanzati è che non si può più andare in due in motorino, perché il pensiero che se ci schiantiamo lasciamo quattro orfani sta sempre lì.
Per il resto, un po' di tempo avanza, è vero. Qualche ora libera c'è, ma non servirà al mio restyling esistenziale, anche perché forse - sto scoprendo - non ne ho bisogno. E' la mia vita, fatta di marito figli lavoro e di tante altre persone che mi impediscono di fare di me sempre quello che vorrei. E questo non è un male, anzi. Sono loro che mi salvano da me stessa, dal mio egoismo. Sono bastate poche ore per tornare alla vita svaccata dell'epoca in cui vivevo da sola: Gloria Gaynor cantata a squarciagola in mutande in corridoio, col mestolo come microfono, pasti precotti sul divano che accoglie il mio accasciamento in solitaria (quando mio marito lavora), quindici vestiti buttati sul letto perché non ho niente da mettere e soprattutto non ho occhi innocenti che mi guardano a cui dare il buon esempio, incapacità di dare un ordine al tempo (è vero, era poco, ma sono riuscita a sprecarlo quasi tutto).

LA MIA FAMIGLIA MI HA SALVATO DA ME STESSA
Gli anni però non sono passati invano, e così decido di approfittare del lavoro serale di mio marito per andare a fare un po' di adorazione a Santa Anastasia (c'è una chiesa a Roma con il Santissimo esposto giorno e notte), e lì il capo mi spiega che la mia famiglia mi ha salvato la vita. Mi ha salvata da me stessa, dal mio disordine, dalle mie passioni, dall'egoismo. Mi spiega che anche se ci ho messo un libro per dirlo agli altri io forse non l'ho capito davvero che Obbedire è meglio. Obbedire alle circostanze nelle quali siamo messi a vivere ci salva la vita, e ogni volta che qualcuno ci scomoda, in realtà ci salva. Lo può fare un figlio, un marito, una moglie, o chiunque altro abbia bisogno di noi (così come qualche volta siamo noi ad avere bisogno e a scomodare qualcun altro). Lo può fare chiamandoci, chiedendoci qualcosa, prendendosela anche, perché il Vangelo non dice "a chi ti chiede il mantello" ma "a chi ti PRENDE il mantello tu da' anche la tunica".
Gironzolando per il quartiere Monti con mio marito, vedendo tanti localini supercool, pieni di ragazzi ma anche di adulti belli maturi come noi (magari alcuni avevano pure chiamato la baby sitter e si erano concessi una cena da soli), abbiamo pensato che no, non ci piacerebbe fare sempre quella vita. Avere tanto tempo da spendere in giro per locali, cinema o magari vacanze in giro, come sarebbe se fossimo una coppia dink (double income no kids). Abbiamo pensato che ci piace tanto la nostra fatica di essere padre e madre, che esserci messi a disposizione della vita è quello che ci ha resi adulti, come per altri - sto pensando a un'amica in particolare - è stato il fatto di essersi fatta docile alla sua malattia. Non che essere genitori sia solo fatica, né che sia una croce come la malattia, ma voglio dire che per la mia esperienza è stato quello che mi ha insegnato a non obbedire solo a me stessa. E se all'inizio questo ti scomoda un po', poi scopri che è l'unica cosa che ti rende davvero felice. Qui. Adesso.

Nota di BastaBugie: a volte una mamma può scoraggiarsi di fronte alla mancata riconoscenza dei figli nei confronti di ciò che lei fa per loro.
Ecco un video che spiega perché è una cosa naturale che i figli non si accorgano della loro (invisibile) mamma:


https://www.youtube.com/watch?v=iwQPFnMq_Q8

Fonte: Blog di Costanza Miriano, 23/07/2015

3 - PERCHE' I MATRIMONI GAY SONO DANNOSI ALLA SOCIETA'
Video imperdibile (con testo italiano): lo Stato deve promuovere il matrimonio tra uomo e donna, non le unioni omosessuali
Fonte Notizie ProVita, 03/07/2015

Il matrimonio tra uomo e donna non può essere confuso con o equiparato ad altre unioni, in particolare alle unioni gay.
E' quanto viene spiegato da un video interessante che ci è stato segnalato, proveniente dagli Stati Uniti, realizzato dal Michael Brown e adesso sottotitolato in italiano. Il video spiega chiaramente perché lo Stato deve promuovere il matrimonio tra un uomo e una donna e perché invece non ha alcun senso promuovere le unioni tra persone dello stesso sesso.
Il matrimonio fra uomo e donna è garanzia del perpetuarsi delle generazioni, è il luogo dove vengono garantiti nel migliore dei modi l'esistenza e il benessere dei bambini, ed è fonte di tutta una serie di benefici sociali e individuali, in ogni ambito.
E' per questo che deve essere riconosciuto dallo Stato e promosso. In effetti, lo Stato, come spiegato nel video, può adottare solo tre possibili comportamenti di fronte a un fenomeno: la promozione, la permissione, o la proibizione. Il matrimonio tra uomo e donna, a causa della sua positiva rilevanza sociale, non può che essere promosso. L'unione di due persone dello stesso sesso invece non deve in alcun modo essere promossa socialmente, in quanto non ha una funzione sociale positiva, e ancor meno deve essere equiparata al matrimonio.
Ecco il video in questione [attivare i sottotitoli cliccando la prima delle icone in basso a destra]:


https://www.youtube.com/watch?v=2cqaGLecee0

Nota di BastaBugie: ecco una nostra traduzione (grazie all'amica Federica) del video sopra riportato

Il matrimonio dovrebbe essere limitato ad un uomo ed una donna? Perché il Governo promuove il matrimonio tra un uomo e una donna? Non è semplicemente perché due persone si amano. NO. E' invece per il mantenimento e la stabilizzazione della nostra società. Questa visione del matrimonio è scritta nella natura biologica dei fatti.
Ma abbiamo alcuna valida ragione per mantenere una cosi ristretta definizione? Oppure è arrivato il momento in cui il governo deve rivedere ed espandere la visione del matrimonio in modo da includere (in questo sacramento/istituzione) coppie dello stesso sesso?
Quando si considera il comportamento dei cittadini, il Governo ha solo 3 opzioni: esso può promuovere, permettere o vietare un comportamento. Ad esempio, lo stato promuove il lavoro della Polizia, permette molte (la maggior parte delle) occupazioni, ma vieta il commercio di droghe. Perché? Perché il commercio di droghe danneggia la società. Mentre il lavoro della polizia beneficia la società. Allo stesso modo il governo promuove il matrimonio naturale, permette molte (la maggior parte delle) relazioni dello stesso sesso, ma vieta l'incesto e la pedofilia. Perché? Perché l'incesto e la pedofilia danneggiano la nostra società, mentre il matrimonio naturale beneficia la nostra società.
Ecco la ragione:
- il matrimonio naturale crea (da vita) figli;
- è il miglior (più stabile) contesto per far crescere i figli;
- protegge le donne;
- rende responsabili gli uomini;
- diminuisce il tasso di crimine, il tasso di povertà e quindi riduce la spesa e il deficit dei governi.
In sintesi il matrimonio naturale mantiene e stabilizza la nostra società. Tutti beneficiano di questo, persino le persone che non si sposano.
Ora analizziamo il matrimonio dello stesso sesso. Che benefici fornisce? Nessuno. Il matrimonio dello stesso sesso non solo non offre alcun beneficio alla società, ma di fatto, la danneggia.
Promuovere il matrimonio dello stesso sesso di fatto modifica il fine ultimo dell'istituzione civile del matrimonio. Il matrimonio naturale è il centro di creazione delle generazioni future e forma i bambini per divenire ottimi cittadini. Il matrimonio dello stesso sesso semplicemente convalida il partner sessuale.
E' statisticamente provato che il matrimonio naturale crea il miglior contesto familiare (di crescita) per i bambini. Se alteriamo lo scopo primario del matrimonio, la fascia più danneggiata saranno i bambini.
Ogni bambino non ha diritto ad una mamma e un papà? E cosa dire sui matrimoni naturali che non creano bambini? Questi sono l'eccezione, non la regola. L'unica relazione che fa naturalmente nascere bambini è quella tra un uomo e una donna.
Dove il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è promosso:
- la scuola sottopone i tuoi figli all'obbligo di argomenti omosessuali;
- il tuo lavoro e le tue tasse finanziano relazioni omosessuali;
- la tua libertà di parola è compromessa;
- e la tua libertà di culto religioso è annullata.
Il governo non ha una valida ragione per promuovere legalmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nessuna. Ma ha ogni ragione per continuare a promuovere il matrimonio naturale.
Cosa si può dire sull'uguaglianza: la legge già tratta ogni cittadino ugualmente! Ogni cittadino può sposare ogni persona del sesso opposto. Ma è giusto promuovere il matrimonio naturale e non promuovere il matrimonio tra persone dello stesso sesso? Si. La legge tratta ogni persona allo stesso modo, ma non tratta ogni comportamento allo stesso modo. I matrimoni tra lo stesso sesso e i matrimoni naturali rappresentano comportamenti differenti con risultati differenti, quindi la legge tratta questi comportamenti differentemente.
Non è questa una discriminazione contro gli omosessuali? No. Questa (impostazione) discrimina i comportamenti, non le persone. Per esempio, ti senti discriminato quando il governo promuove il lavoro della polizia, ma tu non sei un membro del corpo di polizia? NO. Per niente. Noi tutti beneficiamo quando il lavoro della polizia è incoraggiato. Allo stesso modo, quando una persona non sposa qualcuno del sesso opposto, questa non viene discriminata quando il governo promuove il matrimonio naturale. Infatti noi tutti beneficiamo quando il matrimonio naturale è incoraggiato.
Cosa si può dire riguardo alla tolleranza? I promotori del matrimonio dello stesso sesso devono essere più tolleranti. Le relazioni omosessuali sono già tollerate, le coppie omosessuali possono già impegnarsi tra loro fino a che morte non li separi, senza il bisogno dell'approvazione del governo. Solo l'unione tra un uomo e una donna deve essere promosso, perché esso solo è il fondamento della crescita e della civilizzazione della società.
Questo non è bigottismo, ma biologia.

Fonte: Notizie ProVita, 03/07/2015

4 - L'ISIS SBARCA IN EUROPA: C'E' GIA' UN CAMPO DI ADDESTRAMENTO IN BOSNIA
Intanto in Francia è iniziato il reclutamento volontario dei cristiani nelle milizie dei ''futuri martiri'' addestrati per contrastare i terroristi islamici sul loro stesso terreno
Fonte Tempi, 23/07/2015

I terroristi dell'Isis non hanno bisogno di attraversare il Mediterraneo dalla Libia a bordo di barconi fatiscenti per raggiungere l'Europa, possono farlo tranquillamente in automobile partendo dalla Bosnia. È proprio al centro del paese balcanico che, secondo un servizio del Mirror, i jihadisti avrebbero messo in piedi il loro primo campo di addestramento europeo.
A 100 chilometri da Sarajevo, circondato dalla foresta, su una collina invisibile al Gps si trova il villaggio di Osve. Qui, secondo il Mirror, jihadisti dell'Isis avrebbero comprato diversi terreni contigui e aperto il loro campo di addestramento. Negli ultimi mesi, continua il giornale inglese, almeno 12 combattenti sono partiti per la Siria e l'Iraq da Osve. Cinque di questi sono morti in guerra.

TERRENI JIHADISTI
Tra i terroristi che hanno acquistato terreni nel villaggio, c'è Harun Mehicevic, sostenitore dell'Isis che attualmente vive a Melbourne, in Australia. L'uomo avrebbe comprato due ettari. Insieme a lui e ad altri, anche Jasin Rizvic e Osman Kekic, entrambi attualmente in Siria tra le fila dell'Isis, avrebbero acquistato proprietà a Osve.
Un abitante del villaggio, che ha preferito restare anonimo, ha dichiarato ai giornalisti inglesi che hanno visitato Osve: «L'area potrebbe diventare un covo di terroristi. Sentiamo regolarmente colpi di arma da fuoco esplodere tra gli alberi in successione. Succede ogni settimana. Non so cosa stiano facendo, se fanno pratica di tiro o cosa, ma succede regolarmente. Sentir dire che membri dell'Isis stanno comprando terra qui è molto preoccupante». E a giudicare dalle foto scattate dai giornalisti, il pericolo potrebbe essere reale (anche se in uno degli scatti che dovrebbe mostrare una bandiera dello Stato islamico su un trattore, in realtà, si vede una bandiera dell'Arabia Saudita).

IL PRECEDENTE
In ogni caso, non sarebbe una prima volta per il paese balcanico. Cinque mesi fa, i corpi anti-terrorismo bosniaci hanno fatto irruzione nel villaggio di Gornja Maoca, nel nord del paese, dopo che su molti giornali erano uscite le foto di diverse case che esponevano le bandiere dell'Isis. Il villaggio era sospettato di essere legato al terrorismo islamico da almeno una decina d'anni. Tra il 2013 e il 2014, secondo un rapporto del think tank locale Atlantic Initiative, 192 bosniaci, tra uomini e donne, sono partiti per il jihad la Siria, portando con sé 25 bambini.

Nota di BastaBugie: meno male che qualcuno comincia a prendersi le sue responsabilità.
Ecco l'articolo "Milizie cristiane anti-Isis in Francia, molte le reclute", tratto dal sito di No Cristianofobia del 22 luglio 2015:
Sempre più numerose giungono dall'Occidente le richieste di reclutamento volontario nelle fila delle organizzazioni vicine ai Cristiani d'Oriente e pronte, per difenderli, a combattere contro l'Isis.
L'ultimo esempio riguarda la Francia, dove hanno aperto una succursale le milizie di Dwekh Nawsha, sigla che in aramaico, la lingua di Gesù, significa «futuri martiri». L'intento era quello di costituire un corpo di spedizione, destinato a raggiungere le forze anti-jihad già operanti in Iraq ed in Siria: «Il nostro primo obiettivo è quello di andare a contrastare i terroristi islamici sul loro stesso terreno», ha affermato uno dei responsabili del gruppo paramilitare. L'obiettivo è stato raggiunto.
Una cinquantina di «convinti ed entusiasti combattenti sono pronti a partire, ma si tratta soltanto di un primo scaglione, una testa di ponte coi migliori elementi – ha aggiunto – Abbiamo anche 200 riservisti a disposizione». Tali rinforzi si uniranno ai peshmerga curdi e saranno posti di stanza nei pressi di Erbil, la capitale del Kurdistan irachen, città dalla quale i cristiani son dovuti fuggire all'arrivo degli jihadisti. Nello specifico i francesi raggiungeranno i miliziani anglosassoni, già presenti sul posto.
Prima condizione per potersi "arruolare" è quella di avere la fedina penale pulita, poi occorre avere i nervi estremamente saldi e non essere a caccia di avventure. La legge francese proibisce qualsiasi attività mercenaria, per cui non è previsto alcun salario per i candidati: le reclute dovranno pertanto pagarsi tutto, anche il viaggio e l'equipaggiamento, che da soli costano qualche migliaio di euro. Questo è ben precisato nel modulo di adesione.
Le prossime tappe porteranno Dwekh Nawsha ad aprire succursali in Belgio, in Svizzera e nelle Antille. L'arruolamento non si ferma.

Fonte: Tempi, 23/07/2015

5 - UN PIANETA GEMELLO DELLA TERRA? UNA NON NOTIZIA
Si dice che sia un pianeta abitabile, ma non si sa nemmeno se vi sia acqua... insomma di Kepler 452b non sapremo mai nulla di preciso visto che dista 1400 anni-luce
Autore: Marco Respinti - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 25/07/2015

«Scoperto Kepler 186f: è un gemello della Terra fuori dal sistema solare». È la notizia di ieri? No, è la notizia che la Repubblica dava più di un anno fa, esattamente il 17 aprile 2014. La notizia che la Repubblica dava il 23 luglio 2015 è però identica: «Scoperta Terra con un proprio sole in una zona "abitabile" dell'Universo». È Kepler 452b. Stesso titolo, pianeta diverso, consueto clamore per il rinvenimento di un pianeta "unico"... come tanti altri. Nel febbraio 2014 erano infatti già 715, orbitanti attorno a 305 stelle, gli esopianeti (quelli cioè non appartenenti al nostro sistema solare) individuati dal telescopio spaziale della Missione Kepler, lanciata della Nasa il 7 marzo 2009 per cercare pianeti simili alla Terra attratti da stelle diverse dal Sole.
Del resto, per la Nasa, tra l'1,4% e il 2,7% delle stelle analoghe al Sole avrebbe pianeti "abitabili" simili alla Terra, il che porta a 2 miliardi il numero dei pianeti paraterrestri della Via Lattea. E dato che nell'universo osservabile esistono almeno 50 miliardi di galassie, il numero complessivo dei pianeti "abitabili" salirebbe a 100 miliardi. Insomma, come dice Seth Shostak, astronomo del Seti Institute (il programma che a Mountain View, in California, si dedica alla ricerca della vita intelligente extraterrestre), «piovono pianeti». Per questo la notizia della scoperta di un "gemello" della Terra si ripete sempre uguale a se stessa. Una non-notizia, cioè, se non fosse per il sensazionalismo artefatto che l'accompagna. Si dice, per esempio, pianeta "abitabile", ma è ambiguo. L'aggettivo significa solo che un dato pianeta, per esempio oggi Kepler 452b, orbita attorno a una stella a una distanza tale da rendere teoricamente possibile il mantenersi dell'acqua allo stato liquido sulla superficie. Non significa che vi sia acqua e nemmeno che qualcuno lo abiti.

NECESSARIA, MA NON SUFFICIENTE
L'acqua è infatti necessaria alla vita, ma non è sufficiente. Non è detto che se su un pianeta vi fosse acqua, automaticamente vi sarebbe vita; per innescare il meccanismo della vita serve altro; e che cosa serva a generare la vita è ancora un mistero fitto per la scienza, la quale può al massimo elencare altre condizioni necessarie alla vita, ma nessuna di loro sufficiente. Del resto, la possibilità che un pianeta abbia acqua in superficie è solo una stima teorica, non l'osservazione diretta di un fatto né l'esito di un rinvenimento empirico. Prendiamo Marte. Si dice e si ripete che il quarto pianeta del nostro sistema solare avrebbe acqua, ma non è vero. La Missione Mars Exploration Rover, lanciata dalla Nasa nel 2003, ha trovato sulla superficie marziana dell'ematite, il minerale del ferro che sulla Terra si forma in presenza di acqua, più alcune strutture sedimentarie determinate dall'azione di un liquido, quindi eventualmente compatibili anche con la presenza di acqua. Tutto qui. L'acqua su Marte non l'ha raccolta nessuno e nessuno ha documentato la vita.
Torniamo a Kepler 452b. Alla sua scoperta si adattano perfettamente le considerazioni svolte un anno fa, a fronte della scoperta di Kepler 186f, dal periodico Query, la rivista ufficiale del Cicap, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, famoso per il positivismo razionalista di cui fanno regolarmente le spese i miracoli, le apparizioni, le fedi religiose. A maggior ragione Query non può essere tacciato di scetticismo antiscientifico magari in favore di una qualche ipotesi metafisica. Oltre all'acqua (presunta), Query ricorda che per l'"abitabilità" di un pianeta conta anche il suo stato. Kepler 186f è roccioso (e così anche Kepler 452b), e la cosa è utile alla causa. Ma «di pianeti rocciosi di dimensioni simili alla Terra se ne erano già scoperti diversi [...]. Kepler 186f è il primo che abbia entrambe queste caratteristiche. Questa è la sua importanza, che alla fine da un punto di vista scientifico è abbastanza limitata: nessuno aveva dubbi che esistessero pianeti così [...]». E però Kepler 186f come Kepler 452b «può essere pieno di metalli pesanti e avere una gravità insostenibile, o esserne privo, come la Luna, e non avere abbastanza gravità per trattenere un'atmosfera. L'atmosfera può essere troppo ricca di gas serra e il pianeta può essere una fornace come Venere, o essere troppo rarefatta e l'acqua può evaporare al primo raggio di sole».

NON SAPPIAMO NULLA
Cosa sappiamo insomma di Kepler 186f o di Kepler 452b? Nulla. Kepler 452b lo ha "visto" solo un telescopio orbitante a poco meno di 150mila chilometri dalla Terra, mentre esso dista circa 1400 anni-luce, cioè 9461 miliardi di chilometri (un anno-luce) moltiplicato 1400 volte, pari, per intendersi, a 88.302.666 volte la distanza tra Terra e Sole (8 minuti luce) moltiplicata sempre per 1400. Se pensiamo che il pianeta Plutone dista dalla Terra, a seconda del suo posizionamento rispetto a noi e al Sole, tra i 4200 e i 7500 milioni chilometri circa, e che solo quando la sonda spaziale New Horizons è arrivata, il 14 luglio 2015, a 12.472 chilometri dalla sua superficie (per intendersi l'atmosfera terrestre propriamente detta finisce a un centinaio di chilometri dal suolo) gli scienziati si sono accorti che sul suo aspetto si erano ingannati, capiamo che dei pianeti "abitabili" scoperti da Kepler non sappiamo proprio alcunché.
Fa dunque un po' sorridere Ellen Stofan, capo ricercatore della Nasa, quando dice che gli scienziati sanno dove cercare gli alieni nello spazio e che tra 20 anni l'incontreremo... A meno che ciò non serva per giustificare i budget faraonici delle missioni spaziali (la sola Missione Kepler è costata 550 milioni di dollari) che cercano quel che vogliono trovare e che così prima o poi lo "scoprono" anche se non c'è. È un vecchio vizio sofistico, e in cosmologia si chiama "principio antropico" (o è una sua "eresia"): la constatazione di condizioni fisiche compatibili con la vita diventa causa stessa della vita. Ma è solo idealismo hegeliano riciclato: ciò che la mente pensa esiste anche nella realtà, con la causa e l'effetto che si scambiano di posto. In attesa di una notizia vera, vale allora la pena di rispolverare The Privileged Planet: How Our Place in the Cosmos is Designed for Discovery (Regnery, Washington 2004) di Gulliermo Gonzales e Jay Richards, nonché il dvd omonimo, del 2010, la cui voce narrante è quella dall'attore John Rhys-Davies, il nano Gimli de Il Signore degli Anelli cinematografico, dove l'irriducibilità della vita al calcolo statistico spalanca gli occhi e il cuore al vero mistero dell'universo.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 25/07/2015

6 - CONSIGLI CHE OGNI MADRE DOVREBBE DARE ALLA FIGLIA
Ragione e sentimento per educare all'affettività le nostre figlie
Autore: Roberta Sciamplicotti - Fonte: Aleteia, 20/05/2015

Tutti i genitori sono preoccupati per l'educazione sessuale dei figli, ma pochi si preoccupano di fare qualcosa al riguardo. Vedono pericoli ovunque, e i propri figli e le proprie figlie in mezzo alle tempesta, si mettono le mani nei capelli e a volte si tappano gli occhi per non vedere; vanno tuttavia avanti senza far niente, e non osano nemmeno parlare della sessualità, lasciando che siano gli amici, l'ambiente, la televisione e Internet a educare i figli in un aspetto così intimo e personale.
Noi genitori dovremmo seguire l'esempio dell'attrice britannica Emma Thompson (nella foto), protagonista e sceneggiatrice del film "Ragione e sentimento", madre di un'adolescente di 13 anni alla quale ha dedicato un "manuale del sesso" per contrastare le pressioni alle quali sono sottoposte le adolescenti della nostra epoca.
La sua idea è servita da esempio a molte madri, come la scrittrice Annabel Cole, anche lei con una figlia adolescente e che ispirata dall'idea della Thompson ha scritto un manuale rivolto alla figlia Elsa per dirle quello che ogni madre dovrebbe spiegare alla figlia sul sesso. Ecco alcune delle sue raccomandazioni.

1) TIENI PRIVATE LE COSE PRIVATE
È positivo avere molti contatti nelle reti sociali, ma non condividere mai sentimenti intimi né le tue esperienze. Tieni per te ciò che è solo tuo. Un errore in questo senso può perseguitarti tutta la vita.

2) IL PORNO NON È LA VITA REALE
Chi non sa cosa sia la sessualità può pensare che la pornografia le assomigli in qualcosa, ma non è così. Si tratta di attori che mettono in scena quanto è di più lontano dalla piena vita sessuale. I momenti più intimi sono lontani anni luce da questi scenari artificiali.

3) L'IMMAGINE NON È TUTTO
Non lasciarti schiavizzare dalla moda, non passare metà della vita guardandoti allo specchio, depilandoti, pettinandoti, truccandoti, facendo la dieta... come se avessi l'obbligo, imposto dalla pubblicità e dalle riviste, di "essere bella". Niente di tutto ciò ti aiuterà, a meno che non ti senta sicura dentro di te.

4) UN APPUNTAMENTO NON È UN RACCONTO DI FAVOLE
Il cinema ci ha riempito di romanticismo, ma la realtà può essere molto diversa. Abbandona le fantasie e preparati ai silenzi scomodi, alla goffaggine e al nervosismo. È questa la normalità. Non cercare un appuntamento per fare bella figura con le altre ragazze arrivando a scuola il lunedì mattina. Questa si chiama pressione di gruppo.

5) NON TUTTI LO FANNO
Proseguendo con la storia della pressione, ecco la più forte: pensi che tutti lo facciano, ma l'esperienza ci dice che non è così. È come se l'ambiente volesse mettere fretta agli adolescenti con quel ritornello per cui chi arriva ultimo è stupido, quando la sessualità è così importante che vale la pena aspettare. "È bene aspettare ed è bene dire di no", scrive Annabel Cole a sua figlia.
Emma Thompson dice che possiamo aiutare le nostre figlie solo ascoltandole, trasmettendo loro fiducia e mostrando un atteggiamento franco nei loro confronti. Se c'è qualcosa di cui l'educazione sessuale delle nostre figlie (e dei nostri figli) ha bisogno in quest'epoca, si tratta di ragione e sentimento. Qualcosa che nell'ambiente, in televisione, nelle reti sociali e in Internet spicca per assenza. Mettiamo noi genitori quello che manca: una ragione alla sessualità, e facciamolo con sentimento.

Fonte: Aleteia, 20/05/2015

7 - CROLLO RECORD DI FEDELI NELLA CHIESA TEDESCA
Dopo le aperture dei vescovi alle condotte omosessuali e alla comunione ai divorziati risposati, 280 mila tedeschi hanno abiurato la fede cattolica
Fonte No Cristianofobia, 20/07/2015

Ma si è proprio sicuri che la linea "kasperiana" o "marxiana" che dir si voglia, seguita dalla Conferenza episcopale tedesca, sia quella vincente e che davvero intercetti il sentire popolare? Le scarse risposte al questionario presinodale raccolte e le sempre più marcate prese di distanza da parte di Vescovi in disaccordo con certe "aperture" ai divorziati risposati ed alle condotte omosessuali, già suggerivano di dare a questo interrogativo una risposta negativa. Ma ora un nuovo dato, incontrovertibile, si è aggiunto.
La Chiesa Cattolica tedesca lo scorso anno ha perso un numero record di fedeli, ancor più significativo del tracollo registrato nel 2010, quando si toccò "solo" quota -181.193. Ad ammetterlo, è stata la stessa Conferenza episcopale per bocca del suo Presidente, il Card. Reinhard Marx, «rammaricatosene profondamente», pur non sapendosi spiegare le ragioni di tanta disaffezione: oltre 280 mila tedeschi hanno abiurato nel 2014, circa 39 mila in più dell'anno precedente. I cattolici dichiarati, presenti per lo più nelle regioni meridionali, sfiorano appena i 24 milioni in tutto ovvero il 29,5% della popolazione complessiva.

LA TASSA TEDESCA DEL CULTO
Il problema, qui, non è solo numerico, è anche economico: ogni contribuente tedesco, infatti, deve dichiarare se sia cattolico, protestante o se non aderisca ad alcuna religione. Lo Stato trattiene tra l'8 ed il 10% delle tasse addizionali a chi si sia dichiarato credente, consegnando la somma relativa alla sua chiesa, cosicché questa possa gestire il crescente numero di istituzioni sociali - come asili e case di cura - tramite associazioni religiose. Solo i contribuenti, che non si dichiarano credenti, sono considerati esenti da tale imposta [LO SBATTEZZO E LA TASSA TEDESCA SUL CULTO http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1780].
I motivi della débâcle, in realtà, ci sembrano quanto mai evidenti, tenendo conto delle posizioni assunte proprio dai Vescovi tedeschi al Sinodo dell'ottobre scorso: quando la Chiesa Cattolica smette di fare la Chiesa Cattolica, perde credibilità, autorevolezza e la gente se ne va. Ma i rimedi finora proposti sono peggiori del male: ad esempio, quello avanzato dal portavoce dell'organizzazione ultraprogressista ed ipercritica verso Roma «Noi siamo chiesa» ("Wir sind Kirche"), Christian Weisner, secondo cui sarebbe necessario «rompere» con la dottrina «conservatrice» di Benedetto XVI. Proprio il contrario di quel che la gente chiede.

LA SCOMUNICA DI PAPA FRANCESCO
Ma Weisner se la prende anche, non a caso, con lo «spirito riformista» di papa Francesco, accusato di non esser stato «così sensibile come avrebbe dovuto essere in Germania». La realtà è un'altra: Noi siamo chiesa ha il dente avvelenato con l'attuale Pontefice, perché è colui che ha materialmente scomunicato la sua co-fondatrice e presidentessa, Martha Heizer, oltre a suo marito Gert [PAPA FRANCESCO SCOMUNICA LA PRESIDENTESSA DI ''NOI SIAMO CHIESA'' CHE CELEBRA UNA MESSA-FARSA IN CASA PROPRIA http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3278].
Inutile allora ricercare in tanti sociologismi ed acrobazie mentali le cause di certi risultati: se negli ultimi cinquant'anni si è verificato un crollo di vocazioni con seminari e chiese deserti, se ora in Germania i fedeli abbandonano la Chiesa "kasperiana" in cui non si riconoscono, l'antidoto è uno solo, cambiar direzione, disfarsi di tante fantasie progressiste e tornare alle radici autentiche del Cristianesimo, quelle di sempre ovvero Sacra Scrittura, Magistero e Tradizione.

Fonte: No Cristianofobia, 20/07/2015

8 - RICOMINCIA LA PRESSIONE PER LA CHIESA SOTTO RICATTO
Il comune di Livorno a guida grillina vuole far pagare l'ICI a due scuole paritarie cattoliche costringendole alla chiusura, la Cassazione gli dà ragione
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 25/07/2015

Sarà pure una coincidenza, ma è certo che la sentenza con cui la Corte di Cassazione dà ragione al Comune di Livorno che vuole far pagare l'ICI a due scuole paritarie cattoliche, non poteva arrivare in un momento più significativo. La Cassazione, concludendo un contenzioso nato cinque anni fa tra il Comune e le scuole del Santo Spirito e dell'Immacolata, per l'esenzione o meno dall'ICI (l'imposta sugli immobili), ha sentenziato che «poiché gli utenti della scuola paritaria pagano un corrispettivo per la frequenza, tale attività è di carattere commerciale, "senza che a ciò osti la gestione in perdita"». Ergo: le due scuole si dovranno pagare la bellezza di 422mila euro di arretrati, in pratica una condanna a morte.
In effetti l'esenzione dall'ICI riguarda (o forse, dovremmo dire riguardava) tutte le opere non profit, non solo quelle cattoliche, proprio in riconoscimento delle attività sociali che svolgono. La scuola è fra queste. Ma tutto nasce dall'interpretazione del concetto di "attività commerciale": se si riferisca soltanto allo scopo di lucro, come è sempre stato inteso, o comprenda - come dice la Cassazione e anche il Comune - qualsiasi attività in cui si paga un corrispettivo. In questo caso il pagamento della retta - che pure non copre le spese di gestione della scuola - basta per qualificare quella della scuola come attività commerciale.

COLPIRE LA CHIESA SUL VERSANTE ECONOMICO
Appare evidente l'interpretazione ideologicamente forzata dell'«attività commerciale», ma è ormai qualche anno che si cerca di "colpire la Chiesa" sul versante economico. E la decisione della Cassazione ha la potenzialità di mettere in ginocchio tutte le attività scolastiche, caritative, sociali legate alla Chiesa.
La sentenza della Cassazione - la prima di questo genere - arriva nel momento in cui è massima la pressione per piegare qualsiasi resistenza ai progetti di rivoluzione antropologica che stanno marciando spediti anche in Italia. Ci sono in ballo la legge sulle unioni civili (ma chiamiamole pure "nozze gay"), la legge che impone la teoria gender nelle scuole, la legge contro l'omofobia che chiuderebbe definitivamente la bocca a chiunque non si sia adeguato al pensiero unico in materia.
La Chiesa si trova di fatto ricattata: un'opposizione vera, forte, ai disegni di legge succitati potrebbe facilmente esporre a un attacco decisivo che la metterebbe economicamente in ginocchio. Il caso di Livorno è solo un avvertimento, ma oltre all'IMU (che ha sostituito l'ICI) c'è nel mirino anche l'8 per mille, che è la principale fonte di entrate della Chiesa italiana.
Di fronte a questa situazione c'è chi già tempo fa da parte cattolica aveva paventato un baratto: chiudere un occhio sulle nozze gay in cambio di libertà di educazione (e i soldi, ovviamente). Una posizione quantomeno ingenua, oltre che ingiusta: qualsiasi totalitarismo, come è anche l'omosessualismo imperante, non tollera un qualsiasi spiffero di libertà; e anche se oggi ci fosse una promessa in tal senso, sarebbe rimangiata al momento opportuno. In realtà non si può difendere la libertà di educazione senza opporsi con decisione anche alle nozze gay, la verità non può essere barattata. E soprattutto non si può rinunciare alla Verità in cambio di soldi, anche se questi appaiono essenziali per mantenere chiese e opere assistenziali.
La storia ha già dimostrato più volte che quando si rinuncia al Bene si perdono anche i beni.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 25/07/2015

9 - OMELIA XVIII DOMENICA T. ORD. - ANNO B - (Gv 6,24-35)
Io sono il pane della vita
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 2 agosto 2015)

Durante il lungo Esodo attraverso il deserto, verso la Terra promessa, gli Israeliti hanno dovuto affrontare molte difficoltà, e la loro fede fu provata in diverse occasioni. Insieme a queste prove, ci furono diversi interventi provvidenziali di Dio, grazie ai quali essi sopravvissero e giunsero alla loro destinazione. Uno di questi interventi provvidenziali, senza dubbio, fu quello della manna discesa dal cielo, di cui ci parla la prima lettura di oggi. Il popolo languiva di fame e già rimpiangeva quello che riusciva a mangiare in Egitto quando era ridotto in schiavitù. Ecco allora che il Signore fece piovere il «pane dal cielo» (Es 16,4).
Questa lettura può essere applicata alla nostra vita cristiana. La schiavitù egiziana raffigura un'altra schiavitù, molto più temibile: quella del peccato. L'esodo raffigura il cammino di purificazione attraverso il deserto di questo mondo; la Terra promessa simboleggia il Paradiso, verso cui siamo incamminati.
Come il popolo d'Israele, anche noi, provati dalle molte difficoltà, siamo portati a guardare indietro e a provare nostalgia per le magre consolazioni di questo mondo, per il peccato che abbiamo abbandonato con tanta decisione e che, al momento della prova, nuovamente ci attira a sé. Le difficoltà sono molte, ma Dio ci viene incontro donandoci un pane dal cielo, quello vero, che ci sostiene nel cammino e ci fa superare ogni tentazione. Questo pane è l'Eucaristia, di cui parla il Vangelo di oggi.
Gesù parla dell'Eucaristia nel grande discorso che Egli fece a Cafarnao, subito dopo la moltiplicazione dei pani. Le folle erano state molto impressionate da questo miracolo, al punto che avrebbero voluto che Gesù diventasse il loro re. Essi cercavano solamente il benessere materiale e non riuscirono ad innalzare la mente e il cuore al profondo insegnamento che Gesù voleva loro impartire. Per questo motivo, Gesù disse loro: «Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati» (Gv 6,26). Attraverso il segno dei pani moltiplicati, Gesù voleva insegnare alle folle che Lui è il vero pane che sazia la fame delle nostre anime. E così, Gesù proclamò solennemente: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai» (Gv 6,35).
Anche noi, come le folle che ascoltavano Gesù, tante volte cerchiamo il Signore non tanto per cambiare la nostra vita e per fare la Volontà di Dio, ma unicamente perché Lui assecondi quelli che sono i nostri desideri di benessere materiale. San Paolo, nella seconda lettura, lo dice molto chiaramente. Conoscere Cristo significa abbandonare la condotta di prima, la condotta dell'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, e significa rinnovarci nello spirito e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità (cf Ef 4,20-24).
Se veramente vogliamo che Gesù ci aiuti, che ci faccia grazia, che ci sollevi dalla nostra miseria, dobbiamo impegnarci seriamente a mutar vita, a diventare più buoni, a rigettare decisamente il peccato. Allora la nostra preghiera sarà ascoltata. Come minimo ci deve essere questo sforzo, al resto penserà il Signore.
Al di sopra di tutto dobbiamo ricercare il "Pane della vita", ovvero l'Eucaristia. Questo è il nostro vero tesoro. Si racconta nelle cronache delle missioni cattoliche del Canada del nord un episodio molto bello ed istruttivo. Alcuni secoli fa la regione dove operavano i missionari cattolici fu colpita da una grande carestia e molti furono quelli che morirono di fame. Tra questi vi era una famiglia di cattolici che da giorni si era messa in cammino per raggiungere la lontana stazione missionaria. Erano ormai quasi senza forze quando, finalmente, arrivarono alla chiesa. Il sacerdote, con un nodo alla gola, li raggiunse e li soccorse così come poteva, dicendo che di più non potevano fare perché purtroppo il cibo era ormai finito. Il padre di famiglia disse allora che non erano venuti per chiedere da mangiare, ma per chiedere di fare la loro ultima Comunione, dopo sarebbero morti, ma sarebbero morti contenti. Il sacerdote commosso da tanta fede diede loro il "Pane del cielo" e, dopo poco tempo, uno alla volta, morirono tutti.
Impariamo da questo episodio a fare davvero dell'Eucaristia il nostro tesoro e di metterla al primo posto nella nostra vita. Per noi non è tanto difficile partecipare alla Santa Messa e ricevere la Santa Comunione. Non facciamoci prendere dalla pigrizia e non perdiamo un bene così prezioso!

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 2 agosto 2015)

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