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A LOURDES IL PAPA TUONA CONTRO ABORTO ED EUTANASIA
Del viaggio di Leone XIV in Francia resterà soprattutto l'immagine della marea umana che sabato ha popolato gli Champs-Élysées per la Messa a Place de la Concorde. Una testimonianza della grande vitalità della fede in un Paese reduce da una stagione di forte secolarizzazione. L'opinione pubblica "laica" è rimasta colpita dalle file lungo il viale per confessarsi con uno dei tanti sacerdoti disponibili in concomitanza con la celebrazione papale.
Lasciata Parigi, il Papa ha pregato nella grotta di Massabielle già sabato sera e poi, ieri mattina, si è recato nel santuario di Nostra Signora di Lourdes per l'incontro con i vescovi francesi ai quali ha parlato degli abusi su minori commessi da membri del clero. L'ha definita una «piaga», ma affrontata con «determinazione» e «misure coraggiose» e ha affermato che è «opportuno proseguire lungo la strada intrapresa, mantenendo la massima vigilanza». Agli abusi ha fatto cenno anche nell'omelia della Messa nella spianata del santuario invitando la Chiesa alla conversione «per guarire dalle ferite profonde, dalle infedeltà e dai dolorosi smarrimenti commessi al suo interno». «Riconoscere i nostri errori è indispensabile», ha detto il Papa nello stesso giorno in cui ha anche incontrato privatamente sette vittime.
La difesa della vita umana è stata protagonista nella Messa di Lourdes di fronte a 150.000 fedeli, moltissimi malati. «Davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia, la grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana», ha detto il Papa nell'omelia aggiungendo che «questa terra di Francia scuote le nostre mentalità contemporanee» perché «qui nessuna fragilità viene respinta» e «le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli». Per Prevost «Lourdes è il luogo benedetto di una professione di fede nella bellezza e nella sacralità della vita». Un concetto ripreso e rafforzato nel suo saluto agli operatori e agli assistiti al Centro Accueil Notre-Dame di Lourdes, quando il Pontefice ha affermato che «la persona umana è degna per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l'eternità» e quindi «la sua dignità non si misura e non si discute».
In un Paese che ha da poco promulgato una normativa sul suicidio assistito, Leone XIV è stato esplicito e rivolgendosi direttamente a malati e disabili ha detto che «la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta». Il Papa se l'è presa con quelle società che «tendono a distogliere lo sguardo o a chiudere gli occhi di fronte alla dignità della vita umana». Sempre rivolto ai malati, Leone ha ribadito che «nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità» perché «nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana» e «la medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata». E ancora: «non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa». Un discorso destinato a rimanere e a puntellare la posizione della Chiesa di sempre in materia di aborto ed eutanasia.
Il Papa a Lourdes ha parlato anche di pace e ha chiesto che a ottobre si preghi il Rosario a questo scopo. Prima dell'incontro con le vittime, Leone ha anche visto privatamente le suore di clausura del monastero del Carmelo. Infine, in serata, la recita del Rosario e la processione con le fiaccole nel piazzale del santuario. Oggi la ripartenza da Lourdes per l'ultima giornata in Francia, a Metz.
Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Il Papa e i cattolici francesi, un passo fuori dalle catacombe" parla del grande seguito di popolo che ha sorpreso la Francia secolarizzata durante la visita di Leone XIV.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 settembre 2026:
Laicità francese e religione cattolica: conclusasi la visita di Leone XIV in terra di Francia si può dire chi delle due abbia vinto? Nessuno aveva parlato esplicitamente di "braccio di ferro", ma l'attenzione generale era concentrata proprio lì. La Francia secolarizzata e con il diritto di aborto in Costituzione, la Francia che si è appena dotata della legge sul suicidio assistito, la Francia che crea problemi alle scuole cattoliche, avrebbe retto l'urto di un cattolicesimo in ripresa, un cattolicesimo con il record di battesimi adulti, un cattolicesimo che, in vista della approvazione della legge suddetta, aveva lottato con un nuovo impegno? Con il viaggio del Papa, questo cattolicesimo avrebbe rivendicato anche un proprio posto nella vita sociale e politica?
Un superamento della laicità alla francese è possibile quando alla religione cattolica viene riconosciuta la legittimità di una presenza pubblica e non solo privata, come Chiesa e non solo come singoli fedeli alla spicciolata. In Francia molti cattolici si accontenterebbero di essere trattati come gli altri cittadini, ma la logica del superamento della laicità alla francese non si ferma qui, perché richiede che il ruolo della religione cattolica nella storia della comunità sia considerato da parte dell'autorità politica come elemento importante per il bene comune. Il meglio sarebbe che fosse ritenuto anche indispensabile, ma evitiamo qui di spingerci verso una soglia oggi considerata in modo problematico dalla stessa Chiesa.
Un primo aspetto del viaggio balza agli occhi. Si tratta della "invasione" numerica di piazze e boulevard come forse nessuno si era aspettato. Non può essere stato un fenomeno casuale o solo quantitativo. Il punto è che ad occupare strade e piazze erano fedeli presenti lì non "da cattolici", ma "in quanto cattolici", occupavano uno spazio pubblico e non per manifestare per qualche emergenza sociale del momento. Era presente la Chiesa, la fede, ci si confessava e si pregava. Era come un'uscita dalle catacombe alla luce del sole per rivendicare un ruolo da tempo dimenticato. Non si può prevedere come si evolverà questa esperienza di presenza pubblica, ma il suo carattere rappresentativo della attiva visibilità storica della Chiesa come popolo è stato molto forte.
L'altra dimensione da considerare per il nostro discorso è la quantità di osservazioni e valutazioni fatte da Leone XIV a difesa della legge naturale. Le sue parole hanno colpito soprattutto a Lourdes, con riferimenti facilmente riconducibili alle politiche della Francia di Macron. Ma già nel discorso tenuto il primo giorno alle autorità e poi nella sede dell'Unesco, egli aveva parlato chiaramente di difesa della vita come riconoscimento della dignità umana, di tutela del diritto alla vita come fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano e aveva condannato manipolazioni genetiche, maternità surrogata, acquisto di organi ed eutanasia. Rivolgendosi ai giovani nel suo ultimo discorso pronunciato ieri a Metz, li ha invitati a difendere la dignità di ogni persona, dal primo istante nel seno della madre fino all'ultimo respiro.
Per la Chiesa, rivendicare il proprio diritto/dovere di difendere la logica di bene contenuta nella creazione come qualcosa di rivolto a tutti e non solo alla "setta" dei cattolici è di fondamentale importanza per rivendicare la propria presenza in pubblico. Presenza "politica" si può anche dire, perché l'ambito del pubblico non è l'ambito dello Stato ma quello della costruzione della comunità con i criteri del bene comune.
Un altro contesto di confronto con la laicità alla francese è consistito nel chiedere che i cattolici siano rispettati e ad essi venga riconosciuta la libertà di essere se stessi nella pubblica piazza e di contribuire a costruire la società. Anche questo è stato detto soprattutto nel discorso davanti alle autorità. Il Papa ha invitato a non considerare il cristiano coinvolto nella vita pubblica come una minaccia perché «la vera laicità non esclude la dimensione religiosa ma sa trarne vantaggio». «Una giusta laicità - ha continuato - non consiste quindi nell'escludere la religione dalla sfera pubblica o dall'istruzione, ma nell'impegnarsi affinché lo Stato e le istituzioni religiose dialoghino tra loro e uniscano le loro forze al servizio del bene comune».
Che bilancio trarre quindi da questo viaggio circa i rapporti della Chiesa con la laicità francese? Possiamo dire che qualcosa sia cambiato in positivo, con una maggiore consapevolezza del popolo cattolico ad una presenza pubblica, ma anche che il livello raggiunto avrebbe bisogno, come si spera, di essere sviluppato. Il quadro generale rimane ancora quello dell'adesione allo schema della democrazia liberale, che impedisce che la Chiesa rivendichi fino in fondo quanto le spetta per natura. Nel discorso alle autorità Leone XIV ha attribuito all'Illuminismo la capacità della Francia di portare al mondo le proprie conquiste, tra le quali il riconoscimento dei diritti dell'uomo insiti nella natura della persona umana e in particolare la libertà religiosa. Si comprende che un breve discorso non può avere la profondità di un trattato di filosofia politica, ma con simili osservazioni è difficile vincere il "braccio di ferro" con la laicità alla francese, che proprio nella cultura qui elogiata trova la propria origine.
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Pubblicato 10 anni fa...

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