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LE LOBBY GAY GRIDANO: ''META E' ORA UN'AZIENDA ANTI-LGBTQ''
Intanto una ricerca scientifica scopre che i gay delinquono il doppio rispetto alla restante popolazione (il triplo se transessuali)
di Fabio Piemonte
 

Niente più chat a tema con colori o simboli transgender o non binari. Meta, il colosso dei social network, ha infatti recentemente rimosso le opzioni di chat per chi si autoproclami transgender e non binario dall'app Messenger. Tali temi, ispirati alle bandiere del Pride, erano stati introdotti nel 2021 e nel 2022 per celebrare il Mese dell'orgoglio Lgbtqi+ e la Giornata internazionale delle persone "non binarie". Naturalmente le lobby che promuovono l'ideologia di genere e i loro strenui sostenitori non hanno gradito tale rimozione. «Meta è ora un'azienda anti-Lgbtq», hanno infatti prontamente dichiarato costoro in segno di protesta contro le nuove policy dell'azienda.
Questa decisione rientra in un piano strategico più ampio di cambiamento nelle politiche di Meta, che include l'interruzione dei suoi programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) e la modifica delle Linee guida per la moderazione dei contenuti. In particolare l'azienda di Zuckerberg ha allentato alcune restrizioni a tutela della libertà di pensiero e di espressione, consentendo ora anche la possibilità di appellare le persone che orbitano nella galassia LGBTQ+ quali «disturbate sul piano psicologico» in base al loro orientamento sessuale.
Relativamente all'ideologia di genere e ai suoi dettami mainstream Zuckerberg non è l'unico che negli ultimi tempi ha quanto meno invertito leggermente la rotta. Per esempio anche il patron di Tesla e del social X Elon Musk ha denunciato a più riprese di esser stato vittima di un inganno subdolo, incriminando proprio la dittatura del politicamente corretto su questi temi: «Non mi è stato spiegato che i bloccanti della pubertà sono in realtà solo farmaci sterilizzanti. Così ho perso mio figlio. Lo chiamano 'deadnaming' per un motivo, ossia perché tuo figlio è morto, quindi mio figlio Xavier è morto, ucciso dal virus della cultura woke». Insomma, a quanto pare anche il Ceo di Facebook ha ormai compreso che il vento oltreoceano e in Europa sta cambiando, poiché sulle macerie dell'ideologia di genere sta tornando a risplendere il senso di realtà che annuncia un'evidenza palese: nessuno nasce nel corpo sbagliato perché la verità dell'essere umano è scritta nei cromosomi e in ogni cellula del suo corpo.
Pertanto ciascuno deve poter essere libero di esprimersi nel rispetto della dignità propria e del suo interlocutore, senza l'obbligo di dover adoperare forzatamente parole ipocritamente inclusive, vuote etichette "politicamente corrette" e soltanto ideologiche in salsa gender che - alla stregua di asterischi e schwa - stanno ormai stancando anche chi le adopera in maniera corrente magari solo per stare al passo con i tempi. Ma si sa, i tempi e le mode passano, la verità resta.

Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Gli LGBT delinquono di più" si spiega perché secondo una ricerca scientifica le persone omosessuali delinquono il doppio rispetto alla restante popolazione. Il triplo se sono transessuali.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 12 novembre 2024:

La sovrarappresentazione delle persone che si identificano come LGBTQ+ nel Sistema giuridico penale è stato redatto per conto della Safety and Justice Challenge da Jane Hereth, Assistant Professor of Social Work presso l'Helen Bader School of Social Welfare dell'Università del Wisconsin-Milwaukee.
I dati che fornisce questo rapporto sono sorprendenti. Nel 2022, ultimo anno in cui sono disponibili dei dati a carattere nazionale, il 9% della popolazione carceraria statunitense è costituita da persone LGBT. Eppure negli States le persone LGBT sono il 4,5%. Dunque, proporzionalmente, le persone LGBT che delinquono sono il doppio rispetto alla popolazione non LGBT. Se poi andiamo ad analizzare la popolazione giovanile scopriamo che il 20% della popolazione carceraria è costituita da giovani LGBT. Fuori dalle carceri la percentuale di giovani LGBT è del 9,5%. Anche in questo caso abbiamo il doppio di possibilità che una persona LGBT delinqua.
Categoria soggetta particolarmente alla detenzione sono i transessuali (nel caso di specie: uomini che si sentono donne). Il 16% di costoro afferma di aver trascorso del tempo in carcere. La media negli States per persone non transessuali è il 5%. Più del triplo dunque. Interessante poi quest'ultimo dato: il 40% dei giovani senzatetto è LGBT.
Perché le persone LGBT delinquono di più? Non c'entra nulla la discriminazione o l'emarginazione sociale, bensì il fatto che disordine porta disordine. Il disordine morale e quindi antropologico dell'omosessualità e della transessualità espone queste persone a vivere una esistenza altrettanto disordinata e dunque a volte anche al di là della legalità. Prova ne è la percentuale di persone LGBT tra i senzatetto. La mancanza di ordine nella propria esistenza può spingere ai margini della società, vivendo nella povertà e nell'illegalità. Se poi andiamo ad analizzare solo le persone trans, come evidenzia il rapporto, spesso costoro si prostituiscono e quindi vengono arrestate.

 
Titolo originale: La marcia indietro di Meta sull'ideologia di genere
Fonte: Provita & Famiglia, 20 settembre 2025