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LA MEMORIA DI CHARLIE KIRK DIVENTA SCOMODA
Si può avere timore delle opinioni in difesa della vita e in difesa delle verità scientifiche? Si può avere paura di queste opinioni anche quando arrivano da chi, proprio per esse, ci ha rimesso la vita?
Ebbene sì, ed è quanto sta accadendo in Valle d'Aosta, dove una semplice proposta di intitolare un'aula di un Ateneo alla memoria di Charlie Kirk è bastata a scatenare una tempesta ideologica. Nelle scorse settimane, infatti, Lega Vallée d'Aoste e Renaissance hanno avanzato l'idea di intitolare un'aula dell'Università della Valle d'Aosta a Charlie Kirk, attivista pro life ed esponente politico statunitense ucciso in un attentato il 10 settembre dello scorso anno. La mozione sarebbe dovuta approdare in Consiglio regionale nelle sedute del 28 e 29 gennaio scorsi, ma la decisione - anche a seguito delle polemiche che sono sorte - è slittata, come ha fatto sapere il consigliere regionale della Lega Andrea Manfrin, raggiunto telefonicamente da Pro Vita & Famiglia.
La proposta è nata, come detto, per iniziativa dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e Renaissance e prevede l'intitolazione di uno spazio dell'Università della Valle d'Aosta a Charlie Kirk, con l'obiettivo di ricordarne la figura e l'impegno politico e culturale. Il tema avrebbe dovuto essere discusso formalmente in aula a fine gennaio, ma il tutto si è trasformato in un vespaio di polemiche ideologiche, spostando l'attenzione da una scelta simbolica a un terreno di scontro politico.
LE ACCUSE DI CGIL E ARCIGAY
Le voci critiche sono state quelle di Cgil Valle d'Aosta e Arcigay: la prima ha parlato di una scelta «del tutto inopportuna» e «divisiva», sostenendo che sarebbe sbagliato dedicare uno spazio di un ateneo pubblico a una figura che avrebbe costruito la propria notorietà politica su «posizioni xenofobe e sessiste» e su un «sistematico attacco al mondo universitario». Secondo il sindacato, infatti, le posizioni di Kirk sarebbero state legate ai valori dell'«evangelismo reazionario», con attacchi ai diritti delle persone transgender. La Cgil ha inoltre denunciato una non meglio precisata «grave ingerenza della politica» nelle scelte che dovrebbero restare di competenza esclusiva dell'Ateneo. Ancora più fazioso il comunicato di Arcigay Queer Valle d'Aosta, che ha definito la proposta «una scelta ideologica che usa un'istituzione pubblica come palcoscenico politico» e ha sostenuto che «non è pluralismo: è un tentativo di legittimazione istituzionale di una cultura politica reazionaria, autoritaria e apertamente ostile ai diritti civili». Arcigay ha inoltre riportato - decontestualizzate - alcune frasi attribuite a Kirk per dipingerlo come una figura pericolosa, arrivando a sostenere che l'intitolazione di un'aula rappresenterebbe una minaccia per i valori di inclusione e rispetto.
LA PAURA DELLE IDEE ALTRUI
Queste polemiche, però, rivelano soprattutto la difficoltà di una certa parte politica nell'accettare un confronto democratico con idee diverse dalle proprie. Charlie Kirk viene infatti falsamente accusato, anche nella sua memoria, di violenza, omofobia e discriminazione, senza invece riconoscere che si trattava di un attivista che difendeva con coraggio le sue posizioni - innocue e in difesa dei valori - senza ricorrere alla censura. Al centro del suo impegno c'erano infatti la difesa della vita, la libertà educativa e il richiamo alle verità scientifiche e biologiche contro le imposizioni ideologiche del gender. E dunque proprio questo sembra essere il vero motivo degli attacchi alla mozione: non l'intitolazione di un'aula, ma la paura che quelle idee possano ancora parlare, essere ricordate e trovare spazio nel confronto pubblico e democratico. Una paura che porta a trasformare le idee diverse dal mainstream in opinioni "violente", "omofobe" e "discriminatorie". Praticamente chi a parole invoca continuamente il pluralismo e la democrazia finisce per negarle.
Sulla vicenda abbiamo raggiunto telefonicamente uno dei sottoscrittori della mozione, il consigliere regionale della Lega Andrea Manfrin, anche firmatario del Manifesto valoriale di Pro Vita & Famiglia alle ultime elezioni regionali. «L'iniziativa dell'intitolazione di uno spazio a Charlie Kirk - spiega - persegue l'obiettivo di rendere omaggio a chi ha sacrificato la propria vita sull'altare della libertà di espressione. Nessuno ha promosso, più di lui, il dialogo tra idee diverse, antitetiche, sfidando chiunque a dimostrare che quello che sosteneva era sbagliato, in maniera libera, di fronte a tutti. Nessuno, più di lui, ha dimostrato, con la forza della parola e della Fede, che anche un ambiente apparentemente ostile, può cambiare radicalmente opinione». Secondo il consigliere Manfrin, dunque, «le tonnellate di fango e livore riversate sui social di fronte a questa proposta, i molteplici tentativi di infangare la sua memoria non possono offuscare il suo messaggio. Abbiamo aperto un dibattito sul tema, e questo è già un grande risultato».
VIDEO 1 (MUSICALE): Noi siamo Charlie Kirk (3 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=eBdHxLGN-5U
VIDEO 2: Dialogo di Charlie Kirk con un'attivista abortista (15 minuti)
AUDIO ITALIANO: per ascoltare il video doppiato in italiano (voce sintetica), vai a "impostazioni" e clicca su "traccia audio".
https://www.youtube.com/watch?v=iGIc8ygpHKw
ALTRI VIDEO
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L'attivista cristiano è stato ucciso durante un suo discorso: era noto per le sue sfide a studenti e professori ''dimostrami che ho torto'' (VIDEO: Charlie Kirk)
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https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8294
LA STUPENDA MOGLIE DI CHARLIE KIRK
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Pubblicato 10 anni fa...

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