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IN AMERICA SI FA STRADA UN CONCETTO NON CHIARO A NOI EUROPEI: FUORI IL GOVERNO DALLA SFERA PRIVATA!
La maggior parte di coloro che erano esclusi dalla copertura sanitaria lo avevano scelto: così Obama costringe ad assicurarsi coloro che non vogliono esserlo (favorendo le assicurazioni)
di Lilia Lodolini

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto e nove: ma sì, nella fotografia ci sono sette bambini, con la mamma e il papà. Sono tutti allineati sulla scalinata del Campidoglio, cioè del Parlamento di Richmond, capitale dello Stato della Virginia. Si chiamano così i Parlamenti americani, sia quello di Washington che quelli "locali" dei 50 Stati. Questa bella famiglia è venuta a trovare il papà che al Campidoglio è di casa, perché è il Procuratore Generale, ovvero il Ministro della Giustizia della Virginia: ogni Stato non solo ha il suo Campidoglio-Parlamento, ma anche i suoi Ministri.
Quarantenne, cattolico, Cavaliere di Colombo, repubblicano, nelle ultime settimane, il papà è balzato dalla pace della Virginia nel mare vertiginoso della politica americana nazionale. È sceso in campo per dimostrare che l'Obamacare, la legge di Riforma Sanitaria, dal lungo titolo ufficiale di "Legge per la Protezione dei Pazienti e per Cure a Prezzi Accessibili", viola la Costituzione. La Riforma Sanitaria è il fiore all'occhiello dell'Amministrazione Obama. È la Riforma delle Riforme, in cui Obama ha investito tutto il suo prestigio. Se crolla l'assistenza sanitaria, crolla tutta l'impalcatura del governo Obama. Alle elezioni di medio termine i Repubblicani hanno vinto proprio perché vogliono l'abrogazione della Legge. Il Ministro della Virginia è quindi diventato la star del Partito Repubblicano. Si chiama Kenneth Thomas Cuccinelli.  Noi facciamo il tifo per lui perché, con un nome così, è dei 'nostri', ma anche perché  –  senza entrare nel merito  – si sta dimostrando un brillante giurista, e poi perché non ha paura di essere "politicamente scorretto", e dice chiaro e tondo che i suoi sette figli sono "una benedizione della Provvidenza". Cuccinelli lotta a colpi di memorie e dissertazioni giuridiche e, prima di Natale, ha ottenuto una grande vittoria: un giudice gli ha dato ragione. Ma in un Paese come gli Stati Uniti, con 50 Stati e una miriade di tribunali, un giudice non fa primavera. Però Cuccinelli ha fatto di più. Cuccinelli ha trascinato i colleghi Ministri della Giustizia repubblicani di altri 26 Stati americani a ricorrere contro la Legge. Il risultato è stato che ora anche un altro giudice ha dato ragione alla coalizione dei 26. Altri due giudici, invece, avevano sostenuto la Legge di Riforma. Ma il punteggio è di 27 a 2. La Obamacare trema. Ma la contesa non finisce qui. Finirà alla Corte Suprema. Quando? Fra un paio d'anni, dicono. Cuccinelli, però, chiede "il rito abbreviato". Fotogenico, è sempre in televisione. Gli Americani incominciano a conoscerlo. Non fa parte del primo livello, e neanche del secondo, dei possibili candidati repubblicani alle elezioni presidenziali del 2012. Però, con un lancio così, tutto può essere.
Ma la critica della Riforma Sanitaria, firmata da Obama il 23 marzo 2010 e destinata ad essere pienamente attuata nel 2014, non rimane confinata a Cuccinelli e al mondo astratto dei giuristi. Almeno metà del popolo americano non la vuole. "La  battaglia - spiega Cuccinelli -  non è per l'assicurazione sanitaria, la battaglia è per la libertà". "Noi crediamo - dicono i Repubblicani - così come credevano i Padri fondatori della nostra Costituzione – nella ricerca della felicità. Ma la felicità dipende dalla libertà individuale e la libertà individuale è possibile solo con un sistema di governo limitato". Il governo fuori della sfera privata, l'individuo al primo posto e, semmai, i singoli Stati al secondo posto, il Governo federale, che sta a Washington, lontano terzo, autorizzato ad entrare in scena solo in casi eccezionali, espressamente stabiliti dalla Costituzione, uomini e donne padroni del proprio destino, senza interferenze da parte dello Stato: questo è il credo americano. È un credo così radicato che Obama non ha osato stabilire un sistema di medicina sociale gestito direttamente dallo Stato.  La sua riforma ha lasciato in piedi delle assicurazioni sociali già esistenti per alcune categorie e le assicurazioni private. L'85% degli Americani è già assicurato e soddisfatto della propria assicurazione. Attualmente, dunque, vige un sistema misto pubblico e privato. Già prima era di difficile gestione e ora, con le modifiche di Obama, è diventato una metastasi di divieti, e controdivieti, di eccezioni e controeccezioni, codificata in un testo  legislativo di 2700 pagine "che nessuno ha letto, approvato dal Senato in segreto – dice Cuccinelli – nel cuore della notte, contro la volontà del popolo americano manifestata nei sondaggi". Ma perché Obama ha voluto a tutti i costi la Riforma? Per spingere l'America verso un regime "socialista" che regola l'aspetto più intimo della vita della gente – la salute - dicono gli avversari, convinti che, prima o poi, lo Stato fagociterà tutto il sistema. Per diminuire i costi, impedire le frodi e gli sprechi dell'assistenza medica, ha detto Obama. E soprattutto per dare l'assicurazione ai 30 milioni di Americani (su 230 milioni) che l'assicurazione non ce l'hanno: un'intenzione che sembra così lodevole a molti italiani che non sanno come stanno esattamente le cose. Ebbene, è proprio per questi non-assicurati che Cuccinelli e gli altri 26 Ministri della Giustizia sono scesi in campo. Vogliono – anche se sembra un paradosso – difendere i cittadini dei propri Stati dall'assistenza sanitaria!
E vediamo chi sono questi 30 milioni. 10 milioni sono persone veramente bisognose: questi 10 milioni di persone avrebbero potuto essere facilmente assorbiti dal sistema vigente, dicono gli oppositori della Riforma. Ma il mirino è sui restanti 20 milioni. Questi sono giovani, sani, e hanno un reddito. Non sono assicurati perché non vogliono assicurarsi. "Quando ci ammaleremo, penseremo ad una assicurazione": così ragionano. Ma ora l'Obamacare li obbliga ad acquistare preventivamente, pagando di tasca propria, un'assicurazione medica. Perché preventivamente? Perché se si assicurasse solo chi è già malato, le compagnie di assicurazioni sarebbero costrette a praticare prezzi esorbitanti. Per Cuccinelli, per gli altri 26 Ministri della Giustizia e per i giudici che hanno accolto il ricorso, quest'obbligo di assicurarsi è la norma più chiaramente anticostituzionale (altre norme  anticostituzionali non mancano) dell'Obamacare.
L'Amministrazione Obama ha sancito l'obbligo sulla base di una clausola della Costituzione americana che dà al governo federale il potere di regolare il commercio degli Stati. L'acquisto di una polizza assicurativa è, secondo l'Amministrazione Obama, una forma di commercio perché il numero degli acquisti influisce sui prezzi e quindi il governo federale può imporre l'obbligo di partecipazione, con multe agli inadempienti. Ma l'obbligo di comprare qualcosa non è mai esistito nella Costituzione e poi non si vede come il non–acquisto, cioè la non-attività, possa essere perseguibile, hanno sostenuto i due giudici favorevoli a Cuccinelli e agli altri Ministri degli Stati. Se l'obbligo stabilito dall'Obamacare fosse confermato, non ci sarebbero più limiti al potere governativo, hanno concluso i giudici. Il giudice che ha deciso il ricorso di Cuccinelli ha dichiarato nulla solo la parte dell'Obamacare che riguarda i non-assicurati, ma ha lasciato intatte le altre disposizioni. Il giudice che ha accolto il ricorso degli altri 26 Ministri della Giustizia, invece, è andato oltre. Ha dichiarato nulla ed anticostituzionale tutta l'Obamacare. Ha paragonato le 2700 pagine della Legge a un orologio di precisione con tante rotelline in movimento, e ha detto che era impossibile per lui distinguere quelle che avrebbero potuto girare da sole e quelle inserite inestricabilmente nel movimento generale. Ha ritenuto quindi, che la decisione dovesse necessariamente riguardare la Legge nella sua interezza e ha bocciato tutta l'Obamacare. Il giudice Roger Vinson, della Florida, ha costellato la sua sentenza di riferimenti alla famosa rivolta del tè di Boston del 1773, il primo atto della Guerra d'Inpendenza contro gli Inglesi, quando i coloni americani gettarono in mare le casse di tè arrivate dalla Madre Patria perché non volevano essere costretti a comprarle. Il giudice ha sottolineato l'ironia di una Legge americana, l'Obamacare, che contraddice i principi di libertà commerciale su cui si fonda la nascita stessa dell'America.
È una sentenza elegante, ma complessa così come sono complesse le sue infinite ramificazioni. In attesa della sentenza definitiva, della Corte Suprema, è merito di Cuccinelli aver spiegato i termini della questione. Gli americani vogliono essere informati, vogliono sapere. Gli elettori che a novembre hanno dato una maggioranza repubblicana alla Camera stanno a guardare, e a loro non piace quello che fa la vecchia guardia repubblicana che, secondo gli elettori di novembre, ha già elargito gratuite concessioni a Obama.  Ma Cuccinelli viene dalla lontana Virginia, è nuovo, non fa parte dell'establishment. Preparato, concreto, deciso -  non dimentichiamo che a casa, deve tenere testa a sette ragazzi – non è incline al compromesso. Ha preso posizione, sempre in modo chiaro e netto, su vari aspetti della politica dentro e fuori dell'Obamacare, primo fra tutti l'aborto che, dal 1973 è legale negli Stati Uniti. Ma Cuccinelli si batte per scoraggiarne la pratica. Nominato per questo "Legislatore dell'Anno" nel 2008, Cuccinelli sta acquistando un  sempre più visibile profilo nazionale. In questo momento drammatico all'interno e all'estero, l'America ha bisogno di lui. Il "processo breve" che Cuccinelli vuole per  l'Obamacare, ci vuole anche per lui. È la "corsia preferenziale" per il 2012.

 
Fonte: L'Ottimista, 10 Febbraio 2011


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