
I PIÙ LETTI DEL MESE
SCEGLI UN ARGOMENTO
Aborto
America
Animalisti e vegetariani
Attualità
Cinema
Comunismo
Cristianesimo
Ecologia
Economia
Eutanasia
Evoluzionismo
Famiglia e matrimonio
Fecondazione artificiale
Immigrazione
Islam
Libri
Liturgia e sacramenti
Morale
Omelie
Omosessualità
Pedofilia
Pillole
Politica
Santi e beati
Scienza
Scuola
Storia
Televisione
« Torna alla edizione
DEVI ASSISTERE IL TUO CANE MALATO? ECCO IL PERMESSO RETRIBUITO PER... MOTIVI ''FAMILIARI''!
Vita da cani? Magari, verrebbe da dire a leggere questa storia. Una impiegata dell'amministrazione dell'Università La Sapienza ha ottenuto un permesso retribuito "per gravi motivi personali e familiari" per assistere il proprio cane malato. Il quadrupede infatti aveva una paralisi alla laringe e necessitava di un intervento chirurgico. Dato che la donna è single, nessuno a suo posto avrebbe potuto assistere il cane durante l'operazione e per la successiva convalescenza. Risultato: due giorni a casa a spese dei contribuenti.
All'inizio l'Università ha negato la richiesta alla dipendente e allora questa si è rivolta alla Lega antivivisezione che ha dipinto subito uno scenario a tinte fosche: munendosi di precedenti giurisprudenziali ha provato che la donna, se non si fosse presa cura del quadrupede, sarebbe stata incriminata per maltrattamento e abbandono di animale. La Sapienza ha ceduto non per timore delle manette. La responsabilità penale è infatti personale, non di certo del datore di lavoro. In altre parole, anche se l'università non avesse concesso il permesso, i guai con la giustizia li avrebbe avuti la donna, non l'ateneo romano.
DUE MOTIVI TRA LORO CONNESSI
Ha ceduto molto probabilmente per due motivi tra loro connessi.
Il primo: una condotta omissiva che configura reato rappresenta certamente un grave motivo personale. C'è però da aggiungere che la proprietaria assai difficilmente si sarebbe resa colpevole di quei reati, dato che aveva portato in cura l'animale più volte e lo stesso poteva essere lasciato nelle mani sicure del veterinario per l'intervento. Un secondo motivo per cui La Sapienza ha concesso il permesso è da individuarsi molto probabilmente nella volontà di non finire nell'occhio del ciclone mediatico. Passare per nemici degli animali è un attimo oggigiorno. Ora l'Università ha accordato il permesso per motivi personali, non familiari. Sta alla discrezione del datore di lavoro ovviamente concedere tali permessi. Che poi i motivi fossero "gravi" è assai sindacabile. Comunque la donna avrebbe potuto usufruire delle ferie per stare vicino al cane, opzione che la padrona di Fido ha rifiutato di netto.
Fin qui, volendo non ci sarebbe notizia alcuna. Il fatto invece che merita attenzione riguarda come la LAV in prima battuta e poi i media hanno cucinato la vicenda: la donna ha chiesto un permesso familiare per assistere il cane malato. Ma così non è stato. Infatti il permesso riguardava motivi personali. Il caso è quindi servito per lanciare un messaggio chiaro: gli animali domestici fanno parte del nucleo familiare. I tuoi parenti possono avere anche il pelo, le piume e le squame. La donna intervistata dai giornali e dalla trasmissione Porta a Porta ha infatti affermato che il cane è uno di famiglia. In modo analogo Gianluca Felicetti, presidente LAV che ha fornito supporto legale alla signora, ha spiegato che "ora, con le dovute certificazioni medico-veterinarie, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente un altro significativo passo in avanti che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono a tutti gli effetti componenti della famiglia, è un altro passo avanti verso un'organica riforma del Codice Civile".
EQUIPARARE GLI ANIMALI AGLI ESSERI UMANI
Sostenere che cani, gatti, pesci, criceti e canarini sono membri della famiglia è l'anticamera per equiparare gli animali agli esseri umani, qualificando così i primi come persone. Nelle università è da anni che si svolgono convegni sugli inesistenti diritti degli animali, che si organizzano tavole rotonde sugli esseri animali non umani, espressione che vuole ricordare agli irriducibili non darwinisti che l'essere umano è solo una delle tante specie animali che popolano la Terra al pari del paguro e dello scarabeo stercorario.
Ora l'etica potremmo definirla come un sistema chiuso necessariamente autocompensativo: se togli importanza ad un elemento del sistema un altro deve compensare, acquistando quel valore sottratto al primo elemento. E così se oggi tratti da animale l'uomo - uccidendolo nel ventre materno con l'aborto o su un letto di ospedale con l'eutanasia o fabbricandolo in provetta con tecniche che vengono dalla zootecnia o usandolo come cavia quando è ancora embrione - è naturale che domani si tratterà l'animale come l'uomo, considerandolo alla stregua di un figlio e a breve riconoscendogli soggettività giuridica. E' una legge di compensazione ineludibile che ci ricorda che l'animale mai potrà essere persona, ma che l'uomo a volte può comportarsi da bestia.
-
Pubblicato 10 anni fa...

CARNE HALAL
Strumento per l'invasione
di Davide Graco
Articolo del 27 aprile 2016 -
Libro della settimana
CURATO D'ARS
di P. Serafino Tognetti
2010 / pag. 448 / € 9 -
Video della settimana
UNIONE EUROPEA
Biologia = opinione
di Silver Nervuti
3 minuti (12/04/2026) -
Da FilmGarantiti.it
APOCALYPTO
Una civiltà viene distrutta solo quando è già corrotta
Giudizio: capolavoro (*****)
Genere: avventura (2006) -
I dossier di BastaBugie
ENZO BIANCHI
L'eretico priore di Bose
Dossier: 11 articoli -
Santo della settimana
SANTA GIANNA BERETTA MOLLA
Madre di famiglia eroica
Festa: 28 aprile -
Video per la formazione
OLIMPIADI
Stop ai trans!
di Matt Carus
11 minuti (08/04/2026) -
Personaggi del passato
NICOLA CABIBBO
Fisico
Sei cattolico? Niente nobel
1935 - 2010 (75 anni)






