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LA MECCA COME CENTRO DEL MONDO
L’Arabia Saudita ha eretto un orologio di circa 2.000 piedi di altezza, destinato ad avanzare una pretesa simbolica sulla Mecca: quella di centro del mondo. Gli studiosi islamici hanno proposto di sostituire l’ora di Greenwich (Inghilterra) con il grande Orologio Reale della Mecca, che diventerebbe il nuovo riferimento temporale globale. È l’ultima forma di mobilitazione musulmana mondiale, che consiste nel prendere il controllo del tempo.
L’orologio della Mecca è propaganda tanto quanto lo è un orologio. Il suo scopo è fare proselitismo. «In nome di Allah» è la scritta in arabo che campeggia sul quadrante dell’orologio e decine di migliaia di luci verdi e bianche lampeggeranno cinque volte al giorno per ricordare alla gente i momenti di preghiera.
La natura esplicitamente confessionale del progetto, secondo gli studiosi musulmani, non è in contraddizione con la sua base scientifica. Il passaggio mondiale all’ora della Mecca fu proposto nel 2008 durante una conferenza islamica nel Qatar. Il predicatore egiziano Yusuf Al Qaradawi presentò un panel chiamato “Mecca, il Centro della Terra, Teoria e Pratica”, nel quale sosteneva che il perfetto allineamento della Mecca con il nord magnetico costituisce la scelta scientifica ideale. Ciò non è vero, ma per gli islamici tutta l’indagine scientifica è subordinata alla verità rivelata nel Corano, nelle parole e nella vita di Maometto. Se il profeta dell’Islam dicesse che la Mecca è il centro dell’universo deve essere così. Se fatti osservabili contraddicono questa tesi, essi devono essere conciliati o ignorati. Se ciò non è possibile, basta costruire l’orologio più grande del mondo e lasciare che i non credenti si rassegnino.
I fusi orari sono piuttosto arbitrari, ma sono necessari per i viaggi e la tecnologia di oggi. La convenzione di Greenwich è ciò che resta dell’impero britannico che, avendo conquistato il mondo, aveva un interesse vitale per i fusi orari. Gli Stati Uniti inizialmente si opposero all’idea che Greenwich avrebbe dovuto essere il meridiano primo e Pierre L’Enfant previde di fissarlo al Campidoglio americano. Nel 1793, il Segretario di Stato Thomas Jefferson stabilì un meridiano che attraversava la Casa Bianca fino alla sedicesima strada (chiamata appunto Meridian Hill Park nel quartiere di Columbia Heights). Nel 1850 il Congresso ha dichiarato che «il meridiano dell’osservatorio [navale] a Washington sarà adottato e utilizzato come meridiano americano per tutti gli scopi astronomici e (…) il meridiano di Greenwich sarà adottato per tutti gli scopi nautici». All’inizio del XX secolo gli Stati Uniti abbandonarono il concetto donchisciottesco che il mondo ruota attorno a Washington e adottarono l’ora di Greenwich. È facile ritenere l’ora media della Mecca una semplice trovata, specialmente in un tempo in cui l’ora ufficiale è stata stabilita dagli orologi atomici e in cui i momenti di preghiera possono essere ricordati inviando un SMS, ma si tratta di un ennesimo tentativo di imposizione, da parte del mondo musulmano, di una nuova ortodossia globale. Nello scontro tra civiltà niente è off-limits. Un altro esempio, più grave, è la proposta della Organizzazione della Conferenza Islamica di sostituire, nei Paesi a maggioranza musulmana, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, uno degli accordi fondamentali nella legge internazionale, con la legge della Sharia. In altre parole, l’organizzazione rifiuta il concetto che i diritti umani universali esistono – almeno non come li ha definiti il resto del mondo.
Mentre il mondo diventa più aperto e l’umanità più interconnessa, i difensori dell’ortodossia della religione musulmana stanno trovando nuovi modi per separarsi e dividere il pianeta in fazioni opposte. Quanti nell’amministrazione Obama sono fissati con l’“apertura” nei confronti dell’islam, devono fare i conti con il fatto che i leader musulmani non vogliono ciò che l’Occidente offre e stanno facendo tutto il possibile per segregare loro stessi e le persone che governano. Per loro sarà sempre l’ora della Mecca.
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Pubblicato 10 anni fa...

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