
I PIÙ LETTI DEL MESE
-
PER IL 2026 ABBIAMO BISOGNO DEL TUO AIUTO!

SOSTIENI
BastaBugie
CON UNA OFFERTA
DI ALMENO 15 EURO
Riceverai un omaggio -

Audio registrati
SCEGLI UN ARGOMENTO
Aborto
America
Animalisti e vegetariani
Attualità
Cinema
Comunismo
Cristianesimo
Ecologia
Economia
Eutanasia
Evoluzionismo
Famiglia e matrimonio
Fecondazione artificiale
Immigrazione
Islam
Libri
Liturgia e sacramenti
Morale
Omelie
Omosessualità
Pedofilia
Pillole
Politica
Santi e beati
Scienza
Scuola
Storia
Televisione
« Torna alla edizione
IL PRIMO SINDACO ISLAMICO DI NEW YORK A 24 ANNI DALL'11 SETTEMBRE
Alla fine, come era ampiamente prevedibile, nelle elezioni per il sindaco di New York ha vinto Zohran Mamdani. Gli ultimi sondaggi non davano alcuna speranza di rimonta a Andrew Cuomo, anch'egli Democratico ma candidato come indipendente contro il vincitore delle primarie. E così è avvenuto il sorpasso dell'estrema sinistra sulla sinistra moderata, di establishment, nonostante il sostegno dell'ultimo minuto dato a Cuomo da parte del suo nemico, il presidente Donald Trump, un ultimo disperato tentativo di fare fronte comune contro un candidato sindaco estremista, socialista e musulmano, alla testa della città che 24 anni fa subì l'attacco dell'11 settembre.
Con il 90% dei voti scrutinati, Mamdani ha preso poco più del 50% dei voti, Cuomo il 41% e il candidato repubblicato Curtis Sliwa (il fondatore dei celebri Guardian Angels) appena il 7% e dimostra che i Repubblicani non hanno votato per il loro candidato se non in minima parte.
Come è stato possibile? Secondo un sondaggio del Daily Mail alquanto dettagliato, Mamdani ha vinto grazie alla sua promessa di dare ai newyorkesi tutti i servizi essenziali gratuitamente, proprio come fa Giuseppe Conte in Italia. Il caro vita è la maggior preoccupazione per i newyorkesi, di tutte le età, ma soprattutto i più giovani alle prese con l'affitto o l'acquisto della casa. Alla domanda se con Mamdani sindaco si verificherà un calo del costo delle case, il 39% degli intervistati ha risposto di sì, il 32% di no e il 19% pensa che non vi sarebbero grandi cambiamenti. Ma se si guarda alle fasce d'età dei rispondenti dai 30 ai 39 anni, la percentuale dei sì cresce addirittura al 59%. È l'età in cui si cerca casa.
Non solo Mamdani promette un "equo canone" tramite il blocco degli aumenti degli affitti, ma promette anche trasporti pubblici, asili infantili gratis per tutti i cittadini, oltre ad un aumento del salario minimo a 30 dollari all'ora. E chi paga? Bella domanda. Secondo il nuovo sindaco, pagano i ricchi, cioè i cittadini che dichiarano un reddito pari o superiore a un milione di dollari. Sul loro reddito, il sindaco promette un aumento delle tasse. E anche sull'utile delle imprese. E se i ricchi scappano in Stati con meno tasse? Mamdani in campagna elettorale prometteva "non se ne andranno", ma non ha spiegato perché. Per il 43% dei newyorkesi l'economia della città subirà un peggioramento, anche con un aumento della disoccupazione. Almeno in parte, sono gli stessi rispondenti che poi lo votano ugualmente, per avere la casa economica o i mezzi gratuiti, a spese di una crisi economica cittadina.
LO VOTO ANCHE SE SO CHE FA MALE
Sempre secondo lo stesso sondaggio commissionato dal Daily Mail, anche gli stessi newyorkesi che hanno votato per il nuovo sindaco si aspettano un peggioramento della sicurezza nella loro città. Per il 47% degli intervistati i livelli di criminalità e violenza in città aumenteranno contro un 32% che prevede una maggior sicurezza con il nuovo sindaco (che si faceva portavoce anche del movimento per togliere i fondi alla polizia). Inoltre, il 39% dei newyorkesi ritiene che il rischio terrorismo, con Mamdani aumenterà, solo il 18% pensa che diminuirà.
Un atteggiamento da "lo voto anche se so che fa male", un voto ideologico, che si riflette anche nel cambiamento culturale, quasi antropologico, del Partito Democratico e della sinistra americana nel suo complesso. Secondo l'inchiesta di Olivia Reingold su The Free Press, l'ascesa di Mamdani ha trasformato una frangia estremista, i Socialisti Democratici d'America (Dsa) nel gruppo dominante. E «Per loro - scrive la Reingold - Katy Hochul (governatrice dello Stato di New York, ndr), il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, il leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries e gli altri dirigenti sono simboli di un partito che ha perso il contatto con la classe operaia e che merita di essere spazzato via».
Mamdani, nelle elezioni primarie, aveva dovuto incoraggiare i suoi sostenitori a registrarsi come Democratici, poiché molti di loro detestavano il partito. Ora è l'ex presidente Barack Obama, che gli telefona e si offre nella veste di "cassa di risonanza" nazionale.
Ma Mamdani è davvero così socialista? Benché negli ultimi mesi di campagna elettorale abbia moderato i toni, il suo gruppo, i Socialisti Democratici d'America, movimento nato nel 1982, è praticamente socialista rivoluzionario. Vive l'elezione di Mamdani come primo passo per cambiare l'America dalle fondamenta. Non solo si propone di abolire i confini e abbattere le prigioni, ma mantiene come obiettivo finale l'abbattimento del capitalismo, quello che chiama "ordine barbarico". Lo scopo dei Socialisti Democratici d'America, secondo i suoi stessi documenti scrutinati da The Free Press, è «unire i lavoratori per vincere la battaglia per la democrazia e realizzare il socialismo, non cercare una coalizione di governo con un male minore percepito nell'attuale sistema politico antidemocratico».
MUSULMANO RADICALE
E Mamdani, che è musulmano, è davvero così vicino all'islam politico? Sì, come abbiamo visto su queste colonne, ha tenuto uno dei suoi più importanti comizi elettorali nella moschea radicale di Brooklyn, quella dell'imam radicale Siraj Wahhaj, in odore di collaborazione con Al Qaeda e con idee molto estreme sulla rivolta islamica. È vicino all'islam politico anche secondo Sadanand Dhume (ricercatore dell'American Enterprise Institute ed editorialista del Wall Street Journal) che, dopo aver smentito le teorie cospirative di destra meno credibili, mette in fila tutti gli elementi che definiscono il nuovo sindaco: «Il padre del signor Mamdani, Mahmood, è un professore di scienze politiche alla Columbia University che ha scritto del suo desiderio di de-stigmatizzare gli attentati suicidi. La madre del candidato, la regista Mira Nair, avrebbe cercato di far ritirare l'invito a Gal Gadot dagli Oscar perché l'attrice ha "apertamente e ripetutamente espresso il suo sostegno alle azioni militari di Israele"». Quanto allo stesso Zohran Mamdani: «a vent'anni sembrava più preoccupato per i diritti civili di personaggi come l'attentatore della maratona di Boston Dzhokhar Tsarnaev e il leader di al-Qaeda nato negli Stati Uniti Anwar al-Awlaki che per le sofferenze delle loro vittime». Inoltre, «Una delle sue canzoni, durante la sua breve carriera rap, elogiava gli Holy Land Five, uomini condannati da un tribunale statunitense per aver fornito sostegno materiale al terrorismo finanziando Hamas. La risposta immediata del signor Mamdani all'attacco terroristico del 7 ottobre 2023 non ha menzionato Hamas, accusando invece Israele di "occupazione" e "apartheid"».
A nulla è servito il tentativo di Trump di fare muro, scaricando il candidato repubblicano Curtis Sliwa (che tanto non aveva alcuna speranza) e dando il suo sostegno a Andrew Cuomo, lasciando da parte tutte le polemiche fra lui e il presidente durante il suo primo mandato. «Che Andrew Cuomo vi piaccia o meno, non avete scelta. Dovete votarlo e sperare che faccia un lavoro fantastico. Lui ne è capace, Mamdani no!», aveva scritto il presidente sulla sua piattaforma social, Truth. In un'intervista pre-elettorale alla trasmissione 60 Minutes della Cbs, Trump ha dichiarato di non voler «buttare via buoni soldi dietro a cattivi investimenti» in una città guidata da un comunista. Quindi: niente più fondi federali a New York, se non per il "minimo indispensabile". Donald Trump su Truth si era rivolto anche alla più grande comunità ebraica d'America, con la sua consueta brutalità: «Qualsiasi ebreo voti per Zohran Mamdani, un dichiarato e comprovato ODIATORE DEGLI EBREI (maiuscolo nell'originale, ndr), è una persona stupida!!!». Forse anche questi atteggiamenti presidenziali non hanno fatto bene alla causa di Cuomo.
Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Mamdani, il sindaco voluto dagli islamici e votato dai non credenti" parla di come sia sbagliato sottovalutare l'elemento islamico di Zohran Mamdani, neo-eletto sindaco di New York. Per il mondo musulmano è una svolta epocale e per questo la campagna era finanziata anche con soldi islamici.
Ecco l'articolo completo pubblicato su la Nuova Bussola Quotidiana il 7 novembre 2025:
Sottolineare la fede islamica di Zohran Mamdani, neo-eletto sindaco di New York, è "islamofobia". O almeno così sembra, a giudicare da quel che gli esponenti di sinistra scrivono sui social network. I riferimenti all'11 settembre sono "volgari" e "fuori luogo", citare prima di tutto la religione di Mamdani è, per alcuni commentatori, una mancanza di rispetto per la libertà di culto. Parola d'ordine: la vittoria del primo sindaco musulmano è una vittoria della democrazia americana che dimostra finalmente maturità. Eppure, il primo a non nascondere la sua identità islamica è proprio Mamdani che, anche nel suo discorso della vittoria si definisce "giovane" e "musulmano".
Se si trascurasse l'identità islamica di Mamdani, se non come "fede personale", non si capirebbe neppure la reazione dei musulmani di tutto il mondo, che vivono la sua elezione come un cambiamento epocale. Una reazione corale ed entusiasta, che rivela una motivazione "contro": un fortissimo odio contro Israele e gli ebrei americani. New York, considerata come il "centro del sionismo" mondiale viene ora vista come una città espugnata.
L'influencer palestinese-americano Abdul Eyad ha celebrato la vittoria di Zohran Mamdani nella corsa alla carica di sindaco di New York, con un video TikTok in cui afferma che New York sarà ora "il luogo più sicuro della Terra" perché gli israeliani lasceranno la città. «Andate a Cipro e in Polonia, ma non tornate in Palestina. Vi umilieremo, vi allontaneremo. Yallah, fate le valigie e andatevene!».
I complimenti per la sua elezione arrivano anche da "amici" non richiesti. Come ad esempio il canale Kol al-Hakika, legato ad Hamas, in cui si descrive Mamdani come «un sostenitore di Hamas e un nemico di Israele». Dove si afferma che «tutti stanno festeggiando dopo la grande vittoria di Mamdani». "Tutti", detto da un movimento terrorista islamico, è relativo e inquietante.
Teheran festeggia Mamdani: "Un terremoto politico, una crepa nell'egemonia filo-israeliana". Il sito web Nour News, affiliato al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano sottolinea che la vittoria di Mamdani segni l'inizio del declino del trumpismo. Il sostegno aperto di Mamdani alla Palestina ha reso la sua vittoria «un trionfo per il fronte di resistenza».
Mohammad Hosseini, ex ministro della Cultura e dell'Orientamento Islamico e vicepresidente del governo del presidente Ebrahim Raisi, si è congratulato con Mamdani sottolineando che è un musulmano sciita. «Per la prima volta, un giovane musulmano di 34 anni, sostenitore della Palestina e ferreo oppositore di Netanyahu, primo ministro israeliano, è diventato, in un'elezione storica e con la più alta affluenza alle urne, il sindaco di New York e di fatto il governatore di questa città, nonostante le minacce di Trump. Zohran Mamdani, nel suo percorso politico e nella lotta per la giustizia economica, è stato ispirato dall'Imam Hossein e dall'Ashura».
Il canale Telegram ufficiale della Forza Qods le formazioni della Guardia Rivoluzionaria all'estero, ha celebrato la vittoria di Mamdani, scrivendo il 5 novembre 2025: «Trump non è più il simbolo esclusivo dell'America. Mamdani è il nuovo volto dell'America, un simbolo della sconfitta di Trump e del sionismo e della vittoria della maggioranza dei giovani ebrei che lo hanno sostenuto».
Festa grande anche in Qatar, sede di al Jazeera e grande protettore della Fratellanza Musulmana (oltre che di Hamas). Il giornalista qatariota Abdullah Al-Amadi ha scritto sul suo account X: «Quello che sta accadendo negli Stati Uniti è, senza ombra di dubbio, uno dei risultati di Al-Aqsa Flood (il pogrom del 7 ottobre 2023, ndr). Il pubblico americano ha capito, dopo molti lunghi anni di torpore imposto, in cui il sionismo ha avuto un ruolo, che sostenere l'ingiustizia e l'oppressione è un fallimento morale... È grazie a questa comprensione che un candidato musulmano che si oppone all'aggressione sionista ha vinto la corsa alla carica di sindaco di New York, mentre il candidato favorito dai sionisti, sostenuto anche dallo stesso presidente americano e dall'oligarchia in generale, ha perso, nonostante New York sia considerata la seconda più grande comunità di ebrei al mondo!».
Anche Jaber Al-Harmi, direttore del quotidiano statale qatariota Al-Sharq, ha scritto: «Il candidato democratico Zohran Mamdani è stato eletto sindaco di New York, la capitale della lobby sionista, considerata la più grande roccaforte della comunità ebraica nel mondo».
I giornalisti del Qatar non hanno torto quando leggono la vittoria di Mamdani come una vittoria del loro paese. Seguendo i soldi delle donazioni, spesso si arriva a trovarli in associazioni in odore di Fratellanza Musulmana. Il New York Post mette in fila tutti i donatori e, oltre ad aziende con proprietari e comproprietari della Repubblica Popolare Cinese, si trovano anche fior di organizzazioni islamiche radicali.
Il Council on American-Islamic Relations (Cair), secondo la ricostruzione del New York Post, ha versato ben 100mila dollari nelle casse della campagna di Mamdani. Il Cair è stato citato come co-cospiratore non incriminato nel famigerato processo del 2007 contro la Holy Land Foundation per finanziamento del terrorismo; cinque leader della Holy Land Foundation sono stati condannati per aver dato a Hamas più di 12 milioni di dollari e sono stati condannati a decenni di carcere. Mamdani li esaltava e si diceva un loro sostenitore in una delle canzoni che aveva scritto nella sua breve carriera di rapper.
Cinque membri dello staff dell'Islamic Circle of North America (Icna) hanno versato 1.300 dollari in contributi individuali alla campagna di Mamdani. L'Icna è la filiale nordamericana di Jamaat-e-Islami, un gruppo islamista dell'Asia meridionale legato ai Fratelli Musulmani.
Mamdani è il sindaco islamico che piace agli islamici e l'islam politico ha finanziato la sua campagna. Ma a New York la comunità musulmana è una minoranza (circa 1 milione, il 9% della popolazione) e non ha il potere di determinare l'esito delle elezioni. A far vincere Mamdani è stato il voto di non musulmani. Anzi: di non religiosi, poiché è il sindaco che ha spopolato soprattutto fra i non credenti. Infatti, se guardiamo ai dati del voto per religione, il gruppo che lo ha scelto a gran maggioranza è quello dei "non affiliati ad alcuna religione" (il 25% della popolazione di New York), macro-categoria che include soprattutto atei e agnostici. Sono loro che hanno scelto Mamdani con una maggioranza schiacciante, del 76%. Poi è stato votato al 71% dai newyorkesi di "altra religione", un insieme in cui rientra anche la comunità musulmana. Finisce invece in minoranza fra i cristiani, soprattutto fra i cattolici: il 33% lo ha votato, la maggioranza (52%) ha preferito Andrew Cuomo. Ed è quasi la stessa percentuale che si riscontra nella comunità ebraica, in cui il 32% ha votato Mamdani, il 64% Cuomo (che raggiunge punte del 90% nelle comunità ebraiche ortodosse).
Però è quel 32% di elettori ebrei di Mamdani che lascia a dir poco sbalorditi, considerando i temi della sua campagna elettorale. Uno di questi poteva essere lo scrittore ebreo newyorkese Jonathan Safran Foer (Ogni cosa è illuminata), che però dice al Corriere della Sera: «Sono andato al seggio per votare Mamdani ma alla fine non ci sono riuscito. E ho lasciato scheda bianca».
-
Pubblicato 10 anni fa...

IL PRESEPE
Va fatto anche a scuola
di Giampaolo Crepaldi
Articolo del 9 dicembre 2015 -
Libro della settimana
DARWIN
ha preso un granchio
di Francesco Agnoli
Anno 2025 / pag. 288 / € 19 -
Video della settimana
CANONE RAI
La logica dello stato italiano
Video ironico
Durata: 30 sec. (18/09/2025) -
Da FilmGarantiti.it
CODICE GENESI
Caccia all'ultima Bibbia
Giudizio: accettabile (')
Genere: fantascienza (2010) -
I dossier di BastaBugie
IL CALCIO
Ratzinger e i mondiali
Dossier: 20 articoli e 7 video -
Santo della settimana
BEATO FULTON SHEEN
Il vescovo telepredicatore
Dossier con 7 articoli
Festa: 9 dicembre -
Video per la formazione
ABOLITO GESU'
nelle canzoni natalizie
di Matt Carus
Durata: 9 min. (03/12/2025) -
Personaggi del passato
SILVIO BERLUSCONI
Imprenditore e politico
Politica, calcio, donne, tv
1936 - 2023 (87 anni)
Dossier: 16 articoli e 7 video









