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SAL DA VINCI ALL'EUROVISION: QUANDO UN ITALIANO PIACE AL MONDO, PERCHE' CI VERGOGNIAMO?
Ci sono occasioni in cui il successo di un italiano all'estero dovrebbe suscitare almeno un moto spontaneo di soddisfazione. Non necessariamente entusiasmo unanime, perché gusti e sensibilità possono essere diversi, ma almeno la capacità di riconoscere quando qualcosa di nostro viene accolto con simpatia, interesse e perfino ammirazione. E invece accade spesso il contrario: appena un artista, un simbolo o un tratto della nostra identità ottiene un consenso internazionale, una parte d'Italia sente il bisogno di prenderne le distanze, sminuirlo, quasi di vergognarsene. È una specie di riflesso condizionato, un'autodenigrazione preventiva che scambia il disprezzo per intelligenza e la freddezza per raffinatezza.
Dopo aver visto i commenti su Sal Da Vinci all'Eurovision Song Contest appena concluso mi viene da chiedere: ma perché noi italiani dobbiamo sempre lamentarci? Capisco che una canzone di musica leggera non è sicuramente un tema di fondamentale importanza, ma mi ha sollevato un po' di indignazione.
Tutto il mondo interessato alla musica parla dell'esibizione all'Eurovision del vincitore di Sanremo e, anche se ci sono pareri non favorevoli perché troppo anni '80, tutti ne riconoscono l'energia positiva, allegra, autentica e geniale... perché, diciamocelo, la gonna della sposa-ballerina che si stacca e diventa una bandiera italiana è un autentico colpo di genio! Infatti il boato del pubblico presente è stato uno dei più forti di tutte le esibizioni!
Sal Da Vinci è l'artista con più visualizzazioni e ascolti sul web di tutto l'Eurovision, molto avanti rispetto alla vincitrice bulgara! Solo su YouTube hanno guardato il video di Sal più di 26 milioni di volte!
LE CRITICHE
E da noi in Italia c'è qualcuno che lo ha accusato di portare in Europa canzoni da matrimoni della Camorra o nella migliore delle ipotesi di portare i vecchi stereotipi di pizza e mandolino! Poi ovviamente la canzone può piacere o non piacere e per fortuna ci sono anche giornali italiani che ne parlano bene, ma questi brutti commenti cosa c'entrano?!
Noi un tempo eravamo un'eccellenza mondiale in tanti campi, un'eccellenza sempre più difficile da mantenere o che ormai è purtroppo svanita e una volta che ci riconoscono un primato a livello europeo, se non globale, cosa facciamo? Ci vergogniamo!
Qual è il problema se a molti è piaciuto Sal Da Vinci?! Che ha parlato di matrimonio davanti a Dio e per giunta per tutta la vita? Che ha messo in scena l'emozione che dà la celebrazione di un matrimonio? Che ha portato una canzone neomelodica e non con tutte quelle sonorità che vanno di moda ora? Che ha fatto più di 30 anni di gavetta e quindi era il più anziano in gara? Gavetta che, fra l'altro, si vedeva bene nel modo di cantare, anche se non perfetto, nel modo di stare sul palco e di coinvolgere il pubblico, che forse gli altri avevano meno.
Cosa altro può aver dato noia? Che è arrivato a Vienna con moglie, figli, nipoti e genero? E così ricorda che la famiglia unita esiste ancora e ti sostiene nella gioia, ma anche quando non si ha tutto questo successo perché non avendo mai cambiato moglie lui ha sempre avuto accanto le solite persone.
Forse dà noia il fatto che ricorda che esiste ancora un'Italia affidabile? In un'intervista Sal ha detto che il suo verso preferito è: "Con la mano sul petto io te lo prometto davanti a Dio" perché "per me le promesse sono importanti". E in un mondo dove il rispetto di promesse elettorali, promesse matrimoniali o semplicemente promesse di riservatezza su un segreto di un amico, sembra dimenticato, lui con la sua semplicità dà una bella lezione a tante, troppe persone.
LA RISPOSTA DI SAL
Ma forse la risposta a tutte queste critiche nostrane, spesso di sinistra, l'ha data Sal Da Vinci stesso dichiarando in un'intervista: "Quando gli italiani fanno gli italiani, si sprigiona una forza incredibile!" Una forza che, indipendentemente dalle inclinazioni personali o geografiche (perché non abbiamo modi di fare identici in tutte le zone d'Italia), ci accomuna tutti e ci rende riconoscibili e apprezzati in tutto il mondo: la geniale simpatia che, senza troppo sforzo, porta un po' di sana allegria! E credo che l'allegria sia una di quelle caratteristiche che più possono portare a Dio!
In fondo, il punto non è stabilire se Sal Da Vinci debba piacere a tutti, né trasformare una gara musicale in una questione di patriottismo obbligatorio. Il punto è imparare a guardare con maggiore onestà ciò che accade: se un artista italiano conquista il pubblico europeo con una proposta popolare, piena di gioia di vivere e riconoscibile, non c'è nulla di cui vergognarsi. Anzi, forse c'è qualcosa da riscoprire: vi pare che non ci sia bisogno di gioia di vivere in questo mondo?! E allora ben venga chi, senza complessi, porta sul palco un'Italia che sorride, canta e non chiede scusa di esistere.
Grazie Sal Da Vinci che hai portato un po' di gioia e di normalità sul palco, in uno scenario (quello europeo) che ultimamente ha ben poco di allegro e normale. E pazienza per quegli italiani che, criticandoti e basta, rinunciano ad essere fieramente italiani!
SAL DA VINCI - PER SEMPRE SÌ (LIVE) - First Semi-Final - Eurovision 2026
https://www.youtube.com/watch?v=OknnSe8SG8Q
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