
I PIÙ LETTI DEL MESE
ARGOMENTI
Aborto
America
Animalisti e vegetariani
Attualità
Cinema
Comunismo
Cristianesimo
Ecologia
Economia
Eutanasia
Evoluzionismo
Famiglia e matrimonio
Fecondazione artificiale
Immigrazione
Islam
Libri
Liturgia e sacramenti
Morale
Omelie
Omosessualità
Pedofilia
Pillole
Politica
Santi e beati
Scienza
Scuola
Storia
Televisione
« Torna alla edizione
IL QUINTO EVANGELO DI BIFFI, UN LIBRO PER RIDERE E PER RIFLETTERE
"Il quinto evangelo" del cardinale Giacomo Biffi è un piccolo capolavoro di satira teologica scritto nel 1969, quando era ancora parroco. Ha avuto molte edizioni negli anni (la dodicesima nel 2023), segno della sua lungimiranza e perenne attualità.
Nel libretto di poco più di un centinaio di pagine il cardinale finge il ritrovamento di antiche pergamene per smascherare il nuovo catechismo della mentalità dominante: un cristianesimo accomodato, pronto a confermare desideri e abitudini più che a convertirli. Il pretesto narrativo è spassoso: un prete narratore e il suo vecchio amico, il commendator Giovanni Migliavacca, industriale generoso, inciampano in frammenti greci che parrebbero svelare un "quinto" testo evangelico. Attorno al reperto si mobilitano commissioni e dotti d'oltralpe, ma l'autore corre avanti e offre una traduzione rapida, quasi a dimostrare che certi entusiasmi moderni cercano un avallo antico.
Il commendatore, disegnato con gusto e benevola ironia, incarna la buona coscienza del benessere. Lavora sodo, fa beneficenza, pretende efficienza, chiede alla religione di non complicargli la vita. Le sue virtù sono autentiche, ma diventano misura del Vangelo: se la fede consola e arreda, bene; se disturba, è invadenza. Proprio per questo, davanti alle pergamene, è il primo a intuire l'"utilità" del reperto: finalmente un testo che non obbliga troppo, che benedice il quieto vivere, che si adatta al ritmo della produzione e del consumo senza chiedere cambiamenti radicali.
Il libro funziona perché imita con precisione i tic del presente. C'è il culto dell'edizione critica che non finisce mai, la deferenza verso commissioni e comitati, la fretta di ribattezzare ogni trovata come "ritorno alle origini". Se i quattro Vangeli non reggono certi slogan, ecco pronto un quinto, più flessibile e aggiornato. Così vediamo un cristianesimo che scivola dall'annuncio alla comunicazione, dalla testimonianza al marketing. E comprendiamo quanto sia facile invocare l'autorità della Storia per giustificare il presente invece di lasciarsi giudicare da esso.
UNO SPECCHIO DEL MONDO
Il "nuovo vangelo" profilato tra le righe non è una burla gratuita, ma uno specchio. È la rassegna delle nostre scorciatoie spirituali. Il Cristo ne esce ridotto a maestro di buone maniere; la grazia diventa autostima; la misericordia, amnistia universale. La colpa diventa un errore di valutazione; la croce un simbolo estetico; la risurrezione una metafora motivazionale. L'etica si fa situazionale e reversibile: l'importante è "non giudicare", cioè non distinguere. La liturgia scivola nello spettacolo e la comunità nell'associazione di mutuo conforto, dove ci si incoraggia a vicenda a restare come si è.
Il cardinal Biffi sbeffeggia il mondo e così ci invita a riscoprire le nostre domande più profonde. Conosce le aspirazioni nobili del nostro tempo - pace, inclusione, diritti per tutti - ma sa che sono slogan per sganciarsi dalla verità del Vangelo. Pace senza giustizia, inclusione senza conversione, diritti senza doveri: parole splendide che, sciolte dalla croce di Cristo, si svuotano. L'ironia diventa così pastorale: diverte, ma sveglia. Ricorda che l'amore cristiano è più esigente proprio perché è più reale; non si accontenta di emozioni condivise, chiede atti e cambi di rotta.
Notevole anche il tratto letterario. La lingua è tersa, spiritosa, piena di trovate. Dietro il sorriso si sente la serietà del vescovo che difende il tesoro della fede dall'abbraccio soffocante del conformismo culturale. Non nostalgia, ma custodia intelligente di ciò che salva. Il cardinale dimostra con questo libretto che per voler bene a una persona non si deve addomesticare la verità. Il libro non umilia chi lo legge: lo accompagna e lo provoca con delicatezza. Nel farlo mostra come il cristianesimo non sia disprezzo dell'umano, ma elevazione: la concretezza, il gusto dell'efficacia, la generosità spontanea sono beni da salvare, purché non si sostituiscano al Vangelo vero. La santità, suggerisce il cardinale, non è l'anticamera del moralismo: è la pienezza della vita che prende sul serio la grazia.
"Il quinto evangelo" ha un valore apologetico. Aiuta a riconoscere le parole svuotate - misericordia, dialogo, coscienza, libertà - e le rimette al loro posto. Mostra come diventino slogan quando perdono il riferimento a Cristo e alla sua Pasqua. È un esercizio di discernimento che non pretende di chiudere i problemi, ma di purificare lo sguardo. Ci consegna un criterio semplice: il Vangelo autentico non teme di chiedere conversione, non rinuncia alla verità per paura del conflitto, non separa l'amore dalla giustizia e la tenerezza dalla chiarezza.
ESTRATTI DA IL QUINTO EVANGELO
Perché leggerlo oggi? Perché siamo immersi in una spiritualità "light", dove il bene coincide con il consenso, la fede con l'emozione, la speranza con l'ottimismo. Il cardinal Biffi invita la Chiesa e i cristiani al coraggio. La Chiesa deve essere madre e maestra, non ufficio stampa delle mode. È un appello che riguarda anche i laici: smettere di usare Dio come garanzia della propria rispettabilità e lasciarsi finalmente convertire, perché la gioia cristiana non è una decorazione, ma una vita che ricomincia.
Ecco alcuni estratti da Il Quinto Evangelo.
«In quel tempo passò tutta la notte a presiedere la discussione dell'assemblea dei discepoli per la scelta dei dodici apostoli. Diceva infatti: Nessuno può veramente rappresentare gli altri uomini, se non è eletto da loro. Poi chiamò a sé coloro che l'assemblea aveva indicato». (Frammento 8)
«Ti ringrazio o Padre perché hai voluto rivelare i misteri del Regno ai dotti e agli intelligenti, che così li potranno spiegare ai semplici». (Frammento 11)
«Che giova all'uomo salvare la propria anima, se poi non riesce a conquistare il mondo?». (Frammento 21)
«Se il mondo vi odia, è segno che non lo capite. Conformatevi al mondo e il mondo vi salverà». (Frammento 22)
«E Gesù disse a Maria, sorella di Lazzaro: Un profumo di trecento denari non poteva essere venduto per aiutare i poveri? Giuda mormorò: Guarda! proprio quello che volevo dire io». (Frammento 26)
Si chiude il libro più allegri e anche più inquieti. Allegri, perché l'intelligenza che sorride è già un atto di libertà. Inquieti, perché ci accorgiamo di quante volte cerchiamo una fondazione nobile alle nostre scorciatoie. Il pregio maggiore di queste pagine è proprio questo: costringono a tornare ai quattro Vangeli senza alibi, per non inventarne uno di comodo ogni volta che conviene.
Nota di BastaBugie: per acquistare l'imperdibile "Il Quinto Evangelo" del card. Giacomo Biffi (ed. 2023), clicca qui!
LEGGI L'INTRODUZIONE A IL QUINTO EVANGELO
di Card. Giacomo Biffi
https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1316
CARD. GIACOMO BIFFI
La fede che diventa cultura
Per vedere articoli e video, clicca qui!
-
Pubblicato 10 anni fa...

ABORTO
Come rimediare
di Costanza Miriano
Articolo del 17 agosto 2016 -
Video della settimana
FERMARE LO TSUNAMI
Miracolo eucaristico
Tumaco (Colombia), 1906
Durata: 9 min. (27/07/2026) -
Da LibriGarantiti.it
STEINER
Fatti e misfatti dell'Antroposofia
di Francesco Avanzini
Anno 2026 / pag. 160 / € 17 -
Da FilmGarantiti.it
WE WERE SOLDIERS
con Mel Gibson
Giudizio: stupendo (***)
Genere: avventura (2002) -
I dossier di BastaBugie
CHIARA FERRAGNI
La regina delle influencer
Dossier: 8 articoli + 2 video -
Santo della settimana
SAN TARCISIO
Patrono dei chierichetti
di Maria Bigazzi
Festa: 15 agosto -
Video per la formazione
VENDITORI ABUSIVI
Davanti a San Pietro
di Simone Cicalone
Durata: 16 min. (01/06/2026) -
Personaggi del passato
FIDEL CASTRO
Dittatore comunista
Lìder Màximo di Cuba
1926 - 2016 (90 anni)









